Ho partecipato volentieri all’inaugurazione in via della Consolata del giardino intitolato a Maria Magnani Noya, prima donna sindaco di Torino, parlamentare italiana ed europea del PSI, il partito a cui aderì dopo una militanza nel partito radicale di Pannunzio e di Villabruna, una eredità che Maria riconobbe nel Centro Pannunzio che frequento’ assiduamente. Era una donna inflessibile ed onesta, capace e generosa. Tornando in taxi dalla cerimonia, mi è capitato di imbattermi in un taxista che, intuendo da dove arrivassi, mi ha detto brutalmente che la Magnani Noya era stata una “ladrona”. Avrei voluto scendere dal taxi, ma poi ho scelto di spiegare al giustiziere forse grillino che, se dei ladri ci furono per lo stadio delle Alpi del ‘90, essi furono altri, non certo lei che, tra il resto, era un grande avvocato che non ebbe mai bisogno della politica per vivere agiatamente. Ho apprezzato tutti gli interventi anche di persone estranee, se non avversarie del socialismo riformista. Come sindaco Maria non riuscì a far ripartire la Metropolitana che le giunte rosse avevano bloccato in modo sciagurato. Troppi dissidi e personalismi dividevano la giunta da lei presieduta che pure portò conclusione il piano regolatore ed avviò opere importanti.
Ho partecipato volentieri all’inaugurazione in via della Consolata del giardino intitolato a Maria Magnani Noya, prima donna sindaco di Torino, parlamentare italiana ed europea del PSI, il partito a cui aderì dopo una militanza nel partito radicale di Pannunzio e di Villabruna, una eredità che Maria riconobbe nel Centro Pannunzio che frequento’ assiduamente. Era una donna inflessibile ed onesta, capace e generosa. Tornando in taxi dalla cerimonia, mi è capitato di imbattermi in un taxista che, intuendo da dove arrivassi, mi ha detto brutalmente che la Magnani Noya era stata una “ladrona”. Avrei voluto scendere dal taxi, ma poi ho scelto di spiegare al giustiziere forse grillino che, se dei ladri ci furono per lo stadio delle Alpi del ‘90, essi furono altri, non certo lei che, tra il resto, era un grande avvocato che non ebbe mai bisogno della politica per vivere agiatamente. Ho apprezzato tutti gli interventi anche di persone estranee, se non avversarie del socialismo riformista. Come sindaco Maria non riuscì a far ripartire la Metropolitana che le giunte rosse avevano bloccato in modo sciagurato. Troppi dissidi e personalismi dividevano la giunta da lei presieduta che pure portò conclusione il piano regolatore ed avviò opere importanti.

