redazione il torinese

Comital, Grimaldi (LeU): “La Regione metta in campo tutti gli strumenti”

“Per tutelare i lavoratori anche  il Governo si assuma le proprie responsabilità”


Il 9 ottobre, si sono recati al Ministero del Lavoro l’Assessora regionale Gianna Pentenero e i curatori fallimentari di Comital-Lamalù, le due aziende di Volpiano dichiarate fallite a giugno dal tribunale di Ivrea, per capire se nel cosiddetto «decreto Genova» che riattiva la cassa integrazione per i lavoratori delle aziende che hanno cessato la produzione, potevano rientrare anche i 127 dipendenti dei due stabilimenti volpianesi, senza stipendio da giugno. Purtroppo nessuna novità positiva è emersa da questo incontro, benché il Ministro Di Maio avesse garantito di voler risolvere il problema con l’ultimo decreto. Il bando per l’acquisizione, appena scaduto, non ha ottenuto alcuna offerta e il 10 ottobre, l’incontro delle 12 in Regione con i lavoratori non è stato dirimente, anzi, a quanto pare l’Assessora avrebbe suggerito di licenziare subito tutti i lavoratori perché possano accedere alla Naspi. Il gruppo LeU è da tempo promotore di una legge sul reddito di autonomia e sul salva muti, che servirebbero proprio ad arginare casi come questo. Inoltre Marco Grimaldi è stato il promotore del cosiddetto fondo salvasfratti, strumento utile almeno per gli operai che hanno contratti d’affitto. “Conosciamo le norme dello Stato e sappiamo bene che l’unico modo per ottenere la Naspi è il licenziamento, ma il nostro compito è trovare altre soluzioni, se pensiamo che la politica sia qualcosa in più rispetto a una mera attività da funzionari” – dichiara il Capogruppo di LeU Marco Grimaldi. – “Ci aspettiamo dalla Regione un serio impegno a ricondurre il Governo alle proprie responsabilità e una verifica di tutti gli strumenti utili per fare fronte alla situazione, come per esempio la possibilità per i lavoratori di accedere da subito ai fondi salva mutui e salva sfratti”.

Milano-Torino, a Superga torna a suonare la Marsigliese!

di Claudio Benedetto www.fotoegrafico.net

L’ultima volta era stato Laurent Jalabert nel 1997… e dopo 21 anni a Torino si torna ad ascoltare la Marsigliese! La classica più antica del mondo, giunta quest’anno alla sua 99a edizione, corsa su 200 chilometri giusti giusti, da Magenta a Superga torna quindi a parlare francese: vince Thibaut Pinot, secondo Miguel Angel Lopez a 10″, terzo il neo campione del mondo Alejandro Valverde, una gara molto combattuta e un podio davvero di grande livello, quarto arriva Mattia Cattaneo con Domenico Pozzovivo e Fabio Aru piazzati nei primi dieci. Il campione d’oltralpe a due chilometri dal traguardo, nel tratto più duro della salita, approfitta di un clamoroso scontro con relativa caduta tra il colombiano Lopez e Gaudu, suo compagno di squadra, che erano in fuga, per scattare in maniera decisiva e beffare tutti fin sul traguardo di Superga, nonostante un grande Valverde autore di almeno tre/quattro scatti decisivi e selettivi sulla salita del circuito finale. Domani si riparte con il Gran Piemonte, da Racconigi a Stupinigi, 192 chilometri attraverso le valli e le grandiose tante residenze Sabaude della nostra regione. Un percorso abbastanza piatto che dovrebbe portare ad un arrivo in volata sul grande vialone di fronte alla splendida palazzina alle porte di Torino, unica variabile il tempo atmosferico che prevede tanta pioggia e potrebbe scombinare i piani dei favoriti. Poi sabato il gran finale di stagione con il Giro di Lombardia, classica davvero di fine anno per vedere di nuovo tutti i migliori in gara.

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Ecco comunque l’ORDINE D’ARRIVO: 1. Thibaut PINOT (Fra, Groupama-Fdj) 200 km in 4.43’36”, media 42,312; 2. Miguel Angel Lopez (Col, Astana) a 10”; 3. Alejandro Valverde (Spa, Movistar) a 28”; 4. Cattaneo a 36”; 5. Reichenbach (Svi) a 38”; 6. Kelderman (Ola); 7. Pozzovivo a 41”; 8. Fuglsang (Dan); 9. Aru a 43”; 10. Bernal (Col) a 45”; 11. Carthy (Gb); 12. Formolo a 48”; 13. Majka (Pol) a 59”; 14. A. Yates (Gb) a 1’02”…

(foto C. Benedetto www.fotoegrafico.net)

“Torino Design of the City” seconda edizione

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Dal 12 al 21 ottobre 2018 Torino ospita in diverse sedi della città la seconda edizione di “Torino Design of the City”, con oltre 60 appuntamenti organizzati da enti, istituzioni culturali pubbliche e private, musei, teatri e biblioteche, dedicati al tema dell’accessibilità riferita a strutture, servizi e attività culturali e focalizzati sull’opportunità di aprirsi a pubblici nuovi e di lavorare sul loro rapporto con il patrimonio culturale tangibile e intangibile.

 

Tra le iniziative, che rientrano all’interno del progetto “Torino. Verso una città accessibile” promosso nel mese di ottobre nell’ambito dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, sono in programma percorsi, incontri, laboratori, workshop, eventi, mostre, spettacoli e tour guidati con modalità di accesso differenti consultabili nel programma completo della manifestazione sul sitowww.torinodesigncity.it Il calendario propone inoltre il primo “Forum Internazionale sull’Accessibilità Culturale” il 16 17 ottobre presso l’Aula Magna della Cavallerizza Reale dell’Università degli Studi di Torino. Due giornate aperte al pubblico con ingresso libero che vedranno la presenza di rappresentanti di Copenaghen, Graz e Montreal, di alcune Città Creative UNESCO italiane (Alba, Bologna, Carrara, Fabriano, MilanoPesaro e Roma) e di esperti a livello nazionale e internazionale per discutere insieme come una città può progettare e produrre cultura in modo accessibile e favorire così la partecipazione, l’inclusione e l’accoglienza.

 

Torino, nominata World Design Capital dal Word Design Organization (WDO) nel 2008 e Città Creativa UNESCO per il Design dal 2014, unica in Italia in una rete di 26 città di tutto il mondo, riconosce il design come un elemento chiave per la crescita economica e sociale e un fattore strategico per lo sviluppo di nuove politiche urbane e per questo, dopo il grande successo ottenuto dalla scorsa edizione, ha scelto di continuare a lavorare per ridisegnare la città in un’ottica di accessibilità culturale con processi condivisi e ideati insieme ai cittadini e alle comunità del territorio, secondo bisogni ed esigenze specifiche. “Torino. Verso una città accessibile” è un progetto della Città di Torino nell’ambito dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale con il sostegno di Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Università degli Studi di Torino Politecnico di Torino realizzato con Turismo Torino e Provincia, in collaborazione con ilTavolo Consultivo del Design.

 

Qui potete trovare il programma completo: http://www.comune.torino.it/cultura-accessibile/programma/

ORDINE DEI COMMERCIALISTI DI TORINO: “PUBBLICITA’ CAAF CGIL E’ OFFENSIVA”

“Pubblicità inopportuna, fuorviante e offensiva”. L’Ordine dei Commercialisti e degli Esperti Contabili di Torino, per bocca del suo Presidente Luca Asvisio, prende posizione contro un volantino della Cgil, diffuso in Emilia Romagna e poi ripreso sui social network e in rete. Per pubblicizzare i servizi dei propri Caaf anche fra chi ha una partita Iva, l’organizzazione sindacale scrive fra l’altro: “Alla CGIL non sarai seguito come da un semplice commercialista, ma entrerai in un ufficio con un team di esperti che ti fornirà assistenza contabile e fiscale”. “Innanzi tutto – prosegue Asvisio – è una totale mancanza di rispetto nei confronti dei Commercialisti e di tutti i lavoratori che operano all’interno degli studi professionali. In quel documento si vuol far credere che gli esperti siano altrove rispetto ai nostri studi, dove invece operano professionisti competenti e qualificati. Ricordo che per diventare Commercialista occorre aver partecipato ad uno specifico percorso formativo, aver svolto un periodo di tirocinio professionale e aver superato un esame di Stato. Inoltre, al fine di mantenere l’iscrizione, il Commercialista ha obblighi di aggiornamento professionale continuo, deve essere assicurato ed è soggetto al rispetto di un codice deontologico, se lo viola va incontro alle sanzioni comminate dal Consiglio di Disciplina dell’Ordine”. “I Caaf – conclude il Presidente dei Commercialisti torinesi – svolgono servizi e non prestano consulenze professionali; siamo, dunque, su due livelli diversi e non paritari”. L’iniziativa della Cgil sarà esaminata del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Commercialisti per eventuali azioni a tutela dell’immagine della categoria.

Dalla Siria “La bambina che cuce il mondo a colori”

Torino, Palazzo Lascaris (via Alfieri 15)      12 –  26 ottobre 2018

Orario: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, ingresso gratuito

Inaugurazione della mostra: venerdì 12 ottobre 2018, ore 17, Palazzo Lascaris

Maria Barghouty sarà presente in collegamento Skype dalla Siria

in quella occasione le sarà conferita la Medaglia dell’amicizia dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

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Intervengono:

Nino Boeti, presidente del Consiglio regionale del Piemonte

Monica Cerutti, assessora regionale alle Pari opportunità, diritti civili e immigrazione

Sara Rubinelli, assessore all’Istruzione e alla Cultura del Comune di Omegna

Irene Bernasconi, Consiglio Comunale dei Ragazzi di Omegna

Salvatore Bitonti, direttore dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino

Essere un leader per il nostro cane

I cani sono animali sociali, che vivono in branchi e regolati da gerarchie, questo vuol dire che in natura, in un branco, esistono dei ruoli ben precisi che vengono definiti per carattere, competenze e abilità al fine primo della sopravvivenza del branco stesso e della specie

Il leader è la figura affidabile e sicura che insegna, protegge, gioca, si prende cura, rimprovera, guida e aiuta a superare le situazioni di difficoltà con pazienza, coerenza e decisione: in poche parole, una figura rispettata e autorevole, di cui ci si può fidare ciecamente, ovvero ciò che dovrebbe essere ogni proprietario per il proprio cane.

 

Autorevole non significa autoritario! La differenza tra il vero leader e quello che si sente tale sta nel fatto che, ad esempio, se voglio insegnare un esercizio o un comportamento al cane, quest’ ultimo eseguirà l’azione richiesta o per la motivazione del premio, o per timore di una spiacevole conseguenza, ma una cosa cambierà inevitabilmente: LA FIDUCIA che il nostro cane avrà nei nostri confronti e che sta alla base di ogni tipo di relazione intesa in senso positivo. Un vostro sguardo di approvazione o disapprovazione può essere la ricompensa più gradita o la punizione più grande. Frasi del tipo “il cane deve sempre mangiare dopo di me”, “devo mettergli le mani della ciotola e il cane non si deve ribellare”, “il cane non deve mai assumere posizioni in alto tipo divani o letti”, come per la maggior parte delle situazioni in cinofilia vanno valutate: dipende infatti da molti fattori, primo tra tutti capire che tipo di cane si ha a che fare e che tipo di relazione c’è.

 

Non si è leader se il nostro cane ci teme, ma non lo si è nemmeno se come unica merce di scambio alla richiesta di un comportamento, si usa sempre e solo la gratificazione alimentare, ovvero i bocconcini. I cani sono di indole opportunista ed è il solo motivo per il quale, in questi casi, fanno quanto gli chiediamo, ovvero perché è conveniente, certamente non perché c’è una complicità profonda.

 

Inoltre, alcune problematiche possono nascere dal fatto che il cane, non reputandoci figure di riferimento (inviterei a porsi delle domande, se così fosse), decida di prendere in mano la situazione esattamente come farebbe un lupo se in natura si rendesse conto che il soggetto Alpha non è più in grado di provvedere al branco: molto probabilmente quello stesso cane, vivendo non in natura ma in un contesto sociale ben differente e pensando di dover gestire tutto il carico di responsabilità di un leader, non avendo le corrette competenze, eseguirà una serie di comportamenti errati, senza contare il conflitto che si sarà andato a creare dato dalla pressione/confusione/scambio dei ruoli.

 

Si è leader del nostro cane se ci stima e ci “obbedisce” perché gli abbiamo dimostrato di avere le credenziali giuste per essere considerato tale. Trattarlo con rispetto, aiutarlo nelle difficoltà, essere propositivi e capire il suo modo di comunicare sono un buon inizio per avere un rapporto di complicità. Consiglio la lettura: “Dominanza: realtà o mito?” di Barry Eaton. Troverete degli spunti di riflessione molto interessanti! In natura il leader non si autoproclama, ma viene “eletto” dal suo branco per i motivi sopra citati, i nostri cani, invece, non hanno scelta. Cerchiamo di essere per loro i modelli affidabili che avrebbero scelto, se avessero potuto farlo.

 

Francesca Mezzapesa

Educatrice cinofila c/o Centro Cinofilo White Apple Dogs

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Per una sanità più attenta a chi non vede

L’azienda ospedaliera si impegna a ridurre le barriere architettoniche all’interno delle sue strutture

Una sanità più attenta alle necessità di chi non vede o vede poco. Questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto dall’azienda ospedaliero-universitaria “Città e della Salute e della Scienza” di Torino e dall’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) di Torino. L’accordo prevede una serie di accorgimenti dedicati ai disabili visivi, che potranno ricevere assistenza durante tutto il percorso sanitario, dalla prenotazione delle visite fino all’accesso in ospedale.

 

Inviare un’impegnativa medica tramite mail o fax, prenotare una visita ambulatoriale: per chi ha una minorazione visiva, azioni come queste possono rappresentare un ostacolo. Ecco allora l’importanza di un canale preferenziale. Telefonando agli Urp (Uffici Relazioni col Pubblico) dei vari presìdi sanitari facenti capo alla Città della Salute, sarà possibile concordare le modalità di invio dell’impegnativa (se richiesta) e ricevere assistenza nella prenotazione di esami, visite o trattamenti sanitari.

 

Non solo: l’azienda ospedaliera si impegna a ridurre le barriere architettoniche all’interno delle sue strutture. Nel caso degli ambulatori oculistici (dove la presenza di pazienti con disabilità visiva è particolarmente alta), sarà istituito un servizio di accompagnamento: in sostanza chi non vede o vede poco potrà richiedere un aiuto per muoversi all’interno della struttura e trovare, ad esempio, l’ambulatorio desiderato. Inoltre sarà installata una cartellonistica adatta agli ipovedenti, con caratteri ingranditi e ad alto contrasto.

 

Ma l’accordo prevede anche un’altra, importante innovazione. Sempre all’interno del servizio di oculistica, al secondo piano dell’ospedale San Lazzaro, è stato aperto uno sportello informativo, gestito dall’UICI. Tutti i lunedì dalle 9 alle 12 i pazienti potranno ricevere assistenza su tanti aspetti della riabilitazione visiva, dall’autonomia personale alle possibilità tecnologiche. Lo sportello è stato inaugurato oggi, alla presenza di….

 

«E’ un nostro dovere mettere le persone con disabilità nelle condizioni migliori per accedere alle strutture ospedaliere ed ai servizi – dichiara il dott. Silvio Falco, direttore generale Azienda Ospedaliero-Universitaria “Città della Salute e della Scienza – Il protocollo d’intesa sottoscritto con l’UICI nasce proprio da queste necessità per migliorare e rendere più fruibili l’accesso ed il percorso sanitario nei nostri ospedali. Il tutto all’insegna dell’umanizzazione della sanità e delle cure».

 

«Cura e riabilitazione sono due facce di un medesimo percorso – osserva l’avv. Franco Lepore, presidente UICI Torino – Con il nuovo sportello informativo abbiamo un’opportunità in più per mettere le nostre competenze al servizio di chi ne ha bisogno. Così, in un unico luogo, i pazienti con disabilità potranno incontrare la professionalità di oculisti ed ortottisti, ma anche scoprire strategie utili e capire di non essere soli ad affrontare le sfide quotidiane. Più in generale – prosegue il presidente Lepore – siamo felici dell’attenzione e della sensibilità dimostrata dalla Città della Salute. La sanità è un aspetto fondamentale della vita ed è giusto che anche chi ha una disabilità possa affrontare il percorso di cura con serenità e, per quanto possibile, in autonomia».

 

“Il futuro del Barattolo? È immerso nella nebbia”

Poche, confuse e comunque non chiaramente esplicitate le idee della Giunta, che si dimostra sempre più inadeguata di fronte a questo problema.Non cambiano le condizioni oggettive: mi chiedo perché, allora, dovrebbero rientrare le diverse criticità connesse allo svolgimento del suk. Il mercato di libero scambio rispetta le ultime circolari ministeriali? Lo chiederò all’Amministrazione con una mia prossima interpellanza.L’Assessore Giusta relaziona sul Barattolo durante la seduta  della Conferenza dei Capigruppo, ma di fatto non dice nulla di chiaro e nulla di certo. L’unica cosa sicura (o almeno presentata come tale) è che le sedi attualmente valutate per il trasferimento del Barattolo sono tre e che non tutte insistono sul territorio della Circoscrizione 7. Poche idee e confuse, dunque: la relazione odierna altro non è che l’ennesima fumata nera. La situazione è incancrenita e non si vedono spiragli. È evidente che la Giunta non sa neanche da che parte iniziare: figuriamoci essere in grado di gestire il fenomeno. Nel nuovo bando sono previsti 400 postazioni: troppe. La Circoscrizione ha più volte espresso l’esigenza di contenere questo numero, ma non ha mai ottenuto ascolto. Il mercato di libero scambio è un vero e proprio ricettacolo di illegalità: il numero dei sequestri operati dagli Agenti della Municipale lo testimonia. Ora sono curioso di ricostruire l’iter: come, perché e a che punto il bando si è arrestato? Come si è giunti, alla fine, a una nuova assegnazione a ViviBalon? Se le condizioni oggettive non cambiano, come si pensa che possano rientrare le diverse criticità da me segnalate in questi anni? Resta urgente il problema dei controlli e della presenza di più venditori rispetto al numero previsto. Il numero degli Agenti presenti nelle aree del suk deve essere incrementato. I cittadini riferiscono che, da quando il libero scambio è in via Carcano, in tutta la zona sono aumentati atti vandalici e furti negli appartamenti. Presenterò al più presto un’interpellanza per capire se e in che misura le ultime circolari ministeriali (a partire dalla circolare Gabrielli) siano rispettate durante lo svolgimento del Barattolo.

 

Silvio Magliano – Capogruppo Moderati, Consiglio Comunale Torino

Ronaldo: il Real spinse per la riservatezza?

Potrebbe esserci stato il Real Madrid dietro al patto  firmato nove anni fa da Cristiano Ronaldo con Kathryn Mayorga, la modella americana che oggi  lo accusa di stupro. La notizia è stata pubblicata dal giornale portoghese Correio da Manha, che scrive sull’incontro avvenuto a Lisbona tra il giocatore bianconero e i suoi avvocati. CR7 dichiara la sua innocenza e  – sostiene il giornale – sarebbe stato pertanto contrario a corrispondere alla modella i 375mila dollari previsti dal patto di riservatezza. Ma il Real Madrid, secondo il quotidiano, avrebbe invece pressato il calciatore per pagare l’indennizzo temendo che la società potesse venire screditata. A proposito della presunta violenza il giornale scrive che dopo il rapporto sessuale, il giocatore  e la modella rientrarono in discoteca restandovi ancora per alcune ore, fatto che sarebbe centrale nella strategia dei legali per smontare le accuse rivolte a Ronaldo. 

 

(foto Claudio Benedetto www.fotoegrafico.net)

Caffè Hag, Appendino: “Situazione vergognosa”

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, si augura  che “azienda e sindacati trovino una soluzione per tutelare i posti di lavoro: non  è comprensibile che un’azienda delocalizzi,  in più in un’ assenza di una situazione di crisi”. La prima cittadina con l’assessore al Lavoro Alberto Sacco si è recata ai cancelli della fabbrica Hag di Andezeno, dove si sta svolgendo un presidio permanente dei lavoratori. “Il 22 ottobre – scrive la sindaca su Facebook – ci sarà un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico e, come città di Torino, ho dato  disponibilità ad intervenire come parte attiva. Siamo al fianco dei lavoratori e ci impegniamo a trovare una soluzione a questa vergognosa situazione”.

 

Foto: il Torinese