redazione il torinese

LOTTA ALLO SMOG: POLVERI SOTTILI, TORNA LO STOP ALLE AUTO DIESEL FINO A EURO 4 COMPRESO

A partire da sabato  3 febbraio, le autovetture private ad alimentazione diesel con classe emissiva inferiore e uguale ad euro4 non potranno circolare in città dalle ore 8 alle ore 19 tutti i giorni, festivi compresi. Anche per i mezzi commerciali ad alimentazione diesel il blocco è confermato fino alla classe euro4, ma con orario 8,30-14 e 16-19 dal lunedì al venerdì, 8.30-15 e 17-19 il sabato e nei giorni festivi. Il ritorno alla normalità sarà possibile soltanto con il rientro del valore delle micropolveri presenti nell’aria cittadina al di sotto della soglia di 50 microgrammi al metro cubo, tetto previsto dalle norme europee. Il provvedimento, informa il Comune,  si è reso necessario a causa del perdurare dell’elevata presenza di polveri sottili (oltre i quattro giorni consecutivi).  Esenzioni per particolari categorie di persone e di veicoli e territorio interessato sono indicate alla pagina http://www.comune.torino.it/ambiente/aria/limitazioni-del-traffico-a-torino.shtml. È prevista la possibilità di circolare per i mezzi che trasportano almeno tre persone (car pooling).

(mm) www.comune.torino.it

Cibo e champagne sparivano dal supermercato. Ma il ladro era il direttore

La merce veniva rubata, ma erano il responsabile del punto vendita e un commerciante suo complice a farla sparire dal supermercato. I carabinieri della compagnia di Venaria hanno così arrestato per furto, ricettazione, detenzione di droga e di armi due uomini, di 22 e 23 anni, che sono stati sorpresi  dopo l’orario di chiusura del negozio, mentre rubavano alimenti dal magazzino per un valore di circa 1600 euro. I carabinieri hanno anche trovato 14 artifici pirotecnici e una batteria di fuochi senza le autorizzazioni, 475 grammi di marijuana, hashish, due pistole semiautomatiche detenute illegalmente, due caricatori, un silenziatore, una cartuccia calibro 22 e 18.875 euro in contanti. Sequestrati generi alimentari del valore di circa mille euro e numerose bottiglie di champagne per  oltre cinquemila euro.

Sotto la Mole prezzi al consumo in lieve aumento: + 0,2 %

L’indice  dei prezzi al consumo nel mese di gennaio a Torino registra un +0,2% rispetto al mese precedente. Il dato giunge dalla rilevazione del Servizio Statistica del Comune. Il tasso tendenziale di crescita rispetto in un anno è stato pari allo 0,9%. A gennaio 2018 in aumento : prodotti alimentari, bevande analcoliche e alcoliche e tabacchi (+1,1%); abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,7%); servizi sanitari e spese per la salute (+0,5%); mobili e articoli e servizi per la casa (+0,1%); Comunicazioni (+0,2%); ricreazione, spettacoli e cultura (+0,3%); altri beni e servizi (+1,6%). Scendono invece i prezzi: dei trasporti (-1.4%); abbigliamento e calzature (-1,0%) e servizi ricettivi e di ristorazione (-0.8%). Stabili le spese per l’Istruzione (0,0%).

 

(foto: il Torinese)

Cuccarini come Turandot, tra omaggi pucciniani e pop

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quella sera del 25 aprile 1926, quando Toscanini a metà del terzo atto depose la bacchetta di direttore e annunciò “qui termina la rappresentazione perché a questo punto il Maestro è morto”. Il mondo dell’opera è scivolato in parecchie occasioni su terreni meno ferrei e attualizzati (esempi anche di un passato recentissimo, che hanno fatto inviperire il pubblico più affezionato, ce lo insegnano),


©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

tolto da quella teca che potrebbe farlo apparire come un reperto museale. Con tutto il rispetto della proprietà dei rispettivi campi, l’operistico e il musical (che tuttavia non disdegna le contaminazioni), il salto maggiore lo ha fatto La Regina di ghiaccio, all’Alfieri fino a domenica per il cartellone del “Fiore all’occhiello”. Stessa matrice la favola persiana, con il contributo settecentesco di Gozzi, Turandot dai sentimenti azzerati e dal cuore di pietra, vittima di un incantesimo malignamente regalatole dalle tre nuove streghe Tormenta, Gelida e Nebbia, discende per li rami tranquilla tranquilla anche oggi nella sua Pekino, dove i pretendenti muoiono giustiziati per non aver risposto ai famosi tre indovinelli. Lo fa con grande disinvoltura, con un frizzante quanto romantico apparato pop in cui puoi benissimo ritrovare la rivisitazione del “Nessun dorma” per la voce robusta del Calaf di Pietro Pignatelli, con la ricchezza del particolare per i costumi inventati da Francesca Grossi, con il carico di una dozzina di belle canzoni messe a disposizione di un gruppo di voci ineccepibili (ricordiamo per tutti la principessa crudele di Lorella Cuccarini), con una macchina scenografica – che è forse il maggior successo della serata – come di

foto ©Riccardo Musacchio & Flavio Ianniello

rado se ne vedono sui palcoscenici (per qualche motivo, nell’uso delle pareti laterali da parte di ballerini/acrobati si sentiva il ricordo del Nôtre Dame di Zard/Cocciante), scale che avanzano, sipari che scendono e si ritirano, fondali e immagini e colori capaci di ricreare anche alberi parlanti e luoghi pieni di magia, i luoghi del potere che occhieggiano dall’alto, il tutto dovuto alle invenzioni straordinarie di Alessandro Chiti, e ancora sciabolate di luci e la neve che cade sulle


©Musacchio, Ianniello & Pasqualini

prime file giù in platea. Ci sono gli apporti e i siparietti affidati ai consiglieri Ping, Pong e Pang (e a dire quanto la trascrizione tralasci Adami e Simoni e cerchi degli approcci più moderni, basterebbe il fatto che il saggio Ping una passioncella per il prode Calaf se la sogna eccome), ci sono le invenzioni della Bambina della Luna e del Dio del Sole, i cui interpreti spremono divertimento e bravura. Ci sono gli omaggi a Puccini, ben calibrati. Insomma, non sapresti a girarti intorno scovare una nota negativa: chapeau a Maurizio Colombi che ha confezionato uno spettacolo intelligentemente completo, ricco di sorprese, ben scritto, senza forzature, adatto ad un pubblico adulto e piacevolissimo per quello dei più piccoli, credo uno spettacolo che si colloca a buon diritto come uno tra i migliori dell’annata teatrale.

 

Elio Rabbione

Clochard, “Potere al popolo” protesta di notte

E’ assai significativo il mutismo politico della generalità delle forze di centrodestra, centrosinistra e M5S riguardo alla cacciata dei poveri dal centro di Torino. Così come è significativa la metafora usata dal comandante dei vigili urbani per giustificare l’operato dei propri sottoposti e dell’amministrazione comunale: la nostra “non è un’operazione di polizia … facciamo solo gli spazzini”. Già gli spazzini. Dice Ezio Locatelli esponente Prc – Potere al Popolo: “è da anni che diciamo che non si possono trattare fette di popolazione a rischio come dei rifiuti umani. Torino, in questi anni di deindustrializzazione e di disoccupazione, di precarizzazione del lavoro, è diventata la città più povera e diseguale di tutto il Centro Nord d’Italia. Se qualcuno pensa di affrontare questo dato di realtà con la ramazza non ha capito proprio nulla. Servono politiche per il lavoro, il sostegno al reddito, il diritto alla casa, i servizi sociali. Serve un’azione di contrasto alle disuguaglianze sociali. A Torino, come a livello nazionale, si fa esattamente il contrario”. Per questo questa notte “Potere al Popolo” ha protestato davanti al Palazzo di Città di Torino contro la cacciata dei senza tetto. Non si tratta di un caso a sé. Quanto accaduto in questi giorni fa il paio con l’assenza di risposte dell’amministrazione comunale e del governo nazionale ai problemi del lavoro, del reddito, del diritto alla casa, alla salute, del degrado delle periferie urbane.

Licenziata la maestra che scriveva “squola” e “sciaquone”

DAL VENETO

La maestra scriveva “squola” e  ”sciaquone”, e dove ci volevano  le doppie le toglieva, aggiungendole  invece nelle parole che non le hanno. L’insegnante “didatticamente incapace”, dopo l’allontanamento dalla scuola di Santa Maria di Sala, Venezia,  è stata definitivamente licenziata dal giudice del lavoro di Venezia. Lei insegnava fino a tre anni fa e  – scrive l’agenzia Ansa – aveva fatto ricorso al giudice del lavoro contro la decisione del Ministero dell’istruzione, che l’aveva lasciata a casa su  segnalazione della preside. anche i genitori dei bimbi delle due classi di prima elementare si erano lamentati per gli strafalcioni della maestra.

Lichtsteiner nella lista Uefa

Howedes è fuori dalla lista Champions, mentre ritorna Lichtsteiner, escluso da Massimiliano Allegri nella fase a gironi. La Juve ha comunicato l’elenco dei giocatori che parteciperanno alla seconda fase della Champions League, sono 23: Buffon, De Sciglio, Chiellini, Benatia, Pjanic, Khedira, Cuadrado, Marchisio, Higuaín, Dybala, Douglas Costa, Matuidi, Alex Sandro, Barzagli, Pinsoglio, Mandzukic, Asamoah, Szczesny, Rugani, Lichtsteiner, Sturaro, Bentancur e Bernardeschi.

VIGNALE: “CONCORSO ASL: E’ NORMALE CHE I VINCITORI DEL CONCORSO SI POTESSERO “INDOVINARE” PRIMA DELLA LORO NOMINA?”

“Non siamo dei maghi e neppure degli indovini, eppure prima ancora che la Commissione si istituisse già potevamo “indovinare” i nomi dei vincitori. Considerato che la sfera magica non mi è stata ancora consegnata, chiederò all’assessore Saitta comunicazioni in Consiglio Regionale di quanto accaduto e come sia potuto accadere che già fosse possibile anticipare chi il direttore dell’Asl Città di Torino avrebbe nominato a direttore delle nove strutture complesse messe a bando”, lo dichiara il capogruppo del Movimento Nazionale per la Sovranità in Regione Piemonte.

 

Vignale fa riferimento al bando di selezione interna per la nomina dei direttori delle strutture complesse PTA così come individuate dall’atto aziendale dell’Asl Città di Torino, aperto il 15 novembre 2017 e conclusosi ieri con la pubblicazione delle delibere di nomina sull’Albo Pretorio dell’Asl Città di Torino.

 

“È stata la normativa – spiega Vignale – a imporre l’indizione di un bando. Ma è evidente che se i nomi erano tutti individuabili, più che di un bando rischia di apparire come una selezione già annunciata”.

 

“Non mettiamo in discussione le qualifiche né le competenze delle persone nominate, ma delle due l’una: o loro sono indiscutibilmente e universalmente riconosciuti come i migliori in tutta l’Asl oppure doti divinatorie mi hanno consentito di indovinare tutti i vincitori. Per questo motivo – conclude Vignale – chiederemo all’assessore Saitta di motivare l’accaduto. Sulla nomina di figure apicali come i direttori delle strutture complesse è necessaria la massima trasparenza anche per la tutela dei piemontesi”.

 

“TORINO, UNA CITTA’ POCO SICURA”

La pubblica sicurezza vien a mancare sempre di più. Dalle periferie al centro città, è sempre più difficile sentirsi al sicuro. I commercianti sempre più preoccupati per la cattiva reputazione delle loro zone. Le famiglie preoccupate per se stesse e i loro cari. Spaccio, furti, risse, roghi e chi ne ha più ne metta. Sono solo alcuni dei fattori che ultimamente stanno distruggendo Torino. Disraeli disse che il potere ha il dovere di assicurare la sicurezza sociale, l’ONU mise il concetto di sicurezza sociale all’interno della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.I concetti chiave, all’interno del sopracitato articolo 22, sono 3:
Previdenza sociale;
Pubblica sicurezza;
Welfare.
Non pretendo che l’amministrazione comunale si prenda sulle spalle il rispetto di tutti i punti, ma la pubblica sicurezza è un punto fondamentale alla base di ogni comunità. Chiedo un maggiore impegno e una maggiore concretezza.
Cosmin Stoica

Delitto Musy, ergastolo definitivo per Furchì

La condanna all’ ergastolo per Francesco Furchì,  accusato dell’assassinio dell’avvocato e consigliere comunale torinese dell’Udc Alberto Musy, è ora definitiva. A stabilirlo è la Prima sezione penale della Cassazione. L’avvocato fu ucciso da un uomo con il volto coperto da un casco, con quattro proiettili uscendo di casa il 21 marzo 2012 e morì dopo 19 mesi.  I difensori di Furchì hanno ribadito la sua estraneità all’omicidio.