ilTorinese

Torino, modelle per un giorno… in Rsa!

Non è mai troppo tardi per vivere l’emozione di un red carpet. Ieri a Torino, nella casa di riposo Richelmy di Orpea Italia, 15 ospiti hanno sfilato sul tappeto rosso davanti ad amici e parenti, sfoggiando il vestito più bello e acconciature da passerella. Età media 84 anni, tanta voglia di vivere e di sorridere. L’iniziativa nasce dallo staff di Orpea Italia, in particolare dalla oss Giuseppina della residenza torinese che, innamorata del suo lavoro, ha coinvolto lo studio di parrucchieri HC Salon di Corso Vittorio Emanuele II per fare un regalo alla anziane signore del Richelmy. Nulla è stato lasciato al caso: le hair stylist Petra e Mariateresa hanno pensato a taglio e piega ad hoc per ogni modella e le signore, più belle che mai, hanno calcato la loro prima passerella a ritmo di musica, accompagnate dallo staff della struttura.

La direttrice di Richelmy spiega: “Sono tante le iniziative che organizziamo e che coinvolgono attivamente i residenti facendoli sentire protagonisti della propria vita.. Orpea Italia è da sempre impegnata nell’accompagnare i propri ospiti in un percorso di cura, assistenza e benessere che va oltre la semplice ospitalità puntando a  favorire la realizzazione personale, valorizzando le capacità di ciascuno, le esperienze di vita e l’utilità sociale”.

Andrea, titolare di HC Salon racconta: “Siamo stati molti contenti di aderire a questa iniziativa. Con entusiasmo abbiamo accolto la possibilità di donare una coccola e un sorriso in più alle signore in rsa e devo ammettere che il risultato è stato stupefacente e la giornata è stata divertente e emozionante per tutti”.

Se Giannini censura Antonio Ricci

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Massimo Giannini è davvero un personaggio destinato ad entrare nella storia del giornalismo  per il modo in cui dirige “La Stampa” che è oggi ai minimi storici nelle vendite. Si tratta di un giornale carro  armato di tipo sovietico puntato contro chi non la pensa come il “direttore che ha sempre ragione”. Ovviamente il sindacato dei giornalisti tace e forse ci sono dei giornalisti che temono il  loro direttore che sembrerebbe rivelarsi più autoritario del  famoso Giulio De Benedetti che, almeno, era un grande direttore che prese un giornale distrutto dal Ventennio e lo porto’ ad essere una delle voci più autorevoli.

Una giornalista del quotidiano  torinese ha scritto un malevolo articolo su DrIve In, la straordinaria  trasmissione ideata da Antonio Ricci negli anni 80 che coniugava la satira sull’Italia del riflusso,  dell’ Edonismo reaganiano e  della Milano da bere, senza forzature ideologiche. Drive In era puro divertimento, pensiamo, ad esempio, al grande Giorgio Faletti. Federico Fellini diceva che era l’unico programma per cui valesse  la pena di avere la Tv. Umberto Eco, Oreste del Buono, Angelo Guglielmi amavano il lavoro di Ricci, Ingauno di Albenga con una visione mai provinciale, anche se ha sempre amato e difeso  la Città delle torri.  Si tratta di un uomo straordinario sempre pieno di idee, di coraggio, di anticonformismo e di umana generosità.  Conferendogli  il Premio Pannunzio dissi cose analoghe sia su Drive In sia su “Striscia”, Il telegiornale satirico che da’ le  notizie che gli altri ignorano.
“La Stampa” giunge ad assimilare le veline di Ricci con le escort di Berlusconi, forse senza neppure rendersi conto della insinuazione altamente offensiva per le veline e la loro dignità di donne. Ebbene, il direttore Giannini è un mese e mezzo che non pubblica una garbata ed ironica lettera dell’Ufficio stampa  di “Striscia “ che replica all’articolo su Drive In. D’altra parte, il giornale di Giannini è l’unico a non avere una rubrica di lettere se si eccettua la stantia e provinciale rubrica delle lamentazioni torinesi. I dissenzienti vengono condannati al cestino, a meno di invocare l’articolo 8 della legge sulla  stampa?  La vecchia “Stampa” di Frassati  e di Ronchey è rimasta quella di Rossella che strozzo’ “Stampa Sera”. Non è un fatto casuale che un numero sempre più alto di torinesi abbia optato per il Corriere della Sera. La censura nei confronti di Ricci dimostra una chiusura che va oltre l’immaginabile. Anche Ricci è uomo di sinistra, ma da vero uomo di sinistra, sa  rispettare la libertà.
Immagine di copertina tratta da Striscia la notizia 

Due muratori precipitano da 4 metri in un cantiere nel centro di Torino

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Ieri sono precipitati da quattro metri in un cantiere edile in un palazzo di piazza Vittorio Veneto  al civico 21, a Torino. I due muratori sono caduti a causa di una ringhiera che si è staccata durante i lavori di ristrutturazione di un alloggio. Le ambulanze della Croce Verde della sezione di Villastellone hanno portato i due uomini al Cto in codice rosso.

Spektre in Afghanistan. Il cuore e la corazza di “fantasmi” senza nome

Il cammino in Afghanistan di un uomo che, nel 2010, ha salvato la vita a centinaia di bambini. Sentimenti di paura, rabbia, amore che si celano dietro la maschera dei combattenti, dei “cattivi giusti” che, con ferocia, proteggono gli innocenti.

E’ una storia di fratellanza, di colpi di scena sorprendenti, il romanzo “Spektre. Fantasmi in Afghanistan”, scritto da William Marras Nash, nato a Ivrea (in provincia di Torino), nel 1988, ma che, attualmente, vive ad Azeglio, un paesino dell’Alto Canavese in Piemonte. Il titolo dell’opera – pubblicata nella collana “I Diamanti della Narrativa”, edita da Aletti – nasce durante la stesura del romanzo che parla, appunto, della squadra Spektre, guerrieri ma, soprattutto, uomini che provano emozioni, fatica e anche amore verso le loro famiglie e le loro donne a casa. «Descrivendo questi uomini – spiega l’autore – ed informandomi su quelli come loro, ho compreso che sono realmente come dei fantasmi. Operano in teatri di guerra e in nazioni nelle quali non dovrebbero essere, se “cadono” vengono archiviati come turisti scomparsi o mai esistiti, fanno cadere governi e lasciano i meriti ad altri, da loro può dipendere lo scoppio o meno di una guerra ma nessuno sa chi siano e, in questo caso, la Spektre era una squadra di fantasmi in Afghanistan».

Nessuno sa i loro nomi; nessuno sa chi sia l’uomo protagonista del romanzo, ma tutti dovrebbero conoscerne la storia ed esserne grati. Un turbine di emozioni apparentemente contrastanti, dalla guerra all’amore, dalla rabbia alla fratellanza incondizionata, trattate con un linguaggio semplice e alla portata di qualunque età se non fosse per il limite portato dagli argomenti trattati. Questo consente anche al lettore più “frettoloso” di poter comprendere la storia, anche se dura, e coglierne anche le più intime sfaccettature. «Passaggi – afferma lo scrittore – che devono essere come sfumature per lasciare alla mente del lettore il tempo per cambiare mood emozionale ma senza che se ne accorga, così anche la singola emozione si rivela una piccola sorpresa che renderà difficile interrompere volontariamente la lettura». Il segreto per l’autore è immedesimarsi il più possibile nel personaggio che si racconta, avendo la storia impressa nella mente sin dall’inizio. «Ho descritto passo dopo passo tutto ciò che mi è stato riportato. Ci ho messo quattro anni per scriverlo e mi sono immedesimato nel protagonista al punto che ho iniziato a vivere come lui. Quando riuscivo ad addormentarmi facevo i suoi incubi, avevo le sue paure. Ero stanco, stremato verso la fine del romanzo. Ero diventato freddo, inespressivo molte volte. Per scrivere e sciogliermi sorseggiavo liquore e alcuni passaggi li ho scritti piangendo, così bevevo ancora, proprio come lui. Mi sembrava di aver vissuto la sua storia e in parte è come se l’avessi provata sulla mia pelle, un po’ credo, come un attore entra nel suo personaggio». Un rapporto empatico che, alla fine, quasi manca, quando il libro è terminato, lasciando un senso di nostalgia e solitudine. «Voglio trasmettere – conclude lo scrittore – la coscienza e la testimonianza che quei guerrieri fuori dal comune, abituati ad affrontare inferni inimmaginabili, sono allo stesso tempo uomini comuni, con emozioni e sentimenti come tutti gli altri».

Federica Grisolia

Calciomercato chiuso! Toro da 7, Juve da 5

Ha chiuso i battenti, alle ore 20,il calciomercato invernale altresì nominato di riparazione a quello estivo.

Pochi movimenti di rilievo,il Toro è stato protagonista mentre la Juve è rimasta a guardare,non potendo operare visti i ben noti problemi societari e la penalizzazione di 15 punti in classifica.
I granata di Juric hanno messo a segno 3 colpi importanti:il centrocampista serbo Ilic,cercato da mezza serie A,il difensore Gravillon arrivato dal Reims con la formula del prestito con diritto di riscatto, trasformabile in obbligo al raggiungimento di determinante condizioni. L’ultimo è invece il centrocampista Ronaldo Vieira, approdato dalla Sampdoria con la formula del prestito con diritto di riscatto.
Sono partiti Lukic ed Edera a titolo definitivo, Ilkhann e Garbett in prestito.
In casa bianconera nessun acquisto e 2 cessioni:McKennie al Leeds e Pellegrini alla Lazio.
In attesa di tempi migliori la Juve dovrà risolvere ben altri problemi!

Enzo Grassano

Risorse europee per le imprese, se ne parla a Venaria

Le nuove misure di finanziamento della Regione Piemonte

Il 1° febbraio 2023 alle ore 18:00 la Città di Venaria Reale organizza l’incontro di presentazione sulle nuove misure di sostegno alle imprese con F.E.S.R. – Fondo Europeo per lo Sviluppo regionale del Piemonte, approvato dalla Commissione europea. L’incontro si terrà presso la biblioteca civica Tancredi Milone, in via Verdi 18. Sono previsti i saluti istituzionali del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, del presidente del Patto Territoriale Zona Ovest di Torino, Umberto D’Ottavio, del sindaco della Città di Venaria Reale, Fabio Giulivi. L’iniziativa, realizzata in collaborazione col Patto Territoriale Zona Ovest di Torino, sarà moderata dall’assessore alle Attività Produttive e Commercio della Città di Venaria Reale, Monica Federico. Interventi di Andrea Tronzano, assessore allo Sviluppo della Attività Produttive della Regione Piemonte, Giuliana Fenu, direttore della Direzione Competitività della sistema regionale della Regione Piemonte, Filippo Provenzano, segretario provinciale CNA Torino,  Giancarlo Somà, responsabile Servizio Economico Unione Industriali Torino e Fabio Schena, responsabile Ufficio Studi API Torino

Malore a scuola, morta studentessa di 18 anni

Una ragazza, studentessa 18enne,  si è sentita male questa mattina in classe, all’Istituto “Bona” di Biella. La giovane è stata portata in ospedale in codice rosso, ma è morta poco dopo. Le sue condizioni erano parse da subito gravi. Non si hanno ancora informazioni dalle autorità sanitarie sulle possibili cause del malore. 

In Duomo i funerali di don Carlo Franco

Si sono svolti oggi in Cattedrale a Torino i funerali di  Don Carlo Franco.

Il  parroco della Basilica Cattedrale Metropolitana è deceduto nelle prime ore di sabato 28 gennaio scorso, a soli 64 anni, in seguito a una grave malattia.

Era nato il 23 febbraio 1958 a Torino ed era stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1987. In duomo una grande partecipazione di fedeli e di autorità alla commovente cerimonia officiata dall’arcivescovo monsignor Repole.

(Foto M. Martellotta)

Agente di polizia si toglie la vita in autostrada

Aveva 32 anni l’agente di polizia che si è tolto la vita ieri sera nella sua auto sulla A5 tra Settimo e Volpiano. Lavorava da alcuni anni presso la sottosezione della Polizia stradale a Settimo Torinese. Il personale Ativa ha trovato la vettura  ferma sull’autostrada  con il corpo all’interno. Non sono ancora chiare le motivazioni del gesto estremo.

CSI, Canalis (Pd): “scaricabarile su asilo nido aziendale”

La difesa della famiglia è solo uno slogan ideologico se alla prova dei fatti non si sostengono i servizi. Assurdo scaricare le responsabilità sul Comune di Torino.

 

 “Assurda la risposta dell’assessore Chiorino al Question time che ho discusso oggi” – dichiara la consigliera Canalis.

“Durante la convention per i dipendenti del CSI tenutasi lo scorso 1° dicembre, è stata paventata la chiusura dell’asilo nido aziendale, portando a giustificazione la minore richiesta da parte dei dipendenti, aventi un’età media di molto superiore ai 40 anni.

L’asilo nido aziendale del CSI è situato a Torino in Corso Unione Sovietica 216, è stato accreditato nel 2005, ha 43 posti, è dotato di ampie aule e di un giardino dedicato. Questo asilo rappresenta il fiore all’occhiello del welfare aziendale del CSI ed è anche uno strumento di raccordo con il territorio, essendo aperto alle iscrizioni dei residenti torinesi non dipendenti dell’azienda.

Il CSI-Piemonte è un Consorzio di Enti pubblici, partecipato per il 19,87% dalla Regione Piemonte, la cui Assemblea è presieduta dal Presidente della Giunta regionale. La Regione non può quindi lavarsene le mani come ha fatto oggi l’assessore nel rispondere al mio Question time.

L’assessore Chiorino ha affermato che questo asilo è di competenza del Comune di Torino, ma il ruolo del Comune nei confronti dei nidi aziendali accreditati si limita al controllo, monitoraggio, verifica e autorizzazione. Il Comune autorizza l’esistenza e verifica che siano rispettate le condizioni igienico sanitarie e strutturali.

In una fase storica in cui le buone pratiche di welfare aziendale sono sempre più diffuse, ci pare in controtendenza che lo storico asilo nido aziendale del CSI, antesignano del settore, venga chiuso.

Ci pare inoltre quantomeno curioso che la Giunta regionale, sempre pronta a fare battaglie prettamente ideologiche e simboliche sulla difesa della famiglia, non si assuma una responsabilità e un impegno sulla difesa di un servizio concreto come il nido aziendale del CSI, sicuramente utile per tanti genitori, dipendenti e non dipendenti del CSI.

Ancora una volta questa Giunta ha perso un’occasione per lanciare un segnale di coerenza e collaborazione istituzionale trasversale, facendo uno scaricabarile su un Comune di colore politico diverso.

 

Monica CANALIS – consigliera regionale PD