redazione il torinese

C'è voluta la polizia per placare la guerra tra taxi e Uber

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Al termine di uno spettacolo del comico Claudio Bisio i tassisti hanno impedito agli spettatori che uscivano dal teatro di usufruire del servizio di trasporto privato

 

Un plotone di trenta tassisti inferociti  fuori dal Teatro Colosseo di Torino, ha accerchiato gli autisti del servizio di trasporto alternativo Uber al termine di uno spettacolo del comico Claudio Bisio. I tassisti hanno impedito agli spettatori che uscivano dal teatro di usufruire di Uber.  Polizia e dei vigili urbani sono intervenuti sul posto e hanno aperto un’indagine per risalire al colpevole dei danni denunciati da uno degli autisti di Uber. Alcuni dei manifestanti hanno poi offerto ai clienti passaggi di taxi gratis fino a casa. si sono offerti poi di portare i passeggeri gratuitamente a casa.

Come riscoprire le Alpi occidentali

alpi occidentali L’autore è Antonio De Rossi direttore dell’Istituto di architettura Montana del Politecnico di Torino

 

È in libreria da poche settimane un libro che riscrive la storia delle Alpi occidentali. Non solo le montagne del Piemonte e della Valle d’Aosta, ma anche quelle della Savoia e del Delfinato, dell’Oberland bernese e dell’Engadina. Un libro che ricostruisce, nell’arco di tempo compreso tra la fine del ‘700 e la Belle Époque, la scoperta e la conoscenza scientifica delle Alpi, l’avvio del turismo, l’infrastrutturazione delle montagne, la diffusione di alberghi e ferrovie panoramiche, fino alla cesura determinata dalla Grande Guerra.

 

Perché questo libro, “La costruzione delle Alpi. Metamorfosi e immaginari del Pittoresco alpino. 1773 – 1914”, scritto da Antonio De Rossi per i tipi di Donzelli editore, dovrebbe interessare abitanti e appassionati della montagna piemontesi e valdostani? Innanzitutto perché riscrive le vicende moderne di luoghi come la Valle d’Aosta e il Lago Maggiore, le valli di Susa e di Lanzo, le Valli valdesi e del Biellese mettendole a confronto con quelle delle montagne svizzere e francesi. L’esito di questa operazione è per molti versi sorprendente: le vallate del Piemonte e della Valle d’Aosta vengono restituite a una dimensione internazionale, fatta di scoperte e innovazioni (si pensi al traforo ferroviario del Fréjus o all’avvio del turismo sul Lago Maggiore e nelle valli di Lanzo), a scapito di resoconti storici tutti concentrati su una ricostruzione di “un bel tempo che fu” sovente mai esistito.

 

L’autore del libro è Antonio De Rossi, architetto e direttore del Centro di ricerca “Istituto di architettura montana” del Politecnico di Torino, figura molto attiva nei progetti di rivitalizzazione delle vallate alpine. Ma il volume, arricchito da bellissime immagini e fotografie storiche, contiene molte altre cose. “Innanzitutto – spiega De Rossi – dimostra come la storia della trasformazione moderna delle Alpi sia anche e soprattutto una vicenda, nel dialogo-scontro tra montagne e città, di costruzione di immaginari, di rappresentazioni, di narrazioni. Le montagne vengono trasformate seguendo gli immaginari degli abitanti delle città. Per quanto paradossale possa a prima vista sembrare, le Alpi, così come oggi noi le conosciamo e le percepiamo, non sono infatti sempre esistite. Esse sono state “costruite” attraverso un duplice processo: quello della trasformazione del territorio alpino, della materiale immissione e implementazione, in quel contesto, di progettualità e manufatti umani; e quello della conoscenza scientifica e artistica, della costruzione di un immaginario, di una rappresentazione e messa in scena delle montagne”.

 

Massimo Iaretti

Ottocento e Novecento in mostra a Domodossola

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Esposizione delle opere dei grandi artisti della collezione Poscio

 

L’interessante mostra che si sta svolgendo a Domodossola a palazzo De Rodis propone una parte della collezione di dipinti,sculture, disegni, raccolti da Alessandro Poscio, lungimirante appassionato d’arte curioso di ogni genere e stile.Si ha così l’occasione di ammirare i più grandi artisti fra metà 800 e primo 900 mettendo a confronto vari movimenti, ognuno con proprie caratteristiche pur appartenendo allo stesso periodo.Tra le molte firme troviamo John Constable, Francesco Hayez, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Giuseppe De Nittis, Giorgio De Chirico.Accanto ad essi i paesaggisti piemontesi della Valle Vigezzo denominata valle dei pittori.In primo piano Carlo Fornara che ci accoglie con un autoritratto che sembra indicare il percorso attraverso molti dipinti che gli rendono merito poiché si è rivelato uno dei più importanti divisionisti italiani.

 

L’aveva immediatamente intuito il grande Segantini che, pur non essendo incline a facili amicizie, lo dimostra l’indifferenza che provò nei riguardi di un grande esponente del neo impressionismo scientifico quale Morbelli, scrisse a Pellizza Da Volpedo “Mi si dice del giovane Fornara che tenta e vuole lo veda…. Qualcosa di nuovo comincia” E più tardi lo volle come assistente e collaboratore per il Trittico della Natura.E’ dato risalto anche ad altri artisti Vigezzini: G Battista Ciolina, Lorenzo Peretti, G. Maria Rastellini, tutti formatisi alla scuola Rossetti Valentini di Santa Maria Maggiore sotto la prestigiosa guida di Enrico Cavalli che, forte della propria esperienza in Francia, parlava loro dei Barbisonniers, di Monticelli, Millet, Theodor Rousseau.

 

Sollecitati da questi insegnamenti ognuno di loro si recò in Francia i per completare la conoscenza dei grandi maestri ritornando però sempre nella valle natia con un bagaglio di esperienze artistiche più ampie.Anche Fontanesi che aveva ormai scelto Torino come città in cui vivere ed esporre le proprie opere, ebbe grande influenza su Fornara che si entusiasmò della bellezza dei suoi paesaggi accrescendo in lui la convinzione di quanto questo genere gli appartenesse.

 

La città Sabauda, grazie soprattutto a Fontanesi che si stabilì a palazzo Accorsi in via Po ed era insegnante all’Accademia Albertina fu punto di riferimento per chi si cimentava nella pittura di paesaggio; anche Cavalli, oltre a Fornara, fu attratto da Torino dove partecipò a diverse mostre ottenendo successo in particolare con la tela “Il naturalista”Poiché la mostra attuale consta di 120 opere mentre la collezione Poscio completa ne possiede circa 500, si darà continuità offrendo una visione più ampia della raccolta che ha il merito di far conoscere grandi firme ma anche pittori vigezzini meno conosciuti che si appassionarono agli effetti della luce e del colore.

 

Essi diedero corpo sulla tela alle emozioni suscitate dalle montagne compagne di vita spesso denominate con i nomi familiari di Pizzo Ragno, Pizzo Marcio, Pane e Latte, Scheggia, da paesini come Albogno, il cui campanile, visto da Orcesco, spunta improvviso tra la vegetazione e ancora dai suggestivi camini di Craveggia.Tutta la valle è stata percorsa da questi pittori tra fine 800 e metà del 900, ogni angolo anche il più umile fu ritenuto degno di essere dipinto, è stata data dignità alle montanare cariche di fieno nel gerlo e persino alle mucche si è dato il primo piano da protagonista.

 

Con grande suggestione viene presentato a chi non è vissuto in quel periodo, uno spaccato d’epoca che suscita nostalgia in chi ha avuto la fortuna di parteciparvi. La mostra è stata molto apprezzata nei giorni scorsi dall’Associazione “ Peregrinantes” di Casale Monferrato che ha potuto mettere a confronto Fornara con Morbelli la cui casa museo si trova nel territorio casalese alla Colma di Rosignano dove Morbelli risiedeva ogni estate sperimentando la tecnica del Divisionismo.

 

Giuliana Romano Bussola

Il Salone delle meraviglie d'Italia rilancia il patrimonio culturale in chiave anticrisi

SALONE LIBRO FOTO Salone-del-Libro.

“Sarà una importante occasione per ripercorre e ripensare il nostro rapporto con l’immenso patrimonio che abbiamo ereditato”, ha detto Picchioni

 

Tutte le”Meraviglie d’Italia”, ecco il filo conduttore dell’edizione 2015 del  Salone del Libro 2015. In conferenza stampa nel salone del Sermig, il direttore e il presidente della fiera torinese, Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni hanno annunciato questa scelta che è legata all’ Expo di Milano. “Contro questa crisi vale la pena ripensare la nostra storia e le ragioni che l’hanno modellata. Sarà una importante occasione per ripercorre e ripensare il nostro rapporto con l’immenso patrimonio che abbiamo ereditato”, ha detto Picchioni. Presenti anche il sindaco Piero Fassino e l’assessore regionale alla cultura Antonella Parigi.

 

Paese ospite la Germania, con una delegazione guidata dal console generalea Milano Peter Dettmar e dalla direttrice della Buchmesse di Francoforte Bärbel Becker. Più di 20 gli  autori tedeschi a suggellare l’amicizia con la città della Mole, già testimoniata dagli eventi di Torino incontra Berlino. Il Lazio, rappresentata in conferenza stampa dall’ assessore alla Cultura Lidia Ravera, sarà invece la regione ospite.

 

Il 28° Salone Internazionale è in programma al Lingotto da giovedì 14 a lunedì 18 maggio.  La campagna promozionale si ispira al dipinto di Wilhelm Tischbein: il ritratto di fine Settecento che raffigura Goethe sulla via Appia circondato dalla campagna romana piena di antiche rovine, nel suo viaggio in Italia. Sempre fermo  il prezzo del biglietto della fiera: 10 euro, come avviene ormai da tre anni. Per i bambini 2 euro e mezzo.

Un'assemblea sul problema dei furti a Pecetto

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Momento di incontro per discutere sul problema che sta minando la sicurezza delle famiglie nonché occasione per trovare risposte concrete ed utili

 

Dopo un primo periodo di relativa calma il fenomeno dei furti nelle abitazioni di Pecetto Torinese è ripreso in pieno e non ha registrato interruzioni neppure durante le vacanze natalizie.

 

Per fare il punto della situazione l’Associazione Prima Pecetto ha convocato un’assemblea pubblica venerdì 23 gennaio, alle ore 21, presso la Chiesa dei Battù.

 
L’assemblea vuol essere un momento di incontro per discutere serenamente sul problema che sta minando la sicurezza delle famiglie, nonché occasione per trovare risposte concrete ed utili. Interverrà l’Avv. Alberto Del Noce, consigliere del Comune di Pecetto.

 

Infermieri sul piede di guerra: "Sbloccate le assunzioni, diamo l'anima tra turni e straordinari"

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“Noi chiediamo l’immediato atto deliberativo della Regione che faccia ripartire le assunzioni che sono del tutto ferme per un blocco che ormai ci trasciniamo da ben 4 anni. Se ciò non accadrà negli ospedali sarà molto difficile, se non impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti”

 

Il sindacato degli infermieri Nursing Up prosegue sul refrain delle ultime settimane e chiede compatto lo sblocco immediato delle assunzioni. Questa volta, però, non si ferma alle semplici richieste ma dichiara lo stato di mobilitazione di tutti gli infermieri piemontesi finché non si vedranno fatti concreti. Questa è anche la risposta chiara e immediata, che sgomberi il campo da ogni equivoco.

 

“L’attuale blocco delle assunzioni continua a penalizzare in modo pesantissimo noi infermieri, uomini e donne che negli ospedali danno l’anima tra turni e straordinari – ha dichiarato Claudio Delli Carri, segretario regionale del Nursing Up -. Noi chiediamo l’immediato atto deliberativo della Regione che faccia ripartire le assunzioni che sono del tutto ferme per un blocco che ormai ci trasciniamo da ben 4 anni. Se ciò non accadrà negli ospedali sarà molto difficile, se non impossibile, continuare a garantire la qualità della prestazione offerta ai pazienti”. “Dobbiamo ricordare tutti che un infermiere stanco, stressato, vittima di burn out, per le situazioni ad alto rischio che affronta, è un infermiere che più facilmente può sbagliare. Con tutte le conseguenze che ciò può comportare”. Delli Carri, poi, si rivolge direttamente all’assessore alla sanità Antonino Saitta e gli rammenta che da anni la sua organizzazione si sta battendo contro il blocco:

 

 “Abbiamo fatto già in passato mesi di mobilitazione e addirittura nel 2013 siamo arrivati a fare lo sciopero della fame per 9 giorni davanti alle Molinette come forma estrema di protesta pacifica. Il tutto per combattere una delibera sul blocco alla quale, come sappiamo, ci possono essere delle deroghe che l’assessore pare non voler utilizzare.”

Massimo Iaretti

 

 

Chiamparino, Laus e Pichetto eleggono l'inquilino del Colle

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I tre “grandi elettori” piemontesi che voteranno il nuovo presidente della Repubblica

 

Sergio ChiamparinoMauro Laus e Gilberto Pichetto (per l’opposizione) sono stati delegati, nel corso della seduta del Consiglio regionale del 20 gennaio, a rappresentare il Piemonte per l’elezione del Presidente della Repubblica, a integrazione del Parlamento in seduta comune, convocato per giovedì 29 gennaio 2015 alle ore 15. La prassi, confermata dalla Conferenza dei presidenti delle Assemblee regionali legislative, è infatti quella di delegare a Roma i presidenti di Giunta e Consiglio regionale, oltre a un rappresentante della minoranza consiliare. 

 

Come dettato dall’art. 83 della Costituzione della Repubblica e dall’art. 28 dello Statuto, l’Assemblea di Palazzo Lascaris, dopo la presentazione dei candidati, ha proceduto alla votazione segreta, secondo l’art. 71 del Regolamento, con il voto limitato alla indicazione di due nomi.  Il capogruppo del Pd Davide Gariglio ha proposto per la maggioranza i presidenti della Giunta Chiamparino e del Consiglio Laus

 

Davide Bertola (M5S), quale “grande elettore” di minoranza ha indicato il suo compagno di gruppo Davide Bono, proponendo alla maggioranza, forte della possibilità di fare eleggere due consiglieri, di dare spazio alla rappresentanza di genere.  Claudia Porchietto, parlando a nome dei gruppi di Forza Italia, Fdi e Lega Nord, ha infine manifestato la preferenza per PichettoAll’annuncio delle candidature dei consiglieri non è seguito alcun dibattito, ma si è subito proceduto alla votazione: a Chiamparino e Laus sono andati 31 voti, a Pichetto 16 e a Bono 10.

 

(MB – cr.piemonte.it)

Indagine Cgia Mestre, dalla Regione Irpef record. Roma taglia e Torino tassa: rincari al top in Piemonte

REGIONE PALAZZO

Il dato è particolarmente significativo perche’ il numero dei contribuenti Irpef e’ pari al 41,4 per cento del totale nazionale

 

Come compensare il corposo taglio di trasferimenti da parte di Roma? semplice, con il solito vecchio ed efficae sistema di aumentare le tasse. E così le regioni con significativi  aumenti delle addizionali Irpef, colpendo soprattutto i redditi maggiori, cercheranno di fare cassa. La Cgia di Mestre, considerando che d agire sulle aliquote sono state al momento Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria ed Abruzzo ha reso noti i dati della propria ricerca. In linea generale gli incrementi di imposta scatteranno per i redditi con piu’ di 40.000 euro e, ad esclusione della Lombardia, dove fino ai 100mila euro, non si avvertiranno differenze.

 

“Al netto degli obblighi di legge che hanno imposto ad alcuni governatori la modifica delle aliquote e anche degli scaglioni di reddito dell’addizionale regionale Irpef – spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – l’inasprimento dell’imposizione e’ legato anche al taglio dei trasferimenti deciso con l’ultima legge di Stabilita’. Nel 2015, infatti, le Regioni a statuto ordinario subiranno una riduzione delle risorse erogate dallo Stato centrale di 3,5 miliardi di euro che, in parte, sara’ compensata dall’aumento delle tasse locali”. Nonostante siano solo 5 le Regioni interessate dal monitoraggio, il dato è particolarmente significativo perche’ il numero dei contribuenti Irpef presenti in questi aree territoriali e’ pari al 41,4 per cento del totale nazionale. Nella classifica degli inasprimenti il Piemonte (seppur non toccando le fasce deboli) è tristemente al top. Dai 30mila euro di reddito in su potrà superare – per i Paperoni – i 2500 euro.

 

(Foto: il Torinese)

Ex Moi verso la rinascita

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Nelle giornate del 14 e 15 gennaio si sono tenute in Comune le riunioni della I e della II Commissione e la Conferenza dei Capigruppo per discutere la sorte dell’ ex Moi

 

L’area degli ex Mercati Generali, com’è noto, è stata oggetto nel 2006 di riqualifica in occasione delle Olimpiadi Invernali, ed è poi andata incontro al degrado negli anni seguenti, trascinando l’intero quartiere di Borgo Filadelfia con sé. Più volte i residenti hanno lamentato il senso di abbandono da parte delle istituzioni competenti, e si sono confrontati con realtà difficili quali, ad esempio, l’occupazione di alcune delle palazzine da parte di qualche centinaio di immigrati. Persino Paratissima, manifestazione che aveva portato una ventata di aria fresca nel quartiere negli anni passati, ha dovuto issare bandiera bianca di fronte al crescente stato di degrado dell’area e cercare una nuova sistemazione. Era quindi stata accolta con entusiasmo la notizia di un bando di concessione delle arcate dell’ex Moi a partire dal luglio del 2014, bando che però attualmente è stato sospeso.

 

E, per una volta, per ottime ragioni: l’Università di Torino ed il Politecnico hanno infatti promosso una manifestazione di interesse per istituire nel complesso un polo di ricerca scientifica, e la proposta è parsa molto interessante sia al Comune che alle altre parti interessate. Il progetto in esame prevede nel dettaglio  la realizzazione di un centro di aggregazione multidisciplinare per lo studio delle scienze della vita, di aree congressi e l’allocazione del MAP, ovvero il Centro Museo Archivio del Politecnico di Torino. Interessante la vicinanza con la sede della Cittadella della Salute, che secondo le previsioni dovrebbe sorgere nei pressi del nuovo Palazzo della Regione, a poca distanza dal Moi. Sicuramente, se entrambi i progetti andranno in porto, la collaborazione tra queste due realtà porterà benefici sia al quartiere di Borgo Filadelfia, che andrà finalmente incontro ad una “rinascita”, sia all’intera cittadinanza. E nel caso in cui la proposta di Università e Politecnico non incontrasse il favore delle parti in gioco?

 

In tal caso si ripartirebbe dal bando di concessione datato luglio 2014, spiegano gli Assessori Stefano Lo Russo e Gianguido Passoni. Giorgio Rizzuto, presidente della Circoscrizione 9, esprime in merito cauto ottimismo: “ Sono contento si sia fatta chiarezza sui possibili iter”, dichiara. E lo stesso sentimento nutre nei confronti dell’altro grande problema che coinvolge l’area dell’ex Moi, ovvero la questione delle palazzine occupate: è infatti recente la disposizione di sequestro giudiziario emessa dal Tribunale di Torino, che culminerà in primavera nello sgombero degli edifici. “ Il Comune deve gestire la questione del degrado di Borgo Filadelfia: quella dei profughi è solo l’ultima di una serie di trascuratezze e di leggerezze post olimpiche, e lo sgombero è un fatto da cui non si può prescindere. E’ ora che i cittadini vengano ascoltati”, dichiara Rizzuto. Non resta quindi che attendere gli sviluppi che avranno luogo nei prossimi mesi, sperando siano positivi.

 

 (Foto: il Torinese)

                                                                                                                                                                                                                                         Chiara Mandich

Maria Ferreri

Rivoluzione Nodo Ferroviario: una Newco tra Trenitalia e Gtt

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treno p nuovatreni porta nuovaFirmata la lettera di intenti per la costituzione del nuovo assetto

 

Una lettera di intenti è stata sottoscritta  tra Trenitalia e GTT per valutare congiuntamente la possibilità di costituzione di una Newco finalizzata alla gestione del servizio ferroviario metropolitano del nodo di Torino. All’incontro erano presenti il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, il Sindaco della città di Torino Piero Fassino, l’Assessore ai Trasporti della Regione Francesco Balocco, il Presidente dell’Agenzia per la Mobilità metropolitana e regionale Claudio Lubatti, l’Assessore alle Società Partecipate della Città di Torino Giuliana Tedesco, l’Amministratore Delegato del Gruppo FS Italiane Michele Mario Elia, l’Amministratore Delegato di Trenitalia Vincenzo Soprano, il Direttore della Divisione Passeggeri Regionale di Trenitalia Orazio Iacono, il Presidente di GTT Walter Ceresa. Come già deciso dall’amministrazione Regionale, le gare rimangono l’obiettivo finale; tuttavia, considerata la complessità strutturale del nodo metropolitano, si è deciso iniziare a procedere con quelle relative al lotto nord (SFR1) e al lotto sud (SFR 2) del sistema ferroviario regionale. Se, come si immagina, le verifiche tecniche che seguiranno avranno esito positivo, si procederà all’affidamento diretto alla Newco, ovvero del raggruppamento di imprese che la precederà, della rete di Torino, rimandando la gara ad un momento successivo, in modo da consentire ad eventuali competitors interessati di poter concorrere all’aggiudicazione del servizio anche su questo importante nodo.

 

Si tratta di una strategia adottata anche in Germania dove i Lander hanno promosso le gare escludendo, nella fase iniziale, i nodi metropolitani che, per le loro caratteristiche tecniche, comportano modalità di gestione e tempi di attuazione differenti. “L’accordo firmato oggi – ha dichiarato il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino – è il primo tassello di un progetto che ha una valenza più ampia e che mira a favorire la nascita di un nuovo soggetto competitivo nel trasporto pubblico a livello nazionale. “Si tratta di un atto molto importante che – ha affermato il Sindaco della città di Torino e Sindaco Metropolitano Piero Fassino – coincidendo con l’avvio della Città Metropolitana, offre l’opportunità di migliorare su un’area vasta il servizio di trasporto su ferro; é un passaggio innovativo determinante che, garantendo una maggiore intermodalità, favorisce l’interconnessione fra il servizio ferroviario metropolitano ed il servizio di trasporto pubblico urbano”.

 

Oggi il Servizio Ferroviario Metropolitano del Nodo di Torino è gestito congiuntamente ed in partnership da GTT e Trenitalia sulle seguenti direttrici di traffico:
– SFM1 (Pont Canavese) Rivarolo – Chieri
– SFM2 Pinerolo – Chivasso

 -SFM3 Torino P.N. – Susa / Bardonecchia
– SFM4 Torino Stura – Bra
– SFM6 Torino Stura – Asti
– SFM7 Torino Stura – Fossano
– SFMA Torino Dora – Aeroporto – Ceres
– SFMB Alba – Bra – Cavallermaggiore

 

Si tratta complessivamente di 6,25M Tr/Km che, a partire dal 2019, con la realizzazione dell’interconnessione Rebaudengo – Grosseto e l’apertura della nuova linea SFM5 Orbassano – Torino Stura (Chivasso), diventeranno 8M Tr/Km. Per quanto riguarda la costituzione della Newco (e del raggruppamento di imprese che la precederà) sono stati rimandati alle strutture tecniche delle Aziende: gli opportuni approfondimenti, le modalità di istituzione, le valutazioni patrimoniali e gli asset da conferire, oltre che la composizione degli organi amministrativi e del management. Al tavolo parteciperanno, in qualità di osservatori, anche un rappresentante dell’ente Regione ed un rappresentante designato dalla Città di Torino. Scorporando di fatto una componente dell’attuale contratto di servizio tra Regione e Trenitalia, l’affidamento del nodo di Torino al nuovo soggetto consentirà una rinegoziazione anticipata del contratto stesso (considerato decaduto) per il periodo che precederà l’affidamento tramite gare. Con questa iniziativa la Regione conta di assicurare un miglioramento del servizio per poi ottenere, anche prima delle gare, un risparmio in termini economici.

 

Come previsto dalle procedure per la regolamentazione della concorrenza, saranno presi contatti con le autorità nazionali e comunitarie competenti. L’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Michele Mario Elia, intervenuto alla firma, ha ribadito che “FS Italiane e le sue società sono favorevoli all’affidamento del servizio regionale attraverso procedure competitive. Le gare sono uno stimolo importante perché obbligheranno tutti, committenti e fornitori, a fare i conti con le proprie capacità e responsabilità. Insieme alle gare – ha proseguito Elia – è fondamentale ricercare e costruire una sempre migliore integrazione fra le diverse modalità di trasporto e fra le società che operano sullo stesso territorio. L’accordo  va in questa direzione. Mira a ottimizzare l’uso delle risorse pubbliche e a definire modelli di trasporto sostenibili e adeguati alle necessità dei cittadini. E sempre in quella direzione – ha concluso Elia – va l’impegno di Rete Ferroviaria Italiana per completare gli interventi infrastrutturali nel nodo di Torino. Così da creare le premesse tecnologiche e infrastrutturali di un migliore servizio al pubblico” Per il Presidente di GTT Walter Ceresa “Quella di oggi è una tappa importante per il futuro dell’azienda che ha la possibilità di consolidarsi come operatore globale e valorizza le caratteristiche di intermodalità del gruppo.”.

 

(Foto: il Torinese)