
Ben 3 chilometri di percorsi espositivi, oltre 46.000 metri quadrati di pertinenze, 7 ettari di giardini
Una nuova denominazione ma, soprattutto, un passo avanti nel percorso di autonomia dell’istituzione culturale: una nuova “mission” svincolata dal ministero per il Polo Reale torinese.Il ministro Franceschini ha infatti firmato il decreto che dà un nuovo nome al Polo Reale. Nascono i Musei Reali di Torino che avanzano così nel processo previsto dalla riforma. Il cambiamento di nome è stato attuato per rendere più trasparente, scrive l’Ansa ” la radice storica che unisce le cinque grandi istituzioni culturali ospitate nell’antica residenza torinese dei Savoia: il Palazzo Reale con l’Armeria e la Biblioteca; il Museo di Antichità e la Galleria Sabauda. Un patrimonio legato alla storia della dinastia sabauda, da Emanuele Filiberto, a cui si deve il trasferimento della capitale da Chambéry a Torino, fino a Carlo Alberto, con il quale si compie la trasformazione delle collezioni di famiglia in un museo pubblico”. I Musei Reali rappresentano oggi un distretto culturale alla pari con i grandi musei d’Europa dal Louvre al British Museum all’Ermitage. Ben 3 chilometri di percorsi espositivi, oltre 46.000 metri quadrati di pertinenze, 7 ettari di giardini.
(Foto: il Torinese)




Il 27 gennaio del 1945 cadeva di sabato. L’Armata Rossa, e più precisamente la 60ª Armata del Primo Fronte Ucraino, arrivò nella cittadina polacca di Oswieçim (in tedesco Auschwitz), a circa 60 km da Cracovia. Le avanguardie più veloci, al comando del maresciallo Konev, raggiunsero il complesso di Auschwitz-Birkenau-Monowitz nel pomeriggio e attorno alle 15.oo i soldati sovietici abbatterono i cancelli del campo di sterminio
Il primo e unico museo al mondo interamente dedicato all’arpa, alla sua storia e al suo universo sonoro. Il Museo è nato per ospitare a rotazione, la collezione di oltre 110 arpe antiche, ispirata da Victor Salvi, è oggi il riferimento a livello internazionale non solo per gli arpisti, ma per i cultori dell’arte




