redazione il torinese

Babbo Natale in bici con ToBike

Torna, domenica 2 dicembre 2018, “Babbo Natale in Bici”, la manifestazione di raccolta fondi organizzata dall’Associazione Forma Onlus per i bambini dell’Ospedale Regina Margherita. Obiettivo di questa raccolta fondi l’acquisto di un nuovo macchinario per la risonanza magnetica da donare all’Ospedale.

[TO]BIKE, partner dell’iniziativa insieme a Eataly Lingotto, Eataly Lagrange e FIAB Onlus, invita tutti quanti a partecipare alla biciclettata benefica, anche attraverso l’utilizzo delle proprie bici gialle.

Il 2 dicembre, infatti, [TO]BIKE metterà a disposizione le proprie biciclette per chi vorrà sostenere “Babbo Natale in Bici”, la biciclettata che avrà come punto di arrivo il piazzale di fronte all’Ospedale Regina Margherita.

Per chi è già abbonato a [TO]BIKE l’utilizzo del servizio sarà completamente gratuito per tutta la giornata, senza scatti tariffari. L’utente potrà prelevare una bicicletta in una postazione qualsiasi e raggiungere Piazza Polonia insieme agli altri partecipanti senza addebiti sul proprio abbonamento. Per tutti coloro che invece non possiedono un abbonamento al servizio di bike sharing è possibile ricevere gratuitamente un abbonamento giornaliero prenotando la card presso uno dei seguenti punti vendita:

Store [TO]BIKE di via Santa Chiara 26/F

– Eataly Lingotto

– Ufficio Forma presso Ospedale Regina Margherita

In alternativa è possibile richiedere una tessera la mattina stessa dell’evento. Una volta consegnato il modulo firmato si potrà prelevare gratuitamente una bicicletta [TO]BIKE da una delle postazioni più

vicine al punto di partenza della biciclettata.

In Piazza Polonia sarà possibile parcheggiare momentaneamente la bicicletta nell’area di sosta sorvegliata. Alla fine della manifestazione però la bicicletta dovrà essere riconsegnata in una delle postazioni [TO]BIKE della città. Ulteriori informazioni sull’evento e sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito portale www.convenzioni.bicincitta.com e sul sito www.fondazioneforma.it.

 

“Chi ha scelto chi?” Dal libro di Tamara Brazzi

Mercoledì 5 dicembre, alle ore 21, va in scena al Teatro Alfa lo spettacolo “Chi ha scelto chi?”liberamente tratto dall’ultimo libro di Tamara Brazzi “Veronica ed Io” (La Valigia Rossa edizioni),sulla vita della cortigiana del Cinquecento veneziano, Veronica Franco.

La pièce teatrale, diretta da Luca Brunetti, esplora due personaggi, la donna del passato, Veronica, e la donna attuale, contemporanea, Cristina, mettendo in evidenza con una sapiente ironia le analogie e i contrasti di oggi e di allora. Intermezzi musicali scandiranno i tempi di scena grazie alle coreografie di ballo del Centro Robilant e alla straordinaria partecipazione di Francesco Trimani.

“Portare sul palco Veronica Franco è un privilegio e insieme una sfida”, dice l’autrice Tamara Brazzi. “Significa restituirla al mondo e permettere a un più vasto pubblico, fatto anche di giovani, di conoscere un grande personaggio femminile. Una donna che ha saputo affermare la propria autonomia senza rinunciare alla sua femminilità. Sono convinta che può diventare un esempio di coraggio per molti”.

La Franco era una meretrice, una prostituta come diremo oggi. Grazie però alla sua istruzione, al proprio sapere e all’astuzia, riuscì ad affrancarsi dall’essere solo un oggetto di bellezza fisica, guadagnandosi l’ammirazione tanto degli uomini quanto delle donne.

Delle donne del passato si conosce poco o nulla, sono considerate marginali e non degne di essere menzionate nei libri di storia – aggiunge Tamara – Il mio obiettivo è quello di riscattare moralmente la Franco e di risvegliare l’attenzione nei confronti di personaggi femminili che scontano una condanna all’oblio dalla storia ufficiale per il solo fatto di essere donne o per la loro condotta di vita, come nel caso della Franco”.

“Chi ha scelto chi?” va in scena mercoledì 5 dicembre alle ore 21  al Teatro Alfa (via Casalborgone 16/i) . Prezzo del biglietto 7 euro, prevendita a 5 euro presso Tiffany’s Dream (via Accademia Albertina 37). 

I libri più letti e commentati a novembre

Il titolo più discusso e commentato del mese di novembre è senza dubbio L’assassinio del Commendatore 

Eccoci al consueto appuntamento mensile con i lettori del gruppo FB Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri. Il titolo più discusso e commentato del mese di novembre è senza dubbio L’assassinio del Commendatore (Einaudi), ultimo romanzo dello scrittore giapponese Haruki Murakami, autore che non manca mai di dividere il suo pubblico tra fedeli estimatori e detrattori feroci; al secondo post un’altra uscita piuttosto recente: Sara al tramonto(Rizzoli), dell’osannato giallista Maurizio De Giovanni, che può vantare nel gruppo una schiera di fedelissimi ammiratori, terzo posto per la saga familiare Il grande inverno, di Kristina Hannah (Mondadori) “epica storia d’amore e sopravvivenza” che sta guadagnando il consenso dei nostri lettori.

Focus on: Francia

Obiettivo di questo mese puntato sulla produzione della Francia contemporanea, con  I colori dell’incendio di Pierre Lemaitre (Mondadori),  La casa di Cognac di Yolaine Destremau (Barta) e La schiuma dei giorni (Marcos y Marcos) di Boris Vian, tutti titoli oggetto di interessanti riflessioni che vi invitiamo a leggere e commentare. Un recente sondaggio tra i nostri lettori ha cercato di stabilire quale sia il personaggio meno amato (ma non per questo non riuscito dal punti di vista letterario) della narrativa e della letteratura: vince la gara, seppur di stretta misura, Jago, l’antagonista di Otello nato dalla penna di William Shakespeare, seguito, un po’ a sorpresa da Uriah Heep, l’untuoso avversario di David Copperfield nell’omonimo capolavoro di Charles Dickens; terzo posto per un altro antipatico di classe, Don Rodrigo antagonista insopportabile di Renzo ne I promessi sposi di Alessandro Manzoni.

Infine, il nostro consueto suggerimento per i lettori curiosi e desiderosi di mettersi alla prova con titoli meno noti e più impegnativi: il bellissimo noir di Valerio Evangelisti, Noi saremo tutto (Einaudi), che documenta una pagina nera della storia americana, l’ironico e malinconico Triste, solitario y final (Einaudi), di Osvaldo Soriano, ormai ritenuto un classico della narrativa contemporanea e Denti Bianchi (Mondadori), osannato romanzo della scrittrice inglese Zadie Smith, molto attuale nonostante non sia un’uscita recente. Ricordiamo a tutti i nostri lettori che per partecipare alle nostre discussioni basta iscriversi al nostro gruppo su FB, dal quale potranno anche inviare le recensioni in un tweet che vengono pubblicate sul sito.

Ci rileggiamo il mese prossimo!

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Podio di novembre

L’assassinio del Commendatore, di Haruki Murakami –  Sara al tramonto, di Maurizio De Giovanni –   Il grande inverno, di Kristina Hannah

Focus on: Francia

I colori dell’incendio, di Pierre Lemaitre – La casa di Cognac,di Yolaine Destremau – La schiuma dei giorni, di Boris Vian.

Lettori esigenti

Noi saremo tutto, di Valerio Evangelisti –  Triste, solitario y final, di Osvaldo Soriano,  – Denti Bianchi, di Zadie Smith.

Ragazzo si suicida nel fiume. Ha ucciso la cognata 24enne?

Ad Alessandria riprendono  le ricerche del ragazzo di 22 anni, di origini brasiliane, che si sarebbe gettato nel fiume Tanaro, lanciandosi dal ponte Meier. Il giovane, con problemi psicologici, sarebbe il cognato della 24enne trovata morta nella sua casa nel centro storico di Alessandria dal  marito, operaio in un’azienda di materiali elettrici. Proseguono le indagini dei carabinieri  per capire come sia stata uccisa la ragazza, anche lei brasiliana, trovata sotto un tavolo rovesciato.

Giornata mondiale contro l’AIDS. Le priorità

Rosina (Assistenti sociali del Piemonte): “Fare prevenzione primaria indirizzata ai giovani, senza dimenticarsi di adulti e anziani, e tutelare i diritti delle persone malate”

 

1 dicembre, Torino. La Giornata mondiale contro l’AIDS è dedicata ad accrescere la coscienza della epidemia mondiale di AIDS dovuta alla diffusione del virus HIV.  L’Ordine Assistenti sociali del Piemonte vuole in primis porre l’attenzione sui dati perché si abbia consapevolezza del fenomeno, non basandosi così su una percezione spesso ancora svincolata dalla realtà.

 

Gli ultimi dati resi noti dal Notiziario Istisan volume 31 – n. 9 supplemento 1 – 2018 dicono che, nel 2017, sono state riportate, entro il 31 maggio 2018, 3.443 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza italiana è simile all’incidenza media osservata tra le nazioni dell’Unione Europea (5,8 nuovi casi per 100.000). Nel 2017, i casi più numerosi sono attribuibili a trasmissione eterosessuale (46%, specificamente: 25% maschi e 21% femmine), seguiti dai casi relativi rapporti tra uomini (38%); le persone che usano sostanze rappresentano il 3% di tutte le segnalazioni.

 

Le più alte proporzioni di MSM si riscontrano nelle fasce di età 20-24 anni e 25-29 anni (rispettivamente 44,5% e 42,9%). Le più alte proporzioni di eterosessuali maschi si osservano nelle classi di età 60- 69 anni (35,1%) e ≥ 70 anni (46,4%). La classe con la più alta proporzione di eterosessuali femmine è 15-19 anni (37,7%) e 20-24 anni (30,0%). Le 14 diagnosi nella fascia di età 0-14 anni comprendono 12 casi di trasmissione verticale in bambini nati da madre straniera e 2 casi di trasmissione eterosessuale in quattordicenni. Questi ultimi includono un maschio di nazionalità italiana e una femmina di nazionalità straniera (Europa dell’Est).

 

«I numeri – dichiara Rosina (Presidente Ordine Assistenti sociali del Piemonte)evidenziano che le fasce dei giovani sono quelle maggiormente poste al rischio di contagio solo nel caso di femmine eterosessuali (il 21% casi del totale). Ma anche l’attenzione di adulti ed anziani non deve mai scendere, continuando ad investire sulla prevenzione primaria e facendo campagne di sensibilizzazione adeguate al target di riferimento».

 

Rosina pone l’accento sui diritti delle persone malate, affermando: «È innegabile che laddove la persona, cittadino o straniero, abbia maggiore consapevolezza dei propri diritti e degli strumenti che l’ordinamento ha approntato per proteggerli, anche il livello di salute pubblica e, in ultima analisi, di benessere collettivo è migliore. Il datore di lavoro, ad esempio, non può acquisire direttamente informazioni sullo stato di salute. Ed è la Circolare 12 aprile 2013, del Ministero della Salute e del Lavoro “Tutela della salute: sorveglianza sanitaria – Accertamenti preassuntivi e periodici sieropositività HIV – Condizioni esclusione divieto effettuazione” a costituire un valido strumento interpretativo nel definire la portata del divieto generale di effettuazione del test di sieropositività all’HIV in fase pre-assuntiva e durante lo svolgimento del rapporto di lavoro. È indispensabile che gli assistenti sociali, come tutti i professionisti della salute, orientino le persone perché sappiano innanzitutto quali siano i loro diritti e, in secondo luogo, come attivarsi a loro difesa».

 

«È importante – conclude Rosina – che vi sia consapevolezza della necessità di conoscenza: oggi sappiamo che una diagnosi tempestiva e le cure disponibili danno una prognosi migliore che in passato, ma rimangono alti i numeri di persone, anche in Italia, che non sanno di essere infette, non sono consapevoli del rischio che ancora oggi corrono di contrarre il virus e non conoscono le possibilità di accedere ai test».

 

Come evidenzia l’Anlaids (l’Associazione nazionale per la lotta all’Aids), alla luce di un’indagine nazionale nelle scuole, occorre ancora lavorare molto per la diffusione di una cultura della prevenzione e della responsabilità tra i ragazzi: migliorare la loro conoscenza, accompagnarli ad una gestione responsabile di sé stessi e della propria sessualità ed a proteggere se stessi e gli altri.

 

L’Ordine Assistenti sociali del Piemonte si associa a questo monito: investire sulla promozione anche attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e non abbassare la guardia in famiglia, nella scuola, nei luoghi di associazione giovanile.

 

L’ungherese “Bad Poems” fa piazza pulita della solitudine e delle incomprensioni giovanili

Di quell’età problematica che è l’adolescenza la 36ma edizione del TFF ha cercato con vari esempi di confrontarsi, di analizzare, di esplorarla attorno ai moduli della solitudine, dell’incomprensione che invade troppi nuclei familiari, della ribellione

Adolescenza è quella del protagonista di All these small moments, che vede attorno a sé una sbiadita figura paterna e una coppia genitoriale che sta prendendo strade diverse; La disparition des lucioles, opera terza del canadese Sébastien Pilote, ci porta la giovanissima Léo che odia la madre che si è fatta un nuovo compagno, che non lega con gli amici, che patisce il clima anonimo della provincia canadese, che manifesta tutta la sua nostalgia per un padre lontano, che cerca un’amicizia che sa di protezione in un musicista con qualche anno più di lei; struggente il rapporto che lega in Marche ou crève della francese Margaux Bonhomme la giovane Elisa piena di vita e alla ricerca delle prime esperienze – che si riveleranno poco felici – a sua sorella Manon, colpita da una grave disabilità, con un padre che si occupa faticosamente di loro ed una madre che ha abbandonato la casa, dopo l’ennesimo rifiuto di ricoverare la figlia in una struttura che con ogni mezzo si prenda cura di quella figlia. E poi il cinema filippino, il nostro Mastandrea e il ragazzino che nel suo Ride deve affrontare il lutto per la morte del padre, ancora l’adolescente di Paul Dano che in Wildlife (forse tra gli esempi migliori) deve pure lui confrontarsi con lo sgretolamento dell’unione dei genitori e far fronte alle diverse ripercussioni, dentro la propria vita, dentro le emozioni, dentro il futuro che lo aspetta.

Un panorama che non ci lascia sperare troppo bene. Incursioni nell’insicurezza, nell’infelicità, nel vivere quotidiano senza sbocchi. Poi qualcuno con grande intelligenza e piacevolissima ironia decide di scrollarsi tutti quei pesi di dosso, di guardare ad un’epoca con un occhio diverso, che faccia appello a quanto di più candidamente “divertente” ci possa essere in quegli anni cruciali. Lo ha fatto, divertendo il pubblico del TFF, con Bad Poems l’ungherese Gàbor Reisz (già vincitore con For Some Inexplicable Reasons del Premio speciale della Giuria e del Premio del Pubblico nel 2014). Il tutto è avviato durante un soggiorno a Parigi, Tamàs viene travolto dalla decisione di Anna di lasciarlo, improvvisamente, senza una spiegazione. Eccolo allora affidarsi ai ricordi, recuperandoli e travolgendoli in un clima surreale che ci fa accettare ogni cosa, la volontà di comprendere perché tutto questo sia successo attraverso uno sberleffo liberatorio. In quel recupero non è solo, saltano fuori come grilli gli altri Tamàs, quello dei 7, degli 11 e dei 17 anni, il padre e la madre, la zia in cui rifugiarsi nei momenti peggiori, gli approcci con la poesia, l’arte come isola di rifugio, la pallanuoto come affermazione, tutto quanto collegato da un rosso filo di lana che lo riporta sempre ad Anna, a quei campi di lavanda in cui sono stati felici. Nella testa di Tamàs la vita vera si mescola alla vita inventata, sarà vero quel rifugiarsi con una fidanzatina della prima ora nel bagno della scuola magari per essere scoperti dallo sguardo vigile dell’arcigna prof di matematica e informatica?, sarà vero quel primo sesso consumato dentro un enorme copertone? Anche adesso che è diventato un regista pubblicitario e costruisce spot per la carne di pollo, è sicuro che tutto abbia ormai dei contorni chiari o hanno ragione gli altri Tamàs a rinfacciargli una professione poco onorevole? Anna è ormai un mondo lontano, vive con un altro ragazzo, seguendo ancora una volta quel filo rosso perché non farle recapitare dallo stralunato papà uno scatolone pieno di quella lavanda che “a loro” piaceva tanto. Ma i poliziotti in aeroporto si insospettiscono e di quel pacco non resterà nulla, ultimo sberleffo di una vita che ha bisogno di sorrisi. Reisz progredisce la propria storia, autobiografica oltre il dovuto, luogo di confessione decisamente aperto, con una vena poetica invidiabile e con un divertimento in cui somma libertà espressiva e leggerezza, dando anche un’innegabile boccata d’ossigeno allo spettatore. Ne terrà conto la giuria?

Divertimento, ma questa volta non era nelle intenzioni dell’autore, per lo svedese Unthinkable a firma Crazy Pictures, per la sezione “After Hours”, in cui proprio quel cinema che fu la patria di Bergman e Sjöman e Widerberg si mette a fare il verso alla Hollywood di Emmerich (Indipendence Day) o alle diavolerie di Cruise o Bruce Willis, in un crescendo di amenità che, crogiolandosi sul versante catastrofico, coinvolge le prime timide affettuosità di due ragazzi, le timidezze e le ribellioni di lui, un padre nevrotico e al momento buono roccioso eroe, un attacco dal cielo non meglio identificato, tralicci e palle di fuoco che piovono come i chicchi di una tempesta, i buoni e i cattivi, un parlamento che salta in aria e una ministra che prende in mano le redini dei soccorsi, un crash di auto su un ponte da fare invidia a certe pellicole d’oltreoceano, gli ultimi sopravvissuti a respirare l’aria della salvezza mentre i fidanzatini di un tempo sono ancora lì, a suonare il piano nella chiesa che brucicchia, quella manco a dirlo dove pigiavano le prime note qualche anno prima. L’ultimo fotogramma è per Putin, che orgoglioso propaganda la solidità del proprio paese. A noi invece veniva in mente la partita a scacchi tra il Cavaliere e la Morte.

 

Elio Rabbione

 

 

 

Nelle immagini, nell’ordine, scene da “La disparition des lucioles”, “Marche ou crève”, “Bad Poems” e “Unthinkable”

 

Non prendermi per il Chilometro: nasce il Ciau

Non prendermi per il Chilometro è la coraggiosa iniziativa volta a rendere nota la truffa delle auto usate cosiddette “schilometrate” che, a seguito del grande successo mediatico e dell’interesse popolare in merito a questo tema scottante, decide di aprirsi a ventaglio andando incontro direttamente al privato attraverso un nuovo strumento rivolto ai consumatori: nasce il CIAU – Centro Intermediazione Auto Usate che sarà attivo e che verrà inaugurato il 1 Dicembre 2018 ad Orbassano (TO). Il primo centro in Italia che, occupandosi di servizi a tutela dei consumatori, si metterà al centro tra venditore (privato) e l’acquirente (privato), svolgendo così un ruolo di intermediazione ed evitando che le due parti siano esposte al rischio di truffe;  inoltre, all’interno del punto sarà disponibile  uno sportello HUB dell’UNC – Unione Nazionale Consumatori dove ogni cittadino potrà  verificare la propria bolletta (luce, gas, telefonia, utenze varie).  La Community, seguitissima sui canali social ( più di 270.000 persone ), dà vita a questo nuovo progetto imprenditoriale. L’azione di sensibilizzazione portata avanti da Alfredo Bellucci, autore del libro Non prendermi per il chilometro e ideatore della Community omonima ha indotto l’opinione pubblica ad interessarsi a questo fenomeno. Chiamato recentemente in causa anche da trasmissioni televisive: Mi manda Raitre, Le Iene, Striscia la notizia per effettuare controlli su veicoli con chilometraggio sospetto.  L’iniziativa è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale: il libro, Non prendermi per il chilometro edito da Apice libri, è arrivato a più di 5000 copie vendute. Tale pubblicazione è riconosciuta ormai come riferimento per l’analisi del fenomeno e recentemente è stata utilizzata come fonte in uno studio commissionato dal Parlamento Europeo (Enrico Pastori e Raffaele Vergnani, Research for TRAN Committee – Odometer tampering: measures to prevent it, European Union, 2017); abbiamo inoltre collaborato con la polizia stradale e le più importanti associazioni consumatori  UNC, Consumatori.it, AltroConsumo.

Natale in piazza, si accende il grande albero

Sabato 1 dicembre prende il via in piazza San Carlo Torino Natale Magico, il  programma di iniziative natalizie della Città.  Il grande albero luminoso (negli anni precedenti collocato in piazza Castello) e il Calendario dell’Avvento di Emanuele Luzzati oltre  agli spettacoli di magia, One Man Show saranno di scena nel salotto di Torino. In piazza Solferino, oltre alla pista di pattinaggio su ghiaccio è allestito Illusionarium, il museo interattivo dedicato alle più grandi illusioni ottiche del mondo.

Migliaia di stampelle difettose sequestrate: si piegavano e spezzavano

Più di 6.000 attrezzi ortopedici, comprese migliaia di stampelle, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nel corso di una vasta operazione della Procura di Torino. Le stampelle erano in lamierino e si piegavano o spezzavano con facilità. Dopo la scoperta di articoli difettosi in un negozio di largo Giachino le fiamme gialle sono arrivate a Monza, dove sono stati individuati dispositivi medici difettosi e migliaia di giocattoli non in regola. In tutto sono stati sequestrati 23 milioni di articoli provenienti dalla Spagna ma prodotti in Cina.

Assoluti nuoto, argenti per Alessandro Miressi e Alessandro Fusco

Sale a quattro il numero di medaglie individuali conquistate dai nuotatori piemontesi al Campionato Italiano Open in vasca corta, di cui si è conclusa in serata la prima giornata. Nel pomeriggio di gare allo Stadio del Nuoto di Riccione brillano Alessandro Miressi (Fiamme Oro/Centro Nuoto Torino) e Alessandro Fusco (Swimming Club Alessandria), medaglia d’argento nei 100 stile libero e nei 200 rana rispettivamente, e Luisa Trombetti (Fiamme Oro/Rari Nantes Torino), bronzo nei 200 misti; i tre atleti si aggiungono a Matteo Senor (Centro Nuoto Torino), bronzo in mattinata nei 400 stile libero.

Classe ’98, campione europeo e primatista italiano di specialità (in vasca lunga), Alessandro Miressi ha chiuso al secondo posto in 47”25 alle spalle di Lorenzo Zazzeri (Esercito/Florentia Nuoto, 47”06) e davanti a Ivano Vendrame (Esercito/Larus Nuoto, 47”61). Prestazione notevole per il torinese allenato da Antonio Satta; ottima come sempre la sua seconda metà di gara, con cui ha recuperato quattro decimi su Zazzeri – velocissimo al passaggio – senza però riuscire a ricucire completamente il distacco. Un test importante, in ogni caso, in vista dei Mondiali in vasca corta di Hangzhou, cui Alessandro parteciperà dall’11 al 16 dicembre. Da ricordare inoltre il suo argento di oggi con la 4×50 stile libero delle Fiamme Oro, mentre domani Alessandro sarà in gara nei 50 stile libero.

Dal campione europeo dei 100 stile libero al vicecampione europeo Juniores dei 100 rana. In attesa di gareggiare nella distanza che gli ha dato l’argento continentale giovanile, Alessandro Fusco si è messo in luce nella doppia distanza, vincendo l’argento con il personale di 2’07” 42 alle spalle dell’azzurro Nicolò Martinenghi (Fiamme Oro/NC Brebbia, 2’07”00) e davanti all’esperto primatista italiano di specialità in vasca corta Edoardo Giorgetti (Fiamme Oro/CC Aniene, 2’07”71). Il 18enne allievo di Gianluca Sacchi ha migliorato di quasi un secondo il precedente personale di 2’08”33, nuotato esattamente un anno fa proprio a Riccione agli Assoluti Invernali.

Oggi ha condotto una gara regolare e nei secondi 100 metri ha recuperato quasi un secondo nei confronti di Martinenghi, molto veloce al passaggio, regalando alla propria società la prima medaglia in un campionato italiano assoluto. “Siamo soddisfatti per il secondo posto e per la prestazione” commentano Alessandro e il suo tecnico, “adesso l’obiettivo è confermarsi anche in vasca lunga”. Nella stessa gara da sottolineare anche il quarto posto di Stefano Saladini (Centro Nuoto Torino), con il personale di 2’08”73 migliore di quasi un secondo rispetto al tempo nuotato nella scorsa primavera nella finale nazionale della Coppa Brema.

200 metri e medaglia anche per Luisa Trombetti (Fiamme Oro/Rari Nantes Torino), terza nei 200 misti in 2’10”25. La torinese, classe 1993, azzurra alle Olimpiadi di Rio e plurititolata in campo nazionale assoluto, ha concluso la prova dietro Anna Pirovano (Rane Rosse, 2’08”97) e Sara Franceschi (Fiamme Gialle/Nuoto Livorno, 2’09”19), raccogliendo una nuova medaglia tricolore. Nella stessa gara si è piazzata nona – ottava delle italiane – Anita Gastaldi (CSR Granda), capace di abbassare il personale di tre secondi e mezzo circa e portarlo a 2’14”82.

Da segnalare, inoltre, il buon settimo posto di Emanuel Fava (Centro Nuoto Torino) nei 100 misti, in 54”78, e il nono di Matteo Senor (Centro Nuoto Torino) nei 100 stile libero in 48”74, dopo il bronzo di stamattina nei 400 stile libero (di seguito il comunicato della mattinata). Decima piazza, infine, per il Centro Nuoto Torino nella 4×50 mista femminile (Francesca Fresia, Roberta Calò, Maria Chiara Girardi, Rebecca Frontera), in 1’53”96.