ilTorinese

Ristorante chiuso per carenze igieniche in Borgo san Paolo

I poliziotti del Commissariato di P.S. San Paolo, con l’ausilio dell’unità cinofila antidroga dell’UPGSP e di personale della Polizia Municipale, hanno svolto un servizio di controllo straordinario del territorio nella zona di competenza. Insieme all’ASL-SIAN hanno, inoltre, proceduto alla verifica del rispetto delle normative attinenti alle condizioni igieniche presenti all’interno di alcuni esercizi commerciali.

L’attività si è in particolare concentrata su nove esercizi commerciali, ricompresi nell’area pedonale di via Di Nanni, via Pollenzo, corso Racconigi, fra cui due bar, due sale scommesse, tre minimarket, un negozio di alimentari e un ristorante.

In quest’ultimo sono state riscontrate gravi carenze igienico sanitarie, tali da non garantire un sufficiente livello di sicurezza alimentare, in particolare sporcizia diffusa sul pavimento della cucina e in prossimità delle attrezzature di preparazione degli alimenti, pareti e soffitto anneriti, servizi igienici ad uso del personale in pessime condizioni. A seguito della situazione riscontrata è stata decretata dal SIAN l’immediata chiusura dell’attività, fino al ripristino delle previste condizioni igieniche, con sanzione di 2000 €.

Altre 1400 € di sanzioni sono state comminate nei confronti di tre locali sottoposti a controllo, in particolare la somma di €950 presso un bar di via Di Nanni ove il titolare non esponeva i prezzi praticati su alimenti e bevande e in considerazione della scarsa igiene riscontrata nel locale cucina.

Nel corso dell’attività i poliziotti hanno identificato 58 persone e controllato 15 veicoli.

Facciamoci un bel ripasso sulle due vite del “fu” Mattia Pascal

Repliche sino a domenica 25 al teatro Gioiello

Lo ricorda ancora qualcuno? “Una delle poche cose, anzi forse la sola ch’io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de’ miei amici o conoscenti dimostrava d’aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo: “Io mi chiamo Mattia Pascal.”

Grazie, caro. Questo lo so.”

E ti par poco?”

Incipit d’altri tempi. Sembra che in un’epoca frettolosa, arida e capace quasi soltanto di comunicare attraverso messaggi e messaggini, attraverso forme abbreviate, attraverso pollici in su o in giù e faccine sorridenti o disperate, tutti l’abbiano dimenticato. In maniera vivace, per nulla sonnacchiosa, veloce e sbrigliata, assai modernamente, (forse) in modo lodevole, ci pensa Giorgio Marchesi a ricrearci la mente, a costruire questo bignami pirandelliano di poco più di un’ora a soccorso e conforto – si “traveste” persino, in qualche modo, con il suo elegante frac bianco e cilindro contaminati da un paio di anfibi: ma, sicuro che ne sentano così visceralmente il bisogno? “Abbiamo voluto sperimentare un linguaggio che potesse essere accessibile e appetibile a tutti, anche e soprattutto alle nuove generazioni” – delle nuove generazioni appunto che io credo, la maggior parte, gli possano rispondere come l’Abbondio del Manzoni: “Pascal, chi era costui?”

È in scena al Gioiello sino a domenica 25 con un adattamento e una regia che fanno capo a lui e Simonetta Solder, sua compagna d’arte e di vita, felice di venire incontro con più di un sorriso e con carrettate di ironia a quanti vedono in quel romanzo del 1904 soltanto serietà, messaggi e un pizzico di spiccia filosofia, lanternino e coscienza compresi. Su di un palcoscenico minimal, un attaccapanni, una sedia e un microfono a cui sta ben aggrappato come una palma su di un’isola in mezzo all’oceano il suo sodale Raffaelle Toninelli con il suo contrabbasso per gli interventi musicali, Marchesi ricostruisce attimo dopo attimo, impacchettando definitivamente la precisione dell’epoca e spalmandola al contrario entro l’intero secolo per “assecondare la contemporaneità dei temi trattati nell’opera”, tutto il bagaglio surreale del personaggio, la sua vita spaccata in due, laggiù alla gora del mulino, e la sua doppia esistenza. La vita nel paesino ligure di Miragno – non andatelo a cercare nelle carte geografiche, è un’invenzione dell’agrigentino -, con il Batta Malagna pessimo amministratore di beni e Romilda con cui stringere un odiato matrimonio, il grugno e la voce imperante della vedova Pescatore, sua suocera, il buon Pomino che impalmerà – più danni che piaceri – la “vedova”; e poi la vincita ai tavoli da gioco di Montecarlo, le ottantamila lire e passa con cui rifarsi una vita, la tragica ma non troppo notizia sul giornale della sua dipartita, l’improvvisata ricostruzione di un passato, l’andata a Roma, con quei quadretti saporiti che sono i tanti personaggi di casa Paleari, con il buon capo di casa Anselmo che gli viene ad aprire la porta “in mutande di tela” e “con un fervido turbante di spuma in capo”, la signorina Adriana e il lestofante Papiano, la Caporali e le sue sedute spiritiche. Al centro di tutto non più lui, il “fu” Mattia Pascal, ma un rinnovato Adriano Meis. Un nuovo battesimo. Ma tutto suonerà fasullo, tutto impossibile se quella nuova identità non gli consentirà neppure la denuncia di un furto. Meglio tornare a Miragno, lasciare pure Romilda al suo Pomino, strapazzare, questa volta sì, la vedova Pescatore, e rintanarsi nella vecchia biblioteca del paese, andando in qualche bella giornata a leggere la lapide che i concittadini avevano voluto porre a quel povero ignoto che s’era suicidato alla Stìa, declinando ancora una volta a qualche curioso le proprie antiche generalità.

Divertito, divertente, a tratti esplosivo, vitalissimo e irriverente, capace di entrare più in maniera convincente nella storia, pronto a correre e ad alleggerire sornionamente le pagine del romanzo, giocando con i dialetti e accennando dall’interno ai tanti personaggi rivisitati, un cambio d’abito con un colorato bomber, mosse e movenze, squittìi e urletti di rilassamento, azzeccate sottolineature, del tutto godibile, buon amico fraterno di “chi non sa”, Marchesi offre un’occasione lontana da quelle abituali – io ricordavo il primo Albertazzi e Pino Micol e il più recente Pino Quartullo -, un buon percorso didascalico che sembrerebbe non guastare se il tutto è valso a rinfrescare le (poche?) idee a quanti hanno i piedi più o meno saldi nel nuovo millennio.

Elio Rabbione

Le immagini dello spettacolo sono di Fabio Lovino

Irene Bongiovanni è la nuova Presidente di Confcooperative Piemonte Nord

I risultati dell’Assemblea interprovinciale di Confcooperative Piemonte Nord tenutasi nella mattina di venerdì 23 febbraio

Nella cornice di NH Hotel Santo Stefano, in Via Porta Palatina a Torino, si è svolta l’Assemblea per il rinnovo delle cariche associative di Confcooperative Piemonte Nord. Un momento di grande importanza nel mondo cooperativo piemontese, con centinaia di cooperative presenti, e che ha visto l’elezione di Irene Bongiovanni, che riceve il testimone del Presidente uscente Gianni Gallo alla guida dell’associazione interprovinciale.

Un ringraziamento sentito al Presidente Gallo per questi anni di impegno al servizio di Confcooperative. – ha commentato la Presidente Bongiovanni – Si tratta ora di proseguire in questo importante lavoro per la cooperazione. Le sfide di questi tempi sono davvero molte e serve una squadra, il consiglio interprovinciale, che possa portare avanti con entusiasmo il modello cooperativo”.

La cooperazione nell’Area Metropolitana di Torino con un Valore della produzione di 2,7 miliardi e l’Area Nord Orientale con i suoi 1,9 miliardi generano un totale di Valore della Produzione di 4,6 miliardi, con il numero degli addetti che segna rispettivamente 41.800 e 24.902 per un totale di 66.702.

Numeri che, insieme alla viva partecipazione all’incontro, dimostrano quanto le imprese cooperative, attraverso il proprio modello democratico di fare impresa, possano avere un impatto sul territorio. Sarà proprio la capacità di costruire dal basso, con nuove idee e apertura alle criticità sociali, a rendere unico il percorso della cooperazione locale.

Il Presidente uscente Gianni Gallo, ha dichiarato: Si conclude con oggi un mandato inserito in un momento storico della cui portata ancora non ci siamo pienamente resi conto, lo scenario che si è definito in questi quattro anni, dal 2020 a oggi, è frutto di una serie di eventi che solo la storia riuscirà a leggere. Vi ringrazio, mi avete concesso fiducia e amicizia e questo è un regalo che custodirò con cura per il tempo a venire. Buon lavoro alla Presidente Bongiovanni e a tutto il nuovo Consiglio Inteprovinciale.

Nel corso dell’incontro, il filo rosso che ha legato tutti i relatori che si sono alternati è stato lo sguardo verso il futuro della cooperazione. Tutti a ribadire l’importante ruolo che le cooperative devono essere pronte a ricoprire nei prossimi anni, grazie alla loro capacità di unire impatto economico e valorizzazione territoriale. Nell’alternarsi delle tante voci intervenute, Marco Grazioli, di The European House Ambrosetti ha dato il nome al compito che spetta alle imprese cooperative: “Prendere posizione. Nel 2024 diventa fondamentale offrire un’alternativa forte all’individualismo: un’alternativa che può e deve essere data da voi cooperatori. Dovete essere orgogliosi della diversità che offrite al sistema. Sfidate le vostre convinzioni, non temete il cambiamento. La cooperazione, attraverso i motori dell’equità sociale e della solidarietà umana, può contribuire alla riduzione dei divari.

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Chi è la nuova Presidente di Confcooperative Piemonte Nord

Ire­ne Bongiovanni è nel mon­do del­la coo­pe­ra­zio­ne fin dal 2000, poco dopo aver ter­mi­na­to gli stu­di  in Lette­re moder­ne.

Comincia la sua attività professionale occupandosi di comunicazione interna, istituzionale, marketing dei servizi, marketing turistico. Collabora in seguito con alcune testate giornalistiche e cura, come consulente senior, la comunicazione istituzionale di alcuni Comuni del Piemonte.

Cooperatrice convinta è anche Pre­si­den­te nazio­na­le e regio­na­le della federazione Confcooperative Cultura Turismo Sport, l’ar­ti­co­la­zio­ne set­to­ria­le di Con­f­coo­pe­ra­ti­ve che si occu­pa di Cul­tu­ra, Turi­smo e Sport.

Marcia clima lavoro, appello di Grimaldi (Verdi Sinistra) e Ravinale (Sinistra Ecologista)

Il nostro appello è rivolto a tutta la cittadinanza, ma Parlamentari, consiglieri, sindacalisti, attivisti sono benvenuti.      
 “Nelle scorse settimane abbiamo fatto appello a tutta la cittadinanza a partecipare alla Marcia clima lavoro  attorno al perimetro ormai quasi vuoto di Mirafiori, per far sentire la voce di una città che pretende di avere un futuro, di tante persone, tante lavoratrici e lavoratori, il cui posto di lavoro è a rischio, di chi crede che a Torino si possano ancora produrre auto nel segno della transizione ecologica. Non abbiamo richiesto formalmente l’adesione a soggetti politici, né ad altre realtà associative, per non mettere a disagio chi sappiamo ha più difficoltà ad aderire ad appelli dei partiti. Ci siamo rivolti a tutti e tutte, sperando che chi ha a cuore questi temi sia presente. Parlamentari, consiglieri, sindacalisti, attivisti sono i benvenuti e le benvenute! Protagonisti restano gli operai, le loro organizzazioni, la cittadinanza. Noi crediamo che sia fondamentale lanciare questo segnale, e se saremo tanti e tante sarà merito di tutti” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, Marco Grimaldi, e la Capogruppo di Sinistra Ecologista al Comune di Torino, Alice Ravinale.

Conclusa l’esercitazione “Volpe Bianca 2024” delle truppe alpine

Verificato lo sviluppo delle capacità artiche per leTruppe Alpine dell’Esercito

Corvara in Badia, (BZ), 20 febbraio 2024. Si è conclusa in Alto Adige l’esercitazione internazionale “Volpe Bianca 2024, che ha visto le Truppe Alpine dell’Esercito impegnate in ambiente montano e invernale sia in Alta Val Badia sia in Val Pusteria dal 20 al 23 febbraio, con l’impiego di centinaia di soldati.

“Volpe Bianca 2024” è il sistema di esercitazioni annuali dedicato al “Mountain Warfare” in ambiente invernale organizzato dalle Truppe Alpine dell’Esercito e quest’anno si è composta di tre distinte esercitazioni, denominate “Winter Resolve”, che si è già conclusa il mese scorso in Piemonte, “Ice Patrol” e “IceChallenge”.

In particolare, “Ice Patrol” si è svolta dal 20 al 22 febbraio in alta Val Badia, nei pressi di Corvara e ha visto impegnate 14 pattuglie,composte ciascuna da otto militari, provenienti dai reggimentidelle due Brigate Alpine, Julia e Taurinense, dal 2° Reggimento Trasmissioni Alpino e una dell’Esercito Rumeno. Ad ognipattuglia è stata assegnata una missione di ricognizione da terminare nell’arco di 48 ore a cavallo di 3 giorni su di un itinerario di circa 20 chilometri e 1000 metri di dislivelloverticale, affrontando una serie di esercizi tipici del Mountain Warfare. Tra le prove di “Ice Patrol” erano previsti il tiro con l’arma individuale, il trasporto a tempo di un ferito su di un percorso di quasi 2 chilometri, e altre prove tipicamente militari

La Ice Challenge” invece, si è svolta il 23 febbraio in Alta Val Pusteria tra Dobbiaco e San Candido, ed è una competizione individuale a tempo, che combina una gara di scialpinismo con una di tiro a segno su di un percorso dallo sviluppo complessivo di 8 chilometri circa e un dislivello positivo di approssimativi 500 metri.

Nel complesso “Volpe Bianca 2024” ha avuto lo scopo di verificare le specifiche capacità possedute dalle unità delle Truppe Alpine ad operare in montagna, in ambiente invernale, difficilmente accessibile e caratterizzato da condizioni meteorologiche sfidanti che vengono abitualmente riassunte con il termine mountain warfare skills”.

Le Truppe Alpine sono parte di un progetto dell’Esercito volto all’ampliamento delle proprie capacità operative anche in ambiente artico.

L’esercitazione “Winter Resolve”, parte di Volpe Bianca e conclusa a gennaio in Piemonte, ha visto un Gruppo Tattico del 2° Reggimento Alpini concludere la propria preparazione a premessa di partecipare all’esercitazione “Nordic Responsein Norvegia oltre il Circolo Polare Artico e alla quale partecipano oltre 20.000 militari provenienti dai paesi della NATO.

Sagre e fiere da “export”. Il Piemonte delle eccellenze vuole farsi conoscere in tutta Italia

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Vini, tartufi, enogastronomia: le ricchezze del Piemonte escono dai loro confini per farsi conoscere in tutto lo Stivale. È sbarcato a Roma “Fieramente in Piemonte”, il progetto di promozione lanciato dall’Assessorato all’Agricoltura e Cibo della Regione in collaborazione con Visit Piemonte per promuovere a livello nazionale le fiere e sagre enogastronomiche locali legate ai prodotti tipici e di qualità è stato presentato infatti nella Capitale.

Al momento viene proposta una rassegna di 58 fiere e sagre indicate dai 54 Comuni, che per primi hanno aderito all’iniziativa mentre altri si stanno aggiungendo alla lista. Ad ognuna è dedicata una scheda consultabile con il motore di ricerca presente in https://www.visitpiemonte.com/it/gusto/fieramente-piemonte-piccole-sagre-grandi-prodotti Le caratteristiche dei prodotti enogastronomici proposti si possono approfondire da http://www.piemonteagri.it/qualita/it/

Come ha precisato l’assessore regionale Marco Protopapa, “eventi nazionali e internazionali quali Terra Madre-Salone del Gusto, Cheese, la Fiera del Tartufo bianco di Alba, la Douja d’Or e il Festival delle Sagre di Asti ed i grandi appuntamenti sportivi come le Atp Finals di tennis sono diventati di forte richiamo turistico per il Piemonte. Una grande offerta che si arricchisce con Alto Piemonte e Gran Monferrato nominati Città europea del vino 2024. Con Fieramente invitiamo i visitatori a scegliere il Piemonte anche partecipando alle sagre a carattere locale, perché sono l’occasione per conoscere i nostri borghi, ricchi di storia e cultura, incontrare i produttori, degustare i prodotti stagionali e di qualità abbinati ai vini”.

Targa a casa Pannella, il Centro Pannunzio è con Sangiuliano

“Marco Pannella e’ stato un indubbio protagonista della nostra storia repubblicana, animato da grande passione politica e tensione morale che gli hanno permesso di condurre fino in fondo le battaglie in cui credeva. Pur sentendomi lontano da alcune delle sue idee, riconosco in ogni caso il valore del suo impegno. Per questo motivo ritengo sia opportuno rendere onore alla sua memoria apponendo una targa sull’edificio dove a lungo dimoro’ in via della Panetteria, un luogo caro alla memoria di molti amici, politici, militanti, cittadine e cittadini che tra quelle mura hanno discusso, dibattuto e a volte persino litigato con lui, ma sempre nel nome di un superiore interesse ideale”. Così  il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, nell’apprendere dai media la notizia della vendita della casa di Marco Pannella. “Il centro Pannunzio – commenta il direttore Pier Franco Quaglieni – aderisce con entusiasmo alla proposta del ministro Sangiuliano che anche in questa occasione dimostra la sua superiorità di statista capace di renedere omaggio a tutte le culture”.

Uomo investito da auto muore mentre si allena

A nulla sono valsi i soccorsi: un uomo di 50 anni è morto  dopo essere stato investito da un’auto mentre stava correndo per allenarsi in strada Cà del Bosco a Bra. L’uomo investito è stato soccorso e portato in ambulanza  in codice rosso all’ospedale di Verduno.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Accoglienza universitaria, il Collegio Einaudi amplia la sezione Valentino

Grazie ai fondi del MUR

 

Prosegue l’importante progetto di riqualificazione da oltre 2 milioni di euro rivolto all’accoglienza universitaria, che prevede la riconversione dell’ex mensa di via Ormea, con la nascita di quaranta posti di studio per studenti meritevoli.

L’importante progetto della Fondazione Collegio Universitario Einaudi è volto ad ampliare e rendere ancora più efficienti le proprie cinque sedi torinesi, al fine di ospitare e supportare nella formazione un numero sempre maggiore di studenti meritevoli, che scelgono Torino per intraprendere la carriera universitaria. Si tratta di un progetto cominciato nei primi anni del Duemila e che negli ultimi anni ha interessato la Manica, ex mensa della sezione Crocetta di corso Lione 24, e la sezione Mole di via delle Rosine, con un importante intervento di riqualificazione.

Grazie all’assegnazione dei fondi MUR, pari a oltre 1 milione e 700 mila euro, nell’ambito del quinto bando della legge 338 del 2000, la cui graduatoria è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 5 gennaio 2024, ai contributi di Regione Piemonte e Fondazione Compagnia di San Paolo, si aggiungeranno fondi propri e ulteriori entrate provenienti dalla raccolta fondi, per un investimento complessivo previsto di 2 milioni e 232 mila euro. In questo modo si potrà pianificare l’intervento di ridestinazione dei locali di via Ormea angolo via Galliari, con l’intenzione di avviare i lavori a gennaio 2025.

I locali saranno riconvertiti a uso residenziale, favorendo in questo modo un ampliamento della sezione Valentino, sia a livello di superficie, a disposizione dei locali a uso comune, sia con la nascita di almeno quaranta nuovi posti di studio, che andranno ad aggiungersi ai 154 già presenti nella sezione. Non si tratterà solo di nuovi spazi e posti studio, ma anche di lavori di modernizzazione degli impianti, che riguarderanno l’aria condizionata, la rete internet tramite wifi e l’ottimizzazione degli investimenti già effettuati gli scorsi anni in termini di ecosostenibilità, come la nuova centrale termica e l’impianto fotovoltaico e termico. Un ulteriore incremento in termini di accoglienza permetterà al Collegio Universitario Einaudi di superare i novecento posti studio complessivi nelle cinque sedi torinesi, e di contribuire in modo sempre più significativo all’offerta universitaria della Città di Torino.

 

Mara Martellotta