Author

ilTorinese - page 321

ilTorinese has 5921 articles published.

Torna il Festival del Giornalismo Alimentare

in Cosa succede in città

TORINO 20-22 FEBBRAIO 2020

Centro Congressi “Torino Incontra” – Via Nino Costa 8

Tre giorni dedicati al confronto sulla comunicazione del cibo e alla presentazione di nuovi studi nel settore agroalimentare. Ma anche tanti momenti pratici, come i laboratori o gli educational sul territorio, e altri dedicati al networking e al B2B per allargare la rete dei professionisti

 

Confermate in questi giorni le date della prossima edizione del Festival del Giornalismo Alimentare. L’appuntamento dedicato alla riflessione e al dibattito culturale sul cibo si terrà il 20, 21 e 22 febbraio 2020 presso “Torino Incontra”, Centro Congressi della Camera di commercio di Torino.

Arrivato alla sua quinta edizione, il Festival consolida e amplia alcuni momenti che nelle precedenti edizioni erano solo in fase sperimentale. Per esempio si conferma come parte ormai fissa del festival la sezione dedicata ai laboratori pratici, realizzati con il contributo di Camera di commercio di Torino e di altri enti ed aziende partner. Allestiti negli spazi del Centro Congressi, sono destinati a diventare un momento formativo fondamentale oltre che un’opportunità per mettere in pratica le nozioni acquisite durante i panel e per approfondire aspetti come la sicurezza alimentare o la conoscenza diretta di alcune eccellenze enogastronomiche.

Dopo il successo della scorsa edizione, si riconferma anche la programmazione del momento B2B, due giornate in cui i professionisti della comunicazione potranno incontrare le aziende del settore agroalimentare interessate a una consulenza e a un confronto. Anche per il prossimo anno gli incontri B2B saranno organizzati grazie al supporto della Camera di commercio di Torino che nella passata edizione aveva coinvolto i suoi Maestri del Gusto e i produttori vitivinicoli a marchio Torino DOC.

Durante i lavori del Festival saranno chiamati a dare il proprio contributo esperti provenienti dal mondo del giornalismo, rappresentanti delle pubbliche amministrazioni, aziende, foodbloggerinfluencer, professionisti della sicurezza alimentare, chef, rappresentanti di associazioni e uffici stampa. Filo conduttore dei dibattiti sarà stimolare il confronto e la riflessione tra i vari protagonisti della comunicazione alimentare a fronte anche di un pubblico di consumatori sempre più attento, partecipe e preparato. Torneranno anche gli educational dedicati ai giornalisti, un’occasione per conoscere le risorse e le eccellenze enogastronomiche del territorio piemontese.

Si ricorda ai colleghi giornalisti e professionisti della comunicazione che – attraverso il sito ufficiale www.festivaldelgiornalismoalimentare.it – è possibile iscriversi alla rete del Festival che attualmente conta oltre 400 membri. Si tratta di una pagina in cui è possibile presentare e promuovere il proprio lavoro, ma che nel giro di pochi anni è divenuta anche un luogo di incontro e scambio professionale che va oltre i tre giorni di Festival.

Per tutti gli aggiornamenti e le novità sulle iniziative del Festival si rimanda come sempre al sito ufficiale www.festivaldelgiornalismoalimentare.it.

Il controllo del vicinato si allarga a Castiglione

in BREVI DI CRONACA

Castiglione Torinese si è aggiunta al numero dei comuni della Città Metropolitana di Torino che adottano il sistema di sicurezza partecipata del controllo del vicinato.

Venerdì sera ha ospitato l’intervento di Ferdinando Raffero, uno dei pionieri del cdv piemontese (il suo comune, San Mauro Torinese è stato il terzo ad introdurlo in terra subalpina, dopo Casorzo e Ponzano Monferrato), oggi presidente di Acdv-Associazione controllo del vicinato, la prima che agisce in Italia in questo settore e con il maggior numero di famiglie e comuni aderenti.

Da pochi giorni, inoltre, il Comune ha posizionato i cartelli con il simbolo del Controllo del vicinato, che hanno lo scopo di comunicare a chiunque passi nella zona interessata che la sua presenza non è passata inosservata e che il vicinato è attento e consapevole.

Una nuova offerta politica, senza lamentele

in POLITICA

Una regola fondamentale nella politica e’ sempre stata quella di non lamentarsi se i tuoi avversari vincono – o stravincono – e tu nel frattempo stai fermo. Fuor di metafora, e’ perfettamente inutile lanciare strali quotidiani contro la Lega e il suo capo Salvini se poi, nel frattempo, ci si limita solo ad insultarlo e ad attaccarlo tutti i giorni e tutto il giorno come ormai ci ha abituato il Pd. Con l’aggravante che, essendo quel partito un soggetto politico strutturato per bande organizzate in perenne conflitto l’una contro l’altra, anche sul tema della richiesta delle dimissioni di Salvini abbiamo assistito ad una sceneggiata squallida e persin imbarazzante. Ma, al di là del Pd e delle sue ormai quotidiane goffaggini, quello che adesso e’ necessario mettere in campo – senza più rinvii inconcludenti, misteriosi ed inspiegabili – e’ una forza politica e culturale che sia in grado anche e soprattutto di intercettare quel consenso che sta veleggiando in forme sempre più impetuose proprio verso la Lega di Salvini.
E questo per almeno 3 ragioni di fondo.
Innanzitutto la fine politica di Forza Italia. Al di là delle piroette del suo padre fondatore, e’ indubbio che la sostanziale archiviazione politica di una esperienza politica che nel bene o nel male ha comunque sempre giocato un ruolo importante e significativo nel campo moderato e liberale del nostro paese, scongela un consenso che non può essere frettolosamente liquidato. E a nulla valgono, come quasi tutti sanno, i mille equilibrismi a cui assistiamo in questi giorni. Quando si chiude una esperienza politica, soprattutto se frutto di un partito personale/padronale, e’ del tutto evidente che qualsiasi replica è destinata a cadere nel vuoto.
In secondo luogo l’auspicata e desiderata deriva a sinistra del Pd di Zingaretti. Certo, come ricordavo poc’anzi, e’ persin imbarazzante commentare le performance quotidiane di un partito che riesce a dividersi e a lacerarsi anche su come chiedere le dimissioni, seppur grottesche e spuntate, da ministro del capo della Lega Salvini. Per non soffermarsi sulle gesta di Scalfarotto, di Orfini e dell’ineffabile Del Rio. Ma, al di là dei singoli, e’ del tutto evidente che un partito che ha come ragione sociale quella di rilanciare l’esperienza del Pds, e’ alquanto buffo che tutto ciò avvenga in un quadro di permanente e perenne conflittualità al suo interno dove persistono visioni e prospettive politiche diverse se non alternative. Comunque sia, l’avvento del Pd/Pds lascia nuovamente aperto un vuoto politico e un consenso crescente di un elettorato senza più rappresentanza alcuna.
In ultimo, senza una forza politica che sappia reinserire nella dialettica politica contemporanea una esigenza di vero confronto e di autentico riformismo senza scivolare nella sempre più insopportabile radicalizzazione della lotta politica, sarebbe la stessa democrazia italiana ad uscirne sempre più indebolita e vulnerabile. Uno scenario da “opposti estremismi” non può essere la cornice ideale per ridare slancio, credibilita’ ed autorevolezza alla politica, qualità alla nostra democrazia e forza al pensiero e all’approccio riformista.
Ecco perché si rende, adesso, necessaria la presenza di una forza politica riformista, democratica, plurale e che non assecondi il processo estremista e radicale dell’attuale lotta politica. Una forza politica che sappia, soprattutto, recuperare quei mondi vitali e quelle fette di elettorato che oggi sono sempre più sfiduciati e che non si riconoscono affatto nell’attuale geografia politica italiana. E che, quindi, o si rifugiano stancamente nell’astensionismo o votano altrettanto stancamente i partiti esistenti. Verrebbe da dire, recuperando un vecchio slogan del passato, “se non ora quando?”.


Giorgio Merlo

Enac promuove lo scalo di Caselle

in ECONOMIA SOCIETA' E COSTUME

Torino Airport ottiene l’approvazione di ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, riguardo alla documentazione presentata per il Piano  quadriennale 2020-2023.

Il Piano quadriennale 2020-2023 è comprensivo del Piano degli Interventi, del Piano economico finanziario per un importo complessivo a carico della Società di 45,3 milioni di euro, del Piano di Tutela ambientale e del Piano della Qualità.

Gli investimenti riguarderanno le infrastrutture di volo, il Terminal e altri edifici, le reti e gli impianti, la security, oltre a un programma di manutenzioni straordinarie. Tra questi, anche l’installazione di pannelli fotovoltaici.

Due gli obiettivi prioritari che Torino Airport si è dato: il miglioramento dell’esperienza del passeggero e la sostenibilità ambientale.

Tra gli interventi volti a soddisfare le esigenze dei passeggeri e a fornire servizi di sempre migliore qualità, si evidenziano la sostituzione completa dei pontili di imbarco, nuovi sistemi per velocizzare i controlli di sicurezza, l’implementazione di e-gates per i passaporti, lo sviluppo di nuove modalità di comunicazione digitale.

Il Piano di Tutela ambientale, stilato in ottica marcatamente green e di responsabilità sociale, punta a una forte riduzione del consumo di energia e delle emissioni: tra le principali azioni previste rientrano nuovi impianti di illuminazione a basso consumo, la sostituzione del parco veicoli con mezzi a ridotte emissioni, oltre a interventi per la diminuzione delle dispersioni termiche.

Con il Piano di Tutela ambientale Torino Airport intende conseguire il Livello 2 (Reduction) del protocollo ACA, Airport Carbon Accreditation – l’iniziativa lanciata da ACI Europe, l’associazione degli scali europei, per promuovere un concreto contributo da parte degli aeroporti alla lotta contro i cambiamenti climatici.

L’approvazione del Piano quadriennale è propedeutica alla sottoscrizione del Contratto di Programma 2020-2023 tra SAGAT ed ENAC. Il Contratto di Programma disciplina gli aspetti riguardanti il rapporto concessorio e gli impegni che la Società di gestione assume sulle opere infrastrutturali da realizzare e sugli obiettivi qualitativi e di tutela  dell’ambiente da raggiungere nel quadriennio contrattuale.

Ubriaco al volante arrestato per furto

in BREVI DI CRONACA

Gli agenti della Sottosezione della Polizia Stradale di Torino stavano effettuando un normale servizio di controllo della viabilità sulla A/55 tangenziali di Torino, in direzione Chivasso, quando hanno notato un veicolo sbandare tra la prima e la seconda corsia di marcia. Gli operatori hanno immediatamente intimato l’alt di Polizia al conducente che provvedeva ad arrestare la corsa sulla corsia di emergenza. Alla guida c’era un cittadino romeno di 31 anni che stava guidando palesemente in stato di ebrezza. L’uomo si è rifiutato di sottoporsi all’accertamento con etilometro, confermando l’abuso di alcool. Il 31enne è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria. Inoltre, sotto un altro nome, pendeva a suo carico un Ordine per la Carcerazione per scontare la pena di quasi un anno di reclusione per il reato di furto aggravato in concorso.

Salvata ragazzina con uno spillo di 3,5 cm infilato nei bronchi

in BREVI DI CRONACA

Con un intervento in endoscopia non invasivo molto complicato, presso l’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino

 

Nei giorni scorsi è stata salvata una ragazzina che aveva uno spillo di 3,5 cm infilato nei bronchi con un intervento in endoscopia non invasivo molto complicato, presso l’Otorinolaringoiatria dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino (diretta dal dottor Paolo Tavormina).

Intorno alle 23,30, è arrivata al Regina Margherita trasferita da un altro ospedale una piccola paziente di 13 anni di origine egiziana, alla quale era stata diagnosticata la presenza di un corpo estraneo a livello bronchiale (spillo).

Tempestivamente accolta dal DEA del Regina, valutate le condizioni cliniche, è stata visionata la TAC torace, effettuata dall’ospedale di provenienza che dimostrava incuneamento del corpo estraneo tra bronco intermedio e bronco lombare medio destro. La ragazzina ha raccontato di aver inalato accidentalmente, perchè teneva lo spillo tra i denti mentre correva. Involontariamente lo aveva ingoiato e le era per di più “andato di traverso”.

Immediatamente é stata attivata l’équipe di emergenza di sala operatoria e la paziente è stata prontamente sottoposta ad un complicato intervento di rimozione del corpo estraneo mediante broncoscopia rigida in modo endoscopico e non invasivo, effettuato con successo dalla dottoressa Federica Peradotto coadiuvata dalla dottoressa Valeria Boggio, dell’équipe ORL del dottor Paolo Tavormina. Si trattava di uno spillo di 3,5 cm di lunghezza con punta ad ago. L’intervento è stato effettuato con la nuovissima strumentazione colonna endoscopica recentemente donata dalla Compagnia di San Paolo.

La paziente in buone condizioni cliniche è stata dimessa dopo 48 ore.

 

Sanità, PD: “E’ finito il tempo degli annunci”

in POLITICA

  “Un Consiglio regionale straordinario per fare chiarezza”

“Leggo sugli organi di informazione che l’Assessore Icardi avrebbe “strigliato” i direttori delle Aziende Sanitarie, chiedendo loro “una potente sterzata nei costi, con una riduzione delle spese, pena il rischio di precipitare in un nuovo “Piano di rientro”. E’ dall’insediamento della Giunta Cirio che sentiamo soltanto critiche, slogan e battute senza, in realtà, riuscire a sapere quali saranno le politiche del centrodestra in materia di sanità” ha spiegato il portavoce Pd in Commissione Sanità Raffaele Gallo.

“Sono d’accordo con l’Assessore Icardi – ha proseguito Gallo – sul fatto che si debba perseguire l’efficienza, tuttavia ritengo che i risultati si possano ottenere soltanto nel tempo, mettendo in atto riforme che spettano al Governo regionale di centrodestra dal quale attendiamo una programmazione”.

“Non riteniamo accettabile ogni giorno ascoltare numeri diversi – ha affermato il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Domenico Ravetti – Non solo il Consiglio, ma anche i cittadini piemontesi hanno diritto a conoscere in che modo la Giunta Cirio intende effettuare gli invocati tagli e/o risparmi. Anche sulla sanità, come su qualsiasi altra materia, finora non ci è dato sapere che cosa la Giunta Cirio intende concretamente fare. Per questo chiederemo la convocazione di un Consiglio straordinario sui conti della sanità, affinché vengano spiegate le scelte che si intendono adottare”.

“L’analisi dello stato di salute dei conti della sanità piemontese – ha concluso il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi – non può esaurirsi ai bilanci di previsione. Per questo abbiamo chiesto anche in commissione il consuntivo trimestrale e lo storico degli anni passati, sia sui preventivi che sui consuntivi, per valutare le dinamiche e gli equilibri tra i due bilanci: l’Assessore ci ha assicurato che ci sarebbero stati consegnati, ma per adesso ancora nulla. Vorremmo tanto andare in vacanza con i documenti in mano, visto che sono già nelle disponibilità dell’Assessore, in modo tale da poterli studiare ed essere preparati per il Consiglio straordinario”.

Softball, “Le Zie” vincono gli European Masters Games

in SPORT
Bissato il successo dei World Masters Games 2013
Dal 30 luglio al 3 agosto le quattro formazioni in gara, oltre a darsi battaglia sul campo, hanno attratto il pubblico delle grandi occasioni.

“Le Zie” vincono gli European Masters Games, nella finale di Torino superano per 11-0 le Pallet Girl, formazione di riferimento del Porta Mortara Novara e le Bulls Rescaldina (To) che mettono comunque al collo una medaglia di prestigio, quella di argento.

La squadra master di Torino, che ha adottato fra le sue fila atlete provenienti dalla Sicilia, Liguria e Toscana, dopo aver vinto i World Masters Games nel 2013, dopo sei anni bissa con la vittoria nella manifestazione continentale.

La medaglia di bronzo è stata vinta dalle Old Kings di Castellamonte (To), che nella finale di consolazione hanno superato le canadesi dell’Ottawa Valley Strong

Leo: “La conferma di Nosiglia buona notizia per la comunità”

in ECONOMIA SOCIETA' E COSTUME

La decisione del Santo Padre di confermare l’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia per altri due anni alla guida della Diocesi Torinese credo rappresenti una gran bella notizia tanto per il mondo cattolico, quanto per la comunità civile nel suo insieme. Questo non già perché – come è stato scritto da qualche parte – vi fossero difficoltà a trovare un successore adeguato. Infatti, già solo volgendo lo sguardo sulla nostra Regione, è facile vedere come fortunatamente in essa siano presenti personalità religiose di grande spessore e capacità. La proroga di Mons. Nosiglia è un dono per le comunità religiose, cattoliche e non, nonché per l’insieme della società, per molte ragioni, ma in particolare per la sua preziosa “linea pastorale”.

Io non ho certo né la competenza, né l’autorevolezza, né la presunzione, di avere la capacità di fare un’analisi completa e articolata dell’opera del nostro Arcivescovo. Ho cercato di seguire le sue indicazioni e i suoi richiami come potevo e come ne sono stato capace, ma, ovviamente, sono consapevole di aver colto solo una parte del tutto e, in particolare, quella più vicina ai terreni nei quali mi sono sempre impegnato. In questo senso ho veramente apprezzato gli sforzi del nostro Pastore su due grandi tematiche.

La prima è quella dell’attenzione e della promozione del dialogo interconfessionale, con i conseguenti addentellati di una speciale sensibilità per i problemi degli immigrati, dell’integrazione, dell’interazione fra culture, dell’attenzione alle sofferenze dei più deboli. Come coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi” abbiamo, infatti, potuto toccare con mano la vicinanza di Mons. Nosiglia ad ogni nostra iniziativa, nonché godere del suo appoggio e dei suoi consigli. Basti pensare alla sua presenza il 1° gennaio di ogni anno, alla grande agape interreligiosa, da noi organizzata all’Arsenale della Pace – grazie alla ospitalità dei generosi confratelli del Sermig – insieme al Comitato Interfedi presieduto dal prof. Valentino Castellani e dal Comitato per i diritti umani del Consiglio Regionale del Piemonte.

La seconda – per molti aspetti interconnessa con la prima – è quella del costante richiamo rivolto ai laici cattolici a favore di un maggiore impegno nella vita politica. Cito dalla bella intervista di Ludovico Poletto su La Stampa di ieri: “La carenza di laici cattolici impegnati, ha nuociuto alla politica e rappresenta un impoverimento dell’intera azione culturale e sociale della Città”.

Ecco, a giudizio mio e di tante amiche e amici, (con i quali siamo   insieme impegnati in opere che fanno riferimento alle tematiche succitate),   i continui richiami del nostro Arcivescovo – peraltro in piena sintonia con Papa Francesco e con il Presidente della C.E.I. Card. Bassetti – sono assolutamente preziosi e vitali per il bene e il futuro della nostra collettività. Infatti, come si può prescindere da un dialogo sincero e onesto, da un desiderio di condivisione e conoscenza, da una voglia di arricchimento reciproco, se si vuole davvero il Bene della nostra società e del nostro Paese. Con un nota bene che è giusto e opportuno specificare. Dialogo sincero e onesto, vuol dire un atteggiamento che metta decisamente da parte ipocrisie, demagogie, “buonismi”, giustificazionismi pelosi e che ponga come centrali il rispetto della nostra Costituzione, dei diritti fondamentali riconosciuti dall’ONU, e quindi dei doveri non meno dei diritti.

In quanto alla forte e costante esortazione all’impegno politico, credo che oltre a richiamare la Dottrina Sociale della Chiesa che considera la politica: “la massima forma di carità”, l’urgenza con cui, da Papa Francesco alla C.E.I. fino a molte Diocesi del nostro Piemonte, essa derivi dall’osservazione del crescente degrado civile, morale e sociale. Aggravato dal simultaneo, crescente disinteresse dei cattolici – pur molto attivi su tanti altri fronti – riguardo al mondo della politica, quasi volessero lavarsene le mani. Tant’è che in uno dei suoi numerosi interventi, Papa Francesco (che chi lo conosce bene, sa che è alquanto preoccupato della tiepidezza di molte delle leaderships laiche delle associazioni e dei movimenti cattolici) ha domandato agli interlocutori, che paventavano i rischi di un impegno nel mondo delle istituzioni politiche,   se loro volessero stare dalla parte di Cristo o di quella di …..Ponzio Pilato!

Queste, ripeto, sono solo due delle tante problematiche sulle quali è intervenuto in maniera fattiva e incisiva il nostro Arcivescovo. Ebbene, io credo – pur non osando indicare alcuna priorità fra quelle citate e altre questioni, quali quelle della tutela della famiglia, della vita, del diritto al lavoro, del contrasto alla povertà, della difesa dell’ambiente ecc. – che un impegno generoso e forte, dei credenti e non, in queste aree, determinerà quale direzione prenderà complessivamente il futuro per noi, ma soprattutto per i nostri figli.

 

Giampiero Leo

Membro della Consulta delle associazioni laicali

Portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con Voi”

Dal Sessantotto ad oggi, “Come cambia lo sguardo”

in CULTURA E SPETTACOLI

In libreria per ‘Armando Curcio Editore’ il nuovo, appassionante romanzo della scrittrice bolognese Susanna Trippa, con la doppia prefazione del senatore Ignazio La Russa e del giornalista Maurizio Gussoni.

 

Arriva in libreria per ‘Armando Curcio Editore’ ‘Come cambia lo sguardo’ – dal significativo sottotitolo ‘Gli inganni del Sessantotto’ -, il nuovo romanzo autobiografico di Susanna Trippa, classe 1949, bolognese naturalizzata bergamasca, con prefazioni del senatore Ignazio La Russa e del giornalista Maurizio Gussoni, edito da Armando Curcio.

Dopo l’apprezzamento dell’opera prima ‘I racconti di CasaLuet’ (Lampi di Stampa Editore), è seguito l’episodio letterario dal titolo “Pane e cinema”, che le è valso il 1° premio Albero Andronico “Cinecittà – l’occhio del cinema sulla città” (2009), e il romanzo ‘Il viaggio di una stella’, pubblicato in forma di book crossing soltanto sul web. Ora l’autrice si inerpica su strade più difficili e complesse, con lo sguardo attento rivolto al passato e, in special modo, a quei richiami che esso esercita con piena attualità anche sul presente. Perché, come dicono gli antichi, la storia si ripete, ed è un percorso circolare fatto spesso di corsi, ricorsi e ritorni.

La sua è una testimonianza: bambina negli anni Cinquanta e ragazza in quel Sessantotto che prima sconvolse e poi deluse. Le varie fasi di formazione della protagonista – dall’infanzia all’età adulta – si legano strettamente ai forti cambiamenti di sguardo che accompagnarono il periodo dagli anni Cinquanta a quelli “di piombo” nella rossa Bologna.

Nel Sessantotto ci fu un comune denominatore, che idealmente unì i ragazzi di destra con quelli di sinistra. Fu lo spasmodico desiderio di cambiare la società, di farla approdare a un diverso equilibrio tra le classi sociali. Quei ragazzi di sinistra che, nel segreto della propria stanza, sentivano Lucio Battisti, il poeta «fascista». E quelli di destra che, nel medesimo modo, sentivano Fabrizio De Andrè, il poeta «comunista»”, scrive nella propria prefazione Maurizio Gussoni Giornalista, già presidente di Croce Rossa Lombardia.

Ma c’è di più. “Il Sessantotto visto oggi con gli occhi di una ragazza di allora che si era abbeverata ai miti dell’egualitarismo e si ubriacava, sia pur da «cane sciolto» come si autodefinisce, alle promesse del comunismo. La critica della scrittrice non solo al Sessantotto italiano ma anche al mondialismo e alla genesi dei «poteri forti» appare assolutamente condivisibile. La scelta di un patriottico sovranismo (che non va confuso con un indistinto populismo) come rimedio ai guasti di cui il Sessantotto è il germe iniziale, fanno del suo libro un monito e una speranza”, gli fa eco Ignazio La Russa, Vice Presidente del Senato.

Nel romanzo le vicende della protagonista/autrice sono narrate con la freschezza di una scrittura che fluisce con naturalezza dai “cassettini della memoria”: anni Cinquanta e Sessanta, l’ubriacatura del boom economico, il Sessantotto, i viaggi, l’Oriente e i bui anni ‘di piombo’, sino ad approdare infine all’età adulta.

Tra le righe di questo raccontare spontaneo, un’attuale rivisitazione dell’autrice individua proprio nel Sessantotto – con il suo desiderio di uccidere il padre – un filo che lo collega a quanto del globalismo più esasperato minaccia la nostra società.

Un’opera che trasuda presente da tutti i pori denunciando, con le sue annotazioni, soprattutto l’antidemocraticità sotterranea che, a livello italiano ma anche europeo, avvelena la nostra società. Quell’antifascismo “archeologico”, come da definizione pasoliniana, non è ancora morto e impedisce ogni ricomposizione civile con il suo disprezzo per la volontà popolare, quando questa si esprime con un voto non gradito come appena accaduto.

Il corpo principale del libro “Come cambia lo sguardo” è la narrazione dei miei primi trent’anni di vita”, confida l’autrice Susanna Trippa. Che prosegue: “Dai primi anni Cinquanta, quasi un dopoguerra, quando ancora a Bologna, negli inverni freddi, sentivo odore di frittelle impastate con farina di castagne e cotte per strada, le ’mistocchine’, fino ad arrivare al marzo del 1977 con ‘Radio Alice’ e gli Anni di piombo come una nube scura. Infine l’approdo a Bergamo e all’età adulta. In mezzo, riaprendo i cassettini della memoria, stanno l’ubriacatura del miracolo economico, il Sessantotto e quanto poi ne derivò. Un percorso di vita in quegli anni, da bambina a donna, in cui cambia lo sguardo“.

Recentemente la voce autorevolissima di Benedetto XVI, Joseph Ratzinger pontefice emerito, suffraga tali riflessioni, individuando nel Sessantotto – e nel suo conseguente relativismo – “il decadimento morale non solo della Chiesa ma di tutto l’Occidente” (Catholic News Agency). “Quando Dio muore in una società, essa diventa libera, ci è stato assicurato. In realtà, la morte di Dio significa anche la fine della libertà perché scompare la bussola che ci indica la giusta direzione insegnandoci a distinguere il bene dal male. Per questo è una società in cui la misura dell’umanità è sempre più perduta”. Benedetto XVI completa però la sua riflessione con un monito di speranza: “Anche oggi Dio ha i suoi testimoni nel mondo. Dobbiamo solo essere vigili per vederli e ascoltarli”.

 

Da qui si Torna su