Secondo la tradizione i giorni che vanno dall’11 al 15 maggio sono chiamati i “Santi di ghiaccio”.
Un’antica credenza, fondata in base a secoli e secoli di osservazioni metereologiche da parte dei
contadini, afferma infatti che il clima si stabilizza solo dopo la “fredda Sofia” del 15 maggio.
Da quel momento in poi non ci dovrebbe più essere gelo. I “Santi di ghiaccio”, tradizione di origine
medievale, sono molto conosciuti nell’Europa centrale, in particolar modo in Svizzera, Germania e
Austria. Tuttavia la credenza è molto diffusa anche in Francia, dove vengono chiamati “Saints de
glace” e diversi agricoltori ritardano la semina attendendo che siano passate queste giornate. In
Italia il periodo attorno al 15 maggio è conosciuto come “inverno dei cavalieri”.
All’inizio del mese di maggio in Europa le temperature sulla terraferma sono generalmente
piuttosto elevate; il continente si riscalda molto rapidamente, mentre il mare più lentamente e
questo porta differenze di temperatura tra la terraferma e l’oceano.
Si creano così zone di bassa pressione. Le correnti d’aria calda della terraferma si muovono verso
nord, mentre quelle d’aria fredda provenienti dalle regioni polari si spostano verso l’Europa
centrale. Se il cielo di notte è limpido, in alcuni casi può verificarsi il gelo notturno.
I “Santi di ghiaccio” sono:
– 11 maggio: San Mamerto di Vienne; visse nel V secolo ed era considerato molto colto.
Divenne vescovo di Vienne nel 452. Secondo la tradizione compiva spesso miracoli ed è
famoso per l’istituzione delle Rogazioni, processioni di preghiera in vista dell’Ascensione,
allo scopo di porre fine ad una serie di calamità naturali. Si spense a Vienne nel 475 ed è
sepolto nell’antica chiesa di San Pietro di Vienne, oggi Museo Archeologico;
– 12 maggio: San Pancrazio; visse nel III secolo e morì a Roma decapitato come giovane
martire della Chiesa primitiva all’età di 15 anni il 12 maggio 304 d.C. Il suo nome significa
“colui che sconfigge tutto”. Spesso raffigurato in abiti eleganti e con la spada, è patrono
dell’Ordine Teutonico. Riposa nella basilica a lui dedicata sul Gianicolo e secondo la
tradizione se un disoccupato gli porta un mazzetto di prezzemolo fresco, riuscirà in seguito a
trovare un lavoro;
– 13 maggio: San Servazio di Tongres; era un vescovo vissuto nel IV secolo nel territorio
dell’attuale Belgio del quale fu il primo evangelizzatore dopo il Concilio di Nicea del 325.
Si spense alla veneranda età di 84 anni nel 384 d.C. E’ sepolto a Maastricht nella basilica a
lui dedicata. Viene invocato in particolare contro i reumatismi e le febbri e per proteggere il
bestiame dall’afta epizootica;
– 14 maggio: San Bonifacio di Tarso; nato a Roma, si recò a Tarso, nell’odierna Turchia, al
fine di riportare alla sua padrona Aglaida le reliquie dei martiri cristiani. Giunto sul posto si
rese conto che contro i cristiani era iniziata una massiccia persecuzione, si dichiarò quindi
egli stesso cristiano e come tale fu sottoposto a martirio il 14 maggio del 307 d.C. La sua
salma venne in seguito portata a Roma e sepolta in un oratorio sulla Via Latina. Aglaida si
convertì a sua volta, ritirandosi a vita monastica. Ricevette il divino dono di esorcizzare gli
spiriti maligni. In memoria di Bonifacio fece costruire sull’Aventino una chiesa, divenuta poi
la Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio;
– 15 maggio: Santa Sofia di Roma; matrona di origine italica, forse milanese, sposò il senatore
Filandro, dal quale ebbe tre figlie. Dopo la morte del marito, da lei convertito al
cristianesimo, soccorse con i suoi beni i poveri e svolse opera di proselitismo a Roma dove
viveva con le figlie di 12, 10 e 9 anni. Per la sua fede venne fustigata e fu costretta ad
assistere alla decapitazione delle sue figlie, Morì tre giorni dopo di esse, nel 122 d.C.,
mentre pregava e piangeva sulla loro tomba, nella quale fu sepolta anche lei. È considerata
la protettrice dell’intelletto. La “fredda Sophie”, che riposa nella Catacomba di San
Pancrazio sulla Via Aurelia, viene spesso invocata per proteggere i raccolti dalle gelate
tardive.
In Italia ci sono diversi proverbi su queste giornate, tra questi: “maggio per quanto bello, salva un
granello di ghiaccio: un po’ per San Pancrazio, un po’ per San Servazio e il resto per San
Bonifacio” oppure “San Pancrazio, San Servazio e San Bonifazio, il gelo di maggio”.
In Veneto hanno dato origine all’espressione “majo majon” che significa “maggio maglione”. Il
fenomeno ha ispirato la poesia in dialetto triestino: “I tre santi de iazo” scritta da Argimiro Savini.
Essa descrive le conseguenze sulla popolazione del capoluogo giuliano dell’improvviso
abbassamento della temperatura che si verifica con puntualità sconcertante alle date del 12, 13 e 14
maggio. L’11, il 12 e il 13 nel dialetto delle Dolomiti sono “I Omeni de la Diac”.
ANDREA CARNINO
Domenica 17 maggio, nell’ambito di Golosaria 2026, presso il Parco Storico Bricherasio di Fubine, inaugura un’iniziativa dal titolo “Il giardino diffuso – alla scoperta dei giardini storici e di interesse Botanico del Monferrato”. Un vento che nasce ispirato agli interventi di ricerca storico-archivistica, di valorizzazione del patrimonio, di innovazione digitale e abbattimento delle barriere architettoniche voluti un anno fa dal Sindaco Lino Pettazzi.
L’iniziativa, promossa dal Comune insieme alla Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni, ha visto scendere in campo la ricercatrice Paola Gullino del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino al fine di coordinare ricerche e consultazioni di archivi e cataloghi storici finalizzati alla ricostruzione del parco e del giardino pensile per com’erano ai tempi dei Bricherasio da Cacherano (XIX E XX sec). Gli architetti agronomi Fulvio Pollano e Rachele Griffa hanno messo a dimora circa 25 mila nuovi esemplari tra arbusti, alberi, rose, bulbose ed erbacee presenti ai tempi della contessa Sofia di Bricherasio, tra il 1867 e il 1950. L’installazione di un ascensore, il ripristino della serra per scopi didattici e il contributo multimediale su “Arte, Storia e Natura”, curato da Antonio Testa e Manuela Raselli, fanno parte dei nuovi interventi strutturali ai quali si aggiunge la potenza dell’intelligenza artificiale per dare “vita” ai dipinti del Delleani (maestro di Sofia di Bricherasio).
Saranno due le visite guidate: la prima alle ore 10 e la seconda alle ore 11.30 di domenica 17 maggio, entrambe dall’Infopoint Campi Cerrina. Partecipazione gratuita.
Info: turismo@comunedifubine.it
Mara Martellotta
Veneto e Piemonte, patto di consultazione
Si è tenuto a San Bonifacio di Verona un incontro importante per il futuro delle dinamiche civiche e territoriali tra Veneto e Piemonte. Alessandro Signorato, in rappresentanza dell’Associazione Culturale Politica “A Difesa del Territorio!”, e Massimo Iaretti, per il Movimento Progetto Piemonte (M.P.P.), hanno siglato ufficialmente un Patto di Consultazione.
L’accordo segna l’inizio di una collaborazione strategica volta a creare un asse tra le due regioni, fondato sulla condivisione di buone pratiche amministrative, tutela delle identità locali e sviluppo di politiche vicine alle reali esigenze dei cittadini. Spiega Massimo Iaretti, presidente di Movimento Progetto Piemonte e consigliere comunale a Strambinello: “Con questo patto di consultazione MPP e Associazione A Difesa Del Territorio iniziano un cammino che, nel rispetto della reciproca identità, va nella direzione di uno scambio di informazioni su tematiche di interesse comune, sull’organizzazione di iniziative nei rispettivi territori ma con una medesima valenza, nella realizzazione di documenti su argomenti che per entrambi risultano prioritari. Questo patto non nasce per caso ma è frutto di una condivisione di obiettivi che presto vedranno concrete realizzazioni, non dimenticando le nostre rispettive identità. Per noi come per A Difesa del Territorio sono prioritari la coerenza, l’etica (parola magari meno consueta ma spre attualissima) e soprattutto la vicinanza con la gente, con l’auspicio che la nostra intesa si allarghi ad altre realtà che ne condividano i fini e l’etica”
Alessandro Signorato ha commentato con soddisfazione la firma del patto, delineando le priorità dell’azione comune: “L’unione di intenti con il Movimento Progetto Piemonte rappresenta un passo naturale per chi, come noi, mette il territorio al centro dell’agenda politica. Il nostro obiettivo è dare risposte concrete a partire dalla tutela dell’ambiente, dicendo un fermo no alle cementificazioni esagerate che feriscono i nostri paesaggi. Vogliamo rimettere al centro i giovani e le loro problematiche: la politica deve tornare a essere un presidio contro piaghe sociali come il bullismo, garantendo una maggior presenza delle istituzioni sul territorio.” Signorato ha poi concluso: “Il patto si fonda su pilastri per noi imprescindibili: il percorso verso l’Autonomia e la salvaguardia delle tradizioni e delle culture locali, che sono l’anima profonda della nostra gente e che vanno difese con orgoglio.”
IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
L’adunata degli Alpini a Genova si è chiusa senza polemiche e la sindaca Salis si è ricreduta e ha espresso parole di elogio per l’incontro degli Alpini con la città. Rispetto ai maranza e ai proPal, per non dire dei centri sociali, la sfilata ordinata di 90mila Alpini rappresenta un’altra Italia che si ispira a valori ideali che oggi molti giovani, e non solo loro, ritengono sorpassati.
La più grande kermesse italiana del settore accende Napoli sabato 16 e domenica 17 maggio Con l’irriverente Giuseppe Cruciani e l’iconico Rocco Siffredi l’evento di business dà spazio anche allo spettacolo per essere ancora più trasversale, inedito e sorprendente.
Ferramenta, Fai-da-te, Giardinaggio e Sicurezza. Un intero mondo in Fiera. La 5a edizione di SiFerr è pronta a tornare protagonista con un evento che promette di superare ogni aspettativa e catalizzare l’attenzione anche oltre il settore. Sabato 16 e domenica 17 maggio 2026, presso la Mostra d’Oltremare di Napoli, business, formazione e intrattenimento si fonderanno in un’esperienza ancora più intensa e coinvolgente, arricchita dalla presenza di due protagonisti capaci di attirare pubblico e media: Giuseppe Cruciani, volto noto per il suo stile diretto e provocatorio, e Rocco Siffredi, icona internazionale e testimonial ufficiale della manifestazione. Punto di riferimento per i professionisti dei settori ferramenta, utensileria, fai da te, colore, sicurezza e giardinaggio, SiFerr, targata Ma.Mu Divisione Eventi, si presenta con una proposta che unisce contenuti di livello e momenti ad alto impatto mediatico.
L’edizione 2026 rafforza la sua mission: creare connessioni, generare valore e sorprendere. Business in prima linea “Visitare SiFerr significa poter scoprire le ultime tendenze, confrontarsi con fornitori qualificati e valutare nuovi prodotti da inserire nel proprio assortimento, aumentando così la competitività dell’attività. Inoltre, la fiera favorisce la creazione di relazioni commerciali solide e durature, facilitando partnership strategiche e opportunità di collaborazione. Partecipare a SiFerr non è solo un’occasione per aggiornarsi, ma anche un momento concreto per generare contatti qualificati, sviluppare il fatturato e rafforzare la presenza sul mercato”, afferma Sebastian Galimberti, ideatore della manifestazione e titolare di Ma.Mu Divisione Eventi.
SiFerr rappresenta una piattaforma strategica per chi vuole trasformare la partecipazione a una fiera in reale opportunità di crescita. “Siamo contenti del ritorno alla Mostra d’Oltremare di SiFerr. Un appuntamento importante atteso da professionisti, aziende e operatori del settore. Un evento che si inserisce coerentemente all’interno della nostra agenda e arricchisce la nostra offerta fieristica”, dicono i vertici della MdO Remo Minopoli e Maria Caputo.
Nel corso delle due giornate, SiFerr offrirà un programma ancora più dinamico, pensato per stimolare confronto, relazioni e opportunità concrete. Dall’inaugurazione ufficiale con le autorità, prevista per la mattinata di sabato, fino ai corsi di formazione ERSI, i visitatori potranno entrare in contatto diretto con aziende e player di riferimento. Spazio anche ai contenuti editoriali, come i podcast “Smile SiFerr”, che darà voce ai protagonisti del mercato con uno sguardo attuale e diretto sulle evoluzioni del comparto. Sabato sarà segnato da uno degli appuntamenti più attesi: il talk show “Ipocriti… punto e a capo!”, che vedrà protagonista Giuseppe Cruciani, ideatore e conduttore del programma radiofonico e podcast più seguiti d’Italia ‘La Zanzara’ di ‘Radio24’, insieme a Maurizio Scandurra, volto noto e opinionista del medesimo programma.
Un confronto diretto, provocatorio e senza filtri, destinato a catalizzare attenzione e dibattito. La giornata culminerà nell’aperitivo serale offerto da Gruppo Cardinale e da un ritmato DJ set, un momento informale. Domenica 17 maggio riflettori puntati su Rocco Siffredi, testimonial ufficiale dell’evento e presenza dirompente di questa edizione. Il suo incontro con il pubblico sarà uno dei momenti più attesi: un’esperienza diretta, coinvolgente e ad altissimo richiamo. Premi e riconoscimenti per celebrare l’eccellenza del settore.
Grande spazio sarà dedicato alla valorizzazione dei protagonisti del settore. Dopo il tributo alle attività delle 10 ferramenta storiche d’Italia nella giornata di sabato, la domenica vedrà la consegna dei Premi SiFerr 2026. Tra i riconoscimenti: il Premio alla Carriera ad Alberto Casati, il Premio alla Comunicazione a Chiara Dell’Acqua (Saratoga), il premio Miglior Agente dell’Anno a Michele Paladino e il riconoscimento a Eurogross come Miglior Grossista dell’Anno. Questi momenti celebreranno non solo i risultati, ma visione, capacità di innovazione e crescita.
SiFerr conferma la sua natura inclusiva con un’offerta pensata anche per le famiglie. Durante entrambe le giornate saranno attive aree dedicate al tempo libero. Dall’area bimbi con attività creative, fino agli spazi dedicati al divertimento come poligono di tiro e area con calcetti balilla, tutto è pensato per alternare lavoro e svago in modo naturale.
Non mancheranno giochi, iniziative speciali e momenti di incontro come “Un caffè con iFerr Magazine”. SiFerr 2026 ha pensato a due giornate che lasceranno il segno, dove ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza unica. L’appuntamento è a Napoli, il 16 e 17 maggio 2026.
Sempre da lunedì 11 maggio, salvo maltempo, inizieranno i lavori di rifacimento della sede stradale in via Tripoli, nel tratto compreso tra largo Tirreno e piazza Santa Rita. Il cantiere procederà per fasi: prima sarà rimossa la vecchia pavimentazione, poi verrà steso il nuovo asfalto e rifatta la segnaletica orizzontale. L’obiettivo è completare l’intervento entro il 20 maggio, in vista della festa di via. Durante i lavori la carreggiata sarà parzialmente ridotta e potranno verificarsi rallentamenti.
Per consentire le operazioni in sicurezza saranno attivi divieti di sosta nelle aree interessate dal cantiere. Nelle ore serali sarà comunque possibile parcheggiare e, compatibilmente con l’avanzamento dei lavori, la sosta potrà essere consentita anche in alcune fasce della giornata. Non sono previste deviazioni delle linee del trasporto pubblico locale, anche se alcune fermate potranno essere temporaneamente spostate. Per agevolare la circolazione saranno presenti movieri per la gestione del traffico.
Mercoledì 13 maggio fino prenderanno invece il via i lavori in corso Moncalieri, dove nel tratto compreso tra il Ponte Isabella-viale San Vito e via Febo è prevista la realizzazione dell’ampliamento del marciapiede sul lato est, fino in prossimità dell’accesso al Parco Leopardi, oltre al rifacimento dell’asfalto.
Per tutta la durata del cantiere la carreggiata sarà ridotta da quattro a due corsie complessive, una per senso di marcia. È inoltre prevista la chiusura del marciapiede lato collina e sarà in vigore il divieto di sosta lungo la carreggiata.
I lavori in corso Moncalieri rientrano nel piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, che nei prossimi 18 mesi porterà all’apertura di oltre 140 cantieri in tutta la città grazie a un investimento complessivo di 32 milioni di euro sostenuto da Fondazione CRT.
Tutti gli interventi si inseriscono nel più ampio quadro dei cantieri attivi in città. Si invitano i cittadini a prestare attenzione alla segnaletica provvisoria e, quando possibile, a scegliere percorsi alternativi.
TorinoClick
Foto Lori Barozzino
Auto si ribalta: gravi donna e figlia di 12 anni
Dopo un incidente stradale una donna di 48 anni e la figlia di 12 anni sono state ricoverate in prognosi riservata all’ospedale Maggiore di Novara. La vettura guidata dalla donna si è ribaltata autonomamente sulla la tangenziale di Novara, in direzione di Vercelli. In auto anche altre due bambine, di dieci e otto anni, ma non sono in condizioni preoccupanti.
Fondazione AIEF in collaborazione con Fondazione Sviluppo e Crescita CRT. Fondazione AIEF inaugura la fattoria con i mini pony al Castello di Lucento e festeggia 5 anni di attività.
TORINO – Fondazione AIEF celebra il suo quinto anniversario con una grande festa al Castello di Lucento, luogo simbolo dell’azione rigenerativa che ha promosso in questi anni nelle periferie torinesi. Durante l’evento è stata inaugurata la nuova fattoria del Castello con i mini pony che ospiterà attività didattiche, educative e riabilitative rivolte in particolare a bambini e ragazzi con fragilità.
Ha, inoltre, preso il via l’edizione 2026 di AmMira Festival, il Festival rigenerativo promosso nelle periferie di Torino da Fondazione AIEF con il sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented di Fondazione CRT: dal 9 maggio al 7 agosto, il Festival propone oltre 50 appuntamenti tra incontri, laboratori, spettacoli e momenti di partecipazione, coinvolgendo oltre 30 enti e associazioni, scuole, cittadini e istituzioni. Una programmazione trasversale rivolta a pubblici diversi, ospitata tra il Castello di Lucento e il Centro AIEF Mirafiori, che conferma AmMira non solo come calendario culturale e aggregativo, ma come percorso continuativo di ascolto e co-progettazione, parte integrante del modello rigenerativo di comunità. Il Festival, infatti, attiva processi strutturati di partecipazione e raccolta dati qualitativi, grazie a questionari somministrati durante gli eventi e ai successivi processi di analisi e mappatura, utili a intercettare bisogni e desideri dei quartieri e a orientare interventi futuri di riqualificazione urbana, sviluppo di servizi e rigenerazione sociale. AmMira Festival Mirafiori è anche parte del programma “ESTATE A SUD 2026: TORINO, CHE SPETTACOLO, CHE BELLA ESTATE!” promosso dalla Città di Torino e dalla Fondazione per la Cultura.
“La fattoria del Castello è un nuovo spazio che amplia l’offerta progettuale di Fondazione AIEF, rafforzando il legame tra natura, cura, relazione e percorsi di autonomia. Nasce nell’ambito di AmMira, che è molto più di un Festival: è un processo che si rinnova e cresce ogni anno insieme ai quartieri, un’occasione concreta per costruire legami, raccogliere bisogni reali e trasformarli in azioni e servizi duraturi” dichiara Tommaso Varaldo, Presidente di Fondazione AIEF. “È questo il senso del modello AIEF: ascoltare, co-progettare e restituire valore al territorio attraverso percorsi condivisi”.
“Cinque anni celebrati al Castello di Lucento, luogo che è diventato un esempio virtuoso di socialità, inclusione e impegno per i giovani e le famiglie, dove si creano legami e comunità. Continuiamo a sostenere realtà come questa che ogni giorno costruiscono relazioni, reti e futuro” ha scritto sui social, commentando la sua partecipazione all’evento, il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
“Con il sostegno ad AIEF – sottolinea la Presidente Cristina Di Bari – la Fondazione Sviluppo e Crescita CRT riafferma il proprio impegno nel promuovere progetti di rigenerazione territoriale che siano motori di cambiamento. Il nostro obiettivo è intercettare i bisogni reali delle persone attraverso azioni a impatto che offrano risposte concrete a tutte le fasce della popolazione, dall’infanzia alla terza età, promuovendo una comunità sempre più coesa e collaborativa, mettendo al centro il legame tra le generazioni e la solidità del tessuto sociale.”
A conferma dell’impatto sociale del festival, nelle prime tre edizioni AmMira ha realizzato oltre 120 eventi, coinvolgendo 50 enti e circa 6.000 partecipanti. Da queste edizioni sono nati servizi strutturati e continuativi come il Centro Diurno Aggregativo AIEF, dedicato alla prevenzione dell’isolamento degli anziani e delle malattie neurodegenerative, e l’Orto didattico urbano e la fattoria del Castello di Lucento, esempi concreti di come il Festival rappresenti un motore di rigenerazione e non solo un evento temporaneo.
Il programma completo è disponibile su www.fondazioneaief.org. Per aggiornamenti e contenuti si possono seguire le pagine social @ammirafestival.
FONDAZIONE AIEF
Fondazione AIEF si dedica al sostegno di persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali attivando progetti sociali nelle periferie di Torino. Nelle sue sedi, il Centro AIEF di Mirafiori e il Castello di Lucento, si sviluppano attività educative e riabilitative dedicate alle fragilità di bambini e adolescenti, interventi di contrasto alle povertà e alla dispersione scolastica, progetti a supporto delle vulnerabilità degli anziani e percorsi di formazione lavorativa per persone con disabilità. Tra il 2022 e il 2025 i progetti AIEF hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari bisognosi. Una valutazione d’impatto, promossa dalla Fondazione nell’ambito di AmMira Festival 2025, per misurare in modo strutturato gli effetti generati dai progetti, ha stimato che, a fronte di 1,4 milioni di euro di donazioni raccolte e investite nelle attività, il valore economico generato per il territorio supera i 4 milioni di euro e il 79% dei beneficiari delle progettualità AIEF dichiara un miglioramento significativo della propria qualità della vita. Accanto ai progetti educativi e di inclusione sociale, c’è l’impegno di AIEF nella trasformazione di spazi abbandonati. Come realizzato per il Centro AIEF a Mirafiori e il Castello di Lucento, oggi Centri di Protagonismo Giovanile e punti di riferimento per il territorio, la Fondazione promuove interventi di riqualificazione urbana e rigenerazione sociale. Fondazione AIEF è un ente no profit nato nel 2021 per volontà di Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley che ne costituiscono il patrimonio. Sostiene il proprio operato con il contributo di imprese, fondazioni e benefattori attraverso donazioni, lasciti e il 5×1000.
In scena al teatro Carignano da martedì 12 maggio per la regia e interpretazione di Geppy Gleijeses
Martedì 12 maggio, alle ore 19.30, debutterà al teatro Carignano la pièce teatrale “Napoli nobilissima”, spettacolo composto di due atti unici di Raffaele Viviani, dal titolo “Don Giacinto” e “La musica dei ciechi”. La pièce vanta come regista Geppy Gleijeses, che sarà in scena con il figlio Lorenzo, Massimiliano Rossi, Chiara Baffi e undici attori-musicisti da poco diplomati al teatro Nazionale di Napoli. Lo spettacolo è prodotto da Dear Friends e dal Teatro di Napoli, Teatro Nazionale e resterà in scena fino a domenica 24 maggio.
Geppy Gleijeses dirige due atti unici di Raffaele Viviani, il “Don Giacinto”, composto nel 1923, e “La musica dei ciechi” del 1928, offrendo uno spaccato della Napoli popolare e autentica. Nel primo il vecchio Giacinto, uomo di onore e dignità, si trova a dover fronteggiare le miserie umane e l’ipocrisia; nel secondo un’orchestrina di ciechi, guidata da un guercio e assistita da un pietoso venditore di ostriche, racconta una Napoli dolente e verace. Le musiche sono originali di Viviani e si intrecciano a canti, danze e prosa, avvolgendo lo spettatore in un viaggio emozionante nel cuore del teatro partenopeo, restituendo la forza lirica dei bassifondi e immergendo il pubblico in una realtà cruda e poetica.
“Raffaele Viviani – spiega il regista e interprete Geppy Gleijeses – rappresenta il più grande autore teatrale napoletano che ha esplorato, tranne che nell’ultimo periodo della sua attività, la strada e i suoi eroi, miserabili, povera gente, i rifiuti della società ( così come Eduardo, mio Maestro, penetrò i gangli più profondi dell’animo umano). Ma di Viviani ancora non si è scoperta e esaminata del tutto la grandezza universale. Vicino a Bertold Brecht, per tematiche e analisi umana, ma culturalmente assai lontano non avendolo mai conosciuto o comunque preso come riferimento, Viviani, incredibilmente, pur non sapendo scrivere la musica, la fischiettava a un maestro, e pur non conoscendo le sonorità di Weil e di Eisler, risulta estremamente vicino a quella temperie musicale.
Ho già diretto “Don Giacinto” nel 2000 per il Festival di Benevento. Si tratta della storia agrodolce di un vecchietto dignitoso e nobilissimo, bersagliato dalla umanità dolente e variopinta che lo circonda. “La musica dei ciechi” è insieme a “Sik Sik, l’artefice magico”, il più bell’atto unico mai scritto da un autore napoletano, paragonato, se non addirittura superiore a “I ciechi “ di Maeterlinck. Narra la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi guidati da un guercio”.
Info teatro Carignano, piazza Carignano 6 Torino
Orari degli spettacoli martedì, giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16. Lunedì riposo.
Biglietteria teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino
Tel 0115169555
Email biglietteria@teatrostabiletorino.it
Mara Martellotta
Foto Tommaso Le Pera
PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani
Un antico podere, un’imprenditrice ante litteram e un uomo vulcanico


