ilTorinese

Dissesto idrogeologico, in arrivo i fondi Pnrr per prevenire le calamità naturali

STANZIATI OLTRE 59,3 MILIONI DI EURO PER GLI INTERVENTI

Sono 87 le opere finanziate attraverso il PNRR

«Abbiamo lavorato e ci siamo confrontati fin dal primo giorno in cui il Governo ha iniziato a parlare di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – ripercorrono il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore ai Trasporti e Infrastrutture della Regione Piemonte Marco Gabusi -. Era fondamentale che per la nostra Regione ci fosse una parte consistente legata agli interventi contro il dissesto idrogeologico. Il Piemonte negli ultimi tre anni, soprattutto in alcuni territori, è stato fortemente colpito da questo tipo di calamità, creando ingenti danni, sia da un punto di vista ambientale che per le colture e le imprese».

L’elenco presentato dalla Regione Piemonte prevede 87 interventi per un ammontare complessivo di 59,3 milioni di euro. Di questi oltre 7,6 milioni per opere nel Vercellese e 7.155.000 nel Biellese, più di 5 milioni stanziati nella provincia di Torino, oltre 15,8 milioni i fondi che arriveranno nel Cuneese, 13,7 milioni andranno per progetti nell’Alessandrino e più di 5 milioni di euro nella provincia di Asti; infine quasi 4,8 milioni di euro nel Verbano-Cusio-Ossola.

Gli interventi sono realizzati nel rispetto delle disposizioni contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 agosto 2022. Le eventuali rimodulazioni dell’elenco degli interventi sono sottoposte all’approvazione del Capo del Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio. Inoltre, si provvederà all’individuazione degli obblighi delle parti, con cui saranno regolamentate le modalità per l’attuazione, il monitoraggio, la rendicontazione e il controllo degli interventi.

Proseguono Cirio e Gabusi: «Questo dialogo costante con Roma ci ha portato a uno stanziamento rilevante che oggi diventa realtà e possiamo finalmente comunicare che ci sono stati assegnati 59,3 milioni di euro per 87 interventi sul territorio piemontese a favore di Comuni, Province, Agenzia interregionale per il fiume Po, che andranno a migliorare notevolmente le condizioni di sicurezza idraulica e anche la viabilità dei nostri territori».

Gli interventi passano dai lavori di adeguamento del sistema arginale di fiumi e torrenti fino al rifacimento di ponti accesso tra aree di pertinenza e consolidamenti spondali: «Sicuramente tra le opere più importanti che sono rientrate nel PNRR c’è il ponte sul Tanaro di Garessio in provincia di Cuneo – illustrano il Presidente e l’Assessore – e le opere in Valle Strona a Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola. Nella provincia di Torino ci sono gli interventi di consolidamento del corpo stradale in Valle di Susa a Pragelato e Sestriere. Se ci spostiamo nell’Astigiano e Alessandrino c’è l’adeguamento sezioni di deflusso fossi colatori del torrente Grue a Bubbio, in Valle Bormida e nel comune di Sarezzano. Infine tra gli altri importanti investimenti ci sono la messa in sicurezza del fiume Sesia a Borgo Vercelli e il ripristino del corpo stradale, messa in sicurezza versanti ed attraversamenti stradali nel Biellese».

Toro e Juve alla riscossa!

13esima giornata di serie A
Domenica 6 novembre
Ore 12.30
Bologna-Torino
Ore 20.45
Juventus -Inter

Granata e bianconeri in ripresa ed alla riscossa in questo campionato anomalo che riserverà grosse sorprese,vista la sospensione per 50 giorni dovuta al mondiale in Qatar che prenderà il via domenica 20 novembre.
Il Torino di Juric sarà in campo all’ora di pranzo,di domenica,contro il Bologna.
Un Toro in netta ripresa e rinfrancato dalle 2 vittorie consecutive,ottenute contro Udinese e Milan,giocando davvero bene.
I bianconeri di Max Allegri cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel della crisi:almeno la qualificazione in Europa League è stata ottenuta, disputando una buona gara,seppur sconfitta di misura,contro il Paris Saint Germain.
Arriverà l’Inter in piena forma in una partita che si preannuncia avvincente ed aperta ad ogni risultato.

Formazioni
Bologna -Torino
BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri, Posch, Soumaoro, Lucumì, Cambiaso; Schouten, Medel; Orsolini, Sansone, Barrow; Arnautovic. Allenatore: Thiago Motta A disposizione: Bardi, Bagnolini, Sosa, Lykogiannis, Kasius, Moro, Dominguez, Ferguson, Aebischer, Soriano, Zirkzee, Vignato Indisponibili: Bonifazi Squalificati: –

TORINO (3-4-2-1): V. Milinkovic; Djidji, Schuurs, Rodriguez; Singo, Lukic, Ricci, Lazaro; Miranchuk, Vlasic; Pellegri. Allenatore: Juric A disposizione: Gemello, Bayeye, Zima, Buongiorno, Adopo, Garbett, Seck, Vojvoda, Radonjic, Karamohx Indisponibili: Aina, Berisha, Ilkhan, Sanabria Squalificati: Linetty
Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Posch, Soumaoro, Lucumì, Cambiaso; Medel, Dominguez; Ferguson, Aebischer, Barrow; Arnautovic. All.: Thiago Motta

Juventus-Inter
JUVENTUS (3-5-2): Szczesny; Bremer, Bonucci Danilo; Cuadrado, Fagioli, Locatelli, Rabiot, Kostic; Vlahovic Milik. All. Allegri

INTER (3-5-2): Onana; Skriniar, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calahnoglu, Mkhitaryan, Di Marco; Dzeko, Lautaro Martinez. All. Inzaghi

Enzo Grassano

Torino: auto contro tram in centro città. Ferita una donna

Incidente ieri sera ai Giardini Reali di Torino dove un tram della linea 16 e una Bmw si sono scontrati tra viale 1° Maggio e viale dei Partigiani. La donna alla guida dell’auto è stata portata in ospedale lievemente ferita: i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per estrarla dall’auto. (Foto di repertorio)

Radicali in piazza per l’Ucraina

Non  “per la pace di Putin” ma per la liberazione dell’Ucraina e della Russia da Putin.

“Sabato 5 novembre, dalle ore 15:00, saremo con la comunità ucraina in Piazza Castello, di fronte al Palazzo della Regione, per dire forte e chiaro: “Fuori gli invasori dall’Ucraina”, dichiarano in una nota Andrea Turi, Coordinatore dell’Associazione Radicale Adelaide Aglietta, ed Igor Boni, Presidente di Radicali Italiani.
Proseguono: “ a Roma scenderanno in piazza migliaia di persone “per la pace”; in realtà, “per la pace di Putin”. Diciamolo: non fornire più armi all’Ucraina significherebbe consentire a Putin non solo di mantenere i territori ucraini già invasi ma di invaderne altri, fino ad arrivare ai confini della Polonia (cioè dell’Unione Europea) e della Moldavia (dove gli uomini di Putin stanno già lavorando per fare cadere il governo filoeuropeo). Occorre, invece, continuare a sostenere in tutti i modi il governo ucraino e occorre attuare un bombardamento di informazione, di conoscenza, di verità nei confronti del popolo russo. Da una settimana Radicali Italiani sta inondando la Russia di mail (quasi un milione e mezzo di invii), invitando i cittadini russi alla diserzione, alla non collaborazione con il criminale di guerra Vladimir Putin, a firmare per la sua incriminazione all’Aja. Se noi, con i nostri poveri mezzi, siamo riusciti a fare questo, quale “operazione verità in Russia” riuscirebbero a incardinare organizzazioni politiche, sindacali, associative mille volte più potenti di noi?!
Hanno aderito al flash mob: +Europa Torino; Italia Viva Torino; Volt Torino; Comitato Giovani per l’Ucraina.
In Piazza Castello saranno raccolte le firme dei cittadini sull’ appello “Putin all’Aja”, per richiedere l’incriminazione di Vladimir Putin da parte della Corte Penale Internazionale dell’Aja, per i crimini di guerra e contro l’umanità commessi dall’aggressore russo in Ucraina
L’appello, disponibile in nove lingue (fra cui ucraino e russo), è online su radicali.it

Covid, la situazione a Torino e in Piemonte: calano i contagi

FOCUS SETTIMANALE

In Piemonte prosegue il calo dei contagi generalizzato in tutte le fasce di età per la quarta settimana consecutiva.

L’occupazione dei posti letto ordinari si attesta all’8%, quella dei posti letto in terapia intensiva si attesta al 2,4% mentre la positività dei tamponi è all’11,9%.

CONFERMATA LA DOMINANZA DI OMICRON 5

Dai dati diffusi da Arpa, gli esiti delle analisi di sequenziamento delle acque reflue su campioni prelevati il 24 ottobre evidenziano la dominanza della sottovariante di Omicron BA.5 nei depuratori di Castiglione Torinese, Alessandria, Cuneo e Novara.
Sono state osservate mutazioni specifiche ed univoche con bassa frequenza appartenenti alle sottovarianti BA.4.6.1 e BA.2.75. Non si osservano mutazioni specifiche per le sottovarianti Omicron BA.3, BA.2.12.1 e BG.

VACCINAZIONI

Tra martedì 1° e giovedì 3 novembrsono state vaccinate 12.23 persone: 35 hanno ricevuto la prima dose, 33 la seconda, 429 la terza, 10.212 la quarta, 1.526 la quinta. Dall’inizio della campagna vaccinale sono state somministrate in Piemonte 10.494.788 dosi, di cui 3.343.285 come seconde, 2.955.567 come terze, 582.620 come quarte, 7.064 come quinte.

FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE

In Piemonte nel periodo dal 28 ottobre al 3 novembre i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 1.800. Suddivisi per province: Alessandria 196, Asti 81, Biella 67, Cuneo 166, Novara 138, Vercelli 64, VCO 48, Torino città 356, Torino area metropolitana 640.

In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 12.601 (-6533).
Questa la suddivisione per province: Alessandria 1371 (-537), Asti 569 (-284), Biella 466 (-375), Cuneo 1.159 (-890), Novara 963 (-506), Vercelli 446 (-190), VCO 333 (-293), Torino città 2.493 (-1052), Torino area metropolitana 4.479 (-2371).

INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI

Nella settimana dal 28 ottobre al 3 novembre l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 296.3 in diminuzione (-34,2%) rispetto ai 450 del periodo 21-27 ottobre.

Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 138.5(-32,2%).

Nella fascia 25-44 anni è 270.1 (-32,5%).

Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 347.3 (-31,6%).

Nella fascia 60-69 anni è 383.7 (-36,2%).

Tra i 70-79 anni è 422.2 (- 34%).

Nella fascia over80 l’incidenza risulta 384.1 (-40,4%).

INCIDENZA DEL CONTAGIO IN ETÀ SCOLASTICA

In età scolastica, nel periodo dal 28 ottobre al 3 novembre, l’incidenza rispetto alla settimana precedente è in diminuzione in tutte le fasce di età.

Nel dettaglio: nella fascia di età 0-2 anni l’incidenza è 98.3 (-35,2%), nella fascia 3-5 anni si registra un’incidenza di 59.9 (-31,7%), nella fascia tra i 6 ed 10 anni l’incidenza è 82.1 (-32,5%), nella fascia 11-13 anni l’incidenza è 132 (-33,5%), nella fascia tra i 14 ed i 18 anni l’incidenza è 104.7 (-31,5%).

Operaio precipita dal tetto e muore

Incidente sul lavoro a San Giorgio Monferrato nell’Alessandrino. Vittima un operaio edile di 42 anni, di origini albanesi, che abitava  Casale Monferrato.  Da accertare le cause per cui è caduto da un’altezza di circa 4 metri mentre lavorava sul tetto di un capannone. Trasportato in ospedale non è stato possibile salvarlo.

Naufraghi, Grimaldi (Verdi Sinistra): “Il Governo assegni il porto più vicino o risponderà della sua disumanità”

“La Presidente Meloni afferma una palese assurdità quando dice che se la nave di una Ong batte la bandiera di un Paese, o quello ‘la riconosce e se ne fa carico, o quella diventa una nave pirata’. Per il diritto internazionale, il capitano di una nave che venga a sapere che c’è un’imbarcazione in pericolo nelle vicinanze deve immediatamente alterare la rotta, dirigersi verso questa imbarcazione per soccorrere le persone e avvertire le autorità competenti, che in acque internazionali sono i Paesi più vicini, quindi Italia, Libia e Malta” – dichiara il Deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Marco Grimaldi, in merito alla situazione delle tre navi – Geo Barents, Humanity1 e Ocean Viking – che da 10 giorni attendono al largo della Sicilia di poter sbarcare dopo essere state soccorse in diverse operazioni in acque internazionali nel Mediterraneo centrale.

 

“Quasi mille persone a bordo, tra cui donne, minori soli e bimbi, anche di meno di 4 anni. Più passa il tempo, più le loro condizioni psicologiche e fisiche peggiorano, e parliamo di persone che in gran parte hanno subito torture in Libia” – prosegue Grimaldi. – “Chiediamo, con Mediterranea, che alle navi sia subito assegnato il porto più vicino per far sbarcare i naufraghi, come previsto dal diritto internazionale. Altrimenti il Governo dovrà rispondere della propria disumanità”.

La Venaria Reale celebra Sant’Uberto di Liegi

Sfilata degli “Equipaggi” nel centro storico, seguita dalla Messa nella Cappella dedicata al Santo e dall’omaggio musicale

Domenica 6 novembre, dalle ore 11

Venaria Reale (Torino)

Primo vescovo di Maastricht e di Liegi, venerato quale protettore di “uomini e animali dalla rabbia silvestre” e quindi anche come protettore dei cacciatori, Sant’Uberto (Tolosa, 656? – Voeren-Belgio, 727 d. C.), sarà festeggiato domenica prossima 6 novembre alla “Venaria Reale”, dimora di caccia e di divertissement di Casa Savoia. La tradizione galoppa nei secoli. Il primo in Piemonte a dare solennità alla Festa (già menzionata, nel 1674 e nel 1682, da Amedeo di Castellamonte in “La Venaria Reale, Palazzo di Piacere e di Caccia” e in “Theatrum Sabaudiae”)  fu il duca Carlo Emanuele II, seguito dai suoi successori. Celebrata a Venaria per il 27esimo anno, ad organizzarla è l’“Accademia di Sant’Uberto” con la “Reggia di Venaria”, il patrocinio della “Città di Venaria”, molteplici collaborazioni di Enti e Società locali, il sostegno di Fondi riservati dal “Ministero della Cultura” ai Patrimoni “UNESCO” e della “Fondazione CRT”. Particolare la sua storia. Nel 1996 infatti si costituiva a Venaria l’“Accademia di Sant’Uberto” che subito, per promuovere la “Reggia” e il suo borgo, lavorava, da un lato, alla creazione del gruppo dei “suonatori di corno” dell’“Equipaggio della Regia Venaria” e dall’altro alla ripresa della “Festa di Sant’Uberto” che ha caratterizzato la Reggia sin dalla sua costruzione. Dal 1996 la Festa, storicamente legata alla fondazione sia della Città di Venaria Reale sia del Borgo, viene celebrata il 3 novembre, ricorrenza del Santo, se di domenica, altrimenti la prima domenica successiva al 3 novembre. Ma quale il programma della prossima domenica 6 novembre?

Alle 11 è prevista la “sfilata degli equipaggi” da piazza Annunziata alla Reggia. Protagonisti l’“Equipaggio della Regia Venaria” e “Les Trompes de Bonne”, gruppo proveniente dall’Alta Savoia: entrambi sfilano con i celebri corni da caccia, la cui arte musicale è stata dichiarata “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO” nel 2020.

Quindi, alle 11,15, si terrà la Santa Messa nella “Cappella di Sant’Uberto” con accompagnamento musicale dei corni da caccia degli equipaggi, ma anche delle trombe e dei timpani della “Reale Scuderia” e l’organo, seguita, alle 12, da un omaggio musicale a Sant’Uberto: non solo una semplice occasione d’ascolto ma un vero e proprio momento celebrativo da vedere e vivere in ogni suo momento. La cerimonia ha infatti origine in età medievale, quand’era denominata  “missa canum”, messa dei cani, per l’uso di benedire i cani e i loro padroni alla fine della messa. L’abitudine di accompagnare momenti della messa con musica, in particolare quella prodotta dai corni da caccia, è documentato dal XVIII secolo. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti.

Qualche nota storica. Dalla Venaria a Stupinigi. Le reliquie di Sant’Uberto Martire, dono di papa Clemente IX a Carlo Emanuele II per la “Venaria Reale”, si trovavano dal 1669 nella cappella della Reggia. Per espresso volere del pontefice, l’edificio religioso che le ospitava doveva essere accessibile non solo dall’interno del palazzo, ma da tutti i fedeli, per rendere possibile la venerazione anche a chi non appartenesse alla corte. Fu questa una possibile motivazione dell’apertura della chiesa di corte della Venaria verso la piazza. Non solo cappella riservata alla corte, interna al palazzo, ma a tutta la popolazione. Si è  desiderato conservare anche ai nostri giorni questo spirito di condivisione tra Reggia e borgo di Venaria Reale. Cessata la funzione di Residenza Reale della Venaria, dal 1819 la reliquia è conservata a Stupinigi, nella chiesa della “Visitazione di Maria Vergine”, sulla piazza della palazzina, per volontà di Vittorio Emanuele I.

g.m.

I vampiri energetici

Tutti noi li abbiamo incontrati, li incontriamo ancora e sappiamo quanto possano essere fastidiosi.

E’ stato attribuito loro il nome di vampiri energetici perché, come i vampiri cinematografici succhiano il sangue, quelli energetici ti spossano, ti privano di energie.

Sono quelle persone che, spesso per abitudine e non per un reale problema, scaricano sugli altri tutte le loro ansie, le loro insicurezze, i loro problemi in modo quasi maniacale.

Qualsiasi cosa sia successa loro avrà la precedenza sulle nostre esigenze, sui nostri tempi, su eventuali nostri problemi di salute come di lavoro perché sembra che se non li ascoltiamo la loro vita possa precipitare.

Il problema è che, anche dopo averli ascoltati, consigliati, dopo aver smosso montagne per venire incontro alle loro esigenze, il vampiro continuerà a comportarsi come se non vi avesse interpellato, come se non aveste suggerito nulla.

E’ una vera e propria sindrome che colpisce trasversalmente entrambi i generi, senza limiti di età anche se è più frequente intorno ai 40-50 anni (età in cui spesso non si accetta che sogni e realtà siano discordanti), senza limiti di titolo di studio o status economico.

Può essere la vicina di casa, il collega, il compagno di studi o la cliente del supermercato con la quale dividete orari e scaffali, un modo per iniziare la conversazione lo trova sempre; da lì ad iniziare il piagnisteo il passo è breve: nessuno ha sofferto come lui/lei per una certa patologia, la sfortuna che ha con gli uffici pubblici non la raccomanda a nessuno, il mobbing a cui è sottoposta è nulla in confronto a ciò che si legge sui giornali e così via.

Ovviamente, questo comportamento, già stressante se occasionale, diventa insopportabile se ripetuto periodicamente perché più si dàretta a questi soggetti, più li si autorizza implicitamente a reiterare il loro atteggiamento.

La loro non è una vera richiesta di aiuto perché, se così fosse, proverebbero quanto meno ad adottare i suggerimenti forniti loro dal povero ascoltatore; è un puro esercizio, una prova di forza inconscia alla quale sottopongono chi si trova nel loro cerchio di amicizie o conoscenze.

Così come comprare alcool ad un’etilista lo porta a credere che il suo comportamento sia corretto, così ascoltare o prestare attenzione ad un vampiro energetico significa perpetuarne le abitudini nei vostri confronti.

La nostra cultura di aiutare il prossimo, di non fare agli altri ecc. ci porta, ipso facto, ad accollarci l’onere di non interromperli, di provare ad aiutarli, in qualche modo a farci carico di quanto loro ci chiedono, in modo indiretto, con le loro lamentazioni.

In realtà suggeriste anche la miglior soluzione al mondo, foste anche insigniti del Nobel in problem solving o tiraste fuori una bacchetta magica sicuramente efficace, ciò non sposterebbe di una virgola la situazione: il rompiscatole non vuole essere aiutato, ha solo bisogno di rimarcare la sua presenza, la sua esistenza e sentirsi importante alle vostre orecchie.

Uno studio ha dimostrato che stare vicino a chi si lamenta di continuo nuoce al cervello: 30 minuti di ascolto delle lamentele riducono l’attività dei neuroni dell’ippocampo, cioè l’area deputata alla soluzione die problemi; il risultato è che diventiamo meno abili a risolvere i problemi, quando questi toccano a noi.

Che fare, quindi, in questi casi? Zac! Dare un taglio, deciso, cortese, ma irrevocabile alle continue telefonate, chiacchiere, fermate per le scale o alle riunioni scolastiche o in palestra o, per aiutare un’altra persona, danneggerete voi stessi.

Come prima cosa dovete pensare che se uno continua a chiedere senza apportare modifiche o adottare i suggerimenti ricevuti forse non vuole realmente risolvere il problema.

Poi, è evidente che se si rivolge a voi, che forse non avete la preparazione più adatta per quel problema, è opportuno indirizzarlo a qualcuno più competente (medico? avvocato? psicologo?).

In ultimo analizzatevi ogni volta, quando finite il round con il portatore sano di problemi: come vi sentite? Come minimo infastiditi, sicuramente stressati, probabilmente stanchi: e allora chi ve lo fa fare? Considerando che, è dimostrato, non risolverà mai nulla ma continuerà a chiedervi fin quando cambierà interlocutore proprio come si cambia l’auto, la montatura di occhiali o la località di villeggiatura non è forse il caso di tagliare drasticamente? Vi assicuro che, trascorso breve tempo, di rivolgerà a qualcun altro sicuramente più paziente o disponibile o titolato di voi (secondo lui).

Nel mio libro Ventiquattro sfumature di vita nel capitolo dedicato proprio ai vampiri energetici esorto ad essere un po’ più egoisti a salvaguardia della propria salute mentale.

Provate. Tutti noi abbiamo una serie di problemi da affrontare quotidianamente: cerchiamo almeno di eliminare quelli che non ci riguardano.

Sergio Motta

Al Castello di Masino riposa Arduino, re d’Italia

Le spoglie di re Arduino riposano in pace ancora oggi nella cappella del castello.
Trasuda di storia, cultura e arte il Castello di Masino, a Caravino, nel canavese, oggi forse più conosciuto per la bellezza del suo parco e per le tante iniziative del FAI (Fondo Ambiente Italia) che non per la sua storia. Eppure giganteggia lì, radioso su quella altura, da oltre dieci secoli, di fronte all’incantevole barriera morenica della Serra di Ivrea circondato da un immenso parco. Fu costruito nel secolo XI dalla nobile dinastia dei Valperga che vanta di discendere da re Arduino, marchese di Ivrea e poi re d’Italia per pochi anni, dal 1002 al 1014. Per mille anni è stata la residenza dei conti Valperga di Masino.
Oggi lo vediamo senza torrioni ma fino al Rinascimento era difeso da alte mura e imponenti torri di avvistamento, una fortezza situata in un’invidiabile posizione strategica attorno alla quale duellarono le grandi famiglie nobili dell’epoca, i Savoia, gli Acaia, i Visconti e gli stessi conti di Masino che si contendevano il castello e parte del Canavese. Nel corso dei secoli i Valperga trasformarono il castello in residenza nobiliare e poi in una elegante dimora di villeggiatura. Nel Cinquecento le fortificazioni furono abbattute per far posto a un grande spazio verde tappezzato di splendidi giardini. Secoli di gloriosa storia narrati dai saloni del maniero, dalle camere per gli ambasciatori agli appartamenti privati con dipinti, oggetti e memorie storiche, dai salotti nobilmente arredati alla biblioteca di oltre 25.000 volumi antichi, dal Museo delle carrozze dei conti Valperga alle terrazze panoramiche sulla piana del Canavese. Spettacolare il Salone che celebra la dinastia dei Savoia, il più grande del castello, che si può ammirare solo da pochi mesi. Dopo tre anni di restauri conclusi ad aprile è stato riportato alla luce il salone di rappresentanza decorato da un ciclo di affreschi di fine Seicento che era nascosto da vari strati di pittura. Gli affreschi presentano vedute paesaggistiche in trompe-l’oeil di 22 città del Piemonte e della Savoia, un fregio con decine di stemmi nobiliari e in cima al camino l’albero genealogico, alto tre metri, della dinastia sabauda a cui i Valperga, e in particolare il conte di Masino Carlo Francesco Giuseppe (1655-1715), erano strettamente legati. E pensare che fino al 2019 il Salone dei Savoia era una galleria di quadri dell’Ottocento con le pareti dipinte di bianco ma sotto la vernice si intuiva già la presenza di un’altra decorazione. Rimossa la vecchia pittura ecco l’eccezionale scoperta e tutto è tornato come nel Seicento. Circonda la rocca un parco romantico con uno dei più grandi labirinti di siepi d’Italia. Fu l’ultimo discendente dei Valperga di Masino, Luigi, a cedere nel 1988 l’edificio al FAI che da allora si prende cura di questo patrimonio storico e culturale investendo ingenti somme per la manutenzione e per aprirlo ai visitatori.
Re Arduino si ritirò a vita privata nell’Abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese dove morì nel 1015. Le ossa del re d’Italia furono sepolte e riesumate più volte passando da un castello all’altro fino a trovare una sistemazione definitiva nella cappella del castello di Masino. Il maniero, di proprietà del FAI, dista 12 chilometri da Ivrea e 40 da Torino, è aperto al pubblico da mercoledì a domenica dalle 10.00 alle 18.00. Dal 19 dicembre sarà chiuso per la stagione invernale.       Filippo Re