Gli interni di Palazzo Madama, uno dei più prestigiosi edifici storici della Torino sabauda. La foto è di Mihai Bursuc.

Gli interni di Palazzo Madama, uno dei più prestigiosi edifici storici della Torino sabauda. La foto è di Mihai Bursuc.

Agenti del Reparto Operativo Speciale della Polizia Municipale impegnati sulla linea 18 GTT, nell’ambito di uno dei tanti servizi per “Linea sicura”, hanno arrestato oggi, mercoledì 7 novembre, un 28enne di origini peruviane, irregolare sul territorio italiano, che armeggiava sulla tasca posteriore dei pantaloni di un anziano e gli agenti in borghese lo hanno prontamente bloccato restituendo il bottino al passeggero. L’uomo è stato accompagnato al Comando della Polizia Municipale di via Bologna e qui, al termine dell’identificazione, portato nella Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.
Saranno quattro le tappe del 102° Giro d’Italia che il prossimo anno attraverseranno il Piemonte in lungo e in largo
Un viaggio nella storia e nelle tradizioni ciclistiche piemontesi che partirà il 22 maggio prossimo da Carpi (MO) per giungere nell’Alessandrino – terra dei due Campionissimi – e terminare a Novi Ligure. Un arrivo nella città natale di Costante Girardengo, che celebra l’impresa compiuta proprio un secolo prima, quando conquistò la Corsa Rosa vincendo 7 tappe su 10. E a celebrare il centesimo anniversario della nascita del Fausto Coppi sarà invece la tappa successiva: la Cuneo – Pinerolo. Una combinazione che riporta subito alla mente quel 10 giugno 1949, che vide Coppi arrivare al traguardo con oltre 12 minuti di vantaggio su Bartali dopo una fuga solitaria di 192 km. Una giornata che, seppur restituita con un percorso differente, già profuma di storia. “Questa edizione del Giro d’Italia – ha dichiarato l’assessore regionale allo Sport Giovanni Maria Ferraris – riconferma il nostro territorio protagonista del panorama ciclistico nazionale. Abbiamo lavorato molto a fianco delle realtà territoriali, introducendo proposte avvincenti dal punto di vista agonistico e promozionale, con competizioni che hanno aperto la strada per celebrare la nostra tradizione ciclistica, che culminerà il prossimo anno con questo omaggio ai Campionissimi Coppi e Girardengo”. Dopo 2 tappe nel ricordo del grande passato, il Giro d’Italia ripartirà da Pinerolo per una tappa destinata a scrivere la storia di una nuova impresa. Sfiorando la Val di Susa, i ciclisti valicheranno il Col del Lys e – attraversando le Valli di Lanzo – giungeranno in Valle Orco, per poi salire a oltre 2200 metri di quota fino all’inedito arrivo sopra il Comune di Ceresole Reale. Una tappa impegnativa, a cui seguirà due giorni dopo quella che da Ivrea, attraversando Biellese, Vercellese e Novarese, porterà la carovana fuori dai confini piemontesi per raggiungere Como.
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Non capisco la Chiara Appendino che non vuole fare il referendum sulla Tav. Sia nell’area Metropolitana come in città è nelle sue prerogative. Referendum consultivo, senza aspetti pratici sul fermare l’ opera ma pur sempre significativo per chi, come i pentastellati, parla sempre e comunque in nome del popolo.Quale strumento migliore per toglierle le castagne dal fuoco. Diciamocelo, la Sindachessa è sulle spine e stanca. E si infittiscono le voci che le dimissioni sue siano dietro l’angolo. Soppravivrà alla manifestazione pro Tav del 10 ? Sopravvivenza di tipo politico, s’intende. Dipenderà dalle dimensioni dell’evento. Per gli organizzatori promette bene. Organizzatori determinati, presenti tutte le organizzazioni sindacali degli imprenditori come dei lavoratori. Con la Cgil nazionale e delle altre regioni che corre ai ripari e ” urla”: ci siamo anche noi tra i pro Tav. Vista così sembrerebbe una partita già vinta dai sì. Da una parte una sinistra sbrindellata con anarcoidi dei centri sociali e pentastellati e dall’altra il resto del mondo. Un “resto del mondo” ben allenato. Pensate a Carlo Callieri tra gli ideatori. Proprio lui, l’importantissimo dirigente Fiat tra i fautori della marcia dei 40 mila nel 1980. Instancabile telefonò e contattò uno ad uno i quadri intermedi. Con il suo sigaro toscano e la sua determinazione è una garanzia della riuscita dell’iniziativa.Altra caratteristica della manifestazione: cresce dal basso con un popolo torinese sempre più esasperato. Noi ( diversamente da altri) non abbiamo la presunzione o velleità di parlare in nome del popolo. Anzi, siamo sempre refrattari nel considerare chi lo fa. Basta però sentire, chiedere ed ascoltare. La frana elettorale per i grillini si è mossa. Molti che li hanno votati si pentono della loro scelta. Ma il grave (per i
pentastellati) è che lo dichiarano pubblicamente. I consiglieri comunali grillini sono sbigottiti. Perché questo popolo ci contesta? In fondo che abbiamo fatto? Proprio cosi, non si rendono conto di cosa hanno fatto. È come i più provetti “apprendisti stregoni” hanno liberato delle forze che non riescono a governare. E per loro governare è un optional del tutto trascurabile. Noi siamo curiosi di cosa accadrà dopo la manifestazione. Ma siamo anche curiosi su chi erediterà il pacchetto di voti in libertà. Non è del resto una novità che i pentastellati, secondo i sondaggi, perdano più dell’8% di consensi al Nord. Bella botta. Sicuramente il Chiampa sabato sarà in prima linea. Un po’ meno il PD. I militanti sono scatenati, meno il partito, che non riesce ancora a carburare in continua ricerca di una data utile per nominare i suoi dirigenti. Arrabbiata è soprattutto la sinistra del Pd. Questo parallelo con la marcia dei 40mila non gli va giù. Sinistra pd presa in mezzo tra la Cgil che li molla e i renziani che li rimbrottano, visto che di pentastellati e sinistroidi non c’è da fidarsi. Ed anche la manifestazione sì Tav è un’ occasione per dividersi. I leghisti si devono smarcare dai grillini ed il PD trovare un’ azione comune. Forza Italia decisamente ammaccata vuole ed ha ottenuto un tavolo per le regionali tra tutto il centro destra ed è preoccupata per la sorte del nostro sistema imprenditoriale. Dunque? O i Leghisti si “inventano” un candidato credibile che faccia gli perdonare la loro vicinanza agli apprendisti stregoni, o intravedono la candidatura di Claudia Porchietto. Dalla sua, oltre che la competenza politica c’è l’essere imprenditore ed essere stata presidente Api. A questa sua locale credibilità si dovrà aggiungere una credibilità europea. Finire la Tav in tempi stabiliti passerà anche da questo. Insomma, uno scontro politico tra Sergio Chiamparino e Claudia Porchietto.
In Piemonte sono finite dalla mezzanotte le copiose piogge che hanno caratterizzato gli ultimi giorni. La Protezione civile regionale segnala di non avere ricevuto particolari segnalazioni. Sono stati attivi 31Centri operativi comunali nel Torinese, 4 nel Vco, 2 nel Cuneese, 2 nel Novarese, con due sale operative provinciali aperte a Biella e Torino e Vercelli in reperibilità. I corsi d’acqua si sono mantenuti sopra la soglia di guardia ma sotto quella di pericolo, con livelli in calo. In Valle di Susa i volontari della Croce rossa sono stati attivati per soccorrere 12 famiglie isolate nella frazione Gandoglio di Borgone e 3 famiglie nella frazione Costa. Resta per ora alto il livello dei laghi d’Orta e maggiore.E forse tra venerdì e sabato torna il sole.
Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori
istruttoria, decisionale) in entrambi i casi interverrà necessariamente il giudice, che si pronuncerà con sentenza. Più recentemente, grazie all’introduzione della Legge sul Divorzio breve del 26 maggio 2015, n.55 è possibile avviare procedura con tempistiche molto più celeri rispetto al rito ordinario. Se infatti prima erano necessari 3 anni dalla separazione per richiedere il divorzio, ora bastano 12 mesi (in caso di separazione giudiziale) e 6 mesi (se consensuale). Vi è poi la possibilità di divorziare anche con la comparizione davanti ad un sindaco tramite il c.d. “divorzio breve in comune”.I Campioni olimpici saranno testimonial dell’incontro con i caregiver resso l’ospedale Molinette di Torino
Giovedì 8 novembre i Campioni olimpici Jury Chechi (oro olimpico ginnastica Olimpiadi Atlanta 1996) ed Antonio Rossi (doppio oro olimpico nella canoa / kayak alle Olimpiadi Atlanta 1996 ed un oro olimpico alle Olimpiadi Sidney 2000) saranno testimonial speciali per “allenarsi”ad affrontare le difficoltà. Un Campione per Caregiver. Il Centro regionale esperto per la malattia di Parkinson e i Disturbi del Movimento dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Leonardo Lopiano) organizza un progetto educativo al fianco di chi si prende cura delle persone con malattia di Parkinson. Giovedì 8 novembre dalle ore 11 alle ore 16, presso l’Auletta del Dipartimento di Neuroscienze Rita Levi Montalcini (1° piano – via Cherasco 15), si terrà il corso – incontro “Un Campione per Caregiver”, in collaborazione con la Fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus. I due campioni olimpici interverranno alle ore 13 circa.
Una serie di importanti risultati ottenuti nei tribunali italiani dal Team di Professionisti di ‘SDL CENTROSTUDI SPA’, che riequilibrano il gioco delle parti tra istituti di credito, poteri forti, correntisti e consumatori
Il vizio, non solo di forma ma anche di fatto, in termini di denari incassati illecitamente e dunque non dovuti, si annida copioso e pericoloso nei contratti bancari, e nell’intricata e fitta tela burocratica che spesso li avvolge.Diventa dunque necessario, perché il rapporto tra i soggetti sia equo, approfondirne bene la natura, gli effetti e gli sviluppi attraverso l’ausilio e il corretto impiego di tutta una serie di strumenti di analisi e verifica che possono, anche, ribaltare i ruoli dare/avere attualmente in essere. Riducendo, in buona parte dei casi, anche le pretese creditizie in giudizio da parte di banche, finanziarie e affini.Come testimonia il caso recentissimo di un onesto cittadino che a Milano, grazie all’azione producente dell’Avvocato Marchetti, ha potuto risparmiare ben oltre 60mila euro su una pratica di leasing, stipulando un nuovo accordo transattivo più equo e vantaggioso. Ma c’è di più. L’Avvocato Erika Mazzarano, stimato Legale convenzionato con ‘SDL’, grazie a una sentenza favorevole emessa dalla VI Sezione del Tribunale di Milano, ha consentito a un assistito dalla famosa azienda bresciana leader nella lotta a banche e Fisco ingiusti di recuperare ben 252.892,47 euro indebitamente richiesti e sottratti. Dulcis in fundo, nel bolognese un gruppo di società clienti SDL riconducibili a un’unica famiglia di imprenditori che hanno scelto di avvalersi delle efficaci perizie econometriche marchiate ‘SDL’ hanno promosso una causa alla banca usuraria. Avevano un debito complessivo del gruppo societario per 7 milioni di Euro, felicemente conclusosi definendo le numerose cause con un’unica scrittura privata transattiva con l’esborso di 2 milioni di Euro e generando dunque un risparmio di ben 4 milioni e mezzo di euro. Segno che il lavoro onesto, artigianale, costantemente aggiornato ed efficiente paga nel tempo. Peccato che, spesso, le banche colpevoli, all’atto della sconfitta in Tribunale, pretendano nelle scritture di accordo stringenti e vessatorie clausole di riservatezza che impediscono all’opinione pubblica desiderosa di giustizia a verità di conoscere i nomi e cognomi degli istituti di credito e dei relativi manager responsabili dei disastri alle vite e ai conti correnti dei cittadini.
Come da programma si terrà in piazza Castello, ma di fronte al Palazzo della Regione, e non nella zona davanti alla prefettura (occupata dal “cantiere” dei mercatini di Natale) la manifestazione sì -Tav di sabato 10 novembre. Così ha deciso il comitato di sicurezza. Mino Giachino, ex sottosegretario ai Trasporti del governo Berlusconi, promotore della petizione online a favore della Torino-Lione annuncia all’Ansa che ad oggi ha superato le 57mila adesioni e commenta: “Fermare la Tav sarebbe un atto grave e contro l’interesse dell’Italia, che dal 1999 ad oggi ha perso 20 punti di PIL rispetto alla media europea”.
(foto: il Torinese)
A Sarajevo le zie di Goran, Samira e Zeina, vivono in una casa a pochi passi dalla Moschea Gazi Husrev-beg, in una viuzza parallela alla via Sarači che collega la bella strada di Ferhaddija con il cuore della Baščaršija, la città vecchia. Dappertutto, intorno, s’innalzano i minareti mentre a oriente, a poche centinaia di metri, s’intravvede l’alto e austero profilo della biblioteca nazionale. Sulla sinistra, tenendosi alle spalle le acque della Miljacka, gli alteri palazzi asburgici sovrastano le case di legno dell’epoca ottomana. Poco distante c’è l’antica scuola coranica, la madrasa, centro del sapere musulmano sin dal 1537 e segno più che evidente di una storia d’istruzione, scienza e tolleranza davanti alla quale vin quasi voglia di fare un inchino, togliendosi il cappello in segno di
rispetto. Dall’uscio della loro casa bastano due passi e, svoltato l’angolo, si rimane incantati davanti alla bellezza della cupola centrale della Moschea, affiancata dai suoi tetims, le cupole laterali, più piccole. Il minareto, un dito puntato verso il cielo, teso a solleticare le nuvole con i
suoi quarantacinque metri d’altezza, domina la piazza del mercato. Passare di qua e non far visita alle zie, mi dice Goran “equivale ad un’offesa molto seria al senso dell’ospitalità che qui è sacro“. Avvertite da lui, hanno preparato il pranzo. Ci accolgono con grande gentilezza. Entrambe con i capelli candidi, appena visibili sotto il velo, mostrano in volto i lineamenti delicati delle donne slave, con gli zigomi alti, occhi grandi e chiari, sguardo orgoglioso e fiero. Non più giovani, entrambe sono state “partizanke” con Tito, combattendo
nelle divisioni dell’esercito popolare di liberazione tra la Drina e la Neretva, scacciando i nazisti e riconquistandosi, coi denti e le unghie, il diritto di vivere libere. Mi stupisce la loro vitalità e si comprende quanto bene vogliano al loro adorato Goran che, per parte sua, ricambia l’affetto unendolo a una grande, e da noi rarissima, reverenza. Ci fanno accomodare e, vistici visibilmente accaldati, ci offrono una birra fredda ( hladno pivo), ovviamente Sarajevsko. L’appartamento – tre stanze e i servizi – è piccolo ma ben curato e dalla cucina provengono profumi deliziosi. Goran dice che le zie hanno preparato dei piatti tradizionali, la Begova čorba – zuppa di pollo con verdure, riso, tuorli d’uovo e panna – e il bosanski ćimbur, un piatto a base di manzo e agnello immersi nel brodo e ricoperti da spinaci e uova. Nonostante la curiosità che mi porta ad assaggiare tutto ciò
che trovo nel piatto, sul mio volto si deve notare una certa preoccupazione sulla digeribilità della cucina bosniaca. Goran, al quale non sfugge nulla, mi rassicura. “Tranquillo.La cucina bosniaca è leggera e non particolarmente speziata; i piatti si basano essenzialmente su legumi, frutta e
vegetali come pomodori, zucchine, spinaci e fagiolini. E sul latte, utilizzato in una crema che noi chiamiamo pavlaka”. Mi fido. Si pranza. Si beve voda (acqua) e un vino bianco, fruttato che emana una luce verde-oro: lo Zilavka, prodotto in Erzegovina, nella valle della Neretva. Samira e Zeina portando in tavola anche la pita, un involucro di pasta fine ripieno di vegetali, carni, formaggi e erbe. La propongono nei tre diversi tipi: il burek, con la carne di vitello; la sirnica , con il Trávnićki Sir,formaggio di pecora originario di Travnik, dal gusto deciso e piuttosto salato che richiama un po’ la Feta greca, e la zeljanica , con gli spinaci. Hanno anche preparato i ražnjići , deliziosi spiedini di carne d’agnello, e i classici čevapčići, le polpettine di
carne bovina e di montone tritata, passati alla griglia e serviti con cipolla cruda. Sono le specialità della cucina sarajevese. Ma le zie, che stravedono per il nipote e lo vorrebbero rimpinzare fino al collo, questa volta non esagerano e hanno preparato delle confezioni da asporto, così potremo gustarle per cena o in occasione del pranzo di domani. Per buon peso hanno aggiunto anche delle robuste porzioni di musaka alla turca, il timballo di carne tritata con melanzane (o patate, o zucchine) e cotto al forno. Ai dolci, invece, non si può dir di no. E’ proibito il rifiuto e nessuno di noi si sogna di trasgredire la regola. Alla faccia di carie e diabete, compaiono sul desco razioni impegnative di baklava , pita od jabuka ( praticamente uno strudel di mele), savijača od oraha ( altra strudel ma di noci),le palačinke , piccole e gustose frittelle e pasticcini di pasta lievitata aromatizzati al limone o alla vaniglia. Stop. Ci arrendiamo. Prima io e poi Goran. Alziamo bandiera bianca. C’è
posto solo per il caffè , la bosanska kafa servita alla turca e una lašljivovica di prugne. Siamo stati in loro compagnia per quasi quattro ore. Ci congediamo tra tanti saluti, un passar di mano di pacchetti ( i nostri pasti futuri…) e la promessa che se tornerò da queste parti, sarò ancora loro ospite. La luce del pomeriggio si è fatta più scura quando varchiamo l’uscio e nubi cariche di pioggia s’apprestano a scendere dai fianchi del Trebevic, stendendo un grigio e lattiginoso mantello su Sarajevo. E’ davvero l’ora del commiato. Un abbraccio, una stretta di mano. E, mentre ci stiamo allontanando sull’acciottolato, due mani s’alzano in un saluto. Un gesto semplice che ci accompagna, come i loro sguardi, fino alla svolta dell’isolato. Non ci sono parole adatte per descrivere il senso dell’ospitalità. Penso solo che da noi, a malapena, ci si guarda in faccia anche tra persone che si conoscono da una vita.
Marco Travaglini