In seimila questa mattina hanno corso la Maratona di Torino, favorita da una splendida giornata di sole.
La competizione è stata vinta da Sendeku Alelgn Amogne, etiope, classe 1995 che ha chiuso in 2h09’46”. Secondo e terzo posto: i keniani Joel Kipkenei Melly (2h10’59”), e Timothy Kosgei Kipchumba con 2h12’50”.
La femminile è stata vinta dalla keniana Dorine Jerop Murkomen con 2h31’30”, prima dell’ etiope Etsegenet Belete a 2h32’48”. Terza la keniana, Lenah Jerotich, 2h34’53”.
Stamane inoltre a Torino si è corso per sostenere la ricerca sul Cancro. Oltre alla Torino City Marathon, sulla distanza classica di 42 chilometri, si è disputata la stracittadina non competitiva di 7 km,Torino City Run, che ha destinato una parte del costo dell’iscrizione alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. Gli oltre 2 mila partecipanti hanno consentito di raccogliere circa 20 mila euro destinati alle attività di ricerca e di cura dell’Istituto di Candiolo – IRCCS. Fra i partecipanti che indossavano lo speciale pettorale con la scritta “#sostienicandiolo”, anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
Si tratta a volte di veri artisti che, non avendo ancora ottenuto un lavoro sicuro, si adattano a questo ruolo da non considerare umiliante poiché è un modo di esprimere le proprie capacità e trovare riscontro in chi ama la musica.
divenuto famoso perché coprotagonista della “Luna e i falò” di Cesare Pavese che lo riteneva rappresentante del proprio mondo mitico dell’infanzia. Anche Garazzino a volte è nostalgico ma prevale il piacere di suonare che scaccia la tristezza e trasmette ai passanti spensieratezza con allegri valzer e mazurche.
Uno dei percorsi suggeriti ai turisti in visita a Torino sono senz’altro i portici di Via Po, da P.zza Castello a P.zza Vittorio, a metà del tragitto a sinistra troviamo Via Montebello e dopo qualche passo eccola lì, a destra, affascinante ed austera, la Mole Antonelliana. “L’opera architettonica più geniale mai realizzata” questo era per il filosofo Nietzsche la Mole simbolo della città barocca. Il nome deriva dal suo architetto Alessandro Antonelli. Fino al 1908 fu l’edificio in muratura più alto del mondo. La storia della mole è molto travagliata, è stata infatti spesso in parte distrutta da intemperie e ricostruita con materiali più solidi, il simbolo di Torino è quindi anche un grande insegnamento per noi perché rappresenta la forza di ognuno nel persistere nonostante le avversità e a forza di reagire e rialzarsi si diventa più forti e non si cade più.






