ilTorinese

“L’importanza di fare squadra” nella nuova puntata di “Parlaconme”

Ospite della puntata del 5 gennaio di PARLACONME su Radiovidanetwork l’atleta paralimpico Alessandro Ossola

La puntata di mercoledì 5 gennaio di PARLACONME  sulla Radio web Radiovidanetwork,  dalle 18 alle 19,  condotta da Simona Riccio, Founder e Social Media Manager del CAAT, vedrà la partecipazione come ospite dell’atleta paralimpico della Nazionale di Atletica leggera Alessandro Ossola, Presidente di Bionic People.  Tema dell’appuntamento radiofonico “L’importanza di fare squadra”.

Simona Riccio  ha voluto  che Alessandro Ossola narrasse la sua storia a partire dalla data del 29 agosto 2015 e l’ha voluta comparare a quella di tutte le attività  del settore agroalimentare  che, in questo momento, stanno vivendo un periodo di difficoltà,  demoralizzazione e criticità  e, proprio per questo motivo, necessitano di fare squadra per riuscire a vincere questa battaglia non facile.

“Sono nato e  cresciuto a Torino – precisa l’atleta paralimpicoAlessandro Ossola. Ero un ragazzo come tanti che amava il calcio, la mia famiglia e gli amici. Il 29 agosto del 2015 ebbi un incidente in moto in cui persi mia moglie e poco dopo la mia gamba sinistra, e ho dovuto reagire”.

Simona Riccio durante la puntata ha voluto parlare, non senza emozione, dell’importanza di fare squadra per vincere anche nel settore agroalimentare, in cui domina ancora troppo l’individualismo piuttosto che uno spirito di collaborazione e di sinergia all’interno della filiera.

La trasmissione viene trasmessa in diretta web Radio da Radiovidanetwork.

Per ascoltarla collegarsi al sito www.vidanetwork.it

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Dal giorno successivo sarà possibile seguire la puntata senza stacchi pubblicitari sul sito www.parlaconmeofficial.it

MARA MARTELLOTTA

5 gennaio 2018:  muore a Siena Antonio Valentin Angelillo

ACCADDE OGGI

Aveva 80 anni il grande attaccante argentino dai piedi buoni che producevano sublimi giocate.
Insieme a Maschio e Sivori formava il trio degli ‘Angeli dalla faccia sporca’.Questo soprannome fu coniato da un massaggiatore che li vedeva sempre con i visi sporchi di terra dopo i lunghi allenamenti. Attaccante argentino naturalizzato italiano, approdò all’Inter nel ’57 e con i nerazzurri rimase per quattro anni, poi per i cattivi rapporti con Helenio Herrera fu ceduto e passò alla Roma. In giallorosso conquistò una Coppa Italia e una Coppa delle Fiere mentre nel ’68 al Milan vinse lo scudetto pur giocando solo tre partite.E’ stato il primatista di reti segnate in un campionato di serie A a 18 squadre, con 33 gol.Grande giocatore ma da allenatore non ebbe grande fortuna:da ricordare soltanto le sue esperienze al Pescara che portò in serie A nel ’79 e all’Arezzo con cui sfiorò l’approdo nel massimo campionato.Angelillo confermò,se mai ce ne fosse stato bisogno,che non esiste l’equazione grande giocatore uguale grande allenatore,anzi!Sono rarissimi i casi in cui un grande allenatore è stato un grande calciatore e viceversa.

Enzo Grassano

Nel mese di ottobre gli uffici della Regione Piemonte si trasferiscono nel grattacielo del Lingotto

Il governatore Alberto Cirio, ha aperto questa mattina la conferenza stampa di inizio 2022  della Regione  all’interno del nuovo palazzo unico della Regione al Lingotto, che verrà consegnato  il prossimo 10 ottobre.

“Il grattacielo è il simbolo del Piemonte che vogliamo, – ha detto il presidente –  una Regione che non lascia le cose a metà”.

“Abbiamo trovato al nostro insediamento un Piemonte con tante cose ferme e il nostro lavoro è stato quello di affrontarle. Così oggi ci troviamo con un Piemonte sbloccato. La prova è questo grattacielo, per anni protagonista di una pagina non bella della vita cittadina. Noi vogliamo invece che diventi una pagina bella. Il primo modo di rispettare i cittadini è quello di rispettare i loro soldi”.

La conferenza stampa,  in presenza di numerosi assessori, con ingressi contingentati per la pandemia, si è tenuta esattamente a due anni e mezzo dall’insediamento della Giunta regionale, metà del mandato. Il grattacielo è stato progettato dall'”archistar” Massimiliano Fuksas nel 2008, ed è costato circa 236 milioni di euro. E’  alto 209 metri e conterrà tutti gli uffici della Regione, con un risparmio in affitti e altre spese stimato in 18 milioni l’anno.

(foto Mario Alesina)

Leasing in costruendo, grande opportunità per le opere pubbliche

Informazione promozionale 

Leasing in costruendo: trasferire i rischi e garantire i tempi. L’esempio del Palazzetto dello Sport di Sanremo. Ne parliamo con il professionista torinese Ing. Ciardiello

D. Ingegnere, anche lei a Sanremo oggi come il nostro sindaco Lo Russo. Per il Festival o per l’Eurovision?
R. No, sono qui per altro. I comuni della Liguria realizzano molte opere pubbliche col “Leasing in costruendo”, strumento che consente di trasferire i rischi e di garantire di terminare in tempi brevissimi, come per il Palasport di Sanremo e un parcheggio in centro. Io sono qui per visionare le opere già in corso e per seguire l’iter di quelle programmate.

D. Ma questo nuovo metodo lo utilizzate solo per lo sport e i parcheggi?
R. No, si utilizza molto anche per le scuole, per la sanità e per molti altri settori. Oggi gli Amministratori si rendono conto che solo il questo modo riescono a realizzare opere senza intoppi nè troppa burocrazia, garantendosi anche il finanziamento.

Il sindaco di Sanremo, Biancheri

D. Chi finanzia?
R. Esi.pro lavora con Banca ICCREA e con le Banche di credito cooperativo che operano sul territorio e che finanzia le opere che poi vengono ripagate in venti anni a rate.

L’ing. Ciardiello intervistato dal Tg3 Rai

D. Avete progettato molte opere? E sono ultimate?
R. Si molte, molte sono in itinere altre già ultimate e utilizzate. Il Palasport di Sanremo sarà presto a disposizione dei cittadini ma anche dei molti torinesi in vacanza.

Mistero alla Mandria, trovato un teschio umano: si indaga per omicidio

E’ giallo alla Mandria per il teschio umano trovato da un passante qualche giorno fa, a Fiano, lungo il muro del parco, in corso Agnelli.  Sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Venaria con un medico legale dell’Asl per le  analisi e le indagini. Il medico non ha trovato lesioni sulla scatola cranica. Tra i vari esami anche quello sul dna. Il teschio è compatibile con entrambi i sessi. Non si esclude l’ipotesi di omicidio.

L’anno che verrà

IL PUNTASPILLI di Luca Martina

 

L’anno che abbiamo davanti pone ai risparmiatori l’usuale dilemma: dove investire il proprio denaro per cercare di preservarlo dal ritorno dell’inflazione?  

Come scrivevo la settimana scorsa (“La strana coppia”, https://iltorinese.it/2021/12/28/la-strana-coppia-tassi-di-interesse-e-inflazione/ ) i titoli obbligazionari emessi dai governi (i nostri BTP e CCT) non rappresentano più una scelta in grado di proteggere il valore reale dei nostri risparmi in quanto il rendimento offerto anche dai titoli con scadenza più lontana è ben al di sotto non solo del tasso di inflazione attuale ema anche di quello che potremmo vedere nei prossimi anni.

La scelta più ovvia (a patto di affrontarne consapevolmente i rischi) parrebbe allora quella di investire, tramite i mercati azionari, nelle aziende che beneficeranno, con i loro fatturati e utili, della futura crescita economica.

Questo non deve però farci dimenticare che l’allocazione del proprio patrimonio dovrebbe essere il frutto, in primo luogo, della propria propensione al rischio (una componente da valutare in anticipo, da soli ma anche con l’aiuto di un consulente che sia in grado di farlo senza essere direttamente coinvolto emotivamente).

Ci sono poi tutte le incertezze (pericoli e opportunità) legate al quadro circostante.

Possiamo allora cercare di identificare una serie di fattori che influenzeranno l’andamento dei mercati finanziari (azioni e obbligazioni) nel corso del prossimo anno.

L’inflazione è certamente l’argomento che da alcuni mesi più fa discutere: la sua crescita desta preoccupazione e continuerà a farlo sino a quando non assisteremo ad una sua discesa dai livelli attuali.

La tesi prevalente è che ciò possa iniziare ad avvenire nella seconda parte del prossimo anno e questa è una delle ragioni che ha limitato, per ora, la salita dei tassi di interesse a lungo termine (gli investitori scontano già la possibilità che tra qualche anno l’inflazione tornerà su livelli meno preoccupanti).

Questa evoluzione potrebbe rendere meno decisa (e aggressiva) la linea di azione delle banche centrali (a cominciare dalla Federal Reserve statunutense) il cui principale obiettivo è la stabilità dei prezzi (ovvero un limitato, intorno al 2%, livello di inflazione).

La generosità dei “signori della moneta” è stata una dei fattori principali che ha consentito la salita dei mercati finanziari dell’ultimo decennio e il cambiamento di rotta seppur inevitabile (e atteso) porta sempre con sé i rischi legati ad una “inversione a u” effettuata a grande velocità.

Meglio allora avere la possibilità di effettuare una simile manovra con maggiore calma e gradualità ed in condizioni di sicurezza, così da non innervosire i mercati finanziari e consentire un riallineamento senza traumi (né per i titoli obbligazionari né per quelli azionari) delle aspettative degli investitori.

Nel frattempo dovrebbero nel corso del 2022 materializzarsi gli interventi che tutti i governi del mondo hanno approntato nei mesi scorsi, consentendo così un consolidamento della ripresa economica seguita allo shock provocato dalla pandemia nei primi trimestri del 2020.

Naturalmente ad un anno che tutti ci auguriamo finalmente sereno dovrà necessariamente contribuire un miglioramento delle preoccupazioni legate alla pandemia.

La graduale riduzione della gravità delle infezioni e l’arrivo di farmaci per poterle curare potrebbero contribuire a diminuire l’incertezza che è ancora uno dei sentimenti prevalenti sul nostro futuro immediato.

In questo scenario, indubbiamente ottimista, la crescita degli utili aziendali sosterrebbe ancora l’andamento delle borse pur non preservandole, viste anche le elevate valutazioni ed il livello di ottimismo, da periodiche (seppur temporanee) correzioni.

Una maggiore prudenza su una delle variabili menzionate (inflazione, azione delle banche centrali, andamento economico e diffusione della pandemia) dovrebbe, al contrario, indurre ad investimenti a basso rischio e tendenzialmente non azionari, come le obbligazioni a breve termine (con rendimenti negativi) o la liquidità sul conto corrente.

Per noi italiani esiste inoltre un ulteriore elemento di incertezza legato alla durata del governo in carica.

Una “promozione” dell’attuale primo ministro alla presidenza della Repubblica rappresenterebbe una discontinuità che non sarebbe (almeno nel breve termine) apprezzata dagli investitori, come testimonia l’aumento dello “spread” (la differenza di rendimento, riflesso del maggior rischio associato, tra i nostri titoli di Stato e quelli tedeschi) nelle ultime settimane.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Noi ci stiamo preparando e questa è (forse) la novità…

Chieri: modificato accordo bretella di Pessione

La Regione Piemonte e il Comune di Chieri hanno modificato l’Accordo di Programma relativo alla “realizzazione di opere di miglioramento funzionale dell’accessibilità della zona produttiva in Pessione” (la cosiddetta “bretella” di Pessione).

L’intervento prevede la realizzazione del primo lotto della circonvallazione di Pessione tra la S.P. 128-la strada che collega il concentrico di Chieri con Pessione-e la zona di insediamento della Martini & Rossi, con l’obiettivo di ridurre il traffico dei mezzi pesanti che gravano sul centro abitato della frazione di Pessione.

«Con questa modifica dell’Accordo di Programma del 2017, la Regione Piemonte, da un lato, ha confermato il contributo di 480mila euro-spiega l’assessora ai Lavori pubblici Flavia BIANCHI-e, dall’altro, sono stati prorogati di 2 anni i termini per la realizzazione dei lavori di questo primo lotto.  Con la modifica dell’Accordo, inoltre, si è superata l’impostazione secondo cui il secondo lotto, quello che da Pessione va verso Poirino e l’autostrada, debba essere realizzato con risorse stanziate dal Comune di Chieri: infatti, il secondo lotto, quale completamento del primo, avendo valenza sovracomunale, dovrà essere realizzato con risorse degli Enti di scala superiore».

L’intervento ha un costo complessivo di 1 milione e 400mila euro, ripartito tra la Regione Piemonte (480mila) ed il Comune di Chieri (920mila).

Una calza della Befana dolce, elegante e di qualità

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” La befana vien di notte con le scarpe tutte rotte ma … con le calze di Gallo”:

il marchio storico dell’azienda calzificia lombarda,  fa da sfondo, per questa epifania,  ad una ” dolce” collaborazione con la nota cioccolateria torinese firmata Davide Appendino.

La calza, simbolo tradizionale dell’epifania – che tutte le feste porta via – , insieme alle prelibatezze di fine cioccolato, danno vita ad una festa nella quale stile, qualità e tradizione  contraddistinguono i due marchi. E più piccoli non potranno che apprezzare ” le cose buone per davvero”… senza carbone, una volta tanto.
La calza d’eccellenza,  composta da una lastra di cioccolato fondente al 70% con Nocciole IGP Piemonte o una a scelta tra quelle disponibili nel negozio da circa 350 gr, 120 gr di cuneesi al rhum, 40 gr di gianduiotti exrafondenti monorigine Ecuador e, ovviamente, un paio di calze rigato Gallo, è acquistabile – al costo di 50 euro –  sia nel nuovo store di Davide Appendino di V. Cavour 13 oppure, poco più avanti, nel negozio Gallo al civico 7.  Disponibile anche sullo shop on line di Davide Appendino –https://shop.davideappendino.it-, sempre al costo di 50 euro.

CHIARA VANNINI

Teatro dialettale a Moncalieri

Sabato 8 gennaio 2022

XXXIII RASSEGNA TEATRALE DIALETTALE
La cosa pi’ bela

Moncalieri, ore 21

Teatro Matteotti, via Matteotti 1

Sabato 8 gennaio, alle ore 21, la 33a Rassegna teatrale in lingua piemontese propone il suo terzo spettacolo in cartellone: una commedia in due atti di Tonino Ranalli. Sul palco del Teatro Matteotti di Moncalieri, in arrivo da Mondovì, c’è la Crica del Borgat con “La cosa pi’ bela”.

Letizia ed Enrico, già genitori di una creatura, stanno per sposarsi. Sul coronamento del loro sogno d’amore incombe l’ombra della mamma di lui, donna di vecchio stampo che sta per arrivare a conoscere la famiglia della nuora e anche la nipote nata fuori dal matrimonio, di cui non sa ancora nulla. Sui singolari componenti di questa famiglia sta per posarsi un turbine di novità e colpi di scena, con sorpresa finale. La rassegna è a cura delle compagnie moncalieresi Gruppo Amici di San Pietro, Siparietto di San Matteo e J’Amis del Borg, con il patrocinio della Città di Moncalieri e il sostegno della Pro Loco Moncalieri.

La nostra rassegna della commedia in lingua piemontese al Matteotti è da 33 anni uno degli appuntamenti fissi più amati anche ben oltre i confini di Moncalieri – commenta soddisfatta l’assessore alla Cultura Laura Pompeo – Ed è un’iniziativa che sosteniamo convintamente, nell’ottica di valorizzare quel che Moncalieri ha di peculiare, gli echi più profondi e caratterizzanti della sua storia. Ben lungi dal rimanere ancorati al passato, l’obiettivo è prima di tutto far vivere e diffondere, grazie all’intenso, metodico lavoro di rete con le compagnie del territorio, quanto c’è di più vivo nella cultura e nell’identità moncalierese”.

Abbonamento a 8 spettacoli: € 50,00

Biglietto singolo: € 8,00 (ridotto per under 12: € 6,00)

Info e prenotazioni: tel. 328.6894390 dalle ore 15,30 alle 19 Mail: annafalconieri50@gmail.com

 

Tv a rischio nelle valli alpine

Le valli alpine e appenniniche vedono a rischio la TV. Che nelle case resterà senza segnale in quelle zone coperte da ripetitori di proprietà degli Enti locali.

E la colpa non è di certo di Comuni, Unioni, Comunità. Da oggi, 3 gennaio, verso il definitivo cambio delle frequenze, viene adottato un nuovo sistema di collegamento e trasmissione dei segnali TV che rischia di comportare gravi discriminazioni per i residenti nei Comuni di montagna, dove i ripetitori non sono di proprietà delle reti televisive (RAI in primis).

“In diverse aree del Paese il rischio concreto è che le Unioni e i Comuni, o le Comunità montane, debbano far fronte a spese insostenibili per interventi di adattamento dei ripetitori al nuovo sistema – spiegano Marco Bussone, Presidente Uncem nazionale, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – Negli ultimi giorni di dicembre, a fronte delle comunicazioni da parte delle sedi locali MISE di revoca dell’autorizzazione rilasciata agli Enti locali per l’installazione di impianti televisivi DVB-T per garantire il servizio pubblico che RAI peraltro non ha mai assicurato in alta montagna e nelle valli laterali, gli Enti locali montani hanno manifestato l’interesse alla prosecuzione con i medesimi impianti dell’esercizio attualmente svolto con la ripetizione del Mux-RAI contenente anche Rai1, Rai2, Rai3. Questo è il primo passo per non perdere la TV nelle valli. Ma non basta, purtroppo”. Gli Enti hanno richiesto di garantire, in attesa del rilascio della nuova autorizzazione, la copertura del servizio ai cittadini utenti interessati senza interruzioni temporali. Solo successivamente all’eventuale assegnazione di nuove frequenze sarà possibile quantificare i costi per gli interventi di adeguamento agli impianti esistenti. “Il rischio concreto è che vi siano a breve costi ingenti, a carico degli Enti, per il servizio pubblico cittadini a cui non potrà più essere garantita la visione della trasmissioni RAI – sottolineano Bussone e Colombero – Per adeguare un impianto servono almeno 15 mila euro. E vi sono Enti che ne hanno più di dieci di proprietà. Serve un intervento politico del Governo, Mise e Ministero della Digitalizzazione in particolare, per ricercare soluzioni che non impattino sugli enti locali, che non hanno certamente le disponibilità economiche per far fronte ad adempimenti peraltro non dipendenti dalla propria volontà”.

Mentre Mise e Ministero della Digitalizzazione erogano contributi per la sostituzione dei televisori, il problema delle aree montane non è certo l’apparecchio televisivo, più o meno smart. Quanto invece lo sono i ripetitori, che devono essere adeguati. Uncem ha chiesto con urgenza un supporto operativo e finanziario ai due Ministeri, per non lasciare senza TV chi vive nei territori montani.