



Si dibatte tanto (giustamente) sulla violenza contro le donne ma alla teoria bisogna aggiungere la pratica. Così hanno fatto l’Unione Sindacale Carabinieri Piemonte e Valle D’Aosta e Fdkm proponendo un corso di difesa gratuita alla cui presentazione erano presenti numerosi partecipanti.

L’iniziativa di sabato è stata presentata dal Segretario Generale Regionale Usic del Piemonte e Valle d’Aosta Dott. Leonardo Silvestri. Tra le autorità presenti l’on. Daniela Ruffino, il consigliere regionale Sergio Bartoli presidente della Commissione Ambiente, il sindaco di Gassino Christian Corrado, l’assessore comunale allo sport Vito Santoliquido, la consigliera metropolitana Clara Marta che ha raccontato la sua vicenda personale di stalking subitanei mesi scorsi. E’ intervenuta anche la psicologa e psicoterapeuta dott.ssa Patrizia Multari.


Esperti di difesa personale come il Maestro Massimiliano Marsala e atlete di alto livello come Alessia Regis, Giorgia Fabbri e Ludovica Lentini, hanno insegnato le tecniche essenziali per proteggerti e aumentare la sicurezza, con nozioni di Krav Maga e difesa personale, Tecniche di Judo e Karate.

La sicurezza una priorità e insieme possiamo fare la differenza. Sia per chi è principiante sia per chi ha già esperienza, questo evento gratuito è stata l’occasione perfetta per imparare e crescere in un ambiente positivo e di supporto. Saranno organizzati eventi analoghi anche nei prossimi mesi.
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Inaugurata la 61ª edizione di Expocasa, che si svolgerà fino al 6 ottobre nei 20.000 metri quadri dell’Oval Lingotto di Torino. Con 250 marchi rappresentati, nel segno della creatività, dell’innovazione e della funzionalità, la manifestazione si rinnova con focus dedicati al design contemporaneo e al vintage, la selezione di 10 designer under 35, il nuovo progetto “Piano Terra” dedicato alla sostenibilità, mostre, oltre al ricco palinsesto di workshop e un inedito Expocasa off.
Si è aperta ieri la 61ª edizione di Expocasa, manifestazione dedicata al mondo dell’arredamento e delle ristrutturazioni. Organizzata da GL events Italia, fino al 6 ottobre Expocasa occupa i 20.000 metri quadri dell’Oval Lingotto Fiere di Torino. A tagliare il nastro l’amministratore delegato di GL events Italia, Gabor Ganczer, con Andrea Tronzano, assessore regionale allo Sviluppo delle Attività Produttive, Paolo Chiavarino, assessore al Commercio della Città di Torino, e i rappresentanti dei principali partner della manifestazione, tra cui: Federalberghi Torino, CPD Consulta per le persone in difficoltà, CNA Torino, Casartigiani, Confartigianato Torino, Quooker, Scuola Master – Politecnico di Torino, Associazione Balon, Graphic Days.

«Anno dopo anno Expocasa si conferma un punto di riferimento per chi ama la casa e il design. Il nostro impegno è di creare un’esperienza che non sia solo espositiva, ma che favorisca l’incontro tra nuove idee e soluzioni pratiche offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire nuove tendenze e di immaginare uno stile di vita più consapevole e rispettoso dell’ambiente – ha dichiarato Gàbor Ganczer -. In questa edizione diamo ampio spazio al vintage, alla creatività di giovani designer e all’esperienza di grandi marchi, toccando anche temi cruciali come la sostenibilità». E in tema di sostenibilità Expocasa, prima fiera, ha avviato il nuovo progetto “Piano Terra” (in collaborazione con zeroCO2), attraverso il quale ha creato una foresta in Guatemala, la cui estensione corrisponde ai 10.000 metri quadri senza moquette nei corridoi della manifestazione.
«Expocasa è particolarmente importante anche per gli artigiani, che rappresentano un rilevante tessuto economico del nostro territorio. Con il supporto della Regione Piemonte sono numerosi gli artigiani che scelgono questa fiera, che si distingue per la sua offerta in termini di opportunità di business e di visibilità» ha commentato l’assessore Tronzano.
«Ringrazio GL events Italia e Gabor Ganczer per aver portato avanti questo appuntamento storico, evolvendolo e mantenendone sempre alto il livello. Un salone tra i più apprezzati in Italia e un vero punto di riferimento nel nord ovest. Un evento di successo con importanti ricadute economiche sul territorio» ha affermato l’assessore Chiavarino.
Il salone ha preso il via con il dibattito “Slow life, slow kitchen. Per una nuova etica dell’abitare“, che ha visto l’intervento di Giampaolo Allocco, designer pluripremiato in Italia e all’estero, di Walter Nicolino, Coordinatore del Dipartimento di interior design di IAAD. Un viaggio dalla produzione artigianale alla fabbricazione digitale e sostenibile, per dimostrare quanto il design di prodotto sia intrinsecamente legato alla storia umana e al nostro sviluppo. Una riflessione sul design che non è solo gesto estetico, ma anche il risultato di ragionamento funzionale. Un dibattito su come la nostra vita sia circondata da prodotti che testimoniano il nostro tempo. E un’analisi, in particolare, sulla cucina, non più una stanza da tenere nascosta, separata da altri spazi, ma un luogo sociale che rispecchia il desiderio di condividere la preparazione di un pasto anche con gli ospiti.
L’opening è stata anche l’occasione per presentare i 10 designer under 35, provenienti da tutta Italia, selezionati dalla Design call lanciata per la prima volta da Expocasa, scegliendo come elementi distintivi per la candidatura i criteri di accessibilità, sostenibilità, territorialità, innovazione e funzionalità.
Comune denominatore di alcuni oggetti selezionati è la multifunzionalità. È il caso di Go Cart, il coffee table che si trasforma in seduta; Seven Chair, la sedia che è anche servo muto; Valeria, lo stendino che diventa un cesto; U, il candelabro che diventa posacenere, porta incenso e altro ancora. Grande attenzione alla luce: Nam-Emotional Lighting, lampada che si attiva con diverse modalità di illuminazione attraverso il soffio; Virgola, lampada portatile realizzabile in diversi materiali e colori; O-MUV, lampada da comodino che si compone di due corpi luminosi, il primo emana luce neutra, il secondo luce UV che combinata con vernice fotoluminescente crea percorsi illuminati notturni. Protagonisti anche l’up-cycling con X-BENCH panca flessibile e solida creata attraverso un processo che valorizza i rifiuti attraverso il design; la pulizia, con Inlet, dispositivo che consente un’efficiente e rapida pulizia delle ruote prima che le biciclette entrino in casa; i complementi d’arredo con Joinest, sviluppo di una piccola serie di elementi.
I 10 oggetti sono esposti nell’area Design Call al Salone, che attraverso questa iniziativa vuole ricordare come, nella continua evoluzione dell’arredamento, il design consenta di esplorare e interpretare nuove tendenze e come in questo processo sia centrale il ruolo dei giovani che, spesso più inclini a pensare fuori dagli schemi, portano nuove idee e soluzioni creative.
L’Oval per 9 giorni è il punto di riferimento per chi è in cerca di idee, supporto tecnico, preventivi, consigli, soluzioni personalizzate. Luci, colori, proposte di arredo, soluzioni green, sostenibilità, decluttering, restauro, finiture incentivi per le strutture ricettive: sono alcuni dei temi che verranno approfonditi nel ricco palinsesto di appuntamenti ospitati da Expocasa.
Il salone si conferma espressione dell’amore per la propria abitazione, della passione per il bello, della curiosità per nuove soluzioni tecniche grazie ai 150 espositori, in rappresentanza di circa 250 brand. Le loro proposte vanno dal classico al contemporaneo, dall’eclettico al minimalista, con un occhio di riguardo al vintage e al modernariato, che trova spazio in un’area dedicata, in risposta a una delle tendenze più attuali nel mondo dell’arredo: l’incontro armonioso tra il fascino del passato e la funzionalità del presente.
E se l’interior design cerca sempre più di unire l’eleganza retrò con linee moderne e materiali innovativi, non secondaria è la tendenza a catapultare l’arte nell’ambiente domestico, una inclinazione che il Salone racconta attraverso la mostra “l’arte a casa tua” che propone attraverso la pittura, la scultura, la fotografia e le installazioni di 11 artisti emergenti.
Cento metri quadrati sono dedicati alla Design Square, un concept espositivo che presenta brand innovativi presenti per la prima volta ad Expocasa. Qui la passione per il bello prende vita attraverso il design esplosivo di grandi brand come Kriptonite (presentato da Linea Nuova) e Rochebobois, dando vita a un’esperienza immersiva che unisce estetica e praticità, per il piacere degli appassionati e dei professionisti del settore. A completare l’offerta espositiva anche “Insulti Luminosi”, brand di complemento d’arredo molto popolare sui social media, che propone frasi ironiche utilizzate come corpi illuminanti.
La passione per l’ambiente domestico trova espressione anche nell’inedito poster che l’artista britannico Anthony Burrill dedica all’evento: I am happy here, e che dà il titolo alla mostra allestita qui da Graphic Days, sintesi del piacere di visitare l’evento, di essere a Torino, di poter scegliere in un unico luogo tutte le soluzioni di arredo per la casa e di essere felici nella propria abitazione.
Una passione condivisa dai tanti partner di Expocasa, come Quooker, che oltre a presentare il suo innovativo rubinetto, mette a disposizione del salone una parte del proprio stand come area lounge e inoltre funge da punto d’acqua per i visitatori. Ma anche dalla Scuola Master del Politecnico di Torino che all’interno di un atelier ha sviluppato un caso di studio sul tema “immaginare il futuro di Expocasa”: le idee e le tavole progettuali degli studenti sono in mostra presso l’area POLITO. E ancora dall’Associazione Balon che organizza alcuni workshop dedicati al piccolo restauro, da CNA Torino, Casartigiani e Confartigianato Torino, che gestiscono la mostra “bellezze artigiane”, da Federalberghi Torino e CPD Consulta per le persone in difficoltà che hanno collaborato nella messa a punto di due percorsi, dedicati rispettivamente al contract e al design inclusivo.
Per la prima volta, inoltre, il design del Salone varca anche i confini dell’Oval con Expocasa Off: un programma di appuntamenti negli showroom degli espositori partecipanti. Il 3 ottobre dalle 19 alle 20.30 La Natura è di Casa (via Cernaia 24/c Torino) ospita “Colora il tuo benessere”, dove presenta la novità Varier 2024 Variable Monochrome in un contesto di benessere psicofisico: la forma e la funzione ergonomica per il corpo e i benefici del colore per la mente. Il 4 ottobre dalle 18 alle 21 Magica Mobili (via Monte Novegno 30/e Torino) propone cucine, la nuova collezione di arredo bagno e i divani di Franco Ferri. L’incontro sarà animato dal Quooking Show dello Chef Marcello Ferrarini, che preparerà piatti sfiziosi con il sistema Quooker, il rubinetto che consente di ottenere acqua bollente a 100 °C, refrigerata naturale e frizzante, sempre filtrata direttamente dal rubinetto.
Expocasa è organizzata da GL events Italia con il patrocinio di Regione Piemonte, Città di Torino, Camera di commercio di Torino e Ascom. Partner Expocasa 2024.
Le anime di Expocasa
Da ricordare
A “Scuola di Noir” con “Distretto 011”
Con gli scrittori Giorgio Ballario e Massimo Tallone
Martedì 1° ottobre
Il nome è facile da ricordare, per chi “naviga” a pieni giri e gongola dal piacere nel seguire film e serie televisive poliziesche (un bel po’ anche made in Italy) o nell’immergersi in pagine di libri “gialli”, dai più classici ai più contemporanei e più decisamente “noir”: “Distretto 011”. Nome pienamente azzeccato per una “Scuola di noir”, come quella di Torino, diretta dal giornalista – scrittore Giorgio Ballario (papà della “serie coloniale” del maggiore Morosini e oggi direttore artistico del Festival “Bardonoir” di Bardonecchia) e dallo scrittore nonché docente di “scrittura creativa” Massimo Tallone. Scuola che, realizzata in collaborazione con “Capricorno Edizioni”, “ha l’obiettivo di formare autori in grado scrivere come i grandi maestri del ‘noir’ e del ‘giallo’, confezionando romanzi solidi e credibili, con una ‘suspense’ tesa e un possente lavoro di scavo”.
Ebbene, la “buona nuova” per tutti gli amanti del genere è che la seconda edizione della “Scuola di noir” sarà inaugurata martedì prossimo 1° ottobre, alle ore 18,30, presso la sede di “Capricorno Edizioni” (corso Francia, 325) con una “lectio” di Ballario e Tallone dal titolo curioso “Il cane e il tartufo: dove sono le storie noir”.
L’ingresso è libero ma è obbligatoria la prenotazione scrivendo a: distretto011@edizionidelcapricorno.com
Il programma di questa edizione, rivolta sempre agli aspiranti scrittori, agli esordienti e a tutti gli appassionati di “letteratura noir” (e non), prevede 13 lezioni che si svolgeranno presso la sede di “Capricorno Edizioni”, sempre al martedì, dalle 18,30 alle 21,30. Gli incontri con i docenti – e che docenti! – ospiti (Alessandro Perissinotto, Maurizio Blini e Luca Crovi) si terranno il sabato mattina, in date da definirsi. Il corso sarà in presenza, ma fruibile anche online (le lezioni si potranno seguire in diretta oppure in differita). Saranno fornite dispense tematiche e ciascun partecipante porterà a termine lastesura di un racconto “noir” o “giallo” che sarà valutato dal “Comitato Editoriale” della “Casa Editrice”.

Il costo del corso è di 750 Euro (+Iva).
Per info: tel. 011/3853656 odistretto011@edizionidelcapricorno.com o www.edizionidelcapricorno.it/scuola-di-noir/
“Questa scuola – spiega Massimo Tallone – vuole essere una palestra, dove si impara a maneggiare gli attrezzi del mestiere e a governare le tecniche di scrittura, a partire dal soggetto e dal ‘plot’, che dovranno essere sviluppati via via nel progetto, nella traccia, nella trama, nell’ambientazione, nella stesura e nella revisione, ma anche un trampolino, perché non ci limiteremo a trasmettere nozioni, ma inviteremo i nostri studenti a buttarsi di testa nell’agone narrativo. La lezione che apre la Scuola ha come titolo ‘il cane e il tartufo’, perché il crimine non devi cercarlo come il cane cerca il tartufo, ma devi farti tartufo tu, cioè devi trovare la parte oscura di te, la tua ombra”.
E aggiunge Giorgio Ballario: “Il compito dell’aspirante scrittore è mettersi nei panni dell’investigatore o del criminale, quindi imparare a vedere il mondo secondo una particolare ottica. Bisogna saper guardare oltre, saper pensare male e confrontarsi con i pensieri più torbidi. La prima indagine è quella su noi stessi. Per questo una scuola di noir è utile anche nella nostra quotidianità, perché aiuta a diventare un po’ più disincantati e un po’ più consapevoli. Durante le nostre lezioni ci saranno numerosi esercizi pratici ma ci soffermeremo anche sulla storia del “poliziesco”, su come questo genere si è evoluto, mettendo a confronto i differenti stili di grandi autori come Jim Thompson, Ruth Rendell, Patricia Highsmith, Simenon, Vázquez Montalbán, Izzo, Ellroy, Scerbanenco e Lucarelli”.
Gianni Milani
Nelle foto:
– Immagine guida “Scuola di noir”
– Giorgio Ballario
– Massimo Tallone (ph. Testa)
Dopo ripetuti episodi segnalati, un uomo accusato di molestare e palpeggiare ragazze a Biella è stato arrestato dalla polizia È di origine pachistana, ai giardini in centro città cercava le vittime, giovani, le inseguiva e le palpeggiava. E’ accusato di atti osceni nei confronti di minori.
NOTIZIE DAL PIEMONTE
GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA
Mercoledì. All’Osteria Rabezzana suona il quartetto di Valentina Nicolotti. Al Blah Blah si esibisce la cantautrici Mille.
Giovedì. Al Circolo della Musica di Rivoli è di scena Violante Placido con il suo trio con il concerto-spettacolo “Femmes Fatales”. Alla Divina Commedia suonano i Revenge. Al Blah Blah è di scena il collettivo sonoro Linda Collins. Allo Spazio 211 è di scena Daniel Norgren. Al Magazzino sul Po si esibiscono i Santinumi. Allo Ziggy sono di scena Onyricon, Swanz, Bosco Charleville.
Venerdì. Al Kontiki suonano i Black Notes. Allo Ziggy sono di scena La Sindrome di Peter Punk+ Flatmates 205. Al Blah Blah si esibiscono gli Inchiuvatu+ Agghiastru. Al Folk Club è di scena Peppe Voltarelli con Luca Ciarla. Al Capolinea 8 suona il trio di Gigi Cifarelli.
Sabato. Al Blah Blah suonano i Fluxus. Al Folk Club suona Fabio Treves con Alex Kid Gariazzo. Al Capolinea 8 si esibisce Lil Darling in quartetto.
Pier Luigi Fuggetta
In montagna si può vivere, si può lavorare, si può produrre cibo buono, pulito e giusto: è il messaggio che Slow Food lancia da Terra Madre Salone del Gusto 2024, a Parco Dora fino al 30 settembre. Si può fare, e lo dimostrano pastori, casare, contadine, castanicoltori, apicoltrici che si sono dati appuntamento a Torino per raccontare al pubblico il loro lavoro, a patto che non si applichi alle terre alte lo stesso modello di sviluppo che, a partire dal secondo dopoguerra, in Italia ha causato lo svuotamento delle aree interne.
Secondo Rossano Pazzagli, docente di Storia moderna presso l’Università degli Studi del Molise, «bisogna uscire dalla logica dei numeri per entrare in quella della qualità della vita. Si tratta di sostituire al modello basato su competizione, crescita e velocità, un approccio orientato alla cooperazione, all’equilibrio, alla lentezza». Di ricette, dice, «non ne esistono: ma ci sono esempi». Uno di questi è l’agronomo forestale Carlo Murer che a Valmorel, in provincia di Belluno, insieme ad alcuni amici ha preso in gestione una malga e oggi lavora il latte delle loro vacche in una delle ultime tre latterie turnarie d’Italia, luoghi simbolo della cooperazione montanara. «Fino a qualche decennio fa, da noi c’erano quattro malghe e si allevavano 500 capi – racconta Murer –. Oggi due di quelle strutture sono diventati ostelli e le altre hanno visto ridursi la superficie disponibile al pascolo a causa dell’avanzata del bosco». L’avanzata del bosco, che «oggi occupa il 40% della superficie dell’Italia, per complessivi 12 milioni di ettari» ricorda il presidente di Uncem Marco Bussone, non è necessariamente un buon segnale per la biodiversità, perché coincide con la perdita di terreni un tempo lavorati e custoditi, e per questo anche messi in sicurezza da incendi, frane e smottamenti, dissesti idrogeologici. We are nature, il claim scelto per l’edizione 2024 di Terra Madre Salone del Gusto, significa anche questo: che uomo e natura non sono in antitesi, e che una corretta gestione delle attività antropiche negli ecosistemi naturali può generare benefici per tutti: emblematico, sotto questo profilo, il progetto Salviamo i prati stabili e i pascoli, da pochi giorni entrato ufficialmente a far parte dei Presìdi Slow Food.
Le terre alte non sono però soltanto pascoli e allevamento: in una borgata di Ostana (Cuneo), a 1500 metri di quota, Serena Giraudo coltiva verdure, patate, legumi, cereali e frutta su due ettari di terreni in forte pendenza, un tempo abbandonati: «Produco in biologico e trasformo alcuni dei prodotti in composte» spiega. A causa della morfologia dei terreni la fatica è davvero tanta, ma «continuo a pensare di vivere in un luogo privilegiato. In ogni caso bisogna fare attenzione a non idealizzare la scelta di vivere in montagna: le difficoltà ci sono – sottolinea –, ad esempio ai disagi in caso di nevicate, che possono causare l’isolamento».
Sul piatto della bilancia, in effetti, vanno posti anche alcuni limiti infrastrutturali delle terre alte. «Tra il 1950 e il 1970 il nostro Paese ha vissuto una grande trasformazione che è stata chiamata con nomi altisonanti come boom e miracolo – aggiunge Pazzagli – ma che in realtà è stato uno sviluppo squilibrato, che ha accentuato le disparità tra pianura e terre alte, così come tra coste ed entroterra. Queste disparità territoriali presto sono diventate disparità sociali: oggi sono aree povere di servizi, ad esempio la sanità, i trasporti, l’istruzione, quindi sono povere di diritti». Un paradosso, se si pensa che la metà dei Comuni italiani, 3850 su 7896, sono montani: «Serve maggiore coesione tra i piccoli comuni, che uniti possono avere più forza e potere decisionale, e servono anche maggiori relazioni tra soggetti pubblici e soggetti privati, perché spesso le aziende attive nelle aree montane sanno trovare risposte ai problemi» sottolinea Bussone. Le reti tematiche di Slow Food lo fanno già: quella dei castanicoltori, ad esempio, unisce comunità, condotte, produttori, cuochi e tecnici consapevoli che le castagne non sono soltanto un frutto straordinario per qualità nutrizionali, versatilità gastronomica, possibilità di conservazione e trasformazione, ma anche un patrimonio eccezionale di biodiversità e una possibilità economica concreta. Una ricchezza delle terre alte, così come lo è il miele. In Italia i Presìdi Slow Food che lo tutelano sono sei, in ogni angolo del Paese: da quello che coinvolge i produttori dell’intero arco alpino a quello sull’Appennino aquilano, dal Carso ai Monti Iblei, fino al Ponente ligure.
A Terra Madre, le terre alte si raccontano negli spazi Noi custodiamo Natura, attraverso le conferenze che vedono i produttori protagonisti, nei Laboratori del Gusto e negli spazi del Mercato Italiano e internazionale. Ecco alcuni appuntamenti ancora disponibili del programma di Terra Madre, mentre il catalogo espositori è consultabile qui:
Ci saranno ancora pascoli e pastori?
Sabato 28 settembre alle 18, Spazio Noi custodiamo natura
Su Alpi e Appennini la chiusura di piccole aziende è incessante e lo spopolamento continua.
Le ragioni sono tante: dalla difficoltà a trovare pascoli e alpeggi in affitto – a volte anche a causa di fenomeni mafiosi – alla chiusura dei macelli di piccola dimensione in tutto il Paese, che ha dato una botta definitiva all’allevamento delle razze autoctone. La burocrazia incombe sui piccoli e chi resiste non ha vita facile. I contributi pubblici non riconoscono i servizi ecosistemici resi da chi vive e gestisce le terre alte. Produrre qualità lavorando il latte crudo è sempre più complicato, perché i consumatori sono poco informati. Ne va del futuro delle nostre produzioni alimentari più tradizionali e identitarie ma non solo: anche dell’equilibrio ambientale dei territori più fragili.
L’Appuntamento a Tavola
Un pranzo alla scoperta del micelio. Antonio Chiodi latini con BIOARTLAB e Federico Chierico
Domenica 29 settembre alle 12, Torino – Ristorante Antonio Chiodi Latini,
Bosco, fogliame, funghi, cibo, raccontati in una forma non convenzionale e attraverso un’esperienza inedita: un pranzo in cui la materia prima diventa conoscenza, portata dopo portata, grazie alla collaborazione tra realtà che escono dagli schemi per costruire un domani diverso. La cucina di sperimentazione di Antonio Chiodi Latini arriva a Terra Madre Salone del Gusto in un pranzo di divulgazione in cui il cibo è parte di un percorso di consapevolezza, di piacere, di immersione nella natura.
Si è inaugurata sabato 28 settembre fino al 6 ottobre prossimo la tredicesima edizione di “Play with food”, la scena del cibo, primo ed unico festival teatrale interamente dedicato al cibo e alla convivialità, sotto la direzione artistica di Davide Barbato e promosso dell’Associazione Cuochilab. Al centro del Festival l’universo del cibo, ma visto attraverso gli occhi del teatro. Oltre a proiezioni e spettacoli teatrali dedicati al cibo e alla convivialità, sarà possibile scoprire le eccellenze gastronomiche del territorio. In programma, durante i nove giorni, 63 appuntamenti dislocati in tutta la città, con due prime assolute e due prime regionali, con artisti affermati e compagnie emergenti del panorama italiano. Sarà possibile conoscere appartamentiprivatoi, piccoli spazi di produzione culturale, ex cimiteri, ex fabbriche che diventeranno palcoscenici teatrali.
Il programma coinvolge diversi quartieri cittadini, Santa Rita, San Salvario, San Donato, Pozzo Strada, Centro, Aurora Porta Palazzo, Madonna di Campagna.
Il primo spettacolo è stato il 28 settembre alle 20, con Valerio Aprea che leggeva Gola e altri pezzi brevi alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, in corso Galileo Ferraris 266/C.
Da domenica 29 settembre a sabato 5 ottobre ogni 30 minuti dalle 19 alle 21.30 sarà presente una minicena alla Falegnameria in via San Donato 45. Mercoledì 2 e giovedì 3 ottobre alle 20 la Saga Salsa alle Fonderie Ozanam, in via Foligno 14.da Mercoledì 2 a sabato 5 ottobre alle 20.30 e sabato 5 e domenica 6 ottobre alle 12.30 è in programma “Noi siamo un minestrone” con Zerogrammi a Casa Luft, in via Monginevro 262 int.8.
Sarà coinvolto anche Fiorfood in galleria San Federico 26 venerdì 4 ottobre alle ore 20 e sabato 5 ottobre alle ore 20, con “I danni del pomodoro” nella zona del teatro di San Pietro in Vincoli.
Mara Martellotta
Il 5 e 6 ottobre, TELT e SNCF Réseau apriranno le porte dei loro cantieri a Saint-Jean-de-Maurienne e nel tunnel di base del Moncenisio, una struttura chiave della nuova linea ferroviaria Torino-Lione. Le iscrizioni sono aperte su jpolyonturin.eu
Per tutto il fine settimana, i visitatori potranno dare uno sguardo dietro le quinte di questo progetto internazionale, con visite guidate in sotterraneo e alla scoperta dei lavori all’aperto.
In questa occasione, TELT e SNCF Réseau offriranno ai visitatori una visione privilegiata dell’avanzamento dei lavori e chi lo desidera potrà anche scendere nel cuore della montagna e osservare il fronte di scavo della galleria. Un’occasione rara per immergersi nel patrimonio della regione e scoprire l’innovazione che sta plasmando il suo futuro. I lavori in corso per l’interconnessione ferroviaria (futura stazione internazionale e viadotto sull’Arvan, muri di sostegno e sbancamenti) saranno oggetto di una presentazione specifica e di visite del cantiere dedicate. Queste giornate si rivolgono a tutti i pubblici, con una serie di attività, tra cui un’area giochi per bambini, stand gastronomici e presentazioni interattive sulla storia e le sfide tecniche del progetto.
Sarà possibile accedere a due dei dieci cantieri attualmente in corso:
Il cantiere del tunnel di base (CO8), i cui lavori sono iniziati nel dicembre 2022, a Saint-Julien-Montdenis. Lo scavo di questa sezione viene effettuato con un martello demolitore o con esplosivi, secondo il metodo tradizionale.
Il cantiere operativo di Saint-Jean-de-Maurienne (CO9), dove SNCF Réseau sta eseguendo i lavori di interconnessione ferroviaria con la linea storica.
Dopo la grande partecipazione alle precedenti edizioni, le Giornate Porte Aperte dei cantieri della Torino-Lione sono un appuntamento molto atteso da residenti e curiosi, per poter vedere dal vivo questo straordinario progetto che trasformerà la mobilità di domani tra Francia e Italia, nell’ambito della Rete Transeuropea di Trasporto (TEN-T).
(foto di repertorio)