Una grande festa corale partirà da Torino e attraverserà tutto il Paese per un anno intero. Nel 2026 oltre quaranta concerti ed eventi in tutta Italia celebreranno il metodo che ha rivoluzionato la didattica musicale, mettendo al centro tanto la crescita dell’individuo quanto quella dell’artista.
Torino celebra un traguardo storico per la musica e l’educazione. Il 2026 segna, infatti, il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki che, grazie ai musicisti Lee Robert e Antonio Mosca, pionieri di un sogno educativo e musicale, da Torino si è diffuso in tutto il Paese.
Nel1976 nasceva la prima scuola Suzuki in Italia e prendeva forma l’orchestra Suzuki, oggi considerata la più giovane orchestra da camera d’Europa. Si tratta di un’esperienza che ha dimostrato, in modo concreto, cosa accade quando si dà fiducia ai bambini e si investe nella loro educazione musicale sin dalla prima infanzia.
Lunedì 9 febbraio prossimo il teatro Alfieri ospiterà il concerto “Il Suono delle nostre Radici”, che inaugura ufficialmente l’anno Suzuki, dando il via a dodici mesi di celebrazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
Per la prima volta, si incontreranno sul palcoscenico tre generazioni di musicisti formatisi all’Accademia Suzuki, l’Orchestra Humoresque, formata da bambini dai 6 ai 10 anni, l’Orchestra Suzuki ( ragazzi dagli 8 ai 16 anni ) e l’Orchestra degli ex Allievi, composta da musicisti dai 20 ai 65 anni.
Il concerto racchiude in sé l’essenza di questo anniversario, tre orchestre, tre generazioni, un’unica comunità sul palco, per raccontare cinquanta anni di storia con uno sguardo aperto verso il futuro.
Il metodo Suzuki si basa su un principio rivoluzionario, che la musica possa essere appresa come una lingua madre, attraverso l’ascolto, l’imitazione e la condivisione fin dai primi anni di vita. “Il talento non è un dono raro, ma il frutto dell’amore e della perseveranza” diceva Shinichi Suzuki, fondamento ancora oggi di una pedagogia che ha dato vita ad oltre sessanta scuole in Italia e coinvolto più di 1000 ex allievi, tra musicisti professionisti, docenti, direttori d’orchestra e cittadini consapevoli.
“Cinquanta anni di metodo Suzuki hanno creato una comunità viva fatta di musicisti, insegnanti, genitori e famiglie – ha sottolineato Liviana Pittau, vice presidente e direttrice dell’Accademia torinese. Per valorizzare tutto ciò che questa storia ha generato è nato l’Anno Suzuki, una grande festa che celebra il Metodo per un intero anno. Torino, città che per prima ha creduto in questo progetto, continua a essere il cuore di questa storia straordinaria”.
L’Anno Suzuki è promosso e coordinato dall’Accademia Suzuki in collaborazione con l’Istituto Italiano Suzuki con il contributo della Fondazione CRT e sotto il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino.
Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario si svilupperanno attraverso un calendario diffuso di eventi che coinvolgerà le più prestigiose istituzioni musicali e culturali torinesi e nazionali. Un programma di oltre quaranta appuntamenti tra concerti, iniziative formative e progetti musicali territoriali, fino all’evento di chiusura del 21 dicembre 2026 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto.
“I cinquanta anni di storia del metodo Suzuki – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – raccontano un impegno costante nell’accompagnare generazioni di giovani lungo il loro percorso di crescita artistico. Molti di questi musicisti, oggi attivi in molteplici orchestre di Torino e non solo, si esibiranno al fianco degli attuali allievi dell’Accademia in un fitto programma di concerti che celebrerà il metodo Suzuki, segno tangibile di una comunità che si riconosce e di un legame che rimane vivo nel tempo. Come Città di Torino abbiamo accompagnato questo percorso, convinti del valore di un progetto che investe nelle nuove generazioni e nella loro formazione, rendendo la cultura un’esperienza accessibile e continua”.
Il primo grande momento simbolico del 2026 sarà il 9 febbraio, al teatro Alfieri, con il concerto inaugurale “Il Suono delle nostre Radici “, un dialogo musicale tra le orchestre di età diverse, che offrirà al pubblico un viaggio emozionante attraverso cinquanta anni di educazione musicale secondo il metodo Suzuki.
Sotto la direzione di Antonio Mosca e Marco Mosca, il programma, presentato da Filippo Cavallo e Clara Piccoli ex allievi e violoncellisti, spaziare dai brani della tradizione didattica di Shinichi Suzuki e della musica popolare fino alle grandi pagine orchestrali di Mozart, Vivaldi, Brahms, Popper, Migliavacca, Fiocco e Rossini.
A febbraio due saranno gli appuntamenti, il 13 alle 18 l’Anno Suzuki si aprirà al territorio con “Sinfonie in maschera” al teatro Giacosa di Ivrea e coinvolgerà le scuole Suzuki del Canavese e di Aosta. Il 16 febbraio al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino gli ex allievi Suzuki Francesco e Stefano Cerrato suoneranno con l’Ensemble Armoniosa, all’interno della stagione dell’Unione Musicale.
Lunedì 9 febbraio 2026 ore 20.30 al teatro Alfieri di Torino
Biglietti per bambini 10 euro, Adulti 15 euro.
Prenotazioni 3804614154 info@suzukicenter.it
Mara Martellotta
Alcuni giorni fa si è tenuto un incontro tra Sindaci del rivolese e della Bassa Valle in cui si è messa in alternativa il prolungamento della Metro a Rivoli con la TAV, una delle dieci reti europee di trasporto su rotaia , lunga tremila chilometri che collega tra loro Paesi che valgono 1/5 del PIL europeo e che metterà in rete almeno altri tre corridoi ferroviari che collegano i porti del Mediterraneo con i porti del Nord Europa con l’obiettivo di caricare il più possibile su rotaia i container e la merce che arriva via mare e portarli a destinazione senza inquinare . Personalmente ritengo che chi si candida ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe dare un esame sulla Storia d’italia, sul Risorgimento e sulle scelte strategiche che il Paese ha fatto negli ultimi duecento anni. Le Alpi come ci ha insegnato Cavour sono un impedimento strutturale per i nostri collegamenti con l’Europa. Il primo appunto di Cavour al Re parlava propriodi questo. Se Tu chiedi a Sindaci, Deputati Senatori, Consiglieri Comunali e Regionali quanti hanno studiato il libro di Rosario Romeo che più di tutti spiega la strategia di governo del più grande Statista europeo dell’800 ,come venne definito Cavour dagli inglesi Ti cadranno le braccia. Cavour fece allargare il porto di Genova per spingere la economia piemontese. Cavour disegnò la rete ferroviaria e spinse la nascita dell’Ansaldo così l’Italia mentre metteva i binari costruiva anche le locomotive che trainavano i carri ferroviari. Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del Secolo, il traforo del Frejus. Quella era gente che aveva la Vision su dove portare il Paese ma sapeva anche essere molto efficiente nel realizzare le opere perché sapeva bene che noi avevano un PIL che era un quarto di quello inglese ed eravamo poveri e arrivavamo in ritardo alla industrializzazione. La Scuola di governo piemontese e’ stata la migliore Scuola di governo italiana . Solo i Governi De Gasperi degli anni cinquanta che ci dettero il Boom economico possono essere paragonati ai Governi di Cavour e Giolitti. La risposta di Cavour al Re che gli elencava i contrari al Traforo dovrebbe essere controfirmata da chi va al governo oggi : “Maestà noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Come sai i trasporti sono responsabili per un terzo dell’inquinamento che causa decine di migliaia di morti ogni anno, in particolare coloro che hanno problemi di respirazione. La costruzione delle nuove reti europee di trasporto su rotaia ridurranno strutturalmente per sempre una delle tre cause di inquinamento. Tutti gli altri mezzi di trasporto inquinano, chi più chi meno. Treno e Metropolitane sono le due modalità di trasporto green più importanti. MAdrid da sola ha più km di rete di metropolitane di tutta l’Italia messa insieme. Come sai da noi il PCI è sempre stato contrario alle autostrade e alle metropolitane. Al Sindaco Peyron che voleva costruire la Metropolitana negli anni 50, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose : “Signor Sindaco gli operai preferiscono andare in auto”. Nel 75 il manifesto del PCI era NO ALLE GRANDI OPERE così nel 76 dopo la vittoria di Novelli il Comune rinunciò al finanziamento del Governo . Riuscimmo ad avere la Linea 1 solo perché era una delle condizioni poste del CIO per darci le Olimpiadi del 2006.