ilTorinese

Non intellettuali veri, ma diffusori di allarme sociale

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
.
Davvero il duo Galimberti – A u g i a s  in televisione si può  considerare come un  vero diffusore di allarme sociale. La loro asma ideologica li porta a non capire la realtà. Siamo in una fase difficile, legata a problemi economici di smisurata dimensione che generano paure. Ma leggere la complessità della situazione dei primi 25 anni del nuovo secolo, citando Platone e Freud, equivale a cercare di ruminare il passato  nell’ impossibilità di capire il presente. I citazionisti del passato dimostrano di non riuscire ad analizzare l’oggi, rifugiandosi nelle vecchie  vulgate. Sembrano due cavalieri dell’Apocalisse lanciati al galoppo, con un  intento polemico che travalica la necessità di un’analisi almeno in parte distaccata della realtà. Capire prima di giudicare al duo  risulta impossibile  perché esso  è quasi inebetito dal fatto che la storia ha preso strade per loro impensabili ed abominevoli. Non sono in ogni caso  difensori  della democrazia liberale che non conoscono e hanno sempre osteggiato. Gente che continua ad essere orfana del marxismo, che ha generato mostri terribili, non può oggi giudicare la transizione da una egemonia di sinistra verso modelli di società sicuramente non ideali (che non esistono mai) che reagiscono, magari in modo confuso, alla morte di ideologie che hanno dilaniato  il Novecento con guerre e dittature. Ma soprattutto non hanno il diritto di creare un allarmismo che può fare breccia sugli incolti privi di conoscenza storica. Chi ha avallato il comunismo non ha diritto a giudicare il presente. I toni apocalittici usati sono segni evidenti di uno stato confusionale da parte di molti intellettuali che cercavano di imporre le loro idee e i loro slogan fino a quando la dura lezione dei fatti non li ha zittiti. Vogliono continuare a guidarci, ma la loro demagogia non può più  attecchire. Non so quale sia il futuro della società in cui viviamo, ma sono certo che Galimberti e  A u g i a s   non possano essere i profeti di un nuovo mondo. Anch’io ho tante paure e molte remore di fronte ad uno slittamento a destra senza riflessioni adeguate. Ma chi ha  fallito una volta, deve stare zitto ed astenersi dal dare giudizi catastrofisti.

Confcommercio Piemonte celebra 80 anni insieme alle imprese

Viglione: “Vogliamo un Piemonte dove i nostri negozi e le nostre imprese continuino a essere il cuore pulsante delle comunità”

Ottant’anni di storia, fiducia e visione: sono le parole chiave con cui Confcommercio Piemonte e le Ascom regionali hanno festeggiato, al Teatro Vittoria di Torino, l’importante anniversario della nascita di Confcommercio.
Alla cerimonia, guidata dal presidente Giuliano Viglione, hanno preso parte numerose autorità, tra cui il Ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’Assessore torinese al Commercio Paolo Chiavarino e il Presidente nazionale Carlo Sangalli.

Oggi celebriamo insieme una ricorrenza molto importante, e lo facciamo di fronte a una platea particolarmente prestigiosa – ha esordito Viglione –. Le radici ci dicono chi siamo… Stiamo parlando di oltre 200 mila imprese attive nel terziario di mercato, che occupano all’incirca il 45% degli addetti totali dell’imprenditoria piemontese.”

Il sistema Confcommercio piemontese conta 52 sedi territoriali e oltre 800 collaboratori. “Il nostro obiettivo principale – ha aggiunto Viglione – è accompagnare le imprese nell’evoluzione dei nostri tempi… Qui, oggi, abbiamo scelto di raccontarci, celebrando l’imprenditore che ogni mattina alza la saracinesca e crea economia… oggi è la festa di tutti.”

Il presidente ha poi ribadito la necessità di una revisione della legge regionale sul commercio e di risorse adeguate, inclusi i fondi strutturali europei.
Confcommercio chiede una normativa aggiornata, capace di sostenere il commercio tradizionale di fronte alle liberalizzazioni, all’e-commerce e ai cambiamenti nei consumi, e di restituire ai Comuni un ruolo centrale nella pianificazione commerciale.

Dobbiamo fare tesoro dell’esperienza dei Distretti del Commercio, che hanno coinvolto 625 amministrazioni comunali… solo una programmazione che tenga conto delle esigenze commerciali del territorio può garantire sopravvivenza ai negozi e contrastare la desertificazione”, ha sottolineato Viglione.

Per la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, “Il traguardo degli ottanta anni che celebriamo oggi racconta una storia di continuità e radicamento… Un background fondamentale per affrontare le sfide contemporanee della desertificazione commerciale e della rigenerazione dei centri.”

Il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Paolo Bongioanni hanno ricordato che “le politiche della Regione Piemonte a sostegno del commercio nascono dalla consapevolezza del suo enorme valore non solo come propulsore economico, ma come vero e proprio presidio di vita per le comunità…”.

Per l’assessore torinese Paolo Chiavarino, “Confcommercio è da 80 anni una realtà che rappresenta gli interessi delle imprese del terziario di mercato e promuove valori, come la centralità del lavoro, la crescita economica e sociale e contribuisce in modo importante alla costruzione di un Paese moderno.”

Il presidente nazionale Carlo Sangalli ha concluso: “Ottant’anni di Confcommercio Piemonte sono 80 anni di storia italiana… Tutti insieme promuoviamo la rigenerazione urbana, l’innovazione diffusa e l’attrattività dei territori. Questo significa ‘ricordare il futuro’: essere consapevoli delle nostre radici profonde e costruire il domani.”

A chiudere, l’intervento di Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia: «Ascom Confcommercio Torino e provincia è la prima associazione del territorio per numero di soci… Oggi, più che mai, crediamo nel valore della comunità imprenditoriale e nella costruzione di reti che generano opportunità, crescita, identità. Perché la vera forza di un sistema economico sta nella sua capacità di evolvere restando fedele alle proprie radici».


I numeri del terziario piemontese

  • 201.044 imprese attive, pari al 53% del totale regionale

  • 29% del totale rappresentato da commercio e turismo

  • 771.040 addetti, il 45% degli occupati dell’imprenditoria piemontese

  • 80 miliardi di euro di valore aggiunto, pari al 61% del totale regionale

  • Consumi 2025 previsti in crescita dello 0,9%

  • 14.396 imprese cessate nel 2024, a fronte di 8.619 nuove iscrizioni

Chieri si prepara alla Fiera Nazionale di San Martino

Tutto pronto per la 47^ edizione della tradizionale “Fiera” che, per cinque giorni, parlerà di “sapori”, “cultura” e mille “curiosità” del territorio

Dal 7 all’11 novembre

Chieri (Torino)

Presentata nei giorni scorsi presso la “Sala Panoramica” della sede della “Città Metropolitana di Torino”, è ormai pronta al via la chierese “Fiera di San Martino 2025”, con un’edizione – la 47^ – più che mai ricca di novità, spettacoli, sapori del territorio, cultura, saperi artigianali e sicuramente con tutte le carte in regola per una grande partecipazione cittadina. E non solo. Da venerdì 7 a martedì 11 novembre, saranno cinque giorni pieni pieni di eventi capaci di coinvolgere, ai più vari livelli, chieresi e “forestieri” dei dintorni.

“La ‘Fiera di San Martino’ – dichiara Alessandro Sicchiero, sindaco di Chieri e Consigliere con delega all’‘Ambiente’ della ‘Città Metropolitana di Torino –  rappresenta, da sempre, uno degli appuntamenti più sentiti e identitari per la nostra comunità. È un momento di incontro, di scambio e di riscoperta delle nostre radici, ma anche un’occasione per guardare al futuro con spirito di innovazione e condivisione. Anche quest’anno vogliamo rinnovare questo legame profondo tra la città di Chieri, il suo territorio e le persone che lo animano ogni giorno: agricoltori, artigiani, commercianti, associazioni, famiglie e giovani. Questa edizione in particolare non sarà soltanto un evento di tradizione, ma un laboratorio vivo di valorizzazione del territorio. Vi aspettiamo numerosi per vivere, ancora una volta, la nostra Chieri in tutta la sua bellezza e vitalità”.

Prima novità di quest’anno, l’organizzazione affidata per la prima volta alla “SGP Grandi Eventi”, realtà, con sede a Carpi (Modena), che vanta un’esperienza trentennale nell’ideazione e gestione di grandi momenti ed iniziative di marketing territoriale, attiva in Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Toscana ed Umbria. Accanto ai tradizionali connotati da anni identificativi della “Fiera”, la promessa di quest’anno è l’aggiunta di alcune “frizzanti novità” pensate per coinvolgere e appagare un pubblico sempre più ampio e variegato. Ecco allora alcune delle tante proposte in agenda.

Per gli “amanti del buon cibo” Piazza Cavourospiterà l’area somministrazione aperta tutto il giorno fino a tarda sera, consentendo di fermarsi per un aperitivo, pranzare, cenare, degustare prodotti tipici, in stand gastronomici selezionati che proporranno piatti tradizionali o innovativi, prodotti del territorio e specialità stagionali. Un ulteriore punto forte dell’edizione 2025 sarà la presenza di “critici gastronomici”di fama nazionale che condurranno il pubblico nel degustare e commentare le specialità locali protagoniste della “Fiera”, dal “Freisa”, al “grissino Rubatà”, dalla “focaccia dolce” al “Galucio ‘d Cher”. Prim’attori, due grandi firme del “giornalismo gastronomico” italiano: Edoardo Raspelli (protagonista di un talk sulla “panificazione piemontese” in dialogo con Mario Fongo, il “Panatè” di Rocchetta Tanaro e con Elisa Merlo dell’ Agriturismo “San Desiderio” di Monastero Bormida) e Paolo Massobrio, che condurrà un focus sul “distretto del cibo” e un incontro dedicato alla “carne piemontese”. Sempre restando in tema culinario (ma anche artigianal-artistico), uno dei momenti più attesi della cinque giorni chierese sarà la presentazione della maxi installazione “Chieri”, una scritta in “formato xxl” realizzata interamente in “focaccia dolce”. L’opera, composta da oltre 30 focacce artigianali per un peso complessivo di più di 30 chilogrammi, avrà dimensioni imponenti – 4,5 metri di lunghezza per 1,5 di altezza – e rappresenterà il tributo a uno dei simboli della gastronomia chierese, realizzato da “maestri pasticceri locali” per celebrare il valore del lavoro artigiano e delle eccellenze piemontesi. Piazze e vie del centro storico ospiteranno spettacoli itineranti: performance circensi e musicali (particolarmente attesi “I Tamarros” e la “Brianza Parade Band”), senza dimenticare anche momenti speciali per i più piccoli, con laboratori e animazioni pensate per le famiglie. Le attività commerciali di Chieri saranno chiamate a svolgere un ruolo centrale: negozi, ristoranti, bar, botteghe artigiane parteciperanno con iniziative promozionali, vetrine a tema, menù speciali ispirati ai prodotti del “Distretto del Cibo”.  Immancabile anche l’appuntamento con la “storica esposizione di macchinari agricoli”, la fattoria e i laboratori didattici, che caratterizzano la “Fiera” fin dalle sue origini.

Momento clou, la consegna del nuovo Premio “Chieri D+”, onorificenza istituita per dare lustro a persone e realtà che si sono distinte nel campo culturale, sociale ed economico della città e che per il 2025 sarà conferito a Sergio Cherubin, musicista, promotore e ideatore del Progetto “Drum Theatre”, per il suo costante impegno nell’offrire percorsi educativi tesi ad avvicinare bambini e ragazzi alla musica attraverso spettacoli coinvolgenti e dinamici. Per ulteriori info e programma dettagliato:www.sgpgrandieventi.it o www.comune.chieri.to.it

g.m.

Nelle foto: Le Istituzioni alla presentazione in “grembiale da festa” e immagini di repertorio

Il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana all’alzabandiera

 

Torino ha celebrato oggi in piazza Castello la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, una ricorrenza istituita nel 1922 per commemorare la vittoria nella Prima Guerra Mondiale e onorare tutti i caduti per la Patria.

Tra i reparti schierati per la cerimonia, si è distinta la significativa partecipazione di una rappresentanza del Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. La presenza del Corpo Militare CRI ha testimoniato ancora una volta il legame indissolubile e il ruolo di ausiliarietà che il Corpo svolge al fianco delle Forze Armate, sia nelle missioni internazionali che sul territorio nazionale, portando soccorso e assistenza umanitaria.

 

Foto di Sergio Trincianti, fotografo e Volontario CRI

Sottotenente Leila Spirito: valori, formazione e futuro dell’Esercito Italiano

Il 4 novembre come ponte tra storia e presente: la testimonianza di una nuova generazione al servizio del Paese

La Sottotenente Leila Spirito, classe 2002 e originaria diCampobasso, dopo aver frequentato il biennio del liceo classico “Pagano”, ha proseguito gli studi classici presso la Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli fino all’anno 2021. Dal 2022, ha frequentato l’Accademia Militare di Modena presso la quale è stata promossa, il 1° settembre 2024, al grado di Sottotenente del Corpo di Commissariato. Dal 25 agosto 2025, il suo percorso formativo continua con successo alla Scuola Ufficiali dell’Esercito di Torino dove, il 1° settembre 2026, sarà promossa al grado di Tenente del Corpo di Commissariato. Leila Spirito pratica diverse discipline sportive come il nuoto e l’atletica, frequenta la palestrae ama viaggiare. In questa intervista racconta di valori, dedizione, ma anche di sfide e di futuro

Sottotenente Spirito, il tema di quest’anno per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate è “Difesa, la forza che unisce”. Quali sono i valori fondamentali che l’Esercito Italiano incarna e trasmette e in che modo questi valori contribuiscono a quella “forza che unisce” la Nazione?

Il tema scelto quest’anno abbraccia due dei valori più importanti che il nostro Esercito ci trasmette: lo spirito di corpo e lo spirito di sacrificio. L’uno è indispensabile all’altro. Impariamo a lavorare in gruppo e scegliamo, sempre, il gruppo al singolo, specialmente nei momenti più difficili quando il sacrificio di ognuno di noi diventa più sopportabile  se condiviso con gli altri.

Il 4 novembre celebra la fine della Prima Guerra Mondiale e l’Unità Nazionale. Per una giovane Ufficiale come lei, qual è il significato più profondo di questa ricorrenza e come si traduce oggi il ricordo del sacrificio di chi ha dato la vita per l’Italia nel senso del dovere e nella dedizione quotidiana al servizio?

È doveroso commemorare un’occasione in cui si intende rievocare il sacrificio e la forza che i soldati di allora hanno dimostrato. Come giovane, trovo esemplare il modo in cui sono riusciti a farsicoraggio in un clima generale di stanchezza e paura. Pensofortemente che questa ricorrenza non sia fatta solo per ricordare, ma per tenerci legati simbolicamente alla storia dei nostri nonni edel nostro Paese. È a tutti gli effetti un modo per coinvolgere moralmente ognuno di noi e aiutarci a sentirci parte integrante di un’Italia unita.

Il Comando di cui fa parte si occupa di Formazione, Specializzazione e Dottrina. In un contesto geopolitico e tecnologico in rapida evoluzione, quanto è cruciale l’aggiornamento continuo del personale e quali sono le principali sfide che il sistema formativo dell’Esercito deve affrontare per preparare i futuri leader?

Viviamo in un periodo storico estraneo a tutto ciò che ci ha preceduto. Sono anni di innovazioni e cambiamenti repentini, una corsa verso soluzioni che devono essere sempre migliori rispetto alle precedenti. Adattarsi ad un contesto globale in continuo aggiornamento è un processo difficile che richiede, a noi in quanto Esercito, uno sforzo e un impegno costante. La sfida è: imparare oggi per saper sfruttare e sviluppare le nostre competenze in qualsiasi condizione o circostanza futura, essere trasversali per poter fronteggiare i nuovi sistemi del domani.

La carriera militare è una scelta di vita che richiede grande impegno e dedizione. Potrebbe condividere un momento o un’esperienza del suo percorso formativo che ha rafforzato la sua convinzione nel servire il Paese e che ritiene sia particolarmente importante per i giovani che guardano alle Forze Armate?

Credo che non sia la singola esperienza a far percepire l’impegno e l’abnegazione che il nostro lavoro ci richiede. Ogni mattina sappiamo che la nostra giornata sarà colma di attività, ognuna delle quali ci richiederà concentrazione e responsabilità. Quest’ultima la considero uno dei valori che ogni giorno ci guida e ci fa crescere insegnandoci a pesare il potere delle nostre decisioni e delle nostre azioni rendendoci consapevoli del fatto che nel prossimo futuro, ciò che stiamo imparando, servirà a migliorare sempre di più il nostro Paese.

Maria La Barbera

l Politecnico di Torino tra i protagonisti della ricerca

Finanziati 2 nuovi progetti Marie Skłodowska-Curie

Sicurezza energetica e contrasto all’inquinamento acustico i temi affrontati dai due progetti dell’ateneo torinese risultati vincitori dei bandi europei dedicati alla formazione, mobilità e sviluppo di carriera di ricercatrici e ricercatori

 

Il Politecnico di Torino ottiene un nuovo e significativo successo nei bandi Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) di Horizon Europe, con il finanziamento di due nuovi progetti che affrontano sfide rilevanti in differenti ambiti scientifici e tecnologici. Le Marie Skłodowska-Curie Actions rappresentano uno dei programmi più prestigiosi dell’Unione europea dedicati alla formazione, mobilità e sviluppo di carriera di ricercatrici e ricercatori. Attraverso bandi competitivi, sostengono progetti di ricerca di eccellenza, promuovendo la collaborazione internazionale e intersettoriale e rafforzando il legame tra mondo accademico, industria e società. Per favorirne la partecipazione, il Politecnico offre ai suoi ricercatori e ricercatrici un supporto dedicato attraverso un team specializzato, in particolare per le Postdoctoral Fellowships, Doctoral Networks e Staff Exchange: un risultato che premia la qualità scientifica, la capacità progettuale e l’impegno costante dell’ateneo torinese nel valorizzare i propri ricercatori e le proprie ricercatrici in un contesto internazionale altamente competitivo.

Per il bando MSCA Staff Exchange 2024, che promuove la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra università, centri di ricerca, imprese e altre organizzazioni – sia europee che extraeuropee – è stato finanziato, con un budget complessivo di 1.578.000 euro, il progetto “SHIELD: Safety and Multi Hazard Identification for Resilient European Hydrogen Infrastructure and Logistics Development”: il Politecnico di Torino coordina il progetto e contribuirà, in partenariato con altre istituzioni ed enti internazionali, alla ricerca sul tema della sicurezza e della resilienza delle infrastrutture europee per l’idrogeno, risorsa chiave per la transizione energetica. Per l’ateneo torinese, rivestirà il ruolo di responsabile scientifico del progetto Gian Paolo Cimellaro, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG. L’obiettivo della ricerca è di sviluppare metodologie innovative di valutazione del rischio per proteggere reti e impianti da minacce naturali e antropiche, promuovendo così una gestione sicura e sostenibile dell’integrazione dell’idrogeno nella rete del gas naturale.

“LinerFun: Advanced Acoustic Liners Concept: An innovative Approach to Predicting Sound Propagation Using Physics-Improved Time-Domain Impedance Boundary Conditions” è invece il progetto risultato vincitore del bando MSCA Postdoctoral Fellowship 2024, che sostiene, con opportunità di mobilità internazionale, ricercatrici e ricercatori esperti nell’avanzamento della propria carriera accademica. “LinerFun”, che si aggiudica un budget complessivo di 309.154 euro, si aggiunge così alla lista degli altri quattro progetti finanziati al Politecnico di Torino, nel marzo scorso, dal medesimo bando MSCA: “RESILFIRE – Dynamic Infrastructures and Resilient Communities: a Systemic Approach to Wildfire Risk Mitigation and Adaptation”“I2I-StrokeCal – Image-to-Image-Translation for Data Calibration in Brain Stroke Microwave Imaging”“ROTurb – Resolving Ocean Macroscale Turbulence”, e “WEC-Pro Progressing Wave Energy Conversion via Large-Scale Additive Manufacturing”.

La ricerca sarà condotta da Tony Di Fabbio, sotto la guida di Francesco Avallone, docente presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS: obiettivo dello studio è introdurre metodi e strumenti innovativi per ridurre l’inquinamento acustico generato dagli aerei, in particolare nelle fasi di decollo e atterraggio. Il progetto si propone di sviluppare nuovi rivestimenti fonoassorbenti compatti da utilizzare nei motori Ultra-High Bypass Ratio, per catturare parte del suono e ridurre di conseguenza il rumore percepito. Rivestimenti quindi più piccoli ed efficaci, per motori più silenziosi senza penalizzare tuttavia l’efficienza del volo. Al fine di ottimizzarne la progettazione, LinerFun svilupperà nuovi approcci numerici per riprodurre condizioni reali del flusso d’aria nel motore. Mettendo insieme le competenze di università e centri di ricerca di paesi diversi, il progetto promuoverà innovazione e collaborazione internazionale per nuove soluzioni nel contrasto all’inquinamento acustico, un problema che interessa oggi un numero sempre crescente di persone.

“Passaggi” per i 25 anni di Piemonte Movie

Una mostra allestita all’Unione Culturale Franco Antonicelli

Dal 5 al 30 novembre prossimi si terrà la mostra antologica “Passaggi. 25 anni con Piemonte Movie” all’Unione Culturale Franco Antonicelli, in via Cesare Battisti 4, a Torino. Si tratta del racconto della storia di Piemonte Movie, che andò in scena nella sua prima edizione il 4 e 5 maggio 2000, a Moncalieri, stesso anno in cui nacque la Film Commission Piemonte e venne inaugurato il Museo Nazionale del Cinema di Torino alla Mole Antonelliana. Non si trattava di una combinazione, ma neppure di una decisione coordinata. Semplicemente c’era fermento nell’aria, e un gruppo di giovani attorno ai trent’anni, sostenuti da una amministrazione lungimirante, decideva di raccontare il passato, il presente e il futuro del cinema realizzato in Piemonte. Dietro al tavolo del cinema King Kong, al Castello di Moncalieri, si vedono quattro persone: Alfonso Papa , in rappresentanza del Torino Film Festival, il regista Guido Chiesa, Bruno Gambarotta, l’attore Felice Andreasi e Franco Prono, Professore di Storia del Cinema all’Università di Torino. Tutto iniziò da lì, dalla proiezione  de “Il partigiano Johnny”. La mostra antologica “Passaggi. 25 anni con Piemonte Movie” è curata da Alessandro Gaido, Presidente e fondatore dell’Associazione, da Federica Zancato, socia e vicedirettore del GLocal Film Festival, coadiuvati all’allestimento dalla scenografia Isabella Bruschi e dal fotografo Diego Domenici. Tutti i soci sono stati coinvolti in questo evento, a partire da Cristina Nebbia, co-fondatrice del sodalizio. Il fil rouge dell’esposizione è il numero 25: tutte le sezioni faranno riferimento a questa cifra; chi entrerà nei locali sotterranei di Palazzo Carignano, troverà sette sezioni e qualche altra sorpresa che lo accompagnerà attraverso 5 lustri di attività cinematografiche.

“Momenti”: 25 fotografie esposte rappresentano alcune istantanee di persone che hanno fatto la storia di Piemonte Movie; “Ritratti”: comprende altre 25 fotografie incentrate su personaggi del mondo del cinema che hanno partecipato alle passate edizioni; “Impressioni”: comprende 25 testi, di 25 righe ciascuno, chiesti agli amici storici di Piemonte Movie per domandare cosa rappresenti per loro Piemonte Movie; “Fotogrammi”: comprende 25 video per vedere sullo schermo le immagini giunte dal passato, spot, interviste e trailer; “Immagini”: comprende 25 stampe tra cataloghi, locandine e manifesti che, con la loro comunicazione promozionale, hanno raccontato i tempi; “Pezzi”: comprende oggetti, materiali, memorabilia della storia di Piemonte Movie tale da comporre un 25; “Polaroid”: è presente una selezione di 250 frammenti di memoria, tra le centinaia di fotografie degli archivi, appesi in esposizione permanente.
L’inaugurazione della mostra è unita al cine-concerto in programma la sera al Cinema Massimo, e rappresenta l’avvio degli eventi collaterali del Festival GLocal Film Festival 2025, che si svilupperà la settimana successiva, dall’11 al 15 novembre, con prologo lunedì 10 novembre presso Rai Teche.

Unione Culturale Franco Antonicelli – via Cesare Battisti 4, Torino.

Inaugurazione della mostra a ingresso gratuito

Cine-concerto: omaggio a Maggi e Tarlarini – mercoledi 5 novembre, ore 20.30, Cinema Massimo, via Verdi 18, Torino

Mara Martellotta

Bimba investita da auto: trauma cranico

Una bimba di tre anni è stata investita nelle scorse ore in corso Regio Parco.

L’automobilista si è fermato per prestare i soccorsi ma i parenti della bambina hanno minacciato il conducente  e sono intervenuti  carabinieri.

Il 118 di Azienda Zero ha stabilizzato la bambina che è stata portata al Regina Margherita. Ha riportato un trauma cranico ma non è in pericolo.

Tassazione delle banche? Parliamone

Di Gianluigi De Marchi *

Sissignori, sono d’accordo, totalmente d’accordo!

Sono d’accordo sulla opportunità di tassare le banche; ma non nella maniera soft e probabilmente inutile come progettato nella bozza di legge di bilancio, ma sul serio, e vi spiego perché.

Le banche, come tutte le aziende, sono soggette alla normale tassazione sugli utili di bilancio: attualmente pagano l’IRES (ex IRPEG), imposta sul reddito delle società, con un’aliquota del 24%. In totale il sistema bancario ha versato al Tesoro circa 7 miliardi di euro di imposte.

Ma – e qui emerge un primo punto critico- tre gruppi bancari (Monte Paschi, Unicredit e Banca Popolare Emilia Romagna) non hanno pagato un centesimo sfruttando benefici ed agevolazioni speciali.

Da cosa derivano gli utili delle banche?

Due sono le fonti principali: lo scarto fra il costo della raccolta ed il ricavo dai finanziamenti erogati (la cosiddetta “forbice dei tassi”), e l’incasso di provvigioni sui servizi (intermediazione in titoli, vendita di polizze assicurative, negoziazione valute, ecc.).

Mentre sulle secondo non ho nulla da ridire, trattandosi del compenso per un’attività di consulenza (ad esempio per investire i risparmi in BTP, ETF, fondi o altro), sulla prima nutro dubbi sotto il profilo dell’etica e della logica.

Ricordo che l’attività bancaria è costituita principalmente dalla raccolta di risparmi da parte dei depositanti e dall’erogazione di prestiti ad imprese e famiglie (scoperto di conto, anticipazione su crediti, mutui, ecc.).

Poiché il denaro ha un costo, sui depositi viene corrisposto un interesse, così come viene prelevato un interesse sulle somme prestate. Da una parte un costo, dall’altra un ricavo.

Come in tutte le aziende, ma…

Ma mentre un’azienda produttiva sostiene un costo per creare valore (ad esempio una fabbrica di mobili compra il legno e lo trasforma in un mobile), una banca sostiene un costo per trasferire un valore senza creare nulla. Prende i soldi di Rossi, Bianchi e Verdi per prestarli al mobilificio Rebaudengo & C.

Per secoli è stato così, fino allo scoppio della pandemia del Covid. In quel periodo, per sostenere l’economia, le autorità monetarie hanno azzerato i tassi d’interesse, applicando addirittura tassi negativi pur di mantenere attivo il sistema produttivo; ovviamente le banche hanno azzerato la remunerazione dei depositi. Ma appena finita la pandemia, il costo del denaro è risalito su livelli fisiologici, ma le banche hanno applicato tassi “strabici”: hanno aumentato i tassi attivi (applicati sui finanziamenti), dimenticandosi di aumentare anche quelli passivi (applicati ai depositi).

Una situazione anomala e moralmente inaccettabile: se il tasso di riferimento delle banche centrali indica il “costo base” del denaro, è logico ed etico che la traslazione degli aumenti avvenga sia nel campo dei tassi attivi che in quello dei tassi passivi. Magari non con la stessa entità numerica, ma comunque con lo stesso trend.

Invece cosa è successo?

Nel 2019 la differenza fra tassi attivi e passivi (Ila cosiddetta “forbice” che fa guadagnare le banche) è stata apri all’1,25%, è poi cresciuta fino al 4% nel 2024 per poi calare di poco nel 2025.

Ecco perché gli utili bancari sono schizzati alle stelle, a tutto vantaggio di due categorie: gli azionisti (che hanno beneficiato di corposi dividendi) ed i dirigenti (che si sono spartiti premi faraonici), senza nessun merito particolare, ma beneficiando di una vera e propria “rendita di posizione”. Le cifre parlano chiaro: nel 2022 il sistema bancario ha guadagnato 25,5 miliardi di euro, nel 2023 quasi 41.000 e nel 2024 ben 46.466 euro! In un triennio 112.710 euro sono affluiti nelle casse degli istituti di credito!

Il governo ha ipotizzato una blanda forma di tassazione che, secondo i calcoli degli uffici tecnici, dovrebbe produrre 5 miliardi; ma come sempre l’importo reale sarà ben inferiore se non addirittura nulla, date le fortissime resistenze già emerse all’interno dello stesso governo.

A questo punto mi permetto di avanzare una proposta sicuramente provocatoria ma altrettanto sicuramente non del tutto fuori luogo: introdurre un’imposta sulla “forbice” che colpisca, in maniera crescente, il divario tra tassi attivi e tassi passivi.

Prendiamo ad esempio il bilancio di una delle maggiori banche italiane: nel 2024 ha evidenziato interessi netti per 15,7 miliardi di euro, con un utile di quasi 9 miliardi. Tassando al 10% gli interessi netti, lo Stato incasserebbe 1,6 miliardi e l’utile scenderebbe a7,4 miliardi, senza creare veri sacrifici al pingue bilancio. Se la banca fosse più generosa con i depositanti e meno esosa con i finanziati, potrebbe conseguire magari “solo” 12 miliardi di interessi netti e, ipotizzando un’aliquota ridotta del 6% che premia la “generosità!” verso i clienti, pagherebbe 700 milioni d’imposta con un utile di 8,3 miliardi.

Capito il meccanismo?

Se i banchieri vogliono pagare meno tasse, hanno una strada facile da percorrere: pagare il giusto sui depositi e pretendere il giusto sui finanziamenti, ottenendo due importanti risultati: un risparmio sulle odiate imposte e la riconoscenza di milioni di clienti.

Utopia? Parliamone!

·        Giornalista e scrittore

·        demarketing2008@libero.it

Il legno locale: convegno a Bardonecchia

 

A Bardonecchia amministratori, tecnici, professionisti e realtà del territorio si confrontano su
prospettive e sviluppo della filiera del legno locale.

Si intitola “Il legno locale: la filiera corta come motore di sviluppo”, il convegno in programma il
prossimo 10 novembre, alle 15, al Palazzo delle Feste di Bardonecchia, per fare il punto su
quella che è certamente una realtà importante del territorio, un settore in crescita che, se
giustamente valorizzato, può essere ancora di più volano di occupazione e sviluppo.
L’appuntamento, organizzato dall’Amministrazione Comunale, dopo il saluto delle Autorità,
proseguirà con gli interventi di Marco Bussone, presidente Uncem, di Mauro Carena, presidente
dell’Unione montana Alta Valle Susa, Mauro Meneguzzi, presidente Unione Montana Comuni
Olimpici Via Lattea, Pacifico Banchieri, presidente Unione Montana Valle di Susa, Danilo
Breusa, presidente dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca e Patrizia Giachero,
presidente Gal Escartons.
Seguirà un confronto dei rappresentanti di enti ed ordini professionali con gli interventi del
direttore del Parco Alpi Cozie Luca Marello, di Federico Morra Di Cella del Consorzio Forestale
Alta Valle di Susa e di Paolo Terzolo, componente Commissione Dipartimentale Foreste del
Consiglio Nazionale oltre alle ‘voci’ degli Ordini di Architetti, Ingegneri, Geometri ed Agronomi
Forestali.
Interverranno, inoltre, per parlare di “Esperienze sul territorio e casi pratici”, alcuni
rappresentanti di aziende e studi di architettura.
Le conclusioni saranno fatte da Luca Mercalli, Presidente della Società Meteorologica Italiana,
intervistato dalla giornalista Maria Chiara Voci su “Cambiamento climatico, transizione ecologica
e uso del legno locale”.

“Questo convegno – sottolinea il sindaco di Bardonecchia Chiara Rossetti – ha l’obiettivo di
promuovere un dialogo tra istituzioni, imprese, tecnici, rappresentanti delle diverse realtà
territoriali su un tema, quello del legno locale, risorsa per il territorio, elemento importante per lo
sviluppo sostenibile ed allo stesso tempo simbolo di identità territoriale e culturale”.