ilTorinese

Margherita, la “Regina – madre degli Italiani” che cavalcò il futuro

Alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, un “programma diffuso” per raccontare, nel Centenario della scomparsa, la regina più moderna d’Italia

Da gennaio a luglio 2026

Secondo lo storico e saggista astigiano Ugoberto Alfassio Grimaldi, fu il personaggio politico dell’Italia unita che seppe destare, con tutti i “distinguo” d’obbligo, “dopo Giuseppe Garibaldi e Benito Mussolini, i maggiori entusiasmi nelle classi elevate e nelle classi umili”. Abbigliamento sempre elegante e ricercato, una costante affabilità e una profonda cultura, ma soprattutto un’assetata curiosità del “nuovo”, delle emergenti (fantascienza in allora) innovazioni tecnologiche, tanto da far pensare (ah, se avesse avuto fra le mani la micidiale arma di uno smartphone!) all’odierna figura di un’“influencer” decisamente ante litteram, la regina Margherita di Savoia (all’anagrafe Margherita Maria Teresa Giovanna di Savoia – Genova; Torino, “Palazzo Chiablese”, 1852 – Bordighera, 1926), andata in sposa a re Umberto I e prima regina consorte d’Italia, sarà la grande protagonista di un ricco calendario di iniziative, in programma alla “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, per ben sette mesi, da questo gennaio al prossimo luglio, teso a celebrare, attraverso articolati “passaggi” della sua vita, il Centenario della sua scomparsa, avvenuta a 74 anni, nell’amata “Villa Margherita” (suo “buen retiro” invernale) di Bordighera. Un ricco calendario di eventi che vuole avere, quale filo conduttore, proprio il suo sorprendente desiderio di “modernità” (fu anche grande appassionata di alpinismo e prima donna a scalare nel 1889 la “Punta Gnifetti” sul Monte Rosa) e quell’innata capacità di universale “fascinazione” (anche oltre le mura reali) che le valsero significativi omaggi popolari e poetici: dalla celebre “pizza Margherita” creata per lei a Napoli da tal pizzaiolo Raffaele Esposito, alla famosa “ode” carducciana “Alla regina d’Italia”, scritta e a lei dedicata dal “poeta dei paesaggi maremmani”, subito dopo la visita bolognese dei sovrani nel novembre del 1878.

“Margherita. Un secolo di storia” è il titolo di un progetto trasversale che intreccia storia, costume, mobilità e gusto, sviluppato grazie alla collaborazione con il “MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile”, collezionisti privati e altre realtà non solo culturali, tra cui “Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story Torino” e “Pfatisch”.

Cuore del programma è la mostra “Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna”, in programma dal 5 marzo al 28 giugno nella “Citroniera di Ponente” e realizzata in collaborazione con il “MAUTO”“Undici automobili originali” di fine Ottocento e inizio Novecento (dalla “Benz Victoria”, 1893 alla “Fiat Tipo Zero A” del 1913), affiancate da “nove carrozze storiche” provenienti dalla prestigiosa collezione privata “Nicolotti Furno”, raccontano di quando cavalli e motori cominciarono a condividere le stesse strade e il futuro cominciò a “prendere velocità”. Un tema che riflette perfettamente la figura di Margherita, lei stessa dotata di “patente di guida” e proprietaria di una scuderia di ben “tredici automobili”.

Accanto alla mostra, il percorso “Le stanze di Margherita” (che s’insediò nella “Palazzina” fra il 1901 ed il 1919, prima della sua trasformazione in “Museo”) accompagna i visitatori all’interno dell’ “Appartamento di Levante” e in altri spazi, mettendo a confronto fotografie storiche e ambienti attuali. Ne emerge il ritratto di una regina stupenda “interior design”, capace di rendere abitabile e personale anche una residenza monumentale, dove introdusse nuovi comfort (dai servizi igienici con acqua calda e fredda all’ascensore a pompa idraulica recentemente restaurato), portando il suo “moderno” gusto personale e un modo diverso di abitare gli spazi reali.

In programma anche il progetto speciale “Le Perle della Regina”, un cioccolatino ideato dal “Museo del Cioccolato e del Gianduja Choco-Story Torino” e realizzato da “Pfatisch”: una creazione unica, nata dal “cuore di nocciola Piemonte IGP”, avvolto da un delicato guscio di cioccolato bianco, lucido e perlaceo, che richiama le preziose “collane di perla” (“margarìtes” in greco, da cui il nome Margherita) tanto amate dalla sovrana.

Il racconto si chiude, infine, con il ciclo di conferenze “Margherita a Stupinigi e il suo tempo” che affronta la figura della regina attraverso temi contemporanei – moda, automobili, cucina, design – le visite guidate mensili “Margherita e Stupinigi”, per culminare con la rievocazione storica “I giorni di Margherita”, in programma sabato e domenica 20 e 21 giugno, evento diffuso, a cura de “Le vie del tempo”, che “restituisce atmosfere, gesti e presenze del primo Novecento”.

Per ulteriori info: “Palazzina di Caccia”, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi – Nichelino, Torino; tel. 011/6200634 o www.ordinemauriziano.it

Fino al mese di luglio 2026

Orari: mart. – ven. 10/17,30; sab. – dom. e festivi 10/18,30

Gianni Milani

Nelle foto: Ritratto della regina Margherita; La regina in auto, fine ‘800; La regina nella “Sala da gioco”; I cioccolatini “Pfatisch” e le perle della regina (Ph. Alessandro Rota)

ASA, Sergio Bartoli: «Con serietà la Regione tutela i Comuni ed evita gravi ripercussioni sui cittadini»

APPROVATO IL DISEGNO DI LEGGE 

Il Consiglio regionale ha approvato il Disegno di legge regionale che prevede l’erogazione di un contributo regionale di 1 milione di euro, vincolandolo alla sottoscrizione della transazione extragiudiziale e alla compartecipazione finanziaria degli enti locali per 8 milioni.

«La scelta di procedere con una legge ad hoc – spiega Sergio Bartoli (Lista Civica Cirio Presidente PML), che ha svolto il ruolo di relatore del Disegno di legge, accompagnandone l’iter secondo il percorso istituzionale definito, a partire dall’esame nella seduta congiunta tra la I Commissione consiliare Bilancio e la V Commissione Ambiente di cui ricopre la carica di presidente – è stata dettata dalla complessità e dalla delicatezza della vicenda. Non si è perso tempo, ma si è scelto un metodo serio e responsabile, in grado di garantire una soluzione giuridicamente solida e finanziariamente sostenibile. Credo che sia un risultato apprezzabile raggiunto dall’Ente Regione Piemonte nel suo insieme e che non sia corretto tentare di costruirsi meriti personali che, invece, sono solo frutto di un approccio condiviso all’insegna del buon senso».

«Da ex Sindaco di uno dei 52 Comuni canavesani coinvolticonclude Bartoli – esprimo il sollievo perché finalmente si intravvede una soluzione concreta a una situazione che, dopo la definizione del debito di ASA in oltre 70milioni di euro, rischiava di compromettere l’attività di decine di Enti Locali: oggi abbiamo posto le basi per evitare che questa situazione molto grave ricadesse, anche con un forte impatto economico, sui cittadini».

Cosa c’è nel bilancio di previsione: dalla Regione sostegno a imprese e territori

Il Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, approvato dal Consiglio regionale, conferma secondo la Giunta regionale guidata da ALberto Cirio “una linea di rigore e responsabilità finanziaria, assicurando stabilità dei conti, sostegno a imprese e territori e tutela dei servizi essenziali”.

«È un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte – afferma il presidente Alberto Cirio – Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli».

Nel 2026 il bilancio presenta entrate e spese per 18,35 miliardi di euro, nel pieno rispetto dei vincoli nazionali ed europei. Prosegue il percorso di riduzione del disavanzo: il disavanzo di amministrazione presunto scende a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.

Il disavanzo da ripianare nel 2026 ammonta a 103,9 milioni di euro, in linea con il piano concordato con la Corte dei conti e aggiornato alla Legge di Bilancio dello Stato. «Il contenimento del disavanzo – evidenzia l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport».

Le principali voci

La manovra privilegia investimenti e sviluppo: nel 2026 le spese in conto capitale superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti ammontano a 12,83 miliardi.

La sanità è la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario regionale. Proseguono gli investimenti in edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse Pnrr, FSC e Inail. «Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ribadisce Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi».

Sul fronte produttivo, la Regione sostiene imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione attraverso bandi e strumenti finanziari, in sinergia con fondi europei e Programma operativo complementare. Tra le risorse principali: 865 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, 756 milioni per lo sviluppo rurale e oltre 3,5 miliardi di fondi Pnrr già assegnati.

Il bilancio 2026 prosegue infine la razionalizzazione della spesa: i costi del personale restano stabili e la rinegoziazione dei mutui consente una riduzione degli oneri finanziari. «In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – puntualizza Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità».

«Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini».

Se vuoi, posso accorciarlo ancora di più (versione comunicato stampa breve) oppure renderlo più divulgativo per un pubblico non tecnico.

Giachino: “Lo Russo Si sposta a sinistra per coprire le gravi colpe di AVS” 

 

I gruppi cattolici che hanno appoggiato negli anni le Giunte di sinistra ,di fronte a una Torino indebolita economicamente e socialmente e ferita da due manifestazioni che hanno dato fiato all’estremismo violento e distruttivo , continueranno a fare come le tre scimmiette?

 
Caro Direttore,
sono rimasto deluso dall’intervento del Sindaco in Consiglio Comunale che aldilà di citazioni importanti ha difeso la sua componente di sinistra AVS grande supporter di Askatasuna  cui è legata sin dalla lotta NOTAV. La DC che Lorusso ha avuto tempo di conoscere, dopo la giornata di sabato avrebbe tolto le deleghe a AVS e avrebbe dato vita a una Giunta monocolore per portare la Città alle elezioni.  Così oggi Askatasuna ha una propria rappresentanza nella Giunta Comunale, mentre Castellani nel 1998 allontano’ Stefano Alberione di Rifondazione Comunista che troppo vicino ai Centri Sociali. Una Città in cui aumenta la cassa integrazione riducendo la domanda di consumi che penalizza da anni il nostro commercio. Una Città governata dal 1993 dalla sinistra, con la parentesi della Giunta Appendino, che non ha  saputo gestire la vicenda di questo stabile di corso Regina Margherita occupato da trent’anni . Lorusso ha avuto certamente il merito di cercare una soluzione ma ha fatto un errore gravissimo. La precondizione per sedersi attorno al tavolo con i Garanti dei Centei sociali era l’abbandono definitivo dalle lezioni di violenza come metodo di lotta politica. Ecco perché anche per governare le Città ver avuto una esperienza di governo nazionale e’ importantissima.
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Così mentre i garanti discutevano i loro assistiti andavano ad assaltare il cantiere della TAV, a bloccare la stazione, ad assaltare la redazione de La Stampa. Partecipavano alle manifestazioni Pro PAL istruendo i ragazzi più giovani alla lotta. La trattativa inoltre ha dato una patente di legalità ad un gruppo quelli di Aska che invece ha la violenza come metodo che sublima la lotta politica. Non è bastata la violenza del Sabato prenatalizio conclusosi con l’annuncio della grande manifestazione di sabato 31 gennaio lanciata con il programma “Ci prenderemo la Città”. Non è che i ragazzi di Askatasuna avessero nascosto i programmi . Avevano detto che sarebbero arrivati i loro amici dall’estero . Avevano preannunciato tre cortei per prendersi la Città. Dopo la grande Assemblea a Palazzo Nuovo lo avevano scelto come ospitalità agli amici che arrivavano d fuori. Negli ultimi giorni erano giunte segnalazioni di elementi non proprio raccomandabili con sacchi e zaini ospitati dai loro amici torinesi. Alcuni giornali enfatizzavano il crescere delle adesioni. Mentre fiorivano le adesioni di dirigenti della sinistra politica e sociale che avrebbero dovuto cogliere prima di tutti i segnali di chi stava arrivando in Città. Sabato mattina, forse tardi, la Procuratrice del Piemonte, Lucia Musti, nel commentare le violenze nelle piazze spiegava con chiarezza e coraggio il clima culturale  che le rende possibili. Per la Procuratrice a Torino c’è un’area grigia ,colta e borghese, (upper class, che dico io ha sempre appoggiato le Giunte di sinistra) benevola con gli antagonisti. Sono d’accordo con l’ex pm Rinaudo che gli attacchi al cantiere della TAV, il blocco delle stazioni ferroviarie e gli scontri con le forze dell’ordine si possono considerare come attacchi allo Stato.

Come può un Amministrazione comunale come quella di Torino, medaglia d’oro della Resistenza , avere nella sua Amministrazione esponenti che dialogano amichevolmente con la gente di Askatasuna che ha questi programmi?  Come fa il Sindaco a non fare questa analisi? Un contro è essere contrari alla TAV in Parlamento o nelle sedi Istituzionali, un conto è andare ad attaccare il cantiere definito dal Parlamento di interesse nazionale. Tenuto conto della durezza degli scontri io faccio i complimenti alle Forze dell’ordine perché avrebbero potuto ripetersi le scene del G8 di Genova.  Sono sempre più convinto che il Sindaco se avesse consultato gli amici autorevoli che frequentava nei primi anni 2000 gli avrebbero consigliato di togliere le deleghe a AVS o di dar vita a una Giunta monocolore. Tutto questo però interpella i cattolici impegnati in politica a partire da chi arriva dalle file della DC. Torino dopo trentatré anni di amministrazioni di sinistra e’ ancora in cerca di futuro, e” la capitale della cassa integrazione,  ha una grande precarietà nel lavoro giovanile, non ha saputo difendere la sua grande industria ed ha grossi problemi nei suoi collegamenti con autostrade vecchie, un aeroporto poco sviluppato , una tangenziale incompleta ed è in grave ritardo a realizzare la TAV e la Linea 2 della Metro. Torino è sempre più spaccata in due con i quartieri periferici sempre più abbandonati. Sabato pomeriggio sono passato dall’Oratorio della Resurrezione in Barriera dove un centinaio di ragazzi festeggiavano Don Bosco e mi sembrava di essere in un altro mondo malgrado a due kilometri c’erano gli scontri aperti dagli estremisti contro le forze dell’ordine.

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Mino GIACHINO 

Responsabile UDC TORINO 

Noi siamo con voi: “la violenza è cieca contrapposizione”

I gravissimi fatti di sabato pomeriggio a Torino interrogano tutti i
credenti soprattutto su come non confondere gli inaccettabili eccessi
di alcuni con il sentimento mite della maggioranza e con la sofferenza
silenziosa di tanti che vivono la povertà e l’emarginazione. Dobbiamo
essere consapevoli che dietro queste violenze non c’è opposizione
politica, ma contrapposizione cieca, non ci sono strategie, ma
tattiche di guerriglia urbana che si rinnovano ad ogni occasione, con
azioni organizzate e pianificate.

Ma c’è di più. La stessa procuratrice generale del Piemonte, Lucia
Musti, parla non solo di violenze di piazza ma di clima culturale
che, a suo dire, le rende possibili. Denuncia la presenza di «una area
grigia di matrice colta e borghese» che rispetto alle violenze degli
antagonisti a Torino nutre un atteggiamento di «benevola tolleranza», e
denuncia una «lettura compiacente» da parte di “taluni soggetti della
classi sociali più intellettualmente preparate”, i quali con il loro
scrivere, il loro condurre a normalizzazione, il loro agire in
appoggio, immiseriscono quella parte di società che invece “dovrebbe
svolgere una illuminata azione di deterrenza e di rispetto delle regole
democratiche”.

Per questo occorre promuovere il dialogo – come scrive Papa Leone XIV –
e non arrendersi ad una polarizzazione estremista e ingannevole che
riduce la realtà ad una sua parodia, le radici culturali e religiose
quasi ad etichette da esibire, il pensiero ad un calcolo.

Noi del Coordinamento Interconfessionale del Piemonte non vogliamo
accontentarci di una fede marginale e privata. Vogliamo essere voce
che denuncia e propone, in un mondo spesso afono e dove troppi non
hanno voce. Questo è amore politico perché l’indifferenza è il cancro
della democrazia. L’impegno di chi crede dà senso a quel Tavolo della
Speranza nato nel luglio scorso, proprio a Torino, per contrastare
l’odio, le divisioni e disarmare il linguaggio.

Educare alla speranza significa vivere incentrando l’esistenza nel rispetto per la dignità della persona e la promozione di una cultura che si sposa con l’inquietudine e la
condivisione del sapere, di un atteggiamento che è un avventurarsi con
umiltà nel mistero della vita.

A nome del Coordinamento interconfessionale dell Piemonte Noi siamo con voi”

Giampiero Leo, Younis Tawfik, Dario Disegni, Walid Bouchnaf, Antonio Labanca, Amir Younes, Stefania Palmisano, Idris Bergia, Loredana Annaloro, Maria Requena, Giuseppe Cicogna, Walter Nuzzo

Tre finanzieri feriti al Cpr di corso Brunelleschi

Tre finanzieri feriti ieri al Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) di corso Brunelleschi, a Torino. È accaduto quando due gruppi di migranti si sono scontrati tra loro. Sono dovuti intervenire i militari della guardia di finanza del comparto antiterrorismo pronto impiego.

‘Tango, Monsieur?’

La compagnia Non Fate Caso a Noi nello scherzo tragico di Aldo Lo Castro.  In scena il 14 febbraio al Cecchi Point

Il 14 febbraio, al Cecchi Point di Torino, la compagnia Non Fate Caso a Noi presenta “Tango, Monsieur?” nuova produzione Rolling Theatre APS, che porta in scena la commedia di Aldo Lo Castro, per la regia di Flaminio Perez.

L’ambientazione è quella degli anni Cinquanta: In una lussuosa villa di Taormina, quattro donne, molto diverse fra loro, scoprono di essere mogli o fidanzate dello stesso uomo, Marco, donnaiolo impenitente. E’ stato lui a convocarle, sicuro di scatenare una furibonda lite. Ma le cose non vanno come sperava o forse sì? A cercare di destreggiarsi in questo caos, attore e spettatore allo stesso tempo, il povero maggiordomo.

Frizzante, divertente, perfida, questa black comedy esplora fra equivoci e colpi di scena, fra il grottesco, il comico, la farsa e la critica sociale, alcuni degli istinti più viscerali dell’essere umano. E mostra che cosa si sia disposte e disposti a fare per amore. E non solo per amore dell’altro, ma anche, e forse soprattutto, per amore di se stessi. Uno spettacolo in cui la passione, o meglio le passioni, muovono i personaggi, con le quattro donne pronte a diventare protagoniste delle loro vite. In qualunque modo e con qualunque mezzo. Quale modo migliore per passare San Valentino?

“Mettere in scena questo spettacolo per me è un atto d’amore, per tanti motivi – racconta il regista, Flaminio Perez -. prima di tutto perché è praticamente nato con la compagnia, è stato il nostro secondo spettacolo e sono più di otto anni che lo portiamo in scena. Quindi per me è un tributo d’amore per il mio percorso come regista e per il nostro percorso come compagnia. In secondo luogo questo per me questo è un testo che, pur in chiave ironica e grottesca, parla d’amore. Io ho sempre interpretato Marco come un uomo che ama, tanto, forse troppo, ma sceglie l’amore, fino alla fine. E poi, cosa che per me ha un grande significato, Aldo Lo Castro è stato un maestro molto importante per me, e quindi è anche un tributo d’amore e riconoscenza nei suoi confronti”.

“Tango, Monsieur?” – 14 febbraio ore 20.30

prenotazione al link: https://tinyurl.com/correlazionitango

Mara Martellotta

Borghi-Nallo (Iv): “Vicini agli agenti: Ora riforme e basta coprire i violenti”

“Si lavori con spirito unitario senza strumentalizzazione e demagogia”

Il Senatore Enrico Borghi, vicepresidente nazionale di Italia Viva, e la consigliera regionale Vittoria Nallo, capogruppo Iv in Regione,  hanno incontrato  il questore di Torino, Massimo Gambino, dopo i gravi fatti di sabato 31 gennaio. “Abbiamo portato la nostra piena solidarietà agli agenti feriti e alle forze dell’ordine in generale. Ma le parole non bastano più”.  “I fatti di Torino – affermano Borghi e Nallo – ci dicono che servono riforme sia sul versante della prevenzione che su quello della repressione.

E occorre farlo con spirito unitario, senza giochi di rivalsa, strumentalizzazione o demagogia. Chi aggredisce le forze dell’ordine deve essere arrestato immediatamente, a prescindere dai giorni di prognosi o dalla gravità delle ferite”. “Sottoscrivo in pieno – rimarca Borghi – le parole della procuratrice di Torino Lucia Musti: esiste un pezzo di città che continua a coprire e giustificare queste azioni violente. C’è una contiguità pericolosa tra certi ambienti e i violenti che va spezzata una volta per tutte”. “Avevamo espresso da subito – dicono ancora i due esponenti Iv – la nostra netta contrarietà al Patto voluto dal Sindaco. La realtà ha dimostrato che con chi mette a ferro e fuoco la città non si possono fare accordi. Finché Askatasuna non avrà dimostrato di essersi totalmente distaccata dalle condotte violente non potrà essere un interlocutore”.

Ivrea, Usic: “Oltre 500 chili di droga sequestrati”

“DURO COLPO ALLE PIAZZE DI SPACCIO”

“La Segreteria Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC) esprime il proprio plauso per l’operazione condotta dai militari della Compagnia Carabinieri di Ivrea, che ha portato all’arresto in flagranza di tre soggetti e al sequestro di oltre 500 chilogrammi di sostanze stupefacenti, tra marijuana e hashish. Un’operazione di assoluto valore investigativo e operativo, sviluppata attraverso controlli sul territorio, attività di osservazione e un blitz mirato, che ha consentito di individuare un capannone industriale adibito allo stoccaggio della droga e di sottrarre al mercato illegale un quantitativo ingentissimo di stupefacenti, insieme a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.
Parliamo di una quantità di droga tale da rappresentare un colpo durissimo alle piazze di spaccio del territorio e, potenzialmente, anche ai canali di rifornimento che alimentano ambienti sensibili come quelli frequentati dai più giovani, comprese le scuole. È anche così che si protegge la sicurezza delle nostre comunità. Ai colleghi della Compagnia di Ivrea va il nostro sincero ringraziamento: hanno dimostrato professionalità, determinazione e spirito di servizio, intervenendo con efficacia e precisione. Proprio mentre a Torino alcuni colleghi sono stati esposti a episodi di violenza e aggressioni, operazioni come questa ricordano che la legalità non si difende a parole, ma sul campo, ogni giorno. Le Forze dell’Ordine non sono un bersaglio: sono un presidio essenziale di sicurezza e legalità per i cittadini”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Askatasuna: gli scontri? “Un successo al di là di ogni aspettativa”

Il corteo contro lo sgombero di Askatasuna, dove sono andati in scena degli scontri vergognosi, viene rivendicato come un successo “al di là di ogni aspettativa” dall’area antagonista. Una narrazione che però entra in forte contrasto con quanto accaduto. Le strade della città sono state segnate da scontri con le forze dell’ordine, danneggiamenti, vetrine infrante e un clima di tensione.

Leggi l’articolo su L’identità:

Askatasuna senza vergogna: il corteo e gli scontri definiti “un successo”