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Matematica, come impararla a teatro

Dal 13 al 15 marzo a Spazio BAC, tre giorni di spettacoli, workshop e laboratori per imparare la matematica attraverso il teatro

– Dal 13 al 15 marzo, Spazio BAC accoglie la prima edizione del Festival di Teatro e Matematica dal titolo “La Matematica è per Tutt!”. Rivolto alle Scuole Primarie e Secondarie di Torino e Provincia, l’evento coinvolgerà 10 istituti e più di 400 studenti con spettacoli teatrali, workshop e laboratori dedicati all’apprendimento della matematica attraverso l’utilizzo del teatro.

Il festival, cofinanziato dalla Fondazione CRT e organizzato da Social Community Theatre Centre, Spazio BAC e Compagnia Il Melarancio, nasce in risposta all’urgenza di contrastare la dispersione scolastica, specialmente nei contesti socio-economici complessi.

Con un focus, proprio sui quartieri periferici di Torino, La matematica è per tutt! promuove l’uso del Teatro Sociale e di Comunità come strumento educativo e innovativo capace di abbattere le barriere dell’apprendimento e incentivare le future giovani donne allo studio delle materie scientifiche.

Perché un Festival di Teatro e Matematica

Il recente report Invalsi 2023 rivela che la metà degli studenti italiani esce dalle superiori con competenze insufficienti in italiano e matematica. La problematica si estende alla scuola primaria, con segnali precoci di dispersione scolastica, soprattutto in contesti socio-economici svantaggiati.

A risentirne sono soprattutto le performance scolastiche in italiano e matematica, come indicato dal Rapporto Ires 2022. In particolare, alle medie, 4 su 10 studenti non raggiungono i livelli minimi in matematica. Il rapporto Save the Children “Alla ricerca del tempo perduto”– pubblicato nel 2023  evidenzia che la privazione educativa è strettamente legata a quella materiale, colpendo maggiormente gli studenti provenienti da famiglie a basso reddito.

Altro punto critico è il persistente divario di genere nelle materie scientifiche alimentato da stereotipi culturali, che influenza le scelte degli studenti, limitando le opportunità per le ragazze.

“La matematica è per tutt!” nasce quindi con l’obiettivo di coinvolgere maggiormente i quartieri e gli Istituti Scolastici che risiedono in contesti periferici della Città di Torino. Come ad esempio, il quartiere Aurora,  sede del centro  culturale promotore, Spazio BAC,  noto per la sua multiculturalità, innovazione, ma anche per sfide significative come dispersione scolastica, povertà familiare e ostacoli nei processi di integrazione scolastica.

Teatro Sociale e di Comunità. Uno strumento efficace per migliorare l’apprendimento

La connessione tra teatro e matematica si rivela promettente per affrontare le sfide educative nelle discipline STEM. Ricerche e studi dimostrano l’impatto positivo del teatro in diverse aree, dalla promozione delle life skills al potenziamento della resilienza e della gestione dello stress, suggerendo che un approccio che unisca arte e didattica potrebbe essere la chiave per superare le sfide educative

La Direttrice di SCT Centre, Alessandra Rossi Ghiglione, sottolinea come la metodologia del Teatro Sociale e di Comunità costituisca una preziosa pratica di formazione: “Il Teatro Sociale di Comunità è una risorsa unica nel panorama educativo. La sua capacità di costruire competenze, promuovere l’inclusione sociale e affrontare le sfide attuali lo rende un contributo straordinario al benessere delle nostre comunità. Il coinvolgimento attivo degli studenti, unito all’approccio artistico, crea un ambiente didattico cooperativo che migliora significativamente l’apprendimento.”

Il programma del Festival

Il Festival si svolgerà a Spazio BAC, via Cottolengo 24 bis, a Torino. Le giornate del  13 e 14 marzo vedranno due repliche alle 9.15 e alle 11.00 di  “Math Scare Boom – Una strana lezione contro il mal di matematica”, risultato del progetto europeo Erasmus + “TIM Theatre in Mathematics”, lo spettacolo, tratta con ironia il ruolo della paura, nell’apprendimento della matematica.

Il 15 marzo, alle 9.15 e alle 11.00 sarà la volta di “CONTACI! La matematica e le donne”, vincitore del Bando Miur 2021 con il progetto Matemact. Questo spettacolo mette in luce il divario di genere nelle materie scientifiche, offrendo uno spaccato significativo delle sfide e delle opportunità che le donne affrontano in questo campo, sostenendo la bambine ad intraprendere un percorso di studi di questo tipo.

Tutti i pomeriggi, alle 13.30 e alle 15 si terranno i workshop di MathemARt

– “Insegnare La Matematica nel Laboratorio Teatrale”. Un’occasione unica per avvicinarsi alla matematica in modo ludico e coinvolgente, attraverso la metodologia del Teatro Sociale e di Comunità. Saranno momenti di apprendimento interattivo, che permetteranno ai partecipanti di esplorare la matematica in modo creativo e divertente.

 Le scuole interessate possono scrivere a organizzazione@socialcommunitytheatre.com

Imprese: il Piemonte si colora di rosa, 28.496 donne stabilizzate nel 2023

La Regione: numeri mai così alti dal pre-Covid
Confortanti i risultati del MIP: il 61% delle imprese costituite è stato avviato da una donna. L’assessore al Lavoro Elena Chiorino: “Migliorare questi dati è doveroso, ma la strada è quella giusta”
Sono 28.496 le donne che nel 2023, in Piemonte, hanno visto trasformare il propri contratto in tempo indeterminato: si tratta della cifra più alta toccata negli ultimi cinque anni, un dato superiore rispetto al pre-Covid.
Chiorino: “La strada è quella giusta”
Ad annunciarlo, nella vigilia della Festa della Donna, l’assessore al Lavoro della Regione Piemonte, Elena Chiorino: “ I dati elaborati da OML Regione Piemonte ci confortano, perché premiano gli sforzi compiuti da questa amministrazione per garantire una parità di genere vera e propria, concreta, e non meramente ideologica”. “Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga, ma ogni stabilizzazione ottenuta è un passo verso la giusta direzione: quella del diritto di una donna di poter scegliere se dedicarsi alla carriera, se diventare madre o se perseguire entrambe le vie. Anche con ambizione” ha concluso l’assessore.
Stabilizzazioni rosa: i dati
In Piemonte sono 28.496 le trasformazioni in tempo indeterminato registrate nel 2023, pari al 44,9% del totale di tutte le stabilizzazioni. Nel 2022 erano state 26.831 (43,5%), 17.791 (40,6%) nel 2021, 20.438 (42,2%) nel 2020. Ottimo anche il confronto con il 2019, anno considerato “pre-Covid”, in cui le stabilizzazioni si erano fermate a 25.489 (43,9%). Il 2023 è l’anno in cui si sono registrate più trasformazioni in senso assoluto e in cui la percentuale è più alta.
Il MIP si tinge di rosa
Che la Regione Piemonte tenda la mano alle imprese a conduzione femminile è inoltre sancito dai risultati del programma MIP (Mettersi in proprio): delle 226 imprese costituite tra il 2022 e il 2023, ben 136 sono state avviate da una donna. Si tratta del 61% del totale. Segnale inequivocabile di una misura volta a favorire anche l’impresa femminile.

Nuove tensioni nelle carceri piemontesi

ALESSANDRIA, CAOS ANCHE NEL CARCERE DI S. MICHELE: AGGREDITI AGENTI

Dal Sappe riceviamo e pubblichiamo

Dopo l’incubo di violenza e terrore vissuto nella Casa circondariale di Alessandria per le folli intemperanze di un gruppo di detenuti stranieri, anche nell’altro carcere cittadino, il S. Michele, si è registrato un evento delinquenziale tra le sbarre. Come spiega Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “dobbiamo segnalare l’ennesima aggressione ai danni degli uomini della Polizia Penitenziaria di Alessandria. Questa mattina, poco dopo le otto, durante una perquisizione ordinaria nella Casa di Reclusione di San Michele, un detenuto di origine nigeriana è stato invitato a uscire dalla cella per dar corso alle attività previste. Nonostante l’ordinarietà del tipo di perquisizione che quotidianamente vengono fatte a campione, il detenuto ha da subito messo in atto un comportamento agitato ed aggressivo, affermando di non volersi sottoporre al controllo. Repentinamente, si è poi avventato contro l’Assistente Capo di Polizia incaricato trascinandolo con forza all’interno della cella e cercando di chiudere il cancello in un maldestro tentativo di sequestro di personale. L’aggressione è proseguita all’interno della cella con pugni e calci rivolti verso l’operatore che è stato immediatamente soccorso da un collega il quale, prima che il soggetto venisse bloccato anche da altro personale, veniva anch’egli attinto con un pugno al viso. Ristabilita la calma il detenuto è stato visitato dal medico che non ha riscontrato traumi, mentre i due poliziotti sono stati trasportati al pronto soccorso per le cure del caso”. Donato Capece, segretario generale del SAPPE, commenta con preoccupazione questo ennesimo fatto violento accaduto tra le sbarre: “Dopo la gravissima situazione vissuta sabato nella Casa circondariale “Cantiello e Gaeta”, continuano nelle carceri regionali piemontesi, senza tregua, le aggressioni a danno della Polizia Penitenziaria. Adesso il SAPPE dice basta veramente ed è pronto a manifestare in tutta la regione, attuando tutte le legittime forme di protesta”. Capece torna “a chiedere pubblicamente che chi di dovere tenga in considerazione le criticità del personale di Polizia Penitenziaria che lavora nelle carceri del Piemonte, carceri che evidentemente non sono più in condizione di gestire le troppe tipologie di detenuti, spesso soggetti dalla personalità particolarmente violenta, senza alcuna possibilità di diversa collocazione all’interno della Regione”, conclude il segretario generale del SAPPE

Mozione in sala Rossa: 7 ottobre femminicidio di massa

Il Consiglio Comunale di Torino ha approvato, con 26 voti a favore e 2 astensioni, una mozione con la quale la Sala Rossa sottoscrive l’appello sui femminicidi del 7 ottobre scorso perpetrati da Hamas, promosso dall’associazione Parole de Femmes, per il “Riconoscimento come femminicidio di massa”. Viene inoltre dichiarato l’appoggio all’appello “Non si può restare in silenzio” promosso da Andrée Shammah, Silvia Grilli, Alessandra Kustermann, Manuela Ulivi e Anita Friedman.

È importante – si legge nel testo del provvedimento approvato (primo firmatario, Silvio Viale) –  che il termine ‘femminicidio’, “spesso usato per descrivere gli omicidi di donne da parte del coniuge o dell’ex coniuge, di un partner o dell’ex partner, sia riconosciuto per la strage del 7 ottobre, che equivale ad un femminicidio di massa, essendo stati crimini diretti contro le donne in quanto donne”.

L’assemblea elettiva di Palazzo Civico, inoltre, impegna l’amministrazione comunale a invitare Università e Politecnico ad organizzare, insieme alla Città di Torino, delle iniziative sul tema delle violenze di genere nelle guerre.

Quaglieni e la vitalità del pensiero di Bobbio

Giovedì   14  marzo 2024 alle ore 16.30 presso la Sala  Conferenze dell’Archivio di Stato in Piazzetta Mollino 1  incontro a cura di Pro Cultura Femminile con  il  Prof. Pier Franco Quaglieni su   Norberto Bobbio la vitalità di una lezione a vent’anni dalla morte .  Un personaggio che ha segnato la storia della cultura e non solo  e il cui lascito intellettuale  continuerà ad essere fermento.

Un coordinamento per promuovere la pace

Il Consiglio comunale ha approvato una mozione presentata dal consigliere Vincenzo Camarda e firmata da vari consiglieri, con la quale si impegna l’Amministrazione a promuovere un coordinamento tra le associazioni che unisca le molteplici realtà torinesi che hanno una mission di pace, come il Sermig, CoCoPa –Coordinamento Comuni per la pace, A-gi.te e altre.

L’obiettivo, sottolinea il documento, è quello di promuovere iniziative concrete che costruiscano una cultura di pace, creare sinergie e costruire una rete oltre a quello di sensibilizzare le cittadine e i cittadini rispetto al tema della Pace, della fratellanza e della solidarietà tra i popoli attraverso iniziative che coinvolgano le scuole.

La mozione, infine, impegna l’Amministrazione a farsi portavoce della proposta di istituire un ministero della Pace per rafforzare l’impegno politico dell’Italia nella cooperazione internazionale.

Crippa incontra il Gruppo Imprese Chieresi

 «Lo svincolo A21 al Masio è un’opera fondamentale per lo sviluppo del territorio, ne discuterò con il Ministro Salvini»


Andrea Crippa, vice di Matteo Salvini, nei giorni scorsi  si è recato in località Masio, tra Poirino e Chieri, per incontrare il GIC e ascoltare le necessità delle imprese del territorio, impegnandosi a discutere con il Ministro delle Infrastrutture la realizzazione di un nuovo svincolo dell’A21 a servizio del Chierese.


RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Il Gruppo Imprese Chieresi – GIC ha organizzato un incontro con Andrea Crippa, vice-segretario nazionale della Lega, a cui sono state illustrate le principali richieste del settore produttivo locale al fine di colmare l’attuale gap competitivo del territorio e contrastare la desertificazione imprenditoriale.

Il colloquio si è svolto all’interno di un’importante azienda del GIC in località Masio di Poirino, al confine con Pessione di Chieri, zona da tempo indicata dal Gruppo Imprese Chieresi come sito in cui realizzare un nuovo svincolo dell’A21 a servizio di tutto il territorio.


Proprio le
necessità infrastrutturali hanno rappresentato il focus del confronto con Crippa. «Oggi il Chierese è poco collegato e difficile da raggiungere, con le attuali uscite autostradali di Santena e Villanova d’Asti che risultano scomode e che generano il passaggio di oltre mille mezzi pesanti al giorno sulla viabilità locale, spesso già congestionata -ha sottolineato Dario Kafaie, presidente del GICAprire un’uscita al Masio permetterebbe di alleggerire questa situazione, andando anche a ridurre l’inquinamento causato dal traffico».

«Su invito diretto del GIC, sono venuto a vedere di persona la situazione, per capire quali soluzioni sia possibile trovare per ridare competitività a un territorio come questo, vocato al lavoro e all’industria -ha dichiarato Crippa, intervenuto anche in rappresentanza del Ministro delle Infrastrutture, Matteo SalviniSicuramente lo svincolo dell’A21 rappresenta un progetto importante e fattibile nel medio periodo: mi impegno, pertanto, a portare la voce delle imprese del Chierese sia al Ministero sia a livello parlamentare».

In particolare la questione potrebbe essere inserita all’interno del rinnovo della concessione autostradale della Torino-Piacenza, in discussione proprio in queste settimane. A favore della realizzazione dell’uscita A21 al Masio si sono peraltro già espressi sia i Comuni della zona (Poirino, Chieri e Riva presso Chieri), con apposite delibere, sia la Regione Piemonte, che ha dato la propria disponibilità a realizzare uno studio di fattibilità per l’opera, il cui costo è stimato in circa 10-15 milioni di euro.

Kafaie e i rappresentanti delle imprese presenti -Giuseppe Vergnano, Agostino Sanguedolce e Zaverio Lazzero- hanno anche illustrato a Crippa le altre richieste: dalla necessità di un migliore collegamento stradale a nord con l’A4 al potenziamento del Trasporto Pubblico Locale, incluso il secondo binario della linea ferroviaria SFM1, fino all’ipotesi di un’eventuale linea 3 della Metropolitana torinese a servizio dell’intera area est.

«È molto importante che le imprese del territorio abbiano iniziato a fare sistema, presentando proposte concrete -ha aggiunto Crippa in chiusura dell’incontro- In questo modo hanno l’opportunità di far conoscere maggiormente le proprie necessità e richieste a tutti gli attori politici, ad ogni livello, così che il Chierese non venga considerato un’area di Serie B».

Soddisfatto del confronto il presidente GIC, Dario Kafaie: «Ringraziamo l’onorevole Crippa per questo interesse in prima persona nei confronti dei temi relativi ai gap di competitività del Chierese, a partire dal quelli infrastrutturali: abbiamo avviato un’interlocuzione con lui anche per la sua vicinanza al Ministro, cioè colui che ha sulla propria scrivania il dossier dell’imminente (ri)assegnazione della concessione autostradale». E conclude: «Come Gruppo continueremo a rimarcare anche la necessità di rivedere il Trasporto Pubblico Locale per consentire alle aziende e ai lavoratori della nostra zona una reale transizione verso la mobilità green, che al momento non è possibile a causa delle troppe carenze ancora presenti in svariati ambiti».

Alimentazione: sensibilità al lattosio. Che fare?

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Risponde il dr. Christian Lenzi

 

Domanda del paziente

Salve dottore, da anni ho a che fare con problemi di intolleranze alimentari. Ho fatto diversi test e credo che il risultato più attendibile riguardi la mia sensibilità intestinale al lattosio. Cosa mi consiglia? Come devo comportarmi con gli alimenti in cui è presente il lattosio? Grazie, Diego.

 

Risposta

Buongiorno Diego, la ringrazio per aver condiviso con me la sua situazione. Purtroppo, latte vaccino e derivati possono essere facilmente causa di disturbi che, però, troppo spesso vengono imputati a possibili intolleranze anche là dove di intolleranza vera e propria non si possa parlare. Non so che tipo di test ha già svolto, quindi cerco di fornirle alcune informazioni generali.

Consiglierei sicuramente di rivolgersi ad un nutrizionista per poter fare un’anamnesi completa che valuti la sintomatologia in atto. In questo sarà possibile consigliarle se abbia senso andare ad indagare una possibile intolleranza oppure no. Solo dopo, suggerirei di fare un test specifico. Per individuare possibili intolleranze alimentari esistono specifici esami sierologici (esami del sangue), cutanei (prick test) e del respiro (breath test, per l’intolleranza al lattosio). Si tratta di test specialistici validati scientificamente mentre altri, proposti in qualche farmacia o negozio di prodotti naturali, secondo gli esperti possono offrire risultati meno affidabili. Una frequente strategia confermativa è la cosiddetta dieta di esclusione (di cui le parlo più avanti).

Spesso i pazienti in studio mi chiedono: l’intolleranza al lattosio resta per sempre? Esiste una forma primaria, che permane tutta la vita, ed una forma secondaria (ad esempio dopo infezioni acute all’intestino), che invece tende a scomparire. L’intolleranza al lattosio è determinata da una parziale o totale assenza nell’intestino dell’enzima lattasi, condizione irreversibile che determina un’intolleranza al lattosio permanente. In alcuni casi, come in caso di gastroenterite o assunzione di antibiotici, possono verificarsi fenomeni temporanei di intolleranza.

Tenendo conto degli studi più autorevoli fatti fino ad ora, non possiamo parlare di una reale predisposizione genetica alle intolleranze, così come non esiste una fascia di età o un sesso biologico maggiormente colpita. L’intolleranza può manifestarsi in qualunque momento della nostra vita. Sicuramente ambiente, malattie, stress e alterazione del microbiota possono giocare un ruolo chiave. Uno stile di vita sano e equilibrato aiuta a mantenerci in salute.

Vengo quindi alla sua domanda: come gestire al meglio l’intolleranza al lattosio dal punto di vista alimentare? Innanzitutto, bisogna consumare solo alcuni tipi di formaggio, ovvero quelli stagionati almeno 6 mesi come il parmigiano, il pecorino, il provolone e il grana, perché, grazie al processo di stagionatura a cui vengono sottoposti, i formaggi stagionati sono quasi totalmente privi di lattosio. Anche lo yogurt, fonte preziosa di nutrienti fondamentali per la nostra salute, può essere consumato senza grandi problemi, meglio se al naturale e non aromatizzato, dato che al suo interno sono presenti batteri che digeriscono parzialmente il lattosio. Resta inteso, tuttavia, che consumare yogurt senza lattosio garantisce una maggiore tranquillità.

La letteratura scientifica che riguarda l’intolleranza al lattosio dimostra che circa 1 mese dopo l’eliminazione dal regime alimentare quotidiano degli alimenti contenenti lattosio si può provare a reintrodurli a piccole dosi, spesso con successo, grazie a una dieta di rotazione. Questa prevede di consumarli nel pasto quotidiano in minime quantità 2 giorni a settimana, intervallando ciascuno con 2 o 3 giorni di privazione degli alimenti a rischio: se non si manifestano sintomi negativi si può gradualmente aumentarne il consumo continuando a fare attenzione, in ogni caso, a evitare gli eccessi.

Se la sintomatologia tipica dell’intolleranza dovesse ricomparire, invece, sarà lo specialista a suggerirle una nuova sospensione o a decretare, in casi estremi, l’eliminazione definitiva del lattosio dalla sua alimentazione attraverso una dieta a eliminazione. Quest’ultima prevede l’esclusione di tutti gli alimenti contenenti lattosio per valutare il miglioramento della sintomatologia. In alternativa si usa l’enzima lattasi attraverso integratori alimentari, che consente di digerire il lattosio anche nei pazienti intolleranti.

Spero di esserle stato d’aiuto, se ha bisogno di altre informazioni resto a disposizione.

 

Dott. Christian Lenzi – Biologo Nutrizionista

Nutrizionista – Dott. Christian Lenzi

Fanfano: “Dopo il fallimento, grazie a un oggetto buttato la mia rinascita: Etika”

 

Questa è prima di tutto la storia di un uomo resiliente. In psicologia la parola resilienza indica la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà; e la storia di Danilo Fanfano sembra incarnare alla perfezione ogni sfumatura di questo termine. Come in un romanzo dai toni noir ma dal favolistico lieto fine, la vita di Danilo Fanfano potrebbe trasformarsi in una sceneggiatura, degna dei migliori film; una storia che non si esaurisce semplicemente in un finale fatto di riscatto, ma che proprio nella conclusione ha visto la scintilla del suo futuro di successo, dando vita ad una storia che merita di essere raccontata.

Così come nelle storie dei moderni eroi, per raccontare la rinascita e la resilienza del protagonista di questa storia è necessario tornare indietro nel tempo, fino all’evento che, seppur nella sua tragicità, ha dato la svolta definitiva a quella che non è solo la storia di un imprenditore, bensì il racconto di vita di un uomo, Danilo, che ha saputo rimanere fedele ai propri ideali, nonostante spesso alcune situazioni lo abbiano gettato nell’angusto baratro delle difficoltà. Danilo e la sua famiglia hanno dovuto affrontare il dramma del fallimento economico e finanziario che, non solo ha rotto irreparabilmente gli equilibri, ma ha soprattutto creato un’insanabile frattura. “È stato come tornare alla radice, passando attraverso la disperazione più totale, quella che esce fuori come risposta immediata all’urto, un urto talmente forte che ti spoglia di tutto” racconta Danilo.

Sfruttando la sua passione, ha deciso d’incamminarsi sulla strada dei combattimenti, al fine di aiutare la sua famiglia ma nonostante tutto, il suo sacrificio è stato vano, gettandolo nuovamente nel baratro e costringendolo a dormire in auto, frugando nei cassonetti e raccogliendo centesimi su centesimi. Quelle stesse monetine di cui ci si libera facilmente perché considerate di poco valore e fastidiose nelle tasche; gli hanno permesso la sopravvivenza.

In una mattina d’inverno, dalla sua auto si è trovato ad osservare una persona che gettava in un cassonetto un bilanciere e dei dischi arrugginiti da palestra: decide quindi di prenderli e rigenerarli. “Un qualsiasi oggetto buttato via può essere utile e importante per qualcun altro”. Da quegli attrezzi messi a nuovo e venduti, riesce a guadagnare cinquanta euro; nelle sue mani, la prima banconota in carta, dopo molto tempo. Qui inizia la sua vera rinascita. Danilo ha iniziato a farsi portavoce di una filosofia circolare ed è diventato in poco tempo, il punto di riferimento, per centinaia di palestre, per la fornitura di attrezzature rimesse a nuovo; fino ad arrivare ad aprire la prima palestra interamente allestita con attrezzature rigenerate ma, con un comportamento etico alla base. Così come idee grandi realtà aziendali sono nate in garage o luoghi “improvvisati” quella di Danilo Fanfano prende forma durante le interminabili e dolorose notti trascorse quasi in dormiveglia, nella sua auto.

Quattordici anni dopo ha preso vita l’App Etika. Fanfano, che oggi è un imprenditore affermato, ha saputo trovare una soluzione creativa in un momento d’estrema necessità; una volontà che prende il nome di Etika. Questa idea prende forma, cambiando spesso pelle, passando dagli attrezzi sportivi, al fotovoltaico ma rimanendo fedele a se stessa e all’anima di chi lo ha reso possibile. “Dare il meglio per sé e per gli altri, anche quando la vita e suoi accadimenti ti avrebbero potuto trascinare in un baratro senza via d’uscita”.

ETIKA

Oggi Etika non è solo un’applicazione (App) ma un aggregatore sociale che unisce persone accomunate da uno stile di vita etico che abbiano voglia d’influenzare positivamente gli altri. L’App è basata sul principio di ricompensa e premia le persone che: camminano, corrono, praticano esercizio fisico in palestra o all’aperto, mangiano sano, si spostano con mezzi elettrici o in bicicletta. La ricompensa, per questi comportamenti che ogni individuo adotta per il benessere di sé stesso e degli altri, viene espressa in forma di token digitali e prende il nome di fitcoin. Questi sono accumulabili su un wallet digitale nominale e hanno un controvalore di 1 euro e non sono tradabili; questo distingue Etika da tutti gli altri progetti speculativi. I fitcoin guadagnati sono spendibili all’interno del marketplace di Etika dove, sono presenti, migliaia di beni e servizi, acquistabili totalmente o in parte in fitcoin. “Etika premia chi si comporta bene ma non punisce chi non lo fa”.

“Mare violato”, il nuovo romanzo di Rosanna De Amicis

Nell’ultimo libro “Mare violato” Rosanna De Amicis , come già nel precedente, si avvale di due storie parallele per poi ricomporle indissolubilmente riannodandole in occasione di una indagine svolta da Camilla Di Francesco, l’affascinante e intuitiva Capitano di Corvetta incaricata di occuparsi della misteriosa scomparsa di un ragazzo siciliano stabilitosi da poco in Liguria.

Protagonista dell’altra storia è proprio Vito che, al contrario di Camilla , gratificata dalla felice esistenza a Genova , dal prestigioso lavoro, dall’amore del marito Diego, Capitano di Guardia Costiera, dall’affetto dei suoi famigliari e del piccolo Mattia, è scontento e triste nell’aver dovuto necessariamente lasciare l’amata Catania al seguito del padre che ha trovato lavoro nel porto di Genova.

Le pagine, in cui la scrittrice descrive la malinconia e il rimpianto del giovane nel ricordare la sua terra natale, lo splendore di Aci Trezza, Aci Castello e Giardini Naxos, sono trattate con particolare sensibilità e ammirazione svelando un sentore autobiografico.

Anche lei non può dimenticare quei ricordi nostalgici scolpiti nel suo cuore dei luoghi in cui ha vissuto in gioventu’ col marito siciliano che glieli ha fatti conoscere.

Intorno a Camilla e Vito ruotano tanti personaggi, anche i minori, tutti colti con una attenta indagine psicologica.

Soprattutto viene messo in rilievo Rosario, il ristoratore che ha assistito alla nascita dell’amore tra i due ufficiali ma la sorpresa è data dal ritorno di un personaggio , che conoscevamo già dal libro precedente.

Sono le ultime pagine, quando il lettore pensa che il romanzo si concluda, ad essere le più sorprendenti ed intriganti nel coinvolgere in prima persona la stessa Camilla in una situazione impensabile e inquietante che rende il tutto sempre più avvincente.

Giuliana Romano Bussola