- Piazze virtuali VS Piazze Reali di Socializzazione
- Inclusione
- Barriere Architettoniche
- Economia Circolare
- Energie Rinnovabili
-
Biodiversità
-
a cui si aggiunge lo Storytelling come area di formazione specifica per gli insegnanti e gli studenti.
Buone notizie per i collegamenti di trasporto pubblico da Torino al Castello di Rivoli: a partire dalla prima settimana di dicembre, il servizio della linea 36n Rivoli-Alpignano verrà potenziato nelle giornate di sabato, con un nuovo percorso e orario. Questa iniziativa, frutto di una collaborazione tra la Città di Rivoli e la Città Metropolitana di Torino, garantirà collegamenti ogni ora tra la stazione ferroviaria di Alpignano e il Castello di Rivoli negli orari di apertura del Castello (dalle 11 alle 18), in coincidenza con i treni da Torino.
Grazie a questa soluzione, il tempo medio di viaggio tra la stazione di Torino Porta Nuova e il Castello di Rivoli sarà di soli 35 minuti, offrendo una valida alternativa all’auto privata, e agevolando i turisti già a partire dal periodo natalizio. Il nuovo servizio al sabato permetterà, inoltre, di rilanciare il collegamento tra Rivoli e Torino in un’ottica integrata treno+bus, anticipando la logica intermodale su cui si fonda la futura revisione della rete di trasporto pubblico locale (TPL).
“Uno sforzo anche di coordinamento che Città metropolitana di Torino ha messo in campo con impegno e convinzione – sottolinea il vicesindaco di Città metropolitana di Torino Jacopo Suppo –per agevolare la mobilità e il trasporto pubblico nella zona ovest per promuovere Rivoli sotto il profilo culturale e turistico grazie al fulcro del Castello. L’urgenza del collegamento pubblico con la stazione FFSS di Alpignano era nota da tempo ed è arrivato il momento di avviare la sperimentazione del sabato e festivi, in attesa di estendere la navetta anche nel resto della settimana. Vogliamo valutare con Agenzia della mobilità e Gtt la possibilità di procedere con rimodulazioni al servizio anche nei giorni feriali, attivando rilevazioni di carico aggiornate sulla linea 36n Rivoli-Alpignano, così da avere una base per le valutazioni relative agli ulteriori interventi possibili da adottare.”
“Questa è una notizia eccellente per Rivoli – aggiunge il sindaco di Rivoli Alessandro Errigo – perché la navetta tra la Stazione di Alpignano e il Castello sarà utile non solo ai turisti, ma anche ai cittadini. In collaborazione con Città Metropolitana e Agenzia per la Mobilità, stiamo finalmente riorganizzando il trasporto pubblico in quest’area della città e della zona ovest. La riduzione del biglietto di ingresso concessa dal Castello rende ancora più inclusiva l’Arte Contemporanea.”
Afferma il Direttore del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea Francesco Manacorda: “Questa magnifica novità è un enorme regalo delle amministrazioni coinvolte per i quarant’anni del Museo che festeggeremo a dicembre. Un importantissimo progetto che permetterà al Castello di essere più vicino al pubblico della Città metropolitana intera”.
L’operazione anticipa il lavoro che sta prendendo forma con la redazione del PAINT (Piano dell’intermodalità e dell’accessibilità), che dà attuazione al PUMS con il ridisegno della rete di trasporto pubblico metropolitano. Questo ridisegno risponde alle esigenze emerse durante le consultazioni con gli Enti e costituirà la base di gara per l’affidamento del servizio TPL dal 2026.
Il biglietto integrato, valido per 100 minuti, costa 3,80€ e include sia il viaggio in treno sulla tratta Torino-Alpignano che il trasferimento in navetta fino a Rivoli. Per l’andata e il ritorno da Torino sono necessari due titoli di viaggio. I biglietti integrati di tipo A sono disponibili presso le rivendite autorizzate. Il Direttore del Castello, Francesco Manacorda, ha annunciato che i visitatori che lo presenteranno riceveranno un rimborso di 4€.
https://www.gtt.to.it/cms/biglietti-abbonamenti/biglietti/biglietti-carnet#integrati
Si sta inoltre lavorando per rinominare la linea 36n Alpignano-Rivoli Castello, per darle un’identità specifica come servizio di collegamento turistico.
Sono sette i romanzi selezionati come possibili candidati a una loro trasposizione cinematografica o televisiva
Il progetto, ormai ben noto, si intitola “Guarda che storia! Racconti per lo schermo”. E’ alla sua IV edizione e porta la firma, come sempre, di “Film Commission Torino e Piemonte” e del “Salone Internazionale del Libro di Torino”. Obiettivo, quello di individuare romanzi adatti a diventare “lungometraggi” o “serie tv”, permettendo alle case editrici di presentare il proprio libro a registi, sceneggiatori, produttori e decision makers del settore.
Le cifre raccontano in concreto il successo ottenuto in questi quattro anni dal progetto, che ha visto la partecipazione di ben 153 editori e la proposta di 339 titoli, dimostrandosi un’interessante vetrina per i produttori cinematografici alla ricerca di narrazioni accattivanti ed originali. Dopo la buona partenza del progetto nel 2021 e i successi del 2022 e 2023, la quarta edizione prosegue sulla strada dei significativi riscontri, con 65 titoli proposti, giunti da 40 case editrici attraverso la “call for application” conclusasi il 15 settembre di quest’anno e rivolta a romanzi e graphic novel pubblicati tra il 2022 e il 2024. L’iniziativa conferma così la sua “mission”: “quella di facilitare il dialogo tra il mondo editoriale e quello della produzione cinematografica e audiovisiva”.
E veniamo ai “magnifici sette”. Tra romanzi e raccolte di racconti, gialli e noir, fantasy e volumi di formazione e libri per bambine e bambini, sono sette, infatti, i titoli selezionati (in base a quanto richiesto nel bando, ovvero storie ambientate in Piemonte o in altri luoghi potenzialmente in grado di prevedere la realizzazione cinematografica e audiovisiva in Piemonte) che più hanno suscitato l’interesse per una trasposizione per il piccolo o il grande schermo. Eccoli, in ordine alfabetico per editore: “Crimini in Canavese. Le indagini del viceprefetto Veyrat” di Ilario Blanchietto, Atene del Canavese (Torino), 2023; “Io non uccido” di Manuel Negro, Fazi (Roma), 2024; “I Buonanima” di Ernesto Chiabotto, Neos (Torino), 2024; “Le storie di Selot” (4 volumi) di Perla Giannotti, Parallelo 45 (Piacenza), 2022-2023; “Fuga nella neve” di Sofia Gallo, Salani (Milano), 2024; “Rosso Super-Marta. 14 anni, in 14 mesi” di Marta Costamagna, Atene del Canavese (Torino), 2023; “L’ultimo pinguino delle Langhe” di Orso Tosco, Rizzoli (Milano), 2024.

Palpabile la soddisfazione da parte di Paolo Manera, direttore di “Film Commission Torino Piemonte”, e di Marco Pautasso, segretario generale del “Salone Internazionale del Libro di Torino”. Dice il primo: “‘Guarda Che Storia!’ continua a rappresentare un punto di forza per la nostra ‘Fondazione’ ed è diventato uno dei momenti più attesi dei ‘Production Days’ all’interno di ‘Torino Film Industry’, con la presentazione di storie innovative e rappresentative che vengono selezionate da esperti ‘story editor’ e sono capaci di esprimere la vivacità dell’editoria moderna e, soprattutto, la sua naturale affinità con il mondo dell’audiovisivo”. E a lui fa eco Marco Pautasso: “L’evento, che si collega al progetto ‘Book to Screen’, si conferma iniziativa straordinariamente efficace per promuovere l’incontro tra il mondo editoriale e l’industria audiovisiva, sempre più alla ricerca di storie originali da trasporre per il piccolo e grande schermo, e ribadisce il grande impegno del ‘Salone del libro’ in questo settore”.
I sette titoli finalisti per l’edizione 2024 di “Guarda che storia!” sono stati selezionati da un Comitato di “super esperti” composto da: Gino Ventriglia (sceneggiatore e story editor), Graziella Bildesheim (produttrice) e Giacomo Durzi (sceneggiatore). Ora, i “Sette” saranno presentati a una platea di addetti ai lavori, ma anche al pubblico, in una “pitching session” organizzata nell’ambito di “TFI Torino Film Industry – Production Days”, in programma sabato 23 novembre, alle 14, al “Circolo dei Lettori” di via Bogino 9, a Torino. A introdurre la loro presentazione saranno gli stessi Paolo Manera e Marco Pautasso.
L’evento è riservato agli accreditati a “TFI – Production Days”, ma il pubblico interessato potrà scrivere a segreteria@salonelibro.it per richiedere di partecipare, lasciando la propria mail e il proprio numero di cellulare. La prenotazione è obbligatoria con ingresso libero fino a esaurimento posti.
Anche quest’anno, infine, tutti i titoli partecipanti entreranno a far parte del “Book Database”, sezione visitabile sul sito di “Film Commission Torino Piemonte”, volta a presentare i progetti finalisti di ogni edizione unitamente a tutti i romanzi che hanno inviato la propria candidatura. Un archivio di storie, idee e personaggi da trasformare in “lungometraggi” o “serie TV” consultabile da chiunque, a disposizione del pubblico e degli addetti ai lavori, vetrina per editori e autori, aperta sul mondo della produzione cinematografica e televisiva.
Per ulteriori info: www.fctp.it o www.torinofilmindustry.it o www.salonelibro.it
g.m.
Nelle foto:
– Paolo Manera
– Marco Pautasso
Dopo 27 anni torna a Ivrea, domenica 17 novembre, la tradizionale Giornata provinciale del Ringraziamento di Coldiretti Torino. L’ultimo festeggiamento a Ivrea risale, infatti, al 1997.
Le Giornate del Ringraziamento degli agricoltori Coldiretti sono state istituite nel 1951 dal fondatore di Coldiretti, Paolo Bonomi, come momento di festa e di ritrovo della comunità dei coltivatori diretti. Si celebra ogni anno dopo la ricorrenza di San Martino (11 novembre) che è ancora oggi considerata la data di chiusura dell’annata agraria che termina con gli ultimi raccolti di mais e le semine del grano prima dell’arrivo dell’inverno. La Giornata del Ringraziamento ha quindi il sapore della tradizione e del legame della vita contadina con le stagioni. Ma ha anche un profondo senso religioso: la comunità contadina si ritrova, appunto, per ringraziare il Signore per i raccolti. Questo legame con la spiritualità è sancito dalla benedizione dei panieri con i frutti della terra portati da ciascuna zona della provincia di Torino contenenti le peculiarità alimentari del proprio territorio.
La Giornata del Ringraziamento di quest’anno ha anche un significato particolare con l’80esimo compleanno di Coldiretti.
Il programma prevede alle ore 10 il ritrovo di fronte alla Cattedrale di Ivrea di Santa Maria Assunta, in piazza Castello 16; alle 11 la S. Messa in cattedrale celebrata dal monsignor Edoardo Aldo Cerrato, vescovo di Ivrea; alle 12.30 la benedizione dei mezzi agricoli e il saluto delle autorità di fronte alla cattedrale; alle 13.30 il pranzo conviviale presso il salone polivalente del Comune di Bollengo in via Biella 1.
È previsto anche un corteo di una ventina di trattori che partirà dalla cattedrale dopo la benedizione e si chiuderà di fronte al salone polivalente di Bollengo.
Ornella Toselli è stata eletta presidente della Consulta femminile regionale per il secondo mandato. L’elezione è avvenuta nel corso della seduta di insediamento dell’organismo consultivo per la XII legislatura. Vicepresidenti sono state elette Fulvia Pedani e Rossella Calabrò, mentre Silvia Ramasso e Beatrice Rinaudo ricopriranno il ruolo di segretarie dell’Ufficio di presidenza.
Aprendo i lavori Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale, ha ricordato che “la Consulta femminile è un organo essenziale che in questi anni ha prestato grande attenzione al miglioramento delle condizioni di vita, di lavoro e di salute delle donne, promuovendo progetti concreti per valorizzare il loro ruolo nella società sia in ambito lavorativo, che politico ed associativo. Il sottoscritto quale presidente, l’Ufficio di presidenza e il Consiglio regionale tutto saranno sempre al vostro fianco, pronti ad accogliere e supportare le vostre proposte per una società più giusta, sensibile e inclusiva”.
“Questa mattina abbiamo conseguito un obiettivo importante per la nostra Regione: l’insediamento della nuova Consulta femminile, uno spazio di confronto e di partecipazione in cui le associazioni del territorio sono le protagoniste”, ha affermato la consigliera regionale segretaria, delegata alla Consulta femminile, Valentina Cera. “Associazioni che quotidianamente si impegnano per promuovere la parità di genere dai centri alle periferie delle città, fino alle aree più interne della provincia. Il lavoro della Consulta è prezioso per la politica che voglia perseguire l’obiettivo di una società più giusta, più inclusiva e più paritaria. Di fronte a noi abbiamo un lungo cammino per abbattere stereotipi e superare le discriminazioni. Un impegno che richiede costanza, unità e una visione condivisa”.
“L’insediamento della Consulta femminile segna un importante passo verso una Regione più inclusiva e consapevole delle sfide che le donne affrontano ogni giorno – ha sottolineato l’assessore alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli -. Questo organismo sarà il punto di raccordo tra istituzioni e cittadini, un luogo in cui elaborare proposte concrete per contrastare ogni forma di discriminazione di genere. Oggi celebriamo il valore della partecipazione femminile nelle scelte strategiche della Regione e rinnoviamo il nostro impegno nel sostenere il percorso di empowerment e libertà delle donne piemontesi”.
Ornella Toselli, neoeletta presidente della Consulta, rallegrandosi per l’ampio consenso ottenuto, “sintomo di quell’assenza di conflittualità che ha permesso già nella scorsa legislatura alla Consulta di lavorare proficuamente”, ha illustrato le principali direttrici che orienteranno il lavoro dell’organismo. “Continueremo l’attività di prevenzione e contrasto della violenza, non solo rivolta verso le donne ma anche nei confronti di tutti i soggetti fragili, e saremo attive in materia di problematiche sanitarie femminili, sensibilizzando ad esempio sulla prevenzione oncologica. In futuro poi, se il nostro Ufficio di presidenza e il Consiglio regionale saranno favorevoli, rinnoveremo la richiesta affinché in Piemonte venga istituito un Garante delle anziane e degli anziani, lavoreremo per favorire la parità di genere e il welfare femminile in ambito lavorativo e saremo al fianco delle giovani incentivando le donne che intendono studiare le discipline scientifiche e tecnologiche”.
Bonus per il Mezzogiorno, che cosa c’è da sapere
Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori.
Tramite il decreto Coesione, il Governo ha messo a disposizione alcuni incentivi per aumentare l’occupazione di alcune fasce della popolazione che non stanno giovando come altre dell’aumento del numero di occupati degli ultimi anni. In particolare, questi bonus sono dedicati a giovani, donne e persone che abitano nel Mezzogiorno.
Con una circolare, la Fondazione studi consulenti del lavoro ha spiegato quali sono i requisiti e i vantaggi che questi bonus offrono per l’assunzione di persone appartenenti a queste categorie. I vantaggi possono arrivare anche a 650 euro al mese grazie soprattutto allo sconto sui contributi previdenziali. Il primo incentivo citato nel decreto è quello per l’occupazione dei giovani sotto i 35 anni. I requisiti di accesso sono semplici: avere meno di 35 anni; non avere mai avuto un impiego a tempo indeterminato.
Non contano, secondo i consulenti del lavoro, i lavori eseguiti con contratti di collaborazione o in maniera autonoma. Il requisito parla strettamente di contratti da dipendente a tempo indeterminato. In caso un’azienda assuma un lavoratore con questo profilo, avrà un esonero totale dal pagamento dei contributi a carico del datore di lavoro, con l’eccezione di quelli dovuti all’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Questa esenzione raggiunge un massimo di 500 euro al mese per ogni assunzione e dura per 24 mesi dal momento della firma del contratto.
Uno dei problemi principali che causano la bassa occupazione in Italia è la minore quantità di donne che partecipano alla vita produttiva del Paese, che hanno un tasso di disoccupazione e di inattività molto più alti di quelli degli uomini. Per ovviare a questo problema il governo ha potenziato il bonus per l’occupazione delle donne con alcuni requisiti precisi. Il primo vale per tutte, ed è l’essere senza un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.
Il bonus per il Mezzogiorno è invece riservato alle piccole aziende con meno di 10 occupati. La misura, non essendo cumulativa, esclude espressamente le persone con più di 35 anni.
Le agevolazioni sono le stesse del bonus riservato alle donne, con cui questo incentivo non si cumula. Si tratta quindi di uno sconto ai contributi a carico del datore di lavoro per un totale massimo di 650 euro al mese, per un totale di 24 mesi. In questo caso però i contratti devono essere sempre a tempo indeterminato.
Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.
Workshop: “La chirurgia del Santa Croce fa scuola”
Il 6 e 7 novembre 2023, l’Ospedale Santa Croce di Moncalieri ha ospitato un importante workshop dedicato alla chirurgia della parete addominale complessa, incentrato sulla tecnica avanzata TAR
(Transversus Abdominis Release).
Organizzato presso il reparto di Chirurgia Generale diretto dal dott. Gabriele Pozzo, il corso è stato
presieduto dal dott. Alessandro Falcone e si è avvalso della collaborazione della dott.ssa Silvia Pessione, sempre della Chirurgia di Moncalieri, e del dott. Luca Morini dell’Ospedale Niguarda di Milano, entrambi esperti di riferimento in questo settore. Questo workshop esclusivo, riservato a sei chirurghi, si è articolato in due parti, con una sessione teorica nella giornata di apertura e una sessione pratica in sala operatoria.
La S.C. Chirurgia di Moncalieri si sta affermando come centro di eccellenza in ambito regionale e
non solo per la chirurgia della parete addominale. Da settembre 2023, il reparto ha effettuato oltre
100 interventi di ernioplastica inguinale laparoscopica mediante la tecnica TAPP e più di 50 operazioni per il trattamento dei laparoceli, eseguite con tecniche mininvasive avanzate come IPOM e
TEP. Grazie all’adozione della tecnica TAR e all’utilizzo del sistema Fasciotens per il trattamento di
casi complessi, il team di Moncalieri ha portato avanti una chirurgia all’avanguardia, avvalendosi
anche del contributo del reparto di chirurgia plastica per migliorare sia l’efficacia sia l’estetica degli
interventi.
Fondamentale per il successo di questi interventi è anche il contributo del gruppo infermieristico del
reparto e del blocco operatorio, il cui impegno e crescita professionale hanno permesso di raggiungere standard elevati di efficienza e qualità assistenziale. Il team infermieristico, infatti, gioca un
ruolo cruciale nella preparazione e gestione dei pazienti, contribuendo in modo significativo al buon
esito delle operazioni. La collaborazione con il reparto di anestesia è altrettanto fondamentale, garantendo una gestione ottimale del paziente durante gli interventi complessi di chirurgia addominale.
Questo workshop rappresenta un’opportunità di formazione esclusiva per i chirurghi italiani interessati ad acquisire competenze avanzate nella tecnica TAR e a migliorare la loro pratica chirurgica
nella ricostruzione della parete addominale. Grazie alla guida di esperti come il dott. Falcone, la dott.ssa Pessione e il dott. Morini, i partecipanti hanno potuto beneficiare di un apprendimento teorico-pratico approfondito, acquisendo competenze direttamente spendibili nella pratica clinica.
“Il reparto di Chirurgia Generale dell’Ospedale Santa Croce di Moncalieri” – afferma il suo direttore,
il dott. Gabriele Pozzo – “si conferma così come un centro di riferimento per la chirurgia della parete
addominale in Italia, promuovendo un approccio multidisciplinare e di innovazione continua al servizio dei pazienti e della formazione dei futuri professionisti.”
Esprime la sua soddisfazione anche il dott. Bruno Osella, Commissario dell’ASL TO5: “Ringrazio
tutti i professionisti dell’ASL TO5 per l’importante lavoro che svolgono ogni giorno e per gli importanti
risultati che, con impegno e costanza, riescono a raggiungere.”
“Sono preoccupata per l’ipotesi della Regione Piemonte di ridurre i contributi idrici destinati alle zone montane, in particolare alla provincia del Verbano-Cusio-Ossola (Vco), che rischia di perdere risorse essenziali per sviluppo e servizi”. Lo dichiara Vittoria Nallo di Italia Viva, consigliera regionale di Stati Uniti d’Europa per il Piemonte. “Questi fondi – aggiunge Nallo – sono garantiti per il Vco grazie a una misura introdotta dal governo Renzi, che aveva riconosciuto il Vco, Belluno e Sondrio come province interamente montane, assicurando loro il ristorno dei canoni idrici. Belluno e Sondrio ricevono il 100% dei canoni, mentre al Vco viene destinato il 60%. È dovere della Regione assicurare che anche il Vco riceva i fondi che le spettano, nel rispetto della legge e delle esigenze del territorio” sostiene Nallo. “Questa vicenda – conclude – mette in luce le gravi divisioni interne alla maggioranza, con il segretario locale della Lega che minaccia addirittura un referendum per staccare il Vco dal Piemonte. Cirio deve chiarire: la sua maggioranza ha davvero mire secessioniste? I cittadini non possono tollerare che il futuro della Regione venga messo a rischio da giochi di potere interni. Il Vco non chiede elemosine, ma il rispetto che merita”. (ANSA). 2024-11-08T10:30:00+
Dopo una lunga, combattuta ed emozionante stagione, ricca di colpi di scena, si apre finalmente a Torino il sipario alle Atp Finals, il torneo dei “Maestri”, giunto alla sua quarta e penultima edizione subalpina e italiana, dove si daranno battaglia, dal 10 al 17 novembre, presso l’Inalpi Arena di Piazza d’Armi, i migliori otto singolaristi e doppisti dell’anno. Un’edizione colorata di azzurro per la presenza di Jannik Sinner, favorito nel singolare, e dei doppisti Bolelli/Vavassori.
Ci eravamo lasciati lo scorso anno con un Sinner sconfitto in finale dal solito e tremendo Djokovic e ci ritroviamo ora con uno scenario che forse neppure il Nostradamus del tennis sarebbe stato in grado di prevedere e svelare. Da quel giorno, quello che è diventato a tutti gli effetti un eroe nazionale, il ragazzo semplice ma tenace di San Candido, un po’ italiano e un po’ teutonico, volitivo come pochi, deve essere asceso su Krypton e come un novello Superman è ripiombato sul nostro pianeta spiazzando e sbaragliando tutti i suoi più diretti e temibili avversari. “Con lui non so proprio cosa fare!”, una delle ultime dichiarazioni del campione russo Medvedev, il quale è passato, celermente e con il piè veloce d’Achille, dall’indimenticabile e poco gentile sbadiglio all’Urlo di Munch. Jannik nel frattempo ha conquistato, solo per citare le imprese più importanti ed eclatanti, la Coppa Davis, gli Australian Open, gli US Open e, pochi giorni fa, il Six Kings Slam di Riyadh (battendo nettamente lo spagnolo Alcaraz) – qualcuno dirà giustamente “solo un’esibizione”, ma un’esibizione da 6 milioni di dollari! – e soprattutto ha raggiunto la vetta, la miglior posizione del ranking Atp (detto volgarmente è il numero uno del mondo), che detiene ormai da ben ventidue settimane consecutive. Tutto questo, come ha spiegato il presidente della FITP Angelo Binaghi, durante la consueta conferenza stampa iniziale, tenutasi presso il Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino e che ha visto la presenza del presidente di Atp Andrea Gaudenzi, del sindaco di Torino Stefano Lo Russo, dell’assessore regionale al Bilancio Andrea Tronzano e del responsabile Nitto Sam Strijckmans, ha fatto esplodere e tracimare la Sinner Mania, al di là dei noti “Carota Boys”, con un effetto notevole in termini di Box Office, di botteghino e vendita dei biglietti: fin dall’inizio dell’anno i ticket sono andati a ruba grazie al fenomeno Sinner e sopratutto sono stati acquistati da tantissimi italiani, i quali hanno sostituito, come si evince dallo studio dei dati, il 30% delle presenze straniere. “Più che spettatori – ha ricordato infine il presidente Binaghi – avremo tantissimi tifosi, un dato che non può che far bene allo spettacolo e al nostro Jannik, certamente capace di gestire situazioni di questo tipo”.

Ma oltre al nostro Jannik, reduce da una stagione fantastica e che resta certamente il favorito di questa edizione del cosiddetto Torneo dei Maestri, ci sono altri sette pretendenti al titolo e al trofeo, tutti agguerriti e fortissimi (ieri gli otto campioni, insieme al Media Day, hanno avuto il classico bagno di folla, passando sul tappeto blu da piazza Carlo Alberto a Piazza Carignano, attraversando dunque il Museo Nazionale del Risorgimento, per poi concedersi alle tradizionali interviste e alle luci dei flash dei fotografi al Teatro Carignano, nell’Aula storica in cui si riunì per la prima volta la Camera dei Deputati del Parlamento subalpino, e al primo piano del Museo Nazionale del Risorgimento, in una cornice aulica tra affreschi, quadri e statue di pregio e valore storico-artistico). E’ pur vero che quest’anno l’accesso alle Atp Finals è stato piuttosto combattuto, incerto e tribolato sino alla fine, per la precisione fino a pochissime ore dall’inizio delle danze, ma in “zona Cesarini” e dopo la rinuncia, per nulla clamorosa, del serbo Djokovic, più propenso in questo momento a rilassarsi al sole delle Maldive che a calcare le scene agonistiche, si è composto il quadro definitivo degli otto maestri partecipanti: (a partire dal numero uno in dietro) Jannik Sinner, il tedesco Sasha Zverev, l’iberico Carlos Alcaraz, il russo Daniil Medvedev, lo statunitense Taylor Fritz, il norvegese Casper Ruud, l’australiano Alex De Minaur e il russo Andrey Rublev (gli ultimi tre hanno raggiunto l’ambita qualificazione solo nelle ultimissime ore; tra le riserve, che possono subentrare per eventuali ritiri, ci sono poi il bulgaro Grigor Dimitrov, il greco Stefanos Tsitsipas e lo statunitense Tommy Paul).
Il tradizionale rito del sorteggio – il torneo prevede due gironi all’italiana (Robin), con quattro tennisti per ogni gruppo, dai quali usciranno i quattro semifinalisti (il primo di un gruppo incontra in semifinale il secondo dell’altro gruppo e viceversa, tanto per il singolo quanto per il doppio) -, andato in scena durante la conferenza stampa, ha così suddiviso i giocatori: nel Gruppo Robin 1, intitolato al grande campione del passato Ilie Nastase, figura la testa di serie numero 1, Jannik Sinner, con Medvedev, Fritz e De Minaur, mentre nel secondo Gruppo, intitolato a Jhon Newcombe, altra stella del passato, troviamo la testa di serie numero 2, Alexander Zverev, insieme ad Alcaraz, Ruud e Rublev.
Per il doppio invece abbiamo i Gruppi dedicati ai due fratelli Bryan (Bob e Mike Bryan, recenti campioni di doppio) con le seguenti composizioni: nel Gruppo Bob Bryan sono state sorteggiate le coppie Marcelo Arevalo/ Mate Pavic, Simone Bolelli/Andrea Vavassori (per il torinese Vavassori sarà una festa incredibile), Rohan Bopanna/Mattew Ebden e Kevin Krawietz/Tim Puetz, mentre nel Gruppo Mike Bryan troviamo le coppie Marcel Granollers/Horacio Zeballos, Wesley Koolhof/Nikola Mektic, Max Purcel/Jordan Thompson e infine Harri Heliovaara/Henry Patten.
Ora la parola spetta al campo e a questi campioni. Naturalmente, che vinca il migliore!
Patrizio Brusasco