ilTorinese

Prendiamoci cura del nostro “bambino interiore”

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Parte 1

Il Bambino Libero, o bambino interiore, è una parte della nostra personalità che resta sempre bambina e che quindi mantiene in sé le caratteristiche legate al mondo dell’infanzia. È l’aspetto di noi che porta nella nostra vita la giocosità, la creatività, lo stupore.

E il contatto con lo spirito, ma anche il bisogno, la vulnerabilità. Spesso da adulti tendiamo a soffocare la parte che in noi è l’espressione di quel bambino libero, rischiando di renderla inaccessibile, perché non la percepiamo più.

Anche per sentirci adeguati nei confronti del mondo, siamo ormai identificati quel mondo, quello dei “grandi”, e siamo solo adulti, siamo seri, siamo responsabili. Cosa in sé corretta e funzionale. Ma per il nostro benessere ed equilibrio é necessario anche restare in parte bambini.

Pur essendo divenuti adulti. E recuperare quindi la spontaneità, la creatività e la fantasia, per equilibrare un atteggiamento adulto talvolta rigido, in cui viene a mancare l’entusiasmo, in cui non si sa godere del qui e ora.

In cui ci vergogniamo ad esprimere le nostre emozioni, e a domandare. Eppure, dentro di noi, quel bambino interiore esiste ancora, e ci chiede di essere amato, confortato e affettivamente nutrito. Impariamo quindi a conoscere e riconoscere il bambino dentro di noi.

A trattarlo come un bravo genitore farebbe con il suo amato figlio. Ascoltiamo le sue esigenze. Accettiamo questo bambino interiore, che talvolta è stato emotivamente un po’ schiacciato, e ha dovuto far finta che le sue emozioni non esistessero.

(Fine della prima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it

Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”

Babbi Natale, raccolti 60 mila euro per i bimbi del Regina Margherita

Migliaia di Babbi Natale in bici, in moto e a piedi hanno partecipato ieri in piazza Polonia a Torino alla 14esima edizione del raduno organizzato dalla Fondazione Forma. Gli oltre 60 mila euro raccolti serviranno a ristrutturare il reparto di degenza di Patologia neonatale del Regina Margherita.

Il Piemonte punta sul cinema, nuovi investimenti e ricadute economiche

Il Piemonte si conferma regione attrattiva per le produzioni cinematografiche e audiovisive, rafforzando una filiera artistica e professionale riconosciuta a livello nazionale e internazionale. Attraverso la seconda sessione del bando «Aiuti a Imprese cinematografiche – Piemonte Tv Fund2024», sono stati selezionati sette progetti (6 lungometraggi e una serie Tv) che hanno beneficiato complessivamente di 2.000.000 di euro, generando un ritorno economico previsto di 6.000.000 di euro per il Piemonte, ripartito tra investimenti nel personale locale e l’acquisto di beni e servizi.

 

«Questi risultati sono la dimostrazione dell’impegno del Piemonte nel sostenere le produzioni cinematografiche come volano per l’economia e la cultura. Abbiamo fatto una scommessa lungimirante con un grande investimento grazie ai fondi FESR 2021-2027 sulle produzioni video, un settore al quale la nostra regione è particolarmente legata essendo la seconda in Italia per numero di location. A distanza di un anno questi risultati ci stanno dando ragione. Attraverso il Piemonte Film Tv Fund non solo abbiamo incentivato la creatività e l’occupazione nel settore audiovisivo su tutto il territorio, ma abbiamo rafforzato l’immagine della nostra regione come un territorio di eccellenza per le produzioni nazionali e internazionali», hanno dichiarato il presidente della regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura e Turismo, Marina Chiarelli.

 

Tra i titoli sostenuti, il lungometraggio «Ting», prima opera di finzione del regista piemontese Maximilien Dejoie, prodotto dalla torinese Cinefonie; «Brianza», secondo lungometraggio del regista e produttore torinese Simone Catania, realizzato dalla casa di produzione Indyca. Entrambi i progetti avevano già ricevuto il sostegno del Fondo Sviluppo di Film Commission Torino Piemonte. Si aggiunge a questi «Figli Perduti», lungometraggio prodotto dalla piemontese Are Film.

 

Tra i progetti in fase di realizzazione nei prossimi mesi, spicca l’atteso film «La ragazza con la Leica», dedicato alla storia di Gerda Taro, figura celebrata nel romanzo di Helena Janeczek edito da Einaudi, vincitore del Premio Strega 2018. Il film rappresenta la seconda opera di finzione di Alina Marazzi ed è prodotto da Vivo Film, di Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, una società che ha instaurato un consolidato rapporto di collaborazione con Regione Piemonte e Film Commission Torino Piemonte, già produttori di opere di rilievo come «Miss Marx» di Susanna Nicchiarelli e il recente «Anywhere Anytime» del regista torinese Milad Tangshir.

 

Il panorama cinematografico si arricchisce ulteriormente con la produzione internazionale «Afterward», realizzata da Paradox Studios Italia, e con il nuovo film di Nicolangelo Gelormini, «La Gioia». Quest’ultima opera vanta un cast straordinario, composto da Valeria Golino, Saul Nanni, Jasmine Trinca e Francesco Colella. Le riprese del film si sono svolte a Torino agli inizi di novembre, attraversando luoghi iconici della città come il quartiere Lingotto, Largo IV Marzo, Piazza Vittorio Veneto e il celebre Caffè Elena, noto per essere stato frequentato da figure illustri quali Friedrich Nietzsche e Cesare Pavese. A completare la graduatoria un’attesa serie Tv come «Una finestra vista lago», diretta da Marco Pontecorvo e prodotta da Elysia Production.

La Regione Piemonte ha inoltre recentemente annunciato per il 2025 un incremento di 3 milioni di euro per il fondo di sostegno alla produzione di lungometraggi e serie tv, garantendo al «Piemonte Tv Fund» 2025 una dotazione complessiva di 7 milioni di euro invece dei 4 milioni stanziati negli anni precedenti. Questo rafforzamento si tradurrà in 8-10 ulteriori progetti finanziati rispetto agli anni precedenti.

CS

Confartigianato Imprese: “A Natale acquistiamo prodotti locali”

“Acquistiamo Locale”. E ’questo il nome della campagna lanciata da Confartigianato Imprese Piemonte per supportare e rilanciare la forza delle 23.506 imprese artigiane del Piemonte (60.883 addetti) che lavorano nei settori di offerta di prodotti e servizi tipici del Natale. E’ un invito a regalare e a regalarsi doni che esprimono il valore artigiano made in Italy, la nostra cultura imprenditoriale, il gusto per il bello, il buono e il ben fatto.

““Acquistiamo locale” è un modo per valorizzare il lavorodelle imprese, è la scelta consapevole, responsabile e sostenibile per rinsaldare il rapporto di fiducia tra imprenditori e cittadini nelle comunità – commenta Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – Acquistiamo locale non è soltanto un atto di consumo, ma anche un impegno per valorizzare la nostra cultura imprenditoriale, il gusto per il bello, il buono e il ben fatto frutto del lavoro degli artigiani. E’ un investimento in eccellenza, sostenibilità e identità culturale, che porta con sé una profonda dimensione etica e relazionale. E’ la scelta consapevole, responsabile e sostenibile per rinsaldare il rapporto di fiducia tra imprenditori e cittadini nelle comunità”.

 “Scegliere prodotti e servizi realizzati da imprese artigiane e piccole imprese locali – conclude Felici – vuol dire sostenere l’imprenditore e i suoi dipendenti e quindi le loro famiglie. Ma i vantaggi non finiscono qui. La scelta contribuisce alla trasmissione della cultura cristallizzata nel sapere artigiano nonché al benessere della comunità”.

Anche quest’anno le festività faranno impennare gli acquisti dei piemontesi che, a dicembre, raggiungerà il valore di 2.030 milioni (lo scorso anno era di 1.911 milioni.) Quasi due terzi degli acquisti, pari a 1.292 milioni, saranno dedicati ad alimentari e bevande mentre i restanti 738 saranno spesi in altri prodotti e servizi tipici del Natale.

 

A livello provinciale Torino dedicherà 1.068 milioni per gli acquisti natalizi, segue Cuneo con 264 milioni, Alessandria con 199 milioni, Novara 166 milioni, Asti 97 milioni, Biella 82 milioni, Vercelli 79 milioni e Verbano 75 milioni.

 E’ la previsione elaborata da Confartigianato secondo la quale nei consumi natalizi del 2024 spiccheranno quelli che puntano sulla tipicità, sull’identità territoriale, sull’unicità e qualità di prodotti e servizi.

Un trend che coinvolge, in Piemonte 23.506 aziende artigiane con 60mila883 addetti che operano in 47 settori, dalle specialità alimentari all’oggettistica, dall’abbigliamento ai prodotti per la casa fino ai giocattoli.

Tav, Giachino: “violenze al cantiere e marcia coi gonfaloni sono un tutt’uno contro l’opera del futuro”

“Le gravi contraddizioni del PD e del Vice Sindaco dell’Area Metropoltana di Torino Jacopo Suppo”
La Marcia dei Notav, dopo la notte di tensione al cantiere, dimostra le gravi contraddizioni del PD della Signora Schlein. La presenza di Gonfaloni e Sindaci PD col discorso del Sindaco di Caselette Pacifico Banchieri e la presenza del Gonfalone di Condove bella cittadina retta dal Sindaco Jacopo Suppo, nominato da Lo Russo Vice Sindaco della Città Metropolitana di Torino, a 19 anni da Venaus e a sostegno di una lotta antistorica che ha rallentato i lavori, che costa centinaia di milioni di euro allo Stato per difendere un cantiere di interesse nazionale e che ha fatto perdere oltre un miliardo di PIL alla nostra regione, e’ gravissima.  Le violenze al cantiere e la marcia sono un tutt’uno contro la TAV, l’opera del futuro.
Capisco il silenzio della Signora Schlein che da parlamentare europea votò contro la TAV ma non capisco chi voglia costruire un campo largo per governare il Paese. Verso dove?
Il Parlamento italiano ha votato più volte la strategicita’ della TAV , l’Europa ha aumentato il proprio contributo. Il Paese è sempre più legato al surplus delle esportazioni rispetto alle importazioni da e verso la Francia. Una Bassa Valle in declino economico e con un PIL al livello delle regioni del Sud ha bisogno di lavoro e di futuro che le porterà la Stazione internazionale.
E’ ora che da tutte le parti, che a parole vogliono il lavoro e il futuro, dalle forze sindacali al mondo cattolico,  dai parroci ai sindacalisti, si  mettano da parte gli equilibrismi che hanno nuociuto alla Bassa Valle che continua a perdere aziende mentre il cantiere della Tav è l’unica speranza di lavoro certo per i giovani studenti o disoccupati della Valle.
Nessuno si confonda.
La lentezza delle procedure e dei lavori non mette assolutamente in discussione che l’opera si farà perché è nell’interesse del lavoro e della economia nazionale.
Per noi SITAV questa è la battaglia per il lavoro e per il futuro che vogliamo conquistare a tutto il Piemonte.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO

Oro, Incenso e Mirra, presepi nel Monferrato

La magia del Natale torna a risplendere sulle colline del Monferrato con la nona edizione di “Oro Incenso Mirra-Presepi nel Monferrato”. Dall’8 dicembre al 6 gennaio 2025 l’evento, reso possibile dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dall’Ecomuseo Basso Monferrato Astigiano e dal Centro Servizi per il Volontariato Asti Alessandria, coinvolge borghi e paesini del territorio, in un percorso affascinante che invita i visitatori a scoprire centinaia di presepi realizzati da artisti locali e appassionati. I Comuni di Aramengo, Camerano Casasco, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Cocconato, Frinco, Grana Monferrato, Monale San Damiano tornano a esporre le loro rappresentazioni della Natività per questa rassegna che abbraccia antiche chiese, case storiche, cortili e angoli panoramici, rievocando il valore della tradizione artigianale e della comunità sullo sfondo dell’incantevole scenario monferrino.
Presepi nelle vie del paese anche a Schierano, la nota piccola frazione del Comune di Passerano Marmorito (AT) che pur avendo solo 80 anime-residenti ogni anno mette in mostra almeno 200 presepi di tutte le dimensioni come messaggio francescano di pace, fede e tradizione. Creati dalle mani degli abitanti i presepi vengono esposti davanti alle chiese, alle porte delle case e sulle finestre, nei vicoli e lungo la via maestra che attraversa il caratteristico borgo collinare a soli tre-quattro chilometri da Albugnano e dalla celebre Abbazia di Vezzolano. Illuminati nella notte creano un’affascinante atmosfera natalizia.
Realizzati con materiali semplici e naturali i presepi sono dedicati a Papa Francesco e al suo trisnonno Giuseppe Bergoglio nato a Schierano d’Asti nel 1816, da qui la straordinaria importanza del paese di Schierano. Inoltre nella chiesa di San Grato, sempre a Schierano, alle ore 16.00 di domenica 15 dicembre si terrà un concerto di Natale con la Corale Pinese. Nel pomeriggio di tutte le domeniche di dicembre e fino all’Epifania presso la sede della Pro Loco verrà offerto un caldo ristoro a tutti i visitatori, turisti, viandanti, forestieri, pellegrini.        Filippo Re

Prato Nevoso: folla immensa in Conca per l’Open Season

Un successo l’evento di sabato 7 dicembre, che ha dato il via alla nuova stagione sciistica

Sabato 7 dicembre la Conca di Prato Nevoso si è trasformata in un’autentica arena a cielo aperto in occasione dell’Open Season, evento che ha dato ufficialmente il via alla stagione sciistica. Una cornice di pubblico straordinaria ha reso la serata indimenticabile, grazie alla musica live, al divertimento, all’inaugurazione dello sci notturno e a qualche fiocco di neve che ha imbiancato il paesaggio.

“È stata un’apertura di stagione emozionante e partecipata, a testimonianza del grande affetto che la nostra utenza nutre per Prato Nevoso e per i suoi appuntamenti – commenta Alberto Oliva, amministratore della Prato Nevoso SpA –. Ogni inverno accogliamo sciatori e turisti provenienti da tutt’Italia e non solo, ai quali proponiamo un mix unico di sport, natura e intrattenimento. Questa sarà una stagione ricca di novità e sorprese, che non vediamo l’ora di annunciare”.

Protagonista della serata è stata ANNA Pepe, l’artista femminile più ascoltata del 2024, che con la sua grinta e le sue hit ha letteralmente infiammato il pubblico e fatto ballare e cantare migliaia di persone. Sul palco si è esibito anche il vulcanico Wad, speaker di Radio Deejay, affiancato dai suoi “Friends” (Michelle Cavallari, Giada Coletti e SillyElly) in uno show che ha coinvolto la folla dal primo all’ultimo minuto. A completare la lineup è stato il giovane talento P4trick, il quale ha intonato per la prima volta dal vivo il suo nuovo singolo “Non so dove sei” (feat Rowzy).

La serata ha avuto anche un importante risvolto solidale, grazie alla charity partnership avviata dalla Prato Nevoso SpA nel 2023 con la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro – IRCCS Candiolo: nella fattispecie, l’importo derivato dalla vendita degli skipass per lo sci notturno e di gadget luminosi marchiati Prato Nevoso e Candiolo sarà devoluto per intero alla Fondazione per sostenere l’attività di medici e ricercatori.

Fra i prossimi eventi di stazione spicca l’Open Season Kids, in calendario domenica 15 dicembre: un’intera giornata dedicata ai bambini e alle famiglie. Il Prato Nevoso Village si trasformerà in un regno magico, con le mascotte di Frozen e il simpatico lupacchiotto Asso pronti a regalare sorrisi ai più piccoli, senza dimenticare truccabimbi e pop corn.

“Prato Nevoso è da sempre un luogo pensato per tutti e il nostro obiettivo è rendere ogni momento speciale per chi si reca sulle nostre nevi – prosegue Oliva –. L’Open Season Kids rappresenta un’occasione per regalare ai bambini un’esperienza di pura gioia, in linea con la nostra visione di una stazione sciistica inclusiva e accogliente”.

Adesso l’attenzione si sposta verso il Capodanno in Conca, il veglione più atteso delle Alpi: una notte che promette di chiudere il 2024 in grande stile. I posti sono limitati e i biglietti possono essere acquistati su TicketOne al seguente link: https://www.ticketone.it/eventseries/capodanno-in-conca-3780096/.

“L’Albero del Sorriso”, Asd Salsasio in collaborazione con UGI

Si chiama “L’Albero del Sorriso” l’iniziativa lanciata da Asd Salsasio in collaborazione con UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini Odv di Torino.
Domenica 15 dicembre dalle 14 alle 19 il centro sportivo di Salsasio in via Mussetti 36 a Carmagnola resterà aperto per accogliere tutti coloro che vorranno portare un giocattolo o un dono che verrà donato come regalo di Natale ai bambini oncologici assistiti da Ugi di Torino.
Con l’occasione tutti coloro che passeranno per portare un dono per i bimbi potranno augurarsi buone feste insieme allo staff del Salsasio, gustandosi una fetta di panettone.
Si tratta di un progetto lanciato da Francesco Capparelli, responsabile organizzativo dell’Asd Salsasio. La società sportiva ringrazia lo staff di Ugi per la collaborazione e tutti coloro che intendono partecipare domenica 15 dicembre all’iniziativa donando un giocattolo ai bambini. Si ringrazia anche Ramona Molinario per la preparazione delle grafiche dell’iniziativa.
Si Ricorda inoltre che tutti i giocattoli e doni che verranno regalati dovranno essere nuovi, ancora confezionati e igienizzabili, quindi non potranno essere accettati doni come peluche.
Con l’occasione la società sportiva Asd Salsasio augura a tutti Buone Feste!

Al Museo Accorsi Ometto la mostra dedicata al pittore del surrealismo Giorgio De Chirico

 

 

In occasione del centenario del Surrealismo, movimento nato nel 1924, segnato nell’ottobre di quell’anno dal Manifesto di Andrè Breton, la Fondazione Accorsi Ometto dedica una mostra, aperta fino al 2 marzo, a Giorgio De Chirico, ritenuto dallo stesso Breton precursore del Surrealismo. Prendendo in esame uno specifico arco temporale che va dal 1921 al 1928, la mostra, curata da Vittoria Noel – Johnson, una delle maggiori conoscitrici di De Chirico, è la prima esposizione a porre l’attenzione sugli eventi intorno al 1924, anno cruciale per la fondazione del movimento francese, nell’ambito del quale il pittore italiano assunse un ruolo fondamentale. L’esposizione intende dimostrare l’importanza del ruolo di De Chirico nella nascita del movimento surrealista, nonché analizzare il suo complicato rapporto con il fondatore del movimento André Breton, con il poeta francese Paul Éluard e sua moglie Gala, che poi sposò Salvador Dalì. Infatti Breton riconobbe a De Chirico il ruolo di precursore del movimento, ma in un tempo successivo, in una dichiarazione pubblica del 1926, lo definì artisticamente morto già nel 1918. Per la prima volta in mostra il carteggio tra De Chirico e Breton, prestito della Bibliotheque Littéraire Jacques Doucet di Parigi, inclusa la lettera del 1924, in cui De Chirico propose di realizzare per Breton la prima replica di un’opera del periodo metafisico, quella delle “Muse inquietanti” del 1918.

Breton scoprì la pittura metafisica di De Chirico a Parigi, nel 1916, tramite il poeta e critico Guillaume Apollinaire, e iniziò a corrispondere con l’artista alla fine del 1921, coinvolgendo poi il braccio destro del Surrealismo Paul Éluard e sua moglie Gala. Tra il 1921 e il 1925 De Chirico scrisse loro circa 25 lettere e cartoline. Mentre De Chirico e Éluard si conobbero a Roma durante l’inverno del 1923, Breton e De Chirico si incontrarono per la prima volta a Parigi verso la fine dell’ottobre 1924. In quell’anno si avviò un’intensa frequentazione, documentata dalla celebre foto di gruppo scattata da Man Ray presso il Bureau de Recherche Surréaliste, scattata pochi giorni dopo la pubblicazione del manifesto. Il rapporto tra De Chirico e il gruppo dei Surrealisti, seguito da una serie di collaborazioni e amicizia, si inasprì a partire dal 1925 con la dichiarazione di Breton. Per i Surrealisti l’improvviso cambiamento di De Chirico, avvenuto nel 1919 in favore del classicismo e dei grandi maestri, era inspiegabile e inferiore al geniale splendore della sua prima pittura metafisica degli anni Dieci, una critica parzialmente spiegata da un conflitto d’interessi: i Surrealisti erano proprietari delle opere di De Chirico del primo periodo metafisico (1910-1918). In realtà la sofisticazione tecnica, intellettuale e artistica di De Chirico, realizzate durante tale periodo, dimostrano l’esatto contrario di quanto articolato da Breton.

Sono oltre 70 le opere in mostra, tra cui una cinquantina di dipinti e opere su carta di Giorgio De Chirico, affiancato da una ventina di ritratti di artisti, poeti e scrittori surrealisti fotografati da Man Ray e Lee Miller, tutte provenienti da collezioni private e di istituzione come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, il MART di Rovereto e Trento, l’Unicredit Art Collection di Milano, la Casa Boschi Di Stefano di Milano, la Casa Museo Rodolfo Siviero di Firenze, il Museo Carlo Bilotti, l’Aranciera di Villa Borghese di Roma, l’Istituto Matteucci di Viareggio, la Biblioteca Hertziana, l’Istituto Max Planck di Roma e il Lee Miller Archives dell’East Sussex, in Gran Bretagna. Il visitatore si troverà di fronte a opere compiute durante la permanenza del pittore in Italia, tra Roma e Firenze, databili tra il 1921 e il 1925, seguite dal suo secondo soggiorno parigino (1925-1928). Nonostante le polemiche crescenti da parte dei Surrealisti, il pubblico avrà la possibilità di scoprire come De Chirico continuò a realizzare una serie di soggetti innovativi come “Mobili in una stanza”, “Cavalli in riva al mare”, “Gladiatori”, “Archeologia e trofei” e i magnifici “Combattimento di gladiatori” (Fin de combat) e “Cheveaux devant la mer”.

L’accostamento di De Chirico al Classicismo lo si evince dalla formidabile opera “Lucrezia” del 1921, dall’”Autoritratto con la madre” del 1922 e “Autoritratto” del 1925, prima opera dell’artista acquistata dallo Stato Italiano, dai quali traspare evidente la sua conoscenza e il rispetto profondo per la pittura del Quattrocento. Nell’opera metafisica degli anni Dieci riscontriamo un elemento di continuità che ci porta a definirlo come “metafisica continua”, illustrata dalla “Natura morta con cocomero e corazza” del 1922, ”L’aragosta”, una natura morta con aragosta e calco, “La mia camera nell’Olimpo” del 1927, dove in una atmosfera fantastica ed enigmatica compaiono oggetti accostati in maniera casuale. Ricordiamo un esempio del primo periodo metafisico con l’opera “Facitori di trofei”(1926-1928), in cui convivono elementi del passato e del presente, figure antiche, frammenti di colonne, fiamme stilizzate, profili di cavalli, il timpano di un edificio classico fusi insieme da due personaggi-manichino intenti a costruire un iconico totem trofeo. Emergono anche opere come “Tempio in una stanza”, “La famiglia del pittore”, entrambi del 1926, o “Thèbes” del 1928, che si affiancano a soggetti degli anni Dieci come gli “Interni ferraresi” e “Manichini”.

Nonostante le polemiche con i Surrealisti, l’avvicinamento di De Chirico al Classicismo non impedì a Breton di commissionare a De Chirico alcune opere che fossero repliche del primo periodo metafisico, oppure a Paul e Gala Éluard di acquistarne altre con soggetto e stile più tradizionali, come “Natura morta con selvaggina” del 1923, e “Ulisse. Autoritratto” del 1924, entrambi esposti in mostra. Una sala del museo è dedicata alla eredità dell’artista all’influenza che egli ebbe su personaggi come Dora Maar, Magritte, Picabia, Dalì, Cocteau, Éluard e altri.

Il prossimo anno, secondo un’anticipazione del Direttore del Museo Accorsi Ometto Luca Mana, una mostra dovrebbe essere dedicata allo spazialismo e a Carol Rama.

Mara Martellotta

Museo Accorsi Ometto

Via Po 55

Tel 011837688 int 3

Da venerdì 8 novembre 2024 al 2 marzo 2025