ilTorinese

“Jacopo Valentini. Vis Montium”: 12 foto in mostra

Prosegue, sotto l’occhio attento di “Camera”, la stagione di giovane fotografia negli showroom di “Maradeiboschi” e “VANNI” di Torino

Da maggio a ottobre, in piazza Carlina

 

L’iniziativa rientra nella seconda stagione del progetto “Futures” moves to piazza Carlina, sostenuto dall’“Unione Europea” (nell’ambito del programma “FUTURES Photography”) e portato avanti a Torino da “CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia”, sotto la curatela di Giangavino Pazzola, con l’obiettivo di tornare a rinnovare il “rapporto con il territorio” attraverso un ciclo di mostre dedicato all’opera di giovani artisti emergenti selezionati dalla stessa “Istituzione” di via delle Rosine. Partner e sostenitori del progetto di “CAMERA” sono ancora gli showroom in piazza Carlina di “Maradeiboschi” (laboratorio esperienziale e di ricerca nei mondi del gelato, del cioccolato e degli specialty coffee) e di “VANNI”(l’occhialeria di design, cento per cento made in Italy di Torino), che ospiteranno le esposizioni, dedicate alla programmazione della fotografia emergente, da questo mese di maggio al prossimo ottobre.

La prima mostra della stagione, inaugurata lo scorso venerdì 5 maggio, in concomitanza con la “Settimana della Fotografia”, si apre con la presentazione degli scatti “paesistici” (a modo suo) di Jacopo Valentini, modenese, classe ’90, laurea in “Fotografia” allo “IUAV – Venezia” e in “Architettura” (2017) all’“Accademia di Mendrisio”. Realizzata con la collaborazione della “Galleria Antonio Verolino” d Modena, la rassegna, significativamente titolata “Vis Montium”, è visitabile tutti i giorni durante gli orari di apertura degli showroom. Per info: “Maradeiboschi”, tel. 011/0266159; “VANNI”, tel. 011/836234.

Per l’occasione Valentini presenta un nucleo di12 fotografie di medio e grande formato che vogliono essere un’indagine autobiografica e, allo stesso tempo, analitica sul tema del proprio paesaggio di origine, iniziata nel 2019 e tuttora in corso. Nello specifico, Valentini realizza immagini che immortalano luoghi, materiali e prodotti caratteristici del territorio collinare reggiano, come per esempio la “pietra di Bismantova” e le “forme di parmigiano”, per esplorare le caratteristiche, i simboli e valori che formano, da una parte, la propria biografia personale e, dall’altra, la rappresentazione dell’identità collettiva di quei luoghi.  Attraverso fotografie di costoni rocciosi, paesaggi naturali, architetture e nature morte, Valentini scompone e analizza il paesaggio reggiano e i suoi simboli caratteristici (proponendone anche nuove forme di interpretazione tese a rompere gli schemi canonici del ritratto di territorio), al fine di ricostruire l’insieme di relazioni economiche, sociali e culturali che questo include.

“Ripartiamo con questo prezioso progetto – commentano il direttore di ‘CAMERA’ Walter Guadagnini e il curatore Giangavino Pazzola – perché, oltre a rappresentare un ulteriore tassello di collaborazione tra realtà locali diverse nella costruzione dell’idea di Torino come una delle principali città legate alla fotografia in Italia, ci permette di stimolare quelle realtà animate dagli stessi valori di ricerca, innovazione e sperimentazione che hanno animato ‘CAMERA’ fin dalla sua nascita. In più, ‘Futures’ moves to piazza Carlina ci permette di continuare a perseguire l’obiettivo di promuovere le esperienze più significative del panorama fotografico nazionale fuori dalle mura del nostro centro, stimolando anche dinamiche legate al nuovo collezionismo”.

In contemporanea all’inaugurazione della mostra di Jacopo Valentini, un’altra artista coinvolta nel progetto “FUTURES”, la toscana Francesca Catastini, espone i progetti “Petrus” e “The modern spirit is vivisective” negli spazi della “Project Room” dell’“Hotel NH Collection” di piazza Carlina.

Gianni Milani

Nelle foto di Jacopo Valentini: “Coral”, Collezione Spallanzani, 2023; “Pietra di Bismantova”, 2023 e “Parmigiano Reggiano”, 2023

Il questore sospende per 20 giorni una pizzeria

A seguito di una complessa attività investigativa iniziata nel 2021 e conclusasi solamente pochi giorni fa, Il Questore di Torino, attraverso la locale Divisione Polizia Amministrativa e Sociale, ha sospeso per 20 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di una pizzeria sita nel Comune di Nichelino all’interno del quale, in occasione di più controlli effettuati dalle forze dell’ordine, è stata rivenuta della sostanza stupefacente.

In considerazione degli elementi emersi nel corso delle indagini e delle successive determinazione dell’Autorità Giudiziaria, che ha emesso nei confronti dei soggetti coinvolti la misura cautelare della custodia in carcere, il Questore ha sospeso la licenza al locale ritenuto fonte di concreto e attuale pericolo per la sicurezza di tutti i consociati e per il mantenimento dell’ordine pubblico, essendo divenuto di fatto la base logistica per la consumazione di reati in materia di stupefacenti.

Il provvedimento questorile ha determinato la sospensione dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande e di commercio al dettaglio di vicinato, con immediata chiusura al pubblico della pizzeria, per la durata di 20 giorni a decorrere dal 25 luglio 2023.

 

In arrivo 225 bus elettrici Gtt a Torino con i fondi del Pnrr

Oltre 150 milioni di fondi del Pnrr saranno impiegati per finanziare l’acquisto di nuovi bus elettrici a Torino. La gara per l’assegnazione dei primi 225 mezzi  per le linee urbane di Torino, promossa da Gtt (Gruppo Torinese Trasporti), si è  conclusa. È  Iveco Bus, in associazione temporanea di impresa con Enel X e Iveco Orecchia, l’azienda classificata al primo posto in tutti i lotti vincendo così  la gara.

La Via Francigena tra storia e spiritualità, una mostra a Palazzo Madama

Tra religiosità, storia, arte e natura la Via Francigena è uno dei cammini più affascinanti del mondo. L’antico itinerario storico parte dal nord dell’Europa e giunge a Roma, la capitale della cristianità. Sono oltre 3000 i chilometri della Via Francigena e vanno da Canterbury, in Inghilterra, a Roma e poi fino a Santa Maria di Leuca in Puglia. Cinque Stati, sedici regioni, centinaia di comuni coinvolti. Le Vie Francigene erano quelle strade, quei sentieri che collegavano i territori dominati dai Franchi alla città eterna. Oggi quel lungo tragitto viene percorso da pellegrini e turisti che ripercorrono le più antiche strade d’Europa seguendo le Vie Francigene dirette verso la Città Santa. Il pellegrinaggio era una pratica diffusa già ai tempi di Carlo Magno, re dei Franchi, in epoca carolingia. Oggi il cammino che da Canterbury porta a Roma è percorribile a piedi, in bicicletta e parzialmente anche a cavallo. La Via Francigena, conosciuta fin dal VII secolo, inizia davanti alla Cattedrale di Canterbury e arriva fino a Dover. Si supera il Canale della Manica e si passa in Francia nelle regioni Champagne-Ardenne e Franche-Comté per entrare in Svizzera costeggiando il lago di Ginevra in direzione delle Alpi. Attraverso il Passo del Gran San Bernardo o passando per l’alta Valle di Susa si entra in Italia e si prosegue in Piemonte e in Lombardia, si passa in Emilia e si arriva in Toscana, si entra nel Lazio fino a raggiungere Roma. Quarantacinque tappe su 79 sono in Italia e il Piemonte è l’accesso principale alla Penisola lungo il pellegrinaggio sulla Via Francigena. A questa lunga strada antica, ricca di storia, di bellezze naturali e artistiche e intrisa di spiritualità è dedicata la mostra “In cammino. La porta di Torino: itinerari sindonici sulla Via Francigena” promossa a Palazzo Madama dal Museo civico d’arte antica e dalla Fondazione Carlo Acutis, in collaborazione con la Regione Piemonte fino al 10 ottobre, nel contesto del progetto “Via Francigena for all, percorsi di turismo accessibile e inclusivo”. Si tratta di un progetto che prevede corsi di formazione per gli operatori turistici, l’acquisto di ausili per accompagnare i disabili e lungo il cammino saranno collocati appositi pannelli per i non vedenti. In vetrina si ammirano opere semplici, ognuna realizzata su un tema specifico. Sono quattro le sezioni in cui si divide l’esposizione. Nella prima sono presentate sedici illustrazioni ispirate al pellegrinaggio e realizzate da giovani artisti italiani ormai riconosciuti a livello mondiale. Nella seconda una serie di materiali video illustrano la Via Francigena e gli itinerari sindonici, Nella terza una grande mappa interattiva, affiancata da fotografie delle decine di Sindoni affrescate sulle pareti esterne di edifici collocati lungo i cammini del Piemonte, evidenzia gli itinerari della Via Francigena e i cammini sindonici. Nella quarta sezione è esposta un’installazione ideata dall’artista torinese Carlo Gloria sul tema del cammino. “La mostra, affermano gli organizzatori, vuole far riflettere sul tema del pellegrinaggio e del pellegrino, colui che si muove per la salvezza materiale, del corpo e dello spirito, mettendo in risalto la Via Francigena con la sua storia, la spiritualità e la natura dei luoghi attraversati”. Percorsa in passato da migliaia di fedeli la Via Francigena “piemontese” è lunga circa 650 chilometri e coinvolge un centinaio di comuni, le province di Torino, Vercelli, Biella, Asti e Alessandria e diversi parchi naturali. Gli orari della mostra, tutti i giorni 10-18, martedì chiuso. Il biglietto di ingresso costa 10 euro, ridotto 8 euro. Ogni giovedì l’ingresso alla mostra, aperta fino al 10 ottobre, è gratuito per tutti i visitatori.
Filippo Re

A Prali summer camp ricerca persone scomparse

CON L’AUSILIO DI UNITA’ CINOFILE

Prali (Torino) ospiterà dal 3 al 6 di agosto 2023 il primo International K9 Summer Camp, che vedrà la partecipazione di Unità Cinofile specializzate nella ricerca di persone scomparse con l’ausilio di Unità Cinofile da Mantrailing (ndr cani molecolari) provenienti da tutta l’Italia (Lombardia, Piemonte, Sardegna, Liguria, FVG, Veneto, Trentino).

L’evento é organizzato da Ivan Schmidt Academy e K9 Mantrailing SA.R Alliance – scuola di formazione nota nel panorama internazionale – e vanterà la presenza di Ivan Schmidt (Svizzera) che ha al suo attivo una ventennale esperienza in qualità di conduttore, formatore, consulente tecnico e ausiliario di PG nell’ambito della ricerca di persone scomparse. Esperto in “missing profiling” ha partecipato a numerosi casi anche internazionali di scomparse di persone. Al suo fianco il Tecnico di K9 Mantrailing Dott.ssa.Vassilia Sacco (Italia).

A Prali (loc.Ghigo) dunque vi saranno diverse esercitazioni di scomparse “simulate” incluso il lavoro sull’approccio e la segnalazione di tracce ematiche e resti umani, sia in notturna che in diurna.

Ivan Schmidt: ” La formazione continua dei binomi è fondamentale per garantire la massima attendibilità possibile del lavoro svolto. Ne uomini, ne cani sono essere infallibili ma sono strumenti che possono fornire un aiuto essenziale nella ricerca di persone scomparse oppure nella ricostruzione di una scena del crimine. Non possiamo escludere che una persona durante la sua scomparsa si ferisca oppure che subentri purtroppo un decesso. Ecco perché vogliamo che le Unità Cinofile presenti abbiamo una formazione a 360 incluso appunto anche sulle tracce ematiche e resti umani”.

PH CREDITS. ALESSANDRA VISENTIN

Ragazza oppone resistenza alla polizia, aveva droga in casa

 

Un cittadina italiana di 23 anni di origini nigeriane è stata arrestata dagli agenti del Commissariato di P.S. Barriera Milano poiché gravemente indiziata di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni.

Nei giorni scorsi, gli agenti del commissariato fermano per un controllo una donna all’uscita di un esercizio commerciale di corso Taranto.

La giovane fin da subito mostra di non voler collaborare con i poliziotti rifiutandosi di fornire le proprie generalità per poi iniziare ad inveire contro di loro cercando di attirare l’attenzione dei passanti chiedendo aiuto.

La ventitreenne, approfittando della confusione creata con le proprie urla che attirano la curiosità dei passanti, cerca di disfarsi di un mazzo di chiavi in suo possesso passandole ad un uomo, ma gli agenti tempestivamente riescono a bloccarla.

Si rende così necessario l’accompagnamento della giovane in Commissariato per procedere ad una sua compiuta identificazione, ma la stessa oppone una strenua resistenza sputando agli operatori e sgomitando, fino a graffiare e mordere a un braccio uno dei poliziotti. Gli agenti, tuttavia, riescono nel loro intento mettendo in sicurezza la donna.

Successivamente, i poliziotti risalgono all’abitazione di cui la donna deteneva le chiavi e la perquisiscono. In un cassetto di un mobiletto del bagno gli agenti trovano due sacchetti in nylon contenenti oltre 210 grammi di cocaina, 58 dosi di crack per un peso di 23 grammi e un dischetto della stessa sostanza stupefacente del peso di 11 grammi. Gli agenti sequestrano anche tutto il materiale rinvenuto necessario per il confezionamento delle dosi.

La donna viene così arrestata per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio oltre che per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Panza (Lega): Nuovo passo verso l’azzeramento delle disparità tra territori

Bene il nuovo provvedimento del ministro Calderoli per la valorizzazione delle aree realmente montane

L’approvazione  della Conferenza Unificata per il nuovo piano di distribuzione del Fondo per lo sviluppo delle zone montane italiane FOSMIT, rappresenta un significativo passo avanti per ridurre i divari esistenti tra i Comuni montani e il resto del Paese, un progetto promosso dal Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie della Lega, Roberto Calderoli, che i territori chiedevano da tempo – dichiara l’europarlamentare della Lega Alessandro Panza -.

Le risorse economiche messe a disposizione verranno di fatto raddoppiate e sono previsti fondi specifici anche per le aree disagiate, interne e a rischio spopolamento, al fine di garantire servizi adeguati a tutti i cittadini, indipendentemente dal fatto che vivano in montagna, in città o in altre zone del Paese. Si tratta di un provvedimento di grande importanza e atteso dalle comunità delle Terre Alte, finalizzato alla valorizzazione delle vere aree montane – conclude l’eurodeputato Alessandro Panza, responsabile delle politiche per le aree montane della Lega e Consigliere per la Montagna del Ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli.

Così in una nota l’europarlamentare della Lega Alessandro Panza.

La Notte Bianca Giavenese

Fervono i preparativi per la Notte Bianca Giavenese: l’appuntamento è fissato per sabato 29 luglio, a partire dalle ore 18 fino a tarda serata.

L’evento, organizzato dall’Ufficio Turistico Comunale, coinvolgerà non soltanto il centro storico cittadino, ma anche le principali vie del paese (via Roma e viale Regina Elena, piazza San Lorenzo, piazza Molines e, in una veste totalmente rinnovata, piazza Maritano).


La Notte Bianca nasce nei primi anni duemila come serata dedicata allo shopping e alla musica: è diventata un tradizionale appuntamento del luglio giavenese, le strade della città si animano sin dalle prime ore pomeridiane di luci, suoni e colori.

L’edizione 2023 della manifestazione si preannuncia ricca di novità e tanto divertimento: i punti musicali saranno quest’anno sei, e l’obiettivo è quello di rendere maggiormente variegata la proposta, ampliandola e lasciando spazio anche ad aree dedicate a balli e danze.

In piazza Ruffinatti il protagonista sarà infatti il country, in piazza Mautino invece il liscio con Giovanni Coppola.

Grande rilievo verrà dato anche alla musica strumentale e alle sonorità più moderne: saranno infatti presenti il blues dei “Marconi Blues Band” in piazza Sant’Antero e il concerto pop dei “NoStars” nei pressi della fontana di via XX Settembre.

I vari artisti coinvolgeranno i presenti in un vortice di melodie, che accontenterà gli amanti di ciascun genere musicale.

Raddoppiano inoltre quest’anno le aree dedicate al food e ai brani commerciali.

Alla ormai consolidata piazza Molines, location per eccellenza sul cui palco si esibirà quest’anno il Team Party Time con un DJ Set, insieme con i Latin Boys ed il campione di Freestyle Rap El Poeta, è l’inedita piazza Maritano ad affiancarsi con una proposta dedicata ai ragazzi, che vedrà in concerto i giovanissimi rapper di Back on Track.

Band dal vivo e dj saranno poi impegnati in piccoli live presso i bar e le attività commerciali presenti sul territorio, che offriranno cibo e bevande fino a tarda notte, dando la possibilità di assaporare un buon pasto o semplicemente sorseggiare una bibita.

Salario minimo, Grimaldi (Verdi Sinistra): Sfruttamento e salari da fame

E i profitti crescono.  Il governo Meloni non accampi scuse: la legge va approvata subito
Come può accadere che facchini, montatori, autisti, rider, vigilanti, braccianti, addetti alle pulizie, lavoratori dei beni culturali lavorino per meno di 7 euro l’ora, spesso 12 ore al giorno o di più, magari accumulando straordinari per raggiungere un salario dignitoso? Come è potuto accadere che l’Italia arrivasse ai primi posti in Europa per i livelli di lavoro povero, con l’11,8% di occupati a rischio povertà? Accade perché il conflitto tra capitale e lavoro non è finito, ma il capitale ha vinto e stravinto. L’Italia è l’unico Paese europeo in cui dal 1990 il salario medio annuale è diminuito, ma non è stato certo lo stesso per i profitti. Nel 2022 le aziende italiane hanno chiuso i bilanci con profitti in crescita del 53,25 per cento rispetto a 2021, il salario dei loro dipendenti è crollato del 7,6 per cento.
Lo afferma nell’Aula di Montecitorio Marco Grimaldi dell’Alleanza Verdi Sinistra intervenendo nella discussione sulla proposta di legge sul salario minimo.
In Italia salgono i mutui, le bollette, il costo della vita, i biglietti dei tram. L’unica cosa che non viene mai indicizzata – prosegue il vicecapogruppo dei deputati rossoverdi – sono i compensi di chi lavora. Il salario minimo legale è una misura vera di redistribuzione del reddito, perché l’aumento dei salari deve essere estratto dal capitale, non dalla fiscalità generale.
 Il governo Meloni temporeggia dicendo di temere che questa misura danneggi la contrattazione sindacale, ma perché invece non dà il buon esempio stanziando tutte le risorse necessarie per alzare i salari dei medici, degli insegnati, dei dipendenti pubblici? Ho visto in questi anni che a volte la lotta sul lavoro paga, ma costa anche molto: miseria, ritorsioni, licenziamenti ingiusti, isolamento. Noi, che rappresentiamo lo Stato, dovremmo essere dalla parte di chi – conclude Grimaldi – rischia tutto per ottenere condizioni dignitose per sé e per gli altri. È il momento di dimostrarlo. Salario Minimo Subito.

“Osservatorio Futura”, le “libere” opere di artiste e artisti dell’ultimissima generazione, di origine pugliese

“Non rimane che volare/generazione a confronto 1988-1999”

Fino al 28 luglio

Via Giacinto Carena 20, a Torino, zona San Donato. Quando si entra nel piccolo (ma grande di idee e di provocatoria ingegnosità) spazio espositivo di “Osservatorio Futura” aperto – per passione e per sfida, nel 2020 – da Francesca Disconzi e Federico Palumbo, si sa già fin da subito che le “sorprese” e le “bizzarrie d’arte” non potranno mancare. Del resto “Osservatorio” nasce proprio con ben dentro e addosso questo DNA: dare voce e spazio a forme d’arte sperimentali e di ricerca, che altrove non troverebbero forse granché di spazio, ma in grado di comunicare, a chi osserva, voli sogni e fantasie arrivate non sai come e che senti esser capaci di aprirti mondi di grande suggestione e originalità. Così anche questa volta eccoci catapultati in “storie”, anche di post-avanguardia “al cubo”, per le quali non puoi non sgranare gli occhi e provar spaesamenti tali che ‘ntender no (li) può chi no (li) prova, mi perdoni il Sommo Poeta. Ad esempio?


Ad esempio, alla tua sinistra appena entri, ecco un comunissimo “mocio” con tanto di bastone a parete che, lì per lì, pensi abbia dimenticato la signora delle pulizie, e che poi invece t’accorgi aver dei puntuti “artigli” aquileschi fissati a terra, capaci di graffiare via lo sporco, ma anche le paure e le inaccettabili condizioni di una vita o di un mestiere che ti vanno stretti. Alzi lo sguardo e appoggi gli occhi su tavole in legno rivestite di cera ad osservare i poveri resti di una recente depilazione (wow!) su cui, fissato in laser cut, leggi “Combatti l’espressione estetica”. Sotto a terra, un mediterraneo arbusto contorto coperto e custodito, come memoria preziosa di una natura troppo spesso vilipesa, con una dorata “coperta isotermica”; accanto sedici bottiglie “molotov” (sic!), per fortuna innocue e senza benzina, disposte a forme di cuore. Se esploderanno sarà “esplosione d’amore”. Più in là ecco invece il richiamo alla guerra, sempre vicina alla “Fortezza Europa”: un “servomuto” con appesa una divisa militare anni ’70, con tanto di berretto in alto e anfibi in basso. L’avvertimento è palese. Il titolo dice che “La divisa militare di mio padre è ancora buona”, l’installazione è del barese Nicola Guastamacchia. Le opere succitate: “DconlaH” (il “mocio”) del leccese di Gagliano del Capo Marco Musarò, “Manifesto contro l’espressione estetica” della barese Ivana Pia Lorusso, “Etereo 2” della barese di Putignano Lorena Ortells“Love” (le 16 bottiglie simil-molotov) del brindisino Gianni D’Urso. Curata dal leccese (residente a Torino) storico dell’arte e curatore indipendente, Giuseppe Amedeo Arnesano, la mostra prende a prestito il titolo (“Non rimane che volare”) da una famosa frase del geniale, pugliese doc (di Campi Salentina) Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene, in arte e per noi tutti Carmelo Bene, geniale istrione, padre della “neoavanguardia” teatrale italiana, che in un’intervista ebbe a parlare, a proposito dell’emigrazione “costretta” di molti giovani meridionali, di “Sud in perdita”, di “Sud azzoppato”, cui “non resta che volare”. Volare, scappare, dar di redini verso l’“altrove”. Torino, Milano, Firenze: le città dove, per la maggiore, vivono oggi gli artisti presenti in mostra, nati e formatisi in Puglia e che, per ragioni anagrafiche hanno vissuto un decennio, l’ ’88 – ’99, fatto di grandi cambiamenti storici, politici e culturali. “Si tratta di un’esperienza collettiva– sottolinea Francesca Disconziche può essere considerata parte di un progetto di mappatura più ampio e che, in questo caso specifico, abbiamo potuto realizzare grazie al contributo del curatore Giuseppe Amedeo Arnesano, pugliese di origine, che attualmente vive a Torino”.

Filo comune, l’approccio militante alla continua ricerca di nuove cifre stilistiche, l’impegno politico e “curatoriale” (la cura in senso lato della propria Terra) per chi resta o l’immergersi, per gli “esuli”, in nuove realtà – geografiche e umane – in gran parte accettate e perfino condivise. O desiderate. Fino al momento del “risveglio” offuscante e offuscato. Del “Rèveil” di cui ci parlano, in un acrilico su tela, perfetto nel rigore del segno, la leccese Rebecca Schiavone e il barese, oggi residente a Milano, Domenico Ruccia nel suo ironico e parodistico olio su lino “Cynthia Love”, immagine decadente dell’iconica “Milano da bere” anni ’70 – ’80.  A seguire le beneaguranti “corna in ceramica” della “Stellosa” di Grazia Amelia Bellitta, la surreale “mela con sigaretta in bocca” di Matteo Coluccia, le 12 “Surprise” acrilici su pvc di Gabriele Mauro fino all’amaro “La tua assenza mi manca” su un blocco frammentato di lapidi che diventa per Lorenzo Montinaropretesto di pura poesia o all’“Animalia ch. Three” di Gabriele Provenzano, inquietante amplesso finito male fra due serpi neri, emblematica rappresentazione di “una regione sempre più arida” e dei suoi giovani “in fuga da essa” o, per ultimo, al provocatorio graffito “Scroll Piece” del brindisino Marco Vitale.

Gianni Milani

“Non rimane che volare/generazione a confronto 1988-1999

“Osservatorio Futura”, via Giacinto Carena 20, Torino; tel. 340/5032494 o  www.osservatoriofutura.it

Fino al 28 luglio, solo su appuntamento

Nelle foto (di Davide D’Ambra): Ivana Pia Lorusso “Manifesto contro l’oppressione estetica” e Rebecca Schiavone “Le Rèveil”; Nicola Guastamacchia “La divisa militare di mio padre è ancora buona”; Domenico Ruccia“Cynthia love”.