Accanto alle attività consolidate dell’ATA, Associazione Tutela Ambiente di Ciriè, come i corsi, gli incontri a tema naturalistico, le passeggiate per far conoscere il territorio, l’Associazione Tutela Ambiente propone a partire da quest’anno un ciclo di conferenze dal titolo “ATA INCONTRA E RACCONTA”. Con queste conferenze di taglio divulgat ivo, l’associazione vuole offrire agli interessati la possibilità di “incontrare” esperti che racconteranno la loro esperienza professionale o amatoriale in diversi ambiti, tutt i comunque riconducibili alla sfera ambientale. Il primo ciclo, composto da cinque incontri, ha come tema le “terre alte”, la montagna, in particolare la montagna vicina, prendendo spunto dall’approvazione da parte del Comune di Balme della delibera in cui si rigetta l’ut ilizzo dei mezzi a motore a scopo ludico in montagna. E dunque è da Balme che si parte, con Gianni Castagneri che VENERDÌ 17 FEBBRAIO, presentando il libro “Le radici del sapore- L’identità alimentare delle Valli di Lanzo”, racconterà la sua esperienza di abitante e amministratore di un comune di montagna legandola in questo caso alla riscoperta dei sapori: il cibo, visto con un approccio storico non disgiunto però dalle possibili implicazioni odierne e future. Seguirà VENERDÌ 17 MARZO l’incontro con Mauro Salot, presidente dell’Associazione Sentieri Alta Val Malone, che racconterà la straordinaria iniziativa di recupero dei sentieri della Valle di Corio, dove nasce appunto il Torrente Malone. Un progetto di futuro sostenibile dell’economia della montagna, semplice ma innovativo, le vie di un tempo per il cammino di oggi. Ancora di sentieri alpini, anzi di angoli alpini, racconta Pier Luigi Mussa nell’incontro di VENERDÌ 7 APRILE. Ancora una “fatica” editoriale: “Valli di Lanzo nascoste”. Nascoste, ma non per l’Autore: fotografo, scrittore, appassionato di meteorologia, ma soprattutto moderno esploratore di luoghi vicini e dimenticati. Si cambia argomento VENERDÌ 12 MAGGIO nell’incontro con Pier Giorgio Terzuolo, responsabile Area Tecnica Ambiente di IPLA. Il tema, di grande interesse ma alquanto delicato, è la gestione forestale, la gest ione del patrimonio boschivo, in difficile equilibrio tra conservazione e sfruttamento. I boschi: una risorsa naturale, paesaggistica, energetica e altro ancora. Tanti ut ilizzi e la difficoltà di farli convivere. VENERDÌ 16 GIUGNO si chiude questo primo ciclo di conferenze con l’incontro con il primo e più importante parco italiano: il Parco nazionale Gran Paradiso. Quasi un secolo di natura alpina protetta: la raccontano la biologa Ramona Viterbi e la guardiaparco Raffaella Miravalle. Un incontro importante, degna chiusura, in attesa della riapertura autunnale.
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Per informazioni: Toni Farina 335. 7035304 – ciriunda@tiscali.it
….Settimo Torinese non ce l’ha fatta. Capitale italiana della cultura 2018 sarà Palermo. Non poteva accadere diversamente
convegni siciliani su Giovanni Gentile),ma politicamente piuttosto datata, sia pure- a scanso di equivoci- mille volte meglio di Ciancimino e di quasi tutti gli altri sindaci, esclusa l’unica donna-sindaco, Elda Pucci. Settimo – e non altre città del Piemonte- si è classificata tra le prime dieci. Un motivo di riflessione per tanti sindaci del Piemonte. Settimo, periferia di Torino e città post-industriale, non avrebbe, in passato, mai potuto ambire a questo risultato. Un mio compagno di scuola che lì viveva, una volta mi disse, tra il serio e il faceto, che a Settimo c’è spesso la nebbia perché la città, per pudore ,tende a nascondere la sua bruttezza.
biblioteca che lo possedeva era quella di Settimo Torinese. Fu una piacevole sorpresa, poi capii cos’era quella straordinaria biblioteca, epicentro e motore della cultura non effimera a Settimo e non solo. Se la città si è piazzata tra i primi dieci, credo lo debba soprattutto alla sua biblioteca.
confronti,non foss’altro perché non si è rivolto agli uffici e non ha letto il solito testo paludato. Ha parlato della sua esperienza di studente che visitò un campo di sterminio.
abbandonato alle mani della microcriminalità
tre generazioni tengono alto il nome del ristorante preferito da Giolitti. A Torino mal si adattava. Se oggi rivivesse,Mario si troverebbe spiazzato.
anni, come il” Firenze”, le” Duchesse”, la “Cittadella” prima versione ,il ” Mon Ami” dove si gustava un “paglia e fieno” che non ho più potuto assaporare. L’altra sera ho mangiato una ribollita che quasi sicuramente proveniva da una scatola. Un orrore. Edoardo Ballone un tempo fu giudice, non sempre imparziale, di buoni locali, ma allora era facile promuovere perché i buoni locali c’erano: i” Due Lampioni”, “la Vecchia Lanterna”,” il “Rendez- Vous” e parecchi altri. Resiste solo il” Vintage 1997″, erede del mitico “Tiffany” dove andavo a cena con Spadolini ( e Giulio Einaudi ci offriva una bottiglia del suo dolcetto) e lo storico “Gatto Nero” che resiste al tempo che logora. Non c’è più un ristorante di pesce che valga la pena, per non dire dei ristoranti cinesi. La vecchia birreria” Mazzini” (dove andavano a cena comunisti e liberali “progressisti” e dove c’era una celebre pasta e fagioli) ha chiuso da tempo i battenti. Certi locali storici dove andavano ex partigiani e intellettuali di sinistra, come l’”Osvaldo” di via Mercanti ,come il ristorante dell’albergo Canelli dove si davano appuntamento gli uomini del CLN piemontese(ricordati in una lapide sicuramente scomparsa) hanno abbassato da tempo le saracinesche.
servizio a tavola, dell’arredamento e di tanti altri aspetti che rendono gradevole un ristorante o anche solo una trattoria: oggi la linea di demarcazione non è così netta, forse neppure nei prezzi. I camerieri torinesi non conoscono le lingue ed è raro un menu bilingue. Se si pensa che Torino si vanta di essere una città turistica, nella ristorazione forse è davvero riuscita a diventare “turistica” nel senso deteriore. A Firenze, a Roma, a Bologna, a Palermo ,ad esempio, io riesco ancora a distinguere il turistico da evitare dal tipico da conoscere. A Torino è diventato quasi impossibile. Di poco turistico ,nel senso migliore della parola, i locali torinesi hanno le chiusure la domenica, nel mese di agosto e nel periodo di Natale.
DALLA CALABRIA
DALLA LOMBARDIA
DALL’ABRUZZO
«Non possiamo e non dobbiamo dimenticarci degli orfani delle vittime di femminicidio. Anche loro sono vittime perché perdono, in modo differente, entrambi i genitori e le istituzioni devono stare loro vicino. I modi per farlo ci sono
speciali”; prevedere l’istituzione di un fondo esclusivamente dedicato ai figli e alle figlie delle vittime di femminicidio. Mi impegno a presentare queste due proposte alla prossima seduta della Cabina di regia nazionale contro la violenza sulle donne».
Per la malattia e i disturbi del movimento della Città della Salute di Torino
distonie focali e generalizzate, tremori, ipercinesie), i pazienti sottoposti a terapie interventistiche (Stimolazione Cerebrale Profonda, infusione intestinale di levodopa tramite PEG) ed il trattamento con tossina botulinica delle distonie focali. I pazienti parkinsoniani afferenti al Centro sono circa 1.500, mentre i pazienti distonici che eseguono la terapia con tossina botulinica sono circa 300. I ricoveri in Week-Hospital riguardano pazienti per i quali è necessario un iter diagnostico più complesso e pazienti in fase avanzata che necessitano di una revisione terapeutica; inoltre pazienti da selezionare per le terapie interventistiche e pazienti che eseguono il follow-up. I ricoveri in W-H riguardano spesso pazienti provenienti da tutta la regione Piemonte e da altre regioni. I ricoveri in Degenza Ordinaria riguardano casi ad elevata complessità (pazienti in fase molto avanzata con rilevante comorbilità e disabilità motoria-cognitiva). I neurologi del Centro continueranno inoltre a svolgere l’attività di monitoraggio intra-operatorio durante gli interventi di Neurochirurgia Stereotassica, eseguiti dal professor Michele Lanotte, altro fiore all’occhiello dell’Azienda e della regione.
multidisciplinare dei pazienti all’interno della Città della Salute, tramite protocolli che riguardano l’interazione con le numerose Strutture che intervengono nella gestione del paziente parkinsoniano. L’interazione con altre Strutture riguarda la diagnosi (Medicina Nucleare, Radiologia, Genetica Medica, Medicina Interna, Neuropsicologia), il trattamento (Medicina Fisica e Riabilitazione, Dietetica e Nutrizione Clinica, Otorinolaringoiatria – Foniatria, Medicina del Sonno, Terapia del Dolore, Neuro-Urologia, Psichiatria) e le terapie della fase avanzata (Neurochirurgia Stereotassica Oncologica e Funzionale per gli interventi di Stimolazione Cerebrale Profonda, Chirurgia Generale ed Endoscopia Digestiva per il trattamento con infusione intestinale di levodopa tramite PEG). Tale interazione riflette la complessità della malattia di Parkinson, che durante la sua progressione porta all’insorgenza di numerosi sintomi motori e non-motori.
Il Centro ha inoltre l’obiettivo di sviluppare un funzionamento a rete con gli altri Ambulatori Parkinson della regione e con il territorio fino al domicilio dei pazienti e si propone pertanto come riferimento per l’attuazione di percorsi diagnostico-terapeutici-riabilitativi anche in ambito territoriale e regionale. A tal proposito, in accordo con le esigenze dell’Assessorato alla Sanità e della Direzione aziendale, verranno avviati l’aggiornamento dei percorsi (PDTA) e l’attuazione della Rete regionale Parkinson.
Saranno 30 i milioni in più di cui la Città dovrà farsi carico. Parola della sindaca di Torino, Chiara Appendino
Dall’agosto 2016, a seguito dei disastrosi eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia, il polo culturale Lombroso16 di Torino ha lanciato una