Farina, acqua, lievito e un po’ di sale. Sono pochi gli ingredienti necessari per realizzare la pizza, una delle specialità gastronomiche napoletane più amate.
Ma per rendere questo piatto made in Italy davvero inconfondibile al palato è necessaria anche una spolverata di passione oltre che un pizzico di talento nell’arte della pizza. Anche a Torino, all’ombra della Mole si possono trovare pizzerie degne della “Città del Sole” e soprattutto nel quartiere torinese di Santa Rita vi sono alcune delle migliori pizzerie napoletane in città.
Ecco le migliori pizzerie a Santa Rita a Torino.
Da Pecchia Pizza e Sfizi Napoletani – Corso Unione Sovietica 244
In questa giovane catena nata a Torino da alcuni anni ma dall’anima profondamente campana si può gustare la vera pizza di Napoli ma anche le altre specialità partenopee. Nel menù regna sovrana la pizza napoletana alta, soffice e ben condita ma si possono trovare anche altri piatti tipici come i “cuoppi fritti”, i calzoni e i panuozzi.
Tra i punti forti di questo locale vi è sicuramente la celerità nella preparazione dei piatti e i clienti possono optare anche per l’opzione “da asporto” mentre tra i nei sollevati da alcuni avventori c’è il servizio poco gratificante. Sarà davvero così?
All’Oca di Pulcinella – Corso Giovanni Agnelli, 2
Al mattone oppure al tegamino? In questa pizzeria tipicamente napoletana si possono sperimentare due differenti versioni del piatto tipico di Napoli ed
entrambe non tradiscono le aspettative.
Alcuni l’hanno addirittura definita una delle migliori pizzerie di Torino: molto del merito va sicuramente al fatto che chi desidera degustare una perfetta pizza napoletana in questo locale di Santa Rita troverà sicuramente ciò che cerca: una preparazione digeribile, leggera e sempre ben condita. Inoltre un prezzo non eccessivo e la gentilezza del personale sono sicuramente altri ottimi aspetti segnalati dagli avventori che rendono questo locale tra i più quotati della zona.
Porcaloca Pizzeria – Via Tunisi 50
Semplicità molto spesso fa rima anche con eccellenza e questo locale nel cuore del quartiere torinese di Santa Rita è l’emblema di questa affermazione. Poche pretese negli ambienti data l’informalità della location ma per quanto riguarda la cucina e soprattutto il piatto principale – la pizza (anche nella sua versione al tegamino)- in questa pizzeria l’asticella va oltre la media.
Impasto ottimo, condimento e cottura al punto giusto e la possibilità di assaggiare anche una squisita farinata sono gli elementi chiave che hanno già fatto eleggere questa pizzeria tra le migliori di Santa Rita a Torino.
Miseria e Nobiltà – Via Lesegno, 69/I
Una vera pizza napoletana in un locale che strizza l’occhio al celebre film del 1954 con protagonista l’attore simbolo della comicità italiana e soprattutto partenopea ovvero Totò. E di Napoli in
questa pizzeria c’è molto: la tipica pizza fragrante e ricca e di alta qualità, l’accoglienza calda e disponibile verso la clientela, l’ambiente raccolto ma ben arredato con tavoli rustici che regalano subito un atmosfera casalinga ed accogliente.
E se sull’ottima qualità della pizza offerta in questa pizzeria racchiusa nel quartiere di Santa Rita di Torino tutti i clienti sono risultati pienamente soddisfatti, alcuni degli avventori hanno invece sottolineato qualche carenza nel servizio, non sempre risultato all’altezza. Un aspetto sicuramente da verificare dopo aver consultato il succulente menù di questo locale.
Pizzeria Ristorante Le Comiche – Corso Siracusa, 136/B
In questa pizzeria nel quartiere Santa Rita si può trovare una pizza eccellente, tipicamente napoletana oltre che un vasto menù di piatti siciliani.
Sarà che il richiamo di una pizzeria tipicamente partenopea e di qualità attira molti avventori alcuni dei clienti del locale si sono lamentati dei lunghi tempi di attesa in questo locale, divenuti talvolta anche biblici oltre che è stato segnalato molto caos soprattutto nelle serate del week end. Un neo che sicuramente può (talvolta) essere facilmente dimenticato davanti alla perfetta ricetta di una fumante pizza margherita.
Rossella Carluccio
Curata da Ilario Manfredini, la rassegna ricrea la favolosa stagione artistica intrapresa da Domenico Della Rovere e dalla sua nobile famiglia in Piemonte. Nato a Vinovo nel 1442, figlio del conte Giovanni di Vinovo e dalla contessa Anna del Pozzo, studiò teologia all’Università di Torino. La storia dei Della Rovere di Vinovo si intreccia strettamente con quella di Francesco Della Rovere, futuro papa Sisto IV. Nato da una famiglia savonese, benestante ma non blasonata, famoso teologo e abituale frequentatore della corte papale a Roma, Francesco Della Rovere conobbe i fratelli vinovesi Domenico e Cristoforo Della Rovere durante una visita a Chieri presentandosi perfino come membro della loro famiglia pur non avendo un titolo nobiliare. Avevano lo stesso cognome ma non erano congiunti anche se forse tra i due rami della famiglia esiste davvero una lontana parentela. I “Della Rovere” sono infatti originari di Savona dai quali nasceranno varie famiglie tra cui i Della Rovere di Urbino. I tre Della Rovere divennero amici e un tal giorno Domenico e Cristoforo si trasferirono a Roma proprio sotto la protezione di Francesco che qualche anno dopo diventerà papa Sisto IV. A Vinovo Domenico trascorse brevi periodi della sua vita ma fu comunque l’artefice del castello che verrà eretto alla fine del Quattrocento. Alla morte del fratello Cristoforo divenne cardinale e poi vescovo di Torino nel 1482.
In mostra sono esposte miniature, dipinti, documenti e riproduzioni antiche provenienti da diversi musei e biblioteche in cui si mettono in rilievo anche le fasi del restauro rinascimentale della dimora e del parco. Tra i dipinti in vetrina nelle sale del castello spiccano tre tavolette di Gandolfino da Roreto, una serie di ritratti in cui compaiono personaggi illustri conosciuti da Domenico Della Rovere, come Carlo VIII di Francia e Carlo II di Savoia, detto il Buono, in un quadro realizzato dal chivassese Defendente Ferrari.
Il maniero rinascimentale sarà sede nel Settecento di una prestigiosa manifattura di porcellane e in seguito accoglierà il collegio della Regia Università degli studi di Torino. Nel 1693 con la morte, senza eredi, dell’ultimo discendente Carlo terminò il ramo vinovese dei Della Rovere e la proprietà fu assegnata al conte Carlo Francesco Delle Lanze, figlio del duca di Savoia Carlo Emanuele II. Oggi il castello, patrimonio del Comune di Vinovo, ospita la biblioteca e in alcune sale vengono organizzate mostre e iniziative culturali.