RICORDATI I CAVALIERI DELL’ANNUNZIATA, IL BARONE CAVALCHINI E LA FAMIGLIA BERGOGLIO
Domenica 25 maggio 2025 a Collegno l’Associazione Internazionale Regina Elena Odv e il Coordinamento Sabaudo, grazie alla disponibilità della Città e dei Baroni Guidobono Cavalchini Garofoli, hanno organizzato al Castello Provana l’esposizione “Ordini e Genealogia della famiglia Bergoglio”, che ha permesso ai numerosi visitatori di scoprire la genealogia della famiglia di Papa Francesco dal Cinquecento ai giorni nostri.
Alle ore 15,30 i membri del Sodalizio si sono ritrovati alla Certosa Reale, dove è stata posata una corona di fiori al Sacello dei Cavalieri dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, fatto restaurare nel 1988 dell’Associazione Internazionale Regina Elena.
Successivamente i presenti e i gruppi storici hanno raggiunto in corteo il Castello Provana, fatto edificare nel 1171 dal Beato Conte di Savoia Umberto III, appartenuto al ramo collaterale dei Savoia-Collegno fino al 1598 ed assegnato l’anno seguente dal Duca di Savoia Carlo Emanuele I a Giovanni Francesco Provana di Bussolino. Nel 1878 Luisa Provana lo portò in dote ad Alessandro Guidobono Cavalchini Garofoli, Barone del Sacro Romano Impero, Conte di Sciolze e Signore di Carbonara, di antichissima famiglia tortonese. Essi sono gli antenati degli attuali proprietari.
La cerimonia ha avuto inizio nella citroniera del maniero. Dopo i saluti del Barone Luigi Guidobono Cavalchini e di Matteo Cavallone, Sindaco di Collegno, Milo Ferrua, Presidente del Coordinamento Sabaudo e Vice Presidente del Sodalizio, ha commemorato il Barone Guglielmo Guidobono Cavalchini, Presidente Onorario dell’Associazione Internazionale Regina Elena Odv, deceduto lo scorso 11 gennaio.
Lo scrivente, in qualità in Segretario del Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi, ha quindi illustrato i risultati di una sua ricerca storica dalla quale è emerso che i Baroni Guidobono Cavalchini sono parenti di S.A.S. il Principe Sovrano Alberto II di Monaco.

Il loro antenato comune è Oberto Grimaldi, ammiraglio della Repubblica di Genova vissuto in un periodo compreso tra il 1140 e il 1232 e figlio di Grimaldo Canella, il fondatore della dinastia. Egli ebbe diversi figli, tra i quali: Grimaldo II, nonno di Ranieri I, secondo Signore di Monaco ed antenato dell’attuale Principe Alberto II e Nicola, che fu padre di Magnone, l’avo dei Baroni di Collegno e di Bonifacio, il cui figlio Francesco Grimaldi, detto “Malizia”, la notte dell’8 gennaio 1297 vestito da monaco francescano, conquistò la Rocca di Monaco, divenendone il primo Signore. Quest’ultimo dalla consorte Aurelia Del Carretto non ebbe figli e così alla sua morte il trono passò al figliastro Ranieri I, nato dalla prima unione di sua moglie con Lanfranco Grimaldi.
La conferenza è proseguita con l’intervento del Vice Presidente e Delegato per il Piemonte, Cav. Pierangelo Calvo, che ha presentato la ricerca e la mostra sui Bergoglio.
Il Dott. Marco Di Bartolo e il genealogista Mauro Novaresio, hanno magistralmente illustrato le origini e la genealogia della famiglia del defunto Pontefice, dal Cinquecento ai giorni nostri. Il loro lavoro è stato raccolto nel volume “Il mio albero genealogico. Informazioni, fonti e metodi di ricerca per ricostruire la storia della propria famiglia” pubblicato nel 2014 con Gribaudo Editore.
E’ seguita l’inaugurazione della mostra.

L’Associazione Internazionale Regina Elena Odv è stata rappresentata dai Vice Presidenti Pierangelo Calvo e Milo Ferrua; dal Delegato Internazionale; dal Vice Segretario Amministrativo Nazionale; dal Delegato Nazionale Alfio Torrisi; dalla Vice Delegata Nazionale Claudia Rusu; dal Delegato provinciale di Novara Gr. Uff. Rocco Guastella accompagnato da soci; dal Fiduciario di Chivasso Silvano Borca accompagnato dalla consorte; dal Segretario del Comitato per la tutela del patrimonio e delle tradizioni piemontesi; dal Vice Presidente del Centro Studi “Principessa Mafalda Rita Salvini Antonazzo e dalla Dama Maria Vittoria Pelazza.
Tra i presenti: la delegazione torinese del P.A.S.F.A. guidata dal Presidente Paolo Ruscalla; Claudio Gavosto, Sindaco di Robella d’Asti; le Consigliere di Reano Lucia Fiacciolati e Stefania Sambin; Manuela Massola; la Dott. Maria Teresa Reineri; il Dott. Ugo Berutti; la Prof. Carla Amoretti, figlia dell’indimenticato Generale Guido Amoretti e Presidente del suo archivio; Valter Mercurio, responsabile della catalogazione e del fondo archivistico della Parrocchia di San Lorenzo Martire di Collegno e la Marchesa Mafalda Gromis di Trana.
Il pomeriggio è stato impreziosito dalla partecipazione dei seguenti gruppi storici: “Contea di Collegno dell’Associazione San Lorenzo”; “Conte Occelli” di Nichelino; “Della Fenice” di Pianezza e “Il Filo della Memoria” de “Il Colibrì Aps” di Buttigliera Alta.
Il Cav. Pierangelo Calvo, Vice Presidente del Sodalizio è l’autore della prefazione del libro “Carlo Alberto. Il re dello Statuto prima forma di Costituzione” scritta dalla Prof. Bruna Bertolo, e pubblicato da SusaLibri. L’opera è in vendita da martedì 20 maggio 2025 nelle edicole del Piemonte con il quotidiano La Stampa.
ANDREA CARNINO


Ho visto in prima televisiva su Sky il film di Andrea Segre su Enrico Berlinguer “La grande illusione” . L’ho seguito con attenzione, anche se non ho mai avuto simpatia per il politico sardo che andai anche ad ascoltare tanti anni fa al Palazzetto dello Sport di Torino. Allora mi parve algido nel suo ideologismo togliattiano, nel film mi è apparso invece un uomo appassionato e un grande trascinatore di masse ,pur travagliato da qualche dubbio. L’idea del compromesso storico mi sembrò fin da subito un progetto ostico e inaccettabile per un liberale. Perfino Valerio Zanone si dovette accorgere che il governo delle grandi intese era invotabile. Come scrisse Mario Soldati che non era un politico, ma un uomo di grandi intuizioni, la democrazia italiana rischiò di venire stritolata dall’abbraccio catto-comunista voluto da Berlinguer e da Moro e realizzato da Andreotti :un pastrocchio che ci avrebbe isolati dall’Europa. Fu il rapimento e l’omicidio di Moro a mandare all’aria il progetto che qualcuno definì cin termine colorito gli “spaghetti in salsa cilena”. Nel 1975 i comunisti conquistarono le grandi città e laddove non riuscirono ad avere la maggioranza sfruttarono il trasformismo di socialdemocratici e liberali che si offrirono di fare da puntello a maggioranze di sinistra in cambio di assessorati e di presidenze.