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L’eredità Agnelli e il mistero dei quadri pregiati spariti

La vicenda dei quadri di grande valore legati all’eredità della famiglia Agnelli si inserisce in un contesto già segnato da anni di controversie giudiziarie e dispute patrimoniali che vedono protagonisti gli eredi di una delle dinastie più influenti d’Italia.

Sarebbero scomparse dalla collezione attribuita a Gianni Agnelli tele di altissimo valore  tra cui opere di De Chirico, Monet, Picasso, Balla e Bacon.

Alla morte dei principali membri della famiglia, il passaggio dei beni, tra partecipazioni industriali, immobili e collezioni d’arte, ha generato una fitta rete di contenziosi, richieste di rendicontazione e sospetti di irregolarità che hanno spesso alimentato l’attenzione dei media e della magistratura. In questo scenario si colloca il mistero di alcune opere pittoriche di altissimo pregio, scomparse dai registri patrimoniali e ora oggetto di indagini da parte delle autorità. Secondo le prime ricostruzioni, i quadri sarebbero stati sottratti o spostati senza adeguata documentazione e le verifiche in corso puntano a stabilire quando e come sia avvenuta la loro movimentazione, chi ne abbia autorizzato l’uscita e se siano stati rispettati i vincoli di legge che tutelano i beni culturali. La posta in gioco è enorme perché ogni opera d’arte non rappresenta soltanto un bene di valore economico milionario, ma anche un simbolo del prestigio e della storia della famiglia, e la loro scomparsa non è vista solo come un danno patrimoniale, ma come un segnale di possibile mala gestione o addirittura di condotte dolose. La complessità di questa indagine risiede anche nei rapporti già tesi tra gli eredi, che da tempo si fronteggiano su testamenti, quote e diritti di proprietà, spesso chiedendo bilanci dettagliati per evitare che qualcuno possa avvantaggiarsi sottraendo o occultando beni di particolare pregio. La mancanza di quadri così importanti può infatti alterare il computo del patrimonio ereditario e incidere sui calcoli fiscali, attirando l’attenzione non solo della magistratura ordinaria ma anche delle autorità competenti in materia di beni culturali. Si ipotizza che, se dovessero emergere responsabilità dirette nella sparizione, possano configurarsi reati che vanno dall’appropriazione indebita alla sottrazione di beni tutelati, fino a possibili frodi documentali. Al di là dell’aspetto giudiziario, la scomparsa di queste opere mette in luce il nodo irrisolto che accompagna da anni la successione Agnelli, in cui l’intreccio tra interessi privati, obblighi fiscali e vincoli di tutela del patrimonio artistico continua a generare tensioni e sospetti, trasformando ogni passaggio della vicenda in un caso di forte rilevanza pubblica.

“Se vuoi se la pace, prepara la pace”

“Se vuoi se la pace, prepara la pace”. Con questo invito alla riflessione in questo tempo tragico di guerre si è tenuto a Crescentino un interessante incontro al Teatro Mimmo Candito promosso da Anpi Crescentino, in collaborazione con il Comune il Pd. Due i relatori di livello, introdotti dal presidente Anpi, Marilena Vittone: Enzo Ferrara del Centro Sereno Regis di Torino ha parlato di non violenza come modo di affrontare il conflitto e di giungere a un cessate il fuoco, nella prospettiva di un futuro di convivenza. Michele Gaietta, professore di economia politica e relazioni i internazionali all’università della Valle d’Aosta, ha illustrato le dinamiche contemporanee tra gli stati e il ruolo dell’Europa, facendo riferimento alla storia e alla politica.

Rosi Bindi al Circolo dei Lettori: “Difendiamo il diritto alla salute”

 

Sanità, diritti e futuro del sistema pubblico: se ne parla questa sera alle 21 alla Fondazione Circolo dei Lettori di Torino (via Bogino 9), dove Rosi Bindi presenta il suo ultimo libro “Una sanità uguale per tutti – perché la salute è un diritto” (Solferino) in compagnia di Nerina Dirindin e Francesco Pallante.

A venticinque anni dalla cosiddetta “riforma Bindi”, l’ex ministra della Salute torna a riflettere sul futuro del Servizio Sanitario Nazionale, mettendo in guardia contro i rischi di una progressiva privatizzazione, della carenza cronica di risorse e delle spinte verso l’autonomia differenziata delle regioni. La riforma del 1999, con cui venne introdotto il principio dell’esclusività del rapporto con il SSN, segnò una svolta storica nella gestione della sanità pubblica.

Oggi, però, lo scenario appare ben diverso: le difficoltà crescenti rischiano di minare uno dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione, quello all’accesso libero e gratuito alle cure. Nel suo volume, Bindi affronta senza retorica né indulgenze le contraddizioni di un sistema che sembra sempre più piegato alle logiche del profitto, avanzando proposte concrete per restituire centralità ai valori di equità, solidarietà e trasparenza.

L’incontro di Torino sarà dunque non solo la presentazione di un libro, ma un’occasione di confronto pubblico su come difendere e rinnovare un patrimonio comune che ancora oggi rende l’Italia un modello osservato da molti Paesi.

Valeria Rombolà

 

Bimbo di 5 anni cade dal balcone. È grave al Regina Margherita

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Un bimbo di 5 anni è caduto dal balcone di casa al piano rialzato, oggi pomeriggio a Torino. È stato ricoverato  all’ospedale infantile Regina Margherita, in codice rosso.

Si tratterebbe di una caduta accidentale, mentre stava giocando.

Avrebbe riportato un grave trauma cranico ed è intubato in rianimazione.

Si sente male e muore durante camminata sportiva

Un uomo di 54 anni è morto questa mattina mentre partecipava in modo non competitivo alla Ivrea-Mombarone, manifestazione  sportiva. Si è sentito male nei boschi della frazione Bienca di Chiaverano. I soccorsi del 118 sono stati purtroppo vani.

È morto Carlo Sassi, l’inventore della moviola

Si è spento a 96 anni Carlo Sassi, storico giornalista sportivo e inventore della moviola in TV. Nato a Milano il 1° ottobre 1929, dopo una breve carriera da calciatore entrò in Rai nel 1960. Fu tra i volti più noti della Domenica Sportiva, dove introdusse l’uso della moviola per analizzare le azioni e gli episodi dubbi delle partite.
Con il suo contributo, Sassi ha cambiato per sempre il modo di raccontare il calcio in televisione. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca del giornalismo sportivo italiano.

Enzo Grassano

Sagra del gusto e della tradizione ad Andezeno

La Sagra del cardo diritto bianco avorio, della cipolla piattellina denominata la bionda e della bagna cauda 2025 torna questo autunno ad Andezeno, piccolo comune della città metropolitana di Torino, per un nuovo appuntamento con la cucina della tradizione. Ad attendervi, per la Sagra del Cardo di Andezeno 2025, tantissimi prodotti locali e autoctoni protagonisti di questo imperdibile appuntamento gastronomico che si svolge da 50 anni.

 

Un’autentica sagra di paese che vi attende nella giornata di domenica 12 ottobre 2025. Venerdì e sabato troverete, dalle 19.30, gli stand gastronomici per le degustazioni di bagna cauda.

 

La giornata clou della manifestazione è però domenica 12 ottobre 2025: durante tutta la giornata ci sarà la mostra mercato dei prodotti tipici, cardi e le cipolle piattelline, varietà pregiate conosciute in tutto il mondo per le loro ottime caratteristiche gastronomiche, zucche ornamentali e commestibili in collezione, degustazione ed asporto della strepitosa bagna cauda. Prenotazione gradita solo al numero di telefono: 3288847906.

 

Durante la giornata ci saranno intrattenimenti musicali, artisti di strada, masterclass sul vino, visite guidate alla cantina Balbiano, chiesa San Giorgio e alla Villa Simeon, trenino turistico per gli spostamenti e molto altro ancora.

 

Inoltre in occasione della sagra sarà possibile visitare ed acquistare le zucche preferite nella famosa ed unica “Casa delle Zucche” 33 edizione, corso Vittorio Emanuele 69, Andezeno, che da oltre 30 anni, nella stagione autunnale dal mese di settembre a dicembre viene completamente addobbata da centinaia di tipologie di zucche ed accoglie turisti ed appassionati da tutta Italia e non solo.

PER INFORMAZIONI COMUNE DI ANDEZENO TEL: 0119434204

Torino celebra 20 anni di amicizia con la città giapponese di Nagoya

Vent’anni sono trascorsi da quando, in occasione dell’Expo Aichi 2005, Torino suggellò il gemellaggio con la città giapponese di Nagoya. Vent’anni di amicizia e collaborazione tra due città accomunate dalle loro radici industriali.

La missione istituzionale in Giappone del sindaco Stefano Lo Russo non poteva prendere il via che da Nagoya, dove ha incontrato il sindaco Ichiro Hirosawa, il presidente del Consiglio Comunale Hisashi Nishikawa e tutta l’assemblea cittadina per l’apertura delle celebrazioni per il 20esimo anniversario del gemellaggio, alla presenza di Filippo Manara, console generale d’Italia a Osaka, che ha sottolineato l’importanza di queste relazioni anche nell’ambito dei rapporti complessivi tra Italia e Giappone, soprattutto nell’anno dell’Expo di Osaka.

“Festeggiare i primi vent’anni di questo gemellaggio con il sindaco Ichiro Hirosawa – ha dichiarato il sindaco Lo Russo – è un momento che va oltre la semplice ricorrenza. Significa riaffermare il ruolo decisivo che le relazioni tra città hanno oggi, in un contesto internazionale caratterizzato da tensioni e complessità. I legami tra comunità urbane come Torino e Nagoya diventano ponti concreti di cooperazione, amicizia e sviluppo condiviso che consentono di immaginare insieme il futuro, mettendo al centro innovazione, tecnologia, sostenibilità e crescita culturale ed economica”.

Nel quadro del programma europeo IURC per la cooperazione internazionale tra città e regioni, Torino e Nagoya stanno sviluppando un progetto di cooperazione biennale con scambi, visite studio e condivisione di buone pratiche sul tema dell’innovazione applicata al contesto urbano, con particolare attenzione alla ricerca e al trasferimento tecnologico.

Sul piano culturale, i musei giapponesi hanno confermato la volontà di organizzare una mostra dedicata ad Antonio Fontanesi di cui la Gam di Torino custodisce la collezione più significativa in Italia.

Il Teatro Regio ospiterà a gennaio 2027 un concerto dell’Orchestra Filarmonica di Nagoya, impegnata in un tour europeo, mentre si valutano anche prospettive di collaborazione per il Museo Egizio.

Tra le curiosità, a Nagoya si trova un piccolo parco giochi per bambini donato nel 2010 dalla Città di Torino, mentre nel Parco del Valentino si possono ammirare dieci ciliegi di Sakura, tipici della città giapponese, donati da una sua delegazione in visita nel 2011.

Infine è stato annunciato che a dicembre 2025 una delegazione di Nagoya, guidata dal sindaco e dal presidente del Consiglio Comunale, sarà a Torino per celebrare anche in Italia i vent’anni di gemellaggio.

Piazza Bengasi, nuovo parcheggio di interscambio e area mercatale rinnovata

 

A partire da mercoledì 1° ottobre 2025 non sarà più possibile accedere alla porzione est dell’attuale parcheggio in piazza Bengasi. La chiusura dell’area segna l’avvio delle operazioni principali del cantiere per la realizzazione del nuovo parcheggio interrato di interscambio, collegato alla stazione della metropolitana, e per la riqualificazione complessiva della piazza, che tornerà a ospitare 172 postazioni mercatali moderne e funzionali.

Entro la fine di ottobre, per garantire la continuità della circolazione durante le fasi di scavo, sarà realizzato un nuovo collegamento stradale in asse alla piazza, così da riorganizzare la viabilità senza interrompere il traffico.

Il cantiere si articola in due macro-fasi operative, pensate per ridurre al minimo l’impatto sulla mobilità e consentire il ritorno anticipato del mercato, anche prima della conclusione dell’intervento complessivo.

«Con l’avvio delle lavorazioni principali prende forma un progetto atteso da tempo, che rappresenta una risposta concreta sia alle esigenze di mobilità sostenibile sia a quelle del commercio di prossimità – dichiara l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta –. Il nuovo parcheggio di interscambio permetterà di alleggerire il traffico in ingresso in città, incentivando l’uso del trasporto pubblico, mentre la riqualificazione della piazza restituirà uno spazio moderno, accessibile e funzionale, con postazioni mercatali rinnovate e servizi più adeguati per operatori e cittadini. Un intervento reso più complesso dall’aumento dei costi dei materiali, con incrementi anche superiori al 50%, ma che siamo riusciti a portare avanti grazie a una forte volontà politica e a un costante lavoro di squadra tra amministrazione, tecnici e territorio.»

Dopo la consegna dei lavori all’impresa, avvenuta lo scorso 30 giugno, le attività preliminari si sono concentrate sulla realizzazione della nuova condotta fognaria e sull’adeguamento edilizio e impiantistico dell’ex edificio del dazio, destinato a ospitare uffici e servizi di cantiere.

Nelle prossime settimane il via alla prima macro-fase di lavori, della durata di circa 12 mesi. In questo periodo saranno completati gli scavi e le strutture nella zona est della piazza, mentre nell’area ovest verranno realizzati nuovi stalli di superficie e una viabilità provvisoria. Gli interventi interesseranno anche il piazzale nord-ovest su via Onorato Vigliani.

Una volta concluse le opere sotterranee, si procederà con la sistemazione superficiale dell’area destinata al mercato che, completati gli interventi, potrà essere riaperta al pubblico.

Complessivamente, i lavori coinvolgeranno circa due terzi della piazza, con particolare riferimento alla porzione est, inclusa l’area destinata alla futura viabilità definitiva, che sarà riaperta al traffico solo al termine di questa prima fase.

Prima dell’avvio dello scavo per il parcheggio interrato, saranno effettuati controlli di sicurezza per escludere la presenza di eventuali ordigni bellici, e verranno installate strutture provvisorie per garantire la stabilità del terreno durante le operazioni.

Per tutta la durata del cantiere sarà attivo un monitoraggio continuo di rumore, polveri e vibrazioni. L’area di stoccaggio dei materiali sarà collocata sopra la stazione della metropolitana, in una zona della piazza non interessata dagli scavi.

La seconda macro-fase del cantiere interesserà la zona ovest della piazza, dove proseguiranno gli scavi e la costruzione delle strutture interrate. In questo contesto sarà ripristinata la viabilità definitiva, consentendo il regolare transito dei veicoli nell’area.

Parallelamente, si completeranno le sistemazioni superficiali dell’intera piazza, con particolare attenzione all’area mercatale, che sarà dotata di nuove pavimentazioni, spazi verdi, impianti e nuove costruzioni a servizio.

Grazie a questa articolazione del cantiere, il mercato potrà tornare operativo già prima dell’apertura al pubblico del parcheggio nella parte ovest della piazza.

TORINO CLICK

Barriera ma non solo. E’ tempo di delusioni

E si riprende a scrivere.  Sono troppi due  mesi di silenzio. Perché questo silenzio?  Semplice, il non ritrovarsi più. Essere apolide. Io che ho fatto un vanto della partigianeria. Poi ho rivisto per la decima volta il Film  C’eravamo tanto amati. Film capolavoro di Ettore Scola con un cast eccezionale, Manfredi Gassmann e Satta Flores. Tre ex partigiani che si ritrovano 30 anni dopo nel raccontarsi le reciproche delusioni per una Italia che li stava deludendo. Ma si sa che  la gioventù, in certi momenti è tutto. Aspirazioni e speranze sono tutto. Poi c’è questo nostro presente in cui non ci si ritrova tra guerre ed ingiustizie. Basta passeggiare per le vie di Barriera di Milano per rendersene conto. Io in Barriera ci sono nato. Tante volte l’ho ripetuto con orgoglio. Ma non è più la mia Barriera dove se passavi per corso Novara sentivi un profumo acre. Era un misto tra la Wamar che  sfornava prodotti dolciari e la Ceat con il suo inconfondibile puzzo di colate di pneumatici. Ora nella palazzina degli impiegati ci sono uffici dell’anagrafe e vigili e nell’altra palazzina il gruppo Abele che recupera ragazzi svantaggiati per lo più tossici. Poi ogni tanto qualche senza tetto che bivacca sotto i portici. L’altro giorno sono andato in Corso Francia all’altezza di Zona aeronautica. Per capirci dove c’era la Venchi Unica che produceva il mitico cacao Talmone.  Lo stabilimento abbattuto per fare posto a case di edilizia popolare. Risanamento urbanistico ambientale e sempre per capirci dall’altra parte di Torino con il lunghissimo Corso Francia e la sua soluzione di continuità, Grugliasco, Collegno, Cascine Vica e le sue stupende case Leumann e Rivoli all’imbocco della Valle Susa e la Francia come meta. Bene anche lì, sotto i portici, all’uscita della metropolitana un senza tetto. Non ne parliamo in centro, sono presenti in ogni dove. Ma non si può fare proprio nulla? Mi dicono che sbaglio. Torino è in pieno boom. Esempio l’attuale Salone dell Auto dove sono previsti 500mila visitatori. Non metto in dubbio ma chi lavora nel settore dell’ automotive si lamenta della mancanza di commesse e gli Agnelli e addentellati vari non vivono più nella nostra Città manco alcuni mesi dell’anno. Dunque io continuo ad essere pessimista. Non credo e non penso che sia una posa. Vorrei una Bacchetta magica. Sapete, quella della fata per poter tornare indietro nel tempo. Tempo di speranze. Oggi, mi sa è solo tempo per le delusioni. Eppure ho una speranza ancora. Tornare a girare per la Barriera senza avere paura.
Illuso? Forse ma anche le illusioni , in questo presente servono.
PATRIZIO TOSETTO