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LUV: “Dopo il porcellum in frantumi anche il blitz di Salvini”

in POLITICA

Riceviamo e pubblichiamo / “La Consulta boccia il Papetellum”

“La nostra opposizione nel merito era fondata; per due volte ci siamo opposti in maniera ferma, con un ostruzionismo nel merito della questione, per evitare l’approvazione dello scempio che la Lega aveva presentato in Aula, ma la maggioranza ha preferito andare avanti per la propria strada, inchiodando il Consiglio regionale del Piemonte in inutili sedute notturne”.

“In Regione Piemonte zero leggi, zero provvedimenti e mesi di tempo buttati per rispondere agli ordini di via Bellerio. Noi lo avevamo detto e ripetuto più volte: il quesito lanciato dal palco di Pontida era ed è incostituzionale. Ora questo scempio è finalmente archiviato”.

 

Marco Grimaldi

Consigliere regionale

Crescono il numero di donatori e i trapianti “combinati”

in ECONOMIA E SOCIETA'

Donazione e trapianto di organi in Piemonte nel 2019, eccellenza e innovazione del sistema sanitario regionale

Il Piemonte riconferma nel 2019 gli ottimi numeri che caratterizzano l’attività di donazione di donazione e trapianto di organi e tessuti, coordinata dal Centro Regionale Trapianti.

I dati dell’attività sono stati illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa presenti l’assessore alla Sanità, Luigi Icardi, il direttore del Centro regionale Trapianti, Antonio Amoroso, il coordinatore regionale Donazioni e Prelievi di Organi e Tessuti, Anna Guermani ed il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Silvio Falco.

Per l’assessore Icardi“Il Piemonte continua ad essere il riferimento nazionale per le attività di donazione e trapianto di organi: un dato ormai consolidato che ci stimola ad aumentare il nostro impegno su questo fronte. Un ringraziamento doveroso a tutti i professionisti responsabili dei programmi di trapianto e alle loro equipe per il lavoro che svolgono. Un grazie anche alle famiglie ed ai donatori che con la loro generosità consentono di salvare tante vite umane.”

I numeri

Sono stati effettuati 435 trapianti di organo: 232 di rene, 148 di fegato, 25 di cuore, 23 di polmone e 6 di pancreas. 59 trapianti (e solo di rene) sono stati effettuati nell’ospedale di Novara, gli altri nella Città della Salute e della Scienza di Torino (367 alle Molinette e 6 all’ospedale pediatrico), che si conferma tra gli ospedali al vertice di questa attività in Italia. Lo scorso anno l’ospedale torinese ha superato la soglia degli 8.000 trapianti eseguiti.

Trapianti “combinati”: Città della Salute riferimento nazionale

Ciò che contraddistingue la Città della Salute a livello nazionale non è solo il numero degli interventi eseguiti, ma anche la varietà dei programmi di trapianto che è in grado di offrire (si trapiantano tutti gli organi, sia negli adulti sia nei bambini), e la complessità degli interventi eseguiti, come il trapianto simultaneo di più organi nello stesso ricevente (i cosiddetti trapianti “combinati”).

Non c’è ospedale in Italia che possa proporli in maniera così estesa. Nel 2019 sono stati eseguiti alle Molinette trapianti combinati di rene e fegato (in un caso utilizzando solo un segmento epatico), 4 trapianti combinati di rene e pancreas, 1 di fegato e pancreas, 1 di cuore e polmoni, e addirittura un trapianto combinato di fegato-polmoni-pancreas.

La qualità dei programmi di trapianto può essere misurata dal tasso di successo raggiunto: se si considerano solo i trapianti eseguiti dal 2010 in poi, a 5 anni sono vivi il 93% dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene. Nel caso dei trapianti degli altri organi, senza i quali gran parte dei pazienti non potrebbe sopravvivere (per questo chiamati anche “salvavita”), quasi il 90% di coloro che hanno ricevuto un trapianto di fegato sono in vita a 5 anni dall’intervento, lo sono circa il 74% dei trapiantati di cuore, e la metà di chi ha ricevuto un trapianto di polmoni. Indici in continuo miglioramento ed in gran parte sopra le medie europee.

Donazioni in aumento

Il Piemonte si distingue per l’elevato numero di donatori di organi, da sempre è una delle prime regioni per numero di donatori deceduti. Nel 2019 i donatori sono stati 137 (30,4 per milione di popolazione), il terzo miglior risultato degli ultimi dieci anni, possibile grazie alla sensibilità dei cittadini, alla professionalità dei sanitari dei centri di donazione e al coordinamento della Rete Trapiantologica. Sono stati coinvolti 32 dei 34 Presidi Ospedalieri che hanno una terapia intensiva, dimostrando l’eccellenza della nostra rete ospedaliera.

Nel 2019 sono cresciuti i programmi di donazione di organi da soggetto con cuore fermo (DCD): sono tre gli ospedali (Maria Vittoria, Giovanni Bosco e Molinette) capaci di gestire questa forma di donazione molto complessa per tecnica e organizzazione, che permette di aumentare il numero degli organi disponibili per i trapianti.

Diminuiscono le opposizioni alle donazioni

Nel 2019 le opposizioni alla donazione sono scese al 25%, il dato più basso degli ultimi 15 anni, ed è raddoppiata la percentuale dei donatori la cui volontà era presente nel Sistema Informativo Trapianti (dall’9% del 2018 all’attuale 18%). A questo concorre il fatto che in Piemonte sono 976 i Comuni (popolazione raggiunta 4.186.748) in cui è possibile esprimere la volontà al momento del rinnovo della carta di identità.

Trapianti da donatore vivente

Si registrano anche segnali molto positivi nei trapianti da donatore vivente: questo è possibile nel caso del trapianto renale. Nel 2019 i trapianti di rene da donatore vivente sono aumentati in maniera significativa (41 nel 2019 rispetto ai 32 nel 2018, +23%). E più di 4.500 piemontesi (oltretutto di età tra 18 e 35 anni) si sono messi a disposizione nel 2019 per donare le loro cellule staminali emopoietiche o CSE (midollo osseo). Oggi in Piemonte sono più di 55.000. Superato anche il traguardo di 500 donazioni di CSE.

Trapianti complessi ed esiti eccellenti

I centri di trapianto del Piemonte – avendo grande esperienza e così ampia disponibilità – attraggono i pazienti con patologie complesse da tutta Italia. Nel caso degli organi salvavita, circa la metà dei pazienti trapiantati giunge da fuori regione, nel caso del trapianto del rene circa un quarto. L’esito del trapianto è collegato a molti fattori: la bravura dei chirurghi, l’attenzione degli anestesisti, la preparazione delle equipe infermieristiche, ma anche l’esperienza e capacità dei diversi specialisti che devono seguire i pazienti nelle diverse fasi, dall’immissione in lista al follow-up del trapianto.

Responsabili dei Programmi

Un ringraziamento è stato rivolto ai responsabili dei diversi programmi e alle loro equipe. Per la Città della Salute di Torino sono: Luigi Biancone per il trapianto di rene nell’adulto, Renato Romagnoli per i trapianti di fegato e di pancreas, Mauro Rinaldi per i trapianti di cuore e polmoni, Carlo Pace Napoleone per il trapianto di cuore pediatrico, e Bruno Gianoglio per quello renale pediatrico. A Novara, il responsabile del programma di trapianto renale è Vincenzo Cantaluppi.

(da sinistra, direttore Falco, assessore Icardi, dottoressa Guermani, professor Amoroso)

Sicurezza, aumentati i controlli nelle stazioni ferroviarie

in prima pagina

La Polizia Ferroviaria, in attuazione delle direttive ministeriali e provinciali di massima allerta dei servizi anche in ragione del delicato scenario a livello internazionale, ha intensificato  i servizi di prevenzione e vigilanza nelle stazioni e sui treni a livello interregionale, potenziando i dispositivi di sicurezza per la tutela dei viaggiatori

 

I dispositivi di monitoraggio e controllo hanno interessato le stazioni di entrambe le regioni, sia quelle principali che gli scali minori e sono stati estesi anche a bordo treno con l’impiego del personale del Nucleo Scorte. Nella stazione di Torino Porta Nuova sono stati controllati diversi esercizi commerciali e una particolare attenzione è stata rivolta al deposito bagagli con l’utilizzo di metal detector.

Gli agenti Polfer dello scalo di Torino Porta Susa hanno individuato e denunciato due ragazzi, responsabili di danneggiamento perpetrato a bordo di un treno regionale sulla tratta Milano-Torino. I giovani avevano scaricato diversi estintori posti in alcune carrozze e tagliato alcuni sedili. Accompagnati in Ufficio per gli accertamenti, sono risultati entrambi italiani, di origine straniera, con precedenti di polizia per reati contro la persona e il patrimonio. Uno dei due era in possesso di martello frangivetro asportato da un convoglio, un coltello a serramanico di 10 cm e sostanza stupefacente. La sequenza dei danneggiamenti è stata filmata dall’altro ragazzo con il proprio cellulare; i video sono stati acquisiti dalla polizia per gli ulteriori accertamenti investigativi. I due ragazzi sono stati denunciati per danneggiamento aggravato, furto aggravato e porto abusivo d’armi.

Nella stazione di Arquata Scrivia (AL) il personale della Polfer di Novi Ligure ha denunciato un quarantottenne marocchino per esercizio arbitrario delle proprie ragioni, a seguito di un intervento per un diverbio.

All’esito dei servizi disposti sono state identificate 746 persone, di cui 145 positive in Banca Dati,  188 straniere e 42 minori; con un totale di 245 servizi di scorta per un totale di 49 treni scortati con personale a bordo lungo tutta la tratta regionale; controllati in modo mirato alcuni esercizi commerciali presenti negli scali ed inoltre sono stati effettuati controlli ai bagagli sia con un servizio di filtraggio all’arrivo dei convogli che presso i depositi bagagli presenti in stazione.

L’infanticidio a teatro: “From Medea” al Dravelli

in CULTURA E SPETTACOLI

Domenica 19 gennaio alle 19.00 il Teatro Dravelli di Moncalieri ospiterà il debutto di “From Medea” della compagnia FramMenti, per il primo appuntamento dell’anno della rassegna “Fermata Bengasi”, organizzata da Santibriganti in collaborazione con la Fondazione Dravelli

Lo spettacolo, scritto da Grazia Verasani, vedrà in scena Federica Bòttega, Virginia Cuffaro, Ramona Giancaspero e Daniela Vanella, dirette da Claudio Sportelli. La storia è quella di quattro donne rinchiuse in un carcere psichiatrico per aver commesso uno dei reati più difficili da comprendere: l’infanticidio. Diverse per personalità e background culturale, sono accomunate da una maternità rifiutata che le ha portate a compiere il drammatico gesto e da una ricerca disperata di normalità nell’elaborazione ed espiazione della propria colpa.

Il tema, estremamente delicato, viene affrontato tramite la quotidianità della convivenza forzata di queste quattro donne, durante la quale, nonostante tutto, germogliano amicizie, confessioni, litigi e conforti mai pienamente consolatori, che spingono gli spettatori ad una sospensione del giudizio. “Queste donne” spiegano le attrici della compagnia FramMenti “pur con le loro innegabili colpe, difficilmente vengono percepite come vere assassine, anzi, riescono ad avvicinare a tal punto alle loro motivazioni da generare una pietas che prima non avremmo forse creduto di poter avere”.

La seconda edizione della rassegna teatrale 2019/2020 “Fermata Bengasi – Una piazza italiana” del Teatro Dravelli di Moncalieri, è organizzata da Santibriganti Teatro in collaborazione con la  Fondazione Dravelli e il patrocinio della Città di Moncalieri.

Santibriganti Teatro aderisce al Comitato Emergenza Cultura

 

Rassegna 2019/2020 “Fermata Bengasi – Una piazza italiana”

Domenica 19 gennaio 2020 – ore 19.00

“From Medea”

di Grazia Verasani

con Federica Bòttega, Virginia Cuffaro, Ramona Giancaspero, Daniela Vanella

regia di Claudio Sportelli

Compagnia FramMenti

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Teatro Dravelli di Moncalieri

Via Praciosa 11, Moncalieri

Biglietti

Intero € 10 – Ridotto soci ARCI € 8

Inizio spettacoli ore 19.00

Apertura cassa teatro un’ora prima dello spettacolo

Informazioni e prenotazioni

Santibriganti Teatro: 011-645740 (dal lun. a ven. 12.30/16.30) • organizzazione@santibriganti.it

Il Sassuolo batte i Granata 2-1

in SPORT

Vittoria del Sassuolo sul Toro Torino per 2-1 nel secondo anticipo della 20a giornata di Serie A,  nello stadio di Reggio Emilia

Il Torino era in testa al 20′ pt con Rincon, con il contributo di Locatelli. Ma nella ripresa la situazione cambia, con il  pari con Boga (61′) e  infine col sorpasso di Berardi (73′). A nulla vale il forcone granata  nell’ incrocio con Millico in finale di match. Il Sassuolo conquista tre punti vitali  e arriva a quota  a 22 punti. Il Toro si ferma  a 27

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

in Cosa succede in città

Politica folle di Trump e il terrorismo – Il referendum leghista e la Consulta politica – Gli attacchi ingiustificati a Casellati – Parri onesto, ma inadeguato e rancoroso –  Lettere

Politica folle di Trump e il terrorismo

Il Dipartimento di Stato americano invita i connazionali a recarsi in Italia con cautela a causa del terrorismo. C’è da restare allibiti se si pensa che l’attentato alle Torri gemelle e tanti altri sono avvenuti negli USA e che l’ Italia bene o male e ‘ passata indenne dal terrorismo islamico dell’ ISIS. Ma soprattutto appare indecente il tentativo di creare panico per i viaggi in Italia, danneggiando il nostro turismo,da parte di un paese il cui presidente crea continuamente stati di tensione internazionale che minacciano la pace e la sicurezza.

L’assassinio recente del Generale iraniano da parte di Trump può provocare gravi reazioni terroristiche in America, ma anche in Europa che purtroppo vanno messe in conto ma che Trump con i suoi gesti avventati non ha neppure considerato. Anche nel caso del turismo , come con i dazi sui prodotti italiani , si è rivelato un nemico del’ Italia, trattando un alleato da colonia sottomessa governata dal fido proconsole Giuseppi.

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Il referendum leghista e la Consulta politica

Chi scrive non è mai stato favorevole al maggioritario puro proposto dalla Lega con un referendum la cui anima e’ il padre del Porcellum, Calderoli, un politico rozzo, anche se si dice esperto di sistemi elettorali. Chi scrive avversò Mario Segni a cui si deve,insieme ai giudici di Tangentopoli lo scioglimento e la fine della Prima Repubblica.

Ma la sentenza tutta politica della Corte Costituzionale che boccia il referendum leghista, considerandone gli effetti eccessivamente “ manipolativi “, appare sbagliata ed eccessivamente politica. La Corte quando fa politica perde la credibilità. Il neologismo “manipolativo “ coniato ad hoc dai supremi giudici, non mi piace. Puzza di regime perché impedisce ai cittadini di esprimersi, malgrado la richiesta provenisse da molte Regioni italiane. In un regime democratico si vota sempre. Si può discutere la semplificazione manichea del referendum che riduce tutto ad un si e un no, ma il referendum e’ uno strumento di democrazia sancito dalla Costituzione della Repubblica che va rispettato.

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Gli attacchi ingiustificati a Casellati

Il Pd e i 5 stelle per paura del voto in Emilia e Romagna volevano spostare a dopo le elezioni regionali il voto della Giunta del Senato sull’autorizzazione a procedere, impedendo con espedienti, il normale svolgimento dei lavori della Giunta che non può lasciarsi condizionare da esigenze contingenti. Certe pretese dI imporre i calendari dei lavori sono un’offesa alla sovranità del Senato della Repubblica. La Presidente del Senato Casellati ,ancora una volta imparziale e attenta al suo altissimo ruolo di seconda carica dello Stato , ha riprstinato il calendario ,impedendo i tatticismi politici attorno a quel voto.
Zingaretti in persona l’ha attaccata in modo falso e anche poco urbano e un quotidiano ha scritto che la Presidente ha fatto il gioco della Lega. Falsità evidenti che non fanno onore a certi politicanti e giornalisti che non hanno il senso dello Stato e il rispetto della verità  e lo hanno dimostrato anche questa volta. La difesa d’ufficio di Gasparri e’ stata del tutto fuori luogo e ha fatto in modo improvvido il giogo del Pd e dei soci pentastellati.

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Parri onesto, ma inadeguato e rancoroso

Cazzullo ha dato spazio ed evidenza sul Corriere a Ferruccio Parri a 130 anni dalla sua nascita a Pinerolo, pubblicando una lettera agiografica su di lui. Parri fu volontario nella Grande Guerra e fu un coerente antifascista, diventando uno dei capi della Resistenza. Nel 1945 divenne il primo Presidente del Consiglio dell’ Italia liberata e in quella veste rivelò subito la sua inadeguatezza politica. Durò pochi mesi e dovette cedere il posto a De Gasperi. Il suo giacobinismo giellista gli impedì di individuare e affrontare i veri problemi dell’ Italia liberata e sconfitta. Il qualunquista Guglielmo Gianni gli storpiò il nome, con una certa dose di volgarità, in “ Fessuccio Parmi”.

In effetti, Parri si schierò spesso ,lui originariamente repubblicano storico e persino patriota apprezzabile , dalla parte sbagliata già nel 1953 quando si schierò contro quella che il PCI definì impropriamente legge truffa e che fu invece il tentativo degasperiano di garantire la governabilità’,un problema rimasto Irrisolto per colpa di Parri e dei suoi sparuti amici che impedirono il premio di maggioranza. Ma Parri dopo essersi fatto eleggere dal PSI in Parlamento,non eletto nel 1958 ,ottenne il laticlavio a vita da Antonio Segni. Nel 1968 scopri il vero volto filo comunista prestandosi a presiedere il gruppo della Sinistra indipendente, indipendente da tutti salvo che dal PCI, come una volta mi disse con franchezza Lucio Libertini. Si trattava di filo -comunisti dI origine cattolica come Ossicini o di origine laica come Antonicelli. Parri non esito’ a mettersi a disposizione del PCI, forse ancora dominato dal rancore che covava dal 1945 quando venne scaricato dalla Presidenza del Consiglio . In verita’, venne allontanato dal Governo( che permetteva impunemente al PCI di continuare la guerra civile al nord dopo il 25 aprile) anche con il consenso del PCI che lo considerava un incapace, malgrado gli allori mietuti durante la Resistenza. Era certo un uomo onesto, ma l’onestà’ in politica non basta. I grillini stanno dimostrando con la loro evidente incapacità a governare che l’onestà e’ un semplice prerequisito. Il bilancio della vita politica di Parri si chiuse in negativo e le agiografie pietose non servono a modificare i giudizi della storia.

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Lettere     scrivere a quaglieni@gmail.com

Pansa linciato a cadavere caldo senza rispetto


Il suo articolo su Pansa e’ stato molto bello a leggersi, ma discutibile. Sarebbe certo piaciuto a Pansa ,ma lei doveva mettere in risalto il suo revisionismo che ha fatto il gioco dei fascisti.    Antonio Imola

 

Pansa è stato fatto oggetto di indegne e selvagge aggressioni, a cadavere caldo e non mi pento di aver scritto quell’articolo che molti lettori hanno apprezzato. Ho ricevuto oltre cento lettere di consenso. Il giorno dopo ne ho scritto un secondo più distaccato, ma nella sostanza identico al primo. Pansa un grande, Bocca un piccolo uomo rancoroso e fazioso.Pansa meritava di essere onorato e bene ha fatto il presidente Cirio a mandare ai suoi funerali il gonfalone della Regione Piemonte che Chiamparino non ha inviato neppure per Ceronetti e mai lo avrebbe fatto andare per Pansa, considerato un nemico politico da un vero, vecchio comunista, come, nella sostanza, egli è rimasto.

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Mila Leva Pistoi onorata a Moncalieri

Ho letto il bel ricordo che il Comune di Moncalieri ha dedicato a Mila Leva Pistoi, grande studiosa, insegnante e preside torinese che è vissuta a Moncalieri per parecchi anni.  Edoardo Mogaveri

 

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E’merito dell’assessore alla Cultura Laura Pompeo Malara (nella foto) che è donna colta, capace, sensibile, indipendente, un vero vulcano di idee. Mila con cui ho collaborato per un libro, di cui lei scelse le illustrazioni, fu una donna difficile, una studiosa molto seria, un’amica generosa. Fu anche un po’ eccentrica , perché donna libera non incline alla vulgata della burocrazia ideologica allora imperversante. Il suo fu un esempio che non ha trovato gente capace di capire e di proseguire la sua opera. Governò bene l’istituto Passoni, uno dei pochi presidi degni di questo nome in anni in cui i presidi erano vili esecutori degli ordini dei sindacati della triplice.

“Riaprite la biblioteca Carluccio”

in ECONOMIA E SOCIETA'

Riceviamo e pubblichiamo / La biblioteca Carluccio di via Monte Ortigara 95, nel quartiere Pozzo Strada, è chiusa da 5 anni.

“Un disservizio davvero notevole considerato che è l’unica biblioteca non solo del quartiere, ma anche dell’intera Circoscrizione 3”

Un quartiere senza biblioteca, senza un luogo in cui poter studiare, leggere, approfondire, organizzare eventi e dibattiti, è un quartiere meno attrattivo. Perché la biblioteca oltre ad essere un importante punto di riferimento culturale, in cui promuovere conoscenze e competenze, è anche un fondamentale luogo di incontro.

Per questo, il 30 marzo 2019 più di 100 persone hanno partecipato al sit-in che ho promosso per chiedere la riapertura della biblioteca. Un momento di grande partecipazione in cui abbiamo lanciato un messaggio molto chiaro: rivogliamo la Carluccio aperta e pienamente usufruibile.

Ma a quasi un anno di distanza, nonostante altre iniziative che ho portato avanti, quali i presìdi sul territorio e la presentazione di diverse interpellanze dirette all’Amministrazione Comunale, la stessa Amministrazione, dopo aver promesso la calendarizzazione dell’apertura prima di Natale, ha di nuovo posticipato la riapertura (senza specificare una data) tramite un comunicato stampa pubblicato il 24 dicembre 2019.

Per tale motivo ho deciso di promuovere una petizione online per chiedere la riapertura della biblioteca. In una settimana sono già state superate le 500 firme.

La petizione resterà attiva finchè la biblioteca non riaprirà.

Allego qui, per maggiori dettagli e informazioni, il link della petizione:

Nicolò Lagrosa  Consigliere di Circoscrizione 3 Torino

Furti e zuffe, sospesa licenza a discoteca

in BREVI DI CRONACA

Personale del Commissariato Barriera Nizza ha notificato al titolare di una discoteca sita in corso Massimo d’Azeglio 9 il provvedimento di sospensione della licenza per giorni 10 emesso dal Questore di Torino, con contestuale chiusura dell’esercizio

Una settimana fa, personale del Commissariato Barriera Nizza era intervento presso il locale per la segnalazione di una rissa. Sul posto, gli agenti avevano riscontrato la presenza di un addetto alla sicurezza ferito al volto. Gli agenti, successivamente, avevano appreso che due giovani, a seguito della lite con il “buttafuori”, si erano recati in ospedale per le contusioni subite. Il parapiglia aveva coinvolto diverse persone.

A fine dicembre i poliziotti erano già intervenuti nel locale, per l’aggressione subita da un giovane da parte di ignoti. Nella circostanza, il giovane cliente aveva riportato la frattura orbitaria dell’occhio sinistro giudicata guaribile in 30 giorni. Una volta in ospedale, la vittima si era anche avveduta di non avere più con sé il suo cellulare. Nel corso dello stesso intervento, un ragazzo aveva riferito ai poliziotti di essere stato colpito da un addetto alla sicurezza. Inoltre, due persone erano state denunciate perché trovate in possesso di un portafogli sottratto a un avventore presente in sala.

In un controllo del locale effettuato a inizio novembre, gli agenti del commissariato accertarono l’assenza di un servizio idoneo per monitorare costantemente la capienza delle persone. Anche in un successivo controllo, erano state riscontrate irregolarità nella conduzione dell’attività: il superamento della soglia massima di persone presenti nel locale e l’impiego di due addetti ai servizi di controllo non iscritti nell’albo prefettizio.

Il Questore di Torino, sulla scorta degli interventi effettuati, ritenendo che la discoteca rappresenti una turbativa al normale svolgimento della vita collettiva e per l’incolumità delle persone, ha disposto la sospensione della licenza con chiusura al pubblico.

Pioggia e vento di montagna migliorano l’aria: vicina la revoca del blocco antismog

in Cosa succede in città

Le piogge di venerdì sera e l’aria più limpida grazie ai venti di montagna hanno migliorato la qualità dell’aria a Torino, dopo ben 22 giorni con il livello di micropolveri superiore a 50 microgrammi al metro cubo

Secondo le previsioni di Arpa Piemonte i valori resteranno nelle prossime ore sotto la soglia limite ed è probabile che lunedì vengano revocati i divieti di circolazione previsti dal protocollo operativo antismog, o comunque le indicazioni previste dalle limitazioni permanenti, che bloccano gli euro 2 diesel per tutto l’anno dalle 8 alle 19 dal lunedì al venerdì e gli euro 3 diesel con gli stessi orari nel periodo autunno-inverno.

 

(foto Maiorano)

Alpen Cup: tripletta italiana

in SPORT

Una splendida giornata di sole ha salutato il ritorno dello sci di fondo internazionale a Pragelato, dove si sono disputate le mass start in tecnica classica valide per l’Alpen Cup

 

Il giusto premio per gli organizzatori dell’evento, che sono stati costretti a battere la pista a notte fonda dopo una copiosa nevicata scesa in Val Chisone a partire dal tardo pomeriggio di venerdì. A vincere le gare sono stati Paolo Ventura nella 30km senior maschile, Dahria Beatty nella 15km senior femminile, Jan-Friedrich Doerks nella 15km junior maschile e infine Nadja Kaelin nella 15km junior femminile.

È stato trionfo azzurro nella 30km senior maschile, nella quale è arrivata una splendida tripletta, firmata dai trentini Paolo Ventura e Simone Daprà, entrambi nazionali Under 23 (l’atleta del CS Esercito ne fa parte nonostante sia classe ’96), giunti rispettivamente primo e secondo, e Gilberto Panisi, l’Italiano di Svezia, che vive, studia e si allena in Scandinavia, seguendo la sua grande passione per il fondo. Benissimo anche i due cuneesi Lorenzo Romano e Daniele Serra, ospitati la settimana scorsa da Pragelato Races e il Comune di Pragelato, giunti quinto e sesto. Per Romano è anche il miglior risultato in carriera a livello internazionale. Nel mezzo lo svizzero Capelli, giunto quarto, mentre Jouve ha chiuso ottavo alle spalle del connazionale Chautemps. Vittoria netta quella di Ventura, capace addirittura di andare in fuga già nel corso del terzo giro, e fare gara solitaria in testa. Un successo che potrebbe proiettarlo presto in Coppa del Mondo. «Questa gara fa bene al morale e significa che sono in ottima forma, soprattutto perché arrivata su una pista molto difficile con salite lunghe e discese nelle quali lavorare tanto sugli sci – ha affermato l’atleta trentino del CS Esercito – ora spero di aver dimostrato che ci sono e di meritare un posto in Coppa del Mondo». Soddisfatto anche Daprà«Ci tenevo molto a questa gara – ha affermato il poliziotto – sono felice di aver fatto bene e per la doppietta trentina. Mi alleno spesso con Paolo e sono contento per lui, oggi ne aveva più di tutti». Commosso Gilberto Panisi per il suo miglior risultato internazionale, tanto da abbracciare il suo skiman, che era in lacrime: «Lui è lo skiman di un team privato francese, sono qui con un team svizzero, io sono italiano e vesto la tuta di una squadra svedese, ma siamo competitivi con un nazionale. Vivo e studio in Svezia, ma il mio cuore è italiano. Ora sono commosso».

Doppietta canadese nella 15km senior femminile. Con una splendida azione sull’ultima salita Dahria Beatty ha staccato la sua connazionale Katherine Stewart-Jones, andandosi a prendere così il successo con 8” di vantaggio sulla compagna. Le due canadesi hanno spesso tirato il gruppo nel corso della gara, mettendo in evidenza un’ottima condizione, fino ad andare all’attacco e staccare tutte le altre già nel corso del secondo dei tre giri. Terzo posto per una brava Sara Pellegrini, staccata di 38” dal duo di testa, ma capace di prendersi comunque un posto sul podio.

 

Quarta Caterina Ganz che ha avuto la meglio nel rettilineo finale sulla svizzera Steiner. Nelle dieci anche le Under 23 azzurre Cristina Pittin, Francesca Franchi e Martina Bellini, giunte tra il sesto e l’ottavo posto. Felice la vincitrice Beatty«È straordinario aver vinto su questa pista, dove le atlete canadesi ottennero dei risultati fantastici nel 2006, mi hanno ispirato. Il tracciato è bellissimo, ci sono delle salite dure dove si può fare un buon classico. Nelle discese non puoi riposare perché ci sono tante curve e tornanti, bisogna lavorare tanto sugli sci. Qui se stai in forma voli, ma se stai giù fisicamente puoi andare molto male. Io stavo molto bene». Soddisfatta anche l’azzurra Sara Pellegrini«Adesso sono distrutta ma anche contentissima del risultato, le canadesi avevano qualcosa in più e hanno fatto differenza già nel secondo giro. Ho provato a restargli attaccata ma mi hanno staccato e ho fatto l’ultimo giro da sola».

Tripletta svizzera nella 15km junior femminile, che si è risolta in volata a favore di Nadja Kaelin, che ha beffato di mezzo scarpone la compagna di squadra Anja Weber. Al terzo posto Anja Lozza, capace di mettersi alle spalle allo sprint finale un’ottima Martina Di Centa, autrice veramente di una bellissima gara, su una pista speciale per la sua famiglia, visto il papà Giorgio qui vinse due ori nel 2006. Bene anche Valentina Maj e Nicole Monsorno, entrambe nelle dieci rispettivamente in settima e nona posizione. Particolarmente felice Nadja Kaelin, premiata dalla madrina dell’evento, l’olimpionica Stefania Belmondo«Sono molto felice, mi sentivo in forma e speravo proprio di fare una bella gara. È stato un onore essere premiata da Stefania Belmondo, ho sentito tanto parlare di lei, una straordinaria atleta». Felice Martina Di Centa, alla sua miglior gara stagionale proprio su una pista difficile come questa: «Ho lottato fino alla fine per il podio, non è arrivato, ma sono ugualmente soddisfatta perché più del risultato cercavo delle buone sensazioni».

Finale molto emozionante nella quarta e ultime delle gare in programma, la 30km junior maschile, che si è decisa sul rettilineo d’arrivo. Nella volata a tre si è imposto di un soffio il tedesco Jan-Friedrich Doerks, che ha beffato il connazionale Jakob Milz e il francese Kevin Lancia. Un risultato che ha dato una grande gioia al tedesco per il suo primo successo in Alpen Cup Junior, arrivato con grande caparbietà, se si considera che il ragazzo aveva anche rotto il bastoncino sull’ultima salita: «È stata la miglior gara della mia carriera e mi è valsa anche la qualificazione per il Mondiale Juniores. Sono felice». Non distante dal podio Davide Graz, rimasto con i migliori fino a pochi chilometri dal traguardo, che ha chiuso in sesta posizione a 17”6 dal vincitore. Ottavo il pettorale rosso di Gaspard Rousset, giunto a 1’44” dal primo.

Grande soddisfazione degli organizzatori per l’ottima riuscita della competizione, in particolare per Dante Roggia, presidente della Pragelato Races, e Gino Peyrot, oltre che per il Sindaco Giorgio Merlo, presente in loco. A premiare gli atleti Gabriella Paruzzi, consigliere della FISI e responsabile dello sci nordico, insieme a Stefania Belmondo, l’italiana più medagliata nella storia delle Olimpiadi Invernali. Le gare sono state trasmesse anche in diretta su facebook, sulle pagine di Fondoitalia e Pragelato Races, grazie alla produzione di Beelab con la regia di Enrico Beltramo. Domani si ripeterà con le individuali in skating, 10km per le gare maschili e 5km per quelle femminili.

 

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