Dopo nove anni dalla chiusura domani, 11 novembre, riapre ufficialmente al pubblico l’intero percorso museale nel Castello di Moncalieri, con gli Appartamenti delle Principesse Maria Letizia e Maria Clotilde di Savoia, la Cappella Reale e l’Appartamento del Re Vittorio Emanuele II.

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Caro direttore,
E’ al Cto in prognosi riservata il 23enne di origini romene, residente a None, che nella notte è stato sottoposto a un intervento d’urgenza per le ferite
secolo, aveva contribuito grandemente, prima ad elaborare la strategia e, poi, a collaborare alla realizzazione di quella importante e inedita esperienza di sviluppo cittadino, si sente abbandonata da una politica che non sa più né individuare un traguardo, né avere la credibilità e l’autorevolezza per suscitare attenzione e attivare l’impegno civile (…) In una situazione che ricorda il vuoto dei partiti che favorì, appunto, l’avvento di Castellani nel 1993, forse toccherebbe proprio a quella società civile che si mobilitò, guidata da Salza, per supplire alla mancanza di leadership politica, prendere l’iniziativa di coordinare le tante e valide forze, produttive, professionali, le tante risorse intellettuali, tecnologiche, lavorative presenti in città per superare un momento così delicato per il futuro dei figli e dei nipoti di Torino”. È in questo che crede Cantiere Civico ed è da qui che vuole partire dando vita ad una giornata in cui protagonista è la società civile.“Spesso la politica ha parlato con retorica della necessità di ascoltare i bisogni dei cittadini per poi, però, rifugiarsi in una gestione del potere in cui le persone diventavano soltanto elettori da contattare per domandare loro il voto. Anche questo è uno degli elementi che ha prodotto quel disamore che è poi sfociato nelle tante manifestazioni di antipolitica che oggi ben conosciamo. Ci teniamo a sottolineare che l’evento non ha alcuna finalità politica-elettorale, nessuno dei partecipanti ha intenzione di candidarsi ma solo di contribuire con la propria voce e le proprie idee al futuro della città” (Mario Giaccone, Consigliere Lista Civica per Chiamparino).
Abbiamo appreso con grande gioia e contentezza dell’iniziativa che il
Ieri pomeriggio si è tenuta una riunione tra azienda e sindacati in merito alla vertenzaComital, negli uffici dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte
Grande campione sui pedali e nella vita, a Gino Bartali è stato riconosciuto – quattro anni fa – il titolo di “Giusto tra le Nazioni” dallo Yad Vashem, il memoriale delle vittime ebree dell’olocausto fondato di Gerusalemme.
Angelo Dalla Costa“. Il grande ciclista, si legge sul sito dell’Ente nazionale per la Memoria della Shoah di Israele di Gerusalemme , agì “come corriere della rete, nascondendo falsi documenti e carte nella sua bicicletta e trasportandoli attraverso le città, tutto con la scusa che si stava allenando. Pur a conoscenza dei rischi che la sua vita correva per aiutare gli ebrei, Bartali ha trasferito falsi documenti a vari contatti e tra questi il rabbino Cassuto“. ll periodo in cui lavorò più intensamente per mettere in salvo gli ebrei è tra il settembre 1943 e il giugno 1944. Bartali
divise il tifo sportivo di tutta una nazione nella storica rivalità con Fausto Coppi ed ha sempre avuto molti estimatori anche in Piemonte. Poco oltre il confine del Monginevro, a Briançon c’è una targa che ricorda le sue imprese più grandi, come quella del 15 luglio 1948 quando – partito da Cannes e dopo aver attraversato i colli d’Allos, di Vars e soprattutto dell’Izoard, Bartali entrò nella storia, recuperando i venti minuti di svantaggio che lo separavano dalla maglia gialla Louison Bobet e avviandosi a vincere il suo secondo e ultimo Tour de France. Notissimo oltre che per le imprese sui pedali anche per le memorabili e fulminanti battute, condite con l’immancabile «L’è tutto sbagliato l’è tutto da rifare» , rimarrà nei ricordi di tutti. Di questa straordinaria prova di altruismo non si vantò mai. E questo lo rende ancora più grande.
Poiché “Manca di capacità di autocontrollo, che invece si deve ragionevolmente pretendere da un organo di polizia”
Dopo le luci d’Artista danneggiate alle Vallette è la volta di ‘Illuminate Benches’ di Jeppe HEIN, una Luce d’artista allestita nell’area verde compresa tra le vie Vibò, Stradella e Conte di Roccavione (Circoscrizione 5).