ilTorinese

Addio a Maria Sole, sorella dell’Avvocato Agnelli

Maria Sole Agnelli sorella dell’Avvocato Gianni Agnelli e’ deceduta a 100 anni. E’ ancora in vita Cristiana Agnelli, 98 anni,  e ultima tra sei fratelli e sorelle. E’ stata sindaca di Campello sul Clitunno per dieci anni e presidente della Fondazione Agnelli.

(Nello “strappo” in copertina tratto da Repubblica: John Elkann e Maria Sole)

Leggi l’articolo su L’identità:

Maria Sole Agnelli, una vita lunga un secolo: si spegne a 100 anni la sorella dell’Avvocato

Cede balaustra, donna ferita. Il marito cade nel Po

In Lungo Po Antonelli, al numero 105, sono intervenuti i soccorsi per una donna di circa 70 anni rimasta ferita dopo una caduta lungo una scarpata. Secondo una prima ricostruzione, la donna si sarebbe appoggiata a una balaustra in legno che ha improvvisamente ceduto, facendola scivolare lungo il pendio sottostante. Non è finita in acqua, ma nella caduta ha riportato la frattura di un braccio. Nel tentativo di aiutarla, il marito è invece scivolato nel fiume, venendo prontamente soccorso da un passante che si trovava in zona. L’uomo non ha riportato traumi e non è stato necessario il suo trasferimento in ospedale.

Uomo trovato senza vita in casa: era morto da giorni

E’ morto per cause naturali. A lanciare l’allarme sono stati i residenti di via Bagnasco, preoccupati per il forte cattivo odore che proveniva dall’abitazione di un uomo di 70 anni. Dopo aver provato a contattarlo senza  risposta, hanno deciso di chiedere l’intervento dei soccorsi.

Sul posto i vigili del fuoco insieme alla polizia locale. Una volta forzato l’ingresso, all’interno dell’appartamento hanno riscontrato una situazione di forte disordine e un odore molto intenso, fino al rinvenimento del corpo.

Il ritrovamento è avvenuto nella giornata odierna, ma il decesso risalirebbe con ogni probabilità a diversi giorni fa. Al momento vengono escluse sia cause violente sia l’ipotesi di suicidio.

Sì è costituita la ragazza che ha investito e ucciso un uomo la notte di Natale

Si è costituita la conducente della Fiat Grande Punto che la notte della vigilia di Natale a Leini’ aveva commesso l’omicidio stradale ai danni di un anziano di 75 anni. Si tratta di una  ragazza di 21 anni, residente a Volpiano. L’uomo tornava dalla messa nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo e stava attraversando la strada sulle strisce pedonali quando la Punto lo ha investito e lo ha ucciso.

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

Domenica 28 dicembre ore 10:30

LÙMINA. NEL CUORE DELLA NOTTE ALLA GAM

GAM – attività per famiglie

 

La visita alla mostra “Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni” si trasforma in un viaggio speciale tra arte, scienza e pura immaginazione. Il percorso consente di esplorare come il buio, le stelle e la luce abbiano affascinato gli artisti per secoli, passando dai cieli osservati da Galileo alle intense visioni romantiche, dai sogni più misteriosi fino alle opere contemporanee. È una narrazione suggestiva che svela la bellezza della notte, fatta di bagliori, riflessi, lune e luci che irrompono nell’oscurità. Dopo l’immersione nella mostra, l’esperienza prosegue nell’Educational Area, dove grandi e piccoli saranno protagonisti di un laboratorio creativo dedicato proprio alla luce notturna. Ogni bambino, con la sua famiglia, realizzerà una piccola creazione luminosa, un oggetto che racchiude poesia e fantasia, da portare a casa come un ricordo unico. Questa è un’occasione irripetibile per scoprire, giocare, creare insieme e accendere la fantasia condivisa.

Età consigliata: 3/5 anni

Durata: 90 minuti

Costo: 10 € a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

 

 
   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre
 di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Auto nella scarpata: muore una donna, grave il marito

E’ morta in un incidente stradale la notte scorsa  a Pareto, nell’Acquese, una donna di 75 anni.  Il marito è ricoverato all’ospedale di Alessandria in codice rosso per ipotermia. La loro auto è finita fuori strada in un burrone e sono rimasti nell’abitacolo alcune ore fino all’arrivo dei vigili del fuoco.

Casa in fiamme, muore un uomo. Ferite moglie e figlia

Un 76enne è rimasto  ustionato in modo grave nell’incendio di casa sua a Cuorgnè  per lo scoppio di una bombola del gas ed è morto successivamente. La moglie e la figlia sono rimaste intossicate. Gli operatori del servizio di soccorso 118 e i vigili del fuoco sono intervenuti sul posto.

Stanotte a Torino. Un sogno ad occhi aperti!

 

La trasmissione dedicata a Torino è stata un vero piacere da guardare.
Alberto Angela ci ha accompagnati in questo viaggio con il suo stile chiaro e coinvolgente, affiancato dalla voce intensa di Giancarlo Giannini. Le immagini,sublimi e sognanti,firmate da Stefano Ughetti, hanno mostrato una Torino elegante e suggestiva, fatta di luci notturne, dettagli architettonici e atmosfere quasi sognanti.
Il racconto si muove tra piazze, palazzi e residenze sabaude, senza dimenticare la Torino moderna e culturale. Tra le tappe più belle: la Reggia di Venaria, la Basilica di Superga, il Museo Egizio, la Mole Antonelliana con il Museo del Cinema, il Museo dell’Automobile, le OGR e il Lingotto.
Spazio anche ai caffè storici e ai luoghi simbolo del centro, come Palazzo Reale, la Galleria Subalpina, il Teatro Regio e piazze iconiche come Piazza Castello, Piazza San Carlo e Piazza Carignano.
Ne è uscita l’immagine di una Torino bella, sobria e piena di storia, capace di unire passato e presente con grande armonia. Una trasmissione che invita a guardare la città con occhi nuovi.

Enzo Grassano 

Foto Lori Barozzino

Dopo tre secoli il Legnanino torna negli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano 

20 dicembre 2025 – 6 gennaio 2026

 

Dal 20 dicembre al 6 gennaio, gli Appartamenti dei Principi di Palazzo Carignano accolgono nuovamente, dopo più di tre secoli di assenza, il dipinto Belisario chiede l’elemosina di Stefano Maria Legnani, detto Legnanino (Milano, 1661-1713) che affronta un tema inconsueto nella pittura barocca, rappresentando il generale romano Belisario caduto in miseria e reso cieco. La scelta iconografica ha un evidente valore allegorico legato alla biografia del committente che ne ordinò la realizzazione: al destino del condottiero si accosta la vicenda di Emanuele Filiberto di Savoia-Carignano, detto “il Muto”, i cui aspri contrasti con Luigi XIV culminarono con l’esilio per il rifiuto di un matrimonio imposto con una nobile francese.

Le figure sono organizzate in una composizione teatrale, divisa in due gruppi dal gioco di luce e ombra, che combina solennità classica e vivacità cromatica, derivata dai pittori genovesi attivi alla corte sabauda.

 

L’opera, eseguita intorno al 1697 per volontà del principe Emanuele Filiberto, torna oggi nella sua sede originaria grazie a un articolato percorso di studi, ricognizioni archivistiche e collaborazioni specialistiche che ne hanno permesso l’identificazione e il recupero. Commissionata allo scorcio del Seicento per decorare una sala degli appartamenti, la grande tela (208 × 195 centimetri), probabilmente collocata in origine al centro di un soffitto a cassettoni, fu trasferita successivamente a Parigi dal figlio del principe, Vittorio Amedeo. Alla morte di quest’ultimo, l’opera venne dispersa in seguito alla vendita all’asta del 1743, scomparendo dalla storia documentata del palazzo.

Riemersa sul mercato antiquariale francese all’inizio del Novecento, la tela fu acquistata dal capostipite di una famiglia fiorentina, con un’attribuzione allora riferita a Luca Giordano. Rimasta nelle raccolte della famiglia fiorentina fino ai giorni nostri, è stato sottoposta a un approfondito intervento conservativo tra il 2020 e il 2021 che ne ha restituito leggibilità e integrità. Il 3 novembre 2025 è stato firmato il contratto di acquisto da parte delle Residenze reali sabaude.

Il ritorno del Belisario nella sua collocazione originaria rappresenta un momento di grande significato per la storia artistica e collezionistica di Palazzo Carignano, che è al centro di un grande cantiere che consentirà il prossimo anno di aprire un percorso del tutto nuovo nella splendida residenza, dotata di soluzioni museali all’avanguardia.

INFO

Palazzo Carignano, via Accademia delle Scienze 5, Torino

L’esposizione è inclusa nel biglietto di ingresso.

Prezzi: intero € 5; ridotto € 2; gratuito under 18; titolari di Abbonamento Musei, Torino+Piemonte Card e Royal Pass; persone con disabilità e relativi accompagnatori; ulteriori agevolazioni secondo le normative vigenti.

Giorni e orari di apertura: sabato e domenica 10-13 e 14.15-18 (ultimo ingresso ore 17). Mercoledì 24 e mercoledì 31 dicembre chiusura alle 17 (ultimo ingresso ore 16). Aperture straordinarie: venerdì 26 e lunedì 29 dicembre, venerdì 2, lunedì 5 e martedì 6 gennaio. Chiuso nei giorni giovedì 25 e martedì 30 dicembre, mercoledì 7 gennaio.

L’acquisto del biglietto può essere effettuato online su www.museiitaliani.it oppure tramite l’App Musei italiani. Domenica 4 gennaio 2026, in occasione della prima domenica del mese a ingresso gratuito (visita libera) la prenotazione è obbligatoria e viene effettuata tramite l’acquisto anticipato online del biglietto.

Ettore, il gabbiano che salvò il Natale

 

Nel cuore dell’inverno, quando il lago d’Orta era silenzioso, i borghi sulle due rive avvolti dalle luci soffuse del tramonto e le acque calme riflettevano i profili delle montagne innevate prima che il buio della sera calasse il suo sipario, un giovane gabbiano lo sorvolava con ali leggere e occhi curiosi. Non era come gli altri gabbiani: lui non cercava solo pesci o vento, ma storie, luci, e voci nel paesaggio imbiancato. Si chiamava Ettore e amava planare leggero sui moli, fiorare la superficie del Cusio, curiosare nelle viuzze che costeggiavano i lungolaghi e gli imbarcaderi.

Era l’antivigilia di Natale, ed Ettore si era posato sul tetto innevato della Basilica di San Giulio, al centro dell’isola che dormiva come un presepe incantato. Da lassù osservava i lampioni accendersi nei borghi: Orta San Giulio, Pella, Pettenasco, San Maurizio e i piccoli paesi che punteggiavano le rive come stelle da Gozzano fin su a Omegna. Ma c’era qualcosa che mancava. Il lago, pur bellissimo, sembrava triste. Nessun canto allietava l’aria, nessuna barca decorata era ormeggiata, nessun bambino pareva intento a raccontare sogni. Ettore decise allora di portare lo spirito di Natale sul lago. L’indomani volò fino a Omegna, dove trovò un vecchio falegname intento a intagliare una stella di legno. “È per mia nipote,” disse l’uomo, “ma non ho modo di portarla sull’isola”. Ettore la prese con il robusto becco e volò via. Poi raggiunse una bambina a Pettenasco che aveva perso il suo cappello rosso. Il giovane gabbiano lo ritrovò tra i rami di un larice e glielo riportò, ricevendo in cambio un biscotto alla cannella. Così, volando per tutta la giornata del 24 dicembre di borgo in borgo, raccolse piccoli doni, desideri e sorrisi. Quando tornò sull’isola di San Giulio, li posò tutti davanti alla basilica: la stella, il biscotto, un guanto, una letterina, una candela profumata, la vecchia pipa che il pescatore Giovanni aveva perso a Imolo, un pastello colorato dimenticato fuori dal cancello di un asilo. E fu allora che accadde il miracolo. Le acque del lago, nel tardo pomeriggio, si illuminarono di riflessi dorati, come se il cielo avesse deciso di specchiarsi lì. Le campane suonarono da sole, e una barca addobbata di luci apparve dal nulla staccandosi dal molo di Orta con quattro musicisti che iniziarono a suonare dolci melodie natalizie. Ettore, commosso, volò in cerchio sopra l’isola, mentre gli abitanti accorrevano sulle rive, stupiti e felici. Quel Natale, il lago d’Orta non fu solo bello: fu vivo, caldo, e pieno di meraviglia. Da allora, ogni vigilia, un gabbiano solitario sorvola il lago, portando con sé il ricordo di quel giorno in cui il Natale fu salvato da un tenero e puro cuore alato.

Marco Travaglini