La mostra dedicata al celebre fotografo di moda milanese s’accompagna a un docufilm che ne ripercorre la vita e l’opera
Mercoledì 3 gennaio
Bard (Aosta)
Fra i massimi esponenti della fotografia contemporanea di moda e di costume, Gian Paolo Barbieri (Milano, 1935) è stato classificato nel ’68 dalla rivista “Stern” come “uno dei quattordici migliori fotografi di moda al mondo”. Voce creativa dei brand più famosi a livello internazionale, con l’ostinata e superlativa vocazione a cristallizzare il “bello” secondo personali magie di visione che lo rendono unico e irripetibile, di lui possiamo ripercorrere vita e carriera attraverso il docufilm “Gian Paolo Barbieri. L’uomo e la bellezza”, proiettato, mercoledì 3 gennaio (ore 16), all’Auditorium dell’“Opera Mortai” del valdostano “Forte di Bard”. Prodotto da “Moovie” (Distribuzione Wanted), il film nasce dalla regia di Emiliano Scatarzi (soggetto dello stesso Scatarzi in coppia con Federica Masin) e vanta già un palmarès di tutto rilievo con la vittoria dell’ “Audience Award” al “Biografilm Festival” di Bologna e di due prestigiosi premi (l’“Award for Best Debut documentary on Art” e lo “Special Award for Best documentary”) al “Festival Master of Art” in Bulgaria. La proiezione nasce a corollario della grande retrospettiva “Gian Paolo Barbieri. Oltre” (in mostra 112 fotografie, di cui 88 inedite che spaziano dagli anni ’60 agli anni Duemila, frutto di un’approfondita ricerca condotta all’interno dell’archivio analogico dell’artista) realizzata dal “Forte” valdostano in collaborazione con la “Fondazione Gian Paolo Barbieri” di Milano e curata da Emmanuele Randazzo, Giulia Manca e Catia Zucchetti.

A soggetto della pellicola, la vita dell’uomo Barbieri e del celebre fotografo, dagli esordi a Roma e la consacrazione negli anni ’70, ’80 e ’90, passando per Cinecittà e Parigi, fino agli ultimi anni, caratterizzati dalla nascita della “Fondazione Gian Paolo Barbieri”, costituita nel 2016 in via Lattanzio 11 a Milano dallo stesso Barbieri che ne è oggi presidente. Un racconto intimo che ripercorre un’era. Maestri, icone di cultura e bellezza, materiale d’archivio, testimonianze di chi ha lavorato con lui portano alla luce una vita alla perenne “ricerca della bellezza”. E volti e artisti che hanno segnato nel profondo la storia mondiale della moda e del cinema: i maestri Tom Kublin e Richard Avedon; icone dello star system tra cui Audrey Hepburn, Ava Gardner, Sofia Loren, Elisabeth Taylor e Monica Bellucci; il teatro e il cinema, sue grandi fonti di ispirazione; la moda in cui ha trovato la fama, grazie anche al padre, proprietario negli anni ‘50 di un negozio di tessuti, che diventeranno protagonisti assoluti della sua ispirazione scenografica, permettendogli di comprendere al meglio il “Gotha” del settore, da Valentino a Versace a Ferré ad Armani e ad altri grandi stilisti di peso internazionale.
La macchina da presa è al servizio delle emozioni che il protagonista stesso fa trapelare nei suoi racconti, testimoniando una vita spesa per la fotografia. Oggi, Gian Paolo Barbieri continua il suo percorso creativo, ancora più ispirato. “Un ritratto tra passato e presente, la storia di un uomo mosso dalla passione, costellata di infiniti scatti fotografici di impareggiabile valore artistico, sempre volti alla ricerca della bellezza”.
L’accesso alla proiezione è incluso nel biglietto di ingresso alla mostra “Gian Paolo Barbieri. Oltre” (intero 8 euro; ridotto 7 euro; ragazzi 19-25 3 euro; gratuito 0-18 anni).
Non è necessaria la prenotazione.
g.m.
Nelle foto: la locandina del film e immagini della mostra “Gian Paolo Barbieri. Oltre”

Estremamente significativo è che si sia prodotto un documento unitario
Dato il grande successo dell’evento e dei suoi contenuti, sono state immediatamente avanzate – da autorità e personalità presenti – diverse proposte per proseguire, rafforzare ed ampliare la strada intrapresa.

“Con il Sindaco Sergio Vallenzona, Uncem auspica il Giro d’Italia 2025 possa arrivare a Castellania Coppi. Un arrivo di tappa in questo luogo mondiale mitico dove domani il Direttore del Tour de France riceve la cittadinanza onoraria. Peccato il Tour 2024 non salga fin su davanti a Casa Coppi e al Mausoleo. Ma con il Primo cittadino vogliamo si crei a Castellania Coppi la ‘Scuola del Ciclismo’, una vera e propria Accademia, come il Sindaco Vallenzona ha già proposto sul PNRR, senza ottenere finanziamenti, che deve vedere attivarsi subito, dal 2 gennaio, in primis il Ministro Abodi, con CONI, CIO, Regione. Castellania Coppi è un luogo mitico, eccellenza, che ha bisogno di risorse. Il progetto della Collina dei Campioni, con il rifacimento della cappella con le tombe di Serse e Fausto, di cui domani ricorre l’anniversario, è anch’esso pronto. Servono 15 milioni di euro. Non è una cifra impossibile per Ministero del Turismo e Ministero dello Sport, per un paese – dove non vi è più un
bar, né un ristorante e l’unico negozio è il camion di Luca Assanelli, che risale ogni settimana tutte le colline del Tortonese – che ogni anno accoglie 20mila turisti, amanti del ciclismo e di Coppi, che raggiungono in silenzio questo santuario del ciclismo. Castellania Coppi può avere una Fondazione del ciclismo. Essere riconosciuta in Europa e nel mondo. Luogo dell’abitare, nelle colline di Novi e Tortona, luogo di turismo saggio, moderno, evoluto, intelligente, green. Il Governo con il CONI decidano di investire qui. Sul ciclismo che non è storia o passato, bensì futuro per i giovani, formazione, innovazione, ricerca. Uncem è a fianco del Sindaco e dell’Amministrazione, con l’Unione montana che sta beneficiando dei progetti della Strategia nazionale Aree interne, che sicuramente deve avere Castellania Coppi e il mito del ciclismo, al centro del progetto”.