Tra Milano, Torino e mondi impossibili
Ci sono persone che nella vita seguono una strada sola.
E poi esistono quelle rare anime irrequiete che sembrano nate per attraversarne molte, lasciando ogni volta una traccia diversa di sé.
Fiorenza appartiene decisamente alla seconda categoria.
Donna forte, elegante, determinata. Una di quelle presenze che entrano in una stanza con naturale autorevolezza.
Milanese nell’energia, torinese nell’eleganza mentale. Capace di muoversi con disinvoltura ovunque, senza mai perdere quella curiosità quasi bambina verso l’insolito, verso l’impossibile, verso ciò che gli altri non vedono.
Perché sotto quella struttura solida vive un’anima profonda, e sensibile, talvolta perfino fragile nel senso più nobile del termine.
Una donna che nella vita ha avuto il coraggio di reinventarsi più volte.
Per ventotto anni lavora nell’aviazione generale, un mondo preciso, tecnico, rigoroso.
Eppure, dentro di lei, la creatività continuava a bussare.
Così cambia rotta davvero.
Studia fashion design e nasce http://Lu.Vi, la sua linea di abbigliamento femminile.
Non semplice moda, ma una forma di espressione personale. Fiorenza non crea soltanto oggetti: crea piccoli frammenti di carattere da indossare.
Ma il suo percorso non si ferma lì. Continua in un mondo fantastico, reale e tutto da scoprire.
Dieci anni dopo arriva la pittura.
E forse è proprio lì che la sua anima trova il linguaggio più libero.
Pop art e surrealismo diventano la sua casa emotiva.
Colori forti, ironia visiva, energia, ma anche una profondità sotterranea che si percepisce immediatamente osservando le sue opere.
Nasce così Humanimal Eyes, il progetto che oggi la rappresenta più profondamente.
“Animali dagli occhi umani”. O forse esseri umani nascosti dentro gli animali.
Galli e galline, giraffe, geki tigri, paperi, tori, civette… Creature apparentemente leggere o ironiche diventano improvvisamente vive, intense, quasi disarmanti.
Fiorenza non dipinge semplicemente animali: dipinge anime ed emozioni, e toglie la distanza tra il mondo animale e quello umano.
Ha scelto proprio gli occhi come centro della sua ricerca artistica, perché è lì che vede la verità di tutto.
Ed è forse questo il dettaglio più raro della sua arte: la capacità di accorciare la distanza tra il mondo animale e quello umano.
Dietro quei colori pop apparentemente giocosi si nasconde qualcosa di molto più profondo: un invito all’empatia.
È una donna che conserva l’istinto emotivo degli artisti veri: quelli che cercano umanità ovunque.
E forse Humanimal Eyes nasce proprio da questo, dal desiderio di ricordare che il mondo sarebbe meno crudele se imparassimo di nuovo a guardarci negli occhi. Tutti.
Perché a volte basta uno sguardo dipinto su una tela per capire una verità semplice che abbiamo dimenticato: la sensibilità non ha specie, non ha razza, non ha forma.
Ha soltanto occhi capaci di farsi riconoscere.
E viene quasi naturale sperare che questa sua anima così libera e curiosa scelga davvero Torino come uno dei luoghi principali del suo percorso artistico. Perché Torino, in fondo, ha ancora bisogno di persone capaci di ricordarle che l’eleganza più grande non è quella che si mostra, ma quella che riesce ancora a emozionare.
Monica Di Maria di Alleri Chiusano
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