Il Ministro Calderoli è stato a Palazzo Lascaris per presentare in VII Commissione il testo sull’autonomia differenziata.
“Il centrosinistra, da anni, parla di un’autonomia differenziata che nulla ha a che fare con la riforma del Ministro Calderoli che desta parecchie perplessità e rischia di restituirci un’Italia frammentata. L’autonomia, se realizzata nel modo sbagliato, causerà nette fratture, togliendo a chi ha di meno e dando a chi ha di più, aumentando, quindi, le diseguaglianze. Occorre una riforma condivisa con tutti i soggetti interessati e frutto di un confronto attento e non possiamo affidarci a un provvedimento calato dall’alto” dichiarano il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo, il Vicepresidente della Commissione Autonomia Domenico Ravetti e il Consigliere regionale Pd Domenico Rossi.
“Il Partito Democratico – proseguono gli esponenti dem – ha una visione chiara dell’autonomia: servono livelli essenziali, una legge quadro votata dal Parlamento per superare la spesa storica, bisogna lasciarsi alle spalle l’idea che le Regioni trattengano i “residui fiscali” perché se ogni territorio trattiene le tasse, allora si profila una secessione e non certo un’autonomia! Autonomia significa poter gestire in proprio alcune risorse che già arrivano, significa programmare meglio, significa semplificare, significa rendere più semplice la vita a cittadini e imprese, poter pianificare risorse e investimenti”.
“Siamo convinti che si debba realizzare l’autonomia differenziata, ma quella proposta dal Ministro Calderoli è una riforma che spacca in due l’Italia, minandone profondamente l’unità. Ci chiediamo come è possibile che un Paese rischi di avere 20 pubbliche istruzioni diverse? L’Italia, per motivi storici e geografici è già una nazione che viaggia a velocità differenti. Come possiamo pensare di spaccarla ulteriormente? Occorre eliminare la devoluzione su scuola e sanità, occorre aprire un confronto serio e occorre soprattutto scrivere insieme una riforma che, se verrà realizzata in questo modo, rischia di mettere in crisi il nostro Paese. Non permetteremo che l’egoismo territoriale prevalga!” concludono Gallo, Ravetti e Rossi.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
La sua mente resta ancorata soprattutto al ricordo dell’amore per il giovane medico bostoniano Harris Harden: un passione che nonostante i successivi tre matrimoni non si è mai ripetuta. Il pensiero ritorna a un preciso fine settimana in cui tutto è nato, si è compiuto e concluso. Ma non pensiate a una scontata storia di amore, qui il tema è decisamente più alto. Vola tra illusioni, sogni, il passare del tempo, illusioni, tutto giocato con un costante senso di tensione che solo alla fine vi farà scoprire quanto era accaduto in quei giorni lontani.
E’ legato a Lorenza, più grande di lui e con già un figlio al seguito. Ma è in pieno disagio coniugale; di quelli in cui se ti chiedi come vi vedete insieme nel futuro, finisci per affacciarti su un dirupo il cui fondo resta imperscrutabile.
Va in profondità questo libro della grande scrittrice americana, autrice di una pietra miliare della letteratura mondiale “L’anno del pensiero magico”, che nel 2005 le valse il National Book Award per la saggistica.
E’ una raccolta di racconti, 10 per l’esattezza, che mettono a nudo gli infiniti anfratti delle relazioni umane; tra lutti, amori persi e ritrovati, legami familiari e mille altre sfaccettature della vita.
Pare quasi superfluo dire che questo è un volume prezioso in cui vengono eccezionalmente aperte alcune case private, privatissime, difficilmente espugnabili; nell’impresa è riuscita Valentina Nasi Marini Clarelli il cui nome ha ovviamente fatto breccia.