“Oltre 30 milioni di euro al Piemonte contro il dissesto idrogeologico. Questo Ministero interviene con celerità ed una consistente fetta di risorse proprie per mettere in sicurezza i territori”.
Lo annuncia il viceministro all’Ambiente e Sicurezza energetica Vannia Gava. Il decreto ministeriale sarà firmato nelle prossime ore. 30.246.742,55 euro la dote finanziaria complessiva assegnata alla regione per ben nove interventi di mitigazione del rischio idrogeologico valutati “urgenti e prioritari”. Più dettagliatamente, le opere riguarderanno le province di Torino, Cuneo, Verbano-Cusio-Ossola, Alessandria, Asti e Vercelli. Finanziati interventi attesi da tempo di sistemazione idrogeologica dei corsi d’acqua, di riduzione del rischio idraulico ma anche di messa in sicurezza di edifici scolastici ed impianti sportivi e sistemazione a difesa della pubblica incolumità. “Il dissesto idrogeologico è un tema fortemente attenzionato – dichiara il viceministro -. Abbiamo chiara la mappa delle fragilità del nostro Paese e stiamo lavorando con la massima celerità a protezione dei nostri territori e delle nostre comunità”. L’attuazione del cronoprogramma è ora affidata al Presidente della Regione, in qualità di Commissario di Governo per il contrasto del dissesto idrogeologico.

E poco più di 20 anni fa chiudeva i battenti la breve esperienza politica del Partito Popolare Italiano dopo il tramonto della Democrazia Cristiana e in attesa del decollo della Margherita, il primo partito “plurale” nella storia democratica del nostro paese. E proprio il percorso politico, culturale ed organizzativo di Marini ha attraversato tutte queste fasi. E va pur detto, senza enfasi ma con sano realismo, che Franco Marini ha vissuto queste varie e diverse esperienze politiche ed organizzative sempre da protagonista. Con coraggio, coerenza e determinazione. Come, del resto, era il suo carattere da prima linea senza, però, rinunciare mai a valori e a principi che hanno scandito nel tempo e nelle diverse fasi storiche il cammino del cattolicesimo popolare e sociale nel nostro paese.

Arrivata alla Farmacia del Cambio si siede ad aspettare in disparte l’inizio dell’evento, non sa cosa fare, si sente sola e si annoia e decide di intrattenersi sfogliando le pagine social dal suo smartphone: “A volte è davvero così triste tutta questa tecnologia” pensa tra sé e sé ma, alla fine, non ha alternative per combattere quel senso di solitudine e decide di continuare a guardare i contenuti social ancora per un pò.
Sofia, ad un certo punto, è stanca, stanca di questa situazione, stanca di aver sprecato l’ennesima serata nel disperato tentativo che il suo sogno si avverasse. Ripensa ai lampioni e alla magia che respirava e, tra sé e sé, li manda sentitamente a quel paese. Decide, così, di andarsene e di abbandonare la festa.
La ragazza ricambia e inizia lei la conversazione, tornano a sedersi al tavolo e il cameriere che si è gustato tutta la scena si avvicina verso di loro proponendogli un brindisi. Sembra surreale, ma è così: al giorno d’oggi, uscire dalle abitudini digitali implica fatica. Ma questa fatica è necessaria, se si vogliono vivere delle emozioni magiche, proprio come quella dei lampioni innamorati che, d’ora in poi, guarderanno Sofia e Filippo dall’alto con un sorriso, certi di aver fatto un ottimo lavoro.