E’ morto a 43 anni, Flavio Taricco, di Sciolze, mentre era in mare con la fidanzata a Portopalo, in Sicilia. Stavano facendo il bagno con le maschere da snorkeling ma lui all’improvviso è scomparso in acqua. La donna ha chiesto aiuto ad alcuni pescatori che sono andati a cercarlo con le barche. E’ stato trovato tra gli scogli e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo.
Ronaldo denunciato per abusi da una donna
Cristiano Ronaldo è accusato di violenza sessuale da una donna che avrebbe ricevuto 375 mila dollari in cambio del silenzio. Lei è Kathryn Mayorga, di 34 anni, che ha presentato una denuncia civile presso una corte del Nevada. La notizia è uscita su Wall Street Journal e Cnn. I fatti risalirebbero al 2009 quando la giovane – così almeno lei sostiene – sarebbe stata aggredita dal calciatore in una camera di albergo a Las Vegas. Cr7 dopo l’aggressione si sarebbe scusato. Ma sui social Ronaldo scrive: “Vogliono solo farsi pubblicità attraverso il mio nome per acquisire fama. Ma è parte del mio lavoro. Sono un uomo felice, è tutto a posto”.
(foto Claudio Benedetto)
Da oggi è nuovamente accessibile al pubblico nel percorso di visita dei Musei Reali di Torino la Cappella della Sindone, architettura barocca di Guarino Guarini. Il taglio del nastro è stato fatto dal Ministro per i beni e le attività culturali Alberto Bonisoli, accompagnato dalla Direttrice dei Musei Reali Enrica Pagella, dai rappresentanti degli Enti locali, il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la Sindaca di Torino Chiara Appendino, dall’Arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, dagli sponsor e partner del progetto.
All’indomani del tragico incendio dell’11 aprile 1997 la struttura riportava danni tali che sembrava destinata all’implosione. La riapertura costituisce dunque una scommessa che pareva impossibile e che ora è stata vinta, ottenuta grazie alla determinazione e al lavoro che ha impegnato centinaia di persone in un delicatissimo restauro lungo vent’anni. Il grande cantiere architettonico e strutturale è giunto al termine dopo un intervento che ha riguardato l’intero edificio, con la sostituzione di oltre 1400 elementi di marmo, il consolidamento e l’integrazione materica di 4000 componenti, l’inserimento di nuove catene in acciaio inox a supporto di quelle storiche, il consolidamento delle murature, il rifacimento delle coperture e dei serramenti e, in ultimo, l’inserimento degli impianti di illuminazione, di sicurezza e speciali. Un cantiere unico al mondo, che testimonia l’eccellenza e la capacità italiana nel reagire a un evento disastroso attraverso la ricerca, la progettazione, l’impegno congiunto di competenze diversificate e l’unione di risorse pubbliche e private. Il progetto è stato impostato e coordinato, fin dalle sue fasi iniziali, dagli uffici periferici del MiBAC – Soprintendenza e Direzione regionale .
Il restauro è stato finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali con il sostegno di Compagnia di San Paolo, della Fondazione La Stampa – Specchio dei Tempi, della Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali di Torino, di Performance in Lighting e Iren Spa. L’obiettivo principale è stato raggiunto con la restituzione della cupola al panorama della città e con la riapertura del monumento al pubblico, che entra finalmente all’interno del percorso dei Musei Reali, di cui è parte integrante anche a livello strutturale. I lavori proseguiranno nei prossimi mesi con il restauro dell’altare, ora possibile grazie al definitivo smontaggio dell’impalcatura interna. Il pubblico potrà ammirare la Cappella della Sindone da venerdì 28 a domenica 30 settembre al prezzo speciale di 3 Euro. Da martedì 2 ottobre l’accesso sarà compreso nel biglietto dei Musei Reali.
(foto: Daniele Bottallo)
È ufficialmente partita la campagna di Amiat Gruppo Iren per l’attivazione del servizio di raccolta differenziatadomiciliare“porta a porta”nella zona Lingotto – Filadelfia
L’ulteriore estensione del “porta a porta” nell’area compresa tra corso Unione Sovietica, Corso Sebastopoli e corso Traiano interesserà circa 37 mila torinesi, portando complessivamente Torino a una quota di oltre 500 mila cittadini serviti dal sistema di raccolta domiciliare. Come da consuetudine l’attivazione del servizio viaggerà parallelamente e in stretta correlazione con le attività di comunicazione collegate. In questi giorni, quindi, tutte le utenze interessate – domestiche, commerciali o produttive – riceveranno nella cassetta postale, a cura degli incaricati Amiat, materiale informativo dedicato. A seguire, dal mese di ottobre e a fine dicembre, operatori autorizzati e muniti di apposito documento e pettorina di riconoscimento consegneranno casa per casa lo “starter kit”, composto da una biopattumiera, sacchetti compostabili per la raccolta dell’organico, sacchi per gli imballaggi in
plastica, calendario dei passaggi settimanali e materiale informativo sul nuovo sistema di raccolta. In concomitanza con l’attività informativa verso utenti e attività non domestiche, Amiat inizierà anche a consegnare i cassonetti previsti per la raccolta differenziata domiciliare, che verranno posizionati negli appositi spazi interni dei condomini, già individuati durante la precedente fase di progettazione. Per chiarire qualsiasi dubbio del cittadino e permettere agli utenti non trovati durante il passaggio il ritiro dello starter kit, saranno attivati anche 2 punti info distributivi, dal 15 novembre al 22 dicembre 2018 e dal 10 al 26 gennaio 2019, presso la sede della Circoscrizione 8 in Corso Corsica 55 e presso il centro di raccolta Amiat di via Zini 139.
Per ulteriori dettagli e aggiornamenti si invita a visitare il sito www.amiat.it e a seguire la relativa pagina Facebook dedicata “Porta a Porta Torino: nuove attivazioni”.
Delusione olimpica annunciata
D
opo la decisione del Coni di ufficializzare la candidatura olimpica di Milano e Torino la delusione a Torino è palpabile “Una candidatura per noi incomprensibile, si tratta di andare a costruire ed edificare dove non ci sono gli impianti, mentre Torino era la meno costosa. Chi si assume questa responsabilità la dovrà spiegare al Paese”, dice all’Ansa la sindaca Chiara Appendino. Commenta il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: “Me lo aspettavo, purtroppo non è una sorpresa: sentivo puzza di bruciato dopo la decisione di Giorgetti di far saltare il tavolo a tre e, pochi minuti dopo, far emergere la candidature a due. Se è possibile, senza Torino, recuperare un ruolo per le montagne olimpiche torinesi, la Regione c’è”.
Luna torinese
L’eredità di un leader
Sergio Marchionne e Torino. Un fil rouge che non si è interrotto neanche dopo l’ improvvisa scomparsa dell’ad di Fca, avvenuta in Svizzera il 25 luglio scorso. A sessanta giorni dalla morte, l’ Ucid di Torino ha voluto ricordare la figura del manager scelto come ad di Fiat a metà degli anni Duemila da Umberto Agnelli, poco prima della sua scomparsa.
E lo ha fatto in una serata a lui dedicata al Polo del Novecento, martedì 25 settembre scorso, proprio due giorni prima del ringraziamento che Detroit ed il mondo statunitense hanno deciso di tributare al manager che, dopo aver salvato Fiat, ha ripetuto l’operazione con Chrysler, unendo le due realtà in un unico
gruppo. Testimonianze personali sul manager si sono accompagnate ad una serie di valutazioni prospettiche sul futuro industriale di Torino, affidate a personaggi che hanno segnato la storia della Fiat, quali l’ ingegner Alessandro Barberis, già direttore generale e ad di Fiat, il dottor Paolo Rebaudengo, già responsabile delle Relazioni Industriali del gruppo Fiat e segretario generale della CIDA Piemonte, insieme al segretario generale Fim-Cisl Torino e Canavese, Claudio Chiarle. “Tutti gli americani ricordano – ha affermato il presidente dell’ Ucid Alberti Carpinetti – dove si trovavano nel momento in cui appresero la notizia dell’attentato al presidente Kennedy o quello alle Twin Towers.
Analogamente noi torinesi manterremo impresso nella memoria il luogo dove eravamo in quel pomeriggio in cui apprendemmo la notizia della convocazione del cda straordinario di Fca per la designazione dei successori di Sergio Marchionne. L’Ucid è un’associazione di imprenditori cristiani che si impegnano a mettere la persona al centro della propria azione. Credo che Sergio Marchionne mettesse, invece, soprattutto, al centro l’impresa, nella misura in cui la sua esistenza e prosperità potessero essere capaci di garantire il futuro dei suoi lavoratori. Una visione etica diversa, ma non poi così dissimile” “Sergio Marchionne – ha spiegato Alessandri Barberis – è stato un manager che è entrato in Fiat in un momento estremamente delicato della storia dell’azienda, nel 2004, dopo che nel 2002 la Fiat era tecnicamente fallita. Ero stato nominato direttore generale insieme a Galateri al posto di Cantarella e riuscimmo ad evitare che venissero portati i libri in tribunale. Le banche hanno salvato la Fiat in quel momento, ma hanno anche richiesto il rispetto di un piano preciso, quello
che sarebbe poi stato l’Accordo di programma con il governo italiano, definito nel 2002″
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“Ricordo – ha citato Paolo Rebaudengo, che è stato responsabile delle Relazioni Industriali del gruppo Fiat fino al 2012, ed artefice anche dell’accordo di Pomigliano, in seguito alla crisi del 2008 – una vignetta pubblicata dal Washington Post, in cui il neo amministratore delegato Marchionne era ritratto mentre girava in una porta girevole. Lui ironicamente aveva questa vignetta sulla scrivania e si chiedeva quanto tempo avrebbe resistito in quella posizione. A Marchionne si deve sicuramente l’introduzione di un cambiamento dell’approccio al problema sindacale. Appena diventato amministratore delegato, fotografo’ in modo molto lucido le criticità della Fiat ed illustro’ le sue tesi, ponendo a confronto la redditività della azienda con quella delle concorrenti. Il suo realismo è stato alla base del suo successivo accordo con il sindacato. Era un leader assolutamente decisionista, che considerava il tempo una variabile fondamentale, una persona molto rigorosa, soprattutto con se stessa. “La velocità di trasmissione delle decisioni – aggiunge il segretario generale della Fim- Cisl di Torino e Canavese, Claudio
Chiarle – era una peculiarità del suo carattere. In Italia, purtroppo, spesso manca questo parametro nelle relazioni sindacali, che troppo spesso sono inficiate da scontri ideologici. Sicuramente questa è la grande eredità che lascia un leader come lui, unita ad un forte senso di responsabilità del proprio ruolo”. I suoi modelli, il fisico Albert Einstein e il filosofo Karl Popper, ispiratori del suo mondo ideale, gli hanno anche permesso in modo profetico di capire che valori essenziali della società contemporanea dovevano essere la multiculturalità ed il pluralismo, in cui il rispetto verso gli altri doveva essere inteso come rispetto per la diversità.
Mara Martellotta
“Domani come Gruppo di Forza Italia chiederemo in Aula una informativa per cercare di chiarire il caos creato da Regione e Comune di Torino a causa delle differenti delibere in merito al blocco del traffico che stanno creando confusione tra gli
automobilisti di Torino e Provincia”. Ad annunciarlo Andrea Fluttero e Andrea Tronzano, rispettivamente il capogruppo e il vice capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte. Concludono i due esponenti
regionali di Forza Italia: “E’ evidente che i due Enti non dialogano tra loro. Comprendiamo che ci vi siano divergenze politiche tra Pd e Movimento Cinque Stelle, con l’approssimarsi del rinnovo del Consiglio regionale. Queste tensioni però non possono essere scaricate sui cittadini, in particolare quando in gioco ci sono politiche che interessano in modo diretto la loro salute”.
I giovani di oggi? Non sempre rassegnati
Si intitola “L’ospite inquietante: il nichilismo e i giovani” il volume scritto nel 2007 dal filosofo e psicoterapeuta Umberto Galimberti, ospite domenica 30 settembre scorso della giornata conclusiva della quattordicesima edizione di Torino Spiritualità, e protagonista di una conferenza tenutasi al teatro Carignano dal titolo ” Non per forza rassegnati”. A distanza di poco più di un decennio dalla pubblicazione del libro, non pare essere cambiata molto la situazione, fatta eccezione per una non piccola percentuale di giovani, che è passata da un nichilismo passivo ad uno attivo, di cui non rimuove l’atmosfera pesante, ma non vi si rassegna. Il filosofo ha di recente pubblicato il volume “La parola ai giovani”, che raccoglie le voci di questi ragazzi, che mostrano un estremo bisogno di essere ascoltati per poter esprimere ciò che tacciono a genitori ed insegnanti, le loro ansie, le loro inquietudini ed i loro problemi. La conferenza al teatro Carignano è stata una vera e propria lectio magistralis con argomento i giovani, in particolare quelli tra i venti ed i trenta anni, che, secondo il filosofo ed accademico, si trovano nella fase della vita umana caratterizzata dalla maggior potenza creativa, dal massimo vigore fisico e sessuale.
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La società pare trascurare l’enorme potenziale presente in questa fascia di popolazione, che spesso non trova una collocazione nel mondo del lavoro commisurata all’impegno ed al grado della sua preparazione. Scuola e famiglia costituiscono i due più importanti fattori educativi capaci di
aiutare i giovani a superare l’apatia e la mancanza di fiducia nel futuro e nel presente.La ricetta indicata dal filosofo, nel corso della conferenza a Torino Spiritualità, è stata quella di insegnare i sentimenti e di trasmettere, da parte di genitori e professori, empatia, proprio come riuscivano bene a fare gli antichi, capaci di tramandare miti e storie legate agli dei ed al destino. “I professori per essere empatici – spiega Umberto Galimberti – non devono trasformarsi in amici o pari dei loro allievi, ma devono dimostrarsi capaci di affascinarli con la cultura. Per questo motivo, se un insegnante si dimostra incapace di essere empatico, lo si deve poter rimuovere dal suo incarico educativo, anche se è di ruolo” Fondamentale è, poi, secondo Galimberti, la presenza di una sintonia tra i genitori e gli insegnanti dei figli soprattutto nella scuola elementare. Rimproverare da parte dei genitori gli insegnanti disorienta i figli dai modelli che devono seguire.
Mara Martellotta




