redazione il torinese

Primo Levi e il piemontese

Amo questo dialetto… è il mio, quello della mia infanzia, che mio padre usava con mia madre e mia madre con i bottegai“. Così scriveva Primo Levi su “La Stampa” il 13 luglio 1986, nove mesi prima della sua morte. Il legame indissolubile tra l’autore di “Se questo è un uomo” con il piemontese verrà discusso a Torino mercoledì 19 dicembre, alle ore 18.30, presso la Fondazione Enrico Eandi in via Vela. L’occasione sarà data dalla presentazione del saggio di Bruno VillataPrimo Levi e il piemontese. La lingua de La chiave a stellaIl volume propone una disamina attenta sull’uso della lingua italo-piemontese incentrato sui dialoghi che Libertino Faussone, il protagonista del famoso romanzo di Primo Levi, adopera nel narrare le sue avventure. Dal lavoro di Villata emergono i contorni di una vera e propria lingua di passaggio, conseguenza dell’evoluzione industriale piemontese degli anni ’70; e, non meno evidente, emerge il legame indissolubile tra Primo Levi e il suo Piemonte. Interverranno nell’occasione Lidia Brero Eandi, Presidente della Fondazione Enrico Eandi; Marco Gobetti, attore, scrittore e fondatore della Compagnia Marco Gobetti; Alberto Riccadonna, giornalista e Direttore della rivista Torino Storia.

M.Tr

Anno Domini Gospel Choir, melodie di Natale

Il concerto, donato dal giornalista Maurizio Scandurra, raccoglierà fondi per il restauro completo delle campane della Chiesa dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte

Trino ambisce a trasformarsi in un polo di eventi di primo piano a livello artistico e culturale, in grado di richiamare gente anche extra moenia. Dopo l’ottima partenza con il gremito concerto di fine estate di Jerry Calà, la Città prosegue il cammino felicemente intrapreso con uno show capace di coniugare musica di qualità di caratura internazionale con il messaggio religioso e sociale insieme di unità insito nel Natale“.

Esordisce così Daniele Pane, Sindaco della località che ospita Venerdì 14 Dicembre alle ore 21.00 l’atteso concerto degli ‘Anno Domini Gospel Choir’, la prima, più antica e rinomata formazione gospel italiana atta a celebrare il venticinquennale dalla propria fondazione. Guidato e diretto da sempre dal Maestro Aurelio Pitino – un passato di prestigio nella musica dance come leader de ‘I Legend’, gruppo da alta classifica a livello internazionale negli anni ’80, un presente come vocal coach e vocalist fra i più apprezzati anche dai grandi artisti della scena pop italiana -, il coro propone un riuscito mix di brani contemporanei e storici, in grado di emozionare al primo ascolto, in un delicato e coinvolgente intreccio di musica e parole. Motivo per cui, negli anni, gli ‘Anno Domini Gospel Choir’ si sono ritagliati uno spazio di primo piano anche nel mondo discografico italiano, collaborando sia su disco che in live con artisti di fama quali, tra i tanti, Antonella Ruggiero, Rossana Casale, Gerardina Trovato, Bungaro (cantautore e autore di primo piano per artisti come Gianni Morandi, Fiorella Mannoia, Ornella Vanoni e Pacifico, con cui ha partecipato fra i Big all’ultimo Festival di Sanremo 2018), Linda, l’astigiano Danilo Amerio e Raphael Gualazzi, con cui si sono classificati secondi fra i Campioni al Sanremo di Fabio Fazio, nel 2014. L’ingresso è libero. Il concerto, patrocinato dal Comune di Trino, avrà luogo presso la Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo in Via G.A. Irico 3, nel cuore del centro storico del paese. Presenta il concerto Maurizio Scandurra, stimato giornalista radiotelevisivo, scrittore, imprenditore, critico musicale e benefattore, che ha scelto di donare l’evento al Comune di Trino in segno di unità d’intenti alla nobile causa e in memoria dell’indimenticato Avvocato Bruno Poy (Sindaco storico del confinante Palazzolo Vercellese), nonché quale attestato di stima concreta e viva alla nuova Giunta Comunale di recente insediamento.

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Fine del concerto è raccogliere fondi e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle urgenti necessità di ripristino del tetto della Chiesa di Ognissanti, sede dell’Arciconfraternita dell’Orazione e Morte, insieme all’esigenza di impellente restauro dell’incastellatura, elettrificazione, pulitura e messa in sicurezza delle campane, attualmente mute e impossibilitate al suono per motivi di sicurezza statica“, spiega l’On. Roberto Rosso, Vice Sindaco di Trino e Confratello emerito, da sempre attento e sensibile alle urgenze culturali del territorio trinese. Gli fa eco Roberto Gualino, Vice Priore della Confraternita e Presidente del Consiglio Comunale: “Durante la serata, presenteremo entusiasticamente alla popolazione tutta il progetto di recupero delle campane, che è nostra intenzione unanimemente condivisa affidare nella sapienti mani della più famosa e antica azienda al mondo nel settore dei sacri bronzi, la molisana ‘Pontificia Fonderia Marinelli’ attiva ben dall’Anno 1000, i cui esperti e rinomati tecnici il 21 settembre scorso hanno effettuato un accurato sopralluogo proprio sul campanile della Chiesa, prima di stilare l’ottimo progetto e i relativi interventi a esso correlati“. Conclude soddisfatta infine la giovane e valente Giulia Rotondo, Assessore alle Manifestazioni: “Per la prima volta a Trino un concerto Gospel coi fiocchi. Venerdì sera a Trino questo grande evento ci permetterà sia di entrare nel vivo del clima natalizio trasmettendoci un forte messaggio religioso tramite ospiti di rinomata fama, che di contribuire tutti assieme alla raccolta fondi per le nuove Campane della Confraternita dell’Orazione e Morte. Credo sia importante in questi tempi soprattutto, riportare alla luce valori morali che stanno pian piano svanendo attraverso momenti di condivisione e bontà come questo. Ringrazio di cuore il giornalista Maurizio Scandurra per il grande lavoro svolto riguardo alla realizzazione di questo concerto che, non ho dubbi, avrà sicuramente un grandissimo successo e che anticipo sarà solamente il primo di una lunga serie di manifestazioni che si svolgeranno nella nostra Città anche per tutto il 2019“.

 

Il vento spazza lo smog, euro 4 in pista

Le auto Euro 4 diesel tornano a circolare da martedì grazie al vento di questi giorni che ha migliorato le condizioni dell’aria, rientrate  sotto la soglia d’attenzione. E’ stato così sospeso il blocco delle auto: stop solo ai diesel fino ad Euro 3 e alle automobili di classe emissiva Euro 0 alimentate a benzina, gpl e metano. Blocco per l’intera giornata per auto e ciclomotori Euro 0 e nella fascia dalle 8 alle 19 per i veicoli diesel euro 1, 2 e 3.

Verso il ri-apprendimento motorio nelle neurolesioni

Tutti sappiamo che ingegneria e medicina stanno evolvendo verso scienze ibride che producono organi artificiali, robot che eseguono chirurgia e riabilitazione, sistemi dotati di intelligenza artificiale in grado di imparare. Ri-imparare, usando funzioni vicarianti del cervello (o di una macchina?) e sfruttandone la plasticita’,   e’ fondamentale per chi ha subito un ictus o una lesione spinale.   Collegare le capacita’ di apprendimento di una macchina a quelle di un essere umano, sviluppare strategie ibride e interfacce uomo-macchina o cervello-macchina per recuperare funzionalita’ perdute e’ la nuova frontiera della ingegneria della riabilitazione.Di questa frontiera parlera’, al Politecnico (Via Pier Carlo Boggio 59, aula 7N, dalle 11.30 alle 12.30 di giovedi 13 dicembre), il fisico torinese prof. Mussa-Ivaldi che insegna fisiologia e bioingegneria della riabilitazione al Rehabilitation Institute di Chicago. La lezione e’ organizzata dal Lab. di Ingegneria del Sistema Neuromuscolare (LISiN) del Politecnico di Torino e specificamente orientata agli operatori della riabilitazione e ai bioingegneri. La partecipazione e’ libera e gratuita.

 

Delitto Rosboch: chiesta conferma della condanna di Gabriele

Sabrina Noce, sostituto procuratore generale di Torino, ha richiesto alla Corte d’assise d’appello di confermare la condanna del giovane  Gabriele Defilippi e del suo amico Roberto Obert. Il tribunale di Ivrea li aveva condannati  rispettivamente a 30 e 19 anni di carcere per l’assassinio della professoressa di Castellamonte  Gloria Rosboch, il cui  corpo senza vita  venne trovato nella cisterna di una discarica abbandonata. Defilippi, suo ex alunno di francese l’aveva truffata fingendo di essere innamorato di lei, e si era fatto consegnare 187mila euro senza mai restituirli.

Speranze di tregua nello Yemen senza pace

FOCUS INTERNAZIONALE  di Filippo Re

Spiragli di dialogo nello Yemen martoriato da quasi quattro anni di guerra civile che vede opposte la leadership sunnita dell’ex presidente Mansour Hadi, sostenuta da Riad, e i ribelli sciiti vicini all’Iran

La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha autorizzato l’evacuazione con un aereo delle Nazioni Unite di una cinquantina di ribelli sciiti dalla capitale yemenita Sana con destinazione l’Oman affinchè vengano curati. La richiesta era stata avanzata dall’inviato speciale Onu per lo Yemen, Martin Griffiths, come gesto di apertura da parte della coalizione per far partire i nuovi colloqui di pace in Svezia dopo il fallimento dei negoziati di Ginevra. A settembre infatti la delegazione degli insorti aveva disertato le trattative nella città elvetica sostenendo che l’Onu non poteva garantire ai suoi membri un ritorno sicuro in Yemen. Ora sia i ribelli che i membri del governo riconosciuto dall’Onu sono seduti attorno a uno stesso tavolo. Portare le parti in causa nello stesso palazzo è già un successo. Ma mentre la diplomazia si rimette in movimento il dramma yemenita continua a mietere vittime. Sono soprattutto i bambini a pagare il prezzo più alto del conflitto, bambini che muoiono a migliaia per la guerra, la mancanza di cibo, di farmaci, di acqua potabile e per il dilagare di malattie. Le cifre sono impressionanti: secondo “Save the Children” già 80.000 bambini al di sotto dei cinque anni sono deceduti dall’inizio del conflitto.

Perchè si continua a morire nello Yemen? Da una parte è una guerra per il potere in un’area strategicamente rilevante e dall’altra è un conflitto religioso provocato dall’odio arcaico tra sunniti e sciiti sullo sfondo della lotta per la supremazia islamica nell’area del Golfo Persico tra sauditi e iraniani. Lo Yemen si trova in una posizione strategica, controlla lo stretto di Bab el Mandeb che collega il Mar Rosso con il Golfo di Aden e il Corno d’Africa, uno specchio d’acqua dove transita molto petrolio. Sauditi e iraniani si confrontano nello Yemen per mantenere l’influenza nella regione del Golfo. Il conflitto ha anche dei risvolti economici: la lotta degli Houti minaccia da vicino lo Stretto di Bab-el-Mandeb fra Gibuti e lo Yemen, all’entrata del Mar Rosso. Attraverso di esso passano ogni giorno circa 3-4 milioni di barili di greggio e l’eventuale chiusura dello Stretto potrebbe compromettere il commercio petrolifero della penisola arabica. Dai porti yemeniti si controlla infatti il passaggio di gran parte del petrolio esportato dal regno saudita. Ecco perchè è così importante controllare questa via d’acqua. Tutto inizia nel marzo 2015 con l’operazione militare “Tempesta di fermezza” per contrastare l’offensiva dei ribelli sciiti yemeniti armati dall’Iran contro il governo filosaudita e frenare l’influenza iraniana in Medio Oriente oltre a garantire il passaggio delle petroliere nel Mar Rosso. L’intervento, voluto fortemente da Mohammad bin Salman quando era Ministro della Difesa, si internazionalizza con la discesa in campo di Riad nella guerra civile contro le milizie sciite Houthi. I sauditi si pongono alla guida di una coalizione multinazionale insieme agli Emirati Arabi Uniti. Stati Uniti e Francia forniscono sostegno logistico e vendono armi al regno. Gli americani intervengono anche con raid aerei e forze speciali sul terreno per colpire soprattutto i miliziani di Al Qaeda e dell’Isis. Riad vuole a tutti i costi impedire ai ribelli di estendere il proprio controllo dalla montagne del nord a tutto il Paese. Da settimane si combatte aspramente attorno al porto di Hudayda in mano agli Houthi e assediato dalle forze governative appoggiate da sauditi ed emiratini.

Per l’Arabia Saudita la riconquista del porto strategico sul Mar Rosso consentirebbe di bloccare i rifornimenti esterni agli Houthi sostenuti dall’Iran e dal Qatar. Nello scalo marittimo arriva la maggior parte degli aiuti umanitari per gli yemeniti. I sauditi non possono permettere ai rivoltosi, per di più sciiti e filo-iraniani, di occupare lo Yemen, considerato da Riad come il proprio cortile di casa e diventato un campo di battaglia dal quale gli insorti lanciano missili in territorio saudita avvicinandosi anche alla capitale. L’intervento militare saudita in Yemen è stato un fallimento e gli attacchi degli Houthi non sono stati per nulla neutralizzati. Anzi, lo Yemen è diventato un pantano in cui si combattono sauditi e milizie sciite filo-iraniane mentre Al Qaeda e l’Isis hanno guadagnato terreno approfittando della guerra che ha causato, secondo l’Onu, la peggiore crisi umanitaria al mondo. Il numero delle vittime è incerto e sarebbe molto più alto delle stime ufficiali che contano oltre 12.000 morti in battaglia. Altri organismi presenti sul territorio sostengono invece che il conflitto tra le forze governative sostenute dai sauditi e i ribelli filo-iraniani avrebbe provocato da marzo 2015 a oggi oltre 50.000 vittime solo tra i combattenti e decine di migliaia di feriti. Il conflitto ha inoltre lasciato 20 milioni di persone senza aiuti umanitari. Nuovi armamenti e nuovi missili sono stati venduti ai sauditi alla fine di novembre da Trump che ha investito altri 15 miliardi di dollari nel riarmo della monarchia del Golfo, sua stretta alleata. Per sorvegliare le aree a sud del regno raggiungibili dai missili degli sciiti yemeniti forniti loro da Teheran arriverà un nuovo sistema di difesa anti-missilistica. L’amministrazione americana ha firmato un nuovo contratto per la fornitura del sistema difensivo Thaad richiesto da Riad per rafforzare la sicurezza dell’Arabia Saudita e della regione del Golfo davanti alle minacce crescenti del regime iraniano. L’annuncio è giunto contemporaneamente al voto del Senato statunitense che intende togliere il sostegno americano alla coalizione araba a guida saudita, forse per punire la Casa Reale per l’assassinio di Jamal Khashoggi e lo stesso principe ereditario Mohammad bin Salman, ritenuto il mandante dell’omicidio del giornalista saudita. Khashoggi sarebbe stato eliminato proprio perchè voleva denunciare i vertici sauditi per l’impiego di bombe chimiche nella sanguinosa guerra civile yemenita progettata dallo stesso Bin Salman. Si tratta di una nuova fornitura di armamenti dopo quella, assai imponente, di maggio 2017 quando il presidente americano Donald Trump e re Salman siglarono un accordo in base al quale Riad comprerà armi e sistemi di difesa dagli Usa per 110 miliardi di dollari con l’obiettivo di arrivare alla cifra record di 350 miliardi di dollari in dieci anni.

DAL SETTIMANALE LA VOCE E IL TEMPO

 

“Fallo per me”, le mongolfiere di Antonella Staltari

«È l’unico viaggio al termine della notte – racconta Bruno Quaranta nella sua presentazione – Dove vedere la luce se non all’origine del mondo? Navigando sulla mongolfiera che dondola accanto a noi, in ciascuno di noi…”

L’Associazione Artistica Culturale Il Punto di via San Domenico 32  presenta a Torino la mostra “Fallo per me”, con protagoniste le mongolfiere di Antonella Staltari. Alla inaugurazione, prevista per martedì 11 dicembre alle ore 18, interverranno Bruno Quaranta e Gianfranco Schialvino.«È l’unico viaggio al termine della notte – racconta Bruno Quaranta nella sua presentazione – Dove vedere la luce se non all’origine del mondo? Navigando sulla mongolfiera che dondola accanto a noi, in ciascuno di noi, aspettando di sciogliere gli ormeggi, di liberare la possanza, di stupire la fanciulla in fiore onorandola, quindi deflorandola? Ah, l’amour… Fino all’ultimo respiro. Soffiando e soffiando ancora, così sospingendo la creatura in ciel, nei paradisiaci campi, che siano via del Campo o un tappeto di grano, dove supini stare dopo aver delibato il calice, sorseggiato l’unguento, arato la zolla…». Le mongolfiere di Antonella Staltari, realizzate con carte fiorentine, giapponesi o semplicemente povere e di recupero, vanno a formare un viaggio costantemente mutevole nelle passioni dell’artista e di chi le guarda. Ognuna delle mongolfiere infatti è ispirata a letture o personaggi, che sono stati o sono influenti per l’artista (da Coleridge al Moby Dick di Melville, dal Jazz al cinema muto della slapstick comedy, di Buster  Keaton e di Charlie Chaplin fino alla magia sapiente della poesia cinese). 

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ORARIO

dal Lunedì al Sabato – dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18

Fino al 24 Dicembre 2018

Facebook: IncartAntos. Le opere di Antonella Staltari

Muffa nei budini della mensa scolastica

DALLA LOMBARDIA

Muffa nei budini al cioccolato serviti alla  mensa di  una scuola primaria della periferia nord di Milano.  La società che si occupa della ristorazione scolastica  spiega che non ha ancora ricevuto segnalazioni  sulla partita di budini avariati ma che provvederà a segnalare l’episodio al produttore del budino che viene consegnato nelle mense già confezionato.

Violentava le fidanzatine del figlio 14enne. Chiesti 23 anni di carcere

Un 44enne, addetto alla sicurezza in una discoteca, obbligava il figlio 14enne a legare e bendare le fidanzatine, per  sostituirsi a lui e violentarle. L’uomo è imputato a Torino con l’accusa di violenza sessuale e detenzione di materiale pedopornografico. Il pm Barbara Badellino ha chiesto la condanna a 23 anni di carcere. I fatti sarebbero avvenuti a casa dell’imputato nel 2008 e 2009. Sono undici le vittime delle violenze, quasi tutte ragazzine minorenni e anche amiche della figlia e ragazze che lui  adescava sui social. L’uomo è inoltre  accusato di maltrattamenti sulla figlia di 15 anni.