redazione il torinese

Gariglio: "Il blocco Tav costa 75 milioni al mese"

Il deputato del Pd Davide Gariglio annuncia di avere “consegnato alla Corte dei Conti Ue la lettera di Telt, la società italofrancese incaricata della realizzazione della Tav, in cui sono quantificati in oltre 75 milioni di euro al mese i danni provocati dal blocco dei lavori e delle gare di appalto”. Il parlamentare dem dice che tale documento non era  ancora stato inviato all’organismo di controllo comunitario, il quale  “potrà quindi appurare ufficialmente che l’immobilismo del governo italiano sta creando spese oltre a quelle già stanziate e programmate che ricadranno purtroppo molto probabilmente sui cittadini italiani”. 

Nel quartier generale dei re di Gerusalemme

Lasciati i templari di Athlit raggiungiamo le mura che circondano la leggendaria San Giovanni d’Acri, affacciata sul Mediterraneo, a nord di Haifa, la città dominata dal monte Carmelo che si vede bene anche da Akko, come gli israeliani chiamano Acri, che dopo la caduta di Gerusalemme in mano araba, divenne la capitale del Regno latino crociato, e tale restò per un secolo esatto, dal 1191 al 1291. Accanto alla città moderna rivive la cittadella crociata, Acri cristiana, interamente sotterranea, risultato di uno straordinario lavoro di recupero durato diversi anni e completato di recente. Scavo dopo scavo gli archeologi israeliani hanno fatto riemergere la città dei Crociati nascosta sotto quella settecentesca fatta costruire del pascià ottomano al-Jazzar, oggi totalmente restaurata e aperta al pubblico. Era il quartier generale dei Re di Gerusalemme, di Guido di Lusignano, di Riccardo Cuor di Leone, di Filippo Augusto, re di Francia, del marchese Corrado del Monferrato e dello stesso Saladino che passavano da ampie sale coperte da volte a crociera sostenute da possenti colonne a gallerie e passaggi sotterranei, da cripte e prigioni a torri e tunnel che collegavano la cittadella al porto. Un intervento eccezionale grazie al quale possiamo farci un’idea di come vivevano i crociati a quel tempo tra queste mura, come si  difendevano dagli assalti dal mare e dalla terraferma e come riuscivano a mettersi in salvo, in caso di necessità, attraverso il “tunnel del templari”, un passaggio segreto (si può percorrere facilmente) che conduceva rapidamente i Cavalieri dall’interno della città alle galee ormeggiate nel grande porto. È scomparso anche il Palazzo dei Templari, sommerso dall’acqua da cui affiorano però misteriosi resti. É questo il fascino di Acri crociata, riemersa sotto la parte antica dell’attuale Akko, altrettanto bella, affascinante, tutta da scoprire all’interno delle sue mura, tra chiese e palazzi medioevali costruiti dagli ordini militari e cavallereschi, suq arabi e moschee, sinagoghe e bagni turchi e venditori di succhi di pompelmo, quasi ad ogni angolo. Ad Acri erano presenti le repubbliche marinare di Genova, Venezia e Pisa che avevano i loro quartieri che ancora oggi si possono ritrovare insieme ai nomi delle città scritti su vecchie targhette appese sui muri di vie e piazze. L’imponente cinta muraria racconta la storia di memorabili assedi e sanguinosi combattimenti. Quando Acri era musulmana sembrava imprendibile, poi giunsero folle di crociati da tutto il mondo cristiano guidati da sovrani, re e principi, per riconquistare la città. Ci riuscirono quando le mura cominciarono a crollare sotto i proiettili lanciati dalle catapulte di Riccardo d’Inghilterra. Il 12 luglio 1191 i musulmani di Saladino abbandonarono Acri che rimase l’ultima roccaforte cristiana in Terrasanta per altri cent’anni. Poi, nel maggio del 1291 le truppe del sultano mamelucco al-Ashraf conquistarono la ricca città ponendo fine, dopo quasi due secoli, alla presenza dei crociati nel Vicino Oriente. A nord-est di Akko, a una trentina di chilometri dalla costa, vicino al confine con il Libano, su uno sperone montuoso, spuntano le rovine della fortezza crociata di Montfort. Siamo a casa dei Teutonici, i cavalieri dal mantello bianco, ma per arrivarci bisogna percorrere a piedi uno stretto sentiero, impervio ma comunque praticabile, per oltre mezz’ora. Il castello appartenne all’Ordine dei cavalieri teutonici che da qui controllavano un vasto territorio compreso tra il mare e l’entroterra e riforniva Acri di generi alimentari. Anche per i Teutonici l’arrivo delle macchine d’assedio dei Mamelucchi del sultano Baibars fu fatale e nel 1271 l’Ordine germanico fu costretto a lasciare la fortezza, chiamata anche Starkenberg, dopo un assedio durato due settimane. Da quel momento Montfort cadde in rovina e fu danneggiato da diversi terremoti. Ci avviciniamo a Tiberiade ma prima di arrivarci, a nord-ovest del lago omonimo e non lontano dalla città santa ebraica del Talmud e della Cabala, emerge maestosa, in mezzo alla pineta, la splendida fortezza di Safed, eretta dai Templari, che proteggevano i pellegrini in marcia verso i luoghi santi cristiani. Dotato di mura difensive circondate da ampi fossati la roccaforte poteva contare su torri molti alte, anche fino a 50 metri di altezza, e poteva ospitare oltre 2000 uomini tra templari e truppe orientali alleate. Era ritenuto uno dei castelli più belli dell’Oriente crociato. Fu occupato dai mamelucchi nel 1266. I templari finirono in catene e molti di loro furono uccisi e decapitati.

Filippo Re

 

Mai avuta la patente, cambia di posto per non farsi vedere alla guida

La pattuglia dei militari della locale Stazione sta perlustrando il centro cittadino nell’ambito dei servizi di prevenzione dei reati predatori disposti dal Comando Provinciale di Asti quando, nella centrale piazza Martiri di Alessandria di Mombaruzzo, nota un furgone sospetto, parcheggiato in uno spazio riservato ai disabili ma, prima di poter procedere al controllo e alla contestazione della contravvenzione al Codice della Strada, sul veicolo salgono un uomo, che si pone alla guida, e una donna al lato passeggero, avviandosi verso l’uscita del paese. I Carabinieri seguono il mezzo e utilizzano i lampeggianti per indurre il conducente del mezzo ad arrestare la marcia. Dopo alcune centinaia di metri il furgone si ferma e i due soggetti a bordo repentinamente si scambiano il posto, così da far apparire la donna alla guida. La manovra però non è passata inosservata e i militari operanti, dopo aver accertato che B.G. 42enne pregiudicato (per furto e lesioni personali) di nazionalità rumena, residente ad Alessandria, era privo di patente di guida perché mai conseguita e già nel 2017 era stato deferito per lo stesso motivo, procedevano alla denuncia nei suoi confronti. Gli accertamenti sul veicolo permettevano di appurare che la proprietaria era la donna, M.D. 34enne pregiudicata ucraina, ma la carta di circolazione riportava le false generalità bulgare riportate nella carta d’identità contraffatta, esibita dalla donna ai Carabinieri di Alessandria nel novembre 2018, motivo per il quale nella circostanza era stata arrestata. Veniva quindi denuciata alla Procura della Repubblica di Alessandria anche la proprietaria del mezzo per il reato di falsità ideologica in atti pubblici e il documento posto sotto sequestro.  

Massimo Iaretti  

 

 

La truffa della polizza online

E’ proprio il caso di dirlo: internet è sicuramente una fonte infinita di informazioni ma anche un pozzo senza fondo di truffe. Una 40enne napoletana è finita nei guai con la giustizia in quanto denunciata a piede libero dai carabinieri della stazione di Gattinara alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Vercelli con l’accusa per il reato di truffa. La vicenda ha avuto inizio nel giugno dello scorso anno quando un 67enne valsesiano alla ricerca di una polizza di assicurazione attraverso internet era venuto in contatto con una società assicurativa nuova e con la 40enne si instauravano subito contatti cordiali e professionali. L’uomo effettuava un bonifico di 250 euro ed era convinto di essere coperto dalla polizza. Ma, successivamente, la polizia locale di Carpignano Sesia, in Provincia di Novara, rilevava dalla lettura della targa, che era privo di copertura assicurativa. L’uomo, caduto dalle nuvole, credendo che fosse un errore, ha cercato di mettersi in contatto con ‘l’assicuratrice’ ma tutto è stato inutile, le utenze telefoniche rimanevano mute. Pertanto al 67enne non è rimasto altro che denunciare il fatto ai carabinieri.

Massimo Iaretti

La sindaca: “I violenti codardi senza valori”

La sindaca Chiara Appendino in Consiglio comunale dice che “chi è stato violento durante le manifestazioni di sabato non è portatore di alcuna dimensione valoriale e ha  sporcato l’antifascismo, ha sporcato l’antirazzismo, la causa No Tav. Ha sporcato molti altri nobili status di cui codardamente tenta di appropriarsi. Chi commette questo genere di violenze, è un criminale”. A proposito degli incidenti verificatisi al corteo contro lo sgombero dell’Asilo di borgo Aurora la prima cittadina aggiunge che nel suo tweet, che ha scatenato la reazione degli anarchici, tanto da farle assegnare una scorta “non c’erano né ruspe né toni salviniani ma un sindaco che aveva il dovere di informare su quello che stava accadendo e che diceva da che parte sta. L’intervento che è stato fatto  non riguarda dei ragazzacci ma persone accusate di associazione sovversiva”.
   

La sindaca: "I violenti codardi senza valori"

La sindaca Chiara Appendino in Consiglio comunale dice che “chi è stato violento durante le manifestazioni di sabato non è portatore di alcuna dimensione valoriale e ha  sporcato l’antifascismo, ha sporcato l’antirazzismo, la causa No Tav. Ha sporcato molti altri nobili status di cui codardamente tenta di appropriarsi. Chi commette questo genere di violenze, è un criminale”. A proposito degli incidenti verificatisi al corteo contro lo sgombero dell’Asilo di borgo Aurora la prima cittadina aggiunge che nel suo tweet, che ha scatenato la reazione degli anarchici, tanto da farle assegnare una scorta “non c’erano né ruspe né toni salviniani ma un sindaco che aveva il dovere di informare su quello che stava accadendo e che diceva da che parte sta. L’intervento che è stato fatto  non riguarda dei ragazzacci ma persone accusate di associazione sovversiva”.
   

I giovani talenti di Fondazione Crt

Una cinquantina tra ricercatori, startupper, giovani talenti, rappresentanti di parchi scientifico-tecnologici ed eco-industriali, imprese innovative, esponenti del mondo universitario e formativo, saranno presenti mercoledì 13 febbraioalle ore 10.30, in Fondazione CRT, via XX Settembre 31 a Torino. Parteciperanno al focus group sulla ricerca, l’innovazione e la formazione nell’ambito degli “Stati Generali” della Fondazione CRT: la grande operazione sistemica, basata sull’ascolto, per ridefinire mission, vision e strategie della Fondazione per il prossimo decennio e rilanciarne il ruolo di “motore” della crescita e dello sviluppo del territorio anche in una dimensione internazionale. “Circa mezzo miliardo di euro in 25 anni è stato investito dalla Fondazione CRT per promuovere la ricerca, l’innovazione e la formazione del capitale umano, asset fondamentali per costruire il futuro su basi solide – afferma il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia –. Siamo stati pionieri nel creare una comunità di 5.500 talenti, offrendo loro borse di studio ed esperienze all’estero capaci di sviluppare competenze e capacità anche imprenditoriali. Abbiamo sostenuto oltre700 giovani ricercatori e dato l’opportunità a 880.000 studenti di integrare il programma didattico con contenuti sempre più innovativi e di respiro internazionale con il progetto Diderot. È a partire da questi importanti risultati che vogliamo continuare ad accompagnare al meglio il processo di trasformazione tecnologica, sociale e culturale del territorio”. I successivi focus group in Fondazione CRT (tutti dalle ore 10.30) si terranno giovedì 21 febbraio sull’educazione alla cittadinanza; venerdì 1 marzo sulla produzione artistica e culturale, l’heritage e la valorizzazione del territorio.

Il Venezuela torna a farsi sentire a Torino

Le associazioni venezuelane in Piemonte annunciano una nuova concentrazione a Torino. Il sit-in si svolgerà il 12 febbraio dalle 18 alle 20 in Piazza Castello, in occasione della “Giornata della Gioventù Venezuelana”. Un’ulteriore occasione per ribadire la legittimità del Presidente ad Interim del Venezuela Juan Guaidó. Un giorno molto importante per i venezuelani poichè, sempre il 12 in mattinata, si deciderà in Consiglio dei Ministri, se l’Italia intende appoggiare la legittimazione di Guaidò, o se la posizione resterà neutrale. Il giorno prima, lunedì 11 febbraio si terrà nel Viminale la riunione tra la delegazione venezuelana del presidente ad interim e il vicepremier Matteo Salvini. Le associazioni italo-venezuelane del Piemonte hanno inviato una lettera indirizzata al Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, alla Sindaca di Torino Chiara Appendino, al Presidente del Consiglio Regionale Nino Boeti, e al Presidente del consiglio comunale Francesco Sicari, chiedendo di pronunciarsi in favore di Juan Guaidó.

Familia Futura, Venezuela in Piemonte, APEVEREIT, AiresVen, ITAVEN