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Casa, compravendite in negativo nel 2023 e prezzi in salita

Riceviamo e pubblichiamo l’analisi realizzata da Fiaip Piemonte

Nel 2023 il mercato immobiliare in Piemonte registra una contrazione dei volumi rispetto al 2022, ma anche un generalizzato aumento dei prezzi.

Nell’elaborazione svolta da Fiaip Piemonte (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) sui dati provvisori dell’Agenzia delle Entrate, emerge che nei primi nove dell’anno in tutto il Piemonte sono state vendute 45.141 case, il -10,6% rispetto allo stesso periodo del 2022. Tutti i tre trimestri presi in considerazione mostrano una diminuzione nel numero di vendite concluse (I trim -7%, II trim -12,6%, III trim -11,7%). Si tratta del primo calo negli scambi residenziali dopo l’eccezionale slancio delle vendite registrato nel biennio scorso.

“Il rallentamento del mercato immobiliare aveva già iniziato a presentarsi con la fine del 2022 e si è fatto progressivamente più significativo nel 2023 – commenta il presidente di Fiaip Piemonte, Marco Pusceddu. Come da previsioni, i volumi venduti stanno gradualmente tornando in linea con quelli del 2019, pur mantenendosi su livelli più alti di quelli registrati prima del Covid”.

Le compravendite concluse in nove mesi inItalia sono state 507.879 il -11,8% rispetto allo stesso periodo del 2022.

“L’erosione del potere di acquisto e l’aumento dei tassi di interesse hanno penalizzato il comparto: c’è stata più difficoltà ad accedere al credito e l’inflazione ha determinato maggiore prudenza, incertezza economica e minore disponibilità di spesa – spiega il presidente Pusceddu. La diminuzione delle compravendite si è accompagnata alla frenata dei mutui che, a livello nazionale, ha sfiorato il -30%. Una difficoltà che si è tradotta anche nello spostamento di parte della domanda, il 5 o il 6%, verso il mercato della locazione con un conseguente aumento dei canoni di affitto.
I prezzi delle case hanno visto invece un generalizzato aumento dei prezzi medi al metro quadro, che varia da città a città e da zona a zona, ma che oscilla tra il 2% e il 3%”.

Con riferimento ai primi nove mesi dell’anno, gli scambi realizzati nel 2023 rappresentano comunque il +17% rispetto a quelli del 2019. Il 2019 è un anno di riferimento, perché ci permette di capire qual era l’andamento del mercato prima della perturbazione dovuta al Covid-19, che ha caratterizzato il 2021 e il 2022 con uno straordinario balzo del mercato residenziale.

“Questo raffronto con il 2019 – sottolinea il presidente Fiaip Piemonte – ci fa capire che, al di là delle oscillazioni percentuali, il mercato è tutt’altro che fermo e che gli scambi registrati rappresentano comunque un buon numero di transazioni e un mercato in salute”.

PREVISIONE

Le previsioni oggi vedono un 2024 stazionario, in linea con i volumi del 2023. Alcuni operatori avvertono una ripresa in questo inizio anno, mentre in pochi ritengono che le vendite caleranno anche nel 2024. Dal punto di vista dei valori la maggior parte degli operatori è concorde che i prezzi saranno in moderato aumento anche nel 2024.

“L’ipotesi di crescita è perlopiù legata al possibile calo dei tassi sui mutui – conclude Marco Pusceddu, presidente Fiaip Piemonte-. A tenere è la componente di chi investe nel mattone, anche con sacrificio, per tutelare il proprio capitale dall’erosione finanziaria e per poter avere un piccolo reddito extra, un’entrata in più che possa ammortizzare il carovita”.

DETTAGLIO PROVINCE

Tranne Biella, tutte le altre province del Piemonte mostrano il segno negativo negli scambi realizzati nei primi nove mesi del 2023, rispetto a quelli conclusi nello stesso periodo del 2022.

Infatti, la città di Biella registra il +4% con 532 scambi, mentre l’insieme della provincia segna il +1,13% con 1.752 compravendite. Si difende Alessandria: in città riesce a garantire stabilità con il +1,8% e 1.058 compravendite, non altrettanto bene il fuori porta che porta la provincia a calare del -2,8% (4.325 scambi).

Ad andare peggio è la città di Cuneo con 440 compravendite e il -23,3% di transazioni rispetto ai nove mesi del 2022. Nell’insieme la provincia cuneese registra il -12% e circa 5.704 scambi. Segue la città di Asti (656 scambi) che segna il -20,1% e porta la sua provincia a -17,3% con un totale di 1.933 compravendite. Poi c’è la città di Verbania che, con 344 scambi, scende del -19,8%, mentre tutto il verbano cala del -13% (1.851 transazioni).

La città di Torino segna il -9,4% di compravendite con 10.667 scambi. Mentre con un totale in 9 mesi di 24.220 transazioni, la città metropolitana vede un calo di quasi il 12% (-11,9%) rispetto all’anno prima. Numeri comunque che rispetto allo stesso periodo del 2019 rappresentano circa il 10% in più.

La città di Vercelli resta sostanzialmente stabile nelle compravendite e segna solo un -1,3% con i suoi 501 scambi, ma nell’insieme la sua provincia perde a doppia cifra, -12,4% (1.588 transazioni).
La città di Novara tiene con 1.149 compravendite e il -2,5% di scambi. Con un totale di 3.768 transazioni, la provincia novarese scende rispetto ai nove mesi del 2022 del -4,4%.

Al Cottolengo Hospice di Chieri «50 domande sulla fede che non hai mai osato fare»

Di Riccardo Maccioni. La presentazione martedì 20 febbraio 2024 alle 17 nella nuova biblioteca dell’Hospice

 

Martedì 20 febbraio 2024 alle ore 17 nella nuova Biblioteca del Cottolengo Hospice di Chieri (TO) – via Cesare Balbo 16 – si terrà la presentazione del libro «50 domande sulla fede che non hai mai osato fare», Effatà editrice, di Riccardo Maccioni, caporedattore del quotidiano Avvenire.

 

Dopo i saluti istituzionali di:

  • Alessandro Sicchiero, Sindaco di Chieri
  • Gian Paolo Zanetta, Direttore Generale del Cottolengo Hospice di Chieri e dell’Ospedale Cottolengo di Torino

 

interverranno:

  • L’autore Riccardo Maccioni
  • Padre Carmine Arice, Padre Generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza

 

Modera Antonella Giordano, Assessora alla Cultura della Città di Chieri.

 

 

Per informazioni: tel. +39 011.9472816.

 

 

Per sostenere il Cottolengo Hospice: https://dona.cottolengo.org/hospice/

 

Boom di visitatori per la “Casa dell’intelligenza artificiale” della fiera A&T

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Si è chiusa la 18a edizione della Fiera A&T Automation and Testing di Torino: sono stati 18 mila i visitatori nella tre giorni di manifestazione. A catalizzare l’attenzione la Casa dell’Intelligenza Artificiale, il più grande spazio dimostrativo mai organizzato all’interno di un contesto fieristico afferente alle tecnologie e ai saperi connessi grazie agli algoritmi intelligenti, che ha visto come protagonisti importanti player del mondo dell’industria e dei servizi di tecnologia avanzata tra i quali: Accenture, Aieng, AizoonTechnology & Consulting, AWS, Capgemini, Centro Ricerche Fiat, Fanuc, Honda, IndexLab, Michelin, Microsoft, MYW.AI, Reply, Siemens, SKF, Synesthesia, ThalesAlenia Space, TIM Entrerprise, VHIT.

Una novità che ha portato ogni giorno oltre 6 mila passaggi tra manager, tecnici e imprenditori, adimostrazione che l’IA ha fatto breccia non solo nella grande ma anche nella piccola impresa. Una consapevolezza che è emersa in modo evidente tra i corridoi dell’Oval Lingotto dove il pubblico è rimasto colpito non solo dalle 4.000 tecnologie esposte dalle 380 aziende presenti, ma si è iscritto e ha partecipato quindi in modo personale ai 60 eventi, tra workshop, tavole rotonde e seminari specialistici, organizzati nei tre giorni.

Un’affermazione quella di A&T 2024 riconducibile non solo al format, ormai consolidato e rinnovato proprio in occasione del 18esimo compleanno, ma giustificata grazie alla forte collaborazione territoriale tra stakeholder istituzionali e industriali che insieme hanno lanciato un messaggio forte al Governo: Torino e il Piemonte sono pronti per gestire il Centro Nazionale sull’Intelligenza Artificiale e ad essere l’Hub di riferimento europeo su Semiconduttori e Microchip.

“L’edizione che sta terminando è stata un successo non solo nei numeri dei visitatori, ma soprattutto nel rinnovato concetto di fiera, dove al centro c’è il territorio, ovvero tutti gli attori istituzionali e industriali che rappresentano il nostro PIL regionale. Un lavoro sinergico che ha portato per la prima volta a realizzare in un contesto fieristico nazionale il più grande spazio dimostrativo dedicato all’intelligenza artificiale nella manifattura, integrato con le ulteriori 4.000 tecnologie industriali esposte. Non solo, le tante tecnologie presentate dai 380 espositori hanno raccontano una storia industriale nuova, caratterizzata da un forte impulso tecnologico e dalla consapevolezza che la digitalizzazione nelle imprese è una scelta obbligata da compiere convintamente, è possibile e relativamente facile da attuare, ma solo dopo aver compreso ciò che davvero può fare la differenza all’interno del proprio contesto aziendale. Ora serve solo accelerare, lavorando compatti e cercando di accompagnare le imprese italiane verso un progressivo processo di trasformazione tecnologica, intelligente e sostenibile ha dichiarato il CEO di A&T, Luciano Malgaroli.

Euro da 3 a 5 fermi tre giorni per lo smog elevato

Limitazioni alla circolazione veicolare: da SABATO 17 a LUNEDI’ 19 FEBBRAIO attivo il livello 1

 

Oltre alle limitazioni valide tutto l’anno fermi, tutti i giorni (sabato e festivi compresi) dalle 8 alle 19, i veicoli Diesel per il trasporto di persone Euro 3, 4 e 5 e per il trasporto di merci Euro 3 e 4 . Fermi per tutto il giorno i ciclomotori Euro 0 e 1.

Maggiori informazioni nella pagina dedicata che contiene anche tutte le misure per il miglioramento della qualità dell’aria.
Sul sito di Arpa i dati giornalieri di particolato PM10

È in arrivo SEEYOUSOUND International Music Film Festival

 

A Torino dal 23 febbraio al 3 marzo 2024

 

Inizia il conto alla rovescia per la X edizione di SEEYOUSOUND International Music Film Festival: Per dieci giorni, dal 23 febbraio al 3 marzo prossimi, questo festival, in cui suoni e immagini si fondono, riempirà le sale del cinema Massimo di Torino, e altre location cittadine pronte ad ospitare dj set, mostre e talk che completeranno il calendario delle proiezioni. L’apertura di venerdì 23 febbraio mostrerà le varie sfaccettature di Cyndi Lauper che, da giovane punk a star del pop, ha saputo restare un’artista femminista, coerente e impegnata, grazie all’anteprima italiana di “Let the Canary Sing”, un film che sarà introdotto dalla regista Alison Ellwood. Generi e decenni si susseguiranno a SEEYOUSOUND X attraverso 90 titoli, di cui 30 in anteprima italiana, che hanno per protagonisti i The Birthday Party di Nick Cave o band come Gogol Bordello, il gruppo anarco-punk dei Crass e il doom metal degli Earth. Verranno scoperte anche tre figure cardine della musica elettronica come Morton Subotnick, padre della techno e pioniere del synth, che a novant’anni ha performative live alla Biennale Musica di Venezia; Siracusa Norman Cook, per il mondo Fat Boy Slim, e Nicky Siano, primo dj resident dello Studio 54 e capostipite della dance newyorkese anni Settanta, che al Festival si esibirà in un dj set esclusivo. New York farà da scenario anche al doc prodotto da Shaggy, che farà rivivere la dancehall giamaicana e che prese piede a Brooklyn negli anni Novanta, mentre il poliedrico Anton Corbijn firma il lavoro su Hipgnosis, studio di design che ha realizzato alcune delle cover più iconiche degli anni Sessanta/Settanta, come “The dark side of the moon”, celebre album dei Pink Floyd e “Housesof the Holy” dei Led Zeppelin. Si andrà oltre al biopic e il film-concerto grazie a un ritratto molto intimo della cantante folk e attivista Joan Baez, scoprendo l’anima rivoluzionaria e queer del The Architect of Rock’n Roll Little Richard, e al ritmo di bossanova si entrerà nell’intenso rapporto artistico del duo Tom Jobim e Elis Regina.

SEEYOUSOUND assegnerà per la prima volta un premio alla carriera e il prescelto sarà Julien Temple che, ospite sabato 2 marzo prossimo, porterà in sala quattro perle del suo archivio, percorrendo opere dei The Clash, Sex Pistols e Keith Richards.

Al cinema Massimo si esibiranno il pianista e compositore Christophe Chassol, Cristina Donà, la crew 19’40”, Alberto Bianco accompagnato da Margherita Vicario, il trombettista Giorgio Licalzi, con uno speciale live, e Lamante.

Biglietteria presso il cinema Massimo, via G. verdi 18, Torino

 

Mara Martellotta

Gennaio 2024, “Torino respira”: pessimo inizio per la qualità dell’aria

 

Il Comitato Torino Respira ha analizzato i dati della qualità dell’aria del mese di gennaio 2024: la media delle concentrazioni di PM10 nella stazione di Torino Lingotto è stata tre volte il valore raccomandato dall’OMS. Il Comitato lancia anche la nuova attività di monitoraggio: l’ozono

 

L’ANALISI DI TORINO RESPIRA

Le prime settimane dell’anno hanno avuto livelli di inquinamento molto preoccupanti, a causa di condizioni meteorologiche che hanno impedito la dispersione degli inquinanti su tutta la pianura padana. La media delle concentrazioni di PM10nella stazione di Torino Lingotto tra il 1 gennaio e l’11 febbraio è stata di 48 microgrammi per metro cubo, ovvero oltre tre volte il valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Salute per tutelare la salute umana.

Anche il numero di giornate nelle quali si sono superati i limiti di legge delle concentrazioni giornaliere è stato molto elevato, 21 giorni su 42, il che vuol dire che da Capodanno, per la metà del tempo i cittadini di Torino hanno respirato un’aria fuorilegge e pericolosa per la loro salute.

Guardando all’andamento dei dati degli ultimi 10 anni per lo stesso periodo di può chiaramente vedere, come da grafico allegato, come in fondo non sia cambiato nulla, a dimostrazione che l’unica cosa che rende l’aria più o meno pulita a Torino è l’andamento del clima, non certo i risultati delle politiche di chi dovrebbe tutelare la salute dei cittadini e non lo fa.

Non possiamo però fare affidamento sul clima per avere un’aria respirabile, anche perché il cambiamento climatico ci porta nuovi problemi, comel’aumento delle concentrazioni di ozono durante l’estate. Proprio per questo il Comitato Torino Respira ha deciso di spostare la sua attenzione su questo inquinante e di lanciare la campagna “Lo smog uccide anche d’estate”, che quest’anno sostituirà la campagna “Che aria tira”, iniziativa che ci ha permesso di studiare le concentrazioni di biossido di azoto nell’aria di Torino per ben cinque anni.

Nel mese di luglio quindi il Comitato chiederà nuovamente la collaborazione dei cittadini di Torino per installare i rilevatori di ozono e puntare l’attenzione anche su questa sostanza inquinante le cui concentrazioni sono molto alte durante l’estate e sono in aumento a causa del cambiamento climatico.

Nel frattempo, l’invito è quello di iscriversi al Comitato per rimanere aggiornate sul lancio dell’iniziativa: https://www.torinorespira.it/aderisci/

Incendio in casa: marito e moglie gravemente ustionati

Una donna 73enne  è in condizioni critiche ricoverata all’ospedale Cto con ustioni su oltre il 50% del corpo. È rimasta ferita nell’incendio della sua abitazione in frazione Pogliani di Montanaro. Anche il marito  è ricoverato: ha riportato ustioni sul 20% della superficie corporea. Il rogo è scoppiato  per cause da verificare, potrebbe trattarsi della canna fumaria difettosa.

(foto archivio)

Il tempo è galantuomo: rubano orologio da 30 mila euro, li catturano un anno dopo

Due donne e un uomo di Viareggio sono accusati come autori del furto di un orologio da 30 mila euro in una gioielleria astigiana.

I tre sono stati arrestati per aver partecipato ad un furto  di un orologio da 30 mila euro commesso un anno fa all’interno di una nota gioielleria di Asti.

I carabinieri del nucleo investigativo del Comando di Asti sono stati coadiuvati dai sistemi di videosorveglianza  e dalla condivisione delle informazioni con i database dell’Arma.

I tre erano dei “trasfertisti”: avevano fatto il giro in giornata da Viareggio ad Asti appositamente per compiere il furto.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Danni all’agricoltura: ecco il Piano di controllo dei piccioni della Città Metropolitana

Sul territorio sono 2 milioni e mezzo e causano 5 milioni di euro all’anno di danni all’agricoltura

È stato approvato da parte del Consiglio metropolitano di Torino il “Piano di controllo del colombo sul territorio della Città Metropolitana di Torino”. Il provvedimento arriva dopo una lunga battaglia condotta proprio da Coldiretti Torino per avviare finalmente un contenimento di questa specie che provoca danni enormi anche all’agricoltura.

Il Piano di contenimento del “Piccione”, come viene comunemente chiamato il colombo di città, è stato presentato dal consigliere delegato all’ambiente della Città Metropolitana, Gianfranco Guerrini, e redatto dagli uffici Tutela fauna e flora dello stesso ente. Fa seguito all’Ordine del Giorno approvato lo scorso maggio che dava mandato al settore fauna per la redazione di un Piano di contenimento; Piano che è stato predisposto in pochi mesi. La presentazione dell’Ordine del giorno di maggio era arrivata anche a seguito di numerosi incontri tra i tecnici di Coldiretti Torino e la Città Metropolitana.

LA SODDISFAZIONE DI COLDIRETTI

«Ci siamo mossi a fronte all’esasperazione degli agricoltori – ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Sempre più soci vengono nei nostri uffici di zona a chiedere misure di depopolamento dei piccioni. Sapevamo che il Piccione può essere oggetto di contenimento grazie a una sentenza della Corte di Cassazione, che risale al 2004, e che sancisce che le popolazioni di Piccione che vivono allo stato libero rientrano ormai tra quelle selvatiche. Secondo la legge il controllo della fauna selvatica deve essere attuato se esistono pericoli, in primis per la salute umana ma anche per tutelare le produzioni zoo-agroforestali. Finora erano stati predisposti soltanto interventi su scala comunale o, peggio, esistevano solo regolamenti comunali sul divieto di foraggiamento. Per depopolare i piccioni serviva invece uno strumento operativo sovracomunale e di area vasta predisposto dalla Città Metropolitana».

La difesa dai piccioni potrà avvenire con metodologie diverse, dalla dissuasione sonora alla cattura, fino all’abbattimento diretto con fucile da caccia.

Nelle campagne, le operazioni di controllo potranno essere svolte da operatori muniti di licenza di caccia (come già avviene per l’autodifesa agricola dal cinghiale) che avranno frequentato un apposito corso che preveda il programma didattico approvato, da tempo, dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale del Ministero dell’Ambiente. I corsi formeranno quelli che saranno chiamati “coadiutori al controllo del colombo di città”. Tra le materie insegnate nei corsi, oltre alla biologia della specie, anche l’effettuazione di censimenti e gli elementi di sicurezza legati all’uso di armi da fuoco che approfondiscono le norme di sicurezza già insegnate nei corsi per l’abilitazione alla licenza di caccia. Gli operatori dovranno essere assicurati.

Le carcasse dei piccioni dovranno essere smaltite. Tra i metodi di smaltimento consentiti nelle aree di campagna c’è anche il semplice sotterramento sotto 50 cm di terreno ad almeno 200 metri di distanza da pozzi e corsi d’acqua.

«Ora, dopo questa approvazione, occorre rendere al più presto operativo il Piano di contenimento con i corsi di abilitazione per gli operatori. Coldiretti Torino, come già fatto per il controllo delle nutrie e dei cinghiali assicurerà la massima collaborazione per estendere ai propri agricoltori la possibilità di autodifesa e di controllo dei piccioni».

Elaborando i dati contenuti negli studi preliminari che hanno accompagnato la redazione del Piano, Coldiretti Torino stima una presenza, su tutto il territorio di pianura e collina della Città Metropolitana, di circa 2 milioni e 500mila esemplari di Piccione. La stima dei danni al solo comparto agricolo è di una perdita di circa 400mila quintali di cereali, soia, girasole, tra perdite in campo, germogli appena nati, mangimi animali becchettati; per un valore che Coldiretti Torino stima in circa 5 milioni di euro l’anno.

Ma per l’allevamento i danni potrebbero essere ancora maggiori. Il Piccione rappresenta una possibile fonte di trasmissioni di patologie o di malattie gastrointestinali nel bestiame nelle stalle. Ogni mattina i piccioni calano dalle tettoie per beccare il mangime appena distribuito ai bovini e per bere dagli abbeveratoi, spollinandosi e defecando sugli alimenti che vengono ingeriti dalle mucche.

Come è noto, la crescita esponenziale dei Piccioni causa anche seri danni anche al patrimonio storico e artistico con il loro guano; inoltre costituisce una preoccupante minaccia per la sicurezza aerea, mentre la sua eccessiva confidenza con l’Uomo lo porta a dare l’assalto ai tavolini all’aperto ricchi di cibo.

Ma il vero pericolo è la possibile trasmissione di patologie all’Uomo attraverso la zecca molle del piccione (Argas reflexus) che è un suo parassita che può attaccare le persone che vivono in prossimità di siti di nidificazione o colonie di questi uccelli (tra cui gli agricoltori) e trasmettere infezioni batteriche e shock anafilattici. Nel marzo del 2023 due istituti superiori di Ciriè sono stati chiusi per disinfestazione da zecche molli derivate dalla folta colonia di piccioni che presente intorno alle scuole.

Nelle scuole di Chieri l’educazione all’affettività

Con gli incontri rivolti agli insegnanti e ai genitori inizia la prossima settimana il percorso di educazione all’affettività rivolto a tutte le tredici classi quinte delle scuole primarie dei tre Istituti Comprensivi di Chieri.

Il corso è realizzato dalla cooperativa “Lunetica”, in collaborazione con lo Studio Torinese di Psicologia Cognitiva, con il sostegno del Comune di Chieri.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 22 febbraio, alle ore 18, presso la Biblioteca Civica (Via Vittorio Emanuele II, 1) ed è  aperto a tutta la cittadinanza. Interverrà la dottoressa Giulia Franco (psicologa e psicoterapeuta).

 

Dichiara l’assessore all’Istruzione Antonella GIORDANO: «L’educazione all’affettività a scuola è prevista dalla Convenzione di Istanbul, approvata nel 2011 per contrastare e prevenire la violenza sulle donne. Siamo tutti consapevoli che la violenza è anche conseguenza di contesti relazionali non sani ed equilibrati e, quindi, di una carente educazione affettiva e sentimentale. Da qui la necessità che a scuola si insegni l’Abc dei sentimenti, cominciando proprio dai più piccoli. I fatti di cronaca degli ultimi mesi in cui sono stati i minori a commettere violenza rendono urgenti interventi preventivi ed educativi nel contesto scolastico, coinvolgendo anche docenti e famiglie. La realtà quotidiana mette in evidenza le difficoltà dei bambini e dei ragazzi nello stabilire tra loro e con gli adulti modalità relazionali soddisfacenti e sicure. Molti sono i fattori che incidono su una loro maggiore fragilità e vulnerabilità ed è per questo che risulta fondamentale offrire percorsi di educazione all’affettività sin dalla scuola primaria e rafforzare la rete che può fungere da sostegno per i giovani».

Durante i laboratori didattici condotti da esperti di psicologia ed educazione si affronteranno il tema delle emozioni e della loro espressione, la percezione del corpo e i concetti di empatia, relazione, confini e consenso, i rischi che si corrono on line e come difendere la privacy, come parlare di affettività e sessualità con bambine e bambini all’interno del contesto familiare. Parallelamente agli incontri laboratoriali sarà garantito un confronto  costante con insegnanti e famiglie.

«È urgente da parte di tutte le componenti della società un profondo ripensamento dei rapporti tra uomini e donne-spiega il professor Dario PORTALE, dirigente dell’IC Chieri 1-e un impegno diretto e costante per arginare e combattere modi di pensare e comportamenti tossici, fin dalla più giovane età. La scuola, ovviamente, deve e può fare la sua parte, ma non può essere lasciata sola. Il nostro Istituto, che da anni, oramai, dedica a tale problematica un’attenzione speciale e costante, non solo nel lavoro quotidiano dell’insegnamento, ma anche tramite incontri specifici tenuti a partire dalle primarie, non può dunque che salutare con soddisfazione e gratitudine l’intervento e la sensibilità del Comune, che si è offerto di organizzare un progetto ben articolato e coinvolgente tutte lecomponenti della comunità educante che affronterà con la cura e la delicatezza necessarie tale problematica».

«Con grande entusiasmo l’Istituto comprensivo Chieri 3 si accinge ad avviare il progetto di educazione all’affettività promosso dal Comune di Chieri-aggiunge il dottor Bruno MONTALEONE, dirigente dell’IC Chieri 3-Già da anni la scuola investe su progettualità inerenti alla tematica, ma la proposta unitaria estesa al territorio, proposta dal Comune, rimarca l’importanza cruciale nello sviluppo emotivo sociale e psicologico dei ragazzi. Gli studenti avranno un aiuto per comprendere e gestire le proprie emozioni per affrontare le sfide della vita quotidiana in modo costruttivo. Verranno guidati a costruire relazioni interpersonali positive promuovendo la consapevolezza di sé e degli altri. Un lavoro mirato potrà contribuire a prevenire episodi di bullismo, violenza domestica e altri comportamenti dannosi».

«Anche l’Istituto Comprensivo Chieri 4 da sempre ha progettato ed attuato interventi su queste tematiche fondamentali per uno sviluppo armonico dei/lle bambini/e, per una costruzione del sé e dei futuri cittadini, dove le competenze sociali e relazionali sono sempre più strategiche per affrontare una società complessa, fluida e non scevra da conflittidichiara la dirigente, la professoressa Emanuela SMERIGLIO-Un progetto riguardante tutto il territorio permette di costruire una comunità educante efficace e di sostegno ai nostri ragazzi, rafforzando i legami tra istituzioni pubbliche e famiglie».