ilTorinese

A “Gliacrobati” un materiale antico, i collage della statunitense India Evans

Se c’è stato un inizio, l’inizio è quella scatola da scarpe strapiena di fotografie in bianco e nero di nudi ottocenteschi, ritrovata tra i banchi del mercato di Porta Portese a Roma, fotografie che, racconta India Evans, “sembravano chiedere di essere riportate alla visibilità”. Poi è stata la continua ricerca tra gli archivi, le librerie, i mercati di New York, per richiamare altre esistenze al presente, per inserire nel mondo di oggi, per dare nuove forme e vita. Evans è nata nel ’78 a New York, ha studiato in Italia presso la Scuola d’Arte Lorenzo de’ Medici di Firenze, ha esposto in Italia e Russia, nel Regno Unito e negli States. Sino al 16 maggio sue opere, differenti collage quasi sempre di piccole dimensioni, sono presenti negli spazi espositivi della galleria “Gliacrobati”, via Ornato 4 (zona Gran Madre), le ha prese a cuore Gloria Alderuccio, sin dal primo momento che le vide, in quell’ambiente domestico dove coabitavano anche le opere del padre John – scomparso nel 2012, cresciuto in California e studi a Chicago, conosciuto per i collage costruiti con i tanti oggetti rinvenuti nelle strade del East Village, ricavati da biglietti da visita, pacchetti di sigarette, ritagli di giornali, volantini, adesivi, istantanee -: “il collage si rivela così come una lingua familiare, un gesto ereditato ma radicalmente riformulato; se nel lavoro del padre il frammento diventa strumento per raccontare una comunità e un tempo storico, in quello di India il collage si fa dispositivo di interrogazione al femminile”, scrive Alderuccio.

Balzano fuori da una memoria collettiva i corpi “antichi” di Evans, il nudo di donna in ricostruzioni d’ambiente, piccoli angoli di camere, tavolini e seggiole d’epoca, inguantato o avvolto da una natura ricostruita o da una larga ragnatela finissima ma pure con il viso intercambiato con quello di una cerva, o devastato da serpenti e teschi, o a grondare sangue tra le grinfie di un coccodrillo come all’interno di una vasca da bagno a esalare spiriti che riportano ai trucchi rabberciati dei vecchi film del secolo passato, tra un recinto che ripropone la Fontana della Vita medievale con il realismo di oggi. La donna – salva spesso (troppo spesso?) la componente dell’eros – come una feroce lupa ad assalire membri virili, o a veder crescere infiorescenze dal proprio pube, immersa in un luogo magico del lontano oriente, al centro di languide immaginazioni: con qualche perplessità, anche nella lettura dei titoli che come ricami sono posti all’interno dei vari collage, mi chiedo se la mostra sia il resoconto di una perfetta manualità o un pressare di suggestioni e angosce e terrori sanguinolenti, oppure un omaggio alle trasformazioni femminili, o ancora le visioni dei pericoli dettati in principal modo dall’elemento maschile, forza contraria in perenne agguato, forse di uno sguardo sul passato che si riverbera senza alcuna fatica sui nostri giorni.

Nell’immagine, di India Evans, “Women into the Depths of the self”. tecnica mista, 2009.

Elio Rabbione

Torino: la sindrome della “città vetrina”

/

L’OPINIONE

Le recenti perplessità di Evelina Christillin su una possibile candidatura olimpica per Torino sono solo l’ultimo segnale di un malessere che la città non vuole affrontare. Al di là dei singoli pareri, la questione di fondo resta una: Torino è davvero pronta a gestire un grande evento, o siamo ormai ostaggi della “sindrome della vetrina”?

Siamo diventati campioni nel vestire a festa la città per pochi giorni, come accade con le ATP Finals. Luci, sponsor e visibilità internazionale: tutto perfetto. Ma poi? Appena si spengono i riflettori, Torino torna a fare i conti con la propria quotidianità, fatta di problemi infrastrutturali irrisolti e di una programmazione che sembra svuotarsi appena finisce il mega-evento di turno.

Il paragone con Milano, che inseguiamo affannosamente, è impietoso. La differenza non è nella capacità di gestire una cerimonia, ma nella sostanza dei giorni che seguono. Milano corre tutto l’anno; Torino, invece, vive di “fiammate” che lasciano dietro di sé più costi di gestione che eredità concrete.

Prima di sognare nuovi loghi olimpici, dovremmo chiederci se sia saggio sobbarcarsi un altro fardello economico per infrastrutture che rischiano di diventare l’ennesimo monumento all’incompiuto. Torino non ha bisogno di un altro grande evento per sentirsi importante; ha bisogno di una gestione che sappia guardare oltre il taglio del nastro. Perché se non impariamo a far funzionare la città per chi ci vive 365 giorni l’anno, resteremo sempre e solo una bellissima comparsa nel panorama dei grandi eventi. E, forse, è ora di smetterla di recitare questo copione.

Chiara Vannini

***

Pro e contro. Le conseguenze economiche e turistiche dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 sul territorio piemontese

I Giochi Olimpici Invernali del 2006 hanno rappresentato per Torino e per l’intero Piemonte molto più di un evento sportivo: sono stati un punto di svolta capace di incidere in modo profondo sull’economia locale, sull’organizzazione del territorio e sull’attrattività turistica. A distanza di anni, è possibile osservare come quell’appuntamento abbia contribuito a ridefinire il ruolo della città e della regione, avviando un processo di trasformazione duraturo.

Dal punto di vista economico, le Olimpiadi hanno attivato un ingente flusso di investimenti, sia pubblici sia privati. Le risorse impiegate per la costruzione degli impianti sportivi, il miglioramento delle infrastrutture e la riqualificazione urbana hanno avuto un impatto significativo sull’economia locale. In particolare, si è registrato un effetto positivo sulla crescita, con un incremento stimato intorno allo 0,2% del PIL a livello nazionale e fino a circa il 3% per il Piemonte. Questo impulso ha favorito lo sviluppo di settori come l’edilizia, i trasporti e i servizi, contribuendo a modernizzare il sistema territoriale.

Uno degli effetti più rilevanti è stato il cambiamento dell’immagine di Torino. Prima del 2006, la città era principalmente associata alla grande industria automobilistica; dopo i Giochi, ha iniziato a essere percepita come una destinazione culturale e turistica. Musei, residenze storiche, eventi e gastronomia sono diventati elementi centrali nella promozione del territorio, aumentando la visibilità internazionale della città.

Sul piano turistico, i risultati sono stati evidenti soprattutto nel medio-lungo periodo. Gli arrivi turistici sono cresciuti in modo molto significativo: si registra un aumento di circa il 90% in Piemonte e di oltre il 100% nell’area di Torino. Anche le presenze (pernottamenti) hanno seguito lo stesso andamento, con un incremento di circa il 52% a livello regionale e di circa il 73% nell’area torinese.

Questa crescita si riflette anche nei dati più recenti: il Piemonte ha raggiunto circa 17 milioni di pernottamenti annui, di cui circa 4,5 milioni concentrati nella città di Torino. Il turismo è diventato così un settore sempre più importante, arrivando a rappresentare oltre il 10% del PIL regionale.

L’aumento dei flussi turistici ha avuto ricadute diffuse sul tessuto economico locale. Da un lato, si è registrato un incremento dell’occupazione nei servizi legati all’accoglienza; dall’altro, si è rafforzato l’indotto, comprendente trasporti, commercio e attività culturali. Inoltre, l’esperienza organizzativa maturata con le Olimpiadi ha reso il territorio più capace di ospitare eventi di rilievo, consolidando ulteriormente la sua attrattività.

Le criticità

Tuttavia, non sono mancate alcune criticità. Alcune strutture costruite per i Giochi hanno incontrato difficoltà nel trovare un utilizzo stabile nel tempo, mentre i benefici economici non si sono distribuiti in modo uniforme tra tutte le aree. Inoltre, una parte dell’occupazione generata è rimasta legata a lavori stagionali o poco qualificati. Questi aspetti mostrano come l’impatto di un grande evento debba essere gestito con politiche mirate per garantirne la sostenibilità nel lungo periodo.

Nel complesso, l’eredità di Torino 2006 può essere considerata positiva. I Giochi hanno contribuito a diversificare l’economia locale, riducendo la dipendenza dal settore industriale e rafforzando il ruolo del turismo e della cultura. Hanno inoltre migliorato le infrastrutture e favorito un cambiamento nella percezione della città e della regione.

Prova a lanciarsi dal quarto piano: salvato in extremis

Era sul punto di buttarsi dal balcone del suo appartamento al quarto piano:  soccorso in tempo dalla polizia locale. È successo sabato pomeriggio in piazza Cavour, quando un uomo di circa 60 anni ha tentato il gesto estremo. L’allarme è partito da un testimone nelle vicinanze, che ha avvistato l’individuo pericolosamente proteso oltre la balaustra.

Sul posto sono accorse le volanti della polizia locale, tra cui una squadra in borghese del reparto operativo speciale. Grazie all’aiuto di un condomino, gli agenti hanno individuato l’alloggio e sono entrati silenziosamente, sfruttando una porta socchiusa. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo -in preda all’agitazione, con il corpo a cavalcioni sulla ringhiera e visibilmente tremante-  è stato afferrato dai tre operatori sotto copertura, supportati da due colleghi in divisa: l’hanno stretto per braccia e busto, riportandolo dentro casa proprio mentre rischiava di precipitare.

Una volta in salvo, il sessantenne ha rivelato agli intervenuti i suoi tormenti profondi: gravi problemi economici, solitudine e un’eccessiva assunzione di farmaci. Rassicurato dal confronto con la polizia, è stato affidato ai medici del 118 Azienda Zero e trasferito all’ospedale Molinette per controlli e cure.

VI.G

Cambio al vertice delle truppe alpine

Il Generale Alberto Vezzoli è il nuovo Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito

Bolzano, 20 aprile 2026 – Si è svolta presso l’auditorium Eurac di Bolzano, alla presenza del Comandante delle Forze Operative Terrestri, Generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario e di numerose autorità civili e militari, la cerimonia di cambio al vertice delle Truppe Alpine. Al Generale di Divisione Michele Risi, che lascia il servizio attivo dopo 45 anni, è subentrato il Generale di Divisione Alberto Vezzoli.

Nel suo discorso di commiato, il Generale di Divisione Michele Risi ha richiamato il significato della professione militare, sottolineando il valore della formazione, dell’addestramento e della costante proiezione verso il futuro. “Prepararsi oggi significa rendere più sicuro il domani”, ha affermato, evidenziando come ogni fase della vita militare – dalla formazione iniziale agli impieghi operativi – sia orientata ad affrontare le sfide future. Ha quindi rimarcato il ruolo delle Truppe Alpine, capaci di coniugare tradizione e innovazione, forti del legame con il territorio e al tempo stesso pronte a operare in nuovi scenari, anche in ambienti estremi, mantenendo saldi i valori di servizio, disciplina e dedizione al Paese.

Il Generale di Divisione Alberto Vezzoli, già Capo di Stato Maggiore delle Truppe Alpine, ha assunto l’incarico evidenziando il senso di responsabilità con cui affronta la nuova esperienza di comando, in un contesto operativo in continua evoluzione. Nel suo intervento ha posto al centro il valore delle persone e delle relazioni, sottolineandone l’importanza per garantire efficacia operativa e coesione dell’Esercito. Ha quindi ribadito la necessità di proseguire nel solco tracciato, preservando il patrimonio di valori, tradizioni e professionalità delle Truppe Alpine e rafforzando la capacità di adattamento alle sempre mutevoli esigenze operative. Nel delineare le direttrici del proprio mandato, ha indicato nei principi di concretezza, empatia e responsabilità i fondamenti dell’azione di comando.

Ruba tra le corsie del pronto soccorso: arrestato con la refurtiva

Non un furto qualunque, ma aggravato perché commesso ai danni di un paziente ricoverato: arrestato. È successo nei giorni scorsi all’ospedale Maria Vittoria, nel quartiere Campidoglio.
Un paziente in barella, in attesa di cure urgenti, è stato derubato. A dare l’allarme sono stati il personale sanitario e le persone presenti con lui in corsia. L’uomo avrebbe approfittato della vulnerabilità della vittima, intrufolandosi nelle corsie e rubando telefono e portafoglio dagli effetti personali, per tentare poi la fuga. Sul posto sono intervenuti gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura con la Volante del Commissariato San Donato, che hanno bloccato l’uomo, un 45enne italiano, poco dopo.
Gli agenti sono riusciti a recuperare la refurtiva e l’hanno restituita subito al proprietario. Nella tasca della giacca sono emerse forbici da 10 cm e carte di debito intestate a estranei: le indagini proseguono per chiarirne l’origine. Il procedimento resta nelle fasi preliminari, con presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

VI.G

Auto pirata? Morto rider 32enne caduto dalla bici sulla collina torinese

/

Un rider ieri sera è morto cadendo dalla bici su una strada della collina torinese, nei pressi del parco Europa, in zona Cavoretto. L’uomo,  di 32 anni, è stato trovato dal 118 tra la vegetazione, vicino alla sua bicicletta, rimasta sulla strada. Gli sono stati riscontrati diversi traumi. Verso le 23 una passante ha chiamato i soccorsi, vedendo il mezzo rimasto in strada. Gli accertamenti verificheranno se la vittima è stata urtata da un veicolo.

Incontro informativo a Villarbasse sulla Tav

 

A Villarbasse si terrà giovedì 23 aprile alle 21, nel Salone parrocchiale dia via Le Carrè 4, un incontro informativo sul progetto del treno Alta Velocità (TAV), con la partecipazione di Alberto Poggio, membro della Commissione tecnica dell’Unione Montana Valle di Susa e del Comune di Rivoli. Ad organizzare l’incontro il gruppo Villarbasse in Cammino.
“L’obiettivo della serata è  informare le persone in seguito alla presentazione del progetto definitivo proposto da Rete Ferroviaria Italiana ( RFI) per la realizzazione della nuova linea tra Bivio Pronda, innesto scalo merci di Torino Orbassano e Avigliana, che prevede, tra l’altro, la realizzazione di una galleria naturale a doppia canna di otto chilometri sotto la collina morenica tra Rivoli e Rosta”.

Mara Martellotta

Infini.to, Planetario di Torino: una passeggiata sostenibile verso le stelle

In occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026

Un evento pilota che invita il pubblico a raggiungere a piedi  il Planetario di Torino, sede del Museo dell’Astronomia e dello Spazio. Il motto è  “Più passi meno CO²”,  che rappresenta, in occasione della Giornata Mondiale della Terra 2026, le sperimentazione di una nuova modalità di accesso al sito museale, capace di unire missione scientifico divulgativa e supporto agli obiettivi di riduzione dell’impronta di carbonio.
Il 22 aprile, in cui si festeggia la giornata mondiale della Terra, il pubblico attraverserà  il bosco della collina torinese all’interno della Riserva della Biosfera, MAB UNESCO Collina Po, lungo l’ultimo tratto del Sentiero dei Pianeti, accompagnati da guide esperte dell’Associazione Artena e dei Botanici del Viridarium Lab Garden. Si tratta di un percorso di 1109 passi che trasforma il tragitto in un’esperienza educativa immersiva alla scoperta del patrimonio Botanico e faunistico locale, dove natura e scienza si incontrano in unico racconto che parte dalla Terra per approdare all’Universo.
La passeggiata rappresenta la prima tappa di un più ampio progetto che entrerà stabilmente nell’offerta didattica per le scuole a partire dall’anno scolastico 2026/2027, con appuntamenti mensili.
L’iniziativa è realizzata nell’ambito del programma T.E.R.E., Transizione Ecologica del Terzo Settore, promosso dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione Santagata, che si occupa di accompagnare organizzazioni del terzo settore verso la sostenibilità, mediante lo sviluppo di azioni per la decarbonizzazione delle attività, lo sviluppo di buone pratiche, il monitoraggio delle emissioni e il rafforzamento della cultura della sostenibilità.

“Questo progetto- spiega Eleonora Monge, direttrice di Infini.to- Planetario di Torino – rappresenta per noi il proseguimento di un percorso già in atto per connetterci nuovamente, come Polo culturale e scientifico, alla Riserva della Biosfera CollinaPo, di cui facciamo parte.
Si tratta di un’iniziativa che nel futuro intendiamo promuovere in particolar modo per arricchire l’esperienza di visita delle scuole e degli altri gruppi organizzati che intendano raggiungere il Planetario. Salire a piedi verso le stelle diventa una potente metafora del percorso di transizione ecologica,  un cammino impegnativo, capace di restituire al visitatore una nuova consapevolezza del posto che occupa nell’Universo e sulla Terra”.

Mara Martellotta

Gtt onboarding, le nuove assunzioni

Prosegue il piano di assunzioni mirate nelle aree strategiche dell’azienda
Da gennaio ad aprile 2026 si contano 129 ingressi: 90 autisti del TPL urbano e 39 figure tra operai e impiegati/e

Si è svolto questa mattina, presso la sede aziendale di Corso Turati, un evento di benvenuto dedicato a 69 nuove risorse (55 conducenti di linea, 8 operai, 6 impiegati/e) entrate in azienda tra marzo e aprile 2026.

Alla cerimonia hanno preso parte Guido Mulè e Antonio Fenoglio, rispettivamente Amministratore delegato e Presidente di GTT, insieme all’Assessora alla Mobilità della Città di Torino Chiara Foglietta, che hanno consegnato simbolicamente alcune lettere di assunzione e le chiavi dei bus.

I numeri del 2026

Grazie agli ingressi celebrati oggi, le assunzioni totali da inizio anno salgono a 129 (90 conducenti di linea, 25 operai, 14 impiegati/e). L’organico complessivo GTT conta ora 3.841 dipendenti, di cui 1.739 conducenti urbani.

“Quello di oggi – ha dichiarato l’Assessora Foglietta – sarà un momento significativo non solo per i nuovi assunti, ma per l’intero sistema del trasporto pubblico cittadino. L’ingresso di nuove professionalità  rappresenta un investimento concreto nel futuro della mobilità urbana. Significa rafforzare competenze, migliorare i servizi e accompagnare con responsabilità i processi di innovazione e sviluppo della rete. A tutte e tutti i nuovi assunti rivolgo un sincero augurio di buon lavoro, certa che contribuiranno con impegno e professionalità a rendere il trasporto pubblico sempre più efficiente, sostenibile e vicino alle esigenze dei cittadini”.

“Le 129 assunzioni di questo primo quadrimestre portano in azienda nuove energie, fondamentali per un ingranaggio vitale per Torino – ha dichiarato Antonio Fenoglio, Presidente GTT – In un contesto di mercato particolarmente complesso, abbiamo scelto di investire sulla formazione e sull’attrattività: vedere tanti giovani e nuovi professionisti pronti a mettersi alla guida o a supportare le nostre officine e uffici è il segno di un’azienda solida che guarda al futuro con fiducia. Il nostro impegno è garantire loro un ambiente di lavoro stimolante, sicuro e capace di valorizzare il loro talento di ciascuno”.

Strategia e mercato del lavoro

L’incontro è stato l’occasione per illustrare la strategia di rafforzamento degli organici nei servizi strategici e, più in generale, per condividere all’interno dell’azienda le linee guida che in questa fase di sviluppo orientano le politiche di assunzione.

Per una grande azienda, in particolare se impegnata nell’erogazione di servizi essenziali, la gestione strategica del personale rappresenta uno dei fattori più rilevanti, poiché incide direttamente sull’esperienza quotidiana dei cittadini che utilizzano il trasporto pubblico.

Parallelamente alla gestione ordinaria delle assunzioni (turnover, dimissioni e nuovi ingressi), l’azienda ha avviato un’analisi approfondita dei propri fabbisogni di recruiting con un orizzonte temporale di medio periodo, sui prossimi 3-5 anni, dedicando particolare attenzione ad alcune figure professionali strategiche, tra cui appunto i conducenti.

Secondo le stime più recenti di ASSTRA, nel 2025 in Italia si è registrata una carenza di circa 8.000 conducenti nel settore del trasporto pubblico locale e oltre l’80% delle aziende di trasporto passeggeri segnala difficoltà nel reclutamento del personale. Le cause sono molteplici: fattori demografici, economici e culturali. Negli ultimi dieci anni, inoltre, il numero di patenti D rilasciate dalle motorizzazioni civili ha registrato una riduzione dell’80%.

In un contesto nazionale così complesso, GTT sta rispondendo con efficacia: ad aprile 2026 il numero dei conducenti impegnati nel TPL urbano ha raggiunto quota 1.739, con un incremento di 99 unità rispetto all’anno precedente. Questo risultato è il frutto di:

  • Nuovi percorsi di formazione interna ed esterna

  • Ottimizzazione dei turni per garantire una migliore gestione operativa

  • Piano di incentivi, anche economici, per i neo-assunti

Se l’ingresso di nuovi conducenti contribuisce direttamente al miglioramento del servizio e alla riduzione dei tempi di attesa alle fermate, la complessità di GTT richiede allo stesso tempo l’innesto continuo di professionalità qualificate anche nella manutenzione, nei settori tecnici e nei servizi alla clientela, pilastri fondamentali per la qualità del servizio offerto ai cittadini.

Tre serate di eccellenza musicale all’Auditorium RAI

Il 28, 29 e 30 Aprile 2026 

 

Nell’aprile 2026, l’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino accoglierà tre concerti con la partecipazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, diretta da Anu Tali, acclamata direttrice d’orchestra estone, insieme a  solisti di rilievo internazionale quali Giuseppe Gibboni, violino; il leggendario pianista Mikhail Pletnev, pianoforte; Daniel Lozakovich, violino e Arsenii Moon, pianoforte. Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese.

Martedì 28 Aprile 2026 | H 20.30
Enigmi, Paesaggi Sonori e una Stella Nascente

Giuseppe Gibboni, violino
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Edvard Grieg: Peer Gynt, Suite n. 1
Alexey Shor: Concerto per violino n. 7
Edward Elgar: Enigma Variations, op. 36 

Un programma ricco di colori e contrasti attende il pubblico torinese: accanto a celebri capolavori sinfonici di Grieg ed Elgar, la serata presenterà la prima italiana del Concerto per violino n. 7 del compositore ucraino-americano Alexey Shor.
La musica di Shor, spesso descritta come neoclassica, combina melodie liriche con una profonda tradizione armonica, offrendo agli ascoltatori un’esperienza vibrante ed emotiva.
Il suo nuovo concerto, ricco di virtuosismo e sfumature espressive, sarà interpretato da Giuseppe Gibboni, astro nascente tra i violinisti contemporanei e vincitore del Concorso Paganini.
Gibboni ha debuttato con il Concerto per violino di Čajkovskij accanto all’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sotto la direzione di Lorenzo Viotti.
Poco dopo, ha suonato con la chitarrista Carlotta Dalia su invito del Presidente Sergio Mattarella al Quirinale di Roma—un concerto trasmesso in diretta dalla radio italiana.
Ha già collaborato con alcune delle orchestre e dei direttori più rinomati al mondo, tra cui Riccardo Muti e Zubin Mehta.
Il Concerto n. 7 di Shor è affidato alle mani migliori: Gibboni, con la sua tecnica brillante e sensibilità musicale, è particolarmente adatto a introdurre il pubblico a quest’opera straordinaria.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI ci sarà l’acclamata direttrice estone Anu Tali, fondatrice della Nordic Symphony Orchestra. Descritta dall’Herald 

 

Tribune come “carismatica, brillante, energica”, è considerata una delle direttrici più affascinanti della sua generazione, celebrata per le sue interpretazioni fresche e penetranti.
Ex direttrice musicale della Sarasota Orchestra in Florida, si esibisce regolarmente con ensemble rinomati come la New Japan Philharmonic, l’Orchestre National de France, il Mozarteumorchester Salzburg e la Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks.
Il pubblico torinese può aspettarsi una serata indimenticabile, con una combinazione di brillantezza tecnica ed espressione musicale toccante.

Mercoledì 29 Aprile 2026 | H 20.30
Un Viaggio nel Tempo: Dall’Introspezione Romantica alla Speranza Contemporanea

Mikhail Pletnev, pianoforte
Daniel Lozakovich, violino
Recital 

Programma:
Franz Schubert: Sonata in re maggiore per violino e pianoforte, op. 137 n. 1, D 384
Edvard Grieg: Sonata in do minore per violino e pianoforte, n. 3, op. 45
Alexey Shor: Sonata per violino e pianoforte
César Franck: Sonata in la maggiore per violino e pianoforte 

Questo programma intreccia sonate di Schubert, Grieg, Franck e Shor in un arco musicale unificato —un dialogo tra passato e presente, dove ogni compositore utilizza la forma della sonata come mezzo di espressione personale.
Il lirismo luminoso di Schubert apre la serata con uno sguardo introspettivo, che trova un’eco contemporanea nella Sonata n. 2 di Alexey Shoruna riflessione su temi senza tempo: perdita, desiderio e la speranza duratura per la bellezza in un mondo frammentato. Scritta in stretta collaborazione con Mikhail Pletnev, la sonata emerge da una partnership creativa tra compositore e interprete—nello spirito di Čajkovskij e Josef Kotek o Brahms e Joseph Joachim.
Grieg porta poi un’ondata di dramma nordico e contrasto, aprendo la strada alla monumentale sonata di Franck: un culmine spirituale costruito su una forma ciclica e un’unità trascendentale.
Al centro di questa performance ci sono due artisti straordinari, il leggendario pianista Mikhail Pletnev e il violinista emergente Daniel Lozakovich, in un raro incontro tra generazioni.
La loro collaborazione musicale unisce profonda esperienza e brillantezza giovanile in un programma che fonde capolavori amati con un’opera contemporanea scritta appositamente per loro.
Mikhail Pletnev, sia pianista che direttore d’orchestra, è ammirato per le sue interpretazioni anticonvenzionali e profondamente personali. Mai soddisfatto dell’ovvio, rivela nuove dimensioni in opere familiari—sempre sorprendenti, spesso mozzafiato e immancabilmente profonde. Musicista di altissimo livello e parte di una grande tradizione di interpreti maestri, le sue performance sono caratterizzate da profondità, individualità e intuizione poetica, ben oltre la mera virtuosità.
Daniel Lozakovich è emerso come uno dei violinisti più affascinanti della sua generazione. Lodato per l’intensità espressiva e la maturità del suo suono, si esibisce regolarmente con molte delle principali orchestre e direttori del mondo. In recital, la sua collaborazione con Mikhail Pletnev ha ricevuto ampi consensi. Lozakovich suona lo Stradivari “ex-Sancy” del 1713, precedentemente suonato dal leggendario Ivry Gitlis.
Nell’ottobre 2024, Pletnev e Lozakovich hanno pubblicato un album congiunto con Warner Classics, contenente proprio il programma che verrà eseguito a Torino.
Dopo le performance acclamate al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, all’Herkulessaal di Monaco e alla Dubai Opera, questo concerto segna la prima italiana del loro recital. 


Giovedì 30 Aprile | H 20.30
Risonanze Romantiche: Est, Ovest e Oltre

Arsenii Moon, pianoforte
Anu Tali, direttrice
Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI 

Programma:
Alexey Shor: Concerto per pianoforte n. 1
Sergei Rachmaninoff: Rapsodia su un tema di Paganini, op. 43
Tchaikovsky: Romeo and Juliet

Questa serata riunisce due capolavori pianistici e un gioiello sinfonico.
Un programma che esplora l’evoluzione dell’espressione romantica attraverso i secoli.
Arsenii Moon, vincitore del 64° Concorso Pianistico Internazionale Ferruccio Busoni e destinatario del Premio Arturo Benedetti Michelangeli, si sta rapidamente affermando come una delle voci più brillanti e individuali della sua generazione.
I critici celebrano la sua eleganza aristocratica, la tecnica magistrale e la narrazione incantevole che porta in ogni performance.
Nelle sue mani, ogni frase sembra inevitabile, ogni silenzio eloquente.
Per questa performance, Moon metterà in mostra la sua brillantezza virtuosistica in due opere concertanti contrastanti: la Rapsodia su un tema di Paganini di Sergei Rachmaninoff, un classico intramontabile e una delle grandi prove dell’immaginazione pianistica, e il Concerto per pianoforte n. 2 di Alexey Shor, una composizione recente che unisce un lirismo ricco a un virtuosismo abbagliante.
L’accostamento offre un dialogo affascinante tra tradizione e modernità—dal romanticismo lussureggiante di Rachmaninoff al linguaggio contemporaneo di Shor che parla comunque la lingua della melodia senza tempo.
Il concerto si conclude con la radiosa Sinfonia n. 8 di Antonín Dvořák, un’opera traboccante di calore boemo e vitalità irrefrenabile. 

Foto PiùLuce

SEDE DEI CONCERTI

Auditorium Rai “A. Toscanini”  | Via Rossini 15 – 10124 – Torino

Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

L’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai nasce nel 1994. I primi concerti sono diretti dai Maestri Prêtre e Sinopoli. Andrés Orozco-Estrada è il Direttore principale e Fabio Luisi è Direttore emerito. James Conlon è stato il Direttore principale dal 2016 al 2020. Juraj Valčuha ricopre la stessa carica dal 2009 al 2016. Tate è Primo direttore ospite fino al 2002 e Direttore onorario fino al 2011. Dal 2001 al 2007 Frühbeck de Burgos è Direttore principale. Dal 2003 al 2006 Noseda è Primo direttore ospite. Dal 1996 al 2001 Inbal è Direttore onorario. Altre prestigiose presenze sono Giulini, Sawallisch, Rostropovič, Chung, Mehta, Ahronovitch, Gergiev, Janowski, Bychkov, Petrenko, Jurowski, Albrecht, Hänchen, Franck, Eschenbach, Gatti, Harding. L’Orchestra tiene a Torino regolari stagioni concertistiche e cicli speciali; dal 2013 ha partecipato anche ai festival estivi di musica classica organizzati dalla Città di Torino. È spesso ospite di importanti festival in Italia quali MITO SettembreMusica, Milano Musica, Biennale di Venezia, Ravenna Festival, Festival Verdi di Parma e Sagra Malatestiana di Rimini.

Molte le tournée in Europa, al Musikverein di Vienna, al Festival RadiRO e al Festival Enescu, alla Konzerthaus di Vienna, al Festival di Salisburgo, alla Philharmonie di Berlino e negli Emirati Arabi Uniti. Esegue la Nona di Beethoven alla Royal Opera House di Muscat. Nell’autunno 2021, ha tenuto una prestigiosa tournée in Germania con i debutti all’Alte Oper di Francoforte, alla Kölner Philharmonie e all’Elbphilharmonie di Amburgo. A giugno 2022 è stata protagonista di una tournée al Sud Italia (Catania, Catanzaro, Salerno, Matera e Brindisi) e a settembre 2023 è tornata alla Royal Opera House di Muscat. A novembre 2025 è stata in tournée in Spagna con il M° Orozco-Estrada, debuttando al Palau de la Música Catalana di Barcellona, all’ADDA Auditorio di Alicante e all’Auditorio Nacional de Música di Madrid. Dal 2017 al 2024 è stata l’orchestra principale del Rossini Opera Festival di Pesaro.

BIGLIETTI E TARIFFE

I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili sul sito www.ticketone.it
In occasione dei concerti la biglietteria fisica sarà aperta un’ora prima dell’evento.

PREZZI STANDARD

PLATEA 25,02 + dp, prezzo finale 28,5€

BALCONATA 19,76 + dp, prezzo finale 22,5€

GALLERIA 16,28 + dp, prezzo finale 18,5€

PREZZI UNDER 35

PLATEA 22,53€ + dp, prezzo totale 25,65€

BALCONATA 17,8 + dp, prezzo totale 20,25€

GALLERIA 14,67 + dp, prezzo totale 16,65€

ABBONAMENTI

PLATEA 64,98€ + dp, prezzo totale 74€

BALCONATA 50,93€ + dp, prezzo totale 58€

GALLERIA 42,15€ + dp, prezzo totale 48€

CONTATTI

White Roses Studio | Ufficio stampa e Comunicazione

Paola Mungo | Senior communication strategist & Media relations
+39 3454105751 | pm@paolamungo.com 


Veronica Vair | Digital PR & Creator relations manager
+39 3279119447 | veronica@whiteroses.it

 

Una produzione CMDI events
www.cmdi-group.com

 

in partnership con DNA Concerti