Iren Ambiente consolida il posizionamento nel settore dei rifiuti acquistando il 66% di ETAmbiente società attiva nella raccolta rifiuti in Piemonte, Toscana, Lazio e Sardegna Reggio Emilia, 7 agosto 2026 – Iren Ambiente consolida il posizionamento nel settore dei rifiuti acquistando il 66% e arrivando così a controllare il 100% di ETAmbiente S.p.A. società specializzata nei servizi di igiene ambientale con attività che comprendono la raccolta e il trasporto dei rifiuti, lo spazzamento e la pulizia urbana. Con sede a Firenze, ETAmbiente è presente nel Centro-Nord Italia e in Sardegna, dove gestisce servizi ambientali per numerosi enti locali e comunità territoriali. Impiega quasi 600 dipendenti, dispone di una flotta di oltre 550 mezzi e serve circa 50 comuni italiani con una popolazione complessiva di 650 mila cittadini. Nell’ambito dell’operazione di acquisizione del Gruppo EGEA da parte di IREN, perfezionata tra il 2024 e il 2025, Iren Ambiente aveva acquisito una partecipazione pari al 33,91% del capitale sociale di ETAmbiente S.p.A.. La restante partecipazione nel capitale sociale di ETAmbiente era detenuta da ETHL S.à r.l., società di diritto lussemburghese. Successivamente al closing dell’operazione EGEA, sono emerse alcune divergenze tra Iren Ambiente ed ETHL relativa all’interpretazione dei patti parasociali precedentemente sottoscritti, che sono state superate con la sottoscrizione di un accordo tra le parti. L’intesa prevede l’acquisizione da parte di Iren Ambiente della partecipazione pari al 66,09% detenuta da ETHL, per un corrispettivo pari a 15 milioni di euro. In data odierna, a seguito dell’avveramento dell’ultima condizione sospensiva prevista dall’accordo, rappresentata dall’ottenimento dell’autorizzazione Antitrust, le parti hanno perfezionato il closing dell’operazione. L’acquisizione consente a Iren di rafforzare il proprio posizionamento nel settore della gestione dei rifiuti, ampliando la presenza territoriale e favorendo l’integrazione con le attività già ricomprese nel perimetro di consolidamento del Gruppo, con l’obiettivo di valorizzare sinergie industriali e operative. Nel 2025 ETAmbiente ha registrato un EBITDA pari a circa 2,9 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 pari a circa 7 milioni di euro
Spaccio: la polizia sequestra 33 kg di hashish
Torna la nuova edizione della mostra diffusa di “Arte Contemporanea” organizzata dalla Galleria “Lunetta 11”
Dal 27 giugno al 20 settembre
Mombarcaro (Cuneo)
“E’ l’anima – s’è scritto – più selvaggia e autentica delle Langhe”, “Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO” dal 2014. Siamo nell’ampio territorio della cosiddetta “Alta Langa-Basso Piemonte”, in provincia di Cuneo. Territorio particolarmente sensibile (tra le sue mille preziose ricchezze naturali) alle multiformi voci, immagini e colori dell’“Arte Contemporanea” e pronto dunque anche quest’anno ad accogliere da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la nuova edizione di “Buona Fortuna Ribelli – BFR”, la rassegna d’“Arte Contemporanea diffusa”, ideata e curata dalla Galleria “Lunetta 11” (Borgata Lunetta 11, Mombarcaro, Cuneo), che dal 2019 promuove lodevolmente (diamogliene ampiamente atto!) progetti artistici sul territorio aprendo Chiese, Cappelle, Giardini ed antichi Borghi ad installazioni e a mostre di indubbio interesse. Anche quest’anno, sarà dunque un inevitabile – ormai logicamente atteso – “Ritorno a casa mia” o “Back to mine”, come suggerisce il sottotitolo della rassegna, evocando il gusto di tornare a un luogo e a uno spazio intimo e personale, “popolato da immagini, gesti e attenzioni che definiscono il proprio modo di stare nel mondo” e coinvolgendo autori emergenti e più o meno affermati in esperienze strettamente legate all’integrazione di “arte”, “natura” e “paesaggio” dell’Alta Langa, in un’esperienza culturale fortemente partecipata.
Sottolinea in proposito Francesco Pistoi, tra gli ideatori della rassegna: “‘Buona Fortuna Ribelli’ mira a trasformare le Langhe in un laboratorio di ricerca e fruizione artistica. Nato come ‘concept’ che rivendica la sfrontatezza del fuori standard, ‘BFR’ si configura come un progetto curatoriale dedicato ai linguaggi più significativi dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla qualità e alla ricerca artistica. Ogni anno la rassegna prende forma nei luoghi iconici dell’Alta Langa, attivando nuove prospettive tra opera, paesaggio e contesto, e contribuendo a collocare il territorio all’interno di una rete culturale di respiro globale”.
Cinque sono i paesi interessati in questa nuova edizione: Dogliani, Serralunga d’Alba, Mombarcaro, Paroldo e San Benedetto Belbo.
A Dogliani, sarà la “Cappella del Ritiro” della “Sacra Famiglia” ad ospitare, fino a domenica 26 luglio, la personale di Sergio Ragalzi (Torino, 1951-2024), curata da Diletta Dogliani, una mostra dedicata al ciclo “Ombre atomiche”. Nato negli anni ’80 da una riflessione sulla tragedia di Hiroshima e Nagasaki, il lavoro racconta, in modo inquietante, come ebbe a scrivere Rudi Fuchs, di “figure che emergono dalla terra come corpi morti, neri come la Storia”. Un paesaggio estremo, dove l’uomo sopravvive come segno, immagine di quel “Gotico Industriale”, definizione del gallerista Franz Paludetto (saggio “mentore” di Ragalzi), che così definiva il gruppo di artisti di area torinese che pur appropriandosi dei materiali della produzione industriale, seppe tenersi distante dall’ “etica poverista”.
A Serralunga d’Alba presso il “Boscareto Resort”, la Galleria “Lunetta11”, in collaborazione con la Galleria “NP-ArtLab” propone, da sabato 27 giugno a venerdì 17 luglio, una collettiva di “grandi firme” (da Carla Accardi ad Alberto Burri, da Alighiero Boetti ad Aldo Mondino fino a Mario Schifano, Salvo, Maurizio Vetrugno e Sergio Ragalzi) insieme alle ricerche più recenti del trentino Ismaele Nones e del cremasco Edoardo Manzoni, presente con installazioni essenziali – in cui la materia attinge all’oggettività del quotidiano – che si sviluppano dal suo “congenito” contesto rurale e navigano per sintesi “morandiane” di raro e suggestivo minimalismo strutturale. Sempre “Lunetta 11” a Mombarcaro, presenta, da sabato 27 giugno a domenica 20 settembre, la retrospettiva “Origini” dedicata ancora a Sergio Ragalzi e una personale incentrata sulle “positivamente stralunate” opere fotografiche, frutto fantasioso di un viaggio in Giappone (2024), della fotografa salentina di Nardò, Sara Scanderebech: mosaici e improbabili collages di mondi “altri” obbligati a convivere, attraverso “un lavoro digitale complesso, senza che il risultato sia per questo freddo o artificiale”. Piacevolissima, nel giardino di “Lunetta11”, anche l’installazione – “Fairy Ring” – di Stefano Caimi, ispirata al micelio dove “natura e simbolo si incontrano in un luminoso cerchio poetico”. 
Ancora da segnalare, da sabato 27 giugno a domenica 26 luglio, nella “Cappella di San Sebastiano” a Paroldo, la chiesa più antica del paese, “L’Abri” – opera “tra storia e creatività”– dell’artista franco-italiano Matisse Mesnil e, nella mitica (per la “narrativa langarola”) “Censa di Placido” a San Benedetto Belbo, un’installazione inedita “video immersiva”, curata dalla “Fondazione Recontemporary ETS” di Nicole Oike, artista che “utilizza linguaggi audiovisivi per abbattere le barriere tra immagine, movimento e spazio, creando un’ ipnotica immersione sensoriale”.
Per ulteriori info, programma ed orari: www.lunetta11.com
Gianni Milani
Nelle foto: Sara Scanderebech, Courtesy dell’artista; Sergio Ragalzi “Ombre Atomiche”, Antirombo e vrnici, 1985; Edoardo Manzoni “Fioritura”, Alluminio, 2023; Stefano Caimi “Fairy Ring”, Courtesy dell’artista
Confronto con il Governo per gli aiuti alle imprese agricole
La Regione Piemonte ha avviato le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale a causa della grave siccità che da mesi colpisce il territorio e sta mettendo in difficoltà il settore agricolo. Ieri il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni hanno avuto una serie di incontri con il Ministero dell’Agricoltura per definire gli interventi più rapidi a sostegno delle aziende agricole.
L’assenza prolungata di piogge, segnalata anche dalle principali organizzazioni di categoria – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – sta causando pesanti ripercussioni sulle coltivazioni. Particolarmente delicata la situazione delle risaie, che si trovano in una fase decisiva del ciclo produttivo, ma anche delle produzioni stagionali, sempre più esposte agli effetti della crisi idrica.
«Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad alimentare un rischio incendi che purtroppo si manifesta ormai da settimane, sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura piemontese – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni -. Come Regione stiamo facendo la nostra parte: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale, stiamo intervenendo con le autobotti nelle situazioni più critiche e, nell’ottica di una gestione coordinata dell’acqua, continuiamo a sollecitare un incremento dei rilasci dagli invasi. Per quanto riguarda l’agricoltura, avendo raccolto le segnalazioni delle associazioni di categoria incontrate in questi giorni, abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità e siamo al lavoro con il Governo, e in particolare con il ministro Lollobrigida, per individuare le misure più efficaci e veloci a sostegno delle aziende agricole e per salvaguardare questo comparto strategico per l’economia piemontese».
Parallelamente la Regione sta lavorando anche sul fronte dei contributi della Politica agricola comune (Pac). È stata avviata la comunicazione alla Commissione europea della delibera che ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, passaggio necessario per consentire l’attivazione di alcune deroghe.
L’attenzione è rivolta soprattutto agli allevatori e ai margari che, a causa della mancanza di pascoli, sono stati costretti ad abbandonare in anticipo gli alpeggi. In collaborazione con Arpea, la Regione sta definendo le procedure affinché questa situazione venga riconosciuta come causa di forza maggiore e non comporti la perdita dei contributi europei.
«Siamo al lavoro affinché possa essere riconosciuto loro integralmente il contributo anche se non hanno potuto completare il periodo minimo di permanenza in altura richiesto per accedere agli aiuti – aggiungono Cirio e Bongioanni –. Parallelamente, per dare ossigeno alle aziende agricole, procede il confronto con il nostro ente pagatore Arpea e con quello nazionale Agea per poter ottenere ed erogare in tempi brevi un anticipo di pagamenti Pac senza precedenti».
L’obiettivo della Regione è accelerare sia il riconoscimento dello stato di calamità sia l’arrivo delle misure di sostegno economico, per aiutare un comparto che sta subendo pesanti perdite a causa della prolungata emergenza idrica.
NASCE LA PARTNERSHIP TRA VIALATTEA E FONDAZIONE ALLEGRA AGNELLI
DUE GRANDI REALTA’ DEL TERRITORIO INSIEME PER SOSTENERE LA CURA E LA RICERCA CONTRO IL CANCRO
Lotteria benefica a favore della Fondazione
Candiolo, 7 agosto 2026 – Due realtà profondamente legate al territorio, accomunate dalla volontà di generare valore per la comunità, uniscono le proprie forze per sostenere la cura e la ricerca contro il cancro. Nasce la partnership tra Vialattea, uno dei più importanti comprensori sciistici d’Europa e simbolo dell’eccellenza turistica piemontese, e la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro, da quarant’anni punto di riferimento nazionale nel sostegno alle attività di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo.
Una collaborazione che prenderà forma attraverso un calendario di iniziative ed eventi pensati per coinvolgere cittadini, appassionati di sport, aziende e visitatori, trasformando occasioni di incontro in un concreto sostegno ai progetti di ricerca e cura di INOC e contribuendo a diffondere una sempre maggiore consapevolezza sull’importanza della ricerca scientifica.
Il primo appuntamento sarà domenica 9 agosto, in occasione della Coppa del Presidente, storica gara di golf in programma sul percorso a 18 buche del Golf Club Sestrieres. Durante la manifestazione sarà organizzata una lotteria benefica, il cui ricavato sarà interamente destinato alla Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. L’iniziativa rappresenta il primo tassello di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione collaborare nei prossimi mesi attraverso nuove iniziative capaci di coniugare sport, territorio e solidarietà, con l’obiettivo di sostenere concretamente il lavoro di medici e ricercatori impegnati ogni giorno contro il cancro.
“La ricerca ha bisogno di alleanze, di persone e di realtà che scelgono di mettersi in gioco per costruire insieme il futuro della cura”, dichiara Allegra Agnelli, Presidente della Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro. “Per questo siamo particolarmente felici di avviare questa collaborazione con Vialattea, una realtà che rappresenta un’eccellenza del nostro territorio e che condivide con noi il desiderio di restituire valore alla comunità. Iniziative come questa dimostrano come lo sport, il turismo e la solidarietà possano unirsi per sostenere concretamente la ricerca oncologica e offrire nuove speranze ai pazienti e alle loro famiglie”.
“Vialattea rappresenta da sempre un punto di riferimento per il nostro territorio e siamo convinti che questo ruolo comporti anche una responsabilità nei confronti della comunità in cui operiamo”, afferma Massimo Feira, Presidente di Sestrieres S.p.A., società di gestione degli impianti di risalita della Vialattea, quinto comprensorio sciistico d’Europa per estensione delle piste e tra le principali società del settore a livello nazionale. “La collaborazione con la Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro nasce dalla volontà di mettere la forza della nostra organizzazione, la forza del marchio Vialattea e gli eventi che promuoviamo al servizio di una causa che riguarda tutti. Siamo particolarmente orgogliosi di avviare questo percorso insieme, a partire dalla Coppa del Presidente, con l’obiettivo di offrire un contributo concreto al sostegno della ricerca oncologica e di coinvolgere ospiti, partner, istituzioni e comunità locale in un progetto di straordinario valore umano e sociale. Crediamo che lo sport abbia la capacità di unire le persone, creare consapevolezza e generare solidarietà. Per questo siamo convinti che, facendo squadra, sia possibile ottenere risultati importanti non solo sui green e sulle piste, ma anche a beneficio della collettività e della ricerca scientifica. È anche attraverso iniziative come questa che una grande realtà imprenditoriale può contribuire a generare valore non solo economico e turistico, ma anche sociale, mettendo la propria capacità di coinvolgimento al servizio della ricerca e del bene comune.”
La partnership nasce dalla convinzione che il territorio possa esprimere il proprio potenziale quando le sue eccellenze fanno rete, mettendo a disposizione competenze, relazioni e opportunità per un obiettivo comune. Un impegno condiviso che guarda al futuro e che contribuirà a sostenere il lavoro quotidiano degli oltre 300 ricercatori e degli oltre 800 professionisti di INOC – Istituto Nazionale Oncologico Candiolo, impegnati ogni giorno nello sviluppo di cure sempre più efficaci e personalizzate contro il cancro.
La Coppa del Presidente segnerà così l’inizio di un percorso condiviso che vedrà Vialattea e Fondazione Allegra Agnelli per la Ricerca sul Cancro promuovere insieme nuove iniziative di solidarietà, con l’obiettivo di trasformare la forza del territorio in un sostegno concreto alla ricerca oncologica e ai pazienti di oggi e di domani.
Camion perde il carico sulla rotatoria di Candiolo
Ieri nella rotatoria di Candiolo all’intersecarsi della Sr 23, la variante e via Stupinigi un camion proveniente da None ha perso il carico. La carreggiata è stata bloccata e si è verificato il rallentamento del traffico. Sono state impiegate gru per rimuovere il carico e sul posto sono intervenuti Polizia Locale, carabinieri e guardia di finanza per regolare il traffico e accertare la dinamica dell’incidente.
FINESTRA SUL MONDO
Nel nostro “Campo largo” o centrosinistra si litiga di nuovo sulla politica estera. O meglio si finge di litigare sulla politica estera, ma in realtà si litiga sull’America. Come sempre. Non che manchino i motivi per farlo, e infatti si litiga anche nel centrodestra, che “Campo stretto” non è.
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“A piccoli passi” al Forte di Vinadio
Il “Forte Albertino” agevola l’ingresso anche ai visitatori “più piccoli” e alle loro famiglie, grazie al progetto di “Comune” e “Fondazione Artea”
Da giovedì 13 agosto
Vinadio (Cuneo)
Eretto come Fortezza a partire dal 1834 per volere di Carlo Alberto di Savoia, e vero capolavoro dell'”ingegneria militare”, il “Forte di Vinadio” (o “Forte Albertino”), situato nella Valle Stura di Demonte è da considerarsi – insieme ai “Forti” di Fenestrelle e di Exilles – come uno dei più significativi esempi di struttura difensiva del Piemonte, nonché, da tempo, “meta di turismo” e di importanti “eventi culturali”, inserito com’è nel sistema dei “Castelli Aperti”. Di qui l’idea di agevolarne e ampliarne sempre più la possibilità di accesso ad un pubblico sempre più vasto attraverso progetti inclusivi atti ad abbattere viepiù qualsivoglia tipo di ostacolo o barriera. Su questa linea organizzativa e alla luce di tali obiettivi nasce il Progetto “A piccoli passi”, che si inaugurerà giovedì prossimo 13 agosto (ore 11) e pensato, nello specifico, per accogliere le famiglie con “bambini da 0 a 3 anni” e offrire loro per l’appunto un’esperienza di visita sempre più inclusiva, confortevole e coinvolgente.
Realizzato da “Comune di Vinadio” e “Fondazione Artea” nell’ambito del “Bando Patrimonio Culturale 2025” della “Fondazione CRC”, in collaborazione con “Lilliput ETS” (realtà specializzata nella progettazione di esperienze culturali dedicate all’infanzia e alle famiglie) il “Progetto” si inserisce nel percorso di “valorizzazione e accessibilità” del “Forte Albertino”, ampliandone l’offerta. Per l’occasione, l’ingresso al “percorso multimediale” sarà “gratuito” per le famiglie con “bambini 0-3” che lo potranno scoprire in autonomia grazie al nuovo “kit” in dotazione al “Forte”, comprensivo di una “scheda di orientamento” alle attività, le “Lillicards – Carte per esplorare la cultura nei primi 1000 giorni” e un “set” di materiali dedicati alla ricerca. Al termine, grandi e piccini saranno invitati a raggiungere l’“area relax del Forte” per un momento conviviale con “ricco buffet”, scoprire l’“orto segreto” e godersi la tranquillità del luogo.
Sottolineano gli organizzatori: “Negli ultimi anni, il ‘Forte’ ha investito con continuità nello sviluppo di attività dedicate ai bambini e alle famiglie, diventando un punto di riferimento per il turismo culturale ‘family friendly’. Con ‘A piccoli passi’ andiamo a rivolgerci, per la prima volta, anche alla fascia d’età 0-3 anni. Per questa ragione, saranno altresì messi gratuitamente a disposizione ‘marsupi ergonomici’ e ‘supporti per bebé’ per consentire di affrontare agevolmente gli spazi del ‘Forte’, dove l’utilizzo del passeggino non è sempre possibile. Non solo. I visitatori troveranno anche un’area dedicata all’‘allattamento’ e al ‘cambio’, ‘spazi relax’ e un punto riservato al ‘parcheggio’ di passeggini e carrozzine”. E per rendere la visita sempre più stimolante fin dalla primissima infanzia, il “Progetto” introduce anche una serie di accorgimenti pensati “ad hoc”, come: esperienze sensoriali e tattili, materiali da esplorare e attività capaci di favorire la scoperta attraverso il gioco, l’osservazione e la curiosità, rispettando tempi ed esigenze dei bimbi più piccoli. Il tutto, quale risultato di un processo di ascolto e co-progettazione che, a fine maggio, ha coinvolto direttamente le famiglie, chiamate a condividere bisogni, suggerimenti ed esperienze atte a costruire “insieme” strumenti realmente utili e rispondenti alle esigenze di chi visita il “Forte” con bimbi molto piccoli.
L’iniziativa rappresenta anche un nuovo capitolo nella valorizzazione del percorso multimediale “Montagna in Movimento” inaugurato nel 2007 ed oggi al centro di un più ampio programma di rinnovamento.
Concludono gli organizzatori: “Con questo nuovo ‘Progetto’ il ‘Forte di Vinadio’ conferma il proprio impegno nel costruire un’offerta culturale sempre più inclusiva, capace di crescere insieme ai suoi pubblici e di rendere il patrimonio storico un vero ‘luogo di incontro’ per tutte le generazioni”.
Per info:”Forte di Vinadio”, piazza Vittorio Veneto 8, Vinadio (Cuneo); tel. 0171/1670042 o www.fortedivinadio.com
gm.
Nelle foto: Forte di Vinadio “A piccoli passi”
Da meno di un decimo a otto decimi di vista, senza necessità di correzione con lenti.
Si tratta del risultato di un intervento, tra i primi in Italia, eseguito all’AOU San Luigi Gonzaga di Orbassano su un paziente di 82 anni, che da molti anni non riusciva più a utilizzare efficacemente entrambi gli occhi e presentava una situazione particolarmente compromessa nell’occhio destro.
A eseguire l’intervento è stato il professor Raffaele Nuzzi, direttore della Struttura Complessa Universitaria di Oftalmologia del San Luigi, che ha utilizzato l’intelligenza artificiale quale strumento per progettare un secondo cristallino artificiale personalizzato e individuare la soluzione chirurgica più efficace per un caso di eccezionale gravità.
La paziente era affetta da cataratta e glaucoma e presentava una grave compromissione visiva in entrambi gli occhi, meno di un decimo di vista nell’occhio destro e un decimo nel sinistro. L’occhio destro portava gli esiti di un intervento di cataratta effettuato molti anni prima, con residui del cristallino, importanti aderenze infiammatorie, marcata dilatazione della pupilla e alterazioni dell’intero segmento anteriore. Si trattava di un occhio di dimensioni molto ridotte , con una elevata ipermetropia indotta.
Il grave difetto visivo e del campo visivo non poteva essere corretto con lenti. Era stata valutata anche la possibilità di intervenire sulla cornea con laser ad eccimeri, ma le caratteristiche particolari dell’occhio rendevano i parametri necessari incompatibili con i limiti applicativi della tecnologia.
È a questo punto che l’intelligenza artificiale è diventata uno degli strumenti a disposizione dello specialista per costruire una soluzione terapeutica personalizzata. Insieme alla ripetizione degli esami specialistici, necessaria a causa della variabilità dei parametri oculari, l’AI è stata utilizzata per il calcolo biometrico, per effettuare simulazioni e per progettare le caratteristiche del secondo cristallino artificiale da impiantare tenendo conto delle alterazioni anatomiche, delle patologie pregresse e degli esiti delle ripetute infiammazioni.
L’intervento è stato eseguito con tecnica mininvasiva attraverso microaccessi corneali. Il professor Nuzzi ha rimosso i residui della precedente cataratta e le numerose aderenze, ricostruito l’iride, la pupilla e la camera posteriore e inserito il nuovo cristallino artificiale, posizionandolo anteriormente a quello impiantato nel precedente intervento e posteriormente all’iride, preservando al tempo stesso la cornea già compromessa.
Dopo il trattamento di entrambi gli occhi la paziente è passata da meno di 1/10 a 8/10 nell’occhio destro e da 1/10 a 10/10 nell’occhio sinistro, senza necessità di correzione aggiuntiva.
È stata inoltre recuperata la collaborazione funzionale fra i due occhi, con il ripristino della visione stereoscopica e tridimensionale, compromessa da molti anni.
“La complessità in questo caso nasceva dalla sovrapposizione di numerosi problemi anatomici e funzionali e dagli esiti degli interventi e delle infiammazioni precedenti – spiega il professor Raffaele Nuzzi – Non esisteva una soluzione standard applicabile alla paziente. L’intelligenza artificiale ci ha fornito uno strumento importante per integrare i diversi parametri, effettuare le simulazioni e soprattutto progettare il secondo cristallino artificiale necessario per questo specifico occhio. La tecnologia, però, diventa realmente utile quando viene inserita all’interno della valutazione clinica e dell’esperienza chirurgica. Il risultato più importante è che oggi i due occhi siano tornati a lavorare insieme, con un recupero della visione stereoscopica e tridimensionale”.
L’intervento si inserisce nell’attività ad alta complessità della Struttura di Oftalmologia del San Luigi, che esegue circa mille interventi chirurgici complessi l’anno.
L’attività comprende la chirurgia dei tumori palpebrali con ricostruzione plastica, il trattamento delle gravi alterazioni congiuntivali con ricostruzione, tutte le tipologie di trapianto di cornea e di chirurgia del glaucoma, gli interventi per distacco della retina con approccio esterno e/o vitrectomia e le vitrectomie per patologie come il foro maculare e tutte le altre patologie vitreo-retiniche.
“La storia di questa paziente – dichiara Federico Riboldi, assessore alla Sanità della Regione Piemonte – dimostra come l’innovazione abbia davvero valore quando riesce a restituire alle persone ciò che sembrava perduto. Grazie alla competenza dei professionisti del San Luigi Gonzaga e all’utilizzo delle tecnologie più avanzate, è stato possibile affrontare con successo un caso di eccezionale complessità, restituendo una qualità di vita che fino a poco tempo fa pareva irraggiungibile. È questo il volto della sanità pubblica, una sanità capace di porre ricerca, innovazione e professionalità al servizio dei pazienti, trasformando il progresso scientifico in concrete opportunità di cura”.
Mara Martellotta