ilTorinese

Minaccia di tagliare a pezzi la moglie: arrestato

La moglie di un 49enne di Biella  si è rivolta alle forze dell’ordine per denunciare  diversi maltrattamenti, fisici e psicologici, che subiva ogni giorno  dal marito. Quest’ultimo era spesso ubriaco e minacciava e picchiava la moglie anche in presenza del figlio di dieci anni. Oltre ad augurare la morte alla donna, avrebbe  persino minacciato di tagliarla a pezzi. L’uomo è stato arrestato.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Giachino: “Gli auguri più belli da un operaio del cantiere Tav”

Caro Direttore,
Siccome è pubblico perché è una risposta scritta sulla mia pagina FB Giachino Bartolomeo, Ti allego uno degli auguri più belli e emozionanti di questo 2023.
Vincenzo ha lavorato per anni nel cantiere di Chiomonte poi causa i ritardi del cantiere lato Italia e’ andato a lavorare nel cantiere lato Francia dove chi lavora non viene fatto oggetto di sputi, pietre etc. Un altro gesto che mi ha riempito il cuore mi è capitato in una trattoria della Valle dove al termine del pranzo chiedo il conto e la cameriera mi dice “il conto è stato offerto da un operaio che lavora al cantiere della TAV”.

Mino Giachino
SITAV SILAVORO

È una Juve Allegriana! Juventus-Roma 1-0

 

Rabiot
18esima e penultima giornata del girone d’andata di serie A

Da quando il campionato italiano dà alla vittoria i 3 punti,stagione 1994/95
Allegri è l’allenatore che ha vinto più volte per 1-0,ben 76 contro le 75 volte di Ancelotti.
Un dato statistico che fa capire quale è la concretezza della Juve.La
squadra di Allegri chiude il 2023 con un successo prezioso sulla Roma e si riavvicina all’Inter portandosi a -2 dalla capolista nerazzurra.Il primo tempo è stato molto equilibrato.Il giallorosso Cristante colpisce il palo con un gran tiro dalla distanza.La Juve ci prova con Vlahovic e Kostic però è Dybala a sfiorare il gol. A inizio ripresa la gara viene sbloccata da Rabiot,abile ad inserirsi in area giallorossa e concludere a rete l’azione.La squadra di Mourinho prova fino alla fine ad agguantare il pari ma non ci riesce,Lukaku per ben due volte viene fermato dalla difesa bianconera dove ha giganteggiato l’ex granata Bremer. Vincono i bianconeri che non mollano la rincorsa contro l’Inter per poter contrastare i nerazzurri fino all’ultima giornata nella lotta per lo scudetto.

Enzo Grassano

Il “Natale” di Eduardo, un capolavoro di risate anche oggi

Sino al 7 gennaio sul palcoscenico del teatro Alfieri

Dici Eduardo e dici “Natale in casa Cupiello”. L’autore e la “sua” commedia. Dici il groppo in gola, dici il divertimento, dici la risata come pure il dramma di una famiglia che si sta sgretolando, sotto l’occhio non più troppo vigile di quel padre che crede di avere tutti e ogni cosa in pugno ma che al contrario, ora, inciampa in una moglie, Concetta, che dentro quell’aria devota che ha stampata in faccia trova gli spiragli della derisione, in un figlio, Tommaso, fannullone, mariuolo sempre teso a rovistare nelle tasche e nella “robba” altrui, bamboccione ante litteram, pienamente contestatore (“nun me piace ‘o presepio”), in una figlia, Ninuccia, che piomba in casa, la vigilia della festa, a sbandierarti, senza un po’ di pudore, che ha tutta l’intenzione di lasciare quell’uomo ricco che le hanno dato per marito, con la sua fabbrica di bottoni, e di fuggirsene con il bel Vittorio per godersi tutta la vita sua. Una valanga che cala scena dopo scena, sempre più pesante, mentre il capofamiglia si rifugia in quel presepe che va a fatica costruendo, mentre il caso e la disattenzione di qualcuno sono lì pronti a distruggerlo.

Un capolavoro di sentimenti, ormai bacati e tutti sghembi, datato 1931, nato come atto unico che poi, negli anni successivi, in più occasioni, Eduardo ampliò sino a renderlo come oggi lo vediamo. E continuiamo ad ammirare. Vincenzo Salemme – che lo porta a Torino, al teatro Alfieri, sino al 7 gennaio, con una numerosa quanto variopinta compagnia – è nato, era la fine degli anni Settanta, alla scuola del grande autore napoletano, gli si avvicinò un giorno a Cinecittà mentre erano in corso le riprese televisive della commedia. “Aveva sulle spalle lo scialle color vinaccia pallido, un camicione da notte e i mutandoni che finivano dentro i calzettoni di lana”: quello era, per sempre, Luca Cupiello. Una scuola che ha dato i suoi frutti ma che poteva anche avviluppare del tutto, sostituirsi, non lasciare un respiro: invece il Luca di Salemme vive di vita propria, mostra i segni concreti di questo autunno del patriarca, il carattere sbiadito, è quanto di più personale ci si possa aspettare, segue certo la vecchia strada ma attualizzandola la ringiovanisce con convinzione, con spirito inesplorato, con estro decisamente maturo. L’attore accresce in quel personaggio la sbadataggine mentale, i chiaroscuri della vita, tutta la cecità che si porta appresso, il tragico e il tragicomico che lo seguono ad ogni battuta: ne firma la sconfitta, propria e di quella atmosfera natalizia costruita ora dopo ora. Mentre le tragedie si compiono, Luca crede che sia ancora tempo di comparire in scena con le candeline accese e con i mantelli e le corone dei re magi, come se tutto continuasse a essere un gioco.

Nella commedia “più bella, più amara, più divertente, più sentimentale, più intensa, più malinconica, più festosa, più struggente della storia” Salemme ha riversato tutto lo spirito di Eduardo, il suo desiderio di rovistare, anche a costo di ferirsi, all’interno di tanti nuclei familiari, come tutta l’allegria possibile: ne sono prova l’inizio della tournée fatta di tutti esauriti e il debutto a Torino, fitto di risate e applausi ritmati a scena aperta da un pubblico letteralmente e piacevolmente coinvolto. Un successo: di un interprete e regista, di una compagnia tutta in cui ha avuto un proprio giusto spazio la Concetta di Teresa Del Vecchio: l’attrice è stata chiamata da Salemme soltanto il giorno prima del debutto torinese, soltanto un unico giorno di prove per un ruolo che la vede sempre in scena, chiamata a sostituire la collega che sino a quel momento aveva ricoperto il ruolo, impossibilitata per un serio problema di salute che l’aveva costretta al ricovero in ospedale. Sostituzione eccellente, con la messa a fuoco di un carattere pieno di concretezza e di realismo, del pragmatismo vissuto tra le quattro mura, ma pure delle difficoltà, dei segreti tenuti per sé, delle quotidianità da portare come un grosso peso. Una bella prova, di grande sicurezza, anch’essa rimarcata dagli applausi finali del pubblico che riempiva la sala come di rado s’è visto.

Elio Rabbione

Ultimo saluto al fondatore della storica gastronomia Baudracco di Torino

I funerali di Maurilio Baudracco, 81 anni, fondatore della storica gastronomia Baudracco si terranno martedì 2 gennaio nella chiesa di San Carlo in piazza San Carlo a Torino. Come scrivono le pagine torinesi di Repubblica, il patron del celebre negozio attivo dal 1969 sotto i portici di corso Vittorio Emanuele, a due passi da Porta Nuova, è morto nella notte tra il 28 e il 29 dicembre nel reparto di Pneumologia dell’ospedale Mauriziano. La gastronomia è da sempre punto di riferimento per i torinesi che amano i cibi di qualità.

L’anno che non è stato, l’anno che sarà 

IL PUNTASPILLI di Luca Martina 

 

Anche questo 2023 sta arrivando ai titoli di coda e, ancora una volta, ci troviamo a riflettere su quello che a inizio anno si pensava fosse destinato ad avvenire e che invece non è successo.

I mercati finanziari, si sa, si muovono sulla base delle aspettative degli investitori. Sono questi ultimi, infatti, che, comprando e vendendo azioni e obbligazioni provocano i loro rialzi (quando ci sono più compratori disposti ad acquistare ad un certo prezzo rispetto a coloro che se ne vogliono disfare) o ribassi (il fenomeno opposto: una maggioranza di investitori che vuole sbarazzarsi dei propri titoli rispetto a coloro che sono pronti ad acquistarli).

Accade così che più elevato è il pessimismo che regna e maggiore è la probabilità che i prezzi alla fine salgano (chi doveva vendere l’ha già fatto e basta poco per fare ripartire gli acquisti).

Il 2023 è stato, da questo punto di vista, davvero paradigmatico: vediamo in rapida successione quali pericoli minacciavano la crescita economica e l’andamento delle quotazioni lo scorso gennaio o nei primi mesi dell’anno.

Il rischio più ampiamente dibattuto 12 mesi fa era quello di una recessione: il mix venefico di elevata inflazione e tassi d’interesse in salita giustificavano i peggiori timori degli analisti.

Alla prova dei fatti, l’unico Paese di una certa rilevanza a registrare una crescita negativa del PIL sarà quest’anno la Germania (con il -0,1%). Tra i pochi a chiudere l’anno in recessione merita una menzione anche la Svezia, con un -0,7%, frutto di un forte rallentamento del settore immobiliare (dopo molti anni di crescita i prezzi delle case scandinave sono, infatti, scesi quest’anno dell’11%).

Gli Stati Uniti chiuderanno invece l’anno con una crescita vicina al 2,5% e in forte accelerazione (il terzo trimestre è stata del 5,9%).

Insomma, il binomio tassi/inflazione ha provocato danni soprattutto nel nostro continente, anche a causa del perdurare dell’incertezza legata alla guerra russo-ucraina, mentre oltreoceano la locomotiva a stelle e strisce ha continuato a viaggiare, aiutata dai forti aiuti che il governo aveva distribuito alle famiglie negli anni passati (ed ancora completamente utilizzati) per fronteggiare il rallentamento provocato dalla pandemia.

Nel complesso, dunque, la tanto temuta recessione globale non c’è stata e i mercati hanno tremato solo quando, questa estate, sembrava che le banche centrali fossero determinate a mantenere i tassi (dai quali dipendono gli interessi sui prestiti e sui mutui di imprese e famiglie) alti per molto tempo: questo era, in effetti, un altro dei timori che aleggiavano da parecchio tempo.

Non a caso il 2022 era stato l’Annus horribilis per i mercati obbligazionari, funestati dall’aumento dei tassi e timorosi che, dopo un lungo periodo di costante discesa, gli anni a seguire avrebbero riservato niente di meglio di una loro stabilizzazione, con il rischio non indifferente di un’ulteriore salita.

Com’è noto, infatti, i prezzi dei titoli di stato scendono quando i tassi richiesti dagli investitori per la loro sottoscrizione salgono al di sopra delle cedole offerte degli stessi…

Le dichiarazioni più distese dei signori della moneta, con il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, in testa, degli ultimi mesi hanno invece rimesso le cose a posto e i listini in carreggiata per chiudere l’anno in forte recupero (dopo le perdite del 2022).

Un altro spettro si è aggirato, poi, per il mondo finanziario quest’anno: quello di una crisi bancaria.

A marzo, negli Stati Uniti, erano fallite, in rapida successione, tre banche regionali facendo così temere il peggio per l’intero settore.

La Silicon Valley Bank, in particolare, è stato il peggior fallimento della storia bancaria americana e negli stessi giorni il collasso di uno dei pilastri del sistema bancario elvetico, Credit Suisse, sembrava fosse solo l’inizio di un periodo molto complicato, spesso le crisi economiche sono innescate o esasperate da quelle bancarie (ne avevo parlato qui: https://www.pannunziomagazine.it/uno-due-tre-stella-di-luca-martina/ ).

In realtà dopo la nevicata non c’è stata nessuna valanga: le banche hanno sofferto di una pessima performance borsistica ma non si sono registrati ulteriori dissesti e il pericolo è stato rapidamente messo alle spalle.

Anche il perdurare del conflitto alle porte dell’unione europea e l’inizio di una nuova guerra in Medio Oriente non hanno turbato più di tanto la crescita economica e l’andamento dei mercati.

Il cinismo degli investitori guarda sempre e solo agli effetti economici e se pandemia e invasione dell’Ucraina avevano, nel 2020-22, creato colli di bottiglia nei rifornimenti energetici e nel commercio internazionale, con salite vertiginose dei prezzi delle materie prime, la situazione si è ora normalizzata (si sono aperte nuove rotte, con nuovi fornitori) e neanche i tragici eventi israelo-palestinesi hanno cambiato la situazione (il prezzo del greggio rimane sui livelli pre-conflitto).

Quello che appare chiaro è che, dunque, quest’anno non si sono materializzati i disastri annunciati ed economie e mercati ne hanno, alla fine, beneficiato.

Rimane ora da capire cosa avverrà nel 2024.

L’inflazione continuerà probabilmente a scendere ed i tassi d’interesse di mercato stanno iniziando a incorporare queste aspettative.

Occorrerà vedere se il rallentamento economico inizierà a materializzarsi, in particolare negli Stati Uniti, dato che gli aumenti dei tassi tendono a riflettersi sulla crescita 18-24 mesi dopo il loro inizio (avvenuto a partire da marzo del 2022 e dunque forse ci siamo…).

Il 2024 sarà anche un anno elettorale: saranno chiamati ad esprimersi ben 76 Paesi, il 50% della popolazione mondiale e ben l’80% dei Paesi industrializzati e tra questi l’India e gli Stati Uniti.

Le elezioni possono avere l’effetto di produrre incertezze legate al potenziale subentro di un diverso partito/presidente rispetto a quello in carica ma anche spingere chi è attualmente al comando a fare tutto quanto in loro potere per arrivare alle elezioni con la migliore situazione economica possibile (per guadagnare più consensi).

Come sempre, poi, non mancheranno gli eventi, al momento non prevedibili, che renderanno l’anno in arrivo molto interessante.

Non possiamo, allora, che predisporci a vivere il nuovo anno con grande circospezione ma anche senza lasciarci spaventare troppo: a scommettere sulla fine del mondo, in fondo, non ci ha mai guadagnato nessuno!

 

Buon anno a tutti!

“Concertiamo la pace”, al Sermig per la Giornata mondiale

Anche quest’anno, il Coordinamento Interconfessionale del Piemonte “Noi siamo con voi” celebrerà la giornata mondiale della pace – indetta a suo tempo da Papa Paolo VI –  il  1° gennaio 2024 a partire dalle h 18.00,  presso il Sermig

La manifestazione ha avuto il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte, del Comitato regionale per i diritti umani e civili, della Città di Torino e del Comitato Interfedi.

Il titolo prescelto è: “Concertiamo la pace”, col quale intendiamo emblematicamente esprimere i contenuti che ci stanno più a cuore. Ovvero che la pace non è una realtà che si ottiene in maniera “facile facile, neanche invocandola generosamente nelle piazze, o scagliandosi contro  a volte reali, a volte ipotetici “nemici della pace”. Invece va costruita con determinazione e pazienza,lungimiranza e profezia, utopia e realismo, conversione del cuore e comprensione di tutti gli elementi in gioco, dalla tutela della vita alla difesa della libertà e dei diritti fondamentali dell’essere umano. Per questo, con il Cardinale Zuppi, parliamo di “Pace giusta che vuol dire non imposta con la forza delle armi e il disprezzo del diritto internazionale. Anni fa al rappresentante del governo degli Stati Uniti e a quello del governo Nord Vietnamita, fu conferito il premio Nobel per la pace in virtù dell’ accordo raggiunto per porre termine alla guerra in Indocina. Dopodichè ….ci fu la tragedia dei boat people” e l’orrendo massacro di quasi un terzo del popolo cambogiano ad opera dei vincitori Khmer Rossi!Noi vogliamo una pace vera che crei un clima fraterno – o almeno di rispetto reciproco fra le parti in causa – e non sia foriera di altra guerra o violenza.

Per questo la pace va concertata cioè costruita in maniera giusta e solida. Ma “concertiamo la pace” vuole anche dire un bellissimo concerto di un orchestra formata da giovani di religioni diverseche l’armonia e la collaborazione fra loro l’hanno già trovata, che dopo un percorso di conoscenza reciproca, studio, impegno e collaborazione, offriranno il prodotto di questo nobile percorso a tutte/i noi, grazie al fatto che la musica è un linguaggio universale capace di incontrare direttamente l’animo umano.

Giampiero Leo

Portavoce del Coordinamento Interconfessionale “Noi siamo con voi”

In arrivo i fondi per le rassegne della tradizione

DA REGIONE E MINISTERO DEL TURISMO 1,4 MILIONI PER LE RASSEGNE ENOGASTRONOMICHE E CULTURALI REGIONALI

 

Nella graduatoria nazionale premiati eventi di 18 Comuni e 25 associazioni

 

IN PROVINCIA DI TORINO CINQUE RASSEGNE SI AGGIUDICANO 216.284 EURO

 

 

 

Oltre 1,4 milioni di euro a 25 associazioni piemontesi e 18 Comuni sono in arrivo da Regione e Ministero del Turismo come contributo per l’organizzazione di sagre e festival. Da Bolle di Malto alla Duja d’Or, la graduatoria con i vincitori del bando 2023 premia le più importanti manifestazioni piemontesi in tutte le province. Contributi per rassegne e iniziative turistiche capaci di generare ricadute economiche anche sette volte superiori all’investimento pubblico come certificato da uno studio di Ires Piemonte per i grandi eventi, ma che riguarda anche le fiere quasi tutte accomunate dall’impronta enogastronomica.

 

«Si tratta di un grande risultato. Con queste risorse – hanno sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore al Turismo, Vittoria Poggiole associazioni proseguiranno la programmazione senza soluzione di continuità portando sui territori un dividendo sociale ma anche economico per le ricadute che favoriscono gli scambi e attivano opportunità di lavoro».

 

Ai Comuni sono andati 460.474 euro tra fondi regionali e fondi provenienti dal Funt, il Fondo Unico del Turismo con quote oscillanti dai poco più di 16.000 euro di Moncrivello per la Sagra del mirtillo e delle Eccellenze Moncrivellesi fino ai 50.000 assegnati ad Asti per la Duja d’Or di Asti e anche alla Fiera Nazionale del Tartufo Bianco d’Alba e nero pregiato di San Sebastiano Curone che hanno ottenuto il massimo contributo ottenibile per i Comuni.

 

Alle associazioni sono invece stati destinati oltre 967 mila euro tra risorse Regionali e Ministeriali sempre per l’organizzazione di kermesse di promozione di prodotti enogastronomici, ma anche per aver organizzato eventi come l’Asta Mondiale del Tartufo oppure spettacoli come quello di Stupinigi dove è stato allestito un palinsesto di sei concerti teatrali tra Lirica e Musical in scena fino ad aprile 2024 organizzato dalla Fondazione Reverse.

 

In provincia di Torino sono stati assegnati complessivamente 216.284 euro a cinque rassegne: il Salone del vino di Torino 2023; Lirica e Musicall a corte alla Palazzina di caccia di Stupinigi; ReWine 2023, il vino al Centro; la programmazione culturale del forte di Exilles 2023 curata dall’associazione Revejo; la 27ª mostra nazionale della Toma di Lanzo dei formaggi d’Alpeggio organizzata dalla Proloco di Usseglio.

 

Iannò: “Scale ‘immobili’? Smaltiremo il cenone”

“Fine anno, tempo di bilanci e di buoni propositi”, si dice. In realtà dopo oltre due anni di questa Amministrazione, numerose interpellanze presentate, risposte evanescenti ottenute, mi vedo costretto nuovamente a presentare un atto sulle “famigerate scale mobili”. Una situazione vergognosa e imbarazzante e ogni giorno mi arrivano segnalazioni da paesi del quarto mondo. Un’odissea di scale mobili perennemente ferme, ascensori fuori servizio e non passa giorno che ci siano segnalazioni sui quotidiani. Increscioso e gravissimo quanto è successo ieri alla fermata Carducci. Un gruppo di non vedenti con il loro bastone è dovuto scendere con non poche difficoltà lungo le scale mobili ferme. E’ di questa mattina una lettera di una mamma all’8° mese di gravidanza e due bimbi di 5 e 2 anni, che alla fermata Montegrappa ha trovato scale mobili e ascensore fuori uso e si è dovuta far aiutare a portare il passeggino. Scale mobili ferme da tempo immemore e capita che a persone in carrozzina venga detto di riprendere la metropolitana per una fermata, per andare in direzione opposta e trovare una scala funzionante. Meno male che abbiamo una sola linea metropolitana, a proposito come mai spesso e volentieri ci sono interruzioni del servizio? Mi troverò costretto a deporre un fiore tutte le mattine, in memoria delle defunte scale mobili. Anche oggi è questa la situazione:

SITUAZIONE AGGIORNATA  ASCENSORI METRO

Sono temporaneamente fuori servizio:

– Pozzo Strada direzione Bengasi;

– Monte Grappa direzione Bengasi;

– Monte Grappa direzione Fermi;

– Porta Susa direzione Bengasi;

– Carducci direzione Bengasi.

 

   Ascensori funzionanti:

– XVIII Dicembre utilizzare ascensore lato via Cernaia;

– Carducci esterno lato ferrovia.

Anno nuovo scale mobili nuove, si spera…”

Pino IANNO’ Torino Libero Pensiero

Cambiano i comandanti della polizia locale di San Mauro e Gassino

Il comunicato delle due Amministrazioni

Sarà Valeriano Carrera, 58 anni, proveniente dalla Polizia locale di Gassino, il nuovo comandante della Polizia locale di San Mauro Torinese, a partire dal 15 gennaio.
Il suo posto sarà ricoperto dal comandante Carlo Delfino, 58 anni, che lascerà il Comune di San Mauro e si trasferirà al comando della Polizia locale del Comune di Gassino Torinese.
I trasferimenti sono stati definiti in seguito alla congiunta richiesta dei due interessati, in accordo fra i due Comuni i quali hanno così permesso a entrambi un’opportunità di crescita professionale e nuove sfide nel miglioramento dei servizi ai cittadini delle rispettive comunità.
Entrambi hanno una lunga esperienza maturata sul campo e potranno assicurare il massimo impegno nel mantenimento degli elevati standard di professionalità dei loro comandi, oltre che una proficua collaborazione.
Nel dare il benvenuto ai nuovi comandanti, la sindaca Giulia Guazzora e il sindaco Paolo Cugini ringraziano rispettivamente Carlo Delfino e Valeriano Carrera per il lavoro svolto al servizio delle Amministrazioni e dei cittadini.