ilTorinese

I giovani campioni italiani di taekwondo premiati dall’assessore Carretta

 

L’assessore allo Sport Domenico Carretta ha incontrato i giovanissimi atleti torinesi della Taekwondo Greco Academy, campioni nazionali under 15 di taekwondo.

Alessandro Borda e Alessandro Ieluzzi, entrambi classe 2012, hanno conquistato la medaglia d’oro al Campionato italiano Cadetti Nere under 15, rispettivamente nelle categorie <45 e <41 kg.

Ad accompagnarli Domenico Greco, direttore tecnico della società torinese, sempre più punto di riferimento a livello nazionale e internazionale per la disciplina, con un palmarès che si arricchisce di anno in anno di trofei. Grazie ai risultati ottenuti dai suoi atleti, la società si è laureata campione d’Italia 2026 nella categoria Cadetti Nere maschile. Nei prossimi mesi, inoltre, diversi atleti saranno protagonisti ai campionati europei di Budapest.

L’assessore ha consegnato ai due giovani atleti una medaglia e si è complimentato a nome della Città con i giovani atleti per l’impegno e gli importanti risultati raggiunti.

TorinoClick

TAV Avigliana – Orbassano, Ravinale (AVS): “Scena muta della Regione”

La Giunta regionale martedì in Consiglio avrebbe dovuto rispondere a due mie interrogazioni, una depositata ad aprile e una addirittura a febbraio, sul progetto della tratta nazionale TAV Avigliana – Orbassano: ma hanno preferito nascondersi dietro ad un laconico “si ritiene il quesito contenuto in tale interrogazione già trattato e, di conseguenza, superato”.

Avevo chiesto se la Regione ritenga validi i presupposti progettuali posti alla base del progetto definitivo dell’opera proposto da RFI a fronte dei discostamenti tra il modello di esercizio alla base del progetto, risalente al 2008, e l’attuale assetto del Servizio Ferroviario Metropolitano, e a fronte della programmazione degli interventi relativi al TAV Torino-Lione, di cui è chiaro lo slittamento dopo la riunione di Chambery che ha confermato i ritardi francesi e a fronte problemi tecnici della talpa Viviana. E ancora, avevo chiesto se la Regione ritiene compatibile l’investimento pubblico previsto per la realizzazione della linea, pari a circa 3 miliardi di Euro, con la ipotesi di privatizzazione dell’Interporto SITO di Orbassano riemersa anche nella discussione di bilancio in questi giorni.

L’unica risposta che la Regione finora mi ha dato è relativa al fatto che non intendono avviare – a differenza di quanto chiesto dai Comuni – una conferenza dei servizi regionali, posto che è stato attivato il ben più blando “comitato di supporto”.

Proprio in seno a tale comitato, che si è riunito nei giorni scorsi, stanno tuttavia emergendo tutte le lacune sulla localizzazione dell’opera e sulla sua cantierizzazione, che rendono allo stato impossibile pensare di addivenire a una definizione dell’iter progettuale entro l’anno come profetizzato dal Commissario Mauceri.

Occorre agire con determinazione per ridefinire una volta per tutta le priorità infrastrutturali per il territorio piemontese e metropolitano. Continueremo a insistere perchè la Regione, invece che fare da passacarte, faccia finalmente la sua parte a difesa del bene comune e dei territori e abbia il coraggio di chiedere che importanti finanziamenti pubblici non restino bloccati su quest’opera: quei soldi, come abbiamo già detto più volte, vadano al completamento della Metro 1 di Torino e anche la Regione si attivi perchè quel cantiere davvero strategico sia finanziato e completato al più presto, come abbiamo chiesto anche con un emendamento al Piano Qualità dell’Aria in discussione nella seduta di martedì.

Alice Ravinale

Consigliera regionale AVS

Idroelettrico, Calderoni (Pd): «La Cassazione apre una strada anche per il Piemonte»

«La sentenza definitiva della Corte di Cassazione che ha dato ragione alla Regione Lombardia nel contenzioso con i concessionari idroelettrici rappresenta un precedente di straordinaria importanza anche per il Piemonte. La decisione ha infatti consentito di sbloccare oltre 200 milioni di euro destinati ai territori interessati dagli impianti e conferma la piena legittimità dei nuovi canoni e degli obblighi a carico dei concessionari. È una pronuncia destinata ad avere effetti ben oltre i confini lombardi». Lo dichiara il consigliere regionale del Partito Democratico Mauro Calderoni, che torna sul tema delle concessioni idroelettriche dopo il recente intervento dedicato alle centrali lungo la Stura.
«In una fase in cui Province e Comuni vivono una cronica carenza di risorse, non possiamo permetterci di lasciare inutilizzate opportunità che possono rafforzare i bilanci degli enti locali senza gravare sui cittadini. L’acqua è un bene pubblico e il valore economico che genera deve tradursi in maggiori benefici per le comunità che ospitano gli impianti».
Per questo Calderoni rivolge un appello al presidente della Regione Alberto Cirio: «La Regione convochi con urgenza un tavolo con tutte le Province piemontesi per effettuare una ricognizione completa delle derivazioni idroelettriche presenti sul territorio, verificare le scadenze delle concessioni e definire una strategia regionale condivisa. Il Piemonte deve presentarsi preparato alla stagione dei rinnovi e delle nuove assegnazioni, valorizzando tutti gli strumenti che la normativa e la recente giurisprudenza mettono a disposizione».
«La sentenza della Cassazione dimostra che le Regioni possono tutelare con efficacia l’interesse pubblico nei confronti dei grandi concessionari. Anche il Piemonte deve cogliere questa occasione per aggiornare la propria strategia sulle concessioni idroelettriche, rafforzare i canoni e garantire che una quota sempre maggiore del valore prodotto dall’energia idroelettrica resti nei territori montani e nelle Province che sopportano l’impatto delle infrastrutture.
È però fondamentale che queste maggiori entrate siano condivise con le vallate che ospitano gli impianti, perché è lì che si produce la ricchezza generata dall’acqua e lì devono tornare i benefici. Questa potrebbe essere anche l’occasione per dare concreta attuazione al percorso di rilancio delle Comunità montane, più volte richiamato dall’assessore regionale Bussalino, superando i limiti dell’attuale sistema delle Unioni montane e restituendo ai territori uno strumento capace di programmare, gestire e redistribuire risorse in modo più efficace.
Sarebbe un segnale concreto per sostenere i bilanci degli enti locali, finanziare servizi, manutenzioni e investimenti nelle aree interne e rafforzare il ruolo delle istituzioni che rappresentano la montagna piemontese».

Siccità, oltre 30 milioni di danni stimati per l’agricoltura torinese. Il mais tra le colture più colpite

La siccità presenta già un conto pesante per l’agricoltura della provincia di Torino. Secondo le prime stime di Coldiretti Torino, le perdite economiche hanno già superato i 30 milioni di euro, con il mais che risulta la coltura maggiormente penalizzata.

Nel Torinese, infatti, il mais rappresenta una produzione strategica: in condizioni normali contribuisce a circa un terzo dell’intera produzione piemontese, con oltre 4,85 milioni di quintali raccolti da più di 4.600 aziende agricole su una superficie superiore ai 48.800 ettari.

La prolungata assenza di precipitazioni sta però compromettendo i raccolti. Nelle aree irrigate si prevede una riduzione della produzione intorno al 30%, mentre gli agricoltori stanno progressivamente esaurendo le risorse idriche disponibili dai canali e ricorrono sempre più al pompaggio dalle falde, una soluzione decisamente più onerosa. Nelle superfici prive di irrigazione, invece, le perdite potrebbero raggiungere il 70%, con numerose coltivazioni ormai disseccate.

Le stime economiche sono state elaborate sulla base delle attuali quotazioni del mais alla Borsa Cereali di Torino. Tuttavia, l’andamento dei mercati, influenzato dalle tensioni internazionali e dalla speculazione, potrebbe determinare un ulteriore aumento dei prezzi e, di conseguenza, del valore complessivo dei danni. Anche le perdite produttive potrebbero aggravarsi nelle prossime settimane, soprattutto nelle zone che tradizionalmente dipendono dalle piogge. Nei terreni irrigati, invece, si osservano pannocchie che crescono con difficoltà e producono un numero inferiore di chicchi o chicchi di dimensioni ridotte.

«Al di là della cifra già significativa (e siamo ancora lontani dalla trebbiatura) della perdita economica per le nostre aziende agricole – commenta il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – vogliamo ricordare che oggi il mais è sempre più una coltura strategica, che non solo è alla base della produzione di alimenti da proteine animali, ma anche una materia prima al centro di molte produzioni industriali: dalle basi per preparazioni dell’industria alimentare fino all’amido per vari usi, dai dolcificanti alle bioplastiche compostabili per oggetti di uso comune».

Secondo Coldiretti, la diminuzione della produzione locale renderà inevitabile un maggiore ricorso alle importazioni per soddisfare il fabbisogno di mais.

«È sempre più evidente – aggiunge il direttore, Carlo Loffreda – che il problema della siccità che colpisce l’agricoltura non riguarda solo gli interessi del settore primario. Per questo è sempre più urgente mettere in campo misure strutturali per affrontare la siccità, a partire da un Piano per i piccoli invasi, un uso plurimo delle acque idroelettriche, misure di sostegno al risparmio idrico, sburocratizzazione e sostegno alla trivellazione di nuovi pozzi. Mentre dalla ricerca sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA) chiediamo nuove varietà in grado di resistere alla siccità. Perché se gli agricoltori non producono, abbiamo un deficit di cibo e di materie prime che ha ripercussioni sull’intero sistema agroindustriale e sull’intero “sistema Paese”».

Barriera, Giachino: “Bene lo sgombero in via Ghedini”

Ottima l’azione del Presidente delle Case Popolari Pedrini che dopo un primo intervento e altri sopralluoghi oggi ha completato lo sgombero in via Ghedini dopo tante nostre segnalazioni. Sono questi interventi concreti che cambiano le cose più di azioni di testimonianza. In Barriera però cambieranno le cose quando il Comune sposterà Attività economiche e posti di lavoro concreti. Il Comune invece di spostare in Barriera il Centro per la Intelligenza Artificiale ha dato il via allo spostamento di 50 ingegneri di Infrato da via Bologna a c. Inghilterra.  Ecco perché sarà decisivo il voto alle prossime elezioni comunali.  La metà della Città che non sta bene se andrà in massa a votare cambierà le cose per il bene di Torino.

Mino Giachino segretario cittadino UDC Torino

Moncalieri, USIC: “Cinque carabinieri feriti in due distinte aggressioni”

 “Servono più tutele e la certezza della pena”

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime la massima solidarietà e vicinanza ai cinque Carabinieri rimasti feriti nel corso di due distinti e violenti interventi di controllo del territorio avvenuti il 22 luglio a Moncalieri. Il primo episodio si è verificato nel pomeriggio, in corso Roma, dove i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, durante un ordinario servizio di pattuglia, sono stati aggrediti da un uomo di origine straniera in evidente stato di alterazione alcolica. Alla richiesta di esibire i documenti, l’uomo si è scagliato contro i Carabinieri, rendendo necessario l’intervento di una seconda pattuglia. Nelle concitate fasi del fermo tre militari sono rimasti feriti. Poche ore dopo, nel corso del turno serale, un secondo intervento ha visto impegnati i militari del NORM, supportati dai colleghi della Stazione di Nichelino, per un furto in abitazione. Il responsabile, sorpreso all’interno dell’immobile e in stato di alterazione dovuto all’assunzione di sostanze stupefacenti, ha opposto una violentissima resistenza prima di essere immobilizzato e arrestato. Anche in questa circostanza due Carabinieri hanno riportato lesioni. Tutti e cinque i militari sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Quanto accaduto dimostra, ancora una volta, come un ordinario controllo possa trasformarsi in pochi istanti in un grave pericolo per l’incolumità degli operatori. Le donne e gli uomini dell’Arma continuano a svolgere il proprio servizio con professionalità, equilibrio e spirito di sacrificio, ma non possono essere lasciati soli di fronte a un’escalation di violenza sempre più preoccupante. USIC ribadisce con forza la necessità di garantire maggiori tutele al personale impiegato sul territorio e chiede la certezza della pena nei confronti di chi aggredisce gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. Colpire un Carabiniere significa colpire lo Stato e il diritto dei cittadini a vivere in sicurezza.
Come di consueto, l’Unione Sindacale Italiana Carabinieri si è immediatamente attivata per offrire il massimo supporto ai colleghi coinvolti. Il nostro pool di avvocati è a disposizione dei cinque militari per garantire l’assistenza legale in tutte le fasi del procedimento giudiziario, mentre gli uffici competenti del sindacato hanno già avviato le procedure per il riconoscimento della causa di servizio, come previsto dalla normativa vigente.
Ci auguriamo che i responsabili di queste gravissime aggressioni vengano giudicati con la massima severità prevista dall’ordinamento, affinché a fatti di tale gravità corrisponda una risposta giudiziaria certa, tempestiva e proporzionata”.
Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Pellerina: “Ribadiamo il No all’ospedale nel parco”

Riceviamo e pubblichiamo

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
“Comitato Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina – No Ospedale nel Parco”

In merito all’interpellanza consiliare del 16 giugno 2026 e alla risposta del Sindaco sul nuovo
ospedale Torino Nord, i Comitati Salviamo la Pellerina e Assemblea Pellerina – No Ospedale nel
Parco ritengono necessario ribadire le ragioni della propria contrarietà alla localizzazione dell’opera
nell’area del parco della Pellerina.

L’interpellanza e la replica del Sindaco confermano un dato politico: l’Amministrazione intende
procedere senza affrontare le criticità tecniche, ambientali e urbanistiche che rendono l’area
della Pellerina non idonea alla costruzione del nuovo ospedale. Una scelta che espone la città a
rischi futuri e non garantisce la qualità, la sicurezza e la funzionalità del nuovo presidio sanitario.

1. L’interpellanza ignora le criticità tecniche dell’area della Pellerina
Né nell’interpellanza né nella risposta del Sindaco si fa cenno ai vincoli che gli atti tecnici e le
analisi indipendenti hanno già evidenziato:

• fascia fluviale della Dora Riparia, con limiti agli interventi che aumentano la superficie
impermeabile;
• falda superficiale, incompatibile con laboratori, centrali tecnologiche, sterilizzazione e
parcheggi interrati;
• livelli acustici oltre soglia per un presidio sanitario;
• assenza di corridoi di emergenza e contesto viario congestionato;
• area insufficiente: la stessa analisi tecnica regionale del 2023 indicava che i 59.000 m²
dell’area giostrai non bastano per un DEA di I livello.
Questi elementi non sono opinioni: sono dati tecnici. Eppure non compaiono né nella domanda dei
consiglieri né nella risposta del Sindaco.

2. Nessun chiarimento sul rischio urbanistico del PRG
Il Sindaco non ha fornito alcuna risposta sul tema più delicato: la classificazione “area per spazi
pubblici – c)4 parco polifunzionale” nel Progetto preliminare della Variante generale al PRG.

Questa categoria, normata dall’art. 32 delle Norme, non prevede alcun parametro massimo di
rapporto di copertura né indici di edificabilità. Di conseguenza, la quantità di suolo
potenzialmente trasformabile è non definita.
Per assurdo, il consumo di suolo potrebbe avvenire senza alcun limite massimo, con un rischio
urbanistico che va ben oltre i soli 59.000 m² dell’area giostrai.
Non si tratta quindi di discutere solo del progetto ospedaliero: la riclassificazione proposta dal PRG
apre la porta a una trasformazione urbanistica di estensione non determinata, con effetti
permanenti sulla disponibilità di verde pubblico.
Chiediamo che il Comune chiarisca pubblicamente quali limiti intenda applicare all’interno della
categoria “parco polifunzionale”.

3. Il ricorso al TAR non è un dettaglio
Il Sindaco afferma che:
“Non è stata formulata alcuna istanza cautelare” “Ad oggi non risultano variazioni del
cronoprogramma”
Queste frasi sono formalmente corrette, ma non rispondono alla questione centrale: il ricorso
riguarda la legittimità della localizzazione, non un dettaglio procedurale.
Il fatto che l’ASL abbia chiesto a INAIL di “non interrompere l’iter” dimostra che il rischio di
rallentamenti è reale. E che la scelta dell’area è tutt’altro che consolidata.

4. Il comodato d’uso è un espediente, non una soluzione
La proposta del Comune di concedere l’area in comodato gratuito all’ASL per “recuperare tempo”
conferma che:
• l’iter è fragile,
• la localizzazione è contestata,
• il cronoprogramma non è affatto garantito.
Il comodato non risolve le criticità tecniche dell’area. Non risolve il contenzioso. Non risolve i
vincoli idrogeologici. Non risolve la mancanza di corridoi di emergenza.
Serve solo ad accelerare un percorso che, per la sua complessità, non dovrebbe essere accelerato
ma approfondito.

5. Nessuna parola sull’alternativa reale: via Traves
Né l’interpellanza né la risposta del Sindaco affrontano il tema dell’unica alternativa concreta già
valutata dagli enti: via Traves.
Via Traves è:
• già urbanizzata,
• pubblica,
• priva di vincoli idrogeologici,
• vicina alla Tangenziale Nord,
• più accessibile dai quartieri più popolosi del quadrante Nord.
La Regione l’ha esclusa per un criterio sanitario (“non baricentrica per il 118”) non supportato da
analisi tecniche pubbliche. Questo punto non viene mai menzionato dal Sindaco.

6. La città merita risposte tecniche, non rassicurazioni generiche
L’interpellanza chiede “garanzie sui tempi e sul finanziamento”. Il Sindaco risponde che “non
risultano variazioni del cronoprogramma”.
Ma nessuno affronta la domanda fondamentale:
L’area scelta è davvero idonea?
Finché questa domanda non avrà una risposta tecnica, trasparente e pubblica, parlare di
cronoprogrammi è prematuro.

Conclusione dei Comitati

I Comitati ribadiscono che:
• non siamo contrari al nuovo ospedale,
• siamo contrari alla scelta sbagliata dell’area,
• la Pellerina è un parco fragile, prezioso e insostituibile,
• via Traves è un’alternativa reale e concreta,
• accelerare oggi significa rischiare domani,
• Torino merita scelte basate sui dati, non sugli slogan.
Chiediamo al Sindaco e al Consiglio Comunale:
• di affrontare pubblicamente le criticità tecniche dell’area,
• di chiarire il rischio urbanistico del PRG,
• di rendere pubbliche le simulazioni 118,
• di valutare seriamente via Traves,
• di garantire che la Pellerina resti un parco.
La Pellerina è vita. E la vita si difende

“Comitato Salviamo la Pellerina” e “Assemblea Pellerina – No Ospedale nel Parco”

Rapinarono anziana, arrestati

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due cittadini marocchini gravemente indiziati di rapina pluriaggravata commessa lo scorso aprile ai danni di un’anziana donna.
Nella circostanza, i due, a bordo di un monopattino, individuavano la vittima mentre percorreva una via cittadina del centro città, seguendola per un tratto di strada. Giunti in un punto ritenuto a loro favorevole per portare a termine l’azione, uno dei due la afferrava da tergo per il collo immobilizzandola e strappandole la collanina in oro indossata. Perpetrata la rapina, entrambi si davano alla fuga a bordo del monopattino facendo perdere le proprie tracce.
Le indagini avviate dagli agenti della Squadra Mobile nell’immediatezza dei fatti, supportate da riscontri testimoniali, dalle analisi dei sistemi di videosorveglianza e da ulteriori approfondimenti investigativi consentivano di delineare un quadro indiziario grave preciso e concordante a carico dei due soggetti.
Il provvedimento restrittivo è stato eseguito nei giorni scorsi dalla Squadra Mobile di Torino, quando i poliziotti hanno rintracciato i due in via Martorelli nel quartiere Barriera di Milano.

Festival No Tav, misure a protezione dei cantieri dell’opera

In vista del Festival dell’Alta Felicità, in programma da oggi 24 luglio, a domenica 26 luglio a Venaus, e delle possibili manifestazioni che potrebbero coinvolgere alcuni comuni dell’Alta Val Susa, in particolare l’area dei cantieri Tav, la Prefettura ha riunito il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con la partecipazione dei sindaci e degli enti interessati.

Al termine degli incontri, il Prefetto, d’intesa con il Questore e con i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, ha disposto una serie di misure per rafforzare la sicurezza, tutelare l’ordine pubblico e proteggere i siti strategici legati alla realizzazione dell’opera.

Tra i provvedimenti adottati:

  • è stato vietato l’accesso, la sosta e lo stazionamento in alcuni tratti di strada e nelle areeprative adiacenti ai cantieri Tav, per prevenire eventuali azioni illegali ai danni dell’infrastruttura;
  • nella giornata di sabato 25 luglio, il divieto di circolazione per i mezzi pesanti su alcuni trattidell’autostrada A32 e delle strade statali 24 e 25 sarà esteso fino alle ore 21, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della circolazione;
  • è stato inoltre vietato portare con sé o utilizzarefumogeni, materiale esplodente e qualsiasi altrooggetto potenzialmente impiegabile per azioni violente.

Ai sindaci dei Comuni interessati è stato anche chiestodi adottare ordinanze che vietino la vendita per asporto e la detenzione di bevande in contenitori che possano essere usati per arrecare offesa, oltre alla vendita, somministrazione e asporto di bevande alcoliche con gradazione superiore a 21 gradi.

Nel frattempo sono già partiti i primi controlli sul territorio. Nella giornata di ieri la Questura ha identificato alcune centinaia di persone e ha adottato provvedimenti amministrativi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di specifici reati commessi nell’ambito di manifestazioni pubbliche.