ilTorinese

“Da Cavour alla repubblica”, Quaglieni e Oliva dialogano ad Alassio

DOMENICA 9 AGOSTO ORE 21,15

La presentazione del libro di Pier Franco Quaglieni

Domenica 9 agosto alle ore 21,15, nel giardino di piazza della Libertà, davanti al Comune di Alassio, gli storici Pier Franco Quaglieni e Gianni Oliva presenteranno il libro “Da Cavour alla Repubblica. I rapporti tra Stato e Chiesa, laicità e laicismo nella storia d’Italia”, edito da Pedrini. La prefazione è di Giordano Bruno Guerri e la copertina opera dell’artista Ugo Nespolo.

Quaglieni è uno storico riconosciuto a livello nazionale ed internazionale sui temi della laicità dello Stato, a cui ha dedicato decenni di ricerca.

La serata si concluderà con una lettura antologica da parte di Milli Conte di testi tratti dal libro, opera di Cavour, Jemolo, Ruffini, Giolitti, Croce, Mussolini, per giungere al Concordato del 1929, all’articolo 7 della Costituzione Repubblicana e al nuovo Concordato del 1984. Le letture offriranno la possibilità di costruire un percorso storico della storia italiana di oltre 150 anni. Una particolare attenzione sarà dedicata alla distinzione di Norberto Bobbio tra laicità e laicismo, anche se si parlerà pure di Marco Pannella e delle battaglie anticlericali che portarono alla legge sul divorzio. Sono previsti i saluti istituzionali delle autorità.

La presentazione è promossa dalla Città di Alassio, dalla Biblioteca civica “Deaglio” e dalla sezione ligure del Centro Pannunzio intitolata

Gianni Oliva

Dal Politecnico di Torino arriva il motore elettrico del futuro

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Il progetto IONX conquista il BAITE Award 2026

Un’innovazione nata nei laboratori del Politecnico di Torino conquista il primo premio del BAITE Award 2026, il contest internazionale dedicato ai giovani ricercatori e ai progetti capaci di trasformare la ricerca scientifica in soluzioni concrete per industria e società.

A vincere la quinta edizione della competizione è stato IONX Project – Global Flux Motor, sviluppato dai ricercatori Ettore Bianco e Fabio Mandrile del Politecnico di Torino. Il riconoscimento è stato assegnato nell’ambito di NanoValbruna 2026, il forum internazionale dedicato alla rigenerazione e all’innovazione che si è svolto a Valbruna, in Friuli Venezia Giulia.

Il progetto si propone di cambiare il paradigma della mobilità elettrica attraverso un nuovo tipo di motore ad alte prestazioni, progettato per aumentare densità di coppia, potenza ed efficienza rispetto alle tecnologie tradizionali. Il Global Flux Motor integra soluzioni avanzate di raffreddamento e un sistema di frenata magnetica, con l’obiettivo di ridurre dispersioni energetiche, surriscaldamento e produzione di particolato derivante dalla frenata.

Le applicazioni individuate riguardano soprattutto settori ad alta tecnologia come hypercar, motorsport elettrico ed eVTOL, ovvero i veicoli elettrici a decollo e atterraggio verticale destinati anche alla mobilità aerea del futuro.

«Ricevere questo riconoscimento per il nostro GlobalFlux Motor rappresenta un’enorme soddisfazione e una conferma del percorso intrapreso – hanno commentato Bianco e Mandrile –. È il riconoscimento del valore di una tecnologia che punta a ridefinire il concetto di motore elettrico, offrendo la massima densità di potenza in un’architettura estremamente compatta».

Il premio, del valore di 2 mila euro, sarà destinato alle prossime fasi di sviluppo del progetto, a partire dalla realizzazione e dalla validazione del primo prototipo ad alte prestazioni. Il team sta inoltre lavorando all’integrazione della tecnologia su un primo veicolo dimostrativo insieme a un possibile partner industriale e ha avviato interlocuzioni con investitori interessati alla crescita del progetto.

«La vittoria del BAITE Award rappresenta un’importante accelerazione – spiegano i due ricercatori – perché ci permette di trasformare un’innovazione nata in ambito accademico in una tecnologia capace di generare un impatto concreto sul mercato e sulla società».

Il podio del BAITE Award

Al secondo posto si è classificato Chelatech, progetto dell’Università di Catania sviluppato da Vincenzo Patamia ed Erika Saccullo. La ricerca propone un nuovo metodo per realizzare materiali antibatterici attraverso il sequestro dei nutrienti necessari alla crescita dei batteri, evitando l’utilizzo di sostanze biocide potenzialmente dannose. La tecnologia è pensata inizialmente per il settore della carta e del packaging medicale.

Il terzo gradino del podio è andato invece a EXTRA-CELL – EXTRAction of CELLulose from biomass, progetto dell’Università degli Studi di Milano sviluppato da Daniele Carullo, Tommaso Bellesia e Stefano Farris. L’obiettivo è ricavare cellulosa ad alto valore aggiunto da biomasse residuali provenienti dai settori agroalimentare e forestale, promuovendo un modello di economia circolare alternativo alle fonti tradizionali.

Dodici progetti da nove atenei italiani

L’edizione 2026 del BAITE Award è stata dedicata esclusivamente a progetti provenienti dal mondo universitario, con l’obiettivo di rafforzare il collegamento tra ricerca e impresa e favorire il trasferimento tecnologico.

Sono stati dodici i progetti finalisti, presentati da nove università e istituzioni scientifiche italiane: oltre al Politecnico di Torino e agli atenei di Catania e Milano, hanno partecipato anche Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Urbino Carlo Bo, Università di Pavia, Università di Pisa, Istituto Italiano di Tecnologia e Università di Cassino e del Lazio Meridionale.

Le proposte hanno spaziato dai biomateriali alle bioplastiche, dalla valorizzazione degli scarti agroalimentari alle tecnologie per la cattura della CO₂, passando per energia rinnovabile, mobilità sostenibile, medicina personalizzata, elettronica green e nuovi sistemi di diagnostica industriale.

Il BAITE Award si conferma così come un punto d’incontro tra ricerca e mercato, con l’obiettivo di accompagnare le idee più promettenti dai laboratori universitari verso applicazioni industriali in grado di contribuire alla sostenibilità e alla competitività del sistema produttivo.

Via Roma ritrova la sua luce: termina il restauro dei lampioni storici

 

Insieme a via Roma, sono pronti a tornare a splendere anche gli storici lampioni “Piacentini”. È alle battute finali il restauro conservativo degli 88 apparecchi di illuminazione che caratterizzano il tratto compreso tra piazza CLN e piazza Carlo Felice, un intervento che unisce tutela del patrimonio storico, innovazione tecnologica e sostenibilità.

I lavori, realizzati da Iren Smart Solutions, si concluderanno all’inizio di settembre e accompagnano il percorso di riqualificazione di via Roma, che renderà ancora più bello e accogliente uno dei luoghi più rappresentativi della città, patrimonio di tutti i torinesi.

I caratteristici lampioni “Piacentini”, risalenti agli anni Trenta del Novecento, sono sottoposti a un restauro estetico e funzionale che prevede il recupero delle strutture metalliche e la sostituzione delle componenti deteriorate, nel pieno rispetto delle loro caratteristiche storiche e architettoniche.

L’intervento consentirà inoltre di migliorare le prestazioni energetiche e la sicurezza degli impianti grazie all’installazione di nuove sorgenti luminose a LED ad alta efficienza, capaci di ridurre i consumi e garantire una migliore qualità dell’illuminazione.

Il progetto, sviluppato in collaborazione con la Città di Torino e approvato dalla Soprintendenza, prevede un investimento complessivo di circa 170 mila euro.

Un intervento che contribuisce a preservare l’identità storica e architettonica del centro cittadino, valorizzando uno degli elementi più riconoscibili di via Roma e rendendo gli spazi pubblici ancora più sicuri, efficienti e accoglienti per cittadini e visitatori.

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Ryo Kato, l’artista nipponico tutto da scoprire

La mostra nel prossimo marzo 2027

È un artista di origini giapponesi Ryo Kato, ha quasi cinquant’anni e una faccia di ragazzo. È nato a Nimi, nella prefettura di Okayama, all’interno dell’isola di Honshū, una città che inneggia alla natura e ospita uno dei tre più famosi giardini del Giappone, di antica data, un ampio luogo verde che utilizza una tecnica paesaggista il cui nome è “shakkei”, traducibile come “paesaggio in prestito”, ovvero l’inserimento di elementi esterni al giardino in modo tale da dare la sembianza di farne parte, come le lontane montagne incastonate tra gli alberi, come gli edifici e le colline chiamati a fare intimamente da sfondo. Questo il mondo della sua infanzia, l’introduzione a una filosofia di vita, per pochi anni coltivata. Ma non ancora ventenne ha saggiato l’aria artistica di Parigi per nove mesi e l’esperienza non lo ha soddisfatto, costringendolo a raggiungere Berlino dove oggi vive, con la famiglia, e opera. Felicemente. Tra il 2001 e il 2005 ha frequentato i corsi di Wolfgang Petrick, poi, l’anno successivo, in qualità di “master scholar”, alla Berlin Academy of Arts ha seguito gli insegnamenti di Daniel Richter, proponendo mostre in varie occasioni tedesche e avviandosi verso vari premi. Non ha mai esposto in Italia. “Con una certa emozione” lo farà conoscere Riccardo Dellaferrera nel marzo prossimo negli spazi della Swann Art Gallery, a Torino: lo ha presentato alcuni giorni fa, in una sala che si è riempita a poco a poco, un piccolo assaggio delle sue opere, interessata e curiosa nell’affrontare una pittura nuova, forse espressa con una crudele asprezza, che cerca di collegare due culture, l’europea e la nipponica, che trascina con sé testa e pancia, che certo s’inserisce a buon diritto nell’identità di una galleria che in un solo anno di vita s’è fatta carico – brillantemente e con estrema serietà e con invidiabili corollari alle proprie mostre – della scoperta di nuovi talenti, dell’interesse di un pubblico sempre più numeroso e partecipe, della conoscenza di indirizzi ad ogni occasione diversi e stimolanti.

Sarà nei mesi prossimi Massimo Scaringella, con la propria curatela, a delineare il rapporto tra uomo e natura, a imprimere negli scritti e nelle parole la veemente, rabbiosa denuncia dell’artista “verso questo precipizio su cui continuiamo ad affacciarci”, di quella distruzione che stiamo vivendo, a esplorare i movimenti d’onde trasmesse tra astratto e figurativo, a configurare appieno quel mondo “naturale”, aspro intricato nodoso quanto vilipeso e ferito, che Ryo Kato ha fatto suo, “storie attraverso un linguaggio visivo audace e d’impatto immediato”, tra tratti nervosi e sguardi drammatici e piena consapevolezza, che vogliono esprimere idee corpose intorno alle questioni sociali e ambientali di oggi.

Una famiglia che amava l’arte, quella di Ryo Kato. La nonna dipingeva e il padre era un apprezzato ceramista, impossibile che l’artista sin da ragazzo non avvertisse quell’atmosfera di segni e di colori, non amasse il disegno e la pittura. All’età di otto anni, contro la propria inclinazione, per la sola volontà paterna, si trasferì a Tokyo per iniziare la formazione con un maestro di Go – un antichissimo gioco da tavolo, che necessita di logica e intuizione, considerato un’opera d’arte volta, con l’utilizzo di pietre bianche e nere, alla costruzione di intelligenti configurazioni spaziali, in un attento sguardo alla situazione generale come alle singole aree particolari, nella piena capacità di prevedere e pianificare -, in vista di una carriera professionale come giocatore. Un ambiente urbano e un mondo frenetico ben lontani da un’indole del tutto legata alla natura e alle sue emozioni.

Ma la carriera che l’artista andava cercando e il suo mondo erano altri, “il mio mondo era la pittura, era la sera poter guardare, una volta a letto, sotto le coperte, le immagini di un catalogo di Monet e dell’impressionismo. Solo in seguito avrei finalmente trovato il coraggio di parlare con mio padre, parecchio tempo dopo, avrei parlato delle mie vere aspirazioni, dell’educazione dei figli e della loro libertà, solo allora avrei cominciato a vivere veramente la mia vita.” Non soltanto quel personale sradicamento dal proprio mondo naturale creò un vero shock per Ryo Kato, anche un tratto di foresta che ammirava ogni giorno andando a scuola venne improvvisamente abbattuto: anche da questo episodio nacque il suo impegno contro lo sfruttamento della natura. Oggi, nella casa/studio che ha acquistato, torna spesso a quel dolore quasi fisico, seduto sul divano con una tazza di caffè in mano mentre comincia a schizzare su di un foglio, mentre inizia a prevedere, come accade per il Go, quale sarà la visione globale sulla tela che avrà forma: e allora nascono, tra i colori forti e dilaganti, tra i tratti sghembi e zigzaganti che guardano all’espressionismo, tra il movimento incessante e il silenzioso frastuono, mentre le immagini si fondono l’una nell’altra, gli squarci delle bombe, le crisi economiche e ambientali, gli animali che fuggono o cercano rifugio, gli scarponi dei militari che avanzano tra brandelli di alberi, fuochi che divampano e variopinti pappagalli che tentano di alzarsi in volo, grandi camion a scaricare liquami e immondizia, mostri umani che si sovrappongono agli animali, i rapporti sconnessi e i traumi legati alle bombe, gli eccidi e i fuochi e le belve che si fanno inaspettatamente vittime. In una poetica – sottolinea Scaringella da remoto – che non potrà non emozionare chi visiterà la mostra futura. La visione di cento intuizioni, ognuna ripensata e razionalizzata. Un pensiero, una filosofia, il deciso rifiuto di un manager, l’acquisizione di un livello internazionale costruito tutto da solo, un agguerrito ottimismo nella consapevolezza che ad ogni aspetto negativo succederà sempre qualcosa di positivo a rimettere ogni cosa al suo posto, un successo inseguito che lo sta spingendo sempre più oltre i confini della patria di elezione. Un puzzle a comporre la personalità di Ryo Kato. Tutto da scoprire, in cui perdersi, da abbracciare o da ripensare. Ne parleremo ancora al suo arrivo a Torino, nella primavera prossima.

Elio Rabbione

Nelle immagini alcune opere di Ryo Kato: “Cappuccetto Rosso in viaggio”, “Il potere della natura” e “Estinzione di massa”.

Vino piemontese e clima: le richieste dal confronto in Regione

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Il clima è  diventato uno dei principali fattori di incertezza per il comparto vitivinicolo piemontese, non condizionando soltanto quantità e qualità delle uve raccolte, ma interessando l’intero ciclo produttivo.
L’estate 2026 restituisce con chiarezza la portata del problema con temperature elevate e una situazione idrica particolarmente critica.
Per le imprese vitivinicole significa dover affrontare una crescente variabilità produttiva. Il caldo accelera le fasi vegetative, la scarsità d’acqua aumenta lo stress delle piante, mentre grandinate e temporali intensi possono colpire aree circoscritte provocando, in poche ore, danni molto rilevanti. In alcune delle aree colpite dalle grandinate, i danni hanno compromesso oltre l’80% del raccolto.
La vendemmia anticipata rappresenta uno dei segnali più immediati di questa trasformazione; in alcune aree del Piemonte meridionale è già iniziata con circa dieci giorni di anticipo rispetto alle medie storiche, a partire dal Pinot Nero destinato all’Alta Langa e dalle varietà bianche più precoci.
Il quadro qualitativo restituito dalle prime osservazioni è sicuramente positivo, con uve sane e senza particolari criticità fitosanitarie. In diversi vigneti i grappoli risultano, tuttavia, meno idratati, più piccoli e leggeri. Se il caldo e la scarsità di precipitazioni dovessero proseguire, potrebbero verificarsi riduzioni delle rese, sebbene una valutazione attendibile potrà essere effettuata soltanto con l’avanzare della raccolta.
Cambiano di conseguenza in questo scenario le tecniche agronomiche, i tempi di intervento, l’organizzazione della manodopera e le scelte che le cantine devono compiere per programmare conferimenti e trasformazione.
La gestione della chioma, la cura del suolo e gli inerbimenti stanno mostrando un ruolo importante nel proteggere i grappoli  dall’eccessivo irraggiamento, preservando la struttura dei terreni e limitando la perdita di umidità.
Si tratta, tuttavia, di pratiche che richiedono competenze e investimenti continui, che non possono essere lasciati interamente a carico delle singole aziende.
Questa situazione è stata illustrata da Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte di fronte alle istituzioni. Il 28 luglio scorso il segretario regionale della federazione Domenico Sorasio ha partecipato a un incontro con l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, insieme alla cooperativa associata Produttori in Clavesana, altre imprese agricole e rappresentanti dei Comuni del Cuneese.
“L’incontro del 28 luglio ci ha permesso di portare in Regione la voce diretta delle Cooperative, delle aziende e dei territori che stanno già affrontando gli effetti del cambiamento climatico  – ha dichiarato il segretario di Confcooperative Agroalimentare e Pesca Piemonte, Domenico Sorasio – Le prime indicazioni sulla qualità delle uve sono positive, ma la questione va ben oltre questa vendemmia. Le imprese hanno bisogno di condizioni che consentano loro di programmare, investire e produrre reddito”.

Mara Martellotta

Agriturismi, estate top in Piemonte

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Agosto traina la stagione, settembre molto promettente

Morandi (Agriturist Piemonte): “Il turismo rurale continua a crescere. Premiata un’offerta che unisce ospitalità, enogastronomia, natura e autenticità”. Allasia: “La sicurezza degli ospiti è la priorità assoluta”

 

Luglio ha confermato la forte attrattività delle vacanze in campagna, agosto si presenta con ottime prospettive e settembre, con l’arrivo dell’autunno, lascia intravedere un intenso prolungamento della stagione turistica. È un’estate positiva anche per gli agriturismi piemontesi, sostenuti da una domanda che continua a premiare la qualità dell’accoglienza rurale, la varietà delle esperienze proposte e la valorizzazione delle produzioni agroalimentari del territorio.
Secondo le rilevazioni di Agriturist il Piemonte si conferma tra le regioni italiane meglio posizionate nel turismo rurale. La regione conta oggi oltre 1.450 aziende agrituristiche autorizzate, pari a circa il 5,5% del totale nazionale, con una presenza particolarmente significativa nelle province di Cuneo, Torino, Alessandria e Asti e con una rete capillare che interessa l’intero territorio regionale, dalle Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio UNESCO alle colline del Canavese, dalle vallate alpine ai laghi, fino alle risaie del Novarese e del Vercellese.
“Le prenotazioni registrate finora – dichiara Lorenzo Morandi, presidente di Agriturist Piemonte – confermano la solidità dell’offerta agrituristica piemontese. Cresce la richiesta di soggiorni che consentano di vivere esperienze autentiche, immerse nella natura, a contatto con le aziende agricole e con le produzioni tipiche. Il nostro territorio può offrire tutto questo grazie a un patrimonio di imprese che negli ultimi anni ha investito nella qualità dell’accoglienza e nella diversificazione dei servizi”.
Le preferenze dei visitatori si orientano sempre più verso soggiorni che affiancano all’ospitalità visite in cantina con degustazioni, escursioni, trekking, cicloturismo, attività per le famiglie e scoperta delle produzioni tipiche. A influire sulle scelte contribuisce anche il caldo di questa estate, che favorisce le destinazioni collinari e montane e una maggiore distribuzione dei flussi turistici anche nei mesi di settembre e ottobre, soprattutto nelle aree vocate alla viticoltura.
Gli agriturismi rappresentano oggi uno dei principali punti di incontro tra agricoltura, turismo e valorizzazione del paesaggio. Un modello di multifunzionalità che contribuisce a sostenere il reddito delle aziende agricole, promuovere le produzioni di qualità e rendere sempre più attrattivi i territori rurali piemontesi per il turismo italiano e internazionale.
Agriturist segue inoltre con attenzione l’applicazione delle nuove disposizioni in materia di sicurezza delle piscine, tema particolarmente rilevante per le numerose aziende che offrono questo servizio. “La sicurezza degli ospiti è una priorità assoluta – conclude il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia – ma chiediamo che gli adeguamenti previsti possano essere realizzati con tempi compatibili con l’attività delle imprese, evitando di gravare sulle aziende proprio durante il periodo di massima operatività della stagione turistica”.

È in pericolo il Santuario sulla vetta del Thabor, tra due Stati

E’ l’antica cappella collocata a 3178 metri sulla vetta del Monte Thabor. Si trova in territorio francese, nel Comune di Névache, ma appartiene al Comune di Bardonecchia. Dedicata alla Vergine Addolorata, la chiesetta vanta da secoli un forte legame storico e religioso con Bardonecchia e la Valle Stretta, quasi un luogo del cuore per i parrocchiani di Bardonecchia e di Melezet. Ma oggi è in pericolo, vittima anch’essa del riscaldamento climatico. Eretta su uno strato di permafrost sta scivolando e rischia di crollare. Il terreno gelato si scioglie per le alte temperature. È oggetto di numerosi restauri ma ora non bastano più e l’accesso è vietato per motivi di sicurezza. La cappella è infatti diventata una sorta di bivacco per escursionisti e alpinisti ma la zona adesso non è più sicura per le persone. Quindi è stata presa una decisione storica. La cappella in vetta verrà smontata e trasferita a causa dello scioglimento del permafrost che provoca lo spostamento delle fondamenta. Verrà ricostruita poco più in alto su un’area stabile usando, per quanto possibile, i vecchi materiali della chiesa. L’origine della costruzione della cappella non è ben chiara. Unica certezza è che nel 1600 era già presente, ma si parla anche del ‘400, e quindi da centinaia di anni è meta di pellegrinaggi. Escursionisti, soldati e pellegrini hanno lasciato piccoli ex voto, fotografie e targhe in segno di ringraziamento per essere tornati sani e salvi dalla montagna. È anche chiamata la “Terra Santa delle Alpi”, secondo la tradizione infatti, un pellegrino di ritorno dalla Terra Santa vide una somiglianza tra questa montagna e il Monte Thabor, il monte della Trasfigurazione di Gesù, in Galilea, e le diede quel nome. Dopo la II Guerra Mondiale il Monte Thabor passò alla Francia ma la cappella è rimasta cara nella tradizione religiosa degli abitanti della valle. Dal 1860, ogni 16 luglio, si tiene una messa in quota in seguito a un voto fatto dagli abitanti di Melezet per sconfiggere un’epidemia di tifo. La Festa della Cappella si tiene invece il 24 agosto. Nel tempo si sono diffusi vari racconti popolari. Uno di questi racconta che la montagna sia un luogo “protetto” dalla Madonna e che i pellegrini che salgono con fede trovino sempre la forza di raggiungere la vetta, anche con il maltempo. Per la ricostruzione della cappella del Monte Thabor occorre molto denaro ed è necessario allestire un grande cantiere lassù, a oltre 3000 metri. Presso la parrocchia di Bardonecchia c’è un punto di raccolta fondi. Don Franco si appella alla generosità di tutti perché ogni gesto conta per ridare vita al piccolo santuario.        Filippo Re 

“Onorare gli italiani caduti sul lavoro in ogni parte del mondo”

Nicco nel 70° della sciagura mineraria di Marcinelle

“Nel settantesimo anniversario della sciagura mineraria di Marcinelle, in Belgio, dove 262 lavoratori, di cui 136 immigrati italiani, persero la vita, è quanto mai doveroso onorare e ricordare tutti gli italiani caduti sul lavoro in ogni parte del mondo”. Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco alla vigilia della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo, che si celebra l’8 agosto.

“Una Giornata – spiega – in cui rivolgere un pensiero commosso e riconoscente a tutti gli italiani che, nel corso della nostra storia, hanno lasciato la propria terra nella speranza di un lavoro e di un futuro migliore per sé e per le proprie famiglie contribuendo con impegno e fatica allo sviluppo dei Paesi che li hanno accolti in luoghi di lavoro non di rado precari e pericolosi”.

“Il lavoro rappresenta uno strumento di dignità, crescita personale, libertà e progresso – aggiunge – ma per migliaia di famiglie italiane si è rivelato causa di sofferenza, sacrificio e lutto. Ricordarle vuol dire riconoscerne il valore e onorarne il sacrificio”.

“Accanto al ricordo – conclude Nicco – questa Giornata richiama anche istituzioni, imprese organizzazioni sociali e gli stessi lavoratori a una responsabilità concreta per la promozione di una cultura che tuteli la salute e la sicurezza di chi lavora, nella convinzione che non c’è risultato economico, esigenza produttiva o competitività che possa essere posta al di sopra della vita umana”.

Ufficio Stampa CRP

Torino, si pensa già a Natale e Capodanno. Tra le novità, il boschetto natalizio in via Roma

 

Anche quest’anno appuntamenti, allestimenti e iniziative culturali, artistiche e di intrattenimento accompagneranno torinesi e visitatori durante le festività natalizie e di fine anno. La Giunta comunale ha approvato le linee di indirizzo per l’organizzazione delle iniziative di Natale e Capodanno 2026-2027, su proposta dell’assessore ai Grandi Eventi e Turismo Domenico Carretta, di concerto con l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e con l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino.

Tornano il Calendario dell’Avvento, il Presepe di Luzzati, il Villaggio di Natale in piazza Solferino e l’albero nel cortile di Palazzo Civico. Confermati anche i due concerti che accompagneranno il passaggio al nuovo anno: quello del 31 dicembre all’Inalpi Arena e quello del primo gennaio al Teatro Regio. Tra le novità dell’edizione 2026, il Boschetto di Natale sarà allestito lungo l’asse della rinnovata via Roma, con il suo fulcro in piazza San Carlo.

“Con questa delibera avviamo il lavoro che consentirà di offrire alla città e ai visitatori un calendario coordinato, riconoscibile e diffuso di eventi per le festività natalizie – dichiara l’assessore ai Grandi Eventi e al Turismo Domenico Carretta –. Con la novità del Boschetto di Natale in via Roma, le feste diventano anche un’occasione per vivere il nuovo centro di Torino, valorizzando spazi che saranno sempre più attraversati da cittadine, cittadini e turisti”.

La principale novità dell’edizione 2026 riguarda il Boschetto di Natale, che sarà allestito lungo via Roma, tra piazza Castello e piazza Carlo Felice, trovando in piazza San Carlo il cuore dell’installazione. La scelta permetterà di valorizzare uno degli assi più riconoscibili del centro cittadino e di accompagnare la nuova fase di fruizione dello spazio pubblico legata alla pedonalizzazione di via Roma.

L’Assessorato alla Cultura curerà l’allestimento del Presepe di Emanuele Luzzati e del Calendario dell’Avvento, oltre a un calendario di appuntamenti diffusi che valorizzerà le attività e i servizi delle Biblioteche civiche, del Centro Interculturale e del Centro Civico di Formazione Musicale.

“Il programma natalizio sarà anche un’occasione per valorizzare il patrimonio culturale della città e renderlo parte della vita quotidiana delle festività – dichiara l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia –. Il Presepe di Emanuele Luzzati, il Calendario dell’Avvento e le attività delle Biblioteche civiche, del Centro Interculturale e del Centro Civico di Formazione Musicale contribuiranno a costruire un’offerta culturale diffusa, capace di parlare a pubblici diversi e di raggiungere più luoghi della città”.

In piazza Solferino, a cura dell’Assessorato al Commercio, saranno allestiti il Villaggio di Natale e la pista di pattinaggio su ghiaccio, arricchiti dai mercatini di Natale, attività culturali e di intrattenimento e iniziative di solidarietà. L’Assessorato al Commercio realizzerà inoltre la collocazione di alberi di Natale illuminati e luci natalizie nelle Circoscrizioni, per una festa diffusa in tutto il territorio cittadino.

“Il Villaggio di Natale in piazza Solferino e le iniziative diffuse nelle Circoscrizioni contribuiranno a rendere la città più viva e accogliente durante le festività – dichiara l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino –. Mercatini, pista di pattinaggio, luci e alberi di Natale non sono soltanto elementi decorativi, ma occasioni per sostenere la vitalità dello spazio pubblico, accompagnare il commercio di prossimità e offrire a cittadine, cittadini e visitatori luoghi di incontro e partecipazione”.

A cura del Gabinetto del Sindaco saranno invece l’allestimento dell’albero di Natale a Palazzo Civico, che ogni anno apre le sue porte ai cittadini in occasione delle feste, e delle decorazioni dell’ingresso della sede comunale di via Corte d’Appello 16.

Due appuntamenti musicali accompagneranno torinesi e visitatori verso il nuovo anno: uno spettacolo di musica dal vivo la sera del 31 dicembre all’Inalpi Arena e un concerto di musica classica e lirica nel pomeriggio del primo gennaio al Teatro Regio. I due eventi saranno organizzati dagli assessorati ai Grandi eventi e alla Cultura, in collaborazione con la Fondazione per la Cultura Torino.

TorinoClick

Ferragosto alla Gam, Mao e Palazzo Madama

Sabato 15 agosto ingresso ridotto per le collezioni  e le mostre

 

 

La Fondazione Torino Musei invita i turisti e chi resta in città a trascorrere la giornata di Ferragosto nelle sale di GAM, MAO e Palazzo Madama.

Sabato 15 agosto 2026 nei tre musei della Fondazione sarà possibile visitare con biglietto ridotto le collezioni permanenti e le mostre.

I Musei offrono per la giornata anche un ricco calendario di visite guidate a cura di CoopCulture.

Resta valida la gratuità per i titolari di Abbonamento Musei, per i possessori della Torino + Piemonte Card e per gli aventi diritto, secondo regolamento.

I tre musei saranno aperti con orario continuato dalle 10:00 alle 18:00.

Le biglietterie chiudono alle 17:00.

 

Cosa si può visitare:

 

Alla GAM oltre alle collezioni permanenti e al Deposito vivente sono visitabili le mostre UN ALTRO NOVECENTO. Opere su carta dalle Collezioni GAM, VINCENZO AGNETTI. Oggi è un secolo, e le mostre delle collezioni: LISETTA CARMI. Erotismo e autoritarismo a Staglieno e Omaggio a GIORGIO GRIFFA, oltre a PESCE KHETE, l’”intruso” della Quarta Risonanza.

Al MAO i visitatori possono visitare le gallerie delle collezioni permanenti e la mostra PAESAGGI DA SOGNO / DREAMSCAPES Le 53 stazioni della Tōkaidō.

Palazzo Madama in aggiunta alle collezioni sono visitabili le mostre MonumenTO. Torino Capitale. La forma della memoria, GIARDINI. L’arte di vivere la natura nel Settecento BIANCO AL FEMMINILE.

LE VISITE GUIDATE DI FERRAGOSTO

A cura di COOPCULTURE

Prenotazione consigliata, disponibilità fino ad esaurimento posti.

Info e prenotazioni: t. 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

GAM

 

Sabato 15 agosto ore 11:00

ALLA SCOPERTA DELLA GAM. VISITA GUIDATA ALLE COLLEZIONI

GAM – visita guidata

Un percorso per esplorare le collezioni permanenti attraverso il nuovo allestimento pensato per far dialogare le opere, tra loro e con il pubblico. Il termine risonanza suggerisce un’idea di eco, di vibrazione: ogni opera, ogni sala, ogni dettaglio entra in relazione con gli altri, creando connessioni inattese tra epoche diverse, stili e linguaggi. Il percorso non segue un ordine cronologico, ma si sviluppa per temi e suggestioni, offrendo uno sguardo trasversale sull’arte degli ultimi due secoli. Un incontro con opere che parlano di corpo e movimento, di luce e materia, di geometrie e astrazioni, ma anche di emozioni, memoria, natura e spiritualità. L’arte si presenta come uno strumento per osservare il mondo da nuove prospettive, per interrogarsi su ciò che ci circonda e su ciò che ci abita dentro. La visita è pensata per coinvolgere tutti, offrendo chiavi di lettura semplici ma profonde, e stimolando la curiosità e il dialogo.

Costo: 10 € a persona+ biglietto di ingresso ridotto alle collezioni (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).

La visita è acquistabile solo  online fino a esaurimento posti disponibili.

Sabato 15 agosto ore 16:00

VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA “UN ALTRO NOVECENTO”

GAM – visita guidata

La GAM di Torino invita a entrare nel cuore segreto delle sue collezioni con Un altro Novecento, una mostra che svela un patrimonio sorprendente di opere su carta: disegni, acquerelli e studi in cui l’idea prende forma nel suo momento più puro.
Il percorso riunisce maestri come Casorati, De Pisis, Morandi, Guttuso, Fontana e Melotti, accanto a capolavori iconici come lo studio per La città che sale di Boccioni e le Compenetrazioni iridescenti di Balla. Lo sguardo si apre anche oltre i confini italiani, con presenze del gruppo Cobra e della Pop Art internazionale, e con opere restaurate di recente, tra cui la straordinaria Visual Autobiography di Rauschenberg.

A chiudere la visita, l’installazione Propagazione di Giuseppe Penone, un’esperienza immersiva che trasforma un semplice gesto in un’onda di energia. Una mostra che invita a riscoprire il Novecento attraverso la forza viva del segno e la poesia del processo creativo.

Costo: 10 € a persona + biglietto di ingresso alla mostra (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).
La visita è acquistabile solo  online fino a esaurimento posti disponibili.

MAO

Sabato 15 agosto ore 11:30

IL GIAPPONE TRA IMMAGINAZIONE E REALTÀ

MAO – visita guidata

In occasione del progetto allestitivo che presenta la celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, il percorso guidato propone un approfondimento sulla collezione di arte giapponese del MAO. La selezione di 36 stampe è accompagnata dall’esposizione di una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e dell’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, testimonianze della cultura del viaggio nel Giappone tra XVIII e XIX secolo. Il riallestimento comprende inoltre una rotazione conservativa di grandi coppie di paraventi dipinti, recentemente restaurati, che illustrano vedute della capitale e la rievocazione di episodi cruciali della guerra tra i clan Minamoto e Taira nel XII secolo.
L’esperienza trasporta il pubblico attraverso luoghi celebri e memorie storiche del Giappone, radicati nell’immaginario collettivo, grazie al linguaggio visivo e all’interpretazione narrativa che ne diedero abili artisti, a favore da un lato di una ristretta élite e, dall’altro, della vivace nuova cultura urbana di Edo, l’odierna Tōkyō.
Costo: € 7 a persona + biglietto di ingresso ridotto alle collezioni (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).

La visita è acquistabile solo online fino a esaurimento posti disponibili.

Sabato 15 agosto ore 16

SCOPRIRE IL MAO

MAO – visita guidata

L’itinerario è costruito con l’intento di proporre uno sguardo inusuale sulle produzioni artistiche dei paesi asiatici rappresentati al MAO, restituendo l’immagine di realtà in movimento e di confini permeabili, in cui le collezioni dialogano con linguaggi contemporanei e nuove prospettive.  Il percorso si concentra su alcune tra le opere più suggestive e comunicative delle collezioni permanenti, offrendo da un lato una visione d’insieme come primo approccio ai diversi climi culturali e dall’altro una restituzione delle peculiarità dei singoli contesti. Ne emerge una narrazione del patrimonio come spazio di confronto e costruzione condivisa di significato, in cui il pubblico è invitato a partecipare attivamente al processo interpretativo.
Costo: € 10 a persona + biglietto di ingresso ridotto alle collezioni (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).

La visita è acquistabile solo online fino a esaurimento posti disponibili.

 

PALAZZO MADAMA

 

Sabato 15 agosto ore 11

MONUMENTO: MONUMENTI A PALAZZO

Palazzo Madama – visita guidata

Un percorso guidato tra le sale di Palazzo Madama che intreccia la solennità dei monumenti storici con il racconto fotografico di Giorgio Boschetti, rivelando la genesi dei simboli cittadini tra bozzetti inediti e scatti contemporanei. Dalla celebrazione dell’Unità d’Italia al progresso del Frejus, la visita analizza come il marmo e il bronzo abbiano scolpito l’identità di Torino Capitale nel tessuto urbano. Un’esperienza immersiva per riscoprire la città come un museo diffuso, capace di trasformare la memoria collettiva in un dialogo vivo e costante tra passato e presente.

Costo: €7 a persona + biglietto di ingresso ridotto alla mostra (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).

La visita è acquistabile solo online fino a esaurimento posti disponibili.

Sabato 15 agosto ore 15:30

UNICI E PREZIOSI. I CAPOLAVORI DI PALAZZO MADAMA

Palazzo Madama – visita guidata

L’itinerario prevede un percorso scandito dai capolavori esposti a Palazzo Madama: gli “imperdibili”. Dal medievale cofano del Cardinale Guala Bicchieri, la cui sontuosa artigianalità rivela il ruolo del proprietario, alle magnifiche sculture in avorio e legno di Simon Troger, imponenti lavori realizzati dall’artista tirolese durante il regno di Carlo Emanuele III. Una ricerca mirata che permette di scoprire le pregevoli opere conservate a Palazzo, muovendosi tra temi ed epoche differenti, in uno stimolante percorso visivo.

Costo: € 10 a persona + biglietto di ingresso ridotto alle collezioni (gratuito per possessori di Abbonamento Musei e Torino+ Piemonte Card).

La visita è acquistabile solo online fino a esaurimento posti disponibili.