Giovedì 13 novembre prossimo torna allo Stella Café, la caffetteria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il quinto appuntamento di Intrecci Sonori, una rassegna curata da Siah e da Enrica Fenoglio. Un appuntamento che unisce musica a elettronica e arti visive, trasformando lo spazio in un paesaggio sonoro e unendo idealmente gli spazi dello Stella Café con quelli espositivi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Protagonisti della serata, durante la quale lo Stella Café proporrà uno speciale servizio di cocktail bar fino alle 23, e di tapas fino alle 22, saranno i Distorted Planet, con una performance che fonde il violino con elementi elettronici. A completare il viaggio sonoro saranno gli artisti e producer Ba§ic e Namera. Durante la serata, a partire dalle ore 20, la galleria della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo sarà aperta gratuitamente al pubblico, con la possibilità di visitare le mostre in corso, che sono “Portrait” di Angharad Williams e “News from the near future”, per celebrare i trent’anni della Fondazione. Il quinto appuntamento di Intrecci Sonori si inserisce al termine di una giornata speciale alla FSRR, quella in cui il Dipartimento Educativo della Fondazione presenta, insieme all’Associazione Volon Wright e al Disability Film Festival , il ciclo di incontri “Enjoy the difference”, dedicato al linguaggio, ai significati e agli immagini legati al tema della differenza. Si tratta di un invito a pensare e dialogare senza etichette, come è capace di fare l’arte, visiva o performativa che sia, e come dimostra Intrecci Sonori, che amplia il significato degli spazi di Stella Café e della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con i luoghi di relazione ed esperienza condivisa.
Mara Martellotta
Sembra quasi un fatto di cannibalismo in famiglia perché il Polo del ‘900 è da sempre settario a senso unico verso le idee liberali, moderate, considerate in modo censorio di destra. Il divieto a tenere una conferenza al Polo del ‘900 ha scatenato quindi la giusta ira di Angelo d’Orsi, esponente di rango della cultura marxista e gramsciana torinese e candidato sindaco della estrema sinistra contro Lo Russo. D’Orsi è un militante di estrema sinistra coerente con sé stesso: la sua coerenza lo porta spesso all’intolleranza, ma per il professore il liberalismo è proprio un’eresia impraticabile e forse… intollerabile. Gli hanno annullato la conferenza perché accusato di essere un filoputiniano. Avrebbe dovuto presentare un libro sulla Russofilia. Il divieto appare del tutto immotivato perché il professore ha tutti i titoli per essere di casa al Polo. Io sono almeno 10 anni che non vengo invitato a parlare al Polo e me ne sono fatta una ragione. Ma d’Orsi ha ragione da vendere per lamentarsi: è un compagno obbediente, un militante e financo un attivista. Non l’ho più seguito, ma penso che negli ultimi tempi si sia immolato per la Palestina e abbia criticato aspramente Israele, come è di norma tra i veri comunisti da sempre, perché a perseguitare e deportare gli ebrei fu ci fu anche Stalin e non solo. Chiedo che diano la parola al professore, altrimenti gli offro piena e totale l’ospitalità al Centro Pannunzio dove venne una sola volta 25 anni fa a ricordare Massimo Mila che, in verità, fu solo un compagno strada. E ovviamente potrà dire tutto ciò che vuole, in assoluta libertà. Perché il Centro Pannunzio è una libera agorà aperta a tutti i dissensi e a tutte le eresie. Anzi , le idee di d’Orsi non sono eresie, sono semplicemente idee che vanno rispettate. Meglio, diceva Gobetti, se le idee discordano perché così crescono le idee. Un Gobetti un po’ ostico per il professore e adesso anche un po’ scomodo per il Polo che ospita il settario centro Gobetti e tende a distinguersi, nel caso di equivoci, con il defunto Polo delle libertà.


