Dal 23 ottobre 2023 i servizi di seguito indicati, ad oggi erogati presso gli uffici di corso Verona n. 4, saranno trasferiti presso la Questura con accesso in via Tommaso Dorè n. 3:
– ritiro dei titoli di soggiorno per coloro che hanno un appuntamento fissato tramite sms dal 23 ottobre 2023, secondo gli orari indicati nel messaggio;
Se l’appuntamento per il ritiro del titolo è stato fissato per una data antecedente al 23 ottobre p.v. ma non si è provveduto al ritiro, o se non si ha un appuntamento, occorrerà invece rivolgersi agli uffici di corso Verona n. 4, dal lunedì al giovedì dalle ore 8.00 alle ore 10.30;
– acquisizione istanza di protezione internazionale: dal lunedì al giovedì alle ore 8.30;
– acquisizione istanza di cure mediche art. 28 d.p.r. 394/99 (ex art. 19 comma 2 lettera d d.l.vo 286/98), previo appuntamento rilasciato dallo Sportello dell’Ufficio Immigrazione di corso Verona n.4;
– acquisizione istanza cure mediche non differibili art. 19, comma 2 lettera d bis d.l.vo 286/98 (previo appuntamento rilasciato dallo Sportello dell’Ufficio Immigrazione di corso Verona n.4);
– acquisizione istanze studio (per periodi superiori a 90 giorni, secondo la data e l’orario indicati sulla ricevuta di poste italiane s.p.a.).
Le modalità di presentazione delle istanze dovrà avvenire secondo le modalità riportate sul sito della Questura di Torino al seguente link:
https://questure.poliziadistato.it/it/Torino/articolo/5730dcf12580c200733160





“Prima la Musica!” rappresenta un modo completamente nuovo di studiare musica a scuola. L’idea dell’autore, Nicola Campogrande, uno dei più autorevoli compositori italiani contemporanei, è semplice e al tempo stesso innovativa. “Tutto il materiale musicale proposto agli studenti della scuola media – sottolineano alla ‘Lattes’ – è stato suonato e cantato da 180 musicisti professionisti che hanno realizzato 220 basi (classica, pop/rock, jazz, inni nazionali, colonne sonore, canti popolari e natalizi) per ispirare e coinvolgere i ragazzi nell’entusiasmante pratica della musica”. Una novità assoluta: al posto delle musiche “MIDI” con suoni artificiali, sono stati coinvolti musicisti in carne ed ossa di alto livello, come l’“Orchestra dei Pomeriggi Musicali” di Milano diretta da Alessandro Cadario, il “Trio Debussy”, i “Giovani Cantori di Torino”, il “Trio Jazz” di Daniele Tione e una band rocknella quale si sono alternati musicisti del calibro di Diego Maggi, Rocco Tanica e Roberto Gualdi.
Ormai il luogo e le iniziative che lo caratterizzano sono più che note al pubblico teatrale subalpino. Parliamo di “Spazio Kairòs”, il teatro aperto (con una buona dose di coraggio) in piena pandemia, al civico 7 di via Mottalciata a Torino, in una ex fabbrica di colla riadattata, posta al confine fra “Barriera di Milano”, “Regio Parco” ed “Aurora”. Teatro che è sede-casa di “Onda Larsen”, Associazione Culturale affiliata “Arci Torino” e che, dal 2008, si occupa di teatro e arti performative sotto la guida di tre “simpaticoni” (come loro stessi si autodefiniscono) che rispondono ai nomi di Riccardo De Leo, Gianluca Guastella e Lia Tomatis. Un gran bel trio in procinto di prendere il largo con la nuova stagione teatrale di “Spazio Kairòs”, dal titolo “Riflessi” e messa in agenda da sabato 21 ottobre a sabato 4 maggio 2024. Non ha dubbi il vicepresidente Riccardo De Leo: “‘Riflessi’– dice – vuole essere la stagione della svolta per noi e per il quartiere in cui risiediamo, Barriera di Milano”. Certo è che la stagione punta a proporre titoli di buona qualità, mescolando monologhi e commedie, testi sull’attualità e spettacoli musicali ed è il frutto di una puntuale ricerca di spettacoli provenienti da più regioni italiane con particolare attenzione, laddove possibile, ad ospitare compagnie che promuovano spettacoli innovativi, caratterizzati da linguaggi attuali e da alte capacità di intrattenimento. Ancora De Leo: “Abbiamo chiamato la nostra stagione ‘Riflessi’ perché sappiamo quanto la cultura in Italia sia sottovalutata e presa poco sul serio: lo si evince dal numero di singoli spettatori che presenziano agli spettacoli. Mentre i grandi teatri registrano, per fortuna, numeri importanti, i teatri ‘off’ devono attingere a energie del territorio per esistere. Noi vogliamo che in ‘Riflessi’ il pubblico possa trovare una stagione in cui identificarsi, specchiarsi e riconoscersi”.