ilTorinese

San Paolo, donna anziana trovata morta in casa da giorni

Prima il silenzio, poi un odore acre che ha insospettito i vicini. Una donna di 70 anni è stata trovata morta all’interno della sua abitazione nel quartiere San Paolo, in corso Rosselli 116. Nella mattina di oggi, carabinieri e vigili del fuoco sono intervenuti e hanno trovato il corpo della donna; secondo le prime ricostruzioni, era senza vita da giorni e la porta dell’appartamento era chiusa dall’interno.

Le indagini sono in corso: non sono state rese pubbliche le generalità della vittima e gli inquirenti attendono gli esami medico-legali per chiarire le cause della morte.

VI.G

Asti, la città dalla storia millenaria

A cura di piemonteitalia.eu

Adagiata sulla riva del Tanaro e sulle colline del Monferrato, Asti è una cittadina piemontese che, oltre ai suoi eccellenti vini e prodotti enogastronimici, offre ai visitatori tante sorprese, che andrebbero gustate con calma.

La città vanta una storia millenaria, fondata inizialmente dai romani, nel IV secolo divenne ducato longobardo, almeno fino al 1159, quando si trasformò in un Comune libero, diventando, da questo momento in poi, la città più potente del Piemonte…

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https://www.piemonteitalia.eu/it/esperienze/asti-la-citta-dalla-storia-millenaria

Torino, un autunno di mostre. Ecco quelle di GAM e MAO

Al MAO si inaugura ad ottobre una personale dedicata all’artista cinese Song Dong. Alla GAM l’installazione dell’Intruso è di Giuseppe Caccavale

GAM e MAO, Museo di Arte Orientale, inaugurano la stagione artistica autunnale con due progetti che si protrarranno nel 2027.

‘Intruso’ della Quinta Risonanza, invitato a instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM, dal 29 ottobre prossimo e visitabile fino al 4 aprile 2027, è  “Nell’Oltretempo”, il progetto che vede Giuseppe Caccavale instaurare un dialogo con il patrimonio della GAM.
L’artista, insieme alle curatrici Chiara Bertola e Virginia Lupo, ha esplorato i ricchissimi depositi del museo, selezionando un nucleo di gessi e alcuni dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare rilievo alle montagne che disegnano il rilievo di Torino.
L’intervento di Caccavale concepito per lo Spazio del Contemporaneo si svilupperà direttamente sulle pareti attraverso uno spolvero, tecnica ricorrente nella sua pratica, che trasferisce la scrittura per mezzo della polvere e del contatto, evocando la fragilità e la persistenza della traccia. L’opera muraria avvolge lo spazio espositivo, creando un ambiente  in cui si inseriranno le opere selezionate del deposito.
Sempre per quanto riguarda le mostre della Fondazione Torino Musei, al MAO, Museo di Arte Orientale, dal 23 ottobre prossimo al 27 giugno 2027, verrà presentata la mostra intitolata “Song Dong. Soul Out”, la prima personale in Italia dedicata all’artista Song Dong, nato a Pechino nel 1966 e curata da Davide Quadrio e da Lì Zhenhua, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci.
L’esposizione è  concepita come un progetto site-specific che coinvolge l’intero museo, trasformandolo in un dispositivo narrativo le cui opere di Song Dong dialogano con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. Riunendo alcune delle installazioni più iconiche dell’artista, insieme ad un archivio di fotografie  e video di performance realizzate dagli anni Novanta ad oggi, la mostra ripercorre oltre trent’anni di lavoro di Song Dong, mettendo in luce una pratica capace di intrecciare  esperienza individuale e storia collettiva, memoria privata e trasformazioni sociali, restituendo al contempo uno sguardo sulla Cina contemporanea.

In occasione poi di Artissima , si inaugurerà sabato 31 ottobre la quarta edizione di ‘Declinazioni Contemporanee’, il programma di residenze e commissioni site-specific che invita artisti contemporanei a interpretare, rileggere, valorizzare il patrimonio museale del MAO, calato nel presente per individuare connessioni e significati inerenti tra culture e epoche diverse. Gli artisti coinvolti nell’edizione di quest’anno sono Draint Zeneli, Gala Porras -Kim, Elif  Uras e Dayanita Singh.

Mara Martellotta

A Sant’Anna di Valdieri torna la sagra della segale

Sant’Anna di Valdieri si prepara a vivere un fine settimana all’insegna delle tradizioni alpine, della musica e della gastronomia. Sabato 22 e domenica 23 agosto 2026 è in programma la XXXV Festa della Segale, manifestazione che da oltre trent’anni porta al centro dell’attenzione la storia e il patrimonio culturale della Valle Gesso

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Mirafiori, scia di molestie al parco: 45enne arrestato per violenza sessuale su minori

Ha provato ad avvicinare e addescare ragazzini al parco: arrestato un uomo di 45 anni. È successo al parco Pugno, nel quartiere Mirafiori, dopo segnalazioni al 112 da parte di genitori e passanti che lo avevano visto infastidire i giovani sulle giostre; l’uomo è accusato di violenza sessuale su minori di età inferiore ai 14 anni.

In base agli episodi ricostruiti e alle testimonianze raccolte dagli agenti, l’uomo si sarebbe avvicinato a un gruppo di ragazzini, sottraendo la bibita a uno di loro e mostrando le proprie parti intime. In un’altra circostanza avrebbe tentato di raggirare un dodicenne con la scusa di accompagnarlo negli spogliatoi; non riuscendo nell’intento, lo avrebbe poi insultato e minacciato.

La pattuglia del commissariato Mirafiori è intervenuta in seguito alle denunce; alla vista degli agenti l’uomo, già sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di Chieri e al divieto di ritorno a Torino, è stato sorpreso mentre cercava di allontanarsi. Bloccato dai poliziotti, ha reagito con insulti e minacce, scattando così una nuova denuncia per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. La Questura ha reso noto che l’arresto è al momento in fase di convalida.

VI.G

Bonus facciate, scoperta a Torino presunta frode da 2 milioni di euro 

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Una presunta frode da circa 2 milioni di euro legata al “bonus facciate” è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Torino. L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica e denominata “Lavori assembleari”, ha portato in carcere due coniugi e al sequestro di beni per oltre un milione e mezzo di euro.

Gli accertamenti sono stati condotti dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Torino e hanno riguardato alcune agevolazioni fiscali ottenute attraverso il meccanismo dello “sconto in fattura”. Al centro dell’inchiesta ci sono un uomo di 50 anni e una donna di 60, originari di Torino e residenti nell’hinterland, titolari di una società attiva nell’amministrazione di condomìni.

Attraverso l’esame della documentazione fiscale, dei movimenti finanziari e il materiale acquisito durante perquisizioni domiciliari e informatiche, gli investigatori hanno individuato quattro imprese riconducibili alla coppia. Secondo l’ipotesi accusatoria, le società avrebbero emesso fatture relative a lavori edilizi mai eseguiti, con l’obiettivo di ottenere crediti d’imposta.

Le Fiamme Gialle hanno ricostruito così la creazione di circa 2 milioni di euro di crediti fiscali ritenuti fittizi, collegati a interventi di rifacimento delle facciate. I lavori sarebbero stati asseverati da un tecnico abilitato ritenuto compiacente e, in alcuni casi, accompagnati da delibere condominiali risultate false o addirittura inesistenti. In un episodio, secondo gli investigatori, l’operazione sarebbe stata concordata con un condòmino.

Una parte dei crediti sarebbe stata utilizzata per compensare debiti tributari di persone e società vicine ai due coniugi. La quota restante sarebbe invece stata trasformata in denaro attraverso la cessione a terzi e impiegata per acquistare alcuni immobili in Piemonte e Liguria, formalmente intestati a un familiare.

Gli indagati sono stati segnalati alla Procura di Torino e dovranno rispondere, a vario titolo, delle ipotesi di emissione di fatture per operazioni inesistenti, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio, riciclaggio e favoreggiamento personale.

Su richiesta della Procura, il gip del Tribunale di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per i due coniugi e un sequestro preventivo fino alla concorrenza dei crediti fiscali contestati. Il provvedimento ha interessato crediti d’imposta, disponibilità finanziarie, immobili e beni mobili registrati, alcuni dei quali, secondo gli investigatori, sarebbero stati intestati solo formalmente a parenti pur rimanendo nella disponibilità degli ideatori della presunta frode.

Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera un milione e mezzo di euro.

Rotonda Maroncelli e corso Telesio: dal 23 agosto modifiche alla viabilità per lavori di Iren

 Sulla rete del teleriscaldamento

A partire da domenica 23 agosto Iren avvierà un intervento sulla rete del teleriscaldamento nell’area della rotonda Maroncelli, all’intersezione tra corso Maroncelli e corso Trieste. I lavori prevedono la riparazione della perdita provocata dalla rottura di una tubazione, verificatasi lo scorso giugno, e la sostituzione del tratto di rete danneggiato sul lato sud della rotatoria.

Le modifiche più rilevanti alla viabilità si concentreranno tra il 23 e il 26 agosto, con la chiusura dell’accesso alla bretella tra corso Maroncelli e corso Trieste dal lato di corso Maroncelli e alcune limitazioni alla circolazione nell’area della rotatoria. In particolare, i veicoli provenienti da piazza Bengasi e diretti verso corso Unità d’Italia, in direzione nord, saranno indirizzati, attraverso un’apposita segnaletica temporanea, lungo percorsi alternativi che prevedono il transito da via Genova e via Ventimiglia. I veicoli diretti verso Moncalieri potranno invece continuare a utilizzare il tratto di bretella che resterà percorribile.

Dal 27 agosto la circolazione nella rotatoria tornerà regolare. Fino al 4 ottobre resterà tuttavia chiuso l’accesso alla bretella dal lato di corso Maroncelli e, per raggiungere via Corradino provenendo da corso Maroncelli, sarà necessario seguire una deviazione lungo corso Trieste, in direzione nord.

Dal 5 ottobre al 6 novembre, infine, i lavori interesseranno il tratto restante della bretella di collegamento tra corso Maroncelli e corso Trieste, con un impatto sulla circolazione significativamente più contenuto rispetto alla fase iniziale del cantiere.

Si raccomanda di prestare sempre la massima attenzione alla segnaletica di cantiere e alle indicazioni viabili, che guideranno la circolazione nelle diverse fasi dell’intervento. Nel corso della prima fase dei lavori, in particolare, si invita, dove possibile, a privilegiare i percorsi alternativi.

La pianificazione delle attività e delle modifiche alla circolazione è stata definita attraverso un puntuale coordinamento tra Iren e la Città di Torino, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per cittadini e automobilisti.

L’intervento si inserisce in un’area interessata nelle scorse settimane anche dalla riasfaltatura di corso Unità d’Italia. I lavori, realizzati nell’ambito del piano straordinario di manutenzione del suolo pubblico “Torino Cambia – Spazi che uniscono”, sostenuto da Fondazione CRT, sono iniziati il 3 agosto e si sono conclusi nei tempi programmati, entro il termine previsto del 14 agosto.

Un secondo cantiere di Iren interesserà, dal 24 agosto, l’incrocio tra corso Telesio e via Pacchiotti. I lavori serviranno a completare l’interconnessione tra Torino e Collegno e a rendere più affidabile il servizio. Le prime attività si svolgeranno sulla banchina verde centrale e non avranno particolari conseguenze sulla circolazione.

Da martedì 25 agosto sarà chiuso al traffico il tratto di corso Telesio interessato dai lavori, con modifiche anche al servizio GTT che riguarderanno la linea 40. La chiusura proseguirà fino al 4 settembre, quando la strada sarà riaperta al traffico.

La tempistica dei lavori è stata definita anche in relazione agli altri cantieri presenti nella zona: quello di corso Telesio non si sovrapporrà alla chiusura di via Valgioie, che sarà riaperta lunedì.

TorinoClick

Una Genealogia, dopo 60 anni di ricerche

Alla fine dell’estate 1964, compiuti i quindici anni, iniziavo le mie ricerche genealogiche. Oltre mezzo secolo dopo, non un bilancio ma alcune considerazioni sulla “piacevole arte”

Quando, coi pantaloni corti, varcai per la prima volta la porta dell’archivio parrocchiale di Agliè, nessun permesso speciale mi era stato concesso, ma mi si garantiva in sala la presenza di qualcuno pronto a soccorrermi, in caso di necessità. Il Concilio Vaticano II non era ancora concluso e la parrocchia, pur se di un piccolo comune e di grandezza minore, si avvaleva ancora di sacerdoti anziani che, soli,garantivano l’apertura al pubblico dei locali, mentre la presenza distudiosi pgrandi di me provava che ognuno avrebbe fatto le suericerche, senza obiezioni.

Recuperata da circa vent’anni la pace, l’Italia di allora aveva altri problemi che non interferire sullo studio della storia portato avanti negli archivi locali, e poiché, in mancanza di lauree specifiche, sopravvivevano degli appassionati “cultori di storia locale” che mettevano a portata di tutti gli esiti dei loro studi, dall’alto nessuno sembrava preoccuparsi di loro, poiché si considerava la loro materiauna sottoclasse inferiore” degna di poca attenzione. Intanto gli storicid’assalto, cioè quelli “moderni”, pronti a dire le loro verità più che non quella storica, ma convinti che la lettura del passato andasse filtrata dalle loro ideologie, dividevano la piazza, fuori degli atenei,con i lettori che leggevano il passato secondo la loro interpretazione.Insieme entrambi avrebbero fatto sì che la storia della famiglia e lagenealogia fossero addirittura stimate della “non storia” (tanto,nell’ultimo ventennio, io sentii affermare da uno di loro che, insediato in una biblioteca di provincia, era considerato un Marco Aurelio)!

L’argomento era tuttavia definito dal lemma: chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo, e soltanto gli sprovveduti potevano credere giusto cancellare dagli interessi umani quegli argomenti, tanto naturali quanto importanti, che definiscono la situazione dell’individuo in relazione con i suoi parenti, con il pretesto di dare a tutti una maggiorelibertà (purtroppo però la situazione attuale oggi risente molto dei danni causati da loro)! Ma siamo ancora in tempo per lottare con forza a favore delle nostre tradizioni culturali per difendere quegli argomenti. Infatti, cacciato dalla porta, l’interesse per la storia famigliare ritorna, non solo dalle finestre ma, da ogni interstizioattraverso il quale possa trapelare, poiché è parte della nostra storia. Tutti abbiamo parenti, anche se oggi molti sono pronti a negarlo! E questo è così vero che, in ambito legale, è tuttora prevista la ricerca di parenti per definire le pendenze ereditarie.

Democraticamente, si è detto, la genealogia è un’ambizione pericolosa, una perversione coltivata da chi aspira a titoli nobiliari: si tratta di un vizio da estirpare, perché indegno di questo mondo e, quando qualcuno affronta il tema, magari per dire della gente comune, sfrontatamente si sostiene che sia una sfrontatezza pensare che tutti abbiano un passato degno della storia e si impedisce che siaraccontato Così, se in altri Paesi, studi del genere da sempre sonodifesi e mantenuti vivi, il Bel Paese li ha confinati tra i retaggi oziosi ammessi solo per quegli appassionati che, senza regole e con poche consuetudini, li coltivano. Così si è continuato, senza sdoganarli, a mantenerli sotto l’etichetta che li definisce oggetti di uso unico ed esclusivo dei direttamente interessati perché in essi coinvolti.

Ma …. se i coinvolti non si interessano? Allora chi se ne occuperà?Dal momento che prodigiosamente gli interessi sono reali e comunque permangono, anche se ostacolati per questo sarà giusto parlarne e non credere che sia improprio, per questo in tanti, da tanto tempo e in tutto il mondo, si occupano ancora di questi argomenti… ma non sarà tutto facile e piano… no!

     

Ché incapperemo nelle affermazioni strabilianti di persone che, solo marginalmente, accettano che esista la genealogia, ma affermano che personaggi dallo stesso cognome, pur provenienti da comuni diversi della stessa provincia, non hanno nulla a spartire tra loro, e ci imbatteremo nelle affermazioni poco sensate di chi non ritiene possibile trovare in Piemonte cognomi di origine scandinava e, perciò,è convinto che non se ne debba parlare, se non ci sono documenti scritti …. Ma la genealogia è anche una ricerca degli ipotetici collegamenti tra lo scandinavo del Gotland e il Canavesano delle Valli, discendente diretto dal precedente, per via di un mercenario giunto in loco con una compagnia di ventura; o se personaggi dallo stesso cognome, sono presenti in regione, ma in valli tra loro non confinanti: infatti, come ignorare la gestione degli incarichi pubblici assegnati per concorso in passato, così come avveniva ancora dopo l’ultima guerra?

Davanti a tali dubbi esplicitati dagli scettici, non stupiremo, quando sentiremo, chi si atteggia a saputello, confondere la genealogia con l’araldica (pure questo si è dovuto sentire)

La vivacità delle storie umane, a prescindere da ciò che gli individui conoscono, può mettere a tacere il magistrato in pensione, che si presenta come studioso, ma ignora totalmente le vicende deiNormanni e sostiene che sono falsi i documenti degli archivi britannici, fondati da Guglielmo il Conquistatore (e, per sminuirlo,continuerà a dirlo bastardo), o che inattendibili, addirittura, sono gli scritti sui processi dei santi, raccolti dai padri bollandisti!

Ma torniamo a chi le genealogie le accetta, purché vengano tenute segrete e mai pubblicate, perché gli diremo di non temere perché lo strumento è già più che valido in ambito zoologico, laddove si parla di pedigree di cani, cavalli, vacche e canarini... Infatti, la società ha solo da avvantaggiarsi a sapere quali patrimoni di geni e di interessi portino avanti le generazioni umane! Ché, non c’è indiscrezione, in quello che si teme possano divulgare, ma, tra i pochi addetti, non cisono affatto segreti da tacere, infatti, come afferma la Bibbia, non c’è segreto che non sia poi udito proclamare dai tetti delle case! E c’è ben dell’altro, se solo potessi riferire dell’uno o dell’altro tra gli esempi che ho letto nelle carte (ma son cose cose che non si pensa di trovare scritte in atti religiosi e notarili): poiché la storia conserva memoria di tutto, basta saper cercare che si trova! E allora è meglio che chi sa,trovi le parole migliori per riferirne, ovvero, alludendo al passato, per raccontare la verità dei fatti!

Questo mio studio avrà un epilogo. Attualmente in fase di completamento un volume intero di oltre 300 (ma forse saranno 400) tavole, che conclude tanti approfondimenti e comprende tutte le genealogie che ho analizzato nel corso dei miei anni.

Carlo Alfonso Maria Burdet

(Dedico queste pagine a Isabella McKeefry, giovane neozelandesee ancora nostra cugina, che con noi divide, oltre lattenzione per genealogia e storia di famiglia, gli antenati del nostro nonnomaterno, contadini operosi sui campi, tra torbiera e brughiera, diSan Giovanni Canavese, una terra antica di palafitte e piroghe)