La nuova piattaforma della danza italiana – TORINO 1-4 settembre. Fino al 13 marzo è aperta la call per partecipare
Sarà il Piemonte ad ospitare nel 2026 la decima edizione di NID Platform – La nuova piattaforma della danza italiana, prestigiosa vetrina itinerante ideata per promuovere e diffondere la più recente produzione coreografica nazionale nel contesto italiano e internazionale. In programma dal 1 al 4 settembre 2026 si svolgerà a Torino, Collegno, Moncalieri e Venaria Reale, chiamando a raccolta artisti e personalità di spicco nonché programmatori e distributori italiani e stranieri, istituzioni, giornalisti e appassionati che, come in un vero e proprio festival, potranno assistere a un programma articolato di spettacoli e performance.
Le sedi principali dell’evento condividono una natura comune: sono luoghi che un tempo appartenevano al paesaggio della produzione industriale e che oggi sono diventati presìdi permanenti per la produzione e la diffusione culturale. Questo legame profondo con il territorio costituisce il fil rouge tematico e spaziale dell’edizione 2026, intitolata Coreografie del possibile. La manifestazione abiterà questi spazi nella loro dimensione trasformativa, generando visioni artistiche in dialogo con la memoria e l’identità dei luoghi.
Fino al 13 marzo è aperta la call per sottoporre la propria candidatura all’edizione 2026, con le due consuete sezioni: Programmazione e Open Studios, quest’ultima dedicata a progetti coreografici, in fase di lavorazione e sviluppo. Tutti i dettagli sono consultabili sul sito nidplatform.it.
L’immagine guida dell’edizione piemontese è dell’artista Cristian Chironi, grazie alla collaborazione con Camera – Centro Italiano per la Fotografia di Torino.
«L’assegnazione al Piemonte della NID Platform 2026, che si svolgerà a Torino a settembre 2026, rappresenta un riconoscimento di rilievo nazionale e il risultato di un lavoro strutturale portato avanti dalla Regione sullo spettacolo dal vivo, in coerenza e in dialogo costante con le politiche del Ministero della Cultura.
Un percorso costruito nel tempo grazie a una collaborazione solida con Piemonte dal Vivo, che ha contribuito a rafforzare il posizionamento del Piemonte come interlocutore credibile e autorevole a livello nazionale. La NID Platform è una piattaforma strategica per la danza contemporanea italiana, un luogo di programmazione, confronto e sviluppo che mette in relazione istituzioni, operatori e artisti. Ospitarla a Torino significa riaffermare il ruolo delle Regioni come attori centrali della governance culturale del Paese: non semplici soggetti attuatori, ma partner istituzionali capaci di costruire visione, sostenere la produzione e contribuire in modo determinante allo sviluppo delle politiche culturali nazionali».
— Marina Chiarelli, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte
NID Platform è un progetto nato dalla condivisione d’intenti tra gli organismi della distribuzione della danza aderenti ad ADEP (Associazione Danza Esercizio e promozione) in sede FEDERVIVO-AGIS con la Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura e le Regioni di riferimento, con lo scopo di promuovere e sostenere la più significativa produzione coreutica italiana. L’edizione 2026 si realizzerà nei comuni della Città Metropolitana di Torino con il sostegno della Direzione Generale Spettacolo del MiC e della Regione Piemonte. Per questa edizione ADEP ha nominato partner capofila e organizzatore della manifestazione la Fondazione Piemonte dal Vivo, Circuito Regionale Multidisciplinare delle Piemonte.




La metafora delle due Città e’ stata usata autorevolmente dall’Arcivescovo emerito Cesare Nosiglia la prima volta nella Messa di Ferragosto alla Consolata. A Torino, disse l’Arcivescovo dal cuore tenero, la metà della Città che sta bene non si accorge della metà della Citta’ che sta male”. Una bocciatura di fatto delle Amministrazioni PD sostenute da una parte dei cattolici . Chi amministrava invece di studiare i numeri della questione sociale trovò qualche giustificazione nella crisi ecomomjca del 2008 e continuò’ come prima. Ma alle elezioni del 2016 la Città si ribellò puntando sui grillini capeggiati dalla Sindaca che aveva studiato alla Bocconi e con buoni rapporti con alcuni parroci del centro. Ma Torino non difendendo il settore auto e dicendo No alla TAV non si riprendeva , anzi. E non era vero che non si poteva far meglio perché in venti anni Bologna superava la nostra Città di ben venti punti di PIL . Per fortuna noi SITAV il 10 novembre 2018 riuscimmo a portare in piazza Castello 40.000 cittadini pacifici ma chiari nell’obiettivo: NO alla DECRESCITA, salvammo l’opera più importante per il futuro della Città ‘.Purtroppo quella Piazza non ha voluto farsi rappresentare in Regione così la TAV e’ in grave ritardo e Torino perde terreno. La mia proposta di far entrare nell gestione dei porti liguri Comune e Regione , Cirio la porta avanti oggi ,dopo 15 anni. Alle elezioni del 2021 la metà della Città che sta bene , che vota le Giunte del PD ricevendo in cambio tanta benevola attenzione sia sulla urbanistica che nelle nomine nei vari Enti, a partire dalle Fondazioni bancarie che ogni anno versano centinaia di milioni agli eventi del Comune alle attività culturali importanti ma necessarie finché la parte della Città che sta bene non si annoi, andò in massa a votare LoRUSSO anche perché il Direttore de la Stampa aveva garantiti che er il più competente dei candidati. La metà della Città che stava male e che oggi dopo 52 mesi di Amministrazione PD sta peggio , invece non andò a votare in massa, delusa dalla politica , ma così facendo aiutò senza volerlo, la sinistra.