redazione il torinese

Tra libri e vecchi muri di una libreria ho incontrato Mario Rigoni Stern

 

Cosa c’è di meglio del frequentare una storica libreria in un tardo e afoso pomeriggio d’estate? Perdersi fra gli scaffali di legno gonfi di libri, assaporare la moltitudine di storie pronte ad uscire da quelle pagine, sostare al fresco di quegli antichi muri è un piacere e ancor di più lo è se si fanno incontri importanti e inaspettati. Nel caso di specie con una copia del libro e del  film, ancora in formato Vhs, “ Ritratti. Mario Rigoni Stern”. Girato nel 1999 da Carlo Mazzacurati, il regista morto prematuramente a 57 anni nel 2014, questo stupendo documentario di 55 minuti si svolge nell’arco di tre giornate, durante le quali il grande “vecchio” della letteratura montana narra a Marco Paolini, l’attore celebre per le sue “orazioni civili” in teatro, la sua vita. La prima giornata, dopo una breve introduzione che ci racconta la formazione sentimentale di un bambino cresciuto tra le montagne, è totalmente dedicata al racconto della giovinezza, tra il ’38 e il ’45, come soldato nella seconda guerra mondiale. La seconda giornata è dedicata al tempo del ritorno e al difficile reinserimento nella vita normale. Si parla anche dell’altopiano di Asiago come luogo emblematico del quale  Rigoni Stern è stato voce e coscienza. Nella terza giornata, rispondendo alle domande di Paolini, Mario Rigoni Stern riflette sul presente reale di vent’anni fa, parlando di natura, memoria,  responsabilità,del senso del limite. Ad un certo punto Mario risponde così ad una domanda di Paolini: “.. io considero che si dovrebbero fare le cose bene, perché non c’è maggiore soddisfazione di un lavoro ben fatto…Io coltivo l’orto, e qualche volta, quando vedo le aiuole ben tirate con il letame ben sotto, con la terra ben spianata, provo soddisfazione uguale a quella che faccio quando ho finito un buon racconto. Una catasta di legno ben fatta, ben allineata, ben in squadra, che non cade, è bella; un lavoro manuale, quando non è ripetitivo, ricordo ‘Tempi moderni’ di Charlot, è sempre un lavoro che va bene, perché è anche creativo…e oggi dico sempre quando mi incontro con i ragazzi: voi magari aspirate ad avere un impiego in banca, ma ricordatevi che fare il contadino per bene è più intellettuale che non fare il cassiere di banca. Perché un contadino deve sapere di genetica, di meteorologia, di chimica, di astronomia persino. E allora tutti questi lavori che noi consideriamo magari lavori così, magari con un certo disprezzo, sono lavori invece intellettuali”.

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Un ritratto straordinario, una lezione di umanità che racchiude la storia di un incontro tra due uomini di età diverse sui valori, gli eventi, il senso della vita. Nel finale della conversazione con Paolini lo scrittore, con quei suoi occhi pieni di malinconia ma capaci di sprigionare l’urlo di una forza primordiale che ti cattura e ti toglie il fiato, dice: “Io domando tante volte alla gente: avete mai assistito ad un’alba sulle montagne? Salire la montagna quando è ancora buio e aspettare il sorgere del sole. E’ uno spettacolo che nessun altro mezzo creato dall’uomo vi può dare. A un certo momento, prima che il sole esca dall’orizzonte, c’è un fremito. Non è l’aria che si è mossa, è un qualche cosa che fa fremere l’erba, che fa fremere le fronde se ci sono alberi intorno, ed è un brivido che percorre anche la tua pelle. E per conto mio è proprio il brivido della creazione che il sole ci porta ogni mattina”. Mario Rigoni Stern è morto ad Asiago dieci anni fa, il 16 giugno del 2008. Aveva ottantasei anni. Così disse a Paolo Rumiz quando andò a trovarlo l’ultima volta nella sua casa al limitare del bosco, sull’altopiano dei Sette Comuni: “Son tornato vivo da una guerra. Ho avuto una buona moglie e bravi figli. Ho scritto libri. Ho fatto legna. Me basta e vanza. Desso posso morir in pase”. Ho avuto il piacere di conoscerlo e di essergli amico. Gli scrivevo e lui rispondeva con lettere vergate a mano o  sul retro di cartoline, riempiendo ogni spazio disponibile. Grazie ai suoi libri non ci siamo mai davvero lasciati o persi di vista ma incontrarci ancora tra i vecchi volumi di una libreria in quest’estate torinese mi ha fatto un grande piacere.

Marco Travaglini

Bollo auto: che cosa si rischia se non si paga

Di Patrizia Polliotto* 

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E’ possibile versare il bollo auto in ritardo, tramite il ‘ravvedimento operoso’, al massimo entro un anno, ma se si paga entro i primi 14 giorni dal ritardo viene applicata una sanzione sull’imposta pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo. Dal 15esimo al 30esimo giorno, la sanzione si riduce invece a 1/10, dal 30esimo al 90esimo scende al 1,67% e dal 90esimo giorno a un anno la sanzione è pari al 3,75%. Trascorsi 365 giorni si applica invece la multa vera e propria pari al 30%, più un interesse dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo. A chi non paga il bollo auto, la Regione invia una richiesta di pagamento con accertamento dell’imposta evasa: richiesta che deve intervenire entro tre anni decorrenti a partire dall’anno successivo a quello in cui il pagamento doveva essere effettuato. In caso di inadempimento protratto, l’importo viene iscritto a ruolo e il debitore riceverà una cartella di pagamento da parte di Equitalia con l’indicazione della data in cui il bollo è dovuto. Equitalia può procedere al pignoramento del conto corrente o con altre azioni di riscossione coatta. Il bollo auto si prescrive dopo tre anni che decorrono dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata. Se viene notificata una cartella di Equitalia, il bollo si prescrive dopo tre anni che decorrono a partire dall’1 gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata. Dopo tale termine Equitalia non può più procedere né a pignoramenti, né a fermo auto. Per chi non paga il bollo per più di tre anni consecutivi, infine, la vettura verrà radiata dall’ufficio dal Pra, con ritiro di carta di circolazione e targa del veicolo.

 

*Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Iran, ora anche le donne potranno andare allo stadio

Anche in Iran le donne potranno da oggi andare allo stadio a vedere le partite maschili. Il vicepresidente iraniano, Masumeh Ebtekar, che ha le deleghe per le donne e la famiglia, ha annunciato la svolta. Il presidente Hassan Rohani aveva già chiesto di recente la revoca del divieto discriminatorio di genere. In passato diverse donne sono entrate negli stadi di calcio, indossando finte barbe, pubblicando immagini sui social media. Per due volte durante i Mondiali di Russia  le donne sono state autorizzate a guardare le partite dell’Iran contro Spagna e Portogallo nello stadio di Teheran, attraverso un maxischermo.

Polemiche olimpiche. Ma passa il sì alla candidatura

Polemica dopo polemica la sala rossa  ha approvato la delibera di sostegno alla candidatura ai Giochi olimpici invernali  del 2026. In Consiglio comunale non vi è stata però l’unanimità. 22  i voti favorevoli di Movimento 5 Stelle e Noi con l’Italia, 8  astenuti  dal Pd, ai Moderati, alla Lista Civica per Torino e Lista  Morano e un solo  contrario  della lista Uscita di Sicurezza). Non erano in aula le grilline Daniela Albano e Marina Pollicino, che non avevano firmato  la delibera e non ha partecipato al voto la consigliera di Torino in Comune, Eleonora Artesio. Al momento del voto è uscito dall’Aula il consigliere Pd Enzo Lavolta.  “Tutto è perfettibile ma abbiamo fatto passi avanti e a ogni passo avanti le minoranze hanno sollevato delle obiezioni per non assumersi responsabilità politiche. In questa delibera  crediamo – ha detto la sindaca Chiara Appendino – e non abbiamo paura di candidarci e portare avanti il nostro progetto. Voi ce l’avete? Quello che rimarrà agli atti è il voto di oggi e quello che andrà al Coni è la delibera di oggi”.

“I 600mila euro non ci sono più: Vallette beffate”

O meglio: i soldi ci sono, ma non si possono utilizzare per trasformare il Centro Commerciale Le Verbene secondo il progetto del Politecnico. Prima le illusioni, poi le chiacchiere, poi il nulla: ennesima presa in giro nei confronti delle periferie da parte di questa Amministrazione.

Il progetto c’è (firmato dal Politecnico) ed è bellissimo. La copertura finanziaria, in teoria, pure, almeno per i primi due lotti (copertura dell’area cosiddetta ex-muretto, costruzione del nuovo ingresso e creazione delle due piazzette). Peccato che i 600mila euro più volte indicati dalla stessa Giunta come disponibili non siano, in pratica, utilizzabili dalla Città di Torino, impastoiati nei vari capitoli della Ragioneria della Città. Chissà da quanto era chiaro, all’Amministrazione. A noi Consiglieri è stato reso noto soltanto oggi. Si è perso oltre un anno, da quel 13 giugno 2017, quando la Giunta dichiarava in Commissione: «Attualmente sono a disposizione del Comune 690mila euro per il Piano di Riqualificazione Urbana del quartiere Vallette». Dodici mesi fa ci era stato detto che i 600mila euro sarebbero potuti andare sul PQ, che è, per sua natura, un intervento strutturale. Oggi ci viene detto che i 600mila euro sono rubricati come spesa corrente e dunque non utilizzabili a questo scopo. Il dato politico è chiaro: per i prossimi tre anni non si metterà mano al progetto. I fondi non potranno neanche essere investiti in interventi circoscritti per mettere il Centro in sicurezza. Va in scena l’ennesima beffa, da parte dell’Amministrazione Cinque Stelle, ai danni di quelle periferie così coccolate, a parole, poco più di due anni fa.

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino.

Museo Egizio… nascosto

Venerdì 20 luglio alle ore 19:00, il Museo Egizio – via Accademia delle Scienze 6 – propone la una nuova visita guidata “Museo Egizio Nascosto”, un percorso per mettere in luce le curiosità più interessanti sulla fondazione del Museo.La visita guidata, della durata di 90 minuti, ha come obiettivo quello di raccontare  il Museo Egizio, dalle origini della sede che lo ospita, alla natura dell’esposizione permanente. Durante il percorso, la descrizione dei reperti è accompagnata dalla narrazione di alcuni aneddoti che consentono di scoprire le meraviglie e gli aspetti più insoliti della cultura materiale egizia custoditi dal Museo

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INFORMAZIONI UTILI

Museo Egizio nascosto

Pubblico: adulti

Data e orari: 20 luglio 2018, ore 19

Prezzo al pubblico: € 5,00 (biglietto di ingresso escluso)

Prenotazione obbligatoria: dal lunedì al venerdì, 8:30 – 19:00; sabato, 9:00 – 13:00.

Telefono: 011 4406903 – mail: info@museitorino.it

 

 

Effetto Ronaldo, ottimo affare. Ma lo sciopero che c’entra?

Personalmente mi è molto simpatico Cristiano Ronaldo.Mi è simpatico anche perché portoghese,  abituato alla profondità dell oceano.I tram di Lisbona e 365 modi diversi di cucinare il baccalà. Capace di amministrarsi sia il fisico sia come imprenditore.Condannato in Spagna per evasione fiscale. Ma si sa, nessuno è perfetto.E noi italiani siamo famosi per non sottilizzare. La vicenda mi ha intrigato? Ho ascoltato e letto per informarmi e farmi un’opinione.Non sarò tifoso. Non tifo Juventus.  Ma sono pur sempre un torinese, pur sempre interessato alle sorti di questa nostra città.  E tutti ma proprio tutti mi dicono rincuorandomi che la Juventus con Ronaldo ha fatto un ottimo affare, con indubbie e positive ricadute economiche sulla nostra città.  Pensavo ad uno scherzo quando si è addirittura parlato di sciopero contro questa scelta. Non lo era. Almeno per i proponenti. Ed hanno chiesto a Paolo Ferrero ex segretario di Rifondazione Comunista: sei d’accordo? Si, sono assolutamente d’accordo. Ma cosa c’entra tutto ciò? Nulla. Ma mi sono fatto persuaso che recitino una parte fino in fondo. Una parte con copione prestabilito. Dove la recita è soprattutto se non esclusivamente per se stessi. Sanno che per scioperare un operaio deve prima di tutto lavorare. A Mirafiori sono più le giornate di cassa integrazione che le giornate di lavoro. Non é una novità che la Fiat non c’è più a Torino. E’ chiaro a tutti che per “continuare a campare” bisogna inventarsene una al giorno. E almeno questa volta credo di non sbagliare nel considerare anche Cristiano Ronaldo un’occasione per la Juventus e par Torino, non trattandosi solo di sport come solo di affari. La Juventus ha tifosi in tutto il modo. Dobbiamo essere capaci di sfruttare queste risorse. Agli amici rifondaroli continuo nel ricordare che i posti di lavoro non si ottengono per decreto legge o per costrizione etica verso le imprese. I posti di lavoro si ottengono con investimenti.  Alla Stato il dovere di facilitarne la creazione con apposite leggi, combattendo la burocrazia. Agevolando fiscalmente. Governando e non facendosi travolgere dagli eventi.  E rassicurando chi non ha sopportato le ingerenze ideologiche dei sindacati. A proporre non sono stati i sindacati ” ufficiali”. Dicesi Cobas. una versione lillipuzziana di quelli veri. Sono bravi ragazzi a cui piace scherzare. Ma quando si parla di occupazione gli scherzi non valgono più.  Ricordo che la nostra Regione ha il primato assoluto di disoccupazione giovanile. Lo ricordo agli amministratori di Torino.No Tav, no olimpiadi, no questo, no quell’altro.  Per poi dire é colpa altrui se tu non lavori. Continua ad esserci una diversità tra imprenditore e padrone. Salvo il fatto dei diritti dei lavoratori . Mi sono allargato? Non penso. Ho solo cercato di usare il buon senso. Cristiano Ronaldo non è un Dio in terra. E chi ha criticato la scelta ha a mio giudizio sbagliato.Chi voleva indire uno sciopero ha detto solo una stupidaggine. 

 

Patrizio Tosetto

Piattaforma online per i problemi con le compagnie telefoniche

Novità in arrivo per i cittadini che hanno problemi con le compagnie telefoniche. Dal 23 luglio 2018 entrerà in vigore il nuovo Regolamento sulle “procedure di risoluzione delle controversie tra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche” e, soprattutto, entrerà in funzione la nuova piattaforma telematica di gestione delle procedure “ConciliaWeb”, che semplificherà la procedura di presentazione delle istanze e non richiederà la presenza fisica degli utenti nelle sedi di conciliazione. Il nuovo servizio è stato presentato giovedì 19 luglio a Palazzo Lascaris.
 
“ConciliaWeb è un progetto importante e utile che consente di avvicinare ulteriormente i cittadini all’istituzione regionale. Il servizio di conciliazione telefonica del Corecom in questi anni ha ottenuto risultati lusinghieri, e ora si realizza un salto di qualità: grazie alla nuova piattaforma il Consiglio regionale si conferma sempre più amico dei cittadini e attento alla tutela dei loro diritti”, spiega il presidente del Consiglio regionale Nino Boeti.
 
Il nuovo regolamento prevede che le istanze siano presentate unicamente attraverso la piattaforma ConciliaWeb, accedendo, a partire dal 23 luglio 2018, alla pagina web http://conciliaweb.agcom.it.
Da questa data, dunque, non sarà più possibile inviarle tramite e-mail, PEC, fax, posta raccomandata oppure consegnarle a mano. Tutte le istanze presentate entro il 22 luglio 2018 continueranno a seguire l’iter previsto dal precedente regolamento.
 
“Prosegue con successo l’attività di conciliazione delle controversie tra cittadini e operatori di comunicazione elettroniche”, sottolinea il presidente del Corecom, Alessandro De Cillis. “Così come specificato dal presidente Agcom Marcello Cardani, i Corecom, con cui Agcom ha sottoscritto lo scorso anno il nuovo Accordo Quadro, hanno contribuito alla risoluzione di circa l’83% delle controversie, riconoscendo rimborsi a favore di famiglie e imprese superiori ai 40 milioni di euro. Le principali cause di contenzioso hanno riguardato processi di migrazione, errate fatturazioni e attivazione di servizi non richiesti. Nell’ultimo triennio i volumi di attività hanno superato le 110.000 pratiche tra istanze di conciliazioni, definizioni e provvedimenti cautelari evasi. L’introduzione di Conciliaweb, offrirà agli utenti italiani la possibilità di poter accedere ai servizi in via totalmente informatizzata, offrendo una prima fase del tentativo di conciliazione per la quale non sarà richiesta la presenza contestuale di utente, gestore e funzionario Corecom. Un notevole passo avanti nella direzione dell’informatizzazione della Pubblica Amministrazione, uniformando le procedure di gestione a livello nazionale. I Corecom resteranno comunque il punto di riferimento per l’utenza debole che richieda l’ausilio di un funzionario per la presentazione della richiesta di conciliazione”.
 
Nell’anno 2017 presso il Corecom Piemonte sono state aperte 6.340 posizioni di contenzioso nei confronti dei gestori, raggiungendo il risultato positivo di accordo pari al 82,56%. Il numero di contenziosi è cresciuto costantemente dal 2004 (120 posizioni) al 2017. La percentuale di contenziosi risolti ha consentito di restituire agli utenti piemontesi una somma complessiva di 1.722.172 euro in conciliazione e 504.819 euro in definizione, per un totale di quasi 2.227.000 euro.Alla presentazione hanno partecipato anche Gianluca Martino Nargiso, vicepresidente Corecom Piemonte e Vittorio Del Monte, componente Corecom Piemonte.
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Per tutte le informazioni è possibile rivolgersi agli uffici del Corecom Piemonte.
tel. 011/575.7131
info.corecom@cr.piemonte.it

Grimaldi (LeU): Con lo sblocco del turn over serve una programmazione delle assunzioni

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO L’Assessore Saitta ha risposto all’interrogazione urgente del Capogruppo di LeU Marco Grimaldi sui tanti trasferimenti senza programmazione che all’ASL di Vercelli mettono a rischio i servizi.

Si è appreso dagli organi di stampa che nelle scorse settimane, a seguito di numerosi trasferimenti, l’organico di Radiologia dell’Azienda Sanitaria Vercellese si è ridotto, passando da 18 ad 11 unità. Per far fronte alle esigenze degli ospedali di Vercelli e Borgosesia, si è ricorso a personale operante nelle sedi di Santhià e Gattinara – dove le sedi di radiologia sono quindi chiuse – per garantire l’operatività dei servizi. E, a quanto pare, un problema analogo sarebbe in corso per le ecografie nell’ospedale di Borgosesia, con pazienti dirottati nell’ospedale di Vercelli per garantire la continuità del servizio. Poiché non era chiara la programmazione dell’Asl e di questi trasferimenti, che hanno messo in difficoltà la continuità del servizio, e ritenendo necessario tornare quanto prima alla piena operatività del servizio sia negli ospedali sia con la riapertura delle sedi delle Case della Salute di Santhià e Gattinara, Grimaldi ha chiesto alla Giunta la ragione dei tanti trasferimenti autorizzati dall’Asl di Vercelli. L’Assessore Saitta ha precisato che la diminuzione del personale registrata negli ultimi mesi è legata ad atti non prevedibili e non voluti dall’Asl VC: due recessi volontari da parte di specialisti e due dirigenti in aspettativa a seguito di un concorso vinto. A settembre 2017 l’Asl Vercelli ha indetto un concorso per posti a tempo indeterminato, ma solo due dei sette medici in graduatoria avrebbero accettato l’incarico; similmente, fra maggio e giugno del 2018 l’Asl ha richiesto di usare la graduatoria di Alessandria per reclutare nove dirigenti, ma nessuno ha accettato. Vi saranno dunque nuovi concorsi per specialisti radiografi, ma nel frattempo l’Asl sta cercando di ampliare l’offerta di prestazioni tramite convenzioni con altre strutture pubbliche, accordi con privati accreditati del territorio e appalti di servizio. Il problema della mancanza di specialisti radiologici è diffuso in tutta Italia, a causa di una programmazione dei posti di specializzazione inferiore al fabbisogno reale: dai rapporti FIASO emerge che nei prossimi cinque anni mancheranno 11.800 medici, a fronte della cessazione di servizio del 37 per cento dei radiologi attualmente operanti. “Dopo oltre un anno dallo sblocco del turn over, non sono chiari i termini e i tempi del piano assunzioni, né si dispone di una mappatura ASL per ASL delle carenze rispetto alle reali esigenze, che possa garantire un rapporto ottimale personale/pazienti” – dichiara Grimaldi. – “A quanto pare, saranno banditi dalla Regione più concorsi per radiologi, ma serve una programmazione più chiara del piano assunzioni, proprio per far fronte alle carenze di personale che sempre si presentano e per fare pressioni sul governo. Esiste personale già specializzato che da tempo attende di uscire dalla precarietà”.