ilTorinese

Qualificazioni Mondiali 2026: Moldavia-Italia 0-2, gli azzurri vincono nel finale

L’Italia di Rino Gattuso conquista altri tre punti nelle qualificazioni mondiali, superando la Moldavia per 2-0, ma solo nei minuti finali. Una partita più complicata del previsto per gli azzurri, che sbloccano il risultato soltanto all’88’ con un colpo di testa di Gianluca Mancini. In pieno recupero arriva poi il raddoppio di Francesco Pio Esposito, anche lui di testa, che chiude definitivamente i conti al 93’.
È la quinta vittoria consecutiva per l’Italia sotto la guida di Gattuso, ancora imbattuto da quando ha preso il posto di Spalletti. Tuttavia, il successo della Norvegia nel pomeriggio (4-1 sull’Estonia) rende inevitabile il passaggio degli azzurri attraverso i playoff di marzo, unica via per staccare il biglietto verso il Mondiale 2026.
Domenica, a San Siro, l’ultima sfida del girone proprio contro la Norvegia: un test importante per misurare le ambizioni della nuova Italia di Gattuso.

Enzo Grassano

“Sfavola. La non favola dei tre non supereroi”, il nuovo spettacolo di Onda Larsen

Sabato 15 e domenica 16 novembre alle 16 allo Spazio Kairos

Debutto nazionale sabato 15 e domenica 16 alle 16 per “Sfavola – La non favola dei tre non supereroi”, il nuovo spettacolo di Onda Larsen. La compagnia torinese, questa volta, mette in scena un testo, scritto da Lia Tomatis, per bambini dai 5 anni in avanti: firma la regia Paolo Carenzo, sul palco c’è la formazione al completo con Gianluca Guastella, Lia Tomatis e Riccardo De Leo.

Si tratta di uno spettacolo nella cifra di Onda Larsen: per tutte le età, con ironia e profondità, racconta il viaggio di una Fata, un Mago e un Principe verso la riscoperta di sé come “condividui”, superando la solitudine dell’eroe malinconico per abbracciare la forza della comunità.

Lo spettacolo

“Nessuno si salva da solo” – monito e pungolo che risuona ovunque dalla notte dei tempi tanto da sembrare incontestabile, quasi banale. E, si dice, quando tutti l’avranno capito ci sarà la salvezza. Eppure una voce contraria si alza da quella stessa notte dei tempi: “Sarà Uno che salverà tutti!”.  E, si  sostiene, che sia divino o superumano, è l’Uno che va cercato, perché è l’Uno che indicherà, condurrà sulla strada della salvezza.

Due visioni di mondo, due rappresentazioni di umanità messe da sempre a confronto che, ben lungi dall’essere soluzione, sono esse stesse il germe del conflitto. La terza voce sale dalle scoperte biologiche degli ultimi decenni e dalla moderna antropologia: “Nessuno è da solo”. Il verbo essere va qui inteso come esistere, realizzarsi, vivere.  Tecnicamente si usa il termine “condividuo”, per superare l’idea erronea dell’individuo a sé stante che può vivere/essere/svilupparsi da solo indipendentemente dal mondo. L’interdipendenza così evidente e ormai accettata dai più in campo biologico stenta, a volte, a prendere piede nelle scienze umane. Eppure è proprio qui il qualificante salto concettuale da “ognuno è e può dare il proprio contributo” a “ognuno è Uno solo in quanto persona”.

Il termine Persona implica l’essere fascio di relazioni con i simili e l’ambiente vicino e lontano, è costruzione ed evoluzione continua del sé.  Questa visione di mondo e di umanità, che si potrebbe anche riassumere con il motto della Gestalt: “Il tutto è più della somma delle parti”, è – se non vera in assoluto – sicuramente utile per trovare soluzioni efficaci ai problemi.

Questo è il percorso teorico e pratico che compiono Smemorina (la fata), Merlino (il mago) e Azzurro (il principe) che da super-eroi del passato, in piena crisi d’identità e in bolletta, nel tentativo di adattarsi ai moderni modelli di super eroi, infine si  riconoscono – felicemente – semplici condividui, comprendendo che convivere significa creare comunità, cioè collaborare e condividere. Azzurro abbandonerà la torre in cui si era volontariamente recluso non sentendosi adeguato e all’altezza del mondo fuori (proprio come troppi giovani oggi); Smemorina si spoglierà dei panni e dei ruoli fissi che le sono stati cuciti addosso per sostituirli con quelli che sente più adatti a sé; Merlino, alla ricorsa affannata – ma pasticciata e inconcludente – dell’intelligenza artificiale, affronterà il nuovo con più spirito critico e, essendo questa una “Sfavola”, il lieto fine ci sarà ma di fatto sarà un lieto inizio.

Sfavola non è solo uno spettacolo “per bambini”, ma per “condividui” di qualsiasi età, con un linguaggio comprensibile e coinvolgente per i più piccoli, ma costruito in modo da avere livelli di fruizione per permettere a tutti  di riflettere su questi temi. Quello che è certo è che  bambini “sentono” di essere condividui forse ancora più profondamente degli adulti, perché sperimentano quotidianamente il valore della socialità, hanno esperienza dell’impossibilità della vita stessa senza il rapporto con il mondo circostante.  Loro lo sanno che ci sono i Merlino, gli Azzurro e le Smemorina che a volte hanno paura, che si sentono soli, incompresi, svalutati, dimenticati e, per questo, sanno capire molto bene che ognuno va valorizzato per ciò che è e può diventare in relazione e all’interno del mondo circostante.

I personaggi dello spettacolo sono Una Fata, Un Mago e un Principe azzurro, personaggi iconici estremamente riconoscibili, provenienti dalle favole del passato, ma inseriti in un contesto che rompe con gli schemi delle favole classiche. I personaggi, infatti, hanno una loro profondità psicologica, paure, desideri e “fanno i conti” con le nuove mode e i nuovi schemi narrativi: i bambini si appassionano ormai a eroi e personaggi fantastici diversi, gli stessi modelli di cui sono portatori sono superati. Insomma: i nostri protagonisti non c’è più lavoro nelle nuove storie che vengono raccontate.  Per una serie di eventi i tre personaggi si ritrovano bloccati nella torre in cui il Principe vive ormai da tempo immemore segregato e in solitudine: devono capire come uscirne, ma soprattutto devono capire, una volta usciti, cosa fare delle loro vite. Tra un goffo tentativo di fuga e un altro rifletteranno sul loro posto/ruolo nel mondo e sull’irrealistico e anacronistico progetto di essere un eroe: “Uno Solo che salva tutti è impossibile”– dice il Principe – “tempo fa ne ho parlato anche con Superman, anche lui dice che sono tutti matti!”. Una delle peggiori minacce di oggi è la solitudine che il concetto stesso di “individuo” porta con sé, e da quella non ci si salva da soli, né tantomeno grazie ad un solo eroe.

Da Spazio Kairos, lo spettacolo è sempre anticipato da merenda, alle 16, offerta alle famiglie.
Biglietto unico 9 euro. Pacchetto famiglia (acquisto di minimo di 4 biglietti per lo stesso evento): 28 euro.   

Addio alla studiosa Maria Teresa Pichetto

Cordoglio nella chiesa torinese e a Torino per la scomparsa di Maria Teresa Pichetto, 86 anni, studiosa, figura di spicco nel mondo accademico e tra i fondatori del Polo Universitario per studenti detenuti presso il carcere di Torino. Sorella di Giuseppe Pichetto, ex presidente della Camera di Commercio, Maria Teresa Pichetto era docente di storia del pensiero politico alla Facoltà di Scienze politiche di Torino. Ha dedicato i suoi studi alla storia dell’Utopia, al pensiero politico francese e inglese, al tema dell’antisemitismo, al Risorgimento e ai problemi del carcere. Impegnata nel Gruppo dei docenti universitari cattolici, la professoressa Pichetto ha seguito, come docente, l’esperienza del Polo universitario per studenti detenuti. Lascia un bel ricordo alla Crocetta, la sua parrocchia, nel mondo della cultura subalpina e fra i detenuti che per tanti anni ha accompagnato alla laurea e al reinserimento nella società.       NM
foto “La Voce e il Tempo”

Pil, Giachino: “la Colpa non è di Cirio, il calo inizia ai primi anni 2000”

Gentile Onorevole GRIBAUDO,
capisco la rivalità politica nella Granda ma le responsabilità della bocciatura europea relativamente al calo del PIL procapite del Piemonte va rivolta a chi ha governato perlomeno negli ultimi vent’anni . Se avesse seguito anno per anno le relazioni della sede torinese di Banca d’Italia avrebbe potuto vedere che nel 2003, il PIL procapite piemontese era 120 su 100 della media europea, una media europea tenuta bassa dai Paesi ex comunisti. In  ventun anni il PIL procapite nella nostra Regione è sceso di oltre 20 punti ma come ha detto la dottoressa Fabrizi di Banca d’Italia lo scorso anno il calo maggiore si riferisce alla Area metropolitana torinese dove la crisi del settore auto pesa molto.  Io per primo denunciai la decrescita del PIL piemontese , inaugurando il Salone del TOSM a maggio 2009 , ma la allora Presidente Bresso e l’allora Sindaco Chiamparino invece di studiare i miei dati mi presero a male parole. Se si fosse capito allora che il turismo non riusciva assolutamente a pareggiare cosa stavamo perdendo nell’industria si potevano accelerare i lavori della TAV e il progetto della Linea 2 oltre a difendere maggiormente il settore auto. Non solo non si è capito cosa stava capitando nella economia piemontese ma addirittura la sinistra approvò’ in Europa una delibera GREEN assurda .
Io e Paolo Damilano provammo a maggio  2022 a avvertire che quella delibera ci avrebbe fatto male,  con un convegno agli Artigianelli, ma pochi ci dettero retta. Lo stesso sindacato non ha mai scioperato a difesa del settore auto, la più importante filiera industriale italiana. E meno male che nel 2018 noi SITAV portammo in piazza Castello 40.000 persone per salvare la TAV,  l’opera del futuro quella che ci porterà più logistica e più turismo oltre a renderci economicamente più attrattivi.
Ora ,invece di pensare alla patrimoniale , si agisca uniti , tutte le forze politiche , in Europa a chiedere due cose, la modifica sul settore auto e un Piano europeo straordinario di sostituzione del vecchi parco auto (40 milioni solo in Italia e quasi 200 milioni in Europa) con auto euro 6 ultima generazione. Daremmo dieci anni di spazio al nostro sistema industriale , diminuiremmo l’inquinamento e renderemmo il traffico più sicuro. Nella Legge Finanziaria si trovino le risorse per istituire un FONDO di GARANZIA al credito per le aziende dell’indotto .
Questa lezione europea serva inoltre alle forze politiche per recuperare la sensibilità sociale , che invece era forte tra le correnti dello scudo crociato, per selezionare candidati che sappiano leggere i dati economici in tempo e non accorgersi con venti anni di ritardo solo perché lo dice l’Europa. Fu la prima lezione che imparai dal grande Ministro DonatCattin , seguire i dati del PIL e del risparmio degli italiani oltreché l’andamento del produzione. Perché chi sta pagando le conseguenze di questo calo del PIL procapite sono da anni  decine di migliaia di famiglie che fanno un fatica boia ad arrivare a fine mese e che abitano nei Quartieri più svantaggiati. Quartieri dove non si portano attività economiche con posti di lavoro veri e dove non si portano neanche le luminarie di Natale. Ma la solidarietà deve arrivare , come ha detto il Cardinal Repole, anche da chi detiene importanti capitali privati realizzati nelle aziende torinesi e che oggi vengono investiti nelle attività finanziarie estere. Sarebbe il modo migliore di ricordare Alberto Bertone , grande imprenditore che abbiamo salutato per l’ultima volta stamane con grande tristezza.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Tabacco illegale nei retrobottega di due alimentari: sequestrati 15 chili

Tenevano nascosti, nel loro negozio di alimentari, più di una decina di chili di tabacco per uso orale, detenuto senza alcun titolo: merce posta sotto sequestro. È successo a Cuneo, in due esercizi commerciali della zona del cosiddetto “quadrilatero” e vicino alla stazione. In totale, i militari hanno trovato circa quindici chili di prodotto. La merce era stata tenuta nei magazzini, lontano dalla vista dei clienti.
Le confezioni non riportavano il contrassegno di Stato e mancavano della documentazione fiscale necessaria a tracciarne la provenienza. Dopo il controllo, i finanzieri del comando provinciale di Cuneo hanno proceduto al sequestro e dato il via alle verifiche del caso.

VI.G

 

Bibiana: auto in fuga finisce nel canale, grave una 60enne

Un inseguimento ad alta velocità, finito con un grave incidente, ha portato al ricovero in ospedale di una donna di 60 anni, poi arrestata, e di un ragazzo di 20 anni che si è presentato in ospedale dopo l’accaduto. È successo ieri sera a Bibiana, quando i carabinieri di Pinerolo hanno individuato una Fiat 500 con tre persone a bordo che viaggiava in modo sospetto. Al momento dell’alt, il conducente ha accelerato bruscamente, dando il via a una fuga durata diversi chilometri.

La corsa si è fermata in via Vecchia di Cavour, dove la conducente 60enne ha perso il controllo dell’auto, che si è capovolta in un canale. Sul posto sono arrivati i soccorsi del 118: la donna è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale ed è rimasta ferita in modo grave. Dopo il primo trasporto all’ospedale di Pinerolo, è stata poi portata d’urgenza in elisoccorso al CTO di Torino. Le sue condizioni sono serie, ma non è in pericolo di vita.

Nella notte è stato identificato anche il giovane di 20 anni, che si era recato all’ospedale San Luigi di Orbassano ed è stato poi denunciato per precedenti reati contro il patrimonio. Proseguono le indagini per rintracciare il terzo uomo, riuscito a scappare durante l’inseguimento.

VI.G

Alla Gran Madre ultimo saluto ad Alberto Bertone

Si sono svolti questa mattina, nella chiesa della Gran Madre di Dio a Torino, i funerali di Alberto Bertone, fondatore e presidente di Acqua Sant’Anna, scomparso a 59 anni.

La cerimonia ha richiamato numerosi partecipanti: tra loro il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessore regionale Andrea Tronzano, imprenditori, amici e centinaia di dipendenti dell’azienda di Vinadio, arrivati per dare l’ultimo saluto al loro presidente. Lo stabilimento è rimasto chiuso per lutto.

Durante la messa, il sacerdote ha ricordato Bertone come un uomo determinato e generoso, capace di unire visione industriale e attenzione per le persone. I colleghi lo hanno descritto come un imprenditore vicino ai lavoratori e appassionato del proprio territorio.

Nato a Moncalieri nel 1966, Bertone aveva fondato Acqua Sant’Anna nel 1996, trasformandola in una delle principali realtà italiane del settore. La sua scomparsa lascia un grande vuoto nel mondo dell’imprenditoria piemontese e tra chi ne ha condiviso il percorso.

Prato Nevoso accende l’inverno con l’Open Season più lungo di sempre

Sabato 6 e domenica 7 dicembre grandi show musicali, sci e divertimento a sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro e dell’Istituto di Candiolo IRCCS. Tra gli ospiti Fred De Palma.

Prato Nevoso si appresta a inaugurare ufficialmente la stagione invernale 2025/2026 con l’Open Season, il grande show che quest’anno si rinnova e si allunga, rendendo l’intero weekend del 6 e 7 dicembre una imperdibile “due giorni” sulla neve, che unisce musica, sci, spettacolo e solidarietà. Si comincerà alle 10 di sabato 6 dicembre con l’Open Season Village, una giornata di festa a Prato Nevoso Village, ricca di soprese anche per i più piccoli, che si concluderà sul palco centrale allestito in Conca. A seguire, dalle 18, a Stalle Lunghe, andrà in scena un imperdibile dj set, mentre alle 20 tornerà l’iniziativa benefica “Un notturno per Candiolo”. L’intero ricavato della vendita di Ski Pass per lo sci notturno sarà devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Il tutto, a l’ardire dalle 21, sarà accompagnato dallo show musicale “Prato Nevoso in Wonderland”, animato da Alo Vox.

Domenica 7 dicembre Prato Nevoso vivrà una notte unica, e mai vista prima, impreziosita dalla presenza di Sarah Castellana, giornalista di Sky Sport e TV8, aperta dalle note del dj set con Alo Vox. Successivamente sarà la volta di Fred De Palma, rapper che ha collezionato oltre trenta dischi di platino, e protagonista di una carriera costellata di successi e collaborazioni internazionali. Tra i suoi brani più celebri figurano “Una volta ancora”, “Extasy” e “D’estate non vale”. La festa proseguirà quindi con il dj set di Albert Marzinotto. L’ingresso all’evento del 7 dicembre, per ragioni di sicurezza e ordine pubblico, sarà a numero chiuso, fino a esaurimento posti. I biglietti sono in vendita sul sito di Ticketone, al costo di 10 euro. Una cifra simbolica, capace però di tramutarsi in concreta speranza. L’incasso sarà infatti devoluto alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, confermando la solita “charity partnership”, che lega Prato Nevoso a un’iniziativa dall’importante valore sociale, che mira a sostenere l’attività di cura e ricerca dell’Istituto di Candiolo.

“L’Open Season è un’occasione per dimostrare che anche la passione per la montagna può trasformarsi in solidarietà – afferma Alberto Oliva, amministratore di Prato Nevoso Spa – con soli 10 euro si può assistere a una serata straordinaria e contribuire a una causa per chi lotta quotidianamente contro il cancro. È un gesto minimo, ma dal valore enorme. Bastano pochi euro per fare la differenza”.

Peraltro l’Open Season rappresenta da sempre il semaforo verde per la stagione sciistica a Prato Nevoso, tuttavia laddove nelle settimane antecedenti si manifestassero condizioni meteorologiche favorevoli, l’apertura sarà anticipata. Ogni informazione sarà diffusa mediante i canali social di Prato Nevoso Ski (Instagram, Facebook, Tik Tok) e il sito www.pratonevoso.com.

Mara Martellotta

Il Piemonte investe sui giovani. Finanziati i progetti dei Comuni

La Regione ha approvato la graduatoria del bando “Piemonte per i Giovani”, destinato a finanziare 70 progetti di Comuni singoli o associati che promuovono partecipazione, inclusione e protagonismo giovanile.

I finanziamento saranno erogati entro il 2026, in continuità con il Piano triennale delle Politiche giovanili 2024-2026, realizzato in collaborazione con il Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri: i primi 48 avranno il contributo a valere su oltre 3,1 milioni nel 2025, i restanti 32 saranno finanziati nel 2026, con risorse provenienti da fondi statali già approvati, e da risorse regionali per un totale di ulteriori 1,3 milioni.

«Con questi fondi siamo riusciti a finanziare tutti i progetti, perché ogni proposta rappresenta una scommessa sul talento, sulla responsabilità e sulla creatività delle nuove generazioni – commentano il presidente Alberto Cirio e l’assessore alle Politiche giovanili Marina Chiarelli – Dietro ciascun progetto ci sono ragazzi e ragazze che vogliono partecipare, migliorare le proprie comunità, mettersi in gioco. C’è l’impegno dei Comuni, delle associazioni e delle realtà territoriali che ogni giorno costruiscono opportunità, fiducia e speranza. “Piemonte per i Giovani” è molto più di un bando: è una rete che unisce istituzioni e persone, è la dimostrazione che quando la politica sceglie di ascoltare e accompagnare, i giovani rispondono con entusiasmo e visione. Investire nei giovani significa investire nel futuro di tutti noi. È una scelta di fiducia e di coraggio, ma anche di responsabilità collettiva, perché il Piemonte di domani nasce da ciò che i nostri ragazzi riescono a costruire oggi».

I progetti finanziati riguardano temi come la partecipazione civica, la creatività culturale, la transizione ecologica, le pari opportunità e il benessere sociale, coinvolgendo centinaia di giovani in tutto il territorio piemontese.

«La crescita di una generazione – aggiungono Cirio e Chiarelli – è la crescita di tutti noi. Sostenere i giovani significa credere in un Piemonte più aperto, più dinamico e capace di costruire nuove forme di partecipazione e di cultura civica».