La festa della donna in Consiglio regionale è stata festeggiata tra insulti, umiliazioni e dileggio nei riguardi delle Consigliere dei partiti di minoranza.
Durante le prime determinazioni della proposta di legge di modifica dello Statuto della Regione in settima commissione consiliare, il Presidente del gruppo di Fratelli d’Italia, Paolo Bongioanni, prima se ne è andato mentre la Presidente Frediani gli stava rivolgendo delle domande, poi ha apostrofato la presidente Disabato con le parole “Fatti furba”, fino a minacciare di querela la Vice Presidente Canalis.
Insomma, a Fratelli d’Italia sembra che gli interventi delle colleghe di sesso femminile creino fastidio e giustifichino maleducazione ed esternazioni ingiuriose.
Chissà cosa ne pensa la Presidente Meloni, che sostiene di aver promosso un modello di potere femminile.
A giudicare dalla seduta odierna questo modello non è stato interiorizzato dai rappresentanti del suo partito.
Monica Canalis
Sarah Disabato
Francesca Frediani
Silvana Accossato
“Nel ’77 creammo Fiaip Torino in contemporanea con la nascita della Federazione nazionale. Subito, il collegio provinciale fu presieduto da Antonietta De Stefanis Palazzo, ma l’anno dopo si trasferì in un’altra città e la presidenza del collegio passò a me. Un anno più tardi, insieme a dei colleghi, creammo anche il collegio regionale del Piemonte”, racconta Luisa Depanis (classe 1952), presidente Fiaip Torino dal ‘78 al ’90, una delle prime donne a diventare agente immobiliare a Torino e a sostenere l’esame di abilitazione professionale e di iscrizione al Ruolo.
Gianni Oliva ha scritto un ricordo così esaustivo sullo storico Valerio Castronovo che mi esime dallo scrivere di lui, ritrovandomi pienamente nell’articolo di Gianni. Mi limiterò a qualche ricordo personale. Con Valerio non ho avuto una consuetudine assidua di frequentazione, ma in parecchie occasioni c’è stata la concreta possibilità di un incontro molto proficuo. Era si’ uomo di sinistra, ma fu sempre socialista assolutamente non marxista. Per certi versi si poteva considerare un salveminiano che non aveva dimenticato il Salvemini anticomunista collaboratore con Pannunzio al “Mondo“ , un periodo spesso ignorato da alcuni che dovrebbero conoscerne la vita, ma in cui la faziosità filo gramsciana spesso prevale sempre. Valerio con la visione egemonica gramsciana non ebbe nulla da spartire. Era un uomo che amava il pluralismo e la libertà di pensiero. Ricordo che ci scambiammo una telefonata quando cadde il Muro di Berlino e mi colpì il suo entusiasmo. Anche sul fascismo non ripete’ mai le vulgate e collaboro’ anche con Renzo De Felice.