ilTorinese

Cinema, Piemonte protagonista a Venezia

 

UNA STAGIONE D’ORO PER LA PRODUZIONE REGIONALE, TRA DEBUTTI, GRANDI AUTORI E UN INDOTTO CHE CONTINUA A CRESCERE

  • Cinque nuovi titoli nella Selezione Ufficiale della prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
  • Tre progetti alla SIC
  • Un documentario a Notti Veneziane

Il nuovo atteso lungometraggio di Marco Bechis Ritorno a Buenos Aires sarà presentato in anteprima mondiale in Concorso, insieme a un altro ritorno sulla scena molto atteso come quello di Nanni Moretti con Succederà questa notteLa ragazza con la Leica diretto da Alina Marazzi sarà film d’apertura della sezione Orizzonti, in Concorso, insieme all’opera prima di Tommaso Landucci I figli della scimmia – anch’esso presentato in Orizzonti, sempre in Concorso – oltre al cortometraggio Il Senso della Terra di Alessandro Ingaria e Simone Massi, Fuori Concorso in Orizzonti.

Un riconoscimento di altissimo valore e prestigio per l’intero comparto piemontese – con una massiccia presenza di 9 titoli in totale alla kermesse veneziana, risultato record mai raggiunto in precedenza – per il “Piemonte Film Tv Fund” e l’attività di Film Commission Torino Piemonte, a dimostrazione della strategia di sviluppo, degli investimenti e dei servizi cresciuti costantemente negli anni.

  • Edizione di grande lustro per il Piemonte che sarà presente alla 83. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia con ben 5 titoli nella seleziona ufficiale de La Biennale, a cui si aggiungono i 3 titoli già annunciati alla SIC e un documentario presentato alle Notti Veneziane delle Giornate degli Autori
  • Una forte e prestigiosa presenza che parte dal Concorso, con il nuovo lungometraggio di Marco BechisRitorno a Buenos Aires, che concorre per il Leone d’Oro, insieme a Succederà questa notte di Nanni Moretti
  • 3 titoli in Orizzonti, dal film di apertura – La ragazza con la Leica di Alina Marazzi, in Concorso – passando per I figli della scimmia di Tommaso Landucci anch’esso in Concorso, fino al cortometraggio il Senso della Terra, diretto da Alessandro Ingaria Simone Massi, Fuori Concorso.

Il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e gli Assessori regionali Marina Chiarelli e Andrea Tronzano dichiarano: «Nove titoli alla 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia rappresentano un risultato di straordinario valore per il Piemonte e la conferma che il nostro sistema audiovisivo è oggi tra i più autorevoli e competitivi nel panorama internazionale. Una presenza così significativa nella selezione ufficiale della Mostra è il frutto di una strategia che negli anni ha scelto di investire con convinzione nell’audiovisivo come leva di crescita culturale, economica e occupazionale. Attraverso il Piemonte Film TV Fund sosteniamo produzioni capaci di generare lavoro, valorizzare le professionalità del settore e promuovere il nostro territorio sui più importanti palcoscenici internazionali. Ogni produzione che sceglie il Piemonte porta con sé investimenti, occupazione, turismo e nuove opportunità per le imprese della filiera. È un modello di sviluppo che unisce cultura e industria e che continua a dare risultati concreti, grazie anche alla collaborazione con Film Commission Torino Piemonte e con tutti i protagonisti della filiera audiovisiva regionale. La presenza del Piemonte a Venezia è la conferma che investire nella creatività, nei talenti e nelle imprese culturali significa costruire sviluppo, occupazione e nuove opportunità per il futuro del nostro territorio».

La Presidente di Film Commission Torino Piemonte Beatrice Borgia e il Direttore Paolo Manera: «Quello di Venezia 83 è un record storico per il cinema piemontese, che arriva a coronamento dei 25 anni di attività della Fondazione, appena festeggiati: i nove titoli piemontesi alla Mostra del Cinema sono un primato assoluto che va oltre il singolo film, un risultato mai raggiunto prima in una rassegna internazionale così prestigiosa: sono progetti che raccontano un sistema produttivo maturo, capace di attrarre grandi autori e allo stesso tempo di far crescere i nuovi talenti del territorio. Essere presenti dal Concorso a Orizzonti, dalla Settimana della Critica alle Giornate degli Autori, significa che il Piemonte mai come oggi parla a tutte le anime del cinema contemporaneo. E’ la conferma che il lavoro della Fondazione, insieme al fondamentale sostegno della Regione attraverso il Piemonte Film TV Fund, sta costruendo qualcosa di duraturo per il nostro territorioUn traguardo che è il frutto di un lavoro costante che ogni giorno mette in campo tutti gli strumenti a nostra disposizione — dai fondi alle attività di attrazione e servizi sul set — insieme a Regione Piemonte e Città di Torino, passando per la sempre maggiore collaborazione con Camera di Commercio e Fondazioni Bancarie come Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT».

 

I TITOLI

Ritorno a Buenos Aires

Un importante ritorno dietro la macchina da presa per Marco Bechis che presenta in Concorso Ritorno a Buenos Aires, una coproduzione internazionale Italia e Brasile con Adriano Giannini protagonista, nei panni di Mariano Guerra.

Girato tra Porto Alegre in Brasile e Torino – 3 settimane di riprese a gennaio scorso, con l’Aula Bunker (Corte d’Appello di Torino) presso Le Vallette come location principale – Ritorno a Buenos Aires è prodotto da Fandango39Films, Karta Film, 34 Films con Rai Cinema ed è stato realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

Il progetto è realizzato e distribuito con il contributo del FONDO PER LO SVILUPPO DEGLI INVESTIMENTI NEL CINEMA E NELL’AUDIOVISIVO del MiC MINISTERO DELLA CULTURA DGCA e con il sostegno del Fondo Settoriale Dell’audiovisivo (FSA), gestito dal BRDE

Sinossi
Buenos Aires, 2008. Dopo trentatré anni, trascorsi in Italia, Mariano Guerra torna in Argentina per testimoniare al processo contro gli ex militari che lo sequestrarono, torturarono e resero schiavo durante la dittatura militare. Il ritorno a Buenos Aires lo costringe a confrontarsi con ciò che significa essere rimasto vivo.

Per approfondire le riprese a Torino, vedi QUI

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Succederà questa notte

Nanni Moretti ritorna sul palcoscenico internazionale della Mostra del Cinema con il suo ultimo atteso lungometraggio, realizzato per una settimana anche a Torino lo scorso settembre con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

Succederà questa notte è liberamente tratto dalla raccolta di racconti Legàmi di Eshkol Nevo (Feltrinelli Gramma, 2024). Un intreccio di racconti tra Italia e Spagna le cui riprese hanno coinvolto per una settimana anche diverse location torinesi, tra cui l’Aeroporto Sandro Pertini di Torino e varie vie del centro cittadino.

Per approfondire le riprese a Torino, vedi QUI

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La ragazza con la Leica

La sezione Orizzonti segna un altro importante traguardo con 2 prestigiosi titoli realizzati con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

L’autrice e regista Alina Marazzi – tornata a girare a Torino per 3 settimane nell’autunno 2025 – presenta in Concorso, quale film di apertura di Orizzonti, La Ragazza con la Leica, portando in scena la vita personale e professionale di un’icona della fotografia del Novecento, Gerda Taro, interpretata da Emilia Schüle.

Coproduzione Italia Germania, prodotto da Vivo Film con Rai Cinema e Komplizen Film e ZDF/Arte in associazione con Eolo Film ProductionsFilm I Vast e Zentropa SwedenLa Ragazza con la Leica – liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Helena Janeczek, edito da Guanda editore, vincitore del Premio Strega è stato realizzato con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

Sinossi
Parigi, 14 luglio 1937. Gerda Taro trascorre insieme a Robert Capa e agli amici di sempre, con i quali è fuggita dalla Germania nazista, l’ultimo giorno prima di tornare sul fronte spagnolo. Tra passato e presente riaffiorano i momenti che hanno segnato la sua vita: l’impegno politico a Lipsia accanto al suo primo amore, gli anni dell’esilio a Parigi, il colpo di fulmine con Capa, la scoperta della fotografia e il desiderio, sempre più forte, di usare la sua Leica come strumento di lotta e di libertà. Un ritratto della prima fotoreporter morta sul campo di battaglia, una donna che ha incarnato un tempo in cui tutto sembrava ancora possibile.

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I figli della scimmia

Grande soddisfazione per l’esordio alla regia di Tommaso Landucci che, con I figli della scimmia, porta in concorso – sempre nella sezione Orizzonti – un lungometraggio che vede Riccardo Scamarcio come protagonista e ha tra gli interpreti anche Fausto Russo Alesi, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Lidia Liberman, Cristina Odasso con Luigi Diberti.

Tra gennaio e febbraio 2026 Il set ha coinvolto per 5 settimane varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui vari comuni coinvolti tramite la Rete regionale di Film Commission Torino Piemonte.

Prodotto da Andrea Calbucci e Maurizio Piazza per Lungta FilmRiccardo Scamarcio per Lebowski e Andrea Leone per Mosaicon Film il film è una produzione Lungta FilmLebowski e Mosaicon Film, con la partecipazione di HBO Max, in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero Della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il contributo del PR FESR Piemonte 2021-2027 – bando “Piemonte Film TV Fund” e con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte.

Sinossi
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l’equilibrio interiore di Dario e travolgere l’intera famiglia.

Per approfondire le riprese a Torino vedi QUI

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Il Senso della Terra

A completare la rappresentanza piemontese al Lido si aggiunge la soddisfazione per Il Senso della Terra – diretto da Alessandro Ingaria e Simone Massi e prodotto da Alberto Favruzzo e Martin Alan Tranquillini per Abisso Studio – che sarà presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti Fuori Concorso.

Cortometraggio realizzato con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Short Film Fund, Il film è liberamente ispirato alle operazioni di identificazione dei migranti morti nel Mediterraneo e rimasti senza nome ed affronta il tema delle migrazioni via mare attraverso uno sguardo intimo, poetico e profondamente umano. EMERGENCY, impegnata dal 2022 nelle attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo con la nave Life Support, contribuirà alla distribuzione italiana del cortometraggio tramite i suoi gruppi di volontari sul territorio italiano.

Il progetto è stato realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura, di IDM Film & Music Commission Südtirol, Trentino Film Commission Film Commission Torino Piemonte – Short Film Fund con il patrocinio della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission.

Dodecarun, il circuito fa tappa a Osasco

 

Sette chilometri sul tracciato dei ciclisti                            

Torino, 24 luglio 2026

Doppio impegno nella settimana più intensa del circuito Dodecarun. Dopo il 5000 di mercoledì sulla pista di Saint-Christhope, si torna in gara per la dodicesima tappa sabato 25 luglio a Osasco (Torino), in un interessante abbinamento tra corsa e ciclismo. Alle classiche Giornata Azzurra e Giornata Rosa riservate alle due ruote, gare interregionali per le categorie giovanili con l’organizzazione del GS Alpina, si affianca quest’anno la prima edizione della 7 km di Osasco. «Avevamo questo bel circuito – dice Luca Zanotti dell’Atletica Pinerolo, la società che cura la parte podistica della giornata – e abbiamo pensato: perché non usarlo anche per la corsa? È la seconda gara di Dodecarun che organizziamo quest’anno, dopo il Cross della Pace che l’11 gennaio ha inaugurato il circuito». La partenza è prevista alle ore 18.

Queste le classifiche ufficiose del circuito Dodecarun prima della dodicesima prova:

Uomini. 1. Giuliano Caresio (Durbano Gas Energy Rivarolo) 486 punti; 2 Arnaudo (Cambiaso Risso Genova) e Bono (Pod. Robbiese) 401; 4. Laratore (Roata Chiusani) 372; 5. Zamuner (Atl. Santhià) 195; 6. Roselli (Atl. Novese) 190; 7. Aimar (Atl. Pinerolo) 184; 8. C.Chiabrera (Brancaleone Asti) 176; 9. Agoglia (Brancaleone Asti) 170; 10. Picollo (Maratoneti Genovesi) 143. Donne. 1. Nadia Chiabrera (Brancaleone Asti) 462 punti; 2. Rabbia (Brancaleone Asti) 368; 3. Cavalieri (Sisport) 356; 4. Di Salvo (Roata Chiusani) 326; 5. Mocci (Bio Correndo Avis) 271; 6. Laino (Brancaleone Asti) 270; 7. Gagliardi (Atl. Saluzzo) 225; 8. Pejrani (Durbano Gas Energy Rivarolo) 217; 9. Sulis (Brancaleone Asti) 194. 10. Azeroual (Atl. Alessandria) 191. Categorie. Uomini. JPSM: 1. Magagna (Atl. Alessandria) 186; 2. Aimar 170; 3. Celestre (Atl. Alessandria) 125. SM35: 1. Zottarelli (Atl.Alessandria) 214; 2. Roselli 186; 3. Zerbo (Atl. Novese) 132. SM40: 1. Caresio 570; 2. Martinotti (Run of Made) 206; 3. Russo (Iinternational Security) 150. SM45: 1. Laratore 524; 2. Arnaudo 486; 3. Salavastru (Brancaleone Asti) 162. SM50: 1. Bono 712; 2. Agoglia 430; 3. Cena (Durbano Gas Energy Rivarolo) 270. SM55: 1. Zamuner 350; 2. Bocchio (Atl. Novese) 280; 3. Cazzato Corciulo (Run of Made) 232. SM60: 1. Murgia (Bio Correndo Avis) 362; 2. Ventrice (Sanr’Orso Aosta) 180; 3. Crivellari (Accademiatletica) 176. SM65: 1. Castellino (Roata Chiusani) 442; 2. C.Chiabrera 432; 3. Martignetti (Bio Correndo Avis) 284. SM70: 1. Comuzio (Pod. Robbiese) 366; 2. Molinari (Trinese) 298; 3. Forzan (Bio Correndo Avis) 296. SM75+: 1.  Gioffrè (Atl. Novese) 178; 2. Ceccarelli (Dant’Orso Aosta) 70; 3. Marquis (Atl. Monterosa) 68. Donne. JPSF: 1. N.Chiabrera 548; 2. Cavalieri 332; 3. Gagliardi 178. SF35: 1. Lenti (Frecce Bianche) 170; 2. Chirila (Tapporosso)120; 3. Salzani (Atl. Novese) 118. SF40: 1. Ricaldone (Bio Correndo Avis) 158; 2. Marchisa (Atl.Alessandria) 136; 3. Montanera (Pod.Torino) 128. SF45: 1. Laino 304; 2. Tomasova (Atl. Santhià) e Zavanone (Brancaleone Asti) 120. SF50:1. Giusto (Atl.Pinerolo) 304; 2. Busa (Sant’Orso Aosta) 128; 3. Ferro (Vittorio Alfieri) 120. SF55: 1. Rabbia 574; 2. Mocci 376; 3. Bruno (Runcard) 256. SF60: 1. Di Salvo 552; 2. Re (Azalai) 116; 3. Semprini (Vittorio Alfieri) 112. SF65: 1. Pejrani 648; 2. Sulis 554; 3. Villabruna (Trinese) 360. SF70:1. Carchedi (Brancaleone Asti) 180; 2. Gallia (Verdenero)118; 3. Colabello (Atl. Pont Saint Martin) 70. S75+:1. Stefani (Atl. Baudenasca) 68; 2. Crivellaro (Run of Made), Monasterolo (Borgaretto ’75) e Vaccari (Atl.Santhià) 60.

Un’estate di cultura tra biblioteche e musei civici

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Con letture, incontri, giochi, cinema, mostre e visite guidate per tutte le età

L’estate è l’occasione ideale per vivere biblioteche e musei civici di Torino attraverso un ricco calendario di attività pensate per pubblici diversi. Per bambine e bambini sono in programma letture ad alta voce e appuntamenti dedicati alla scoperta dei libri; per ragazze, ragazzi e adulti le biblioteche si confermano luoghi di incontro, socialità e partecipazione con giochi da tavolo, scacchi, gruppi dedicati al fumetto, proiezioni cinematografiche, spettacoli e momenti di approfondimento culturale.

Un’offerta diffusa in tutta la città accompagna chi resta a Torino durante i mesi estivi e si completa con mostre, visite guidate e percorsi nei musei civici, da Palazzo Madama al MAO fino alla GAM. Tra nuove esposizioni, collezioni permanenti e occasioni di approfondimento, il patrimonio culturale cittadino diventa protagonista dell’estate torinese.

Le attività nelle Biblioteche civiche dedicate ai più piccoli

Letture ad alta voce, racconti illustrati e occasioni per avvicinarsi ai libri: nelle Biblioteche civiche e sui Bibliobus l’estate propone appuntamenti pensati per stimolare la curiosità e la fantasia di bambine e bambini, condividendo il piacere della lettura fin dai primi anni di vita.

Alla Biblioteca civica Don Lorenzo Milani proseguono fino al 29 luglio gli appuntamenti di “Mille storie in biblioteca”, letture ad alta voce per bambine e bambini di tutte le età con il personale della biblioteca e i volontari del Servizio civile universale, ogni mercoledì alle 16.30.

Alla Biblioteca civica Alberto Geisser, sabato 25 luglio dalle 10.30 alle 11.30, “Storie da raccontare” propone letture ad alta voce per bambine e bambini da 0 a 6 anni, curate dal personale della biblioteca e dalle volontarie del Servizio civile universale.

Fino al 31 luglio, inoltre, i Bibliobus della Città faranno sosta in via Scialoja 8 e in strada Altessano 43 ogni venerdì dalle 17 alle 18, proponendo “Favolando a quattro ruote”, letture ad alta voce di albi illustrati per bambine e bambini dai 3 anni, a cura delle bibliotecarie.

Le Biblioteche civiche come spazi di gioco, socialità e incontro

Durante l’estate le Biblioteche civiche si confermano luoghi di partecipazione e aggregazione aperti a tutte le età. Tra scacchi, burraco, fumetti, cinema, musica e incontri culturali, il programma offre molte occasioni per trascorrere il tempo libero, coltivare interessi e incontrare altre persone in spazi accoglienti e accessibili.

Alla Biblioteca civica Alberto Geisser prosegue fino al 29 luglio “La mossa del lettore”, appuntamento per chi desidera giocare a scacchi in compagnia, rivolto sia a chi conosce già le regole sia a chi vuole imparare dalle basi, dai 6 anni in su. Gli incontri si svolgono il mercoledì dalle 15 alle 17 e il sabato dalle 10 alle 12, coordinati dai volontari del progetto Senior civico e dai volontari civici.

Alla Biblioteca civica Bianca Guidetti Serra proseguono fino al 27 luglio gli incontri settimanali di burraco, ogni lunedì dalle 16 alle 18, a cura di Mariella Fabrocile nell’ambito del progetto Senior Civico.

Alla Biblioteca civica Italo Calvino, fino al 29 luglio, “Manga Time in biblioteca” invita lettrici e lettori a parlare di fumetti giapponesi, scambiare consigli di lettura e scoprire nuovi titoli, tutti i mercoledì dalle 16.30 alle 18.

Al Mausoleo della Bela Rosin, la programmazione estiva, nell’ambito del progetto “Che bella estate!” della Città di Torino, in collaborazione con Fondazione per la Cultura Torino, propone incontri, cinema, teatro, musica e appuntamenti dedicati alla memoria. Martedì 28 luglio alle 21.30, nell’ambito del progetto della Città di Torino “Che bella estate!”, sarà proiettato “Finale Allegro” di Emanuela Piovano, liberamente ispirato al romanzo “L’età ridicola” di Margherita Giacobino. Il calendario prosegue martedì 4 agosto alle 21.30 con “Hamnet. Nel nome del figlio”, adattamento cinematografico del romanzo di Maggie O’Farrell dedicato alla figura di Anne Shakespeare e alla nascita di “Amleto”; venerdì 7 agosto alle 21 con “Ziggy Played Guitar”, concerto-storytelling dedicato a David Bowie; domenica 9 agosto alle 18.30 con “Un ricordo di Gian Paolo Ormezzano” e, alle 21, con “The Snow Goose”, spettacolo tratto dal racconto ambientato durante la Seconda guerra mondiale. Lunedì 10 agosto alle 21 è in programma “I giovedì delle Madri – Mille giovedì in Plaza de Mayo”, dedicato alla storia delle Madres argentine; martedì 11 agosto alle 17 sarà presentato il video-documentario “Taty Almeida, cittadina onoraria di Torino” e alle 21 si terranno letture e musica con “Altre città invisibili”. Mercoledì 12 agosto alle 17 è prevista la presentazione del libro “Orfana di figlio” di Renzo Sicco e del video-documentario dedicato a Taty Almeida, mentre alle 21 andrà in scena “Odilia e le altre”, omaggio a Laura Mancinelli. Giovedì 13 agosto alle 17 la performance “Tutte le donne del Re” racconterà le figure femminili legate a Vittorio Emanuele II e alla Bela Rosin, mentre alle 21 sarà proposto “Rais”, tratto dal romanzo “L’ultima notte del Rais” di Yasmina Khadra. Venerdì 14 agosto alle 17 sarà proiettato “Tutte le donne del Re”, spettacolo realizzato da Assemblea Teatro in occasione dell’apertura del Mausoleo, e alle 21 andrà in scena “Notti Magiche – Quel sogno che comincia da bambino”. Sabato 15 agosto alle 21 sarà la volta de “Il Barone Rampante”, tratto dal romanzo di Italo Calvino e proposto in dialogo con il parco del Mausoleo, recentemente arricchito da nuove piantumazioni; domenica 16 agosto alle 21 seguirà “L’Ottava Meraviglia – Rastelli il giocoliere”, dedicato alla vita e all’arte di Enrico Rastelli. Chiudono il programma le proiezioni di “L’Attachement” di Carine Tardieu, giovedì 20 agosto alle 21.30, e “Non dirmi che hai paura”, tratto dal romanzo di Giuseppe Catozzella dedicato alla storia dell’atleta Samia Yusuf Omar, giovedì 27 agosto alle 21.30.

Nuove mostre e visite guidate nei musei civici

Dalle nuove mostre alle visite guidate, l’estate invita a scoprire o riscoprire il patrimonio dei musei civici torinesi. Palazzo Madama, MAO e GAM propongono percorsi dedicati all’arte, alla storia e alle culture del mondo, con esposizioni, riallestimenti e appuntamenti di approfondimento rivolti a pubblici diversi.

Palazzo Madama sono visitabili “Bianco al femminile” e “Giardini. L’arte di vivere la natura nel Settecento”, entrambe incluse nel biglietto delle collezioni. “Bianco al femminile” racconta il rapporto materiale e simbolico tra il bianco, il colore naturale della seta e del lino, e la donna, attraverso una selezione di cinquanta manufatti tessili delle collezioni del museo, di cui sei restaurati per l’occasione e quattordici esposti per la prima volta. Alla mostra sono dedicate le visite guidate “Bianche connessioni. Trame d’arte e di tessuti”, in programma sabato 8 agosto e 12 settembre alle 16, con costo di 10 euro, acquistabile online sul sito della Fondazione Torino Musei. “Giardini. L’arte di vivere la natura nel Settecento” propone invece un percorso tra disegni, incisioni, tavole botaniche e progetti d’architettura dedicati all’arte del giardino nel XVIII secolo. Sempre a Palazzo Madama, la grande pala d’altare “Il Patrocinio di San Giuseppe e l’Immacolata Concezione con Gesù Bambino” di Daniel Seiter, appena entrata nelle collezioni del Museo, è al centro del riallestimento della Camera delle Guardie. Il 26 settembre alle 16 è inoltre prevista la visita “Una residenza tutta al femminile”, dedicata a Cristina di Francia e Maria Giovanna Battista di Savoia Nemours, all’interno del palinsesto “Reale Femminile 2026” del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude.

Mancano pochi giorni alla riapertura del MAO – Museo d’Arte Orientale, che giovedì 23 luglio inaugurerà la nuova mostra “Paesaggi da sogno / Dreamscapes. Le 53 stazioni della Tokaido”. Dal 24 luglio al 29 novembre il percorso espositivo dedicato a Utagawa Hiroshige riunirà una selezione di 36 stampe e alcuni oggetti legati alla cultura materiale del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo. L’ingresso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti. Previste anche visite guidate: “Il Giappone tra immaginazione e realtà”, dedicate alla collezione di arte giapponese e al progetto allestitivo su Hiroshige, si terranno sabato 1, 15 e 29 agosto e 12 settembre alle 11.30, con costo di 7 euro, acquistabile online sul sito della Fondazione Torino Musei. Sabato 15 agosto alle 16 è inoltre in programma “Scoprire il MAO”, itinerario attraverso le cinque collezioni permanenti, con costo di 10 euro a persona più biglietto di ingresso alle collezioni.

Alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea prosegue il percorso delle “Risonanze”, il programma che riorganizza in modo dinamico le collezioni attorno a temi specifici, mettendo in dialogo opere, mostre e progetti. La Quarta Risonanza, “Disegno, segno, tratto”, visitabile fino al 1° novembre, esplora la carta come spazio di sperimentazione e libertà espressiva. In questo contesto si inserisce “Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM”, che riunisce per la prima volta in un percorso unitario oltre seicento disegni, acquerelli, incisioni e dipinti provenienti dalle raccolte del museo. Lungo il percorso sono presenti anche opere di Pesce Khete, “intruso” della Quarta Risonanza, in dialogo con figure centrali del Novecento presenti nelle collezioni della GAM, tra cui Alberto Savinio, Luigi Spazzapan e Lucio Fontana.

Sempre nell’ambito della Quarta Risonanza, la GAM presenta “Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo”, realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti per il centenario della nascita dell’artista, con opere legate alla sua produzione sperimentale sulla fotografia tra gli anni Settanta e Ottanta.

Il progetto “Lisetta Carmi. Erotismo e autoritarismo a Staglieno” presenta invece l’ingresso nella collezione GAM di un corpus di 15 fotografie della serie realizzata tra il 1966 e il 1976, acquisite nell’ambito di Strategia Fotografia 2025. Una sala delle collezioni permanenti è inoltre dedicata all’esposizione “Giorgio Griffa. Omaggio per i 90 anni”, con opere che documentano alcuni passaggi centrali della ricerca pittorica dell’artista, dalla fine degli anni Sessanta.

È inoltre visitabile alla GAM il Deposito Vivente, uno spazio che permette al pubblico di entrare in contatto con opere meno note del museo, accostate ai capolavori della collezione.

TorinoClick

Accordo RAI, UNCEM, ANFoV: sperimentazione in ambito tecnologico per i territori montani

RAI annuncia la sottoscrizione, avvenuta in data 22 luglio 2026, di un accordo trilaterale RAI-UNCEM-ANFoV di collaborazione tecnologica finalizzato a promuovere attività di studio, analisi e sperimentazione tecnologica volte ad approfondire le modalità di fruizione dei servizi audiovisivi e a individuare soluzioni innovative per rispondere alle esigenze dei territori montani.
L’iniziativa consolida l’impegno comune a favore della ricerca, dell’innovazione e dello sviluppo di modelli tecnologici avanzati che possano contribuire a migliorare la fruizione dei contenuti audiovisivi e la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Marco Bussone, Presidente Uncem: “Il protocollo riafferma la centralità delle comunità che vivono nei territori montani per il Servizio pubblico. Un impegno sancito da RAI in molte situazioni e occasioni, che in questo documento di lavoro ha una precisa destinazione. Consentire a tutti di vedere i canali RAI, in tutte le zone del Paese, anche le più remote. L’impegno dell’azienda, attraverso anche ricerca e nuove tecnologie, è per Uncem importantissimo. Si vince anche così la crisi demografica sui territori, nei piccoli Comuni, nelle Alpi e negli Appennini”.
Antonello Angeleri, Segretario Generale ANFoV:“Siamo felici dell’accordo che è stato sottoscritto, un impegno importantissimo per tutti i territori, soprattutto quelli montani. L’obbiettivo di ANFoV e delle aziende nostre associate, tra cui RAI, è anche quello di favorire un progresso volto a migliorare i servizi per i cittadini abbattendo il digital divide. L’accordo firmato, che cristallizza l’impegno di RAI e Uncem, assieme ad ANFoV, va in questa direzione: creando una sinergia che porterà a fare in modo che il segnale televisivo, grazie agli strumenti tecnologici d’innovazione avanzata che oggi permettono azioni mirate, arrivi anche dove oggi è ancora assente, fornendo risposte risolutive alle esigenze dei territori”.

Gold, oro tra Europa e Cina

The Treasured Metal Linking Eastern and Western Civilizations

Un viaggio attraverso oltre 190 opere per esplorare il valore simbolico, politico e spirituale

dell’oro tra Europa e Cina

Museum of Wu, Suzhou
Repubblica popolare cinese
22 luglio 2026 – 6 gennaio 2027

a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, Francesco D’Arelli e Chen Zenglu

La Fondazione Torino Musei, in collaborazione con il China Museum of Wu di Suzhou, annuncia l’apertura della mostra Gold, allestita al Museum of Wu di Suzhou in Cina dal 22 luglio 2026 al 6 gennaio 2027. L’esposizione, curata dal personale scientifico di Palazzo Madama, riunisce oltre 190 opere – fra monete, gioielli, sculture, mobili, tessuti e ceramiche – per raccontare il ruolo dell’oro come materiale di scambio, simbolo di potere e ponte tra Oriente e Occidente dal Medioevo al Settecento.

La mostra, sostenuta dal Consolato Generale d’Italia a Shanghai e dall’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, rappresenta una nuova tappa del percorso di internazionalizzazione della Fondazione Torino Musei, una linea di sviluppo che, nel quadro delle Attività Internazionali previste dal Piano Strategico 2023-2026, promuove la presenza delle istituzioni museali torinesi sulla scena internazionale attraverso progetti di ricerca, valorizzazione del patrimonio e collaborazione con autorevoli partner museali. Un approccio fondato sulla costruzione di relazioni durature, sullo scambio di competenze e sulla realizzazione di progettualità condivise, che contribuisce a rafforzare il dialogo culturale e la cooperazione tra Paesi.

Incorruttibile, luminoso e raro, l’oro ha esercitato fin dall’antichità un fascino universale che va ben oltre il suo valore economico. Gold segue questo filo prezioso attraverso culture e secoli, mettendo in luce alcune delle valenze simboliche del prezioso metallo: il suo ruolo di strumento di potere e rappresentazione sociale, politica e diplomatica, la sua capacità di evocare il sacro e dare forma alla devozione religiosa – dal cristianesimo al buddhismo, attraverso reliquiari, sculture e manoscritti dorati – la straordinaria varietà delle tecniche sviluppate per lavorarlo.

In mostra, accanto a un’ampia selezione di oltre centotrenta opere delle collezioni di Palazzo Madama – fra monete, gioielli, oreficerie sacre, dipinti, sculture, mobili, tessuti, vetri e ceramiche – la sezione dedicata alle testimonianze provenienti dalla Cina, costituita da circa cinquanta opere concesse da otto importanti istituzioni culturali e museali, tra cui il Sanxingdui Museum, il Gansu Provincial Institute of Cultural Relics and Archaeology, il Datong Museum, il Tongliao Museum, il Xuzhou Museum, lo Shanxi Museum, il Changzhou Museum e il Tibet Museum. Il nucleo copre un arco cronologico che si estende dalla dinastia Shang (circa 1600–1046 a.C.) fino alla dinastia Ming (1368–1644 d.C.), documentando la lunga evoluzione delle tecniche orafe e la molteplicità delle funzioni dell’oro nella società cinese antica e imperiale. La distribuzione geografica dei prestiti restituisce inoltre la varietà dei contesti di provenienza, dalle regioni del Sichuan alla valle del Fiume Giallo, dalle steppe della Mongolia Interna al corridoio del Gansu lungo la Via della Seta, fino all’altopiano tibetano. Il corpus comprende ornamenti in lamina, placche decorative, ganci per cintura, sigilli, gioielli, elementi in bronzo dorato, sculture buddhiste e dipinti rituali, offrendo una sintesi efficace del ruolo dell’oro tra sfera religiosa, rappresentazione del potere, ornamento personale e scambi culturali interregionali.

Le istituzioni prestatrici cinesi – musei provinciali, musei civici e istituti di ricerca archeologica – delineano un quadro articolato del patrimonio aurifero cinese, mettendone in evidenza le connessioni con le più ampie reti di scambio eurasiatiche.

Dai tesori dell’antico Egitto e dalle corti imperiali di Roma alle raffinate creazioni dell’Europa medievale e dell’inizio dell’età moderna, l’oro emerge in tutta l’esposizione come segno tangibile di autorità e prestigio. Nei palazzi reali e nei templi, esso si è accumulato sotto forma di monete, gioielli e oggetti preziosi, esprimendo una ricchezza che è al tempo stesso economica e simbolica. Come dimostrano le opere esposte, il concetto stesso di «tesoro» si fonda sulla capacità di riunire materiali rari e un’eccezionale maestria artigianale, rendendo visibile il potere di chi li possiede.

Eppure l’oro non è solo uno strumento di ostentazione: diventa anche un ponte tra l’umano e il divino. In diversi contesti religiosi – dal cristianesimo al buddhismo – il suo splendore immutabile è stato utilizzato per evocare la presenza del sacro. Superfici dorate, reliquiari, sculture e manoscritti trasformano la materia in un’esperienza spirituale, capace di trascendere il regno terreno. In questo senso, l’oro non si limita ad adornare gli oggetti: li trasfigura, trasformandoli in veicoli di contemplazione e fede.

Allo stesso tempo, la mostra mette in luce la straordinaria varietà di tecniche sviluppate per lavorare questo metallo prezioso. Dalla foglia d’oro applicata su tavole lignee dipinte a metodi sofisticati come la smaltatura, la damaschinatura e la filigrana romana, dai tessuti intrecciati con fili d’oro alle ceramiche lustrate, l’oro si rivela un materiale capace di adattarsi a diversi linguaggi artistici, entrando in dialogo con altri materiali e tradizioni. Questa dimensione tecnica è essenziale: è grazie all’abilità degli artigiani che l’oro acquisisce forma, significato e valore.

Un ulteriore aspetto esplorato nella mostra è il ruolo dell’oro nella definizione dell’identità sociale e politica. Indossare l’oro, sfoggiarlo nell’abbigliamento, nei gioielli o nell’arredamento, significa affermare il proprio status, la propria appartenenza e il proprio potere. I paramenti regali e le insegne ecclesiastiche, così come i tessuti preziosi e gli ornamenti personali, raccontano una storia di gerarchia e rappresentazione in cui l’oro diventa un linguaggio visivo condiviso. Dalla veste imperiale cinese ai gioielli del mondo mediterraneo e precolombiano, emerge una sorprendente convergenza simbolica: l’oro come segno universale di autorità.

Questo dialogo tra istituzioni riflette anche uno scambio storico più ampio: quello tra Oriente e Occidente. La Cina, e più in generale le culture dell’Asia, hanno svolto un ruolo fondamentale nella circolazione di materiali, tecniche e modelli artistici lungo le rotte commerciali che collegavano questi mondi. I modelli decorativi, le tecnologie artigianali e le concezioni simboliche del metallo prezioso hanno circolato tra le civiltà, generando convergenze sorprendenti: dalle sete intessute d’oro ai motivi decorativi, dalle tecnologie artigianali alle concezioni simboliche dei materiali preziosi, l’oro ha rappresentato un mezzo di scambio privilegiato, contribuendo alla creazione di un linguaggio visivo condiviso in grado non solo di superare i confini geografici e culturali, ma di proporre risposte simili a domande universali sul potere, sulla fede, sull’identità.

La mostra si chiude con una riflessione sul destino contemporaneo di questi oggetti. Ciò che era custodito in tombe, templi e palazzi è oggi affidato allo sguardo del pubblico: nei musei, l’oro perde la sua funzione originaria e acquisisce un nuovo valore culturale ed epistemico.

Gold è anche questo: un invito a guardare oltre la superficie radiosa di un materiale e a scoprire le storie, le tecniche e le idee che ne hanno plasmato la straordinaria eredità.

Colpito da tubo in azienda ex titolare e’ grave

E’ stato colpito in testa da un tubo di ferro mentre lavorava nella sua ex azienda. È ricoverato in codice rosso al CTO. L’incidente è avvenuto alla Gervasi Ecologica di Buriasco dove l’ex titolare di 80 anni svolgeva manutenzione nel capannone. Nonostante l’età andava ancora a lavorare nell’azienda.

Vino, solfiti e sicurezza stradale: uno studio al simulatore

Ecco cosa cambia alla guida

 

Lo studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università di Torino è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One

 

Quanto conta, per la sicurezza stradale, non solo la quantità di alcol assunta, ma anche la composizione della bevanda consumata? E in che modo componenti non alcolici del vino, come i solfiti, possono associarsi a cambiamenti nel comportamento dei conducenti, anche quando l’alcolemia resta entro i limiti previsti dalla legge? A queste domande risponde uno studio condotto dal Politecnico di Torino e dall’Università degli Studi di Torino, che ha analizzato il comportamento alla guida dopo il consumo di vini rossi convenzionali con diversi livelli di solfiti.

Lo studio, dal titolo Understanding driver behaviour after consuming conventional wines with different sulphite contents: insights from a driving simulator study”, è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica PLOS One e si inserisce nell’ambito del progetto VINALIA, sostenuto dalla Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo). La ricerca propone un approccio sperimentale per valutare se e in che modo il contenuto di anidride solforosa, comunemente indicata anche come solfiti, possa influenzare le prestazioni di guida in condizioni controllate.

I solfiti sono utilizzati in enologia per le loro proprietà antimicrobiche e antiossidanti, nonché per preservare la qualità e la stabilità del vino. In Europa, per i vini convenzionali, il limite di anidride solforosa totale è pari a 150 mg/l per i vini rossi e a 200 mg/l per i vini bianchi con un contenuto zuccherino inferiore a 5 g/l. La presenza di solfiti deve inoltre essere indicata in etichetta quando supera i 10 mg/l. Sebbene la produzione di vini totalmente privi di solfiti aggiunti sia difficile, il loro impiego è oggi oggetto di crescente attenzione, anche per i possibili effetti in soggetti sensibili.

Per approfondire questo tema, il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino ha prodotto due vini rossi Barbera convenzionali con diversi livelli di solfiti, entrambi al di sotto dei limiti normativi: uno con un contenuto più basso, pari a 86 mg/l di SO₂ totale, e uno con un contenuto più alto, pari a 126 mg/l. I vini sono stati poi utilizzati presso il Road Safety Laboratory del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino per una sperimentazione al simulatore di guida.

I risultati mostrano che, negli scenari meno complessi, non emergono differenze significative attribuibili al contenuto di solfiti. In queste condizioni, il principale effetto osservato riguarda proprio l’alcolemia, associata a un peggioramento del controllo laterale del veicolo in curva.

Gli effetti più interessanti emergono invece negli scenari di guida più complessi, come quelli urbani o con più interazioni con altri utenti, in cui la guida richiede maggiore attenzione e una regolazione continua della velocità e delle distanze di sicurezza. Se nell’interazione con i pedoni il maggiore contenuto di solfiti è risultato associato a un comportamento più prudentenell’interazione con altri veicoli i conducenti tendevano a guidare a velocità più elevate e a mantenere una distanza più vicina rispetto al veicolo di fronte.

“L’obiettivo dello studio era isolare, per quanto possibile, il ruolo del contenuto di solfiti, mantenendo l’alcolemia in condizioni compatibili con il limite legale italiano. I risultati indicano che, negli scenari di guida più complessi, il comportamento dei conducenti può variare non solo in funzione dell’alcol, ma anche in funzione di alcune caratteristiche della bevanda consumata. Si tratta però di effetti limitati e dipendenti dal contesto, da interpretare con cautela”, spiega Marco Bassani, docente del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI) del Politecnico di Torino e corresponding author dello studio.

“Dal punto di vista enologico, l’anidride solforosa resta uno strumento importante per preservare la stabilità e la qualità del vino. Studiare i possibili effetti dei diversi livelli di solfiti, entro i limiti consentiti, permette di affrontare il tema in modo scientifico e interdisciplinare, mettendo in dialogo tecnologia alimentare, comportamento umano e sicurezza stradale”, sottolinea Luca Rolle, docente del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino.

Gli autori precisano che lo studio è stato condotto esclusivamente in condizioni controllate: sia il tasso alcolemico sia il contenuto di solfiti dei vini rientravano nei limiti previsti dalla normativa. Il numero limitato di effetti statisticamente significativi conferma l’efficacia degli attuali limiti legali nel mantenere condizioni di guida generalmente sicure negli scenari simulati meno complessi. Allo stesso tempo, i risultati indicano che, in compiti urbani ad alta richiesta cognitiva, componenti non alcoliche del vino potrebbero contribuire a modificare il comportamento alla guida.

L’indagine apre quindi una nuova prospettiva per la ricerca sulla sicurezza stradale, suggerendo di considerare non soltanto il livello di alcolemia, ma anche la composizione delle bevande alcoliche consumate. Le prossime ricerche dovranno ampliare il numero di concentrazioni di solfiti analizzate, includere misure fisiologiche e soggettive, valutare eventuali sintomi individuali e testare scenari di guida più lunghi e complessi.

“Non si tratta di indicare i solfiti come causa diretta e generalizzata di comportamenti pericolosi, né di estendere i risultati oltre le condizioni testate. Il valore dello studio è mostrare che, anche entro i limiti di legge, il comportamento di guida può cambiare a seconda del contesto e che servono nuove analisi per comprendere meglio i meccanismi coinvolti – concludono gli autori – La sicurezza stradale richiede strumenti sempre più raffinati per valutare il comportamento dei conducenti in condizioni realistiche, controllate e scientificamente misurabili”.

Leggi l’articolo completo a questo link: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0345134