redazione il torinese

Il crocifisso è salvo: resta in Comune

sala rossa palazzo civicoContrario a togliere il simbolo religioso anche il sindaco Piero Fassino

 

Il Crocefisso resta esposto in Sala rossa, grazie al voto di  25 consiglieri che si sono opposti alla delibera presentata da Silvio Viale (Pd e storico Radicale), Vittorio Bertola (Movimento 5 Stelle) e Piera Levi Montalcini (gruppo misto di maggioranza) . Contrario a togliere il simbolo religioso anche il sindaco Piero Fassino. Il centrodestra ha votato contro la delibera, la maggioranza si è divisa: chi ha votato  il ‘no’ e chi non ha partecipato al voto, o è uscito dall’aula. Secondo l’associazione radicale Adelaide Aglietta -“il Comune di Torino ha scelto un arroccamento su posizioni clericali e conservatrici. Un’offesa alla laicità”.

La via delle stelle del cinema sotto la Mole

mole tricoloreVia Montebello, sede del Museo del Cinema, diventerà come la celebre Walk of Fame di Los Angeles

 

La proposta, presentata dal capogruppo dei Moderati Dario Troiano, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio comunale con l’approvazione del sindaco Piero Fassino. Via Montebello, sede del Museo del Cinema, diventerà come la celebre Walk of Fame di Los Angeles. Sarà dedicata però solamente alle stelle torinesi e ai personaggi che hanno fatto la storia del cinema  sotto la Mole. Come per la ‘via delle stelle’, a Bologna, diventata il tempio del jazz, anche la nostra città potrà ricordare, nelle modalità che verranno definite dalla commissione Toponomastica di Palazzo civico, i ‘grandi’ del cinema dal secolo scorso ad oggi.

Il clima pazzo porta smog a livello viola a Torino e siccità nei comuni piemontesi

cielo torinopalatina cielo2Nella stazione sciistica di Prato Nevoso, nelle valli Monregalesi, l’acqua per gli impianti di innevamento artificiale è stata trasportata dalla pianura con apposite cisterne

 

Dopo una tregua di qualche settimana lo smog in Piemonte, per l’assenza di vento e piogge, torna ai livelli di guardia. Da ieri l’area rossa, con concentrazioni di inquinanti tra i 50 ed i 100 microgrammi al metro cubo ha riguardato la maggior parte della regione. Per questo weekend l’Arpa – agenzia regionale per l’ambiente indica un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in quattro zone: Torino e l’hinterland metropolitano e le aree urbane di Novara, Vercelli ed Alessandria, che saranno viola, il colore associato sui bollettini di vigilanza meteorologica ad un tasso di inquinamento dell’aria che supera i 100 mcg/mc. All’inquinamento si aggiunge la siccità che rende difficoltosa l’erogazione dell’acqua potabile in alcuni comuni del Biellese e del Cuneese. Nella stazione sciistica di Prato Nevoso, nelle valli Monregalesi, l’acqua per gli impianti di innevamento artificiale è stata trasportata dalla pianura con apposite cisterne.

Piemonte secondo nella classifica delle truffe agli anziani

anziani panchina

 La triste graduatoria è guidata dall’ Emilia Romagna

 

Nella graduatoria nazionale delle truffe agli anziani il Piemonte è secondo. La triste classifica è guidata da Emilia Romagna (642), seguono Piemonte (616) e Liguria (613), ultima chiude la Basilicata (144). A rendere nota la situazione dei  reati e anziani  e’ il Centro studi di Confartigianato, su dati del Ministero dell’Interno e dell’Istat.

Willie Peyote, l'educazione sabauda del torinese Doc

peyotr 2La nostra intervista prima del concerto di lancio del nuovo disco

 

Venerdì 22 gennaio, il Cap 10100 di Corso Moncalieri ha ospitato il concerto di lancio del cd “Educazione Sabauda” di Willie Peyote, il cui riscontro è stato entusiastico e ha garantito il sold out. Subito prima, la nostra intervista:

 

Allora, partiamo dall’inizio: come hai cominciato a scrivere?

Sai che non lo so quando esattamente ho cominciato? Mi ricordo però quando ho scritto per la prima volta qualcosa che mi è piaciuto sul serio! Avevo circa diciotto anni, ed era una brutta serata; rientravo a casa da una brutta esperienza e ho scritto direttamente in macchina, di getto, ho buttato giù quelle righe, e mi piacevano, erano fighe! Però ho pensato anche che era un peccato, che la cosa già partiva male, nel senso che, ho avuto poi il dubbio spesso, riesco a scrivere solo quando sto male, e diventa un po’ una gabbia, significa che per fare il mio lavoro devo star male…

 

Il mal de vivre dell’artista…

Eh, sembra una stronzata, però è assolutamente vero che nel malessere si scrive meglio, credo che accada un po’ a tutti quelli che scrivono…

 

Però adesso sei qui, con “Educazione Sabauda”: quanto ha influito Torino nella formazione del tuo cinismo e della polemica?

Beh, sicuramente ha influito molto sulla mia persona, però avrei detto più su altri aspetti: sulla sobrietà, sulla non voglia di apparire troppo…su quel non voler andare mai sopra le righe, che poi non sembra da quello che scrivo, ed è comunque parte del controsenso infinito che credo di essere; sul cinismo, direi più la città che non l’educazione sabauda, perchè la mia famiglia non è così cinica e negativa; Torino è bella ma austera, un po’ distaccata, ecco. Però poi quando la conosci meglio è molto accogliente…solo che è un po’ freddina. Eh, io sono molto freddo, di primo acchito: non mi piace molto il contatto fisico, sarà un po’ una cosa della mia famiglia, cioè, io e mio padre ci abbracciamo molto raramente, magari quando torna dalle trasferte ci stringiamo la mano…Che poi ci vogliamo un bene dell’anima, mio padre è nel mio disco ed è una delle più grandi soddisfazioni che la musica mi ha dato fino ad oggi, però ci è difficile esternarlo…

 

Da Torinese doc!

Esatto! L’ho chiamato educazione sabauda anche per reiterare il fatto che sono uno dei pochi torinesi torinesi rimasti…e non perchè sia un vanto, è solo parte di me, ma è quasi strano per gli altri; diciamo che in qualche modo avvalora ulteriormente la teoria dell’eccezione: l’ho scritto anche in una canzone apposta (Peyote 451 L’eccezione), con cui ho voluto dare la mia definizione di me.

 

Bene, e invece, prospettive per il futuro?

Prospettive per il futuro? Non lo so, e la cosa comincia a preoccuparmi, perchè sono in un’età in cui bisognerebbe cominciare ad avere qualche programma…è che non mi sono mai piaciute le aspettative, ho sempre avuto paura a crearmene temendo potessero essere disattese, però cerco di lavorare bene, al meglio delle mie possibilità, in modo che se andasse male non possa recriminarmi di non aver fatto abbastanza! Credo che però, il lavoro paghi: aveva ragione Frank che mi ha incentivato a licenziarmi, perchè certe cose vanno fatte a tempo pieno, mentre io invece avevo un po’ di paura…però aveva ragione lui, bisogna lavorare sul serio, e la musica è un lavoro, diverso, ma è un lavoro!

 

L’ultima domanda: c’è una domanda che hai sempre voluto ti ponessero e non ti hanno mai chiesto?

Eh, avere la risposta perfetta e non poterla dare! Però in realtà no, non c’è nulla che vorrei che mi chiedessero, perchè non c’è nulla che vorrei raccontare che non abbia già fatto nei testi!

 

Veronica Bosco

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito in visita a Torino

esercito sme3esercito sme1esercito sme2 Il Gen. Errico ha espresso la propria soddisfazione per i traguardi conseguiti dall’Istituto di studi militari più antico d’Europa nella formazione di base ed avanzata del personale militare della forza armata

 

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, ha visitato  il Comando per la Formazione e Scuola di Applicazione dell’Esercito. Accolto a Palazzo dell’Arsenale dal Comandante dell’Istituto, Gen. D. Claudio Berto, il Gen. Errico ha reso omaggio alla Bandiera decorata di medaglia d’argento al valore militare ed ha assistito ad un briefing sulle attività in corso e i principali progetti futuri del Comando. Nel corso della mattinata il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha tenuto una conferenza rivolta ai quadri ed ai frequentatori sui temi “Linee evolutive dell’Esercito Italiano”, “Leadership e arte del comando”. Nel lasciare Palazzo Arsenale il Gen. Errico ha espresso la propria soddisfazione per i traguardi conseguiti dall’Istituto di studi militari più antico d’Europa nella formazione di base ed avanzata del personale militare della forza armata. Una missione delicata, condotta all’insegna di principi quali osmosi culturale con l’università, internazionalizzazione degli studi e culto per le tradizioni, che dalle Regie Scuole Teoriche e Pratiche di Artiglieria e Fortificazioni del 1739 sono giunti immutati sino ai giorni nostri. Attualmente frequentano la Scuola di Applicazione di Torino gli ufficiali del 193° corso “Valore”, del 194° “Coraggio”, del 195° “Impeto” ed i capitani del 141° corso di Stato Maggiore.

 

 www.esercito.difesa.it

Al Poli il ministro Giannini conferma l'impegno per Architettura a Torino Esposizioni

poli anno accdemico 2016Nuovo bando per dottorati di ricerca: 1.300 euro netti mensili per l’importo delle borse, il più alto tra le Università pubbliche in Italia. Investimento complessivo di 2,6 milioni di euro l’anno. Il budget per i dottorati è aumentato del 50% rispetto all’anno scorso

 

Superchiampa fa i miracoli? Sì, secondo il ministro: “Tolgo la maglia nera che avevo dato alla Regione Piemonte: i dati a cui mi riferivo erano fermi  al 2014, ma in un solo anno di amministrazione di Sergio Chiamparino la posizione è decisamente cambiata. E’ infatti passata  dal 52% all’85% nell’assegnazione delle risorse per le borse di studio universitario”. Il titolare dell’Istruzione Stefania Giannini ha fatto queste dichiarazioni a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico.”Non è ancora la maglia rosa ma certo è un grande balzo in avanti”, ha aggiunto.

 

Ma la vera notizia (ora ufficiale) è che il ministero dell’Università collaborerà finanziariamente alla realizzazione del Polo di Architettura e Design a Torino Esposizioni. Lo stesso ministro  Giannini  ha confermato l’impegno nell’ambito dell’l’intervento che, complessivamente, costerà circa 100 milioni. Il Poli ne ha già stanziati 10.

 

Alla cerimonia il sindaco di Torino Piero Fassino ha intanto invocato “un sostegno forte dello Stato e del ministero dell’Istruzione. E’ necessario superare il blocco del turnover, inadeguato e contraddittorio con gli obiettivi che ci poniamo, obiettivi di sviluppo della ricerca e dell’università. Il Politecnico è un punto di eccellenza del sistema universitario di questa città e del Paese. E’ il cuore della strategia che punta a fare di Torino una città universitaria”.

 

Il Politecnico, nel frattempo,  avvia  un nuovo bando per dottorati di ricerca, definendo 1.300 euro netti mensili per l’importo delle borse, il più alto tra le Università pubbliche in Italia: l’investimento complessivo è di 2,6 milioni di euro l’anno. Il budget per i dottorati è aumentato del 50% rispetto all’anno scorso. 

 

Uno dei ricercati della Audi gialla si presenta in questura a Torino: "Sono innocente"

audi giallaDice di voler chiarire quello che secondo lui è stato un errore, in relazione alle foto apparse sul web  

 

Si è presentato spontaneamente alla questura di Torino uno dei ricercati  nella vicenda della Audi gialla. Dice di voler chiarire quello che secondo lui è stato un errore, in relazione alle foto apparse sul web. L’uomo è un albanese di 32 anni e afferma che anche le altre due persone ritratte nelle fotografie diffuse sono estranee ai fatti. L’Ansa informa che secondo i social network lui sarebbe uno dei  tre ricercati. E’ senza permesso di soggiorno e lo scorso 13 gennaio avrebbe dovuto lasciare il territorio nazionale entro sette giorni, ed è  stato trattenuto al Cie di corso Brunelleschi. Avrebbe spiegato alla polizia che conosce anche le altre due persone riprese nelle foto scattate presso un distributore nel Nord Est e circolate in rete: due albanesi che, sostiene, oggi si trovano nel loro Paese e uno sarebbe in carcere. la polizia avrebbe accertato che è rimasto sempre a Torino.

Malosti ripropone L’Arialda di Testori con i diplomati della Scuola per Attori dello Stabile

arialda 22arialda 23Le vicende dell’Eros e del suo amore non sporcato per il giovane Lino, a distanza di più di cinquant’anni, non intorbidano più nessuna sensibilità. Ma rimangono vive e vitali, come quelle dell’Arialda con tutto il suo desiderio d’amore, cercato e sempre negato

 

Ancor tempo prima una decina danni di frastornare il mondo letterario e teatrale del nostro paese con un terremoto linguistico che lo portò alla scrittura della “Trilogia degli Scarrozzanti”, con un insieme di fusioni, di storpiature, di termini disinvoltamente slungati o ridotti o imbruttiti, tra dialettismi lombardi o francesismi addomesticati (Giovanni Raboni lo definì “il più instancabile sperimentatore della letteratura italiana di questi ultimi decenni”), Giovanni Testori critico darte tra i più raffinati, amante di aree ben precise, tra Piemonte e Lombardia, poeta, romanziere e omosessuale colpevolizzato incrociò con il testo dell’Arialda la stretta democristiana degli Andreotti, dei Scelba, dei Gronchi (Morelli, Stoppa e Orsini che, nel tentativo di chiarire e di liberare una situazione senza via d’uscita, salgono al Quirinale da un Presidente che si rifiuta di riceverli) e l’accusa di oscenità, incorrendo in censure, in riduzioni, in ostacoli, in quelle cancellazioni che alla ripresa milanese impedirono alla commedia di andare in scena. Così per il palcoscenico; e così per il cinema, dal momento che la stessa autorità s’accanì sulle immagini di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, risultato della collaborazione tra il regista e lo scrittore, essendo alla radice del film Il ponte della Ghisolfa e La Gilda di Mac Mahon, insieme all’Arialda tasselli di quell’affresco che sono I segreti di Milano.

 

I tempi sono cambiati, il nome di Testori s’è anche per troppi annebbiato e le vicende dell’Eros e del suo amore non sporcato per il giovane Lino, a distanza di più di cinquant’anni, non intorbidano più nessuna sensibilità. Ma rimangono vive e vitali, come quelle dell’Arialda con tutto il suo desiderio d’amore, cercato e sempre negato, con il suo mondo abitato dai morti in cui rifugiarsi, come quelle del Gino, con la sua giovanile irruenza, o del maturo Candidezza, che portano attraverso un nebbioso panorama dell’hinterland milanese, fatto di strade e prati e cavalcavia come pure di stanze spoglie che s’affacciano sui lunghi ballatoi, come di palestre o bar fumosi, ad una rete fitta e umanissima di amori scabrosi, frettolosi, feroci e colti nell’inganno. Un presepe ferito di figurine che palpitano anche nell’ipocrisia, nella ferocia, negli atti finali di una vita sconvolta, nel desiderio fatto di bene e di male d’affermarsi, nei fantasmi tangibili (certe situazioni sentono l’influenza di Pirandello) che nel loro essere invisibili costruiscono un attimo di reale presenza.

 

Ha fatto bene Valter Malosti a riproporre il testo, a farne sentire ancora oggi la bellezza della scrittura, a immergerlo nel vuoto che è il palcoscenico delle Fonderie Limone di Moncalieri, soltanto lo scheletro di una porta a delimitare entrate e uscite, alcune soltanto, qualche tavolo, qualche sedia, ha fatto bene a giocare con la prepotenza di quei corpi (anche per immagini, l’armoniosità di certe Deposizioni lascia segni nella memoria) e di quelle voci, facendo quasi scontrare un personaggio con l’altro e riuscendo a creare un grandioso affresco di lotte, di rancori, di fragili vittorie e di sottomissioni. Tutto questo con l’apporto dei diplomati della Scuola per Attori del Teatro Stabile torinese da lui stesso guidata, alcuni fattisi apprezzare su differenti gradi in recenti spettacoli fatti in casa e qui desiderosi di mettersi in gioco totalmente. Qualcuno, se le rose fioriranno, sarà da tener d’occhio nelle stagioni a venire. Ricordiamo tra tutti Beatrice Vecchione che è una fervida Arialda, tutta la forza e la sfrontatezza di Matteo Baiardi (Gino), Roberta Lanave, Gloria Restuccia e la efficace prova di Camilla Nigro, buttatasi senza risparmio nel personaggio di Mina. Si replica sino a domenica 31 gennaio.

 

 (Foto: A. Macchia)

Elio Rabbione

Finge rapina da 25mila euro per pagare debiti di gioco

carabinieri bloccoI carabinieri hanno trovato l’intera somma di denaro

 

Nei giorni scorsi aveva denunciato una rapina nell’agenzia di scommesse di Trofarello, in cui lavora. Ma  era tutto falso.  Cercava di nascondere una grossa perdita al gioco e di impossessarsi di 25mila euro. A casa del dipendente infedele, un italiano di 25 anni, i carabinieri – informa l’Ansa –  hanno trovato l’intera somma di denaro. Il giovane è stato denunciato per simulazione di reato e appropriazione indebita.